giovedì 22 marzo 2012

Renato Dulbecco


Renato Dulbecco (1914–2012)


Premio Nobel per la medicina  nel 1974 insieme a  H. Temin, un suo ex-allievo, ed a  D. Baltimore.
Era originario di Catanzaro. Ha lavorato al California Institute of Technology (Caltech), Pasadena e in seguito al Salk Institute in La Jolla, California. 
Ha avuto tra i suoi studenti Rita Levi Montalcini e Salvator Luria, altre due eccellenze italiane.
E' stato un importante mentore e guida di molti ricercatori e medici, in campo microbiologico ha portato alla conoscenza degli oncovirus, che rilasciano geni per proteine oncogeniche in stato iperattivo.
Ha partecipato al progetto di sequenziamento del genoma umano, posto alla guida dei gruppi italiani che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Sulla sua vita ci sono aspetti che non si immaginano:

  • After obtaining his doctorate in 1936, Dulbecco was drafted into the Italian army as a physician. He was called to action in 1939, at the outset of the Second World War, to serve first in France and then in Russia. Disaffected by the war and its consequences, he deserted the army and hid in a small village near Turin, becoming physician to the local partisan units resisting the German occupation. After the end of the war, was an elected city councillor in Turin in 1945, then he returned to scientific research at the University of Turin. 
  • Dulbecco was an elegant man: a dapper dresser, soft spoken, with an ever-present smile. He was comfortable among the nobility, yet adept at changing the oil in his car; at once distant yet approachable. He was a charming host at dinners organized by his wife Maureen.... In short, he was always the perfect gentleman.   Da:
    Nature
     
    483,
     
    408
     
    (22 March 2012)
     

mercoledì 21 marzo 2012

quanti sono noti, e quanti ancora da scoprire

E' uscita la selezione dei migliori bloggers di scienza di lingua inglese.
Ne conosco alcuni, per frequentazione nei networks (Sthephen Curry, Eva Amsen) di altri ricevo il feed (mi arrivano gli avvisi dei post per e-mail). Sono brave autrici, alcune veramente "astonishing" (come Kim, col suo blog "Endless forms of beautiful").
mi soprendo di quanti/e ancora devo scoprire ,visitare, leggere e imparare a frequentare....

lunedì 19 marzo 2012

Yakumi

Yakumi: sono così detti nella cucina giapponese alcuni condimenti  introdotti dopo l'anno mille dalla Cina, che facevano parte della medicina fitoterapica cinese.
Oggigiorno, si usano per il loro aroma che si abbina a piatti specifici, spesso con il loro sapore danno il senso di una stagione, come i prodotti stagionali principali (i funghi-autunno; tofu-estate;  ostriche-inverno)
Ad esempio,  il daikon grattuggiato, disciolto nella salsa a base di soia per intingere i vari fritti di tempura, o il sanma, un pesce autunnale che si arrostisce sulla carbonella; salsa di zenzero e tofu freddo d'estate, o il wasabi (rafano) che si abbina al pesce nel sushi (e toglie il sapore dello sgombro).
Yakumi  all'origine facevano parte della cucina orientale per le loro proprietà particolari (antibiotiche, antimicrobiche, deodoranti e  pulenti il palato, energia yang che neutralizza lo yin, o viceversa).
 In scienza della nutrizione, si studia come alcuni cibi siano stati abbinati perchè danno un apporto complementare di nutrienti, vitamine e ammioacidi essenziali (pasta e formaggio, fave e tortillas a base di mais trattato con acqua di calce). La conoscenza tradizionale è alla base dello sviluppo di una nazione, che anche in condizioni economiche disagiate ha permesso una crescita individuale e sociale impareggiabile.
Nello studio dei principi attivi, i composti bioattivi si vogliono attivi a dosi massicce, quindi si invoglia a consumarne maggiormente. Come suggeriscono gli  studi  sul consumo delle fibre vegetali o della verdura e frutta, più il consumo è quotidiano più  diminuisce il numero di casi di malattie e tumori.
Nella medicina cinese invece il dosaggio è regolato molto finemente,  in dosi ben precise, perchè alcuni composti chimici si potenziano l'uno con l'altro, e perchè le preparazioni sono ottimizzate per rendere i bioattivi solubili e disponibili per essere assorbiti.  

Queste sono le principali erbe e condimenti (dal sito qui linkato) usati come Yakumi nei piatti giapponesi:

1. a base di Verdure
  • negi (il neghi è  il porro o cipollotto lungo, tagliato a rondelle fini, che sposa la pasta soba e il miso-shiro, la zuppa di miso),
  • wakegi (autumn "spring" onion),
  • asatsuki (chive),
  • seri (water dropwort),

  • mitsuba (trefoil),
  • shiso (perilla leaves),
  • myoga (Japanese ginger), 
  • kinome (young leaves of sansho, foglie di pepe di Sichuan, dall'aroma di limone, si abbina alle giovani piantine di bambù),
  • nira (Chinese chives),
  • tade (water pepper),
  • fukinoto (unopened bud of Japanese butterbur),
  • tamanegi (onion),
  • ninniku (garlic, aglio)
2. a base di radice vegetale
  • shoga ( ginger, zenzero grattuggiato),
  • wasabi (rafano giapponese),
  • daikon-oroshi (radice di daikon grattuggiato),
  • momiji-oroshi (grated radish e chili pepper)
3. a base di alghe
4. Spice based - a base di spezie
  • togarashi (red pepper), shichimi-togarashi (mix di sette spezie, include la buccia di agrume), karashi (Japanese hot mustard, senape piccante), shansho (Japanese pepper), kosho (black pepper)
 Il pepe di Sichuan, l'anice stellato, lo zenzero sono molto comuni nella cucina di Szechuan (Star anise and ginger are often used with it prominently in spicy Sichuan cuisine). Ha un pH alcalino, ed un effetto stordente il palato, parestesia  perchè contiene idrossi-alfa-sanshoolo, un alcool terpenico.
5. Seed based -semi vegetali
  • goma (semi di sesamo bianco e nero)
6. Citrus (almeno 7 tipi di agrumi a varia stagionalità)
  • yuzu, kabosu, sudachi, daidai, chinpi (buccia)
7. Fish based- a base di pesce
  • katsuobushi (dried, smoked, mold-cures bonito),
  • chirimenjako (small young sardines)
Questo post vuole essere un contributo all'edizione di marzo del Carnevale della Chimica, ospitato da Paolo Pascucci sul suo blog.

venerdì 9 marzo 2012

burocrazie e rivoltamenti di decisioni

Di recente  stanno succedendo rivoluzioni e capovolgimenti tutti italiani che porteranno ad una crisi della ricerca nazionale. In merito ad una tendenza a premiare la progettualità, si era stabilito che alcuni fondi del ministero per la ricerca che finanziano la rete del CNR fossero accantonati per costituire i fondi dei progetti premiali, (assegnati non al ricercatore ma all'istituto, sulla base delle linee di ricerca),  mentre una nuova dotazione era stata accantonata per i progetti "Bandiera" (da assegnare a gruppi di lavoro di avanguardia). Ora, la parola stessa dovrebbe far pensare che un progetto premiale serva a finanziare il gruppo che lo merita di più, e che i progetti "bandiera" siano l'eccellenza unita ai campi più attuali di ricerca.
Ecco un estrapolato della lettera del direttore di dipartimento, in cui annunica che il primo anno dei progetti bandiera non adrà più alle ideee presentate a fine 2011, ma sarà a sportello ,con un non si sa quale commissione a giudicare e decidere, mentre si fa strada la possibilità che la burocrazia degli uffici di roma si mangi una grande fetta, tra il 40% ed il 60%, dei finanziamenti, detti "overheads" ma soprannominati "tangenti". Fatto sta che noi dobbiamo mettere 11 mesi uomo/anno, ma questi costi aggiuntivi sono "morti", le persone della struttura centrale non si possono rendicontare.
  • : ...In merito ai Progetti Bandiera, ad Aprile 2011 ho ereditato un oggetto che non conoscevo. La genesi e l’attribuzione di questi progetti al PNR esula dalla mia esperienza in Dipartimento e quindi non so cosa fosse stato proposto e come si sia arrivati all’individuazione dei progetti finanziati. Venuto a conoscenza della cosa, mi sono attivato per sapere se ci fosse spazio per la partecipazione dei ricercatori del DAA alla progettualità. Dopo contatti informali con i responsabili dei progetti Epigenomica ed Interomics, ho chiesto alla rete, attraverso i nodi che ho ritenuto opportuni, di formulare tre-quattro potenziali proposte da tentare di inserire nella progettualità dei Bandiera. A tutt’oggi, dopo un lungo e complicato iter, è stato assegnato al CNR il primo anno di finanziamento (bloccato nelle sedi amministrative). Questo fa riferimento alle sole azioni che erano state inserite nel progetto originario. Il secondo anno dovrebbe prevedere una call rivolta alla comunità scientifica, in cui spero siano inserite le linee progettuali proposte dal DAA. Tenete, tuttavia, conto che il primo anno di progetto ha ricevuto il finanziamento solo nelle ultimissime settimane e che quindi la seconda annualità, se verrà finanziata, sarà erogata forse nella seconda metà dell’anno, con tutto ciò che ne consegue. Sono sicuramente d’accordo che il processo che ha portato alla formulazione dei Progetti Bandiera non abbia seguito l’iter di evidenza pubblica cui siamo normalmente abituati, ma i Ministeri hanno anche la possibilità di assegnare progetti “a sportello”, ossia a valle di procedure semplificate rispetto al bando pubblico.
  • Quanto ai Progetti Premiali, il MiUR ha deciso già nel 2010 che il Fondo di Dotazione Ordinaria (FFO) degli Enti vigilati dovesse essere composto da due voci: una strutturale ed una premiale. Sulla scorta di questo indirizzo, è stato stabilito che il FFO del 2012 dovesse essere assegnato alla rete per l’87% su base storica (assegnato anni precedenti) e per il 13% su base premiale. Nel 2010 il dr. Bertani aveva preparato il progetto premiale “Biologia dei sistemi produttivi” che potete trovare anche nei documenti del CNR. A dicembre, attorno al 20, ho avuto notizia dalla rete che si stava procedendo ad una rimodulazione dei Premiali, per cui mi sono attivato per saperne di più. Ho scoperto che per un qualche errore della segreteria del DG a me non era stata inviata alcuna richiesta. Ho provveduto quindi, attraverso i nodi che ritenevo più efficaci, a richiedere detta rimodulazione. Nella mia comunicazione era espressamente detto che si trattava di finanziamenti destinati all’integrazione del FFO e che non si trattava di fondi “freschi” per la ricerca. Se qualcuno ha sperato che si trattasse di finanziamenti per la ricerca ha equivocato una frase detta dal Presidente in merito alla non pre-assegnazione di questi fondi a capitoli di spesa “cogenti”. Successivamente ho ricevuto un “allerta” su una richiesta del MiUR di rimodulazione del Premiale su una sola annualità, ma a tutt’oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione formale. Siamo tuttavia preparati a tale evenienza....."

giovedì 8 marzo 2012

occupazione e professionalità

Dicono che trovare lavoro oggigiorno sia impossibile. Le aziende sono sommerse da prestiti bancari, nel 2012 le banche richeidono la rimodulazione dei fidi e un rientro dei prestiti. Però, è ancora possibile dare lavoro e far arrivare finanziamenti, con i progetti europei (VII Programma quadro). Nel 2013 siamo riusciti a far partecipare due piccole PMI pugliesi in due nuovi progetti, KBBE o FAFB, un tema  di fisiologia vegetale e uno sulle tecnologie microbiche (BBB, prodotti biologici per la chimica).
Mentre per la prima PMI si tratta del 5 progetto a cui partecipa (dopo Riboreg, chiuso nel 2007; active p53; Nanomyc; Nanomagma appena terminato), la nuova arrivata è appena sorta da un anno, e si appoggia agli incubatori di  start up accademici. Dopo una selezione di candidati per il contratto, la scelta è caduta su una giovane con esperienza non specificamente microbica, ma da tre anni alla guida del lavoratorio di genetica medica all'oncologico di Lecce. E' stat una scelta ricambiata da  capacità, applicazione e grande mole di lavoro prodotto. Ieri finalmente i primi risultati in meno di un mese, abbiamo festeggiato con una amichevole chiacchierata nella pausa pranzo e un meritato riposo.
E' una risposta piccola ma sostanziale alla richiesta del Ministro Profumo di far rientrare in Italia i fondi per la  ricerca internazionale, cui il paese contribuisce ma non riesce a recuperare se non nel 50% delle somme.
E soprattutto è un contributo alla formazione di giovani preparati e capaci, che cominciano a strutturare il lavoro basandosi sulle proprie forze, una donna nel nostro caso, che sicuramente saprà trovare la sua strada e organizzare il lavoro della sua ricerca senza dover dipendere da noi vecchi (se non di indirizzarla ad una attività deduttiva imparando dai risultati anche quelli negativi).
Una giovane che prende un autobus alle 7 del mattino per arrivare in laboratorio alle 9, e rientra la sera alle 19 a casa, per stare al computer o scrivere i report della giornata.
Evviva le donne, non solo nel giorno dell'8 marzo, ma tutto l'anno!

vedere le cellule in 3D

Tre microscopi in uno
 microscopio CAT : Confocal Laser Scanning Microscope (CLSM) - Atomic Force Microscope (AFM) -Total Internal Reflection Fluorescence Microscope (TIRF)
All'Istituto Nanoscienze del Cnr il microscopio capace di fornire immagini tridimensionali delle cellule. Unico strumento di questo tipo in Italia, sarà dedicato alla nanomedicina e alla ricerca sui tumori
Un microscopio che fa per tre, ma unico in Italia e in Europa. Nei laboratori Nnl dell'Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nano) di Lecce, è stato collaudato Cat, uno strumento capace di visualizzare le cellule in modo tridimensionale e con risoluzioni elevate. Sarà dedicato alla ricerca in nanomedicina e a studiare l'efficacia di nano-farmaci contro i tumori.
“Il ‘super-microscopio’ è l’integrazione di tre strumenti di ultima generazione - un microscopio confocale laser, un microscopio a forza atomica e un microscopio a riflessione interna totale in fluorescenza - ciascuno capace di raggiungere risoluzioni di miliardesimi di millimetro”, afferma Stefano Leporatti, ricercatore Cnr e responsabile dello strumento. “Usati in maniera combinata sono in grado di ricostruire una vista tridimensionale della cellula e di risolvere i dettagli su scala nanometrica. Non esiste in Italia né in altri laboratori europei uno strumento simile, in grado di usare i tre microscopi contemporaneamente”.
Il risultato è il più completo ‘3-D’. “È come avere tre punti di vista della cellula: dall'esterno, dall'interno e dal basso. Il microscopio confocale permette di studiare il volume della cellula, quello a forza atomica visualizza i dettagli della superficie e può letteralmente 'tastare' la membrana cellulare, il microscopio a riflessione mostra come la cellula aderisce al supporto, un dato importante legato alla vitalità cellulare”, continua Leporatti.
I ricercatori utilizzeranno lo strumento per testare nuovi nano-farmaci su cellule tumorali. “Uno degli obiettivi è studiare l’efficacia di alcune nano capsule 'costruite' nei nostri laboratori ingegnerizzando specifici materiali, capaci di somministrare farmaci direttamente alle cellule malate in quantità minime, tali da ridurre effetti collaterali e preservare le cellule sane”, conclude il ricercatore. “Cat verrà usato anche per studi diagnostici grazie alla sua capacità di misurare l'elasticità della membrana cellulare, che è una sorta di ‘marker’ tumorale: cellule sane e malate hanno infatti una differente elasticità, che dipende dalle proteine coinvolte nel citoscheletro”.
"Questo strumento ci permette di fare ricerca ancora più multidisciplinare perché integra le competenze di fisici, biologi e biotecnologi che lavorano insieme nei nostri laboratori", commenta Lucia Sorba, direttore dell'Istituto nanoscienze Cnr. “Abbiamo già avviato collaborazioni con istituzioni prestigiose, tra cui l'Istituto nazionale tumori di Milano tramite progetti Airc comuni, il Max Planck Institute di Potsdam in Germania e la Lousiana Tech University negli Usa”.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001