venerdì 11 luglio 2014

Colorno e dintorni

Ecco un breve riassunto di cose fatte o ricordate mentre ero in viaggio a fine giugno...
alla reggia ducale ho ritirato un depliant della provincia, sui castelli di Parma e Piacenza...
la visita al parco della reggia mentre in serata era prevista una serata all'aperto , con opera ....
la vista della facciata interna della reggia, con dedica a Maria Luigia...
chi si ricorda del film di Bellocchio "I pugni in tasca", si ricorda anche  che i primi timidi tentativi di liberalizzazione degli ospedali psichiatrici, con Basaglia, sono stati fatti proprio a Colorno, negli edifici adiacenti al parco ducale, che ancora resistono all'incuria...


nel 1978, in agosto, avevo appena finito il militare,  i pochi contatti in paese erano un infermiere, cui avevo regalato un libro su Bonaventura Durruti, gli anarchici e la guerra di Spagna, andavo a trovare i ricoverati, uno pensava che fuori fosse ancora presidente Saragat, una donna chiedeva sempre dei caffè, un paziente più loquace raccontava delle sue uscite e delle sue ricadute, di angosce e bisogno di protezione...
In piazza, ho visitato il caffè Illy, ha un altro nome ma è stato pubblicizzato per l'incontro di campagna elettorale con Elly Schlein
Adesso c'è un pub, nascosto dentro un cortile, che ha buone birre, e mi ha lasciato usare internet, erano le 18, apparecchiavano taglieri di salumi affettati come aperitivo... (grande tradizione, a casa da Giovanni Serra si faceva sfoggio di salumi per accompagnare i discorsi)
abbiamo incontrato la signora Poli, che si è fatta in quattro per la mamma per molti anni, fino a quando si è ritirata in pensionato e poi è morta.. dice, adesso che pensavamo di goderci qualche viaggio, il marito non sta bene... ci ha parlato di uno zio, Licurgo, e dei suoi 11 fratelli...
strani nomi a Colorno, c'è una lapide al cimitero di Cavalca Oriente, di un Felice Sereni, gestore di pompe funebri, una Signora Ebe, atmosfere felliniane...

Il treno come ideale di viaggio... come ricchezza di paesaggio....
campagne bolognesi di campi ricchi di balle di fieno... campagne veronesi rigogliose di verde..
paesaggi dal finestrino, i monti del trentino sono rocciosi, come scolpiti da seghe potenti, ricordano le cave di pietra salentine, mentre le rocce più a nord sono basaltiche, ricoperte da pini, più si sale in Tirolo più ci sono alberi...
ricordo i viaggi di fine anni '60, i cambi di treno a Vienna, di corsa verso la stazione nord, per prendere il Vindebona  in direzione Praga, bello, nuovo, con la carrozza ristorante e un profumo di piatti cechi,
seguito nei primi anni '70 da viaggi in auto, con soste a metà strada, dormendo in auto,  notti con tappeti di stelle a Salisburgo, e le campagne ordinate, ricche, degli austriaci,  pulite e ben tenute, le case e i giardini, idee di benessere e lavoro sodo...
Treno come libertà e come avventura, il primo viaggio vero, lungo, da solo, fino ad Amsterdam, lungo il traforo del Sempione, a Stresa di notte lungo il lago Maggiore lato est, odore della notte, di estate, di ferie le prime frutto di un lavoro con tanto di cedolino dello stipendio... Inter-rail per giovani al di sotto di 26 anni, usato solo 15 giorni, Francia e Spagna e ostelli, e tante facce, discorsi, impressioni...e  voglia di cambiamento.
Il treno come aggregatore sociale, per scambiare informazioni e simpatizzare, mamme con bambini, coetanei, persone con il biglietto elettronico ma che il controllore rimprovera perchè oltre confine il sistema cambia, e al ritorno non potranno farselo validare perchè il codice è diverso...  il treno notturno, cuccette a 4 con acqua e al mattino un giornale, forse anche un caffè della macchinetta, persone che hanno una destinazione comune, "e di dove sei" "e anche noi" " noi invece dobbiamo arrivare a".
l'ultimo albero rimasto sui binari della stazione di Bologna

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