giovedì 17 settembre 2026

Rimini in due tappe

 Tra ottobre 2025 e giugno 2026, ho fatto due soste a Rimini, la prima volta per l'intervento al femore di mia sorella, fino alla sua riabilitazione, con le stampelle, la seconda volta per l'operazione (chirurgia, Dott. Garulli) a mio cognato, molto preoccupato e quasi anoressico. Per fortuna, quando si è sentito meglio, ha visto che l'intervento è andato bene, le funzioni gastrointestinali erano performanti, gli è tornato l'appetito. Posto qui alcune foto che sono rappresentative della città e degli angoli meno noti











Infine, prima del secondo viaggio, mi è venuto a trovare un amico da Torino/Alba, Lorenzo, autore di un libro in ristampa 

In autunno, spero di visitare sia Rimini che Torino.... e riabbracciare tutti quanti


giovedì 10 settembre 2026

a Lecce ALFest – ASIA LOVER FILM & MUSIC FEST. 11-13.9

 ALFEST torna a LECCE



dall’11 al 13 SETTEMBRE
TRE GIORNI DI CINEMA E CULTURA ASIATICA
Dall’11 al 13 settembre 2026 torna a Lecce ALFest – ASIA LOVER FILM & MUSIC FESTIVAL, la manifestazione dedicata al cinema e alla cultura asiatica che per tre giorni porterà nel capoluogo salentino film, incontri e protagonisti dell’industria cinematografica italiana e internazionale.
Cuore dell’edizione 2026 sarà la MULTISALA MASSIMO di Lecce, che ospiterà la cerimonia inaugurale e le proiezioni cinematografiche, tutte gratuite e in lingua originale con sottotitoli in italiano. Gli incontri con gli ospiti si terranno invece negli spazi della BIBLIOTECA BERNARDINI (Convitto Palmieri).
Tra i protagonisti di questa edizione YOKO NARAHASHI, casting director giapponese di alcune delle più importanti produzioni internazionali ambientate o realizzate tra Giappone e Hollywood, tra cui L’ultimo Samurai, Memorie di una Geisha, Babel e 47 Ronin, nonché membro dell’Academy, e CARLO CAVAZZONI, figura di riferimento della diffusione dell’animazione giapponese in Italia e direttore esecutivo di Dynit.
🔴ALFest prenderà ufficialmente il via VENERDÌ 11 SETTEMBRE alle ore 19:45 alla Multisala Massimo con la cerimonia di inaugurazione.
Alle 21:00 il grande schermo si accenderà con il film d’apertura, KOKUHO – IL MAESTRO DI KABUKI, un’opera che attraversa il Giappone e una delle sue arti più antiche attraverso la storia di Kikuo.
Regia di Sang-Il Lee, con Ryo Yoshizawa, Ken Watanabe, Min Tanaka, Masatoshi Nagase. Uscita nei cinema ad aprile 2026. Nel boom economico del Giappone del dopoguerra, Kikuo Tachibana, nato da una famiglia yakuza, viene adottato da un attore kabuki e, nonostante le difficoltà, diventa un artista di talento. 



🔴 SABATO 12 SETTEMRE alle ore 17:00, al Convitto Palmieri, protagonista sarà CARLO CAVAZZONI con l’incontro:
“ANIME IN ITALIA: TRENT’ANNI DI CULTURA, DISTRIBUZIONE E PUBBLICO”. Un viaggio attraverso la diffusione e l’evoluzione dell’animazione giapponese nel nostro Paese, il ruolo della distribuzione e la nascita di un pubblico sempre più vasto e consapevole.
La sera il festival tornerà alla Multisala Massimo con due proiezioni.
Alle 20:00 sarà la volta di GHOST CAT ANZU, delicato e irriverente racconto di formazione che unisce folklore, quotidianità e animazione in rotoscopio.
Alle 21:45 spazio a TAMERLANO, kolossal storico-epico ambientato nel XIV secolo, negli anni in cui l’Impero Mongolo si sgretola e la Via della Seta precipita nel caos.


🔴 Uno degli appuntamenti centrali dell’edizione 2026 è in programma DOMENICA 13 SETTEMBRE alle ore 10:30 al Convitto Palmieri, con YOKO NARAHASHI e l’incontro:
“IL GIAPPONE A HOLLYWOOD: CASTING E CINEMA OLTRE I CONFINI”. Casting director di L’ultimo Samurai, Memorie di una Geisha, Babel e 47 Ronin, Narahashi racconterà la sua straordinaria esperienza professionale e il rapporto tra il Giappone e la grande industria cinematografica internazionale.


ALFest si concluderà domenica sera alla Multisala Massimo con altre due proiezioni gratuite.
Alle 20:00 sarà proiettato A NEW DAWN. In una cittadina rurale giapponese travolta dalla modernizzazione, un giovane isolato dal mondo cerca di completare l’ultimo, leggendario fuoco d’artificio progettato dal padre scomparso.
A chiudere il festival, alle 21:30, sarà 100 YARDS.
Nella Tianjin degli anni Venti, la morte di un venerato maestro di Wushu rompe gli equilibri di una comunità governata da antichi codici d’onore.

martedì 1 settembre 2026

nuovi film giapponesi in streaming

JFF theatre 

2024, di TSUTSUMI Yukihiko

The Hotel of my Dream”

The Hill Top Hotel is the destination of all celebrated authors. But the promising Kayoko, who cannot catch a break, knows it takes more than hard work; it also takes cunning to be a great writer


Dal Regista Kiyoshi Kurosawa, regista di Bright Future, di License to live, e di Wife of a spy, premiato col leone d'argento come regista al 77esimo festival del cinema di Venezia

Pulse, 2001, vincitore del premio FIPRESCI a Cannes, 


An unsettling presence emerging from the other side of the Internet.
The passage is now open. No one can stop it now!
An Internet thriller by KUROSAWA Kiyoshi.

One day, Michi (ASO Kumiko) witnesses her colleague commit suicide. Kawashima (KATO Haruhiko), a college student, sees the words "Would you like to meet a ghost?" appear on his computer.
The fear out of the Internet has no choice but to ooze into our world. The passage is now open. Everyone is disappearing and the world quietly drifted toward its death.


License to live, 1999

Yutaka (NISHIJIMA Hidetoshi) has been in a coma for ten years. One day, he suddenly wakes up and discovers that his family is no longer together. Taken in by his father's friend, FUJIMORI(YAKUSHO Koji), Yutaka decides to reopen the pony ride that his family once operated on their property and begins to rebuild his life. 

Bright future, 2002
Yuji (ODAGIRI Joe) works a dead end job with Mamoru (ASANO Tadanobu) both full of rage and no sense of ambition. But Yuji dreams of the future until one day the rare Jellyfish entrusted to him escapes and he stops dreaming altogether. The loss leaves Yuji with a simple, terrifying choice; wait for the future to happen or go live life and meet the future head on. Directed by KUROSAWA Kiyoshi, the original theatrical cut of Bright Future is now available to stream worldwide for the very first time



venerdì 21 agosto 2026

poesie monovocaliche

 

Monovocalica: gira tutto intorno a una lettera

La poesia monovocalica è una sfida a comporre versi usando tutte le consonanti dell’alfabeto italiano accompagnate però da una e soltanto una vocale.  Un compositore di versi monovocalici è Giuseppe Varaldo, autore della raccolta All’alba Sharazad andrà ammazzata. la componente giocosa ed esplorativa è fondamentale, si possono ipotizzare dialoghi, descrizioni fantastiche, riflessioni introspettive

I versi di Varaldo sono noti tra i letterati avvezzi al gioco di parole. Famoso è il suo Cyranò


Così Varaldo ha riassunto il Vangelo (dal post di Marco Fulvio Barozzi, in arte Popinga):

Dalla casa natal (capanna? stalla?)
all'annata fatal, dal mar a Cana,
Satana scansa, campa alla spartana,
va tra la massa scalza, spalla a spalla.

Ama parlar d'amar, l'amar avalla:
ma la gamba malata, la mattana,
l'anca ch'arranca - abracadabra - sana.
La sacra saga al dramma s'accavalla:

data la bastardata mal pagata,
fatta dal tal ch'avrà dannata l'alma,
data la tanta calca scalmanata

ch'all'affrancar Barabba starà calma,
l'ammazzan; ma alla bara spalancata
manca (fantasma par!) la cara salma.

Vi sono poesie molto lunghe che contengono solo la E: Le tedesche dell’Est, soltanto la I: I ciclisti, oppure solo la O: Ho l’orto, di Gianni Micheloni. 
le monovocaliche del gruppo di poesia ludico sperimentale "Bufala Cosmica" (Marco Ardemagni, Alessandra Berardi, Gianni Micheloni, Antonio Pezzinga), autori di Rime tempestose (Sperling & Kupfer, 1992). Due di queste (I ciclisti, Ho l’orto) hanno avuto l’onore del teleschermo, quando le ha recitate Ugo Dighero, ospite del suo ex socio Broncoviz, Maurizio Crozza (qui l’esilarante interpretazione della seconda):
dal sito 


Ho l’orto
Non sono solo, sono con otto.
Con otto? Non so...
Solo solo lo poso, solo lo sgobbo.
Con loro otto lo colgo.
Con loro otto, porco mondo, lo godo.
Solo pongo orzo, sorgo, porro, pomodoro.
Non con loro!
Solo lo poto, lo sgombro, lo coccolo,
lo contorno col fosso
sgombro lo scolo, lo sormonto col dosso,
fo l’orco con lo storno o col topo col corvo,
col colombo o col tordo...
Oh, non lo scordo.
Sono stronzo?
No! Lo sono loro...
Lo so, ho torto
non ho polso con costoro
o non ho bon ton:
provo con Dodo, con John,
con Romolo, con Rodolfo, con Ron.
Propongo l’orto
cos’ho: conforto?
No, ho solo ‘sto coro:
"Non posso, non posso...
Non posso, son sotto concorso
non dormo, non sono pronto
ho lo scolo, non sono solo,
sono solo col nonno, son morto!"
Sporco mondo corrotto!
Non ho conforto....
Sopporto lo scotto
obtorto collo, tonto...

Poco dopo controllo l’orto:
ho troppo rovo
troppo poco pomodoro
non scorgo sorgo
l’orzo non lo trovo.
Solco toppo profondo?
Troppo poco posto?
Posto con troppo sol
o troppo fosco?
Boh!
Do lo zolfo? No, son contro!

Pomodoro...
lo sogno rosso, grosso, rotondo,
odoroso no,
lo trovo storto,
mollo, morso, bolso, corroso
Con foro!
T’ho colto mostro morboso!
Oh, non l’ho colto solo,
poco dopo lo scopro:
sono otto!
Corrono tondo tondo
col loro corpo rotondo
color oro.
Sono otto, sono loro!
Non controllo lo sconforto:
do lo zolfo
lo soffoco col cloro
col cromo, col bromo solforoso
lo sporco morbo morboso!

O lo soffoco,
o l’orto lo scordo
morso dopo morso
foro dopo foro
mostro dopo mostro!
Do lo zolfo!
Comodo, poco costoso...

No, non lo do, son contro!

Gianni Micheloni (dal sito / post)
Vidi i ciclisti in bici sì vivi,
li vidi tristi di bici privi.
Vidi i ciclisti di giri in giri
dirsi i difficili "Ci si ritiri".
Rividi i mitici ripidi clivi,
i visi tipici di bimbi schivi.
Vidi i ciclisti sfiniti, vinti,
li vidi irrisi in bici, spinti.

I divi vidi di dì finiti
cinti di mirti, intimiditi.
Li vidi lividi di gin intrisi
dirti i bisticci i tifi divisi.
I fischi, i gridi, i miti, i lividi,
gli sprint, i brividi,
i tiri viscidi di Giri mitici.

Mi dissi: scrivi,
scrivi di bici,
scriiiiivi, mi dissi!
Di bici scrissi.

una versione più recente fatta da Popinga nello stesso post già citato

Sì, li vidi

Li vidi distinti,
mitici, cinici, tristi.
Sì,
in primis vidi
i lividi visi
di invitti militi ittiti.
Vidi i tipici ciprinidi
di libici lidi,
gli indicibili mitili
di idrici infiniti.
I vini di Brindisi,
i tini di sidri citrini.
I brividi di pii stiliti,
intirizziti, di riniti intrisi;
i cilici di mistici
discinti, intimiditi.
I ciclici giri
di pitici riti,
gli spiriti frigi,
cinti di mirti divini.
I finitimi Lidi
infidi, i ricci tinti,
i sistri ritmici,
i fittili triclini.
Gli invisibili siti
di virili ginnici siri,
gli ippici sinistri
di ricchi principi sciti.
I mirifici inni, i distici
gli ibridi stili
di tristi lirici irpini,
Finiti i limiti civili,
vidi i plinti incisi
di piritici triliti
di Pitti, i visi dipinti,
gli insistiti gridi di Cimbri,
gli schivi primi Vichinghi
di climi rigidi.
Sì, li vidi.


Indi finii. Il gin? Smisi.

Vidi in infimi TG
crisi di listini, indici piccini,
primi ministri 
ricchissimi, disinibiti,
vili.
Crimini, cimici, 
missini sifilitici,
strilli di grilli,
divi, miss in slip.
Finii in tilt.

I gin? Mi ci rimisi: tripli.

Umberto Eco si esibisce qui in una poesia monovocalica sulla mamma: 
"Casta, santa, brava, allatta, alata gatta, cavalla, capra (narra Saba). 
Fa sana panna, sala la pappa al baccalà, la dà alla panza, alla garganta, all'amata ragazza nata. 
Canta la nanna. S'alza all'alba, s'attarda, abbassa tarda la lampada, ramazza, s'arrabatta, paga la rata. Salda, parca, accatta la patata, la castagna, l'ananas, la lasagna, l'anatra, la bacca, la lana, la matassa all'arca, alla cassapanca. Mamma: apax."

Un «capolavoro in sonetto monovocalico» è un gioco che ne contiene tre.  La regola del monovocalismo richiede che in tutto il corso del sonetto (titolo escluso) venga impiegata solo una stessa vocale, per quante volte è necessario. È una regola di scrittura, non è una regola fonetica («Week-end» è monovocalico in E per come si scrive, e non per come si pronuncia). La regola del sonetto richiede di comporre due quartine e tre terzine, in endecasillabi rimati. Nel sonetto la successione di rime può variare, ma i quaranta «capolavori in sonetti monovocalici» seguono tutti lo schema ABBA ABBA CDC DCD. Oltre a quelle del monovocalismo e del sonetto, vigono le regole del riassunto: ogni sonetto monovocalico riassume o parafrasa un capolavoro della letteratura mondiale (che sitratti di un singolo testo, come l’Odissea, o di un insieme di testi, come le Tragedie di Sofocle),   (dal sito qui)  

Decamerone 
I Frizzi di Pizzini, il vin di Cisti,
i Filippi, i Gisippi, i Pirri, i Lizi,
i Ghini, i Chichibìi, i pii fittizi,
i vip, i vili, i ricchi, i miti cristi,

i tiri birichini, i tipi tristi,
i bisticci, gl’intrighi, i tic, gli sfizi…;
disinibiti idilli, pigri vizi,
indicibili crimini ci smisti.

Di Cipri, di Clignì, di Civignì
(li dipingi sì nitidi, sì vivi)
i tizi, i misirizzi incisi lì.
In schizzi vispi, di cinismí privi,
spinti, risibili, divisi in dì,
 ci distilli gl’istinti primitivi.

Gli Oblivion si sono cimentati in versi monovocale,  teatralmente, ognuno con una vocale assegnata (youtube)
"Manca la mamma." "Stress recente?"
"stipsi?" "Ti privi di cibi?" "Un rum?" "NOOO!"
"Tu, sul puf!"
"Discrimini?"
"non sono omofobo" "È gente perbene"
"visiti siti ricchi di gingilli rigidi"
"yuhuuu, su yutub!"
"Mitici, mi dissi: "Iscriviti!". Sì!
"Scoop, tu fru fru"
"Brama l'alabarda"
"sono rotto sotto"
"Lo lodo, non scocco pomodoro!"

“Alata planata E nelle sere In bici Odo Un cucù” è la  raccolta di poesie monovocaliche (Temperino Rosso, 2020) di Federica Colamaria, ecco alcuni versi, leggeteli nella versione integrale sul post) o ascoltate quella dal titolo Goloso

Tu Lulù Tutù blu Sul bus Tu Lulù Buuum Sul bus Tutù blu Fu Lulù

Che stress Sedere e bere seltz Dell’ex Effervescente ......

Il rapper Nach ha pubblicato un video, efectos vocales, in cui usa versi di una sola vocale






como Rocco... follo








infine, di fantasia,

Alalà
Ciclici gridi di vili missini,
viscidi brividi, lividi dipinti,
spingi vividi piriti,
ricchi di istinti piccini,
cibi fritti, vini tinti,
brindisi, spriz, gin, whisky,
Iris, mi intrighi,
spingi il zip, tintinnii,
virili gridi primitivi,
distinti vividi picci.

La taranta
danza,
assatanata,
attacca, canta,
spacca la banda,
balla la salsa,
scassa la scarpa, scalza.

Sospetto profondo,
scrocco,
son rotto,
sgombro o tonno?
boh? cotto, ok!

'Ntu culu
Bum!
zum zum

Belle pere,
perfette...
permette?
Erette, eh!


E di Dossena, il libro sui giochi di parole







martedì 18 agosto 2026

Museo archeologico di Taranto eventi

 Il MARTA è uno dei musei più interessanti di Puglia. Raccoglie ritrovamenti da Taranto, Ugento, aree del Barese, in una cronologia che va dalla preistoria al periodo Messapico, a quello Greco e Romano.

In questo periodo il tema è legato ai giochi del Mediterraneo, gli atleti, le competizioni (con i reperti della tomba dell'atleta, ritrovati nel 1959 durante gli scavi di un palazzo in via Genova 9, a Taranto; atleta vincitore di quattro olimpiadi nella specialità del Pentathlon) 


Anche per le donne ci sono gare di acrobazie e reperti che dimostrano il coinvolgimento della donna

Due altri temi che si ritrovano spesso nelle mostre del museo sono Dioniso, (Sileno, vino/viti,  musica), e Orfeo







e infine la statua di Orfeo recuperata dal Getty museum di Los Angeles, insieme alle due arpie/sirene


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