martedì 5 marzo 2024

Hashi no nai kawa - The river with no bridge

 Ero in metropolitana, quella regionale, che collega Tsuchiura a Mito ed a Kasama. Un simpatico vecchietto scambia due parole con me, che ancora non capisco quasi nulla. A gesti gli chiedo cosa va a fare in città, lui mi risponde "kaimono", a fare compere. Mi assicura che devo continuare sulla linea fino ad un paio di stazioni più avanti, dove avviene i cambio di treno per Kasama. Tra la parole che afferro o credo di afferrare, c'è "Burakumin". Il mio interesse sulla questione degli outcast, a partire dagli eta, fino al clan Heike, o house of Taira, che persero la guerra con il clan Minamoto nella battaglia di Dan-no-ura, nello stretto di Shimonoseki. Fino ai giorni nostri, quando un movimento progressista porta alla luce le discriminazioni verso i buraku-min (gente di villaggio), gli intoccabili, dedita ai lavori sporchi: macelleria, conceria, seppellimento di cadaveri, e boia. Pur essendo ancora in pratica la discriminazione di evitare i matrimoni con una famiglia di intoccabili, così come lo era per i portatori di malattie genetiche, come gli abitanti della baia di Minamata, contagiata dal mercurio, molti aspetti sociali sono migliorati, e diversi esponenti di questa casta sono diventati personaggi importanti

Uno dei libri più noti sul mondo dei burakumin (8 milioni di libri venduti in Giappone) e da cui è stato fatto un film di successo, è Il fiume senza un ponte, Hashi no nai kawa, di Sue Sumii

Il libro parla della vita di villaggio di gente simpatica ma discriminata, per fare i lavori più umili e considerati sporchi. Non avere un ponte è il simbolo della condizione di ghettizzati.

L'autrice ne fece una storia  in 7 capitoli, ma prima di morire ne stava scrivendo una ottava parte. Dopo il titolo di insegnante, va a vivere in città, a Tokyo, e lavora per la casa editrice Kodansha, che lascia dopo alcuni anni per la discriminazione contro le donne lavoratrici. Sposa Shigeru Inuta, attivista del movimento agrario proletario, che protegge i contadini e si occupa di letteratura per contadini.
Malato, lo curerà fino alla sua morte nel 1957. Dalla unione ebbero due figlie e due figli. Di lui dirà: Di tutto quello che ho dato a mio marito, lui me lo ha restituito cento volte (un pò come nello slogan in un commercial di una buona marca di cibo per cani). Nel '54 ha vinto il premio Mainichi Culture Prize. Si è spenta nel 1997, ad Ushiku, a pochi chilometri da Tsukuba (commentario su Independent, UK, ubiquitary qui). "She used her royalties from her best-selling books to build a small cinema and a lecture-discussion hall at her home in Ushiku City in Ibaraki Prefecture, where regular lectures and study groups drew hundreds of her admirers". Avrei voluto conoscerla, leggere della sua dipartita, a due passi da dove abitavo, mi è dispiaciuto, ero in sintonia con la scrittrice, per vicinanza di luogo e di spirito.



sabato 2 marzo 2024

racconto su una amica, Keiko

 Era una amica di un amico, Giampaolo. Mi aveva lasciato il suo numero di telefono, raccomandandosi di chiamarla. Per un anno ci eravamo incontrati, una o più volte al mese, ero felice di vedere qualcuno fuori dall'ambiente di lavoro, e  di vedere la metropoli con i suoi occhi, e andare a mangiare cose nuove in posti in centro, in mezzo al viavai della domenica. Finito il mio soggiorno di un anno, ci siamo scritti,  scambiati dei CD, qualche cassetta musicale. A distanza di un anno, ecco l'occasione da cogliere, un contratto ben pagato, sempre lo stesso dipartimento, ospedale, periferia ben servita dalla metropolitana. Avevo superato lo straniamento, familiarizzato con le abitudini e la cultura, con l'ambiente di lavoro. C'erano nuove ragazze nell'istituto, con alcune ci avventuravamo in discorsi più personali. "Mi puoi accompagnare fino alla bicicletta? l'ho parcheggiata davanti alla biblioteca, ma c'è un ragazzo che potrebbe stare ad aspettarmi e non voglio vederlo". oppure confidenze come "hai letto Mori Yokou? il suo libro "Beddo no monogatari" le "storie di letto", ce l'ho sul mio comodino!" Con Keiko, abbiamo ripreso a vederci, non spesso, sempre con quella titubanza: questa settimana no, facciamo la domenica succesiva". Una sera mi invitò a Suginami, periferia a ovest di Nakano, a cena a casa di sua sorella, e del compagno, un fotografo internazionale che faceva reportage sui Rohingia, il popolo perseguitato di Burma. Bella compagnia, atmosfera frizzante, piacevole. Di sè non parlava molto, solo che era speaker radiofonica part-time, e che aveva un fratello discolo, asociale. Ci siamo salutati alla stazione della metro, come Cenerentola dovevo prendere l'ultimo passaggio prima della mezzanotte. In autunno, l'ho invitata a fare una gita in auto sulla costa del pacifico, Kita-Ibaraki,  abbiamo pranzato al sacco in un bosco, poi, sulla riva del mare, quando cominciò ad alzarsi la marea, da fare impressione, lei scrisse con un bastone dei kanji sulla sabbia, love. Cominciavo ad avere anche altre amiche, alcune erano conoscenze fugaci, di qualche sera e via, altre erano frequentazioni più continue. Prima di natale, le avevo proposto di passare l'ultimo dell'anno a casa mia, con l'invito a fermarsi a dormire. Imbarazzata, declinò l'invito di passare la notte da me, forse per via del posto così fuori mano. Però, avvicinandosi il giorno di capodanno, mi disse che sarebbe venuta a trovarmi. Nel pomeriggio siamo saliti sul monte Tsukuba, a visitare il tempio, vedere il panorama e le bancarelle, e per cena ci siamo preparati dei cibi per l'occasione, gelatina di inulina (radice del loto, in polvere). Non avevo capito che si era portata il cambio ed il pigiama, per restare, così le dissi che l'accompagnavo alla stazione per il rientro in serata. Grande incomprensione, ma anche grande sua incazzatura, che mi fece scontare qualche settimana dopo tenendomi quasi un'ora al telefono per farsi le sue ragioni. Dopo qualche mese, ci siamo riappacificati. Keiko era attiva in un gruppo filantropico, che organizzò un concerto di due suonatori di bandoneon, un maestro anziano ed un artista pià giovane, in pieno centro, in un teatro vicino a Shinjuku, sulla Yasukuni-dori. Le dissi che sarei venuto, ho comprato il biglietto, sono state impegnatissime nel servizio d'ordine e come maschere accompagnando gli ospiti del pubblico ai loro posti, alla fine del concerto l'ho vista, stanca e sudata, ma felice: felice per il successo finale, ma anche per i rapporti personali con il gruppo, per la autostima, per il superamento di blocchi psicologici, che la spingevano a ricorrere a psicoterapeuti e a seminari di motivazione personale. Dopo due mesi, ho finito il lavoro e sono partito. Non ci siamo più scritti, colpa mia, mi sono tuffato nel nuovo lavoro, ma so che  una fase problematica della sua vita era finita, e che una felicità nuova la stava accompagnando.


Ryogoku, Tokyo Edo museum

mercoledì 7 febbraio 2024

welfare sanitario

 I lavori nello scantinato che volevo far diventare il mio studio proseguono, ma anche le ricerche per ritrovare i libri che sono in disordine ed alcuni sembrano spariti dalla mia vista. Ho ritrovato alcuni diari e le fotografie di una collezione di un pittore da tenere presente, Nathan Green


                                        

Ed ora una proposta per assicurare una assistenza sanitaria efficace e sul territorio. I medici scalzi.
Già negli anni '60 in Cina avevano instaurato la figura di un infermiere preparato per le prime cure mediche, da far spostare nei villaggi contadini e dare una presenza sul territorio  per le prime cure mediche. Oggi da noi c'è bisogno di nuovi presidii medici, una guardia medica/paramedica ed anche ostetrica H24, per sfoltire gli assembramenti nei pronto soccorso e nei triage, che procrastinano di diverse ore la prima visita semeiotica del/della paziente.
Case di comunità o di prossimita. Assistenza sanitaria territoriale. Purtroppo la riforma Speranza, l'ex ministro della sanità, è stata bloccata dalle destre ed ora ai centri di assistenza territoriale accederanno malvolentieri solo medici della mutua giovani, con meno di 500 mutuati. Finanziare i medici diventa doveroso. Quello che a volte fanno già i paramedici delle ambulanze che decidono sul momento se portare o no un malato in ospedale, dopo aver preso la tensione di ossigeno, stilato una scheda anamnestica (linee di febbre, decorso, malattie del soggetto). Una volta arrivati al pronto soccorso, si potrà procedere con le analisi del sangue, le radiografie del caso, elettrocardiogramma, e la sistemazione in reparto. Riducendo le interminabili ore di attesa. Ed evitando il decesso durante il trasporto in ambulanza, causato da una crisi respiratoria causata da allergeni, con shock anafilattico, crisi respiratoria: reazioni istaminiche e chiusura delle vie respiratorie sono risolvibili con una iniezione di cortisone, e di adrenalina (EpiTac). 

domenica 14 gennaio 2024

Anniversari, corsi e ricorsi

 Questo dicembre ho compiuto 70 anni, inizio di un nuovo periodo, ogni 7 anni dicono avvenga una nuova svolta nella vita. Ma, sempre a fine 2023, abbiamo festeggiato le nozze di rubino, 40 anni dal nostro viaggio di nozze a Roma e Firenze, dopo la Epifania siamo tornati a casa, treno intercity pieno già da Bologna.

Inoltre, a fine 1993 rientravo a Verona per ritirare il Certificato di eliggibilità, per ottenere il visto di soggiorno in Giappone. Sarei ripartito a metà gennaio, causa raffreddamento. Quindi sono 30 anni dal periodo che mi ha stravolto la vita e offerta una svolta professionale da biotecnologo aggiornato nelle più recenti metodiche di clonaggio e PCR.  Dopo i 2 anni di lavoro a contratto 96-97 all'università di Tsukuba, sono rientrato a Lecce, e ho atteso l'opportunità di una borsa dal CNR, ex-assegno 36, su progetto, nel 7/1999. Conclusasi con la vincità del concorso a dicembre 2001, fino alla pensione a fine 2020. Mi hanno saldato 30 mesi di contratto con il TFR, poi la carriera è stata unificata, per cui ho lavorato per il CNR 21 anni e 6 mesi. Sono richiesti 20 anni di contributi, per ricevere la pensione di anzianità. 

Tsukuba-san, monte Tsukuba, Seminario Oji, 1992. In alto a destra, il prof. Libonati, direttore del laboratorio di biochimica, dove svolgevo il dottorato, e il mio prof, Hisanori Suzuki, che mi ha introdotto al mio mentore in Giappone, il Prof. Miwa, quinto da destra in alto. Fila di mezzo, a destra, il Prof. Alessandor Weisz, università di Napoli. Nel 1996 ci siamo rivisti a Kashiwa, National Cancer Center hospital, NCCRI-East, e qui ha inviato il suo ricercatore Lello Addeo, con cui ho legato molto. Abbiamo anche fatto amicizia con Piero Carninci, oggi direttore del centro di Genomica del Riken, e del nuovo laboratorio di Milano Expò, Human Technopole.


mercoledì 10 gennaio 2024

il ponte sullo stretto, pro e contro

 E' meglio il ponte o una galleria? dipende, dalle condizioni climatiche, atmosferiche, e di sicurezza.

lo stretto di Sicilia è lungo circa 33 chilometri, la larghezza minima è di poco più di 3,1 chilometri, quella massima 16 chilometri. Si presume un costo di 4 miliardi di euro.

si farà mai? e sarà conveniente per gli utilizzatori? ci sarà  un miglioramento dei trasporti, della velocità degli spostamenti? confrontiamo cosa è stato fatto in altre parti del mondo, come in Giappone.

soluzione a campata unica di lunghezza 3.300 m.



"Nel libro “The Messina Strait Bridge” vengono citati studi relativi a 10 ponti di cui 5 prevedevano la realizzazione di piloni in mare. In particolare, 6 di tali ponti erano previsti in corrispondenza della “Sella dello Stretto”, dove la profondità del mare non supera i 150 metri per una larghezza superiore a circa 2 km con profondità massima al centro di circa 110 metri, e 4 erano stati ipotizzati più a nord della Sella dove la profondità del mare raggiunge valori compresi tra i 150 e i 200 m. I ponti ipotizzati erano suddivisibili in un gruppo a due campate (Tab.3) e un gruppo a una campata (Tab.4). Tutte le soluzioni garantivano gli spazi minimi di navigabilità nel rispetto delle normative internazionali (Fig. 3). Alcune soluzioni prevedevano un pilone in mezzo allo Stretto (A, B, B1, B2, D), con possibili interferenze con la navigazione a causa dei particolari movimenti delle correnti marine, altri avevano piloni relativamente vicini alle rive (B3, B4, E, F). La soluzione G (Final Alignment) non aveva piloni in mare." Da: http://www.siciliaintreno.org/


  1. A nord Punta Pezzo (RC) – Ganzirri (ME), Sella dello stretto;
  2. A sud Concessa (RC) – Zona Falcata (ME)

Le giustificazioni della scelta tra un ponte ed una galleria sono di natura varia: zona sismica (Messina, e Giappone, condividono il problema); condizioni atmosferiche (i ponti possono oscillare per venti tra 67 e 160 km/h); condizioni economiche, le congiunture e le crisi possono incidere sulla scelta del mezzo di trasporto. 
Gallerie
Nella pianificazione della galleria Seikan, tra Hakodate e l'isola di Hokkaido, le previsioni degli spostamenti di persone e merci erano promettenti, ma dopo pochi anni lo sviluppo del traffico aereo fece propendere per il trasferimento aereo, molto più veloce. l'infrastruttura venne inaugurata il 13 marzo 1988, con un costo totale di 538,4 miliardi di yen (3,6 miliardi di dollari).
Oggi, in previsione del completamento dello Shinkansen dell'Hokkaido nel 2030, sarà fattibile spostarsi in tempi simili per aereo e per treno (360 km/h).
Il costo totale di costruzione della tratta Shin-Aomori e Shin-Hakodate Hokuto, è stato stimato in 467 miliardi di yen (quotazione di april 2004), mente il costo dell'intera tratta futura fino a Sapporo è stimata, al 2006, in Shin-Aomori - costi di costruzione Nuova Hakodate tra il North Star 2003 (2003) 4.670 miliardi di yen prezzo aprile. Un'altra novità Aomori - costi di costruzione totali nell'anno fiscale 2006 tra Sapporo stimato in 1,5 trilioni di yen (circa 11 miliardi di euro per tutto il tratto ferroviario).
Lo stretto di Tsugaru è lungo, sbattuto dai venti, e dalla neve in inverno, ed è zona altamente sismica. La galleria Seikan  è un tunnel ferroviario giapponese lungo 53,85 km, di cui 23,3 km del tracciato sotto il livello del mare. È la galleria sottomarina più lunga al mondo, sebbene il tunnel della Manica abbia un tracciato sottomarino più lungo (39 km contro i 23 km del Seikan).

Il ponte sul Dardanelli (Çanakkale 1915 Bridge) è lungo in totale circa 4,6 km (4608 metri), inclusi i viadotti di accesso. Inaugurato nel 2022, è il ponte sospeso più lungo del mondo, caratterizzato da una luce principale (distanza tra le torri) di 2023 metri. Quindi, un kilometro in meno, rispetto al progetto sullo stretto.... 
Altezza Torri: 318 metri.
 attraversa lo stretto dei Dardanelli, (sul Bosforo si trovano invece i ponti di Istanbul come il 15 Luglio o il Fatih Sultan Mehmet)
La lunghezza totale del ponte è di oltre 5000 metri; le torri del ponte, sommerse per 37 metri sul fondo dello stretto, si elevano fino a un'altezza di 318 metri, mentre il piano del traffico, la cui larghezza è di 36 metri, passa a circa 70 metri di altezza sul livello del mare, consentendo così il transito alle navi. 
Il ponte ha visto impiegare 128.000 tonnellate di acciaio per la sua costruzione: 35 tonnellate di lamiera di acciaio per  le torri ed il cablaggio,  52,000 tonnellate di lamiera d'acciaio per l'impalcato del ponte e 41,000 tonnellate di vergelle d'acciaio per il sistema di sospensione che lo sostiene: un investimento di 3 miliardi di dollari.

I ponti sospesi a campata unica più lunghi, dal sito, 
 lunghezza campata unica di 2 km, con anno inizio


su wikipedia e anche sul sito 

Akashi Kaikyō, unisce la città di Kobe all'isola di Awaji:  Ponte dello stretto di Akashi. È, con i suoi 3911 metri,con una campata unica di 1991 mt, il secondo ponte più lungo del mondo. E' stato inaugurato il 5 aprile 1998. Il ponte è attraversato da circa 23mila auto ogni giorno e il costo per attraversato è di circa 18 euro.  

I due cavi sospesi che sorreggono le campate sono composti da 290 trefoli ciascuno e la teleferica che li ha installati ha dovuto fare 290 viaggi per ogni cavo, dopo che il primo trefolo era stato tirato in opera grazie a un cavo in kevlar posato da un elicottero da una sponda all'altra. Poiché il problema principale di questi tiranti d'acciaio è la corrosione, ognuno dei due cavi è sottoposto a un getto d'aria 24 ore su 24 per evitare la condensa dell'umidità. 

Costi: 3,6 miliardi di dollari  ed è previsto che sia ripagato dal pedaggio. 

Il ponte è attraversato da 23.000 vetture al giorno alla data del postamento delle info sul sito wiki, nel 2009. Nel 1989 furono poggiati sul fondale marino, ad una profondità uno di 57 m e l'altro di 60 metri, due cassoni cilindrici del diametro rispettivamente di 78 metri l'altro di 80 metri, muniti di una doppia parete, che dovevano costituire la fondazione delle due torri. I cilindri furono calati su un letto di posa del fondale marino in cui era stato dapprima scavato un anello e completato con del vespaio atto a far sì che durante la fase di appoggio dei due manufatti non vi fossero gravi slittamenti dovuti alla viscosità del fondale stesso. La messa in opera fu eseguita alla perfezione con un margine di errore di soli 2 cm. In seguito, i cassoni cavi furono riempiti con uno speciale cemento resistente all'acqua e alla sommità di essi fu realizzata la piastra di ancoraggio su cui poi furono posizionate le torri, realizzate in cantiere

Data l'enorme dimensione del ponte, risulta che l'80% della sua capacità portante è impegnata a reggere il peso proprio dell'opera e solo il restante 20% è destinato a sostenere il traffico stradale. Il progetto iniziale prevedeva anche il traffico ferroviario che, in una fase successiva, fu soppresso per ragioni non note.


Ed in Italia? dal sito

cantieri nell’estate 2024

Il ministro delle Infrastrutture ha annunciato che il bando per il ponte sullo Stretto sarà pronto tra un mese. «Sono previsti 3666 metri di lunghezza complessiva, 399 metri di altezza dei pilastri, 60,4 metri di larghezza»

E' previsa l'apertura nel 2032, insieme ad un piano di investimenti di 50 miliardi per infrastrutture ferroviarie e viabilità nei prossimi anni, oltre ai 30 miliardi messi in progetto dal PNRR nelle due regioni in oggetto.

La questione che rimane è: quanto costerà il pedaggio automobilisico? ed i costi ferroviari.  

Sarà sicuro, in termini di sicurezza terroristica, sismica ed atmosferica (venti, clima)? 

E ci saranno i treni frecciarossa per garantire una riduzione dei tempi di percorrenza? Quanto tempo ci vorrà per arrivare a Roma? 


mercoledì 27 dicembre 2023

COP28 e misure drastiche per fermare il cambiamento climatico

 Anche quest'anno i rappresentanti dei paesi che aderiscono alla  Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si sono riuniti, partorendo un minuscolo, timido topolino. Da una parte riunendosi a Dubai, un paese dell'OPEC al centro della produzione di petrolio, non si poteva sperare molto. Dall'altra, ogni rappresenanza è arrivata a Dubai sul proprio aereo, contribuendo ad un traffico aereo e ad un consumo di carburante inutile.

E' vero, anche io ho avuto le mie debolezze. In un post di due anni fa, ho scritto che le energie rinnovabili possono puntare su nuovi carburanti, sulla bioenergia prodotta da biomasse, ed anche nel post sulle energie nucleari ho fatto riferimenti che collegavano le energie verdi a queste biomasse, da scarti o da coltivazioni. 


E' tutto sbagliato! iIlusorio, semplicistico! fuorviante!

Tutti i combustibili, e le combustioni, che portano alla produzione di CO2, sono da punire, tassare, con sovraprezzo in stile da economia protezionistica (nulla di nuovo, lo facevano in Giappone per sovvenzionare i coltivatori di riso, lo abbiamo fatto in Europa per fermare l'ondata di importazioni di auto giapponesi, lo ha fatto Trump con i prodotti cinesi ed anche europei). Un sovraprezzo non solo per disincentivare il consumo di carbone, benzina, diesel, metano, propano, ossido di carbonio (usato negli USA come gas da cucina) ma per sovvenzionare la produzione di energie verdi (che non aumentano la CO2): idrogeno da acqua (verde), energie del mare e del vento, energie nucleari. Ed anche i consumatori, che invece di pagare pochi spiccioli per un litro di carburante, si troverebbero ad avere quasi gratis l'idrogeno verde (che al consumatore oggi viene a costare 16 euro al litro), penso all'ILVA di Taranto, eda tutte le grandi indusrie che inquinano). Chi usa biomasse come la legna, a kilometro zero, ha diritto ad un prezzo più equo, se non incide il suo trasporto a distanza. Ogni termovalorizzatore che distrugge il solido a kilometro zero va favorito.

La seconda operazione di polizia planetaria è quella di punire economicamente l'uso di armi: ogni bomba, ogni scoppio di impianti che bruciano, mandano in fumo gas, metanodotti, buncker di stoccaggio di petrolio o gas, va sanzionato bloccando le risorse finanziarie del paese colpevole. Di qualsiasi paese o parte.

E infine, sarei molto felice di vedere una bomba atomica  cancellare Israele o almeno la destra estremista  (non voglio aspettare secoli, o che completino la pulizia etnica dei palestinesi. Gesù, ehi palestina, non vedi non senti non fai nulla? fai un miracolo, fai volare un uccellino di creta, che vedano e credano ancora, e si ravvedano)

E una penale a tutte le industrie che vendono armi ed esplosivi, le voglio vedere fallire.


venerdì 15 dicembre 2023

Di cosa mi sono occupato in questi 20 anni al CNR

 Non dimenticherò mai il 2017, passata la metà agosto nel pieno dei rientri dei pendolari dal sud al nord, mia madre ebbe un incidente in casa, cadde a terra senza vestiti e ci rimase per un giorno, finché la vicina del piano di sotto non la sentì chiamare aiuto, e fu ricoverata all’ospedale di Parma. Io decisi di salire a Parma quanto prima, e per fortuna ottenni un passaggio da una coppia che rientrava  a Milano. Furono gentilissimi, mi portarono all’ingresso dell’ospedale. durante il viaggio notturno, alla domanda “di che ti stai occupando in laboratorio?” ho abbozzato una risposta concisa, perchè in effetti dal 2016 il mio gruppo si era separato, il lavoro sui progetti si era concluso, non avevo finanziamenti.

2017, autunno: visita al Dr. Hong, Università di Warwick, Coventry. Per inciso, il 2017 è stato l'anno più gratificante, un buon libro pubblicato da Elsevier, due viaggi internazionali, un work in progress.

E’ difficile programmare una ricerca se non si può acquistare reagenti o farsi dare qualche enzima dai colleghi. La mia dotazione tra il 2013 ed il 2016 (progetto SiMiSa sulla sicurezza alimentare coordinato dal distretto alimentare di Foggia) è stata di 240.000 euro, molti dei quali sono serviti per bandire un concorso per due borse vinte da due ragazze con dottorato, assistenti di ricerca, assunte nel 2014 per un anno, di cui una è stata rinnovata tra il 2015 ed il 2016. Il 10% dei fondi è rimasto di dotazione all’Istituto, per le spese generali, ed un 20% è stato usato per strumenti, kit e reagenti. Output di questi tre anni sono stati: due lavori pubblicati sul rilevamento rapido di patogeni negli alimenti (uno su Listeria ed uno su Salmonella), ed una pubblicazione sulla resistenza ai patogeni delle piante, su Mol. Plant Pathol., una delle riviste al top del settore, un lavoro di biotecnologia sullo studio dei meccanismi di risposta immune mediata da recettori (kinasi-dipendenti) di membrana. Una parte dei risultati di questi tre anni di lavoro non è stata pubblicata in nessuna rivista scientifica, per l’abbandono della ricercatrice, ormai senza stipendio, e per la morte del marito, l’ideatore del progetto. Per questo, ho raccolto i risultati di quel lavoro fatto in un libro.

Nel mio curriculum, alla voce “expertise” ci sono le tecniche di biotecnologia, dal clonaggio, alla biologia molecolare, alla produzione di proteine ricombinanti, ai saggi di attività, mentre la classificazione, per la posizione scelta dall'Istituto, è stata Tecnologie Alimentari.

Quello di cui mi pregio però, sono i lavori extra-curriculari, le attività che non hanno visto finalità di documentazione, report istituzionali, ma che sono serviti a studenti per svolgere ricerca (progetti regionali per la collaborazione pubblico-privato).

1.

Avevamo studiato le popolazioni di lieviti che sono presenti sull'uva in vigna. Come sa chi ha vinificato in casa da mosto d'uva, la fermentazione coi lieviti Saccharomyces cerevisiae (Lallemand) è rapida e quasi violenta, innalza la temperatura e consuma molti degli aromi dell'uva. Il principio su cui ci siamo basati è stato quello di fermentare in carenza di ossigeno, come quando si rifermenta il vino in bottiglia per fare bollicine, mantenendo la temperatura costante, in camera di crescita, e sotto agitazione.

Sono state campionate 20 varietà di uva da vinificazione prese dal campo sperimentale di Valenzano, Bari, che oggi non esiste più. L'uva è stata lavata, e i chicchi spremuti e filtrati su una mesh semifine, il mosto fermentato in beuta (hanno sviluppato meno alcool perchè coperte da uno strato di olio di paraffina, fermentazione lenta con bassa tensione di ossigeno, ogni 1-2 giorni misurata la perdita di peso, pari allo sviluppo di CO2, per 10 giorni circa): come output ci sono stati i campioncini del fermentato alcolico, in vino leggero che ha mantenuto tutti i profumi dell'uva di origine, e per ossidazione successiva ha originato 20 campioni di aceto monovarietale leggero, ma molto aromatico, l’ho consumato per condire le insalate (ogni varietà ha prodotto aromi unici, e differenti: dal Malbek, all'Aglianico, al Montepulciano, alla Malvasia nera, ai bianchi, Verdeca, Trebbiano). Un giorno arriveranno sulle nostre tavole, se gli imprenditori capiranno questa opportunità.

2.

Gli insaccati senza nitrati/nitriti. All’incirca verso il 2009, insieme all’IRTA in Catalogna, sperimentammo un salume a base carnea in cui al posto dei conservanti fu aggiunto un concentrato di melograno acido (come quello che usano in Libano per condire l'insalata di prezzemolo), prodotto da me privatamente, melagrane selvatiche incluse. Il laboratorio di Agraria di Portici fece lo studio antimicrobico su piastra del concentrato, che risultò antimicrobico, perchè ricco in acido citrico. I colleghi spagnoli fecero il panel test per la valutazione organolettica del salume, che risultò idoneo al consumo, con un voto elevato. Due anni dopo, al convegno sull’innovazione negli alimenti a Bari, un relatore dell’università di Napoli presentò il loro progetto finanziato su un insaccato senza nitrati, con altri prodotti vegetali antiossidanti. L'importante è se poi lo si produce. A Monteroni c'è l'azienda Mocavero, che produce il capocollo ubriaco conservato nel vino negramaro, un salume alla melagrana (ecco come le idee nascono e si trasferiscono, da una ricerca all'altra, in nuovi prodotti) ed il Nato d'amore, un salume spalmabile, simile al ciauscolo, arricchito di santoreggia (timo) ed artemisia, ed addensato con farina di semi di carrube.

3.

A Matino c'è l'azienda Offishina, insaccati di pesce, fermentato con Penicillium nalgiovensis, molto utilizato come starter carneo, e per il trattamento dell'isaccato di pesce usano il mosto cotto. Con loro ci siamo interfacciati, volevano quantificare nei vari prodotti la presenza di acidi grassi polinsaturi, che dopo macinatura si abbassano di livello per ossidazione, quindi li abbiamo misurati con Gas-massa chromatografia HPLC, il valore è stato maggiore  nei prodotti insaccati interi rispetto a quelli con pesce macinato.

4.

Produzione di un lievito madre per prodotti da forno dolci, a partire da Candida umilis, un ceppo fornitoci dall'università di Sassari. I prodotti contenevano farina di mandorle, hanno mostrato una shelf-life ottimale, i prodotti si sono mantenuti freschi a lungo. Azienda di Tuglie A.L.D.A.




venerdì 8 dicembre 2023

dicembre nella vigna

 Un ritorno alla vita di campagna, in quel di Novoli, via vecchia Cupa, lungo la ferrovia del Sud-est, fino alla masseria La Fata Bianca e l'agriturismo Li Calizzi.

Oggi ho avvistato un bel falco, planava lungo la tramontana, andava contro corrente, dava un due battiti di ali per prendere l'aria calda che lo sollevava come un aliante. Poco dopo, nella vigna, un passeraceo con il petto grigio, il collare bianco e la testa nera. Troppo veloce per Fargli una foto.

Prodotti della stagione

le bietole che ricrescono ogni anno, si sono inselvatichite, e producono fino a marzo-aprile


la senape selvatica

  
le cicorie selvatiche
 
infine, passeggiando verso La fata bianca, ho visto e fotografato i fiori di mandorlo, in anticipo di due mesi (anche se per tradizione, tagliando un rametto di goccia d'oro o di ciliegio, per Santa Barbara, si dice che messo in acqua fiorirà giusto per Natale)




In cucina: ho lessato le bietole, fatto saltare la senape in olio caldo e sale, le cicorie le raccoglierò lunedì
Ho preparato una giardiniera con metà cavolfiore, conservata in acqua e aceto, ed ho lessato l'altra metà in acqua e aceto per conservare il cavolfiore sott'olio. 
Ieri, vigilia dell'Immacolata, in Salento si preparano le pittole, ne ho fatte tre con il cavolfiore e tre con il ripieno di pomodoro, alici e capperi. Ho cucinato il baccalà fritto, mancavano solo le cime di rapa  infuocate, saltate nell'olio e peperoncino.
Nell'orto: ho iniziato a potare la vigna. La capperaia è già stata potata.



mercoledì 6 dicembre 2023

cultura ed egemonia di destra

 Il nuovo governo di centro-destra si è impegnato a intervenire sulla egemonia della sinistra nell'ambito culturale, sostenendo che quasi tutto ciò che viene pensato e prodotto culturalmente sia caratterizzato da un substrato socialista, rosso, filosovietico, o filocinese.

Prendiamo il caso dell'ex direttore di Rai1, il ministro Sangiuliano: ha detto che Dante era di destra, tacendo sulla differenza tra guelfi bianchi e guelfi neri. A risposta, una vignetta sul caso: O Dante, mi dicono che sei un pò fascio! Lo stesso ministro, alsalone del libro di Torino, si è fatto riprendere da Michela Murgia sulla lettura ancora non avvenuta di 5 libri del salone.

Motivo di questo post, è sottolineare la variegata presenza di intellettuali di destra, spesso in disaccordo tra loro, che rendono complesso un  milieu culturale che non è solo: bibbia e moschetto, pioniere perfetto (o la versione Bibi: Torah e moschetto, colone perfetto).

Il caso Marcello Veneziani. Un prolifico autore, un pò filosofo, un pò demagogo, che ha cercato di rivalutare Julius Evola, il mago e superuomo delle destre. Ma è tutta opera di suo pugno? a detta di professori ed insegnanti del milanese, utilizza molto i ghost writers, fantasmi i cui nomi non appaiono, ma la farina è del loro sacco. Una tradizione per la destra, anche Giovanni Agnelli si faceva scrivere i suoi bei discorsi da un anarchico carrarese.

Flavia Perina e Filippo Facci. Due onesti intellettuali che non sono di sinistra, che provengono dalle destre, e che forse non vanno nemmeno d'accordo ra loro, ma che per un breve periodo storico, quello dell'uscita di Fini dal PdL, con 33 deputati e 10 senatori, portò alla creazione del primo Terzo Polo. "la pattuglia finiana al Senato è guidata da Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanze e spesso critico sulla politica economica del Governo. Con lui le senatrici Contini e Germontani e i senatori Saia, De Angelis, Digilio, Valditara, Pontone, Viespoli e Menardi. La nascita del gruppo viene sancita con una riunione nello studio di Baldassarre a Palazzo Madama, meta di un continuo andirivieni di senatori. Tra loro anche Enrico Musso. Tra i deputati, e anche membri del governo come Andrea Ronchi, Adolfo Urso, Roberto Menia e Antonio Buonfiglio. della pattuglia fanno parte chiaramente i 'ribelli' Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio. Finiani anche Ruben, Ronchi, Lamorte, Giulia Bongiorno, Scalia, Lo Presti, Perina, Conte, Bellotti, Polidori, Moffa, Tremaglia, Consolo, Angeli, Sbai, Paglia, Raisi, Luca Barbareschi, Siliquini, Benedetto Della Vedova, Napoli, Proietti, Di Biagio, Santo Patarino, Cosenza, Divella e Barbaro (in rosso alcuni voltagabbana che non votarono la sfiducia al governo). 

"Non sono numeri a sorpresa ma quelli venuti fuori sono i numeri che avevamo prospettato tutti al presidente Berlusconi, almeno noi ex di An". E' quanto ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sulla composizione del nuovo gruppo parlamentare 'Futuro e liberta''. La Russa ha spiegato che dal nuovo gruppo si aspetta comunque un sostegno al governo Berlusconi. 

Una avventura durata poco, ma che vidi la nascita di un giornale web, bellissimo, che nessuno ricorda più, in cui i due giornalisti ormai esautorati dal Secolo d'Italia e dalle collaborazioni col Giornale, diedero vita ad un movimento di opinione vitale e vero. Generazione Italia insieme alla Fondazione Fare Futuro, fu il primo moto di aggregazione di una destra laica.

Del partito di Fini, Futuro e libertà per l'Italia, restano ancora i documenti organizzativi, oggi molti di quegli attivisti e parlamentari sono approdati su sponde di destra (Giulia Buongiorno, Adolfo Urso) e laiche (Benedetto Della Vedova), opppure si sono sistemati (Italo Bocchino) alla direzione del Secolo d'Italia.

Flavia Perina, pur avendo una provenienza di destra, ha il coraggio di unirsi alle battaglie sui diritti, delle donne, degli immigrati residenti da più anni, dei più deboli (Aldovrandi, Cucchi).

Hanno appoggiato le posizioni di Gianfranco Fini su biotestamento e fecondazione. Inoltre, sono fuori dal coro sul movimento ProVita: Prima della nascita non è vita, e spesso neanche dopo. Facci è anche un musicologo, ha scritto vari libri su molti argomenti.

Per contro, ci sono anche personaggi come Mario Vattani, del ministero Affari Esteri, responsabile del consolato ad Osaka, che ha scritto dei contatti tra governo fascista e quello giapponese negli anni '30, e del vanto della marina, i sommergibili intercontinentali rimasti fedeli alla repubblica di Salò, attraccati a Kobe fino alla resa del Giappone.

Ma un personaggio che rievoca tristi ricordi disse "quando sento parlare di cultura metto mano alla pistola". 

A proposito del libro di Valentina Mira "Dalla Stessa parte mi troverai", nella trasmissione TV La7,  8 e mezzo, del 12.04.2024, Mario Sechi, direttore di Libero, critica la frase nel libro sull'agguato alla sezione MSI di Acca Laurenzia "«Qui si riuniscono quelli del Fronte della gioventù che, lo dice il nome, sono i giovani che l’estrema destra alleva in batteria. Mentre escono dalla sezione, due di loro vengono ammazzati. Gli sparano. Sono anni in cui succede. Sono anni in cui loro sono i primi ad ammazzare. Carnefici; qualche volta, come ora, anche vittime. Del resto lo sai, se frequenti certi ambienti, che puoi morire». E a questo punto Sechi dice che si stupiscedell'affermazione, perchè secondo lui solo i morti uccisi dalle BR vanno mezionati, ma forse non si ricorda bene: piazza San Babila, gli agguati ai passanti con feriti e anche dei morti,  la banda Mambro-Fioravanti, i vari NAR, e la bomba terroristica (80 morti) alla stazione di Bologna nel 1980? E ancora, Massimo Carminati, ex-NAR,  boss dell'operazione a scopo di lucro "Mafia capitale"  in anni più recenti.

Altre cosmogonie facili evocate dal pensiero delle destre sono riferitea Frodo, l'hobbit eroe della Terra di Mezzo, nel Signore degli anelli, tra i romanzi di Tolkien, come la sua mostra inaugurata dal ministro Sangiuliano, o quelle ispirate a La storia infinita, dal romanzo di Michael Ende, specie per Atreiu, l'eroe che libera la Torre di avorio, tutta Fantàsia, e l'infanta imperatrice. Dal 1998 si tiene la kermesse di FdI, "La manifestazione è nata nel 1998, tra i fondatori c'è anche la presidente del consiglio e leader di FdI, Giorgia Meloni, che diede il via alla prima edizione. Questo evento oggi non è più soltanto un'iniziativa legata ai militanti di Gioventù nazionale, la sezione giovanile del partito, ma, con il tempo, è diventata una manifestazione nazionale che coinvolge imprenditori ed esponenti politici di varia collocazione. Atreju incarna (cito) "l’esempio di un giovane impegnato nel confronto quotidiano contro le forze del Nulla, contro un nemico che logora la fantasia della gioventù, ne consuma le energie, la spoglia di valori e ideali, sino ad appiattirne le esistenze”.  

martedì 28 novembre 2023

post di novembre focaccia genovese

 Se i giovani sapessero, e i vecchi potessero... Quante cose ci passano davanti scorrendo come rivoli senza che ci facciamo un pensiero sopra. Da bambino, ho abitato a Torino in due vie di periferia, via Belfiore in zona Valentino, e via Spalato, in zona Fiat materiale ferroviario.

io a destra, sopra di me mia sorella Bianca, gli amici del cortile, da via Raffaello. 

Belfiore ricorda i moti rivoluzionari per l'indipendenza del lombardo-veneto, ma si studiano al liceo, quindi il nome della via mi è rimasto anonimo a lungo

Spalato/Split è stata una delle città bilingui, nell'Istria, come Zara ceduta alla fine della seconda guerra mondiale, con l'esodo degli abitanti di lingua italiana, tra cui Laura Antonelli, che militava negli anni '60-70 in Democrazia proletaria, esuli che soggiornarono  per poco o per molto nei campi profughi di Padriciano e di Gaeta.  Pidocchi, cibo scadente, filo spinato.... sempre in quei luoghi, furono concentrati gli esuli/profughi cecoslovacchi negli anni 66'-69'. Per me, una via che conduceva alle scuole medie, passando per prati e campi per giocare a pallone, e dopo i bar con i flipper, per raggiungere borgo San Paolo, piazza Robilant, la chiesa con l'oratorio....

Essere figlio di operai FIAT aveva i suoi pro ma anche i suoi contro. C'erano le colonie estive, un anno a Salice D'Ulzio ed un anno al mare, Igea Marina, un mese con bambini uguali a noi con cui passare le giornate ed i giochi, condividere pane e cioccolata, pranzi e cene frugali, pasta, frittata di zucchine, serate in cortile o davanti ad un cinema col telone bianco. A Natale, la distribuzione di giocattoli all'Expo, assegnazione di trenini, piste automobilistiche, e aeroplani da parte di hostess e giovani che si guadagnavano un extra per conto della FIAT. 

Tra i contro, andare al liceo tra compagni benestanti, con cui parlavo poco, e fingere che tutto vada bene anche se c'è stato un licenziamento per mio padre, a casa aria drammatica, ma la vita va avanti.

Un mio compagno di classe (vedi post precedente), Rocco, giornalista attivo sui social, scrive spesso di ricette, di locali, e di episodi delle sue estati o del liceo.  Nel '69 era in campeggio a Riomaggiore, con il gruppo Abele, e ricorda con nostalgia la focaccia genovese, bianca, con olio EVO e grani di sale grosso (anche nella mia quarta ginnasio in via Bligny la fugassa comprata in panetteria mi faceva da merenda per ricreazione). Queste serate estive al mare si concludevano verso le due di notte. 

A me queste serate a far tardi fanno pensare a Martina liceale, oggi sistemata in un albergo in Nuova Zelanda, al tempo dei miei soggiorni a Castrignano del Capo, 2013-15, lavorava le sue estati come cameriera, e tutti i giovani che prestavano servizio nei locali estivi si ritrovavano verso le tre di notte, a chiacchierare e socializzare dopo una dura giornata di lavoro.

Per la focaccia genovese, ecco alcune informazioni su come si prepara a casa, dagli ingredienti alla salamoia, all'occhiatura.....

Per me, le uscite serali hanno avuto inizio con il conseguimento della patente, e solo per eventi eccezionali, le cene di classe, e qualche spettacolo di jazz. La libertà è venuta con la maturità, l'iscrizione a medicina, e una benevola concessione dell'uso dell'auto di mia sorella. Ma ci si trovava in centro, alla Gran Madre, raggiungibile in tram, e per i rientri bastava un passaggio in centro. Andare in tram verso la collina lo facevamo anche nelle prime ore del mattino, per fare la corsa e gli allenamenti del gruppo di teatro. In inverno, capitava di passare da una pioggerella fine ad una nevicata a mezza quota. Nel '73, andai a fare una corsa in salita in piena estate, il giorno di ferragosto, il sudore che asciugai era eccezionale, una sauna estiva. 

Per inciso, quei grani di sale grosso sopra la focaccia mi ricordano i panini in Cecosclovacchia, housky, coperti dal sale e dai semi di cumino,  il prodotto alimentare di cui ho più nostalgia, insieme ai cornetti, rohliky. 




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