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martedì 27 gennaio 2026

Vittorio Pagano, mitologie del sud

 MITOLOGIE DEL SUD



Cartografia poetica di Vittorio Pagano
Giornata di studi – 30-31 gennaio 2026
Venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026 presso l’Edificio degli Olivetani e la Biblioteca Bernardini di Lecce si terrà la giornata di studi MITOLOGIE DEL SUD. CARTOGRAFIA POETICA DI VITTORIO PAGANO.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di ricerca, valorizzazione e divulgazione dedicato alla figura di Vittorio Pagano (1919-1979), poeta, traduttore e operatore culturale leccese, con
l’obiettivo di restituire alla comunità scientifica e al territorio la complessità della sua opera e il suo contributo alla costruzione di un immaginario urbano e meridiano.
Il progetto nasce con l’intento di realizzare un itinerario letterario della città di Lecce ispirato all’opera di Pagano, pensato per studenti, cittadini, turisti e appassionati. Il percorso si fonda su un approccio interdisciplinare – geografico, sociologico, architettonico, antropologico – volto a indagare le forme dell’immaginario urbano e territoriale che emergono dalla produzione del poeta leccese.
"Mitologia del Sud "è il titolo scelto dallo stesso Pagano per la prima sezione della sua opera poetica maggiore, I privilegi del povero (1960).

Vittorio Pagano (Lecce, 1919-ivi 1979) è stato l'ultimo custode di una koiné ermetica in un'epoca, fra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta, segnata da tante adesioni o conversioni al neorealismo, e dall'emersione delle istanze neoavanguardistiche; è stato un cesellatore delle forme chiuse quando si iniziava a diffondere un dettato sempre più lasco o magmatico. La sua poesia innestava nella grammatica ermetica, alla quale si avvicinava con reverenza e devozione, inquietudini rivenienti da una lunga confidenza con la letteratura francese medievale, con Villon e con i Maudits, di cui fu apprezzato traduttore, riaggiornando con una sensibilità contemporanea, e senza castrare la sua inclinazione a un virtuosismo formale funambolico, un repertorio di allucinate perlustrazioni urbane, malinconie e perdizioni, ricucite su un soggetto lirico perennemente scisso e decentrato, polveroso superstite di una turris eburnea in macerie. Il volume raccoglie, a 100 anni dalla nascita e quaranta dalla scomparsa, tutte le opere poetiche pubblicate in vita, da tempo irreperibili: "Calligrafia astronautica" (1958), "I privilegi del povero" (1960), "Morte per mistero" (1963) e "Zoogrammi" (1964).

Porto Cesareo

Dove alla selva si dirupa il mare,
dove il mare dirupa in sé l’amore,
dove l’amore finge il mio clamore
e tu rimani estatica a guardare,

dove tutto s’affida alle lampare
protette dal tuo viso a un ampio errore,
dove la morte è vita che non muore
ed io ne tento invano il limitare,

dove tu sei, dov’io non sono, dove
siamo e non siamo, amata, per vendette
celestiali, atterrite, in frane e in onde,

è lì che un porto esiguo ci rimuove
dal fregio verecondo che ti dette
la fissità sbranata delle sponde.

Vittorio Pagano, da I privilegi del povero (1960).

Di Morte per mistero, "è una parola poetica, secondo Giorgino, «ormai liberata in tutta la sua potenzialità musicale e disponibile alle insidie dell’obscurisme se non addirittura al rischio di un ludico nonsense» (ivi, p. XLIII). Alla pubblicazione dell’ultima raccolta Zoogrammi segue due anni dopo, nel 1966, la chiusura de «Il Critone», la rivista attorno alla quale Pagano aveva organizzato la sua fervente attività culturale; da questo momento si abbatte sul poeta un’indifferenza totale della critica che si prolunga al 1979, anno della sua scomparsa e punto d’inizio di una lenta e progressiva rivalutazione, però, mai culminata in una ristampa organica dell’opera poetica"

Giorgino, a proposito della poesia di Pagano, scrive che essa «risente dell’originale alchimia generata dall’interazione dell’anima meridionale, relativa alla terra d’origine dello scrittore, […] e quella francese relativa invece alla sua patria d’elezione.» Vittorio Pagano è stato infatti un apprezzato traduttore dal francese, curatore della celebre Antologia dei poeti maledetti, pubblicata nel 1957 presso le Edizioni dell’«Albero». Si legge, proprio in questa antologia, la devozione di Pagano per la Francia, tanto che egli stesso arriverà a definirla «la ragione del mio sentirmi europeo, vertice del mio amore del mondo.» «Poeta scapestrato e un po’ bohémien» Pagano ha testimoniato in maniera attiva la potenza «di un canto consolatorio che delegasse alla responsabilità del suono e delle sillabe la funzione liberatrice.» (Valli, D’Oria). Per questo motivo la sua poesia è caratterizzata da una incantevole musicalità e da un attento impianto metrico-ritmico, che rivela un legame simbiotico con la poesia francese oltremontana. «Non si sfugge all’incanto dei fiori del male, delle lussurie, delle nevrosi, delle illuminazioni, dei satanismi.» (Pagano, François Villon benedetto “maudit”, in «La Gazzetta del Mezzogiorno», 15 marzo 1953). Il continuo salto che Pagano compie «fra la mediocrità delle possibilità umane di espressione e l’anelata perfezione di un mondo che rimane comunque aldilà della storia […] è la banda di oscillazione nella quale […] misura la sua volontà di essere poeta.» (Donato Valli, Anna Grazia D’Oria).

Il progetto, finanziato dal CUIS- Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino, è promosso dal Comune di Lecce e realizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento (responsabile scientifico Simone Giorgino, docente di Letteratura italiana contemporanea) in collaborazione con AMA-Accademia Mediterranea dell’Attore, Musicaos Editore e il Polo Biblio-Museale di Lecce.
Scrive Vincenzo Maruccio: “Profondamente legato a Lecce, ma esule in patria. Figlio del Sud, ma con lo sguardo rivolto alla “sua” Francia. Erede della tradizione simbolista-ermetica, ma con la finestra aperta sulla contemporaneità. Poeta innanzitutto, ma anche fine traduttore, scrittore e perfino giornalista con i suoi “Reportages in città”. Vittorio Pagano è stato questo e molto altro. Forse anche troppo perché certe volte è più semplice studiare, storicizzare e divulgare figure più facilmente etichettabili. Lui, no, e questa versatilità l’ha probabilmente pagata a caro prezzo. Considerato un “minore” se raffrontato con Girolamo Comi, il poeta del Capo di Leuca che con la sua inquietudine religiosa aveva aperto il Novecento salentino. Messo spesso un gradino più in basso di Bodini, l’altro Vittorio che ha lasciato il segno tra lune, Borboni e case bianche come dadi. Per Pagano un posto nel la “stagione d’oro” della poesia salentino-pugliese del secondo Dopoguerra c’è sempre stato. Spesso, però, una postazione laterale, come se mancasse sempre qualcosa per entrare nel pantheon dei classici meridionali. Un guizzo, un salto di qualità in questa filiera di letterati che arriva fino a Carmelo Bene”.

mercoledì 1 gennaio 2014

brevi note dal Salento

Dicembre si è concluso mentre per Novoli si avvicinano le celebrazioni altrettanto attese della festa di san Antonio abate, dal 16 al 18 gennaio.
Quest'anno la fondazione Fòcara di Novoli ha assegnato il compito di curare le installazioni all'interno  e all'esterno del grande falò a Hidetoshi Nagasawa, da anni operante qui in Italia (attivo in Puglia dal 2012, a Torcito, a Casaranello, e da novembre 2013 a la mostra a Molfetta da Luigi Presicce, vedi link) e tra le avanguardie artistiche internazionali. E' stato allestito uno scheletro di travi incrociate ad arco acuto che faranno da supporto alla galleria, per attraversare da parte a parte la struttura conica, che quest'anno avrà delle volute a spirale.
prima della focheggiatura e del mordenzante... poi, assunta la tinta scura, ecco il cubo finito




Con la collaborazione di Osteria Origano, Don Pasta allestirà ai piedi del falò il Food Sound System corner, ovvero la cucina della Focara, presentando la sua selezione di monologhi, musica e immagini che collegano i piatti della tradizione e la cultura dei salentini, accogliente e carica di calorie per sopravvivere a emigrazione, lavori sfinenti e scarsità di risorse.

Il programma musicale è dedicato ai giovani, senza pretese di nomi di grande richiamo
Alborosie, il 16 gennaio insieme a Tinariwen e Digitalism,
il 17 Muchachito Bombo Infierno, Bandadriatica e Canzoniere Grecanico Salentino
chiudono il 18 gennaio BoomDaBash, Dubioza Kolektiv e 2 many DJS

Ma facciamo il punto su cosa sta cambiando in questi ultimi tempi e in questo ultimo anno

La galleria che evita il passaggio a livello di via Lecce, sulla tratta delle Ferrovie del Sud-Est Lecce-Novoli-Carmiano in direzione Nardò-Tuglie-Casarano-Gagliano del capo, è finalmente operativa.
Ho preso il treno sabato 21, due carrozze quasi piene di gente locale e di nuova immigrazione, molti ambulanti che vanno ai mercati con panchetti improvvisati. La vista dal finestrino si apre su fattorie con gazebo, un maneggio con cavalli, spazi coltivati e tanti ulivi.
L'arrivo a Gagliano è avvolgente, sul piazzale della stazione un punto noleggio di bici elettriche, sfortunatamente vuoto, forse funziona solo d'estate...



lungo la strada per il paese il menhir della croce
si scende lungo un sentiero che arriva alla statale Gagliano - Castrignano, un chilometro a piedi si percorre volentieri. Da Salignano a Castrignano la strada alberata con le querce porta i segni di  alberi recisi o potati pesantemente, forse causa delle infestazioni della cocciniglia rossa
al ritorno, verso le 12, incrocio quelli scesi dal treno appena arrivato che ripercorrono la mia stessa strada, carichi di valigie, si parla e ci si danno indicazioni come tra amici
Il rientro a Novoli verso le 14,30, resta un senso di soddisfazione, di aver visto così tanta gente 

Sabato 28 dicembre grande serata al teatro comunale, per la premiazione dei vincitori del premio di poesia nazionale Vitulivaria, concorso biennale promosso dall'associazione Viva-Mente. Coreografie del maestro di danza Antonio Corrado, Compagnia Spazio Danza 2 di Campi Salentina. Intervento con monologo di Salvatore Della Villa, manifestazione presentata dall'estroso Prof. Roberto Mello, con la partecipazione della giuria , presieduta dalla Professoressa Maria Rosaria Teni, e i premi assegnati dalla scrittrice Vittoria Coppola e dai precedenti  coordinatori della manifestazione Città del Libro, di Campi Salentina, Paolo Maci, ed il Professor Egidio Zacheo. 

Sezione A: poesia a tema libero
primo classificato: Bacca Enzo;
secondo classificato: Petracca Pina;
terzo classificato: Fulvia Marconi.

Sezione B: poesie sul tema: Genti del sud
primo classificato: Quarta Marcella;
secondo classificato: Petracca Pina;
terzo classificato: Quarta Maria Rosaria.

Premio speciale della Giuria:
Cianci Lorenza.

Premio Associazione "Viva Mente":
Marsigliante Santo.

Premio Città di Novoli:
Guidi Anna Maria.

Sezione C:  scuole medie superiori
primo classificato: Lecciso Chiara;
secondo classificato: Metrangolo Lorenzo;
terzo classificato: De Matteis Agnese.

Sezione D: studenti delle medie inferiori
primo classificato: Spagnolo Chiara;
secondo classificato: Andriani Eleonora;
terzo classificato: De Matteis Giulio.

Finalisti sezione A:
Seclì Riccardo, D'Angelo Sergio, Rizzo Gianluca, Bicchierri Antonio, Colacrai Davide Rocco, Squassabia Davide, Alioune Samb Dieng, Mazza Isabella.

Finalisti sezione B:
Tarantini Maria, Ferorelli Poldina, Mariano Maria Concetta, Squassabia Davide, Gabellone Rosanna, Vetrugno Maria Rosaria, Alioune Samb Dieng, Manduzio Eliseo, Gatto Alessandra

Segnalati di merito per Sezioni  A e B:
Frainetti Franco, Mastrogiacomo Antonio, Leuzzi Silvia, Cecere Ester, De Luca Giovanni, Vigneri Manuel, Schioppo Umberto, Arnesano Anastasia, Toraldo Marta, Fiorentino Monica, Rotunno Patrizia.

martedì 26 luglio 2011

Giovanni Keplero aveva un gatto nero

E' da poco uscito questo libro di Marco Fulvio Barozzi (Popinga) sottotitolato: Matematica e Fisica in versi, ScienzaExpress.
Vi si presentano alcune forme di poesia, alcune ampiamente sfruttate come i Limerick, i Clerihew, altre meno usate come le rime anacreontiche o incarrighiane, e gli Haiku. 

La vecchia diga:
energia potenziale 
diverrà luce.

Fiore di pesco
lieve cade sul prato:
g in azione.

 Oltre al gatto di Keplero, ecco la mia preferita

La fusione nucleare

Vinti da un impellente desiderio,
due nuclei innamorati di deuterio
fecero una fusione.
Ci fu un'esplosione:
la nascita di Elio provò l'adulterio.

Le poesie come mezzo per parlare di scienze sono distintive dello stile e mondo  anglosassone.  Questa è di Jack Oliver:
“If creativity is what you strive for,
The status quo you must learn to abhor,
Chains of convention unfetter,
Seek the different yet better,
Pay no attention to those keeping score!”

Questo articolo fa parte di  una  passata edizione di FASEB


giovedì 21 aprile 2011

La Pasqua in Boemia

Se vi trovate in visita in Repubblica Ceca entrate in un museo di tradizioni popolari. Sebbene il cattolicesimo non sia una religione diffusa,  in Moravia e nei villaggi è rimasto un substrato di simboli e tradizioni della religione cristiana.
Velikonoce (la grande notte)
 mercoledì triste - škareda středa
 giovedì verde -  zelený čtvrtek 
 grande venerdì - velký pátek
 sabato bianco - bila sobota
la domenica, giorno del signore -  boží hod 
La Pasqua Ceca è rappresentata da due elementi principali, le uova colorate ed il frustino.

Con il frustino i ragazzi andavano di casa in casa, chiedendo alle ragazze di offrire un uovo  minacciandole di colpirle, e cantavano le strofe (koledy): "Hody, hody doprovody, dejte vejce malovaný, nedáte-li malovaný, dejte aspoň bílý, slepička vám snese jiný…”  
...dateci delle uova colorate, se non ce ne date, dateci almeno delle uova bianche, la chioccia ve ne deporrà altre....
Cosa si prepara in cucina
a Pasqua si preparano (le ricette sono nel link)
 Jidasce, una pasta lievitata con patate lesse, lavorata a trecce ed infornata
l'agnello dolce,  beranek                                   ed una pasta lievitata, Mazanec, (spalmato lucido)

Dentro la bocca ha tutte le vocali
                                                      il bambino che canta. La sua gioia
                                                     come la giacca azzurra, come i pali
                                                     neri del cielo, s'apre all'aria, è il fresco
                                                     della faccia che porta. Il 4 è rosso
                                                     come i numeri grandi delle navi.
                  (Alfonso Gatto, Poesie d'amore 1941-49)
                                                                                                   
 Il 4 è rosso: sinestesia, associazione tra   sensi (vista, freschezza, suoni, numeri, gioia).."..........she had synesthesia herself since she was a kid. The numbers 1 through 5 were coloured, she told me, and some letters as well......".

lunedì 3 gennaio 2011

Donpasta

Donpasta è un dj Salentino trasferito in Francia, appassionato di gastronomia, gastrofilosofo musicale, gastronomo patafisico. Ha un sito, un progetto/libro dal titolo Food Sound System, in onore ai  noti rappers salentini, ad un nuovo tema, Wine Sound System.
Ha tenuto la consolle e fatto da regia al concerto di capodanno organizzato da Liberrima, Politeama di Lecce, presentando i vari ospiti,  special guests Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (Musica nuda), Fabrizio Bosso e la sua tromba (agnolotti alla piemontese), Joe Barbieri (autore per Giorgia e collaboratore di Pino Daniele), Lorenzo Tucci alla batteria, Giovanni Ceccarelli al pianoforte, Raffaele Casarano al sax.
Gli ospiti si sono interfacciati con il Liberrima Quartet, formato da Carla Casarano, Fabio Accardi, Marco Bardoscia e William Greco. A gran richiesta un doppio bis, in chiusura con Viva la pappa al pomodoro.
Tra le ricette, ha presentato la parmigiana di melanzane, gli ziti al ragù, perchè il negramaro si chiama negro amaro, lo sbarco di tanti albanesi su carrette come la Vlora e l'ospitalità di una signora verso una bimba: Mangia beddhra, che poi si vede.
Prossimo appuntamento con donpasta a teatro, il 18 marzo, a Novoli.

A proposito di cibo in poesia, ha declamato l'Ode al carciofo, così sono andato a cercare altre odi attinenti al cibo di Neruda, di cui ho parlato un post precedente (ode a la cebolla e al caldillo del congrio) tratta da "Ode elementales"
        La alcachofa
        de tierno corazón
        se vistió de guerrero,
        erecta, construyó
        una pequeña cúpula,
        se mantuvo
        impermeable
        bajo
        sus escamas,
        a su lado
        los vegetales locos
        se encresparon,
        se hicieron
        zarcillos, espadañas,
        bulbos conmovedores,
        en el subsuelo
        durmió la zanahoria
        de bigotes rojos,
        la viña
        resecó los sarmientos
        por donde sube el vino,
        la col
        se dedicó
        a probarse faldas,
        el orégano
        a perfumar el mundo,
        y la dulce
        alcachofa
        allí en el huerto,
        vestida de guerrero,
        bruñida
        como una granada,
        orgullosa,
        y un día
        una con otra
        en grandes cestos
        de mimbre, caminó
        por el mercado
        a realizar su sueño:
        la milicia.

        En hileras
        nunca fue tan marcial
        como en la feria,
        los hombres
        entre las legumbres
        con sus camisas blancas
        eran
        mariscales
        de las alcachofas,
        las filas apretadas,
        las voces de comando,
        y la detonación
        de una caja que cae,
        pero
        entonces
        viene
        María
        con su cesto,
        escoge
        una alcachofa,
        no le teme,
        la examina, la observa
        contra la luz como si fuera un huevo,
        la compra,
        la confunde
        en su bolsa
        con un par de zapatos,
        con un repollo y una
        botella
        de vinagre
        hasta
        que entrando a la cocina
        la sumerge en la olla.

        Así termina
        en paz
        esta carrera
        del vegetal armado
        que se llama alcachofa,
        luego
        escama por escama
        desvestimos
        la delicia
        y comemos
        la pacífica pasta
        de su corazón verde.
Fonte: web

VINO color de dia,
vino color de noche,
vino con pies de purpura
o sangre de topacio,
vino,
estrellado hijo
de la tierra,
vino, liso
como una espada de oro,
suave
como un desordenado terciopelo,
vino encaracolado
y suspendido,
amoroso,
marino,
nunca has cabido en una copa,
en un canto, en un hombre,
coral, gregario eres,
y cuando menos, mutuo.
A veces
te nutres de recuerdos
mortales,
en tu ola
vamos de tumba en tumba,
picapedrero de sepulcro helado,
y lloramos
l grimas transitorias,
pero
tu hermoso
traje de primavera
es diferente,
el coraz n sube a las ramas,
el viento mueve el dia,
nada queda
dentro de tu alma inmovil.
El vino
mueve la primavera,
crece como una planta la alegria,
caen muros,
pe ascos,
se cierran los abismos,
nace el canto.
Oh tu, jarra de vino, en el desierto
con la sabrosa que amo,
dijo el viejo poeta.
Que el c ntaro de vino
al beso del amor sume su beso.

Amor mio, de pronto
tu cadera
es la curva colmada
de la copa,
tu pecho es el racimo,
la luz del alcohol tu cabellera,
las uvas tus pezones,
tu ombligo sello puro
estampado en tu vientre de vasija,
y tu amor la cascada
de vino inextinguible,
la claridad que cae en mis sentidos,
el esplendor terrestre de la vida.

Pero no solo amor,
beso quemante
o corazon quemado
eres, vino de vida,
sino
amistad de los seres, transparencia,
coro de disciplina,
abundancia de flores.
Amo sobre una mesa,
cuando se habla,
la luz de una botella
de inteligente vino.
Que lo beban,
que recuerden en cada
gota de oro
o copa de topacio
o cuchara de purpura
que trabaje el otono
hasta llenar de vino las vasijas
y aprenda el hombre oscuro,
en el ceremonial de su negocio,
a recordar la tierra y sus deberes,
a propagar el cantico del fruto.

da: Ode al Tomate
...
Tiene
luz propia,
majestad benigna.
Debemos, por desgracia,
asesinarlo:
se hunde
el cuchillo
en su pulpa viviente,
es una roja
viscera,
un sol
fresco,
profundo,
inagotable,
llena las ensaladas
de Chile,
se casa alegremente
con la clara cebolla,
y para celebrarlo
se deja
caer
aceite,
hijo
esencial del olivo,
sobre sus hemisferios entreabiertos,
agrega
la pimienta
su fragancia,  ....

 La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due metà
di un pomodoro,
scorre per le strade
il succo. 
In dicembre 
senza pausa 
il pomodoro, 
invade le cucine,
entra per i pranzi,
si siede riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana una luce propria, 
maestà benigna. 
Dobbiamo, purtroppo, 
assassinarlo: affonda
il coltello 
nella sua polpa vivente, 
è una rossa viscera, 
un sole fresco, profondo, 
inesauribile,
riempie le insalate del Cile, 
si sposa allegramente 
con la chiara cipolla, 
e per festeggiare si lascia cadere 
l'olio, figlio 
essenziale dell'ulivo, 
sui suoi emisferi socchiusi, 
si aggiunge il pepe 
la sua fragranza, 
il sale il suo magnetismo: 
sono le nozze del giorno
il prezzemolo 
issa la bandiera, 
le patate
bollono vigorosamente,
l'arrosto colpisce
con il suo aroma 
la porta,
è ora! andiamo!
e sopra il tavolo, nel mezzo dell'estate
il pomodoro, astro della terra, 
stella ricorrente e feconda, 
ci mostra 
le sue circonvoluzioni, 
i suoi canali,
l'insigne pienezza 
e l'abbondanza 
senza ossa, 
senza corazza, 
senza squame né spine, 
ci offre 
il dono 
del suo colore focoso 
e la totalità della sua freschezza.

chiudo con la citazione della poesia Ode al mar, nel film tratto da libro Il postino di Neruda
AQUI’ en la isla
el mar
y cuento mar
se sale de su mismo
a cada rato,
dice que sì, que no,
que no, que no, que no,
dice que si, en azul,
en espuma, en galope,
dice que no, que no.
No puede estarse quieto,
me llamo mar, repite
pegando en una piedra
sin lograr convencerla, ...
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