A giugno 2020 ho chiuso casa di mia madre ed ho fatto sgomberare ciò che rimaneva degli oggetti e degli affetti, da 60 anni in Italia dopo un avventuroso trasloco nel 1956,attraverso la cortina di ferro, in treno, un vagone affittato, documentazione certificata, passaggi burocratici espletati, da una casa rifugio dei nonni, la casa focolare, a una terra incognita.
Liberal, antifascista, viva la scienza libera e pubblica, viva i vaccini, abbasso Trump e i MAGA
martedì 7 giugno 2022
i legami con la famiglia includono anche i mobili
giovedì 14 aprile 2022
lingue indoeuropee
Quando c'è stata la migrazione delle popolazioni indoeuropee da India e Persia verso il nostro continente, gli Slavi hanno conquistato le parti a nord ovest, per poi dividersi in gruppi linguistici propri. Il russo, l'ucraino, il serbo, mantengono pochi tratti comuni con il Ceco, il polacco, o lo sloveno.
Per distinguere le radici di queste lingue, si delinea un prima divisione tra lingue che usano Kentum (cento), e lingue che usano Sto (cento in slavo). Ma rientrano tutte in una comune lingua ancestrale che chiama il tè Cha/chai, simile alla parola in uso in Cina e Giappone.
In slavo (croato, serbo, ceco e in russo) si dice tvarog per ricotta, golub per colombo, Slava per gloria, pravda per verità, mir per pace.
La mia famiglia proviene da un ramo tedesco ed un ramo ceco, fenomeno comune nella regione dei Sudeti, e molte parole in uso comune erano storpiature di termini tedeschi. Ad esempio, la nonna usava termini come fusekle per dire calze (in tedesco fus è piede), oppure laintuch per dire lenzuola (leintuch). Alcune parole sono originarie della comune lingua ancestrale, per cui si ritrovano anche nel sassone o nelle lingue romanze (Balkon/balcone, danza/tanze/tanzovat, kredenc/credenza, vasa/vaso, Skatule/scatola; gumist /gommista, da guma/gomma). Ma ci sarebbe da stilare un vocabolario per segnalare le analogie tra ceco e tedesco.
Deka (coperta) si dice decke, tischdecke
Drak (aquilone) si dice Drachen
Shal/sciarpa : scialle si dice Scialek
sister/schwester, in ceco è sestra
schinken, prosciutto, in ceco è sciunka
razzo, roketa, in tedesco è rakete
vasca, Wanne, in ceco è vana
treccia, zopf, in ceco è zopka
Brylle/breile sono gli occhiali
flasche/flaska, bottiglia
klika, per klinke, è la maniglia della porta
schlafen, per dormire, in ceco assume la gergata "Dat si schlafik" darsi un pisolino
poi ci sono termini del ceco parlato, non solo di quello classico, che non hanno corrispondenze
zvon/zvonek, è riferito a campana/campanello, ma anche a uno strumento per schiacciare la biancheria in ammollo nella vasca, a forma di campana di zinco, spinto da un bastone e una maniglia per impugnarlo
Kibl, in piccolo kbelik, è un secchio per lavare per terra od anche per portare il carbone
flinta (fucile)
o parole derivate dall'uso e storpiate: scarpe, italiane, come simbolo di qualità, diventa skrampi
giovedì 14 marzo 2019
di passaggio
lunedì 28 novembre 2016
commenti al rientro da Colorno
mercoledì 1 giugno 2016
nuovo viaggio a Colorno
Ero partito di sabato, con il freccia rossa, 8-16, in otto ore mi porta a Parma, dove prendo il treno per Brescia che ferma a Colorno. Mi ero abituato a vedere mia madre che scivola sulle credenze e sui mobili per appoggiarsi, è diventata malferma anche con il bastone, anzi questa punta di metallo le scivola e spesso cade.
Il refrain, motivetto di questo colloquio, e': helo, sidol, retez, ples!
Guarda, (prendi il) sidol (un prodotto lucida-metalli), (che bella) catena, festa (ballo)!
si tratta di un ricordo dei tempi di quando era ragazza, di una signora con una handicap dalla nascita, che si esprimeva per sostantivi senza comporre frasi intere...
n. 2: "To je (quello è) Faro (in italiano)... detto di oggetto o auto molto abbagliante e prestigiosa...
La diagnosi della visita medica la descrive con disturbi del comportamento con tematiche deliranti, atteggiamenti verbali aggressivi. Per fortuna senza atti reali.
Invalidità al 100%. Difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Senza contributo alla pensione.
Seconda sosta pochi giorni dopo, il mercoledì sera sono a casa, fino alla domenica successiva.
Ci guardiamo negli occhi, ridiamo, ci facciamo compagnia... vuole vedere la cicatrice del mio intervento all'addome, si preoccupa di farmi mangiare, ecco, se i problemi si potessero risolvere solo così, con la buona tavola!
Le ho cambiato le tende, ho iniziato a montare quelle estive, dopo la pennichella ho visto che aveva finito lei di attaccarle, era salita sulla scala due volte.
Dice che le ho caricato in modo perfetto l'orologio, ha camminato per dieci giorni, ora ha cercato di caricarlo ma non ci è riuscita. Deve attendere il mio prossimo viaggio...
Sono andato a comprarle le patate novelle, è diventato difficile trovarle nei negozi, hanno solo patate rinnovate... e un bastone per lavare le finestre, ora che si muove con difficoltà le farà comodo.
Le ho detto: "quando vuoi, dimmelo, ti scendo con me e ce ne stiamo per conto nostro, un mese, quanto vuoi", basta chiedere il domicilio per avere il cambio del medico di base, e ottenere le ricette per l'insulina e tutto quanto.
ho già chiesto un preventivo per un'auto diesel, ce la faremo anche in questa circostanza!
Sono ripartito per Parma domenica sera, ho atteso l'intercity notte, come sono dure le cuccette a 4, e non danno più in caffè istantaneo, la mattina, però arriva in orario, e posso andare al lavoro senza passare da casa.
E questa volta ho ritrovato qualche vecchio amico che posso chiamare al telefono, se mi scappa la nostalgia!
Una settimana senza internet, e la casella di posta si è riempita con 500 mail!
martedì 19 gennaio 2016
Appunti di viaggio Natale 2015
venerdì 11 luglio 2014
Colorno e dintorni
alla reggia ducale ho ritirato un depliant della provincia, sui castelli di Parma e Piacenza...
la visita al parco della reggia mentre in serata era prevista una serata all'aperto , con opera ....
la vista della facciata interna della reggia, con dedica a Maria Luigia...
chi si ricorda del film di Bellocchio "I pugni in tasca", si ricorda anche che i primi timidi tentativi di liberalizzazione degli ospedali psichiatrici, con Basaglia, sono stati fatti proprio a Colorno, negli edifici adiacenti al parco ducale, che ancora resistono all'incuria...
ricordo i viaggi di fine anni '60, i cambi di treno a Vienna, di corsa verso la stazione nord, per prendere il Vindebona in direzione Praga, bello, nuovo, con la carrozza ristorante e un profumo di piatti cechi,
seguito nei primi anni '70 da viaggi in auto, con soste a metà strada, dormendo in auto, notti con tappeti di stelle a Salisburgo, e le campagne ordinate, ricche, degli austriaci, pulite e ben tenute, le case e i giardini, idee di benessere e lavoro sodo...
Treno come libertà e come avventura, il primo viaggio vero, lungo, da solo, fino ad Amsterdam, lungo il traforo del Sempione, a Stresa di notte lungo il lago Maggiore lato est, odore della notte, di estate, di ferie le prime frutto di un lavoro con tanto di cedolino dello stipendio... Inter-rail per giovani al di sotto di 26 anni, usato solo 15 giorni, Francia e Spagna e ostelli, e tante facce, discorsi, impressioni...e voglia di cambiamento.
Il treno come aggregatore sociale, per scambiare informazioni e simpatizzare, mamme con bambini, coetanei, persone con il biglietto elettronico ma che il controllore rimprovera perchè oltre confine il sistema cambia, e al ritorno non potranno farselo validare perchè il codice è diverso... il treno notturno, cuccette a 4 con acqua e al mattino un giornale, forse anche un caffè della macchinetta, persone che hanno una destinazione comune, "e di dove sei" "e anche noi" " noi invece dobbiamo arrivare a".
lunedì 28 aprile 2014
diario di viaggio: parma e dintorni
Acacia robinia in fiore....
il Po straripò nel 1951 e per salvare Casalmaggiore il flusso fu deviato su Colorno e le aree di Copermio, Mezzani, Torrile (Parma morta e gli argini dei canali collaterali), Trecasali,
Agli inizi del 1919, stava atterrando vicino al suo paese natale, quando l'aereo ebbe un incidente. Si dice che una bomba o la contraerea fecero cadere l'aereo, erroneamente scambiato per ungherese, avendo colori simili.
Da wikipedia: "On 4 May 1919, at around 11:00, his plane tried to land near Bratislava, a military conflict area between the First Republic of Czechoslovakia and the Hungarian Soviet Republic, but crashed near Ivanka pri Dunaji. Štefánik died, along with the rest of the crew (two Italian pilots, Colonel Giotto Mancinelli Scotti and Sergeant Umberto Merlino, as well as a mechanic-radiotelegrapher, Gabriel Aggiusto)....
Sources do not substantiate rumours of disagreements arising between Štefánik and Beneš or Masaryk, mainly on the position of Slovakia in Czechoslovakia. On the contrary, telegrams sent by Štefánik from Vladivostok to the Czechoslovak National Council in Paris on 7 December 1918 indicate that Štefánik had a good relationship with them. To Masaryk, he wrote "with my filial feelings and a great patriotic happiness, I salute you, venerable professor, as the first president of the Czechoslovak Republic". To the President of the Council, Karel Kramář, he wrote, "Thank you, my dear president, for having chosen me as member of our National Ministry. You and your other co-workers can be sure of my loyalty and my fraternal feelings". To Beneš, he was even more friendly by using informal pronouns (he used formal pronouns to address Masaryk and Kramář): "Mr. Beneš, Ministry of Foreign Affairs in Prague: "I hug you affectionately, my loyal and precious companion during the hours of anxiety".
Sergio Tazzer, presidente del CEDOS (Centro di documentazione Storica sulla grande Guerra) è autore del libro pubblicato da Kellerman "Banditi o eroi? Milan Rastislav Stefanik e la legione ceco-slovacca".
Il primo presidente fu Masarik, figlio di un fabbro, che studiava legge a Praga, ed era evitato dall'elite dei figli dei ricchi commercianti e agricoltori della pianura dell'Elba, Roudnice e Melnik. Quando da presidente era in tour, toccava molti paesi ma evitava sempre quelle due città.
the Allies recognized Masaryk as head of the provisional Czechoslovak government. On 14 November 1918, he was elected president of Czechoslovakia by the National Assembly in Prague while he was in New York, and returned from exil on 21 december 1918 (wiki).
Mio cugino, Jara Doskocil, sposato a Torino, elettricista, è scomparso nel '97 per un tumore al pancreas. Io ero in Giappone, quando mi chiama la mamma addolorata, ed io non posso fare nulla, troppa la distanza. Rimangono le figlie, Alessandra, Natascia, i nipoti, e una sorella in Czechia, Hana. Una buona spalla e un compagno di strada, aiutò la mamma nell'ultimo trasloco, in parrocchia lasciò un grande segno e rimpianti. A Torino, mi accompagnava al cinema, gli piacevano i film western. Si era trasferito con la madre, a 21 anni, e poi era rimasto ed aveva rifatto il servizio militare in Italia. Aveva un buon lavoro da elettricista spesso fuori dal comune, in giro per il nord. Quando venne il figlio di sua sorella, Libor, a trovarli a Torino, facevano passeggiate in centro, a guardar le vetrine. Se Libor si accorgeva che Jara era interessato alle ragazze, e se queste si intrattenevano per parlare, esclamava "Pa-pà!", per farle allontanare e farlo smettere.
mercoledì 11 novembre 2009
antenati, ramo boemo
Il nonno a sinistra, guerra 15-18, sull'altipiano del Piave, lato austriaco...
Cortile di casa, fattoria, Dobrin, anni 1928-29
foto del 1936, il nonno è il terzo a destra, gruppo di lavoratori a giornata
foto del 1946, mamma con la bisnonna e la sorella della nonna, Dobrin o Bechlin...
il prozio Frantisek, grande suonatore e altissimo...
Teplice, le case requisite ai tedeschi, anni 1952-53, Lucia con Rek...
stesso periodo, stessa inquadratura, il nonno con Bianca...
nonno e mamma, ultima moda nel dopoguerra...
1956, campagna di Teplice, io sull'altalena...




































