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lunedì 1 dicembre 2025

L'uovo dell'angelo di Mamoru Oshii, e La piccola Amèlie

 Martedì 2 dicembre Ore 18.30, Roma. Istituto Giapp. cultura

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Versione originale in giapponese con sottotitoli in italiano


L'Istituto Giapponese di Cultura è lieto di ospitare l'anteprima speciale del film L'uovo dell'angelo, capolavoro animato di Mamoru Oshii, che anticipa l'uscita evento nazionale in versione restaurata 4K, in sala dal 4 al 10 dicembre con Lucky Red.

Un'opera onirica e profondamente simbolica, considerata uno dei titoli più enigmatici e affascinanti dell'animazione giapponese, in cui Oshii definisce per la prima volta la sua poetica visiva, dieci anni prima del successo mondiale di Ghost in the Shell. 

A firmare direzione artistica e character design è Yoshitaka Amano, illustratore leggendario e figura centrale dell'immaginario giapponese, noto anche per il lavoro sulla saga Final Fantasy.


A seguire, il 4 dicembre, alle 18.00
Il dono della traduzione: Condividere il pensiero attraversando limiti linguistici e culturali. Giovedì 4 Dicembre 2025 ore 18.00

Incontro con la scrittrice e traduttrice Antonietta Pastore, vincitrice della quarta edizione del Premio “Tōkyō-Roma. Parole in Transito” 2025, per la traduzione del romanzo “La città e le sue mura incerte” dello scrittore Murakami Haruki, anch’egli vincitore del Premio.
A celebrare l’importanza della traduzione e del riconoscimento istituito dalla Fondazione Italia Giappone, partecipa all’incontro lo scrittore e traduttore Giuseppe Culicchia, direttore del Circolo dei Lettori di Torino.
Moderatrice è la giornalista Fabiola Palmeri, coordinatrice del Premio.
Intervengono e aprono l’evento il direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura Shimizu Junichi e il presidente della Fondazione Italia Giappone e del Premio “Tōkyō-Roma. Parole in Transito” Presidente della giuria, l'Ambasciatore Umberto Vattani, già al consolato di Osaka, e autore del libro: La via del Sol Levante, un viaggio giapponese. Idrovolante Edz. 
Madrina del premio è la sottosegretaria al MAE, Dr.ssa Maria Tripodi, di Forza Italia.

Ingresso su prenotazione tramite Eventbrite.

A seguire: 
Giovedì 11 dicembre. Ore 18.30. La piccola Amélie
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Versione originale in francese con sottotitoli in italiano

All'età di due anni, il mondo per Amélie è un mistero, ma la scoperta del cioccolato bianco accende i colori di ciò che la circonda e nasce in lei una sfrenata curiosità verso le persone che riempiono le sue giornate, a partire da Nishio-san, la sua tata. Grazie al profondo legame che si instaura tra le due, Amélie inizia a scoprire le meraviglie dell'universo... Una fiaba straordinaria ambientata in Giappone, che cattura lo stupore dell'infanzia tra tradizioni, piccoli rituali quotidiani e magia nascosta nei gesti più semplici.
Adattamento del bestseller Metafisica dei tubi della scrittrice belga Amélie Nothomb
Biblioteca  

Tosho hiroba 図書ひろば

Piazza dei libri: dove si parla delle proprie letture

Torna anche quest'anno Bibliotoshidama, l'iniziativa della biblioteca ispirata alla tradizione giapponese dell'otoshidama, il dono di capodanno.  

Sono stati selezionati 50 libri di recente pubblicazione, confezionati in pacchetti regalo. Se ne può sceglierne uno, portarlo a casa (previa iscrizione alla biblioteca) e scoprire quale storia ti aspetta. E' un prestito bibliotecario come gli altri, ma non saprai cosa hai scelto finché non lo aprirai: potresti scoprire un'autrice o un autore che non conoscevi, o un genere che non avresti mai preso in mano. Lasciati sorprendere da una lettura inattesa.

Tra i pacchetti troverai anche titoli in lingua originale e libri per ragazzi (in entrambi i casi è specificato all'esterno).
 Dal 1 al 22 dicembre 2025



venerdì 8 settembre 2023

i miei libri del 2023

 Chi se li ricorda i meme? erano gli anni 2010-2013, i blog fiorivano (e poi chiudevano) ci si linkava a vicenda, si aprivano concorsi di cucina, e tra amici in rete si passava uno all'altro un gioco, un elenco, ognuno pubblicava la sua lista, e via al successivo. Furono seguiti da altre liste, questa volta meno social, ma sempre tramite social, FB: quali sono i tuoi migliori libri dell'estate/dell'anno? elenca i libri che ti sono piaciuti e mettili nei commenti.

Ecco, al mare ogni giorno ci siamo fatti il bagno, tra le 8 alle 10, circa, su uno scoglio praticamente nostro, lo scoglio della regina Marcella. L'amico comune, Mario, docente MIUR, è riuscito a farci parlare del passato, del dialetto, dei nostri trascorsi, quasi due mesi di bagni e di risate. Gli altri anni, ci appassionava delle sue letture qui in vacanza,  un'estate era Javier Marias (RIP), altre volte Murakami (che poi abbandono'). Quest'anno, in parte per il clima che ha fatto, in parte per il rigido allenamento che si è prefisso, 10 o più km al giorno, era spesso stanco, e quindi lo pungolavo chiedendo: Mario, che libro stai leggendo? E lui, di rimando: e tu, cosa hai letto di interessante?

Quindi mi accingo a fare una breve lista delle mie letture, non tutte recentissime, ma significative per me.

inizio con due libri italiani. Fabio Genovesi, versiliano, autore di Esche vive. Chi manda le onde è un romanzo di amore, di goffaggini, di persone che alla fine si ritrovano, trovano il loro modo per andare avanti, lasciare perdere le menzogne di cui si ammantavano, e vivere con qualcuno simile a loro
"perchè ho paura che se vado poi non mi volete più. Che abbiamo fatto questa bella gita, e però, siccome è finita come è finita, ora non ci vediamo più". Poi la mamma fa: "Mah, chi lo sa. secondo me questa cosa qui la può decidere Luna"....
Allora la mamma mi guarda e facciamo la stessa identica cosa, alziamo le braccia al cielo e diciamo: "Mah, chi lo sa, stiamo a vedere".
Di Andrea Marcolongo abbiamo quasi tutto, questo libro è un modo per presentarci la figura del console inglese presso il sultano durante la guerra francese in Egitto, che ottenne un permesso di scavo e lo trasformò in una sanatoria per depauperare il Partenone ed altri luoghi dell'antica Grecia di statue e marmi. Molti trofei andarono perduti con il naufragio, ed ora restano solo  i calchi delle metope a segnare i vuoti, nel museo dell'Acropoli ad Atene.


Di Laura Messina, autrice del blog Giappone mon amour, abbiamo quasi tutti i libri. Io ero un passo indietro e quest'estate mi sono letto questo Wa, diviso in 72 paragrafi come anche le quattro stagioni, ogni capitolo dedicato ad un modo di dire, al carattere kanji che ne è alla base, ed al sentire dei Giapponesi.
una storia d'amore tra una ragazza superdotata per la vista dei colori ed un ragazzo tanatoesteta: il loro incontro non è avvenuto per caso, è un recupero di legami familiari precedenti.


Kanako Nishi, scrittrice del 1977, è autrice di successo in Giappone, questo è il primo libro tradotto. 
Riesce a farci sentire l'atmosfera famigliare, una famiglia quasi perfetta che è distrutta da un lutto. Ma che si rialza. Alcuni personaggi sono transgender, mi ricorda il mammo/a di Kitchen di Banana Yoshimoto. Parla dei sentimenti di ragazzi che crescono, delle ragazze che trovano una strada personale, fanno delle scelte non convezionali.

Sanaka Hiiragi è autrice del 1974, per 7 anni ha insegnato giapponese all'estero, ha vinto il primo premio nel 2013, appassionata di fotografia, macchine fotografiche e kimono. Una bella storia, che mischia il mondo magico fantastico dell'aldilà con tre (quattro) protagosti, la vita si intreccia inspiegabilmente, e che rivedono la loro vita attraverso le loro fotografie, tante quanti anni hanno vissuto
Questo libro è un doppione, ero in libreria quando mi ha colpito la novella La scimmia di Shinagawa. Avevo come reminescenze, ma l'ho comprato, ritrovando il libro originale già a casa. Così me lo sono riletto, poi ho continuato con le cronache del signor uccello giraviti (Neji makidori kuronikuru)

Satoshi Yagisawa è del 1977. A questo libro ha fatto seguito un sequel "Una sera tra amici a Jimbocho". La protagonista, la giovane Takako, aiuta lo zio Satoru a tenere aperta la libreria Morisaki, specializzata in letteratura giapponese moderna. Ricco di commenti sullo stile di vita dei giovani, chi si sposa o si lascia per interesse, chi ci resta male e farà sentire la sua voce.


Di Osaka, 1971. In Giappone lavora come sceneggiatore e regista. Con Finché il caffè è caldo (Garzanti, 2020), suo romanzo d’esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival. A questo successo segue Basta un caffè per essere felici (Garzanti, 2021), il secondo volume sulla caffetteria speciale, e Il primo caffè della giornata (Garzanti, 2022).
Libro su spettri, time lapse, tempo fermo, ritorni nel passato, il tempo di bere un caffè.

Metto nella lista con due libri italiani che sono stati argomento di un post di aprile


ed ecco i nuovi acquisti, per finire in bellezza il 2023

Natsuo Kirino (è uno pseudonimo), classe 1951.  Nel 1993 si è aggiudicata il premio Edogawa Ranpo con il romanzo Pioggia sul viso. Con Le quattro casalinghe di Tokyo (Neri Pozza 2003) ha raggiunto una notorietà internazionale e ha vinto il prestigioso premio dell’Associazione giapponese degli autori di romanzi polizieschi. E' considerata un’autrice capace di innovare la lezione di Chuck Palahniuk e Murakami Haruki.  Ho ordinato IN,  tra i libri che ha scritto è il meno noir, una indagine psicologica con risvolti di mistero e illuminazioni sull'essere donna nella società e nei rapporti amorosi 



Ito Ogawa, classe 1973, nota scrittrice di canzoni e libri per ragazzi, famosa per Il ristorante dell'amore ritrovato. In La cartoleria Tsubaki, Hatoko è una calligrafa tuttofare, con il pennello e l’inchiostro sempre a portata di mano. Hatoko si trova quindi a redigere eleganti biglietti d’auguri, a compilare telegrammi di condoglianze per la morte di una scimmia, a comunicare la fine di un amore, tutto rigorosamente scritto a mano. Un giorno, alla cartoleria Tsubaki si presenta un giovane sconosciuto che parla un giapponese alquanto stentato. Con sé ha un sacchetto di carta pieno zeppo di lettere con un indirizzo italiano e vergate nell’elegante, inconfondibile grafia della nonna di Hatoko. Lettere capaci di sovvertire tutto quello che Hatoko ha sempre creduto di sapere non solo sul suo passato, ma anche su quello della cartoleria Tsubaki.

I nomi giapponesi fanno precedere il cognome, dopo viene il nome, a meno che il traduttore scelga la versione occidentale. In libreria, cercavo Tsumura tra gli autori con la lettera T, poi l'ho trovata, sotto la kappa di Kikuko. Giovane scrittrice molto amata in patria (premio Akutagawa e premio Noma), in questo libro descrive 5 lavori differenti di una giovane che si districa nella vita della città. Quale sarà il più soddisfacente? i primi quattro no, lei cerca sempre quello dove può sopravvivere meglio. 

Autrice giovanissima, del 1999, Keiko Yoshimura (pseudonimo) si affida alla traduzione di Laura Imai Messina, garanzia di contenuti profondi e di sentimenti filosofici
Dal sito web «Ma io aggiusto solo finestre, tetti... oggetti qualunque.» Il maestro sorrise: «Credo tu faccia molto di più, Mamoru. In tanti momenti ci hai restituito il coraggio di continuare questa vita. Ci hai comunicato la fiducia nel fatto che le cose potessero andare a posto, che tutto, in un modo o in un altro, si potesse aggiustare». Tutto si guasta, si incrina, invecchia, si rompe. Sohara Mamoru, che è nato sull'isola più piccola dell'arcipelago di Izu ed è il tuttofare della comunità, lo sa. Durante i tre giorni che precedono il Capodanno, si svolge la storia di un uomo che ha sempre messo davanti alla propria realizzazione la felicità altrui. In quella goccia di terra sovrastata da un vulcano dormiente e coperta da boschi di camelie, Sohara sogna (e di nascosto realizza) piccoli atti magici. Aggiusta case, guardrail, lampioni e, insieme, persone. Sono i giorni in cui in Giappone tutti si affaccendano per pulire, mettere a nuovo le stanze e accogliere così l'anno che viene, accompagnato dai 108 rintocchi delle campane dei templi. Sono le 108 passioni umane da cui liberarsi per raggiungere il Nirvana, secondo la religione buddhista: 107 rintocchi prima della mezzanotte, uno subito dopo. Mentre le stradine dell'isola si riempiono del profumo dei cibi tradizionali, le uova di aringa, i fagioli dalla buccia nera e brillante, il riso dai grani rossi delle grandi occasioni, Sohara incontra Kodama e i tasti guasti del suo pianoforte, Nozato che si sa immaginare solo a bordo di una bicicletta, il maestro Kawakami cui scivolano dalle mani oggetti che Sohara, suo allievo, di nascosto aggiusta e restituisce alla casa. Ciò che Sohara non sospetta però è che, in quei giorni profumati di pino e pasticcio di pesce, giungerà per lui dal mare una lettera: porterà con sé una tremenda notizia da Yamada, figlio dannato dell'isola. Accadrà proprio nell'attesa di un Capodanno che, per la prima volta, gli racconterà chi sia lui per la comunità e quanto il senso della vita non stia in tutte le possibilità che essa offre ma nella scelta di una sola. Nella notte dei 108 rintocchi, arriverà per Sohara il tempo non più di dare ma di ricevere."

Durian Sukegawa, nome d'arte di Tetsuya Sukekawa, è nato a Tokyo nel 1962. Poeta, scrittore e clown, ha una laurea in Filosofia Orientale e una in Pasticceria, conseguita all'Università della Pasticceria del Giappone. Per Einaudi ha pubblicato Le ricette della signora Tokue (2018), il suo primo libro tradotto in italiano, da cui è stato tratto il film Le ricette della signora Toku, diretto da Naomi Kawase e presentato al Festival di Cannes nel 2015.

un luogo e in un'epoca – i primi anni Novanta – che riportano a galla una Tokyo ammaliante e ormai scomparsa.  A Tokyo, nei primissimi anni Novanta – gli anni della «bolla» immobiliare –, impazzano i procacciatori d'affari e crescono i grattacieli. Non dappertutto, però. Nella zona di Shinjuku ci sono soprattutto alberghi a ore in rovina e gatti. Nel cuore di Shinjuku c'è Goldengai, un gruppo di isolati che risale ai «tempi caotici del dopoguerra», con piú di duecento piccoli bar l'uno accanto all'altro. È un mondo di ruderi e lanterne colorate quello in cui si aggira Yama, aspirante sceneggiatore, autore di quiz per la televisione, daltonico. Quando entra per la prima volta al Kalinka, un localino stretto e lungo dove i clienti abituali ingannano il tempo facendo scommesse sui gatti che faranno capolino alla finestra, Yama si ritrova in una «enciclopedia illustrata del genere umano». Gomito a gomito, al bancone bevono un bassista rock, una dominatrice di un club sadomaso, un regista, un «pornoredattore», un ex carcerato, un uomo vestito di paillette. Dietro il bancone lavora Yume, che arrostisce spiedini e peperoni. Come molti dei suoi clienti, Yume sembra un po' sfasata: ti guarda con un occhio solo, non sorride mai, e sembra sapere molte cose sui gatti del quartiere. Intrigato dal mistero – dove si incontrano, Yume e i gatti? –, combattuto tra la perenne sensazione di smarrimento e gli impulsi creativi, Yama cerca di trovare una strada che faccia per lui. Lungo il cammino si metterà nei guai col suo datore di lavoro, si cimenterà nella poesia, si lascerà cullare dalle luci di Goldengai. E, proprio quando sentirà sbocciare un fiore dentro di sé, vedrà un luogo magico scivolare via come sabbia, portandosi dietro una ragazza dagli occhi sfuggenti e forse un'intera epoca della vita.


Kawamura Genki è uno scrittore giapponese, nato a Yokohama nel 1979. Dopo una laurea presso la Facoltà di Lettere della Jochi Daigaku, collabora alla produzione di film di successo tra cui Train man e Your name. Nel 2011 si aggiudica il Premio Kumamoto per giovani produttori cinematografici. Per Einaudi ha pubblicato Se i gatti scomparissero dal mondo (2019 e 2020) - romanzo-riflessione attorno alla mortalità -, il suo primo romanzo diventato un successo globale, Non dimenticare i fiori (2021) vicenda che prende spunto dall’Alzheimer della nonna

Cosa sei disposto a dare al Diavolo per poter vivere un giorno in piú? Attento: ciò che il Diavolo sceglierà di prendersi sparirà dal mondo, per tutti. I telefonini? Va bene. E i film, gli orologi... d'accordo, ma i gatti? Sei pronto a rinunciare ai gatti?

Il protagonista della  storia fa il postino, mette in comunicazione tutti gli altri ma accanto a sé non ha nessuno. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell'annuncio di una malattia incurabile. Come passare la settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire. Non resta nulla da fare, se non disperarsi: ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto. Un giorno di piú di vita in cambio di qualcosa… Con la delicatezza di Sepúlveda e il gusto per il fantastico di Murakami, Kawamura Genki ha scritto una fiaba moderna per ricordarci quali sono le cose davvero importanti

Kashiwai Hisashi, cresciuto a Kyoto: ha lavorato come giornalista e consulente televisivo. È autore della serie sul Ristorante Kamogawa, composta da sette libri e da cui è stata tratta una serie tv. Da leggere anche Le ricette perdute della locanda Kamogawa. Einaudi.

Padre cuoco, figlia manager del gruppo investigativo che porta alla luce modi perduti di cucinare, che aiutano i clienti a ritrovare un ricordo e una situazione che avevano perso, e anche di gustare piatti della cucina tradizionale. La ricetta dell'hamburger con la farina di grano saraceno l'ho provata (ho sbriciolato degli spaghetti di soba, che dovrebbero essere di grano saraceno), ed è ottimo.

Michiko Aoyama ha lavorato come giornalista in Australia. I suoi libri hanno ricevuto diversi riconoscimenti in Giappone, tra cui il Miyazaki Book Award e il Miraiya Shoten Grand Prize
Per prima cosa si entra in biblioteca. Poi bisogna trovare la signora Komachi, dalla pelle candida e con uno chignon fissato da uno spillone a fiori. Infine, aspettare che ci chieda: «Che cosa cerca?». Sembra una domanda banale, ma non lo è. Perché la signora Komachi non è come le altre bibliotecarie. Lei riesce a intuire quali siano i desideri, i rimorsi e i rimpianti della persona che le sta di fronte. Così, sa consigliare il libro capace di cambiarle la vita. Perché in fondo, come dice Borges, «il libro è una delle possibilità di felicità che abbiamo noi uomini». È così per Tomoka che, fagocitata dalla vita di città, ha smarrito la serenità; per Ryō, che ha un sogno, ma è in eterna attesa del momento giusto per realizzarlo. Poi ci sono Natsumi, che ha visto arenarsi la propria carriera dopo la gravidanza e non ha più la forza di lottare per riavere quello che ha perso; e Hiroya, troppo concentrato su sé stesso per cogliere nuove opportunità. Ognuno di loro esce dalla biblioteca stringendo tra le mani un libro inaspettato, e tra quelle pagine troverà il coraggio di cambiare prospettiva e non arrendersi. A volte è facile smarrire la strada e farsi domande sbagliate che non dissipano la nebbia che si ha davanti. Allora, bisogna guardare oltre e scorgere il raggio di sole che filtra dalle nuvole.
Kei. Aono (Nagoya) è stata redatrice per una rivista di animè e poi per una casa editrice. Ha prodotto la serie sulle libraie di Kichijoji, quartiere ovest di Tokyo, adattata anche per la TV.

venerdì 27 gennaio 2023

L'amante dell'orsa maggiore

 


       
Mi sono ricordato di un autore abbastanza prolifico, autore di un libro che ho amato quando avevo 20 anni
Sergius Piasecki è stato una persona che ha vissuto tutte le avventure che poi ha riportato nei suoi libri. Da contrabbandiere tra gli stati baltici e la Russia, poi prigioniero, e quindi scrittore.
Le avventure che narra si svologno agli inizi degli anni 20, 1920, qundi prossime a quelle di cui narra Solženitzyn nel suo libro 1916-1917, sulle armate russe e tedesche ed i luoghi degli scontri, tra Vilnius e le polonia orientale.

Confine russo polacco intorno agli anni 1926-30. Un interregno pericoloso, terra di nessuno dove solamente uomini coraggiosi dediti all’avventura, come banditi e contrabbandieri, che conoscono ogni segreto di questo mondo, ogni insidia, e sono pronti a difendere con le armi i loro preziosi carichi, osano avventurarsi.
"Le tenebre della legge contro la luce emanata dall’anima delle stelle dell’Orsa Maggiore che, in una complice solidarietà, ne proteggono e ne guidano il rischioso cammino, sono i temi portanti di questa meravigliosa avventura. Ma cosa si agita davvero nella mente e nell’animo di quegli uomini inquieti? Cosa li spinge a vivere sempre come lupi braccati? Il fascino di una continua avventura, avidità di guadagno, ma sopratutto l’orgogliosa consapevolezza di una libertà morale duramente conquistata".
Un romanzo dimenticato e da riscoprire che incarna il desiderio di libertà e lo spirito di avventura.

Nell'incipit: la nostra non era una battaglia per l'esistenza, ma una lotta per la libertà di movimento e per la gioia dell'amicizia.

L'amante dell'Orsa Maggiore è un romanzo scritto da Sergiusz Piasecki negli anni di prigionia a partire dal 1934. È un romanzo che ha elementi di autobiografia e di "documentario". È la storia di un contrabbandiere polacco come è stata vissua dall'autore.
 La storia avventurosa e poetica ma realistica ebbe un notevole successo tanto da riuscire quasi a contribuire alla sua scarcerazione quando nel 1939 scoppiò la guerra contro la Germania. Fu pubblicato in Italia dall'Arnoldo Mondadori Editore nel 1942. Nel 1948 appare nel numero 134 della collana Medusa.
Nel 1971 ne fu tratto un film di poco successo con la regia di Valentino Orsini 
Nel 1983 Anton Giulio Majano ricavò dal romanzo di Piasecki uno sceneggiato omonimo in sette puntate per la Rai; tra i molti interpreti: Ray Lovelock, Giancarlo Prete, Sandra Collodel, Alberto Lupo, Emilio Marchesini, Renato Baldini, Elio Zamuto, Giacomo Rossi Stuart e Ida Di Benedetto; le musiche furono composte da Fiorenzo Carpi (ha collaborato con Dario Fo, Enzo Jannacci, Laura Betti, Milly, Strehler):  se non lo conoscete, guardate la sua pagina wiki.

Trama
Vladek, il protagonista e narratore, inizia la sua "carriera" come contrabbandiere poco dopo il 1920, nella zona di frontiera tra Raków, Polonia sudorientale, e Minsk, allora in Unione Sovietica, oggi in Bielorussia. Inizia a conoscere i pericoli del mestiere: orientarsi nella notte, evitare le guardie confinarie, in particolare i soldati sovietici, resistere alla fatica del lungo cammino, prevenire le possibili trappole dei soldati nelle "tampe", le fattorie in cui viene portata la merce contrabbandata, proteggersi dagli informatori e dai gruppi di contrabbandieri rivali, scegliere la merce più conveniente per le "missioni", gestire una "raspa" cioè fingere uno scontro con i soldati per tenersi di nascosto un carico di merce contrabbandata.
A Vladek piace questa vita avventurosa, fare bisboccia all'osteria con i compagni, godersi la natura e il cielo stellato (per l'Orsa Maggiore ha una predilezione: è la costellazione che guida il contrabbandiere ad un ritorno sicuro verso casa). Un giorno salva dall'arresto Sascka Veblin, il più famoso contrabbandiere del confine e conosce la sua affascinante e misteriosa sorella, Fela. La ragazza è oggetto delle attenzioni di Alfredo Alinciuk, un altro contrabbandiere, attaccabrighe e malevolo, che una notte cerca di uccidere Vladek a tradimento. Il primo amore di Vladek è però Bombina, la donna russa della fattoria che riceve la merce dei contrabbandieri, che gli propone anche di andare a vivere con lei.
Durante una spedizione invernale, Vladek viene catturato, proprio a casa di Bombina; viene arrestato insieme alla donna e imprigionato per alcuni mesi a Minsk. Durante il viaggio in treno verso il confino, Vladek riesce però a scappare e a tornare in Polonia. Dopo poco riprende la sua vita di sempre, aggregandosi a diversi gruppi di contrabbandieri. Una notte, durante una lite, ferisce Alfredo ad una gamba e viene da questo denunciato; inizia così a nascondersi ma continua a contrabbandare insieme a Sascka. Una notte però questo viene ucciso dai soldati (o forse è stato un colpo errato di Vladek) e il giorno dopo anche l'amico Resina si uccide. Vladek viene arrestato per il ferimento di Alfredo ma ancora una volta sfugge alla giustizia saltando giù dalla slitta che lo porta in prigione. Un amico gli trova protezione presso la cascina di una famiglia di contrabbandieri, alternando il lavoro agricolo a qualche spedizione notturna. Durante una di queste Vladek riesce a salvare il resto del gruppo (tre fratelli) ma il padre della famiglia decide di cessare con il contrabbando accortosi della pericolosità delle missioni. Ma Vladek ha nostalgia della sua vecchia vita e decide di cambiare nascondiglio. Incontra Corvino, un altro contrabbandiere con cui inizia anche a fare delle missioni particolari: scortare i russi che vogliono scappare di nascosto dall'Unione Sovietica.
Iniziano però anche gli scontri con altri gruppi di contrabbandieri "per interesse" e Corvino viene ucciso; Vladek alterna spedizioni con merci destinate al mercato nero con rapine agli altri contrabbandieri "ribelli". Per andare a trovare un amico si reca un giorno nella grande città, Vilnius, ma è una brutta esperienza: "si contrabbandava attraverso molte barriere la verità"; tutto è "artificiale, scintillante e molto complicato", ma sotto si nascondono "le solite brutture e il vuoto", la gente è ipocrita".
Tornato a Raków, Vladek riprende la vita di sempre, insieme al "Topo" e al "Becchino": l'attività principale sono ora le imboscate ai nuovi gruppi di contrabbandieri; è una sorta di vendetta per la morte e la cattura dei vecchi amici contrabbandieri. Fela si fidanza con Alfredo e Vladek e i suoi compari intervengono alla festa, rovinandola. È ormai la fine. Dopo qualche tempo il Becchino è ucciso in uno scontro e il Topo è ormai sempre più spericolato e folle e decide di abbandonare la vita del contrabbandiere e di tornare dalla sua famiglia. Anche Vladek, dopo un ultimo grande colpo, capisce che il tempo è compiuto e decide di abbandonare la frontiera.
Nel libro, notevole è il ricorso a musica popolare, alla balalaika, per allietare le serate in compagnia

I contrabbandieri di oggi sono gli scafisti. 
Se vi capita, leggete il libro L'isola dei fucili, di Amitav Gosh, su pro e contro i richiedenti asilo, sulla fine che fanno, sul Bangladesh, sull'animismo e sugli spiriti guida, in forma di animali, dai serpenti ai ragni.

Sergiusz Piasecki, L'amante dell'Orsa Maggiore,  1937, traduzione di Evelina Bocca Radomska, Gian Galeazzo Severi, collana Oscar Mondadori, 1970.

Piasecki, Sergiusz
scrittore polacco (Baranoviči, Minsk, 1899-Penley, Londra, 1964). Nato in una terra soggetta alla Russia, partecipò alla guerra antibolscevica del 1920. Volontario delle formazioni antisovietiche della Bielorussia, agente dei servizi segreti polacchi, divenne in seguito bandito, contrabbandiere e ladro. 
Combatté contro i bolscevichi e successivamente contro i Nazisti durante l'occupazione della Polonia. Visse come contrabbandiere e nel 1929, arrestato, ne fu chiesta la condanna a morte ma, grazie alla sua collaborazione con i servizi segreti, riuscì ad ottenere la riduzione della condanna a 15 anni di carcere. Nel 1934, durante la prigionia, inizia a scrivere il suo romanzo più famoso L'amante dell'Orsa Maggiore, grazie al quale stava per essere graziato quando, nel 1939, scoppia la guerra contro la Polonia. Fu uno degli animatori della rivolta di Varsavia.
Dopo L'amante dell'Orsa Maggiore (1937), che divenne un best seller mondiale (e che fece ottenere all'autore la scarcerazione anticipata), seguirono i romanzi La quinta tappa (1938), Come gli dei della notte (1939) e la trilogia Nessuno ci salva (1947), La spia, Peggio che al fronte e La Torre di Babele.

Incipit di "La spia"
Una volta mi capitò di vedere un film particolarmente interessante sullo spionaggio.

Luogo di sepoltura
Hastings Cemetery


mercoledì 10 settembre 2008

settembre, tempo di ripensamenti


Siamo al 10 settembre e faccio fatica a stare al passo con i giorni, infatti solo ora mi accorgo che non ci sono nuovi post da 2 settimane... e che mi chiedo cosa scrivere, cosa cambiare e come essere più chiaro e soprattutto dare informazioni utili (il tasto "delete" mi tenta).
A parte ciò, c'è una grande attività dei media. Da diversi giorni ho sintonizzato la TV sui nuovi canali satellite "RAI 4" e "Iris" che è un canale digitale (mediaset) senza pubblicità.
Ho seguito per la seconda volta di Sofia Coppola "Lost in translation", ed ho visto senza un attimo di distrazione "Mare dentro" (RAI 4) e ho visto di Ozpetek "Harem Suareè" (Iris) con qualche perdita di attenzione, ma immagini e spunti di buon livello.
E allora?
Dopo le 21, se si sta a casa, c'è adesso anche una scelta di buoni film con scadenza quotidiana.
A parte queste ovvietà, ecco la notizia:
su questo sito si possono scaricare libri gratis, o a prezzi stracciati, in pdf. L'ultimo mio acquisto online è un libro di Henry Gee in inglese, e notizie su Henry Gee, si possono trovare su Nature Network su cui tiene un blog interessante, The end of the Pier Show.
Si possono anche pubblicare i propri lavori sia che si scrivano romanzi che opere scientifiche. Evviva Lulù!
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001