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giovedì 16 maggio 2024

Giornata internazionale sulle piante

Come ogni anno, in tutto il mondo le università ed i cenri di ricerca scientifica organizzano l'evento divulgativo: GIORNATA DEL FASCINO DELLE PIANTE La settimana internazionale “Fascination of Plants Day” 2024 (FoPD 2024) sotto l’egida dell’European Plant Science Organisation (EPSO), scienziati di tutto il mondo che studiano le piante.
L’obiettivo di questa iniziativa è di affascinare il grande pubblico con le meraviglie del mondo vegetale e di sottolineare l’importanza dello studio delle piante per l’agricoltura e la produzione sostenibile di alimenti, per l’orticoltura, la silvicoltura e la produzione di carta, legname, farmaci ed energia. Un messaggio chiave è anche quello che le piante svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione e la protezione dell’ambiente. 1): 18 maggio Escursione per osservare gli alberi monumentali nella Riserva naturale orientata Murge orientali Martina Franca (Taranto) tel 3203524352
2): 17 (ore 17), fino alle 13 del 19 maggio. Il bosco come servizi ecosistemici per una nuova visione del territorio, Foggia, wWF tel 3382252119 presentare al grande pubblico la bellezza del mondo vegetale, sottolineare l’importanza delle piante per la società e migliorare la visibilità della ricerca scientifica che viene svolta in ambito vegetale. . La domenica 19 maggio sarà effettuata un escursione naturalistica nel Parco Naturale Regionale del Bosco Incoronata.
3): 18 maggio. 10-12.30 Visita guidata ai Giardini di Pomona, Cisternino, contrada Figazzano Visita alle collezioni di fichi, melograni e altre fruttifere arboree; ai sistemi per un uso parsimonioso dell’acqua in agricoltura ed al labirinto di lavanda con al centro il kaki di nagasaki, simbolo di pace nel mondo.
4): 19 maggio dalle 10 alle 18. Località Masseria S. Angelo, Lecce. Giornata di apertura gratuita al pubblico dell’Orto Botanico del Salento, a Lecce, arricchita da laboratori, presentazioni ed esposizioni a tema botanico. il programma sarà aggiornato sul sito dell’Orto Botanico del Salento nella sede di via lorenzo Palumbo, si terranno vari eventi Ore 10.00/11.00 (12.00/13.00; 16.00/17.00, 17.00/18.00) Visite guidate. Passeggiata tra macchie, frutteti e pseudosteppe dell’Orto botanico a cura della Fondazione per la gestione dell’Orto Botanico Universitario Ore 11.00-11.30 Presentazione di Santina Lamusta del libro “Il bulbo dell'amore. Storia e usi del lampascione” di Santina Lamusta , Nunzia Maria Ditonno pubblicato da Artebaria Ore 11.30-13.00 IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE API Attività laboratoriale dell’associazione Ephedra (amici dell’Orto Botanico) e Cristian Delle Noci, apicoltore. Raccontare il lavoro dell’apicoltore, annusare insieme la cera, conoscere la struttura morfologica e le caratteristiche delle api, i comportamenti e l’ambiente di vita, conoscere la complessa e evolutissima società delle api e il loro ruolo nel mantenimento della biodiversità. Ore 15.30-16.00 Conversazioni sul fascino delle piante con Francesco Minonne: "Fascino dei frutti antichi di Puglia” Saranno presenti Roberto De Giorgi (www.puntoverdevivai.it), vivaista esperto di biodiversità frutticola, e giovani ricercatori di UniSalento. Area ristoro a cura di “Cime di Rapa”
5): 21-24 maggio. La biodiversità delle piante, un grande tesoro da salvaguardare, IBBR, Bari via Amendola The Institute of Biosciences and Bioresources of Bari (IBBR-CNR) o
6): 22 maggio, fino alle 13.00. Piante: che storia affascinante! CNR, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, Lecce Giornata di divulgazione scientifica rivolta agli studenti delle Scuole secondarie superiori. L’evento si svolgerà all’interno del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce.
Inoltre, si terrà la settimana della biodiversità agraria, con eventi a Bari ed a Lecce In occasione della Giornata Nazionale della Biodiversità di Interesse Agricolo e Alimentare, lunedì 20 maggio il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (Di.S.S.P.A.) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro organizza nell’Aula Magna di Agraria l’evento “(O)maggio BiodiverSO”. Per l’occasione, alle 16:30 saranno presentati i libri “Pillole (ricostituenti) di agrobiodiversità degli ortaggi pugliesi da frutto” (di Pietro Santamaria, versione e-book) e “Ortaggi della cucina tradizionale pugliese. 1. Ortaggi da frutto” (di Adriano Didonna, Massimiliano Renna e Pietro Santamaria, versione cartacea con distribuzione gratuita), realizzati nell’ambito del progetto “Biodiversità delle specie orticole pugliesi da frutto - BiodiverSO Karpos”. Saranno inoltre premiati i vincitori del concorso fotografico “Obiettivo Agrobiodiversità" e il concorso gastronomico “Agrobiodiversità a Tavola”, con il riconoscimento ufficiale della Regione Puglia, libri a tema agrobiodiversità e gadget della Settimana della Biodiversità Pugliese. Il pomeriggio si concluderà presso Villa La Rocca dove, in collaborazione con l’Accademia Pugliese delle Scienze, l’orchestra sociale di MusicaInGioco allieterà i partecipanti con un concerto di colonne sonore di film e cartoni animati. MusicaInGioco è una associazione APS no profit che, dal 2010, dona lezioni e strumenti musicali a bambini e ragazzi prevalentemente in area disagio socioeconomico/personale o con disturbi dell'apprendimento; l’orchestra si è già esibita in numerosi teatri e festival regionali e nazionali e, per la prima volta, porterà la sua musica alla Settimana della Biodiversità Pugliese.
Tied Up: 7): 23 maggio. Campus Ecotekne presso l'Università del Salento a Lecce, Settimana della Biodiversità Pugliese, la Prof.ssa Rosaria Rinaldi, Delegata del Rettore alla “Valorizzazione della Ricerca e Trasferimento Tecnologico”, insieme al Prof. Marcello Salvatore Lenucci, Direttore dell'Orto Botanico, hanno il piacere di estendere un invito a tutti coloro che desiderano partecipare a "Terra Tied - Up", L'evento si aprirà nel primo pomeriggio con un workshop dal titolo "Seminiamo un Futuro Sostenibile: Sensori Diffusi per un'Agricoltura di Precisione nel Cuore Verde dell'Orto Botanico" condotto e moderato dal giornalista Antonio Della Rocca del Corriere del Mezzogiorno. Al centro dell'attenzione, l'importanza cruciale dell'uso responsabile delle risorse idriche. Durante il workshop, verrà illustrata una rivoluzionaria tecnologia sensoristica basata sulle fibre ottiche, sviluppata presso il CERN di Ginevra e attualmente in fase di sperimentazione nell'Orto Botanico dell'Università del Salento, in anteprima mondiale. Questi sensori all'avanguardia, che consentono l'acquisizione di dati in tempo reale su lunghe distanze, promettono di innovare il monitoraggio della temperatura e dell'umidità con una precisione e un'efficienza senza precedenti. L'iniziativa vede la collaborazione attiva dell'azienda romana Inmatica S.p.A. e dell'azienda portoghese FiberSight, entrambe partner fondamentali nel processo di sperimentazione. La scelta dell'Orto Botanico come location per questa ricerca applicata non è casuale; riflette piuttosto un forte impegno congiunto verso il progresso e la sostenibilità ambientale. I partecipanti avranno l'opportunità di partecipare a visite guidate dell'Orto Botanico, esplorare una mostra di prodotti agroalimentari tipici a cura di aziende salentine e scoprire gli stand dimostrativi delle attività di ricerca del DiSTeBA e del CNR ISPA nel campo della Biodiversità. L'ingresso all'evento è aperto a tutti e totalmente gratuito. Abbiamo degustato un sorbetto alla meloncella ottimo, e comprato un distillato di elicriso, timo, critimo marino e fico d'india. Sacàra spirits è una azienda di Miggiano

mercoledì 3 maggio 2023

pranzare in stile giapponese

 Per diversi anni, dal 2003 al 2020, ho pranzato in ufficio, portandomi qualcosa da casa. Molti colleghi utilizzavano la stanza comune per la pausa pranzo, incluso un frigorifero ed un forno a microonde, ma io ho quasi sempre mangiato alla scrivania, spesso in compagnia, quando era presente Gianni, il tecnico, ma molte altre volte in solitaria, mentre i colleghi si assentavano per motivi di famiglia. Alcuni strumenti e trattamenti speciali che mi sono permesso, allo scopo, sono stati il bollitore, per il tè verde, il cuociriso, per quando avevo voglia di semplice riso condito con fiocchi di alga o di uovo e sesamo, e qualche "cup of noodle", la versione originale dei nostri Saikebon, ordinati su qualche sito europeo ed arrivati via posta aerea.

Mi sono abituato a questi prodotti disidratati sin dal mio primo soggiorno nel 1994, vedendo studenti del mio laboratorio pranzare "alla veloce", aggiungendo un pò di acqua bollente in quei recipienti a forma di coppa/cono, in cui far ravvivare i ramen, udon o gli spaghettini, e far sciogliere i condimenti a gli aromi. Avevamo degli ottimi servizi mensa all'interno dell'università, e la scelta per il pranzo variava tra la cantinetta, una caffetteria con diversi piatti in menù, la mensa studentesca nel seminterrato, ed una caffetteria al secondo piano per il personale dipendente, dove si recavano i professori per buona etichetta, dove si spendeva qualcosina in più, oltre al tipico supermercato con piatti pronti, come gyudon (riso cipolla e carne di manzo), tempuradon (riso e tempura), e yakisoba, da riscaldare al microonde. Un giorno alla settimana si teneva il journal club, nella stanza della biblioteca, e davanti ad una presentazione scientifica di uno di noi, i colleghi prestavano un occhio al discorso ed uno al piatto, pranzando insieme. Per i pranzi più ufficiali, ci si muniva di un bento box, un vassoio con vari scomparti, per il piatto principale e per i piatti side-dish, verdure, e decorazioni varie.

Esisteva poi uno spazio nello stanzone del professore, alla cui tavola ci si poteva accomodare, farsi un caffè solubile, condividere un piatto di frutta affettata, lasciare una confezione di biscotti tradizionali al ritorno da un viaggio, o come regalo dagli ospiti del professore. Gli acquisti di tè e caffè avvenivano sulla base di un fondo cassa, a cui tutti contribuivamo, secondo le nostre possibilità, chi aveva basso reddito dava di meno, e chi poteva lasciava di più. Lo stesso principio serviva per condividere le spese ai ristoranti, quando si usciva a festeggiare. Anche quando si laureava un collega, era doveroso festeggiare tra amici e personale più in confidenza. Alla cena del caro Naoyoshi Maeda, cui ero stato affidato sin dall'inizio, eravamo in tre, e gli offrimmo la cena al ristorante di sushi. 

                   piatto di riso e castagne, cotto nel cuociriso

Di ritorno a Lecce, la nostalgia per i sapori e per i piatti della cucina giapponese hanno fatto il resto. Nel frattempo molte cose sono cambiate, alcuni prodotti sono diventati disponibili anche a Lecce, come il riso per il sushi, più appiccicoso e compatto del riso originario, il mirin, l'aceto di riso, le alghe nori, wasabi e salsa di soia, e vari tipi di saikebon, al pollo, alle verdure, ai gamberetti. Tra i gusti che ho fatto arrivare da Japan Centre, sono i noodle al gusto koreano/kimchi, alla yakisoba, ai gusti di mare.

Yakumi sono spezie e codnimenti che danno un tocco di giapponesità, che siano il cipollotto, il sesamo, alghe, pepe o il sapore di dado.

Ma il massimo della cucina si raggiunge nella cucina kaiseki ryori. I piatti sono una gioia della vista e una varietà di gusti arrangiati secondo la stagionalità (funghi  per autunno, takenoko, germogli di bambù per primavera). A me è capitato in varie occasioni di partecipare a questa festa per occhi e palato, in locali meno vistosi e pretenziosi (con Yuki nel 2002, con Miyuki nel 2007) ma l'occasione più vistosa è stata nel 2013 con mia sorella, ospiti del professore e del suo gruppo di fisiologia vegetale ad Okazaki. Era come essere ad un banchetto di nozze, con una varietà di piatti e piattini e portate non tutte assieme, ma che arrivavano dandoci il tempo di pregustare ogni piatto. 

Furikake rice seasoning 

For the seasoning mix

  • 2 nori sheets
  • 6 tbsp garlic granules
  • 2 tsp chilli flakes
  • 3 tbsp white sesame seeds
  • 1 tbsp black sesame seeds
  • For the seasoning mix, put the nori sheets, garlic and chilli flakes into a food processor and blitz until the nori has broken up. Transfer into a bowl and add the white and black sesame seeds. Mix and set aside. To make the fries, thinly slice the potatoes, then cut them into thin matchsticks. Put them into a bowl of water. Have a damp towel at the ready to wrap the fries and stop them browning when you take them out. Put a large saucepan on a high heat and add the oil. When the oil is hot, drop in a piece of potato and if it rises to the top, the oil is ready for frying

mercoledì 22 febbraio 2023

Acquaviva delle Fonti e dintorni

 In questo ultimo semestre mi sono ritrovato a fare l'autista, per motivi di salute. Maria Rosaria era alla ricerca di un chirurgo di eccellenza, e dopo aver fatto delle visite all'ospedale di Gallipoli, dove siamo andati tra giugno ed agosto, si è decisa per un medico più giovane che lavora in chirurgia a Lecco, e visita a Brindisi, in via Annunziata. Brindisi è una città caotica, e le ore preserali sono di orario di punta per il traffico autonobilistico. Comuque siamo arrivati in orario, lasciando l'auto al parcheggio Adriatica.  La lezione che abbiamo appreso è che ci sono pochi chirurghi in Salento che sanno operare con il robot, ci sono alcuni centri che lo usano, ma per lo più si interviene  nelle sale operatorie col bisturi manuale. Dopo aver preso in considerazione due viaggi a Lecco, il primo per il prericovero ed il secondo per l'intervento, un contatto inaspettato ci ha indirizzati al Miulli, centro di eccellenza e IRCS di Acquaviva delle Fonti. Si tratta di un ospedale generale regionale, ed ente ecclesiastico. Qui il robot è condiviso tra i vari reparti, che hanno una capienza di ben 670 posti letto. 

L’Ospedale Miulli segna un nuovo passo nel solco dell’#innovazione #tecnologica e aggiunge Hugo RAS (chirurgia #robot-assistita) al proprio avanzatissimo parco macchine. La nuova strumentazione si inserisce nella #storia ormai trentennale dell’Ente nel campo chirurgia robotica, rendendola più accessibile, aumentando la precisione degli interventi e contribuendo a ridurre sia i tempi di degenza che di attesa.



L'occasione di andare e venire in tre giorni non consecutivi, uno per il ricovero, uno per la visita , ed il terzo per la dimissione della paziente, ci ha fornito il tempo utile per visitare vari posti. Il percorso più breve, da Lecce ad Acquaviva,  si fa passando lungo la superstrada Lecce-Bari ed uscendo a Fasano, prendendo il canale di Pirro oltre Alberobello e la Chiusa di Chietri, in direzione Putignano o Gioia del Colle, seguendo le indicazioni dell'assistente google map sul cellulare. Questo percorso lo abbiamo fatto una volta, al rientro dalla visita, di tarda mattina, con la tranquillità di chi non deve arrivare in orario. Ci si mettono due ore circa, ad andatura comoda, su strade  provinciali che lasciano godere del paesaggio, della vista dei trulli, e di un traffico modesto, calmo.

Per le altre circostanze abbaimo seguito la Lecce-Bari per due volte, una volta perchè dovevamo arrivare alle 8 per il ricovero, e non si poteva  tardare, e la seconda volta per la paziente che veniva dimessa verso mezzogiorno. Nel giro di ricognizione intermedia, per arrivare nell'orario di visita, che inizia alle 18, abbiamo preso la superstrada Mesagne-Taranto, che prosegue in direzione Bari fino a Sant'Eramo in Colle. Esiste anche una autostrada, che passa in direzione Gioia del Colle, ma non avevamo urgenza di arrivare. Comunque si tratta di una strada provinciale con molte rotatorie nei centri abitati, e alle 17 fa già scuro. Motivo per cui ci è bastata questa esperienza. Per gli altri rientri abbiamo preferito strade provinciali, arrivando sulla superstrada per Brindisi da posizioni intermedie, Polignano a mare e Monopoli. Queste strade provinciali permettono di vedere e gustare il paesaggio per buona parte collinare delle Murgia barese.  

Ad Acquaviva centro siamo entrati giusto per un caffè e per una sosta ai servizi igienici, la cittadina sembra avere un bel centro storico, ed è utilizzata come pernotto per chi viene da paesi lontani, come molti leccesi e salentini, che utilizzano la navetta per arrivare in ospedale.

A giugno ci tocca una nuova visita di controllo. Sarà occasione per vedere qualche altro luogo, e per fare una sosta, rientrando, alla tavola calda epanificio l'Assunta, sulla Adriatica SS16, come già abbiamo fatto l'ultima sera




domenica 5 febbraio 2023

Visita a Vienna 2017

 Mi accorgo che durante il periodo tra il 2017 ed il 2019, periodo in cui mi sono occupato di mia madre, non ho postato nulla sui miei contatti con l'estero. Ebbene, durante un viaggio a Budapest per un convegno, a maggio 2017, ho fatto una breve visita a Vienna, andando a trovare la prof.sa Margit Laimer, una collega, esperta di biotecnologie vegetali.

Il BOKU, centro per le biotecnologie di Vienna, è situato nella zona nord, come indica la mappa.

La collega Margit parla italiano, come molti originari del Tirolo, ma abbiamo parlato in inglese per farci capire dal personale che lavora con lei.
Ha una glasshouse, una serra, che gira intorno ai laboratori, ricavata dai balconi rivestiti di vetrate. Ci sono innumerevoli vasi, con piante, il germoplasma cha ha raccolto negli anni, dalla yatropa al corniolo, alle fruttifere. All'interno, nelle camere di crescita, sono presenti i barattoli di propagazione delle piante su cui ha fatto delle modifiche di ingegneria genetica (nella foto). E' stata una mattinata piena, culminata con una sosta alla caffetteria.
un solo rammarico, dopo la mia visita ho saputo dei contrasti tra la prof e la sua assistente, iraniana, che ha cercato di farle le scarpe, screditandola.
Nel pomeriggio, libero, ho visitato il centro di Vienna. Ricordo quando venivamo in treno dal Brennero, si doveva cambiare alla stazione sud, prendere un taxi, correre alla stazione nord, per il Vindebona che arriva a Praga. Il profumo nella carrozza ristorante sul Vindebona per Praga è attraente, cucina ceca, pancotto con stufato alla panna e verdure....
Una volta non avevamo ancora ottenuto il visto, e siamo andati in ambasciata per un rilascio in mattinata. 
In un'altra occasione, io sui 11-12 anni, ho visitato il Prater con le sue giostre, la casa stregata.
Siccome è una città che significa molto per le storie che ci narrava mia madre, ho camminato molto, per vedere la chiesa di Santo Stefano, i palazzi di Sissy e degli Asburgo.

 Questa città è stata vissuta intensamente, chiunque abbia avuto modo di soggiornare qualche anno, come mia madre ed il nonno durante la seconda guerra mondiale, per motivi di lavoro obbligatorio nelle fabbriche e nella manutenzione stradale (e per avere diritto alle razioni per mangiare, 2500 calorie giornaliere): per una diciotenne che lavorava in fabbrica c'erano supplementi di calorie, ma anche la gente si dava da fare, chi allevava galline, chi faceva servizio civile, prendedosi cura di bambini orfani, e così si arrotondava. 
Penso che chi soggiornava a Vienna, in particolare mia madre, ha avuto giorni di festa in cui fare una passeggiata, arrivare in centro, visitare la cattedrale, e condividere le bellezze dei luoghi, il palazzo di Sissi. Anche prima della liberazione, ci sono stati prigionieri di tutte le nazioni, ai lavori obbligati, che hanno condiviso le loro razioni ed i loro sogni, anche nel più duro momento di bisogno.  Poi il 5 maggio sono entrati i russi, la liberazione la festeggiano a maggio in Austria. Le truppe si sono intrattenute con la gente liberata, chi ha dato, portando doni, dalle coperte a una moto, e chi ha tolto, una mano da' ed un'altra toglie.


 

 

  





 



Dell'Austria avevo già scritto, un post del 2014, quindi i commenti sui prezzi e sul cibo li potete rivedere leggendo l'articolo su Salzburg. Questa insegna di un punto ristoro vicino al palazzo imperiale, giusto il tempo di uno spuntino, due cetrioli, un wurstel, e una aringa marinata, dopo la lunga camminata, stanchissimo.
In serata, rientro a Budapest in treno, ci vogliono un paio di ore,  c'è anche la carrozza ristorante. 

                                 carrozza caffè e ristorazione sul treno intercity Vienna-Budapest


giovedì 19 gennaio 2023

visita di lavoro a Warwick, 2017

 In principio c'è stato il trasferimento nel nuovo studio e laboratorio nella palazzina nuova, ex-palazzina di fisiologia, nel campus universitario di Ecotekne: ci siamo trasferiti dagli studi ex-Biochimica ed ex-aule di Biologia, dove eravamo accatastati in dodici ricercatori e diversi borsisti in poche stanze studio e in tre laboratori (dal 1998 per me, fino al 2003, quando sono finiti i lavori di realizzazione). Nello studio della palazzina nuova, che è ancora sede dell'ISPA, o istituto di scienze delle produzioni alimentari, all'inizio eravamo in due, io e la collega Maristella, poi arrivò un terzo coinquilino, in trasferimento dalla Manifattura Tabacchi un tecnico, Gianni, e iniziò una convivenza simpatica e conviviale. 


 
Io al computer, mi scatto una foto in supporto al giornale Il Manifesto, 2011-2012

In seguito abbiamo avuto pochi cambiamenti, come l'avvicendamento tra i Direttori, qui nella foto il saluto del Dr. Visconti in visita da noi, che a Bari veniva sostituito dal Dr. Logrieco.
Nino e Vittorio, a sinistra, io e Gianni a destra, al centro l'ex direttore
Qui una foto di gruppo davanti al giardino botanico di Ecotekne, il nostro spazio per la pause caffè

I miei contatti con l'università di Warwick iniziarono nel 2014-2015, avevo una laureata che era iscritta alla scuola di specializzazione in clinica medica, Valeria, e che frequentava il laboratorio per il tirocinio. Era anche beneficiaria di un assegno di ricerca su un progetto europeo, per cui le chiesi se volesse fare una esperienza in un laboratorio inglese. Contattai il Dr. Hong, che insieme al professor Stephen Jackson dirigeva il laboratorio di genetica delle piante. In un mese di residenza con loro, Valeria si impadronì di tecniche molecolari e nuove conoscenze, dall'ingegneria genica ed il gene editing mediante CRISPR, all'uso di plasmidi, allo studio degli enzimi di restrizione e delle sequenze di DNA che sono soggetti bersaglio di  detti enzimi. Non era sola, aveva una stanza presso una laureata che seguiva il Dr. Jackson, e fu facilitata nel soggiorno, dallo scouting per imparare i luoghi, le strade, i mezzi di trasporto, per andare e venire da casa all'università, situata nella periferia di Coventry.

2011, Valeria Mezzolla tiene un seminario di formazione per il personale ASL di Lecce

Al suo rientro a Lecce, ci tenne un seminario su queste tecniche di ingegneria genica, che hanno una continuità di lavoro con la dottoressa di ricerca Aurelia Scarano, inserita in un progetto internazionale (COST) che la porterà nel 2023 a presentare i risultati ad un meeting a Lisbona.

Nel 2017 era stato pubblicato il libro Applied Plant Genomics and Biotechnology, con me ed il Dr. Hong come editori, e curatori dei capitoli.

 Una metà dei capitoli a cura mia, con cinque contributi da colleghi amici e due scritti dal mio team, l'altra metà dei contributi a cura del Dr. Hong, che aveva una larga collaborazione con altri gruppi, e che dirige anche un centro di ricerca sulle piante a Hangzhou, in Cina. Tra le sue resposabilità, la direzione del laboratorio di virologia vegetale alla Hangzhou Normal University, quello alla Università di Warwick ed un laboratorio presso la Università di Worcester. In quel primo anno di vendite, la casa editrice Elsevier mi versò le royalties, dimenticando il secondo autore. Dal 2018 abbiamo registrato il Dr. Hong come autore  presso la casa editrice, e i ricavi sono stati condivisi. Per questo, ed anche per scambiarci le esperienze e le idee di progettualità, andai a fargli visita in autunno. Il 2017 è stato l'ultimo anno di lavoro in cui mi sono potuto permettere di assentarmi, dopo mi sono dedicato a mia madre 

Sono partito in aereo da Bari, con scalo a Heathrow, con il biglietto per il bus che arriva a Wolwerhampton. Sul bus mi sono addormentato, e ho rischiato di saltare la mia fermata, per fortuna mi sono svegliato poco prima dell'arrivo a Coventry. Con un taxi sono giunto in albergo, era oltre l'una di notte.
Al mattino, il Dr.  Hong mi ha raggiunto, e mi ha accompagnato nel suo studio.
Ho presentato le mie diapositive sulla immunità nelle piante e mostrato le nostre ricerche a Lecce, poi abbiamo visitato i laboratori di fisiologia vegetale, che sono accessibili solo mediante scheda magnetica, ogni ala dell'università ha le porte che si aprono con questi badge. Dopo pranzo, ho conosciuto il Dr. Jackson (qui nella foto), e ci siamo intrattenuti in una simpatica conversazione.

Con il Dr. Hong siamo andati a piedi nel campus, io dovevo fare un prelievo al bancomat, e con le sterline ho girato al Dr. Hong la sua quota di royalties che non aveva percepito inizialmente.
In quel periodo abbiamo pianificato il nostro secondo libro, di cui però mi sono occupato per 14 dei 15 capitoli, con tre miei conributi e 12 scritti da colleghi che ho contattato personalmente
In serata, mi ha accompagnato al ristorante, indiano, poi ci siamo congedati. Come segno di gratitudine, gli ho consegnato due copie del libro, in eccedenza per me, che potevano servire per i suoi studenti.
La mattina presto (sveglia alle 5.30) il taxi mi ha lasciato alla fermata del bus, e sono arrivato in aeroporto, per una colazione tranquilla aspettandore l'orario dell'imbarco. Tutto è andato bene, le coincidenze ed i cambi sono stati in orario, ed il rientro in Italia  è andato liscio. Al duty free ho comprato qualche ricordo, whisky, tè e dolci. 

 Nonostante i nostri sforzi, non è stato finanziato nessuna proposta di progetto tra quelle che abbiamo scritto, nè con me nè con le colleghe di dipartimento, successive al mio  pensionamento. Eppure erano scritti con cognizione di causa,  in perfetto inglese, ottimo linguaggio tecnico, e buone prospettive di sfruttamento dei risultati. Ma, si sa, quando i progetti sono in valutazione, le commissioni fanno il bello ed il brutto  tempo, ogni richiesta di collaborazione ha bisogno del sostegno di qualche membro della commissione giudicatrice, uno sponsor. 

lunedì 1 agosto 2022

Staccarsi temporaneamente dai social networks. Modalità aereo

La messa in "modalità aereo" è collegata alla necessità di una pausa dopo l'uso prolungato del cellulare, quando è prevista o necessaria una pausa dalle telefonate, anche se i messaggi possono arrivare. Siamo diventati performanti, multitasking, e a volte invadenti. Questo racconto è un esempio delle conseguenze di un uso eccessivo del cellulare. 

Avevo dato appuntamento ad una collega carina nel centro di Lecce, che svolgeva una ricerca industriale, sostenuta con fondi della regione, e collegata ad una azienda alimentare di Tuglie. Il pomeriggio era mite,  mentre in centro cominciava il viavai della gente. Ci incontriamo vicino al castello Carlo V, ci salutiamo calorosamente e noto come stia bene coi capelli sciolti ed il vestito dai colori vivaci. Incontriamo pure una mia amica di lunga data, Gabriella, che non vedevo da parecchio tempo, e mi saluta con sguardo complice, come per dire: ah, il traditore!

Mentre ci accomodiamo nel dehor del caffè all'aperto, pregustando di ordinare da bere, arrivanono una dopo l'altra una serie di telefonate, da parte della sorella, di amiche, e della madre. Sì, tutto bene, siamo usciti in città, è un bel pomeriggio, sto bene, qui, là.... Una noia galattica.

A quel punto le dico: "sai, prima di parlare del lavoro, volevo farti sapere che sono sposato!" Tanto per mettere in chiaro che non sarei mai potuto uscire per altri motivi. E che, nello specifico, bisogna di tanto in tanto rendersi liberi dalla prigionia dei social networks.


mercoledì 9 marzo 2016

Chi Sono: Quarta caffè a Lecce

Chi Sono
Edoardo Quarta nasce a Lecce 23 anni fa. Insieme al fratello Gaetano è la quarta generazione di torrefattori della Quarta Caffè S.p.A. Attualmente è il responsabile del Laboratorio di Ricerca e Sviluppo dell'azienda e nel 2014 ha dato vita al brand “Edo Specialty Coffee” un caffè da degustazione caratterizzato da materie prime eccellenti e con rigorosi standard di qualità dove la filiera è controllata personalmente da Edoardo Quarta dal terreno di coltivazione, all’acquisto dei caffè verde, alla tostatura, all’assaggio, fino al confezionamento. Un prodotto di degustazione di nicchia.
5-6 specialty coffees dal sapore unico, provenienti da Etiopia, Guatemala, El Salvador, e prodotti da caffè con metodi differenti (honey, natural, washed)
honey, il caffè a gradazione di fermentazione da chiara a rossa


 per la fermentazione controllata e lo sfruttamento delle mucillagini di superficie,

per ottenere una qualità superiore e aromi standardizzati nel tempo.

Il caffè macinato al momento viene utilizzato in french press, 15 gr per 250 ml, oppure con macchinette del caffe a pressione, acqua sotto, filtro e camera superiore. Da provare, lasciano in bocca aromi persistenti e intensi!

All'ombra del Barocco, della libreria Liberrima, ha ospitato una degustazione a cura di Edo Quarta e dei professionals Vito Spagnolo ed Angelo Segoni. Ai tavolini, una agenda per scrivere le sensazioni, e un segnaposto con citazioni letterarie, frasi celebri sul caffè, da Rimbaud a Erri De Luca...
Prossimamente avrà nel menù alla carta anche gli specialty coffees da far assaggiare in degustazione.
I modi di preparazione vanno dal filtrato (tipo americano)

alla estrazione con sifone
all'aeropress
qui un link di gambero rosso sulla distribuzione di specialty coffees e di bar dove è possibile gustarli
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