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giovedì 16 maggio 2024
Giornata internazionale sulle piante
mercoledì 3 maggio 2023
pranzare in stile giapponese
Per diversi anni, dal 2003 al 2020, ho pranzato in ufficio, portandomi qualcosa da casa. Molti colleghi utilizzavano la stanza comune per la pausa pranzo, incluso un frigorifero ed un forno a microonde, ma io ho quasi sempre mangiato alla scrivania, spesso in compagnia, quando era presente Gianni, il tecnico, ma molte altre volte in solitaria, mentre i colleghi si assentavano per motivi di famiglia. Alcuni strumenti e trattamenti speciali che mi sono permesso, allo scopo, sono stati il bollitore, per il tè verde, il cuociriso, per quando avevo voglia di semplice riso condito con fiocchi di alga o di uovo e sesamo, e qualche "cup of noodle", la versione originale dei nostri Saikebon, ordinati su qualche sito europeo ed arrivati via posta aerea.
Mi sono abituato a questi prodotti disidratati sin dal mio primo soggiorno nel 1994, vedendo studenti del mio laboratorio pranzare "alla veloce", aggiungendo un pò di acqua bollente in quei recipienti a forma di coppa/cono, in cui far ravvivare i ramen, udon o gli spaghettini, e far sciogliere i condimenti a gli aromi. Avevamo degli ottimi servizi mensa all'interno dell'università, e la scelta per il pranzo variava tra la cantinetta, una caffetteria con diversi piatti in menù, la mensa studentesca nel seminterrato, ed una caffetteria al secondo piano per il personale dipendente, dove si recavano i professori per buona etichetta, dove si spendeva qualcosina in più, oltre al tipico supermercato con piatti pronti, come gyudon (riso cipolla e carne di manzo), tempuradon (riso e tempura), e yakisoba, da riscaldare al microonde. Un giorno alla settimana si teneva il journal club, nella stanza della biblioteca, e davanti ad una presentazione scientifica di uno di noi, i colleghi prestavano un occhio al discorso ed uno al piatto, pranzando insieme. Per i pranzi più ufficiali, ci si muniva di un bento box, un vassoio con vari scomparti, per il piatto principale e per i piatti side-dish, verdure, e decorazioni varie.
Esisteva poi uno spazio nello stanzone del professore, alla cui tavola ci si poteva accomodare, farsi un caffè solubile, condividere un piatto di frutta affettata, lasciare una confezione di biscotti tradizionali al ritorno da un viaggio, o come regalo dagli ospiti del professore. Gli acquisti di tè e caffè avvenivano sulla base di un fondo cassa, a cui tutti contribuivamo, secondo le nostre possibilità, chi aveva basso reddito dava di meno, e chi poteva lasciava di più. Lo stesso principio serviva per condividere le spese ai ristoranti, quando si usciva a festeggiare. Anche quando si laureava un collega, era doveroso festeggiare tra amici e personale più in confidenza. Alla cena del caro Naoyoshi Maeda, cui ero stato affidato sin dall'inizio, eravamo in tre, e gli offrimmo la cena al ristorante di sushi.
piatto di riso e castagne, cotto nel cuocirisoDi ritorno a Lecce, la nostalgia per i sapori e per i piatti della cucina giapponese hanno fatto il resto. Nel frattempo molte cose sono cambiate, alcuni prodotti sono diventati disponibili anche a Lecce, come il riso per il sushi, più appiccicoso e compatto del riso originario, il mirin, l'aceto di riso, le alghe nori, wasabi e salsa di soia, e vari tipi di saikebon, al pollo, alle verdure, ai gamberetti. Tra i gusti che ho fatto arrivare da Japan Centre, sono i noodle al gusto koreano/kimchi, alla yakisoba, ai gusti di mare.
Yakumi sono spezie e codnimenti che danno un tocco di giapponesità, che siano il cipollotto, il sesamo, alghe, pepe o il sapore di dado.
Ma il massimo della cucina si raggiunge nella cucina kaiseki ryori. I piatti sono una gioia della vista e una varietà di gusti arrangiati secondo la stagionalità (funghi per autunno, takenoko, germogli di bambù per primavera). A me è capitato in varie occasioni di partecipare a questa festa per occhi e palato, in locali meno vistosi e pretenziosi (con Yuki nel 2002, con Miyuki nel 2007) ma l'occasione più vistosa è stata nel 2013 con mia sorella, ospiti del professore e del suo gruppo di fisiologia vegetale ad Okazaki. Era come essere ad un banchetto di nozze, con una varietà di piatti e piattini e portate non tutte assieme, ma che arrivavano dandoci il tempo di pregustare ogni piatto.
Furikake rice seasoning
For the seasoning mix
- 2 nori sheets
- 6 tbsp garlic granules
- 2 tsp chilli flakes
- 3 tbsp white sesame seeds
- 1 tbsp black sesame seeds
- For the seasoning mix, put the nori sheets, garlic and chilli flakes into a food processor and blitz until the nori has broken up. Transfer into a bowl and add the white and black sesame seeds. Mix and set aside. To make the fries, thinly slice the potatoes, then cut them into thin matchsticks. Put them into a bowl of water. Have a damp towel at the ready to wrap the fries and stop them browning when you take them out. Put a large saucepan on a high heat and add the oil. When the oil is hot, drop in a piece of potato and if it rises to the top, the oil is ready for frying
mercoledì 22 febbraio 2023
Acquaviva delle Fonti e dintorni
In questo ultimo semestre mi sono ritrovato a fare l'autista, per motivi di salute. Maria Rosaria era alla ricerca di un chirurgo di eccellenza, e dopo aver fatto delle visite all'ospedale di Gallipoli, dove siamo andati tra giugno ed agosto, si è decisa per un medico più giovane che lavora in chirurgia a Lecco, e visita a Brindisi, in via Annunziata. Brindisi è una città caotica, e le ore preserali sono di orario di punta per il traffico autonobilistico. Comuque siamo arrivati in orario, lasciando l'auto al parcheggio Adriatica. La lezione che abbiamo appreso è che ci sono pochi chirurghi in Salento che sanno operare con il robot, ci sono alcuni centri che lo usano, ma per lo più si interviene nelle sale operatorie col bisturi manuale. Dopo aver preso in considerazione due viaggi a Lecco, il primo per il prericovero ed il secondo per l'intervento, un contatto inaspettato ci ha indirizzati al Miulli, centro di eccellenza e IRCS di Acquaviva delle Fonti. Si tratta di un ospedale generale regionale, ed ente ecclesiastico. Qui il robot è condiviso tra i vari reparti, che hanno una capienza di ben 670 posti letto.
L’Ospedale Miulli segna un nuovo passo nel solco dell’#innovazione #tecnologica e aggiunge Hugo RAS (chirurgia #robot-assistita) al proprio avanzatissimo parco macchine. La nuova strumentazione si inserisce nella #storia ormai trentennale dell’Ente nel campo chirurgia robotica, rendendola più accessibile, aumentando la precisione degli interventi e contribuendo a ridurre sia i tempi di degenza che di attesa.
L'occasione di andare e venire in tre giorni non consecutivi, uno per il ricovero, uno per la visita , ed il terzo per la dimissione della paziente, ci ha fornito il tempo utile per visitare vari posti. Il percorso più breve, da Lecce ad Acquaviva, si fa passando lungo la superstrada Lecce-Bari ed uscendo a Fasano, prendendo il canale di Pirro oltre Alberobello e la Chiusa di Chietri, in direzione Putignano o Gioia del Colle, seguendo le indicazioni dell'assistente google map sul cellulare. Questo percorso lo abbiamo fatto una volta, al rientro dalla visita, di tarda mattina, con la tranquillità di chi non deve arrivare in orario. Ci si mettono due ore circa, ad andatura comoda, su strade provinciali che lasciano godere del paesaggio, della vista dei trulli, e di un traffico modesto, calmo.
Per le altre circostanze abbaimo seguito la Lecce-Bari per due volte, una volta perchè dovevamo arrivare alle 8 per il ricovero, e non si poteva tardare, e la seconda volta per la paziente che veniva dimessa verso mezzogiorno. Nel giro di ricognizione intermedia, per arrivare nell'orario di visita, che inizia alle 18, abbiamo preso la superstrada Mesagne-Taranto, che prosegue in direzione Bari fino a Sant'Eramo in Colle. Esiste anche una autostrada, che passa in direzione Gioia del Colle, ma non avevamo urgenza di arrivare. Comunque si tratta di una strada provinciale con molte rotatorie nei centri abitati, e alle 17 fa già scuro. Motivo per cui ci è bastata questa esperienza. Per gli altri rientri abbiamo preferito strade provinciali, arrivando sulla superstrada per Brindisi da posizioni intermedie, Polignano a mare e Monopoli. Queste strade provinciali permettono di vedere e gustare il paesaggio per buona parte collinare delle Murgia barese.
Ad Acquaviva centro siamo entrati giusto per un caffè e per una sosta ai servizi igienici, la cittadina sembra avere un bel centro storico, ed è utilizzata come pernotto per chi viene da paesi lontani, come molti leccesi e salentini, che utilizzano la navetta per arrivare in ospedale.
A giugno ci tocca una nuova visita di controllo. Sarà occasione per vedere qualche altro luogo, e per fare una sosta, rientrando, alla tavola calda epanificio l'Assunta, sulla Adriatica SS16, come già abbiamo fatto l'ultima sera
domenica 5 febbraio 2023
Visita a Vienna 2017
Mi accorgo che durante il periodo tra il 2017 ed il 2019, periodo in cui mi sono occupato di mia madre, non ho postato nulla sui miei contatti con l'estero. Ebbene, durante un viaggio a Budapest per un convegno, a maggio 2017, ho fatto una breve visita a Vienna, andando a trovare la prof.sa Margit Laimer, una collega, esperta di biotecnologie vegetali.
Il BOKU, centro per le biotecnologie di Vienna, è situato nella zona nord, come indica la mappa.
carrozza caffè e ristorazione sul treno intercity Vienna-Budapest
giovedì 19 gennaio 2023
visita di lavoro a Warwick, 2017
In principio c'è stato il trasferimento nel nuovo studio e laboratorio nella palazzina nuova, ex-palazzina di fisiologia, nel campus universitario di Ecotekne: ci siamo trasferiti dagli studi ex-Biochimica ed ex-aule di Biologia, dove eravamo accatastati in dodici ricercatori e diversi borsisti in poche stanze studio e in tre laboratori (dal 1998 per me, fino al 2003, quando sono finiti i lavori di realizzazione). Nello studio della palazzina nuova, che è ancora sede dell'ISPA, o istituto di scienze delle produzioni alimentari, all'inizio eravamo in due, io e la collega Maristella, poi arrivò un terzo coinquilino, in trasferimento dalla Manifattura Tabacchi un tecnico, Gianni, e iniziò una convivenza simpatica e conviviale.
lunedì 1 agosto 2022
Staccarsi temporaneamente dai social networks. Modalità aereo
La messa in "modalità aereo" è collegata alla necessità di una pausa dopo l'uso prolungato del cellulare, quando è prevista o necessaria una pausa dalle telefonate, anche se i messaggi possono arrivare. Siamo diventati performanti, multitasking, e a volte invadenti. Questo racconto è un esempio delle conseguenze di un uso eccessivo del cellulare.
Avevo dato appuntamento ad una collega carina nel centro di Lecce, che svolgeva una ricerca industriale, sostenuta con fondi della regione, e collegata ad una azienda alimentare di Tuglie. Il pomeriggio era mite, mentre in centro cominciava il viavai della gente. Ci incontriamo vicino al castello Carlo V, ci salutiamo calorosamente e noto come stia bene coi capelli sciolti ed il vestito dai colori vivaci. Incontriamo pure una mia amica di lunga data, Gabriella, che non vedevo da parecchio tempo, e mi saluta con sguardo complice, come per dire: ah, il traditore!
Mentre ci accomodiamo nel dehor del caffè all'aperto, pregustando di ordinare da bere, arrivanono una dopo l'altra una serie di telefonate, da parte della sorella, di amiche, e della madre. Sì, tutto bene, siamo usciti in città, è un bel pomeriggio, sto bene, qui, là.... Una noia galattica.
A quel punto le dico: "sai, prima di parlare del lavoro, volevo farti sapere che sono sposato!" Tanto per mettere in chiaro che non sarei mai potuto uscire per altri motivi. E che, nello specifico, bisogna di tanto in tanto rendersi liberi dalla prigionia dei social networks.
mercoledì 9 marzo 2016
Chi Sono: Quarta caffè a Lecce
honey, il caffè a gradazione di fermentazione da chiara a rossa
per la fermentazione controllata e lo sfruttamento delle mucillagini di superficie,
per ottenere una qualità superiore e aromi standardizzati nel tempo.
Il caffè macinato al momento viene utilizzato in french press, 15 gr per 250 ml, oppure con macchinette del caffe a pressione, acqua sotto, filtro e camera superiore. Da provare, lasciano in bocca aromi persistenti e intensi!
All'ombra del Barocco, della libreria Liberrima, ha ospitato una degustazione a cura di Edo Quarta e dei professionals Vito Spagnolo ed Angelo Segoni. Ai tavolini, una agenda per scrivere le sensazioni, e un segnaposto con citazioni letterarie, frasi celebri sul caffè, da Rimbaud a Erri De Luca...
Prossimamente avrà nel menù alla carta anche gli specialty coffees da far assaggiare in degustazione.
I modi di preparazione vanno dal filtrato (tipo americano)
alla estrazione con sifone
all'aeropress
qui un link di gambero rosso sulla distribuzione di specialty coffees e di bar dove è possibile gustarli

















































