domenica 15 febbraio 2026

Nelle vite degli altri, al cinema dal 19 febbraio

 Rental Family - Nelle vite degli altri, qui il trailer

è un film (coproduzione US - Giappone) del 2025 diretto da Hikari, pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki, ha diretto 37 Seconds e, per Apple TV, Tokyo Vice seconda stagione, HBO Max), che ha anche co-sceneggiato la pellicola insieme a Stephen Blahut. Nel cast figurano Brendan Fraser, vincitore di un akademy award, Takehiro Hira (miniserie Shogun,e altri film come Ichimei), Mari Yamamoto (doppiatrice e cantante), Shannon Mahina Gorman (12 anni) e Akira Emoto (Dr. Akagi, Dotomborigawa/Dotombori river, Hearts and flowers for Tora-san). Il film è stato premiato al festival dii Toronto nel novembre 2025.  Basato su un'attività diffusa in Giappone, si stima che ci siano più di 300 agenzie per ruoli in affitto, in Giappone.

L’attore americano Phillip Vandarploeug (Brendan Frazer) vive in Giappone, dove fatica a trovare un ruolo stabile nonostante un vecchio successo in una pubblicità di dentifricio. Bloccato in parti marginali, accetta - più per disperazione che per convinzione - un lavoro presso la Rental Family, l’agenzia di Shinji che fornisce attori per impersonare familiari o amici su richiesta..  

Il suo primo incarico consiste nel fingere di essere il fidanzato di Yoshie, una donna lesbica già sposata, che desidera inscenare un matrimonio tradizionale per rassicurare i genitori prima di trasferirsi in Canada con la moglie. Phillip quasi si tira indietro, ma decide di continuare e scopre che l’esperienza lo arricchisce più del previsto.

Seguono altri due lavori: interpretare il padre da tempo assente di Mia, una giovane hāfu, per aiutare la madre Hitomi a iscriverla in una prestigiosa scuola privata; e impersonare un giornalista incaricato di intervistare l’ex attore Kikuo Hasegawa, affetto da demenza e costantemente sorvegliato dalla figlia Masami.

Col tempo Phillip si affeziona sinceramente sia a Mia che a Kikuo. Mia, inizialmente diffidente verso il “padre” che l’avrebbe abbandonata, si lascia gradualmente convincere a passare del tempo con lui. Quando l’agente di Phillip gli annuncia che ha ottenuto un ruolo molto ambito, Phillip lo rifiuta pur di non abbandonare la bambina. Hitomi, però, lo mette in guardia: teme che stia invadendo troppo la loro vita, e si offende quando Phillip le fa notare quanto rigidamente abbia programmato il futuro della figlia. Anche Masami pretende che Phillip mantenga le distanze e gli vieta di assecondare il desiderio di Kikuo di rivedere la casa d’infanzia.

Phillip scopre inoltre che Aiko, una collega, viene spesso ingaggiata per impersonare l’amante pentita di uomini infedeli e che alcune donne la maltrattano durante queste messinscene. Nonostante tutto, Phillip non vuole chiudere i rapporti creati con i suoi “clienti”, ma Shinji insiste: in quel lavoro, separarsi dalle persone fa semplicemente parte del contratto.

Dopo il colloquio scolastico di Mia, andato a buon fine, Phillip le confessa con tristezza che deve tornare negli Stati Uniti. Il tempo trascorso con lei, però, lo spinge a prendersi una libertà: portare Kikuo nella sua vecchia casa di campagna, oggi inghiottita dalla vegetazione. Lì l’anziano trova una capsula del tempo sepolta da bambino e ringrazia Phillip in lacrime. Ma Shinji telefona furioso, accusandolo di aver “rapito” Kikuo; Phillip gli ribatte che usa l’agenzia per riempire vuoti emotivi senza creare legami autentici. In risposta, Shinji liquida la propria “famiglia” - una moglie e un figlio adolescente - rivelando che anche loro sono attori di Rental Family.

Poco dopo, Kikuo crolla per la stanchezza. Phillip lo porta in ospedale ma viene arrestato, accusato del suo rapimento.

Nel frattempo, Mia scopre la vera identità di Phillip riconoscendolo in un film trasmesso in TV. Si arrabbia con la madre per averle mentito, ma presto la perdona. Durante un’altra sessione di lavoro, Aiko - chiamata a interpretare ancora una volta l’amante di un uomo sposato - si ribella, rivela tutto alla moglie e se ne va. Lei e il collega Kota si fingono avvocati per convincere Kikuo a dire la verità su quanto accaduto. Sopraggiunge anche Shinji, travestito da detective. Grazie a loro, Phillip viene rilasciato e li ringrazia per averlo aiutato.

Qualche tempo dopo, Kikuo muore nel sonno. Phillip, Aiko, Shinji e Kota partecipano al suo funerale.

Phillip va a trovare Mia, che è stata ammessa alla scuola. Si presenta di nuovo a lei, senza ruoli né copioni, e i due riprendono a frequentarsi come amici. 

Phillip continua a lavorare per Rental Family, che però decide di abolire i “servizi di scuse/apology services” responsabili degli abusi subiti da Aiko (Aiko's jobs involve her pretending to be a mistress apologizing to the wives of unfaithful husbands, often resulting in her being physically assaulted). Infine, Phillip si reca al santuario dove Kikuo pregava durante le loro sessioni, rendendogli omaggio in silenzio, e per controllare l'interno del tempio, va a vedere per chi erano destinate le preghiere, nello specchio vede riflessa la sua immagine. 

Phillip returns to the Shinto shrine he once prayed at with Kikuo; having previously declined Kikuo's invitation to see what he was praying to. Now, he decides to look inside. Phillip sees his reflection in a mirror, causing him to smile.

sabato 7 febbraio 2026

Appuntamenti di cinema giapponese a febbraio

Istituto Giapponese di Cultura, Roma 

Martedì 24 febbraio 2026 ore 18.00

alla presenza della regista – Q & A al termine della proiezione

Ingresso gratuito con prenotazione 

Una storia d'amore, odio, invidia e affinità

Performing KAORU's Funeral
(Tit. originale カオルの葬式 Kaoru no sōshiki, 2024, 100'
Proiezione digitale V.O. sott. Italiano)

Presentato al Religion Today Film Festival 2025 e
al JAPAN CUTS di New York nel 2024

Una commedia nera articolata attorno al funerale della giovane sceneggiatrice Kaoru, che nel testamento indica l'ex-marito Yokotani Jun come incaricato principale della cerimonia funebre. Attore fallito, incapace di trovare impiego migliore se non quello di autista per le squillo a Tokyo, Jun si ritrova nel piccolo villaggio natale della ex-moglie, nella zona di Okayama, dove incontra una serie di persone legate in modo diverso e variamente complesso a Kaoru. Tra flashback, litigi e momenti di caos generale – sottolineati da una colonna sonora percussiva e un vivace montaggio – la cerimonia funebre sembra guidata da una sceneggiatura ideata da Kaoru stessa.

Yoshida Isoya: il maestro della moderna architettura giapponese

Venerdì 20 febbraio ore 17.00

Yoshida Isoya (1894-1974) ha avuto un'importanza cruciale per la modernizzazione dell'architettura tradizionale giapponese e ha enormemente influenzato quella contemporanea.
Tra i suoi numerosi lavori c'è anche la progettazione dell'edificio dell'Istituto Giapponese di Cultura di Roma (1962), che sarà oggetto della conferenza del Professor Ohi Takahiro (Università di Mie), studioso e cultore dell'opera di Yoshida.

Ingresso libero senza prenotazione.

In streaming

Fino al 7 maggio 2026 cinque film in streaming gratuito ispirati ai temi "Scherzi del tempo" e "Lo spirito giapponese del DŌ".

🎬 Tema 1: Scherzi del tempo

 Avventure ed emozioni che trascendono il tempo.

 1️⃣ NOBUNAGA CONCERTO (2016)

2️⃣ Time Traveller: The Girl Who Leapt Through Time (2010)

3️⃣ MONDAYS: See you "this" week! (2022)

 🎬 Tema 2: Lo spirito giapponese del "DŌ"

"DŌ" è una via, un modo di migliorare le proprie capacità tecniche ma soprattutto lo spirito.

Una selezione di film che scavano in profondità nella cultura giapponese.

1️⃣ The Lines that Define Me (2022)

2️⃣ Every Day a Good Day (2018)

 Per maggiori informazioni, vai sulla piattaforma:

ingresso libero fino a esaurimento posti

Fondato nel dicembre 2020, MIKAGE PROJECT è il nome di un gruppo di musicisti che compongono e arrangiano canzoni popolari minyō di varie regioni dell'arcipelago, impreziosendoli con la loro sensibilità contemporanea e promuovendone il fascino in Giappone e all'estero. Il termine MIKAGE (御影) significa 'spirito divino' e si riferisce all'anima o allo spirito degli dei e dei buddha.

lunedì 2 febbraio 2026

infinite Jest edizione dei 30 anni dalla pubblicazione

 Infinite Jest è ambientato in un futuro imprecisato in cui gli Stati Uniti hanno annesso il Canada e il Messico dando vita a una nuova federazione, l’ONAN (Organization of North American Nations). Al centro delle vicende c’è un film (intitolato Infinite Jest, per l’appunto) talmente coinvolgente e ipnotico da generare un senso di dipendenza in chi lo guarda, che pur di non scollarsi dallo schermo preferisce lasciarsi morire di fame. Circola su una misteriosa videocassetta che può diventare un'arma di ottenebramento del cervello, siamo dieci anni prima dei cellulari, smartphone, Pay TV, socials, X e Truth

Trump deve averlo preso in parola

Einaudi pubblica questa edizione speciale del rimanzo di Wallace, di cui ho parlato qui

Edizione speciale per il trentennale di Infinite JestIn cofanetto, con sei sticker.

Traduzione di Edoardo Nesi
Contributi di Annalisa VilloresiGrazia Giua 
Ne parla questo articolo sul sito Il post

La celebrazione postuma di Wallace ha prodotto qualche effetto indesiderato che ha in parte compromesso la sua reputazione. Uno di questi è che, soprattutto negli Stati Uniti, Infinite Jest abbia ottenuto senza volerlo la fama del «romanzo del maschio intelligentone che vuole farsi notare», dice Pacifico.

Il libro iniziò a circolare soprattutto in ambienti universitari e culturali a forte prevalenza maschile, dove diventò un feticcio e un simbolo di prestigio culturale: leggerlo (o almeno raccontare in giro di averlo letto) serviva a mostrarsi intelligenti, sofisticati, “seri”, ed equivaleva ad aver superato una specie di prova di forza. Ancora oggi, «I survived Infinite Jest» («sono sopravvissuto a Infinite Jest») è uno dei motti maggiormente associati al romanzo.

Alcune critiche femministe notarono questo fenomeno e coniarono un apposito neologismo per descriverlo: “lit bro”, termine che indica quegli uomini che costruiscono la propria immagine attorno a pochi libri considerati difficili o importanti, usandoli come strumenti di affermazione culturale. «Ormai “Ama David Foster Wallace” è diventato sinonimo di “ok, è un altro di quei figli di puttana”», scrisse la critica letteraria Molly Fischer in un articolo dedicato al tema.

«Nei campus lo consigliavano alle fidanzate in modo autoritario, un po’ come si impone un disco di death metal a chi ascolta soltanto musica leggera» dice Martina Testa, ex responsabile editoriale di Minimum Fax, forse la casa editrice che più di tutte ha contribuito a far conoscere Wallace in Italia. «Dalle nostre parti però questa dinamica non è mai stata replicata, per fortuna: le donne che leggevano Infinite Jest erano entusiaste tanto quanto gli uomini».

«Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c’è di piú che starsene seduti a stabilire contatti».

In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l’intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. Finché sulla scena irrompe un misterioso film, Infinite Jest, cosí appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all’infinito, fino alla morte. Nella caccia che si scatena attorno a questa che è la droga perfetta finiscono coinvolti i residenti di una casa di recupero per tossicodipendenti e gli studenti di un’Accademia del Tennis; e ancora imbroglioni, travestiti, artisti falliti, giocatori di football professionistico, medici, bibliofili, studiosi di cinema, cospiratori (Jonathan Franzen)

martedì 27 gennaio 2026

Vittorio Pagano, mitologie del sud

 MITOLOGIE DEL SUD



Cartografia poetica di Vittorio Pagano
Giornata di studi – 30-31 gennaio 2026
Venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026 presso l’Edificio degli Olivetani e la Biblioteca Bernardini di Lecce si terrà la giornata di studi MITOLOGIE DEL SUD. CARTOGRAFIA POETICA DI VITTORIO PAGANO.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di ricerca, valorizzazione e divulgazione dedicato alla figura di Vittorio Pagano (1919-1979), poeta, traduttore e operatore culturale leccese, con
l’obiettivo di restituire alla comunità scientifica e al territorio la complessità della sua opera e il suo contributo alla costruzione di un immaginario urbano e meridiano.
Il progetto nasce con l’intento di realizzare un itinerario letterario della città di Lecce ispirato all’opera di Pagano, pensato per studenti, cittadini, turisti e appassionati. Il percorso si fonda su un approccio interdisciplinare – geografico, sociologico, architettonico, antropologico – volto a indagare le forme dell’immaginario urbano e territoriale che emergono dalla produzione del poeta leccese.
"Mitologia del Sud "è il titolo scelto dallo stesso Pagano per la prima sezione della sua opera poetica maggiore, I privilegi del povero (1960).

Vittorio Pagano (Lecce, 1919-ivi 1979) è stato l'ultimo custode di una koiné ermetica in un'epoca, fra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta, segnata da tante adesioni o conversioni al neorealismo, e dall'emersione delle istanze neoavanguardistiche; è stato un cesellatore delle forme chiuse quando si iniziava a diffondere un dettato sempre più lasco o magmatico. La sua poesia innestava nella grammatica ermetica, alla quale si avvicinava con reverenza e devozione, inquietudini rivenienti da una lunga confidenza con la letteratura francese medievale, con Villon e con i Maudits, di cui fu apprezzato traduttore, riaggiornando con una sensibilità contemporanea, e senza castrare la sua inclinazione a un virtuosismo formale funambolico, un repertorio di allucinate perlustrazioni urbane, malinconie e perdizioni, ricucite su un soggetto lirico perennemente scisso e decentrato, polveroso superstite di una turris eburnea in macerie. Il volume raccoglie, a 100 anni dalla nascita e quaranta dalla scomparsa, tutte le opere poetiche pubblicate in vita, da tempo irreperibili: "Calligrafia astronautica" (1958), "I privilegi del povero" (1960), "Morte per mistero" (1963) e "Zoogrammi" (1964).

Porto Cesareo

Dove alla selva si dirupa il mare,
dove il mare dirupa in sé l’amore,
dove l’amore finge il mio clamore
e tu rimani estatica a guardare,

dove tutto s’affida alle lampare
protette dal tuo viso a un ampio errore,
dove la morte è vita che non muore
ed io ne tento invano il limitare,

dove tu sei, dov’io non sono, dove
siamo e non siamo, amata, per vendette
celestiali, atterrite, in frane e in onde,

è lì che un porto esiguo ci rimuove
dal fregio verecondo che ti dette
la fissità sbranata delle sponde.

Vittorio Pagano, da I privilegi del povero (1960).

Di Morte per mistero, "è una parola poetica, secondo Giorgino, «ormai liberata in tutta la sua potenzialità musicale e disponibile alle insidie dell’obscurisme se non addirittura al rischio di un ludico nonsense» (ivi, p. XLIII). Alla pubblicazione dell’ultima raccolta Zoogrammi segue due anni dopo, nel 1966, la chiusura de «Il Critone», la rivista attorno alla quale Pagano aveva organizzato la sua fervente attività culturale; da questo momento si abbatte sul poeta un’indifferenza totale della critica che si prolunga al 1979, anno della sua scomparsa e punto d’inizio di una lenta e progressiva rivalutazione, però, mai culminata in una ristampa organica dell’opera poetica"

Giorgino, a proposito della poesia di Pagano, scrive che essa «risente dell’originale alchimia generata dall’interazione dell’anima meridionale, relativa alla terra d’origine dello scrittore, […] e quella francese relativa invece alla sua patria d’elezione.» Vittorio Pagano è stato infatti un apprezzato traduttore dal francese, curatore della celebre Antologia dei poeti maledetti, pubblicata nel 1957 presso le Edizioni dell’«Albero». Si legge, proprio in questa antologia, la devozione di Pagano per la Francia, tanto che egli stesso arriverà a definirla «la ragione del mio sentirmi europeo, vertice del mio amore del mondo.» «Poeta scapestrato e un po’ bohémien» Pagano ha testimoniato in maniera attiva la potenza «di un canto consolatorio che delegasse alla responsabilità del suono e delle sillabe la funzione liberatrice.» (Valli, D’Oria). Per questo motivo la sua poesia è caratterizzata da una incantevole musicalità e da un attento impianto metrico-ritmico, che rivela un legame simbiotico con la poesia francese oltremontana. «Non si sfugge all’incanto dei fiori del male, delle lussurie, delle nevrosi, delle illuminazioni, dei satanismi.» (Pagano, François Villon benedetto “maudit”, in «La Gazzetta del Mezzogiorno», 15 marzo 1953). Il continuo salto che Pagano compie «fra la mediocrità delle possibilità umane di espressione e l’anelata perfezione di un mondo che rimane comunque aldilà della storia […] è la banda di oscillazione nella quale […] misura la sua volontà di essere poeta.» (Donato Valli, Anna Grazia D’Oria).

Il progetto, finanziato dal CUIS- Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino, è promosso dal Comune di Lecce e realizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento (responsabile scientifico Simone Giorgino, docente di Letteratura italiana contemporanea) in collaborazione con AMA-Accademia Mediterranea dell’Attore, Musicaos Editore e il Polo Biblio-Museale di Lecce.
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