venerdì 6 novembre 2026

Rubare il futuro ai giovani

 Dal Televideo RAI: “Sconti a Milano”. Lapsus sulle vetrine infrante. Hanno scritto e detto sui minorenni: Sono soggetti inediti. Forse per l’Italia.

Eppure, già nel 2010, durante gli scontri di gruppi giovanili, ragazzini minorenni nel centro di Londra, chi manifestava o era pro-manifestanti, ci si scambiava consigli via social/twitter, a chi chiedere aiuto, agli avvocati, per difendere i fermati.

Teheran, le proteste anti-pasdaran pro-Moussavi, nel 2009. I social del mondo occidentale twittano "usate Thor" e il dark web, per evitare di essere intercettati.

Il Gruppo di appartenenza. Etnocentrismo twitteriano. L’edonismo reaganiano era individuale, soggettivo.

Ecco uno stralcio da Lago santo di Valerio Varesi (Luca Barbareschi ha impersonato il vicequestore Soneri, un antifascista dall'animo incorrutibile, che non avrebbe mai cambiato posizione, come invece fece, abbandonando Fini e votando Berlusconi, comprato per un finanziamento al teatro, un pugno di euro)

"Certo che qui ( sull'appennino), per una ragazza giovane..."

Lei "Crede che sia meglio in città? Stipendi da fame, nessuna opportunità e tanta umiliazione. C'è qualcosa di peggio che distruggere i sogni dei ragazzi? cospargere di cinismo l'entusiasmo? Farli sentire inutili? meglio ritirarsi. Qui sono povera, ma ho quel che mi basta. Sarei povera in un condominio, taglieggiata dall'affitto, tanto vale scegliersi il posto". ... "Si esalta il profitto, l'arricchimento di pochi ai danni della maggioranza. Si tira fuori il peggio dell'uomo. Sfruttamento, dominio e schiavitù sono i requisiti indispensabili ai padroni di oggi. E nessuno si oppone, tutti accettano. Anche quelli che un tempo si incazzavano ora sono proni e genuflessi. Meglio stare lontani, in angoli dove potere vivere liberi".

Il commissario "il mondo è in subbuglio, prima o poi qualcosa si romperà".


Il debito pubblico, enorme. Disavanzo, tassi di interesse al 4, 5%. Abbiamo rubato il futuro a chi verrà dopo di noi. Già oggi pro-capite, anche neonati compresi, ci gravano migliaia di euro di debito a testa. E il governo, invece di diminuire questo debito, ci distrae, vuol abbassare le tasse al ceto medio, flat tax ai ricchi.


venerdì 16 ottobre 2026

povertà e accesso al cibo: Italia e Giappone

 Avete mai mangiato alla mensa della Caritas? ci si capita per necessità o per risparmiare durante un viaggio fatto in parsimonia... alla fine, nessuno è mandato via, ci si siede a una tavola, col porpiro vassoio, un piatto di pasta, un secondo, a me piaccono i tagli di carne di scarto, le cartilagini, la pelle, le frattaglie.

Il numero di persone che sono sostenute è elevato. La rete Caritas Italiana supporta complessivamente oltre 280.000 persone all'anno (dato relativo all'ultimo report nazionale). Circa il 70-73% di tutti gli assistiti riceve beni e prestazioni materiali, voce che include l'accesso alle mense, la fornitura di cibo da asporto e gli empori solidali. I nuclei familiari (corrispondenti a singole persone che si presentano ai centri di ascolto e servizi informatizzati) assistiti sono stati 277.775 nel corso dell'anno precedente, un trend che ha superato quota 280.000 confermando l'aumento della povertà strutturale. Il Report della Caritas Diocesana di Roma evidenzia che le sole tre mense sociali della Capitale hanno accolto 12.297 persone, distribuendo oltre 310.000 pasti all'anno. 

Inoltre, tramite la Caritas vengono distribuiti confezioni alimentari, riso comunitario, biscotti, e alimenti non deperibili. E non solo, ci sono anche iniziative laiche, a Lecce di sicuro, ristoranti a gestione solidale, che offrono pasti a chi non se li può permettere.

BAR Alimenta, via Reale 61/A, palazzina Basaglia:  𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮. +39 320 801 0828 Dal lunedì al venerdì, dalle 12.30 alle 15.00, la chef Emanuela Vincenti, insieme ai baristi, propone un menu giornaliero a km0, con piatti che spaziano dalla tradizione salentina alle ricette dal mondo preparati con ingredienti di qualità scelti da produttori locali. Servizio reso possibile grazie al prezioso contributo del Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità, a Sale Della Terra, ad APEI Puglia e alla generosa donazione di @deghi.it

In Giappone, pensavo che il problema di arrivare a fine mese non si pone. Mi sbagliavo.

Ecco due articoli, uno dalla rivista L'internazionale, l'altro di un contatto Facebook, ElenaGiappone.

Poco prima di mezzogiorno, nell’afa appiccicosa dell’estate, bambine e bambini cominciano ad arrivare alla spicciolata in una biblioteca di Miyoshi, una città del Giappone centrale. Consegnano i loro buoni e ritirano i bentō, i contenitori con un pranzo pronto. Alcuni si fermano a mangiare al fresco con gli amici, altri portano il pranzo a casa.  Durante le vacanze estive, quando le scuole erano chiuse, la città ha distribuito ogni giorno centinaia di pasti in undici strutture pubbliche. Quella scena tranquilla nascondeva però una realtà ben più cupa. Senza le mense scolastiche o le aule climatizzate durante la lunga pausa estiva, molti di quei bambini avrebbero avuto difficoltà a mangiare in modo adeguato o a trovare riparo dal caldo. Il Giappone è spesso considerato una società ricca. Eppure al suo interno presenta disuguaglianze a tratti sorprendenti. Secondo i dati del governo, nel 2024 l’11/% dei bambini viveva in condizioni di povertà relativa: il reddito disponibile della famiglia, corretto in base al numero dei componenti, era cioè inferiore alla metà del valore mediano nazionale, pari a 2,77 milioni di yen (15.250 euro). Questo tasso di “povertà relativa” è sceso rispetto al picco del 16 per cento registrato nel 2012. Ma con l’uscita del Giappone da decenni di deflazione l’aumento dei prezzi colpisce duramente le famiglie povere. Dal 2020 i prezzi dei generi alimentari sono aumentati di circa il 30 per cento. Il problema “non è mai apparso così grave come oggi”, afferma Koji Ogawa di Usnova, un’organizzazione non profit che ha contribuito al programma di Miyoshi.  Gran parte del problema deriva dalle particolari difficoltà che devono affrontare le madri sole. Il tasso di povertà relativa delle famiglie monoparentali in Giappone è tra i più alti dei paesi dell’Ocse, per lo più ricchi, e si attesta al 44,7 per cento. E questo anche se quasi il 90 per cento delle madri sole lavora. Il Giappone ha inoltre uno dei divari retributivi di genere più ampi tra i paesi ricchi. Le donne si concentrano nella fascia più bassa di un mercato del lavoro a doppio binario, occupando posti di lavoro “irregolari”, caratterizzati da salari bassi e scarse tutele.  Ad aggravare il problema c’è lo scarso contributo degli ex mariti. In quasi nove divorzi su dieci i figli sono affidati alle madri, ma secondo un’indagine ufficiale il 70 per cento di loro non riceve un assegno di mantenimento. Ad aprile il governo ha modificato il diritto di famiglia introducendo l’affido condiviso: il Giappone è stato l’ultimo paese del G7 a farlo. Le autorità sperano che i padri che continuano a essere presenti nella vita dei figli siano più propensi a contribuire al loro mantenimento. La situazione economica sta peggiorando le cose. Secondo un’indagine dell’organizzazione non governativa Save the children Japan, quasi il 90 per cento delle persone che hanno chiesto di ricevere gli aiuti alimentari distribuiti dall’organizzazione ha indicato come causa l’aumento dell’inflazione.  Sakiko Gan dell’università Atomi di Tokyo osserva che nel frattempo la loro spesa media giornaliera per mangiare è scesa sotto i 500 yen a persona (2,8 euro), un livello paragonabile a quello di chi vive in condizioni di povertà assoluta.  In Giappone la povertà si vede raramente in modo evidente. Secondo l’ong britannica Greater change, il paese registra il tasso di persone senza dimora più basso al mondo. Eppure le preoccupazioni per le disuguaglianze sono in crescita. Il termine oya-gacha è entrato nell’uso comune. Unisce la parola giapponese che significa “genitore” a quella che indica un tipo di distributore di giocattoli in capsule: significa che i bambini non possono scegliersi i genitori e che le loro prospettive dipendono in larga misura dalla fortuna. 

Ristorante Dandan, 2017, dava da mangiare ai bambini per 100 yen.

Ecco il post di ElenaGiappone

Nel 2010, la titolare di un piccolo negozio di frutta e verdura di Tokyo venne a sapere che un

bambino del quartiere, a cena, mangiava soltanto una banana. Oggi in Giappone i posti nati

dalla sua idea sono più di 9.000.

Lei si chiama Hiroko Kondō. Aveva un negozio di verdure nel quartiere di Ōta, a sud di Tokyo.

Uno di quei posti dove la gente passa, compra due cipolle, scambia due parole e se ne va.Un giorno le raccontarono di quel bambino. A scuola mangiava il pranzo come tutti. La sera,

a casa, non c'era nessuno che potesse cucinare per lui. E lui cenava con una banana.Hiroko Kondō non riuscì a togliersela dalla testa, quella banana.Il Giappone, visto da fuori, sembra un Paese ricco, ordinato, dove nessuno resta indietro.

Ma dentro le case la realtà è diversa. Secondo i dati del governo, circa un bambino giapponese su nove vive in povertà relativa. Tanti sono figli di genitori soli che lavorano fino a tardi.

Tanti, la sera, mangiano da soli. Una cosa che in giapponese ha perfino un nome: koshoku,

"mangiare da soli".Così lei fece una cosa piccola. All'inizio ogni due settimane, poi ogni

settimana, nel retro del suo negozio,

cominciò a preparare la cena per i bambini del quartiere. Qualcosa di caldo, fatto con

le verdure del negozio, per pochi spiccioli. Chi voleva, poteva venire. Bastava sedersi.Diede a quel posto un nome semplicissimo: kodomo shokudō (こども食堂).

"Mensa dei bambini".Non c'era una fondazione dietro. Non c'era un ministero.

C'era una donna con un negozio di verdure, un fornello e una tavola.

E poi successe una cosa che nessuno aveva previsto.La notizia si sparse. Altre persone, in altri quartieri, in altre città, pensarono: posso farlo anch'io.

Una pensionata nella sua cucina. Un tempio buddhista nella sala delle cerimonie. Un ristorante nel

giorno di chiusura. Un gruppo di mamme nella sala del condominio. Uno studente universitario

con tre amici. el giro di pochi anni le mense dei bambini sono diventate migliaia. Secondo l'associazione

che le censisce, oggi in Giappone sono più di 9.000.E intanto sono cambiate. Molte non sono più solo per i bambini poveri. Sono aperte a tutti.

Ci vanno i bambini che a casa mangerebbero da soli, ma anche gli anziani che vivono soli, i genitori stanchi,

i vicini che non si erano mai parlati. La mensa dei bambini è diventata, in tanti quartieri, l'unica tavola

dove persone diverse mangiano insieme. Perché Hiroko Kondō aveva capito una cosa che va oltre il

cibo.A quel bambino non mancava solo una cena. Gli mancava qualcuno seduto davanti.  Qualcuno

che gli chiedesse com'era andata a scuola. Il rumore delle bacchette, una voce, una risata.

 

sabato 10 ottobre 2026

Conversazioni sul futuro, 14-18 ottobre

 Conversazioni sul futuro (programma 2026) XIII edizione, Festival  ideato e organizzato dall'associazione Diffondiamo idee di valore in collaborazione con numerose realtà pubbliche e private, è un evento multisala, dibattiti, presentazione di libri, di video e gruppi musicali (qui i post sull'evento 2025 e su quello del 2024)

Lecce ogni anno ospita questa rassegna di cultura con ospiti giornalisti e educatori.

Il 16 ottobre, presso il cinelab Bertolucci, cineporto di Lecce, DonPasta, ossia Daniele De Michele, Salicese prestato al mondo che si divide a metà tra teatro di strada, e cucina pugliese di tradizione famigliare, presenta il video Royal De Luxe. 

Dopo aver attraversato il mondo per vent’anni con la Saga dei Giganti, la compagnia di teatro di strada Royal de Luxe ha scelto Bellevue, a Nantes, per un progetto quinquennale culminato nell’autunno 2023 con una corsa di cani giganti. Il documentario di Daniele Donpasta De Michele (durata 60’) segue per cinque anni bambine e bambini della zona mentre crescono insieme agli spettacoli, raccontando attraverso il loro sguardo il rapporto tra creatività, spazio pubblico e comunità. Una domanda semplice e radicale: può la cultura ridurre le distanze tra centro e periferia? Per Royal de Luxe la strada è il luogo realmente condiviso, capace di raggiungere chi resta spesso escluso dai circuiti tradizionali. Un racconto sull’immaginazione come esperienza collettiva e sulla possibilità di rendere l’arte più accessibile, democratica e vicina.

L’appuntamento, in collaborazione con Fondazione Apulia Film Commission, fa parte della tredicesima edizione di Conversazioni sul futuro, promossa dall’associazione Diffondiamo idee di valore con la direzione di Gabriella Morelli, in collaborazione con numerosi partner pubblici e privati. Dal 14 al 18 ottobre 2026  il festival proporrà quasi 120 appuntamenti gratuiti tra talk, presentazioni di libri, monologhi, spettacoli, concerti, proiezioni e attività per scuole e famiglie, con la partecipazione di oltre 200 ospiti italiani e internazionali.

Inoltre, domenica 18, dalle 20.15 alle 21.15

presentazione del libro Exit poetry. poesia futura

Il poeta, scrittore e performer Lello Voce (spoken word, peosia co nmusica, poetry slam), curatore con Aldo Nove e Gilda Policastro del volume pubblicato da  La nave di Teseo, dialoga con Dario Goffredo (poeta, comunicatore, docente)
In collaborazione con Polo BiblioMuseale di Lecce

Esiste ancora qualcosa che possiamo chiamare poesia senza equivoci? Exit Poetry raccoglie venticinque autrici e autori che hanno attraversato con parole, pensieri e voci il primo quarto del XXI secolo. Il volume si muove attorno a tre nuclei – Verità, Mutazione e Trauma – e prova a restituire una fotografia del presente, tra contraddizioni, ferite, utopie e possibilità. A Conversazioni sul futuro sarà Lello Voce a raccontare questo progetto nato come un libro “Triperuno”: non un’antologia definitiva, ma un passaggio aperto, una migrazione di linguaggi e forme. Una poesia in movimento, capace di interrogare il tempo che viviamo senza rinunciare a immaginare quello che verrà


Spagna 2011 - no hay pan para tanto chorizo

This article by Montesano Montessori and Morales-Lopez, Multimodal Narrative as an Instrument for Social Change: Reinventing Democracy in Spain-The Case of 15 M, CADAAD Journal 2015, 7(2):200-221,  provides a description of the emergence of the Spanish 'Occupy' movement, Democracia real ya. The aim is to analyse the innovative discursive features of this movement and to connect this analysis to what we consider the innovative potential of the critical sciences. The movement is the result of a spontaneous uprising that appeared on the main squares of Madrid and Barcelona on 15 May 2011 and then spread to other Spanish cities. This date gave it its name: 15M. While the struggle for democracy in Spain is certainly not new, the 15M group shows a series of innovative features. These include the emphasis on peaceful struggle and the imaginary of a new democracy or worldview, transmitted through innovative placards and slogans designed by Spanish citizens. We consider these innovative not only due to their creativity, but also because of their use as a form of civil action. Our argument is that these placards both functioned as a sign of protest and, in combination with the demonstrations and the general dynamics of 15M, helped to reframe the population's understanding of the crisis and rearticulate the identity of the citizens from victims to agents.


La frase a cui fai riferimento è lo slogan politico «No hay pan para tanto chorizo» ("Non c'è abbastanza pane per così tanto salame"), diventato il simbolo delle lotte di piazza in Spagna tra il 2011 e il 2012. Il gioco di parole si basa sul doppio significato del termine chorizo (il tipico salame speziato spagnolo), che nel gergo popolare significa anche ladro o corrotto. Il motto è nato spontaneamente durante le proteste del Movimento 15-M (noto anche come il movimento degli Indignados), esploso alla Puerta del Sol di Madrid nel maggio 2011 e proseguito con massicce ondate di scioperi e manifestazioni per tutto il 2012 contro i duri tagli all'austerità del governo.I manifestanti utilizzavano questa metafora per denunciare la profonda crisi economica e la disparità sociale. Il pane (pan) rappresentava i beni di prima necessità, i salari, il welfare e i diritti fondamentali dei cittadini che stavano scomparendo a causa dei tagli. Il chorizo si riferiva alla classe politica e ai banchieri, percepiti come "ladri" arricchitisi attraverso scandali di corruzione sistemica a spese della popolazione. 

Alle elezioni politiche del 22 maggio 2011, le analisi delle elezioni nazionali mostrarono che erano state vinte dal Partito Popolare, suggerendo che il movimento di protesta, INDIGNADOS, aveva contribuito alla perdita per il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) che era in ruolo, con un forte aumento dei numeri di voti viziati e schede bianche, che hanno raggiunto livelli da record.

Al confronto cona la situazione attuale in Spagna, si auspica che invece ci sia una confluenza di obiettivi tra il PSOE guidato da Sanchez, con il partito autonomo della Catalogna, e con le proteste di piazza per il diritto alla casa, che si traduca in una nuova maggioranza in parlamento. 



martedì 6 ottobre 2026

Roma, cinema giapponese première anteprime nuovi arrivi all'IGC

 

Istituto Giapponese di Cultura
Istituto Giapponese di Cultura
Via Antonio Gramsci 74 Roma, 00197 Italy
Tel. 06.3224794 | info_roma@jpf.go.jp
 
CINEMA



15 ottobre – 10 novembre 2026

Proiezioni ore 18.00


La rassegna in apertura della stagione autunnale propone una guida pratica (e semiseria) per sopravvivere al caos e agli imprevisti - reali, possibili o nati dalla fantasia degli autori - ma sempre con l'occhio attento a cogliere dinamiche sociali e relazionali aderenti ai modelli comportamentali della società giapponese.

GIOVEDÌ 15 OTTOBRE E MARTEDÌ 3 NOVEMBRE
 
SUNSET SUNRISE (2025, 139')
Kishi Yoshiyuki – V.O. sott. italiano
 
Nel periodo del COVID-19, il giovane impiegato Shinsaku lascia la città per lavorare da remoto in una cittadina costiera del Tōhoku. Lì affitta una casa da Momoka, vincendo la diffidenza della proprietaria. Tra lavoro e la passione per la pesca, Shinsaku cerca di integrarsi in una comunità locale molto chiusa e ancora profondamente segnata dai traumi del terremoto e dello tsunami del 2011.


VENERDÌ 16 OTTOBRE E MARTEDÌ 27 OTTOBRE

SURVIVAL FAMILY (2016, 117')
Yaguchi Shinobu -  V.O. sott. italiano
 
La famiglia Suzuki, ormai totalmente dipendente dalla tecnologia come quasi tutti i nuclei familiari delle grandi città, vede la propria vita sconvolta da un prolungato blackout, che manda in tilt l'intera Tokyo. Mancando anche acqua e servizi essenziali, i Suzuki decidono di intraprendere un viaggio di mille chilometri verso Kagoshima, il villaggio del nonno. Lungo il cammino, immersi in un ambiente ostile, saranno costretti a riscoprire le più fondamentali capacità di sopravvivenza per riuscire a superare l'emergenza.


GIOVEDÌ 22 OTTOBRE
 
RENTAL FAMILY - Nelle vite degli altri (2025, 109')
Hikari – Versione doppiata in italiano
 
Philip è un attore americano trasferitosi a Tokyo, che fatica a far decollare la propria carriera. La svolta arriva quando viene ingaggiato dall'agenzia 'Rental Family', specializzata nel reclutare attori che interpretino ruoli scomodi, di supporto affettivo o vere e proprie sostituzioni di persona all'interno di famiglie sconosciute. Vinte le prime perplessità, l'uomo si appassiona al lavoro, scoprendo che la recitazione può diventare un modo per risolvere difficoltà e alleviare solitudini altrui. La sfida più grande sarà gestire i legami affettivi autentici nati dall'incontro con i suoi clienti.

visto al cinema, ne ho parlato nel post qui

il tema di Rental family (Nelle vite degli altri) mi ricorda questo argomento: 
A Tokyo c'è un uomo che si fa pagare per non fare niente. E ha ricevuto migliaia di richieste.

Non ti aiuta a traslocare. Non ti dà consigli. Non ti fa da psicologo, non ti fa da amico, non ti racconta della sua vita. Se gli chiedi qualcosa risponde, brevemente. Per il resto, sta lì.
Il servizio si chiama Rental Nanmo Shinai Hito (レンタルなんもしない人): "la persona a noleggio che non fa niente". E la persona è Shoji Morimoto.
La storia comincia nel 2018. Morimoto lavorava in un ufficio, e un giorno un superiore gli aveva detto, più o meno, che il suo contributo valeva poco, che era come se non facesse niente. Lui ci aveva pensato a lungo. Poi aveva lasciato il lavoro, e aveva scritto un messaggio su Twitter. Diceva, in sostanza: mi offro a noleggio per non fare niente. Posso venire dove mi chiedete, mangiare con voi, stare con voi. Non farò altro. Sembrava una provocazione. Invece cominciarono ad arrivare le richieste. Prima poche. Poi decine. Poi migliaia. Le richieste sono la parte più bella di questa storia, perché dicono di noi più di qualsiasi sondaggio. Una persona gli chiese di accompagnarla a consegnare le carte del divorzio. Non doveva dire niente. Solo camminarle accanto fino allo sportello, e poi tornare indietro. Qualcuno gli chiese di salutarlo dalla banchina mentre partiva con il treno per trasferirsi in un'altra città. Non c'era nessun altro a farlo. Altre persone gli chiesero di sedersi in una stanza mentre finivano un lavoro che rimandavano da mesi. Di mangiare con loro in un ristorante dove non avevano il coraggio di entrare da sole. Di ascoltare una cosa che non avevano mai detto a nessuno, senza rispondere. Nessuna di queste persone aveva bisogno di un aiuto pratico. Le carte del divorzio le avrebbero potute consegnare da sole. Il treno sarebbe partito comunque. Il lavoro, alla fine, lo avrebbero finito. Avevano bisogno di una cosa sola. Non essere soli mentre facevano una cosa difficile. Morimoto, all'inizio, chiedeva solo il rimborso del viaggio e del cibo. Più tardi ha cominciato a farsi pagare una cifra fissa a incontro. Ha scritto libri, e dalla sua storia in Giappone hanno tratto una serie televisiva. Ma il cuore è rimasto lo stesso: lui arriva, sta lì, non fa niente. E se ne va.

VENERDÌ 23 OTTOBRE E GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE
ore 18.00

MONDAYS: See you "this" week!  (2022, 82')
Takebayashi Ryō - V.O. sott. italiano
 
Tra scadenze pressanti e notti insonni, per la giovane impiegata Yoshikawa si prospetta la peggiore settimana di sempre. Come se non bastasse, due colleghi sostengono che l'ufficio sia intrappolato in un loop temporale; dopo aver rivissuto lo stesso identico lunedì più volte, Yoshikawa capisce che non si tratta di uno scherzo e si dovrà attivare per rompere la catena di questo ciclo infinito. Sebbene si tratti di un'opera fantasy, il film non manca di dipingere con umorismo le dinamiche relazionali e comportamentali di un tipico ufficio giapponese.


GIOVEDÌ
29 OTTOBRE E MARTEDÌ 10 NOVEMBRE
ore 18.00
 
THE HOTEL OF MY DREAM (2024, 98')
Tsutsumi Yukihiko - V.O. sott. italiano
 
Nonostante la vittoria di un premio, il futuro della scrittrice esordiente Kayoko è ostacolato dal veterano Munenori, suo nemico numero uno. Quando scopre che il rivale alloggia nel suo stesso hotel, Kayoko architetta con il suo editore un piano per sabotarne il lavoro. L'atto di vendetta scatenerà però una serie di sventure, dando vita a una brillante satira sul mondo dell'editoria giapponese. Tratto dal romanzo di Yuzuki Asako.



Ingresso libero fino a esaurimento posti, senza prenotazione

giovedì 17 settembre 2026

Rimini in due tappe

 Tra ottobre 2025 e giugno 2026, ho fatto due soste a Rimini, la prima volta per l'intervento al femore di mia sorella, fino alla sua riabilitazione, con le stampelle, la seconda volta per l'operazione (chirurgia, Dott. Garulli) a mio cognato, molto preoccupato e quasi anoressico. Per fortuna, quando si è sentito meglio, ha visto che l'intervento è andato bene, le funzioni gastrointestinali erano performanti, gli è tornato l'appetito. Posto qui alcune foto che sono rappresentative della città e degli angoli meno noti











Infine, prima del secondo viaggio, mi è venuto a trovare un amico da Torino/Alba, Lorenzo, autore di un libro in ristampa 

In autunno, spero di visitare sia Rimini che Torino.... e riabbracciare tutti quanti


giovedì 10 settembre 2026

a Lecce ALFest – ASIA LOVER FILM & MUSIC FEST. 11-13.9

 ALFEST torna a LECCE



dall’11 al 13 SETTEMBRE
TRE GIORNI DI CINEMA E CULTURA ASIATICA
Dall’11 al 13 settembre 2026 torna a Lecce ALFest – ASIA LOVER FILM & MUSIC FESTIVAL, la manifestazione dedicata al cinema e alla cultura asiatica che per tre giorni porterà nel capoluogo salentino film, incontri e protagonisti dell’industria cinematografica italiana e internazionale.
Cuore dell’edizione 2026 sarà la MULTISALA MASSIMO di Lecce, che ospiterà la cerimonia inaugurale e le proiezioni cinematografiche, tutte gratuite e in lingua originale con sottotitoli in italiano. Gli incontri con gli ospiti si terranno invece negli spazi della BIBLIOTECA BERNARDINI (Convitto Palmieri).
Tra i protagonisti di questa edizione YOKO NARAHASHI, casting director giapponese di alcune delle più importanti produzioni internazionali ambientate o realizzate tra Giappone e Hollywood, tra cui L’ultimo Samurai, Memorie di una Geisha, Babel e 47 Ronin, nonché membro dell’Academy, e CARLO CAVAZZONI, figura di riferimento della diffusione dell’animazione giapponese in Italia e direttore esecutivo di Dynit.
🔴ALFest prenderà ufficialmente il via VENERDÌ 11 SETTEMBRE alle ore 19:45 alla Multisala Massimo con la cerimonia di inaugurazione.
Alle 21:00 il grande schermo si accenderà con il film d’apertura, KOKUHO – IL MAESTRO DI KABUKI, un’opera che attraversa il Giappone e una delle sue arti più antiche attraverso la storia di Kikuo.
Regia di Sang-Il Lee, con Ryo Yoshizawa, Ken Watanabe, Min Tanaka, Masatoshi Nagase. Uscita nei cinema ad aprile 2026. Nel boom economico del Giappone del dopoguerra, Kikuo Tachibana, nato da una famiglia yakuza, viene adottato da un attore kabuki e, nonostante le difficoltà, diventa un artista di talento. 



🔴 SABATO 12 SETTEMRE alle ore 17:00, al Convitto Palmieri, protagonista sarà CARLO CAVAZZONI con l’incontro:
“ANIME IN ITALIA: TRENT’ANNI DI CULTURA, DISTRIBUZIONE E PUBBLICO”. Un viaggio attraverso la diffusione e l’evoluzione dell’animazione giapponese nel nostro Paese, il ruolo della distribuzione e la nascita di un pubblico sempre più vasto e consapevole.
La sera il festival tornerà alla Multisala Massimo con due proiezioni.
Alle 20:00 sarà la volta di GHOST CAT ANZU, delicato e irriverente racconto di formazione che unisce folklore, quotidianità e animazione in rotoscopio.
Alle 21:45 spazio a TAMERLANO, kolossal storico-epico ambientato nel XIV secolo, negli anni in cui l’Impero Mongolo si sgretola e la Via della Seta precipita nel caos.


🔴 Uno degli appuntamenti centrali dell’edizione 2026 è in programma DOMENICA 13 SETTEMBRE alle ore 10:30 al Convitto Palmieri, con YOKO NARAHASHI e l’incontro:
“IL GIAPPONE A HOLLYWOOD: CASTING E CINEMA OLTRE I CONFINI”. Casting director di L’ultimo Samurai, Memorie di una Geisha, Babel e 47 Ronin, Narahashi racconterà la sua straordinaria esperienza professionale e il rapporto tra il Giappone e la grande industria cinematografica internazionale.


ALFest si concluderà domenica sera alla Multisala Massimo con altre due proiezioni gratuite.
Alle 20:00 sarà proiettato A NEW DAWN. In una cittadina rurale giapponese travolta dalla modernizzazione, un giovane isolato dal mondo cerca di completare l’ultimo, leggendario fuoco d’artificio progettato dal padre scomparso.
A chiudere il festival, alle 21:30, sarà 100 YARDS.
Nella Tianjin degli anni Venti, la morte di un venerato maestro di Wushu rompe gli equilibri di una comunità governata da antichi codici d’onore.

martedì 1 settembre 2026

nuovi film giapponesi in streaming

JFF theatre 


2024, di TSUTSUMI Yukihiko

The Hotel of my Dream”

The Hill Top Hotel is the destination of all celebrated authors. But the promising Kayoko, who cannot catch a break, knows it takes more than hard work; it also takes cunning to be a great writer


Dal Regista Kiyoshi Kurosawa, regista di Bright Future, di License to live, e di Wife of a spy, premiato col leone d'argento come regista al 77esimo festival del cinema di Venezia

Pulse, 2001, vincitore del premio FIPRESCI a Cannes, 


An unsettling presence emerging from the other side of the Internet.
The passage is now open. No one can stop it now!
An Internet thriller by KUROSAWA Kiyoshi.

One day, Michi (ASO Kumiko) witnesses her colleague commit suicide. Kawashima (KATO Haruhiko), a college student, sees the words "Would you like to meet a ghost?" appear on his computer.
The fear out of the Internet has no choice but to ooze into our world. The passage is now open. Everyone is disappearing and the world quietly drifted toward its death.


License to live, 1999

Yutaka (NISHIJIMA Hidetoshi) has been in a coma for ten years. One day, he suddenly wakes up and discovers that his family is no longer together. Taken in by his father's friend, FUJIMORI(YAKUSHO Koji), Yutaka decides to reopen the pony ride that his family once operated on their property and begins to rebuild his life. 

Bright future, 2002
Yuji (ODAGIRI Joe) works a dead end job with Mamoru (ASANO Tadanobu) both full of rage and no sense of ambition. But Yuji dreams of the future until one day the rare Jellyfish entrusted to him escapes and he stops dreaming altogether. The loss leaves Yuji with a simple, terrifying choice; wait for the future to happen or go live life and meet the future head on. Directed by KUROSAWA Kiyoshi, the original theatrical cut of Bright Future is now available to stream worldwide for the very first time



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