sabato 10 ottobre 2026

Conversazioni sul futuro, 14-18 ottobre

 Conversazioni sul futuro (programma 2026) XIII edizione, Festival  ideato e organizzato dall'associazione Diffondiamo idee di valore in collaborazione con numerose realtà pubbliche e private, è un evento multisala, dibattiti, presentazione di libri, di video e gruppi musicali (qui i post sull'evento 2025 e su quello del 2024)

Lecce ogni anno ospita questa rassegna di cultura con ospiti giornalisti e educatori.

Il 16 ottobre, presso il cinelab Bertolucci, cineporto di Lecce, DonPasta, ossia Daniele De Michele, Salicese prestato al mondo che si divide a metà tra teatro di strada, e cucina pugliese di tradizione famigliare, presenta il video Royal De Luxe. 

Dopo aver attraversato il mondo per vent’anni con la Saga dei Giganti, la compagnia di teatro di strada Royal de Luxe ha scelto Bellevue, a Nantes, per un progetto quinquennale culminato nell’autunno 2023 con una corsa di cani giganti. Il documentario di Daniele Donpasta De Michele (durata 60’) segue per cinque anni bambine e bambini della zona mentre crescono insieme agli spettacoli, raccontando attraverso il loro sguardo il rapporto tra creatività, spazio pubblico e comunità. Una domanda semplice e radicale: può la cultura ridurre le distanze tra centro e periferia? Per Royal de Luxe la strada è il luogo realmente condiviso, capace di raggiungere chi resta spesso escluso dai circuiti tradizionali. Un racconto sull’immaginazione come esperienza collettiva e sulla possibilità di rendere l’arte più accessibile, democratica e vicina.

L’appuntamento, in collaborazione con Fondazione Apulia Film Commission, fa parte della tredicesima edizione di Conversazioni sul futuro, promossa dall’associazione Diffondiamo idee di valore con la direzione di Gabriella Morelli, in collaborazione con numerosi partner pubblici e privati. Dal 14 al 18 ottobre 2026  il festival proporrà quasi 120 appuntamenti gratuiti tra talk, presentazioni di libri, monologhi, spettacoli, concerti, proiezioni e attività per scuole e famiglie, con la partecipazione di oltre 200 ospiti italiani e internazionali.

Inoltre, domenica 18, dalle 20.15 alle 21.15

presentazione del libro Exit petry. poesia futura

Il poeta, scrittore e performer Lello Voce, curatore con Aldo Nove e Gilda Policastro del volume pubblicato da  La nave di Teseo, dialoga con Dario Goffredo (poeta, comunicatore, docente)
In collaborazione con Polo BiblioMuseale di Lecce

Esiste ancora qualcosa che possiamo chiamare poesia senza equivoci? Exit Poetry raccoglie venticinque autrici e autori che hanno attraversato con parole, pensieri e voci il primo quarto del XXI secolo. Il volume si muove attorno a tre nuclei – Verità, Mutazione e Trauma – e prova a restituire una fotografia del presente, tra contraddizioni, ferite, utopie e possibilità. A Conversazioni sul futuro sarà Lello Voce a raccontare questo progetto nato come un libro “Triperuno”: non un’antologia definitiva, ma un passaggio aperto, una migrazione di linguaggi e forme. Una poesia in movimento, capace di interrogare il tempo che viviamo senza rinunciare a immaginare quello che verrà


Spagna 2011 - no hay pan para tanto chorizo

This article by Montesano Montessori and Morales-Lopez, Multimodal Narrative as an Instrument for Social Change: Reinventing Democracy in Spain-The Case of 15 M, CADAAD Journal 2015, 7(2):200-221,  provides a description of the emergence of the Spanish 'Occupy' movement, Democracia real ya. The aim is to analyse the innovative discursive features of this movement and to connect this analysis to what we consider the innovative potential of the critical sciences. The movement is the result of a spontaneous uprising that appeared on the main squares of Madrid and Barcelona on 15 May 2011 and then spread to other Spanish cities. This date gave it its name: 15M. While the struggle for democracy in Spain is certainly not new, the 15M group shows a series of innovative features. These include the emphasis on peaceful struggle and the imaginary of a new democracy or worldview, transmitted through innovative placards and slogans designed by Spanish citizens. We consider these innovative not only due to their creativity, but also because of their use as a form of civil action. Our argument is that these placards both functioned as a sign of protest and, in combination with the demonstrations and the general dynamics of 15M, helped to reframe the population's understanding of the crisis and rearticulate the identity of the citizens from victims to agents.


La frase a cui fai riferimento è lo slogan politico «No hay pan para tanto chorizo» ("Non c'è abbastanza pane per così tanto salame"), diventato il simbolo delle lotte di piazza in Spagna tra il 2011 e il 2012. Il gioco di parole si basa sul doppio significato del termine chorizo (il tipico salame speziato spagnolo), che nel gergo popolare significa anche ladro o corrotto. Il motto è nato spontaneamente durante le proteste del Movimento 15-M (noto anche come il movimento degli Indignados), esploso alla Puerta del Sol di Madrid nel maggio 2011 e proseguito con massicce ondate di scioperi e manifestazioni per tutto il 2012 contro i duri tagli all'austerità del governo.I manifestanti utilizzavano questa metafora per denunciare la profonda crisi economica e la disparità sociale. Il pane (pan) rappresentava i beni di prima necessità, i salari, il welfare e i diritti fondamentali dei cittadini che stavano scomparendo a causa dei tagli. Il chorizo si riferiva alla classe politica e ai banchieri, percepiti come "ladri" arricchitisi attraverso scandali di corruzione sistemica a spese della popolazione. 

Alle elezioni politiche del 22 maggio 2011, le analisi delle elezioni nazionali mostrarono che erano state vinte dal Partito Popolare, suggerendo che il movimento di protesta, INDIGNADOS, aveva contribuito alla perdita per il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) che era in ruolo, con un forte aumento dei numeri di voti viziati e schede bianche, che hanno raggiunto livelli da record.

Al confronto cona la situazione attuale in Spagna, si auspica che invece ci sia una confluenza di obiettivi tra il PSOE guidato da Sanchez, con il partito autonomo della Catalogna, e con le proteste di piazza per il diritto alla casa, che si traduca in una nuova maggioranza in parlamento. 



martedì 6 ottobre 2026

Roma, cinema giapponese première anteprime nuovi arrivi all'IGC

 

Istituto Giapponese di Cultura
Istituto Giapponese di Cultura
Via Antonio Gramsci 74 Roma, 00197 Italy
Tel. 06.3224794 | info_roma@jpf.go.jp
 
CINEMA



15 ottobre – 10 novembre 2026

Proiezioni ore 18.00


La rassegna in apertura della stagione autunnale propone una guida pratica (e semiseria) per sopravvivere al caos e agli imprevisti - reali, possibili o nati dalla fantasia degli autori - ma sempre con l'occhio attento a cogliere dinamiche sociali e relazionali aderenti ai modelli comportamentali della società giapponese.

GIOVEDÌ 15 OTTOBRE E MARTEDÌ 3 NOVEMBRE
 
SUNSET SUNRISE (2025, 139')
Kishi Yoshiyuki – V.O. sott. italiano
 
Nel periodo del COVID-19, il giovane impiegato Shinsaku lascia la città per lavorare da remoto in una cittadina costiera del Tōhoku. Lì affitta una casa da Momoka, vincendo la diffidenza della proprietaria. Tra lavoro e la passione per la pesca, Shinsaku cerca di integrarsi in una comunità locale molto chiusa e ancora profondamente segnata dai traumi del terremoto e dello tsunami del 2011.


VENERDÌ 16 OTTOBRE E MARTEDÌ 27 OTTOBRE

SURVIVAL FAMILY (2016, 117')
Yaguchi Shinobu -  V.O. sott. italiano
 
La famiglia Suzuki, ormai totalmente dipendente dalla tecnologia come quasi tutti i nuclei familiari delle grandi città, vede la propria vita sconvolta da un prolungato blackout, che manda in tilt l'intera Tokyo. Mancando anche acqua e servizi essenziali, i Suzuki decidono di intraprendere un viaggio di mille chilometri verso Kagoshima, il villaggio del nonno. Lungo il cammino, immersi in un ambiente ostile, saranno costretti a riscoprire le più fondamentali capacità di sopravvivenza per riuscire a superare l'emergenza.


GIOVEDÌ 22 OTTOBRE
 
RENTAL FAMILY - Nelle vite degli altri (2025, 109')
Hikari – Versione doppiata in italiano
 
Philip è un attore americano trasferitosi a Tokyo, che fatica a far decollare la propria carriera. La svolta arriva quando viene ingaggiato dall'agenzia 'Rental Family', specializzata nel reclutare attori che interpretino ruoli scomodi, di supporto affettivo o vere e proprie sostituzioni di persona all'interno di famiglie sconosciute. Vinte le prime perplessità, l'uomo si appassiona al lavoro, scoprendo che la recitazione può diventare un modo per risolvere difficoltà e alleviare solitudini altrui. La sfida più grande sarà gestire i legami affettivi autentici nati dall'incontro con i suoi clienti.

visto al cinema, ne ho parlato nel post qui

il tema di Rental family (Nelle vite degli altri) mi ricorda questo argomento: 
A Tokyo c'è un uomo che si fa pagare per non fare niente. E ha ricevuto migliaia di richieste.

Non ti aiuta a traslocare. Non ti dà consigli. Non ti fa da psicologo, non ti fa da amico, non ti racconta della sua vita. Se gli chiedi qualcosa risponde, brevemente. Per il resto, sta lì.
Il servizio si chiama Rental Nanmo Shinai Hito (レンタルなんもしない人): "la persona a noleggio che non fa niente". E la persona è Shoji Morimoto.
La storia comincia nel 2018. Morimoto lavorava in un ufficio, e un giorno un superiore gli aveva detto, più o meno, che il suo contributo valeva poco, che era come se non facesse niente. Lui ci aveva pensato a lungo. Poi aveva lasciato il lavoro, e aveva scritto un messaggio su Twitter. Diceva, in sostanza: mi offro a noleggio per non fare niente. Posso venire dove mi chiedete, mangiare con voi, stare con voi. Non farò altro. Sembrava una provocazione. Invece cominciarono ad arrivare le richieste. Prima poche. Poi decine. Poi migliaia. Le richieste sono la parte più bella di questa storia, perché dicono di noi più di qualsiasi sondaggio. Una persona gli chiese di accompagnarla a consegnare le carte del divorzio. Non doveva dire niente. Solo camminarle accanto fino allo sportello, e poi tornare indietro. Qualcuno gli chiese di salutarlo dalla banchina mentre partiva con il treno per trasferirsi in un'altra città. Non c'era nessun altro a farlo. Altre persone gli chiesero di sedersi in una stanza mentre finivano un lavoro che rimandavano da mesi. Di mangiare con loro in un ristorante dove non avevano il coraggio di entrare da sole. Di ascoltare una cosa che non avevano mai detto a nessuno, senza rispondere. Nessuna di queste persone aveva bisogno di un aiuto pratico. Le carte del divorzio le avrebbero potute consegnare da sole. Il treno sarebbe partito comunque. Il lavoro, alla fine, lo avrebbero finito. Avevano bisogno di una cosa sola. Non essere soli mentre facevano una cosa difficile. Morimoto, all'inizio, chiedeva solo il rimborso del viaggio e del cibo. Più tardi ha cominciato a farsi pagare una cifra fissa a incontro. Ha scritto libri, e dalla sua storia in Giappone hanno tratto una serie televisiva. Ma il cuore è rimasto lo stesso: lui arriva, sta lì, non fa niente. E se ne va.

VENERDÌ 23 OTTOBRE E GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE
ore 18.00

MONDAYS: See you "this" week!  (2022, 82')
Takebayashi Ryō - V.O. sott. italiano
 
Tra scadenze pressanti e notti insonni, per la giovane impiegata Yoshikawa si prospetta la peggiore settimana di sempre. Come se non bastasse, due colleghi sostengono che l'ufficio sia intrappolato in un loop temporale; dopo aver rivissuto lo stesso identico lunedì più volte, Yoshikawa capisce che non si tratta di uno scherzo e si dovrà attivare per rompere la catena di questo ciclo infinito. Sebbene si tratti di un'opera fantasy, il film non manca di dipingere con umorismo le dinamiche relazionali e comportamentali di un tipico ufficio giapponese.


GIOVEDÌ
29 OTTOBRE E MARTEDÌ 10 NOVEMBRE
ore 18.00
 
THE HOTEL OF MY DREAM (2024, 98')
Tsutsumi Yukihiko - V.O. sott. italiano
 
Nonostante la vittoria di un premio, il futuro della scrittrice esordiente Kayoko è ostacolato dal veterano Munenori, suo nemico numero uno. Quando scopre che il rivale alloggia nel suo stesso hotel, Kayoko architetta con il suo editore un piano per sabotarne il lavoro. L'atto di vendetta scatenerà però una serie di sventure, dando vita a una brillante satira sul mondo dell'editoria giapponese. Tratto dal romanzo di Yuzuki Asako.



Ingresso libero fino a esaurimento posti, senza prenotazione

giovedì 17 settembre 2026

Rimini in due tappe

 Tra ottobre 2025 e giugno 2026, ho fatto due soste a Rimini, la prima volta per l'intervento al femore di mia sorella, fino alla sua riabilitazione, con le stampelle, la seconda volta per l'operazione (chirurgia, Dott. Garulli) a mio cognato, molto preoccupato e quasi anoressico. Per fortuna, quando si è sentito meglio, ha visto che l'intervento è andato bene, le funzioni gastrointestinali erano performanti, gli è tornato l'appetito. Posto qui alcune foto che sono rappresentative della città e degli angoli meno noti











Infine, prima del secondo viaggio, mi è venuto a trovare un amico da Torino/Alba, Lorenzo, autore di un libro in ristampa 

In autunno, spero di visitare sia Rimini che Torino.... e riabbracciare tutti quanti


giovedì 10 settembre 2026

a Lecce ALFest – ASIA LOVER FILM & MUSIC FEST. 11-13.9

 ALFEST torna a LECCE



dall’11 al 13 SETTEMBRE
TRE GIORNI DI CINEMA E CULTURA ASIATICA
Dall’11 al 13 settembre 2026 torna a Lecce ALFest – ASIA LOVER FILM & MUSIC FESTIVAL, la manifestazione dedicata al cinema e alla cultura asiatica che per tre giorni porterà nel capoluogo salentino film, incontri e protagonisti dell’industria cinematografica italiana e internazionale.
Cuore dell’edizione 2026 sarà la MULTISALA MASSIMO di Lecce, che ospiterà la cerimonia inaugurale e le proiezioni cinematografiche, tutte gratuite e in lingua originale con sottotitoli in italiano. Gli incontri con gli ospiti si terranno invece negli spazi della BIBLIOTECA BERNARDINI (Convitto Palmieri).
Tra i protagonisti di questa edizione YOKO NARAHASHI, casting director giapponese di alcune delle più importanti produzioni internazionali ambientate o realizzate tra Giappone e Hollywood, tra cui L’ultimo Samurai, Memorie di una Geisha, Babel e 47 Ronin, nonché membro dell’Academy, e CARLO CAVAZZONI, figura di riferimento della diffusione dell’animazione giapponese in Italia e direttore esecutivo di Dynit.
🔴ALFest prenderà ufficialmente il via VENERDÌ 11 SETTEMBRE alle ore 19:45 alla Multisala Massimo con la cerimonia di inaugurazione.
Alle 21:00 il grande schermo si accenderà con il film d’apertura, KOKUHO – IL MAESTRO DI KABUKI, un’opera che attraversa il Giappone e una delle sue arti più antiche attraverso la storia di Kikuo.
Regia di Sang-Il Lee, con Ryo Yoshizawa, Ken Watanabe, Min Tanaka, Masatoshi Nagase. Uscita nei cinema ad aprile 2026. Nel boom economico del Giappone del dopoguerra, Kikuo Tachibana, nato da una famiglia yakuza, viene adottato da un attore kabuki e, nonostante le difficoltà, diventa un artista di talento. 



🔴 SABATO 12 SETTEMRE alle ore 17:00, al Convitto Palmieri, protagonista sarà CARLO CAVAZZONI con l’incontro:
“ANIME IN ITALIA: TRENT’ANNI DI CULTURA, DISTRIBUZIONE E PUBBLICO”. Un viaggio attraverso la diffusione e l’evoluzione dell’animazione giapponese nel nostro Paese, il ruolo della distribuzione e la nascita di un pubblico sempre più vasto e consapevole.
La sera il festival tornerà alla Multisala Massimo con due proiezioni.
Alle 20:00 sarà la volta di GHOST CAT ANZU, delicato e irriverente racconto di formazione che unisce folklore, quotidianità e animazione in rotoscopio.
Alle 21:45 spazio a TAMERLANO, kolossal storico-epico ambientato nel XIV secolo, negli anni in cui l’Impero Mongolo si sgretola e la Via della Seta precipita nel caos.


🔴 Uno degli appuntamenti centrali dell’edizione 2026 è in programma DOMENICA 13 SETTEMBRE alle ore 10:30 al Convitto Palmieri, con YOKO NARAHASHI e l’incontro:
“IL GIAPPONE A HOLLYWOOD: CASTING E CINEMA OLTRE I CONFINI”. Casting director di L’ultimo Samurai, Memorie di una Geisha, Babel e 47 Ronin, Narahashi racconterà la sua straordinaria esperienza professionale e il rapporto tra il Giappone e la grande industria cinematografica internazionale.


ALFest si concluderà domenica sera alla Multisala Massimo con altre due proiezioni gratuite.
Alle 20:00 sarà proiettato A NEW DAWN. In una cittadina rurale giapponese travolta dalla modernizzazione, un giovane isolato dal mondo cerca di completare l’ultimo, leggendario fuoco d’artificio progettato dal padre scomparso.
A chiudere il festival, alle 21:30, sarà 100 YARDS.
Nella Tianjin degli anni Venti, la morte di un venerato maestro di Wushu rompe gli equilibri di una comunità governata da antichi codici d’onore.

martedì 1 settembre 2026

nuovi film giapponesi in streaming

JFF theatre 


2024, di TSUTSUMI Yukihiko

The Hotel of my Dream”

The Hill Top Hotel is the destination of all celebrated authors. But the promising Kayoko, who cannot catch a break, knows it takes more than hard work; it also takes cunning to be a great writer


Dal Regista Kiyoshi Kurosawa, regista di Bright Future, di License to live, e di Wife of a spy, premiato col leone d'argento come regista al 77esimo festival del cinema di Venezia

Pulse, 2001, vincitore del premio FIPRESCI a Cannes, 


An unsettling presence emerging from the other side of the Internet.
The passage is now open. No one can stop it now!
An Internet thriller by KUROSAWA Kiyoshi.

One day, Michi (ASO Kumiko) witnesses her colleague commit suicide. Kawashima (KATO Haruhiko), a college student, sees the words "Would you like to meet a ghost?" appear on his computer.
The fear out of the Internet has no choice but to ooze into our world. The passage is now open. Everyone is disappearing and the world quietly drifted toward its death.


License to live, 1999

Yutaka (NISHIJIMA Hidetoshi) has been in a coma for ten years. One day, he suddenly wakes up and discovers that his family is no longer together. Taken in by his father's friend, FUJIMORI(YAKUSHO Koji), Yutaka decides to reopen the pony ride that his family once operated on their property and begins to rebuild his life. 

Bright future, 2002
Yuji (ODAGIRI Joe) works a dead end job with Mamoru (ASANO Tadanobu) both full of rage and no sense of ambition. But Yuji dreams of the future until one day the rare Jellyfish entrusted to him escapes and he stops dreaming altogether. The loss leaves Yuji with a simple, terrifying choice; wait for the future to happen or go live life and meet the future head on. Directed by KUROSAWA Kiyoshi, the original theatrical cut of Bright Future is now available to stream worldwide for the very first time



venerdì 21 agosto 2026

poesie monovocaliche

 

Monovocalica: gira tutto intorno a una lettera

La poesia monovocalica è una sfida a comporre versi usando tutte le consonanti dell’alfabeto italiano accompagnate però da una e soltanto una vocale.  Un compositore di versi monovocalici è Giuseppe Varaldo, autore della raccolta All’alba Sharazad andrà ammazzata. la componente giocosa ed esplorativa è fondamentale, si possono ipotizzare dialoghi, descrizioni fantastiche, riflessioni introspettive

I versi di Varaldo sono noti tra i letterati avvezzi al gioco di parole. Famoso è il suo Cyranò


Così Varaldo ha riassunto il Vangelo (dal post di Marco Fulvio Barozzi, in arte Popinga):

Dalla casa natal (capanna? stalla?)
all'annata fatal, dal mar a Cana,
Satana scansa, campa alla spartana,
va tra la massa scalza, spalla a spalla.

Ama parlar d'amar, l'amar avalla:
ma la gamba malata, la mattana,
l'anca ch'arranca - abracadabra - sana.
La sacra saga al dramma s'accavalla:

data la bastardata mal pagata,
fatta dal tal ch'avrà dannata l'alma,
data la tanta calca scalmanata

ch'all'affrancar Barabba starà calma,
l'ammazzan; ma alla bara spalancata
manca (fantasma par!) la cara salma.

Vi sono poesie molto lunghe che contengono solo la E: Le tedesche dell’Est, soltanto la I: I ciclisti, oppure solo la O: Ho l’orto, di Gianni Micheloni. 
le monovocaliche del gruppo di poesia ludico sperimentale "Bufala Cosmica" (Marco Ardemagni, Alessandra Berardi, Gianni Micheloni, Antonio Pezzinga), autori di Rime tempestose (Sperling & Kupfer, 1992). Due di queste (I ciclisti, Ho l’orto) hanno avuto l’onore del teleschermo, quando le ha recitate Ugo Dighero, ospite del suo ex socio Broncoviz, Maurizio Crozza (qui l’esilarante interpretazione della seconda):
dal sito 


Ho l’orto
Non sono solo, sono con otto.
Con otto? Non so...
Solo solo lo poso, solo lo sgobbo.
Con loro otto lo colgo.
Con loro otto, porco mondo, lo godo.
Solo pongo orzo, sorgo, porro, pomodoro.
Non con loro!
Solo lo poto, lo sgombro, lo coccolo,
lo contorno col fosso
sgombro lo scolo, lo sormonto col dosso,
fo l’orco con lo storno o col topo col corvo,
col colombo o col tordo...
Oh, non lo scordo.
Sono stronzo?
No! Lo sono loro...
Lo so, ho torto
non ho polso con costoro
o non ho bon ton:
provo con Dodo, con John,
con Romolo, con Rodolfo, con Ron.
Propongo l’orto
cos’ho: conforto?
No, ho solo ‘sto coro:
"Non posso, non posso...
Non posso, son sotto concorso
non dormo, non sono pronto
ho lo scolo, non sono solo,
sono solo col nonno, son morto!"
Sporco mondo corrotto!
Non ho conforto....
Sopporto lo scotto
obtorto collo, tonto...

Poco dopo controllo l’orto:
ho troppo rovo
troppo poco pomodoro
non scorgo sorgo
l’orzo non lo trovo.
Solco toppo profondo?
Troppo poco posto?
Posto con troppo sol
o troppo fosco?
Boh!
Do lo zolfo? No, son contro!

Pomodoro...
lo sogno rosso, grosso, rotondo,
odoroso no,
lo trovo storto,
mollo, morso, bolso, corroso
Con foro!
T’ho colto mostro morboso!
Oh, non l’ho colto solo,
poco dopo lo scopro:
sono otto!
Corrono tondo tondo
col loro corpo rotondo
color oro.
Sono otto, sono loro!
Non controllo lo sconforto:
do lo zolfo
lo soffoco col cloro
col cromo, col bromo solforoso
lo sporco morbo morboso!

O lo soffoco,
o l’orto lo scordo
morso dopo morso
foro dopo foro
mostro dopo mostro!
Do lo zolfo!
Comodo, poco costoso...

No, non lo do, son contro!

Gianni Micheloni (dal sito / post)
Vidi i ciclisti in bici sì vivi,
li vidi tristi di bici privi.
Vidi i ciclisti di giri in giri
dirsi i difficili "Ci si ritiri".
Rividi i mitici ripidi clivi,
i visi tipici di bimbi schivi.
Vidi i ciclisti sfiniti, vinti,
li vidi irrisi in bici, spinti.

I divi vidi di dì finiti
cinti di mirti, intimiditi.
Li vidi lividi di gin intrisi
dirti i bisticci i tifi divisi.
I fischi, i gridi, i miti, i lividi,
gli sprint, i brividi,
i tiri viscidi di Giri mitici.

Mi dissi: scrivi,
scrivi di bici,
scriiiiivi, mi dissi!
Di bici scrissi.


una versione più recente fatta da Popinga nello stesso post già citato

Sì, li vidi

Li vidi distinti,
mitici, cinici, tristi.
Sì,
in primis vidi
i lividi visi
di invitti militi ittiti.
Vidi i tipici ciprinidi
di libici lidi,
gli indicibili mitili
di idrici infiniti.
I vini di Brindisi,
i tini di sidri citrini.
I brividi di pii stiliti,
intirizziti, di riniti intrisi;
i cilici di mistici
discinti, intimiditi.
I ciclici giri
di pitici riti,
gli spiriti frigi,
cinti di mirti divini.
I finitimi Lidi
infidi, i ricci tinti,
i sistri ritmici,
i fittili triclini.
Gli invisibili siti
di virili ginnici siri,
gli ippici sinistri
di ricchi principi sciti.
I mirifici inni, i distici
gli ibridi stili
di tristi lirici irpini,
Finiti i limiti civili,
vidi i plinti incisi
di piritici triliti
di Pitti, i visi dipinti,
gli insistiti gridi di Cimbri,
gli schivi primi Vichinghi
di climi rigidi.
Sì, li vidi.


Indi finii. Il gin? Smisi.

Vidi in infimi TG
crisi di listini, indici piccini,
primi ministri 
ricchissimi, disinibiti,
vili.
Crimini, cimici, 
missini sifilitici,
strilli di grilli,
divi, miss in slip.
Finii in tilt.

I gin? Mi ci rimisi: tripli.

Umberto Eco si esibisce qui in una poesia monovocalica sulla mamma: 
"Casta, santa, brava, allatta, alata gatta, cavalla, capra (narra Saba). 
Fa sana panna, sala la pappa al baccalà, la dà alla panza, alla garganta, all'amata ragazza nata. 
Canta la nanna. S'alza all'alba, s'attarda, abbassa tarda la lampada, ramazza, s'arrabatta, paga la rata. Salda, parca, accatta la patata, la castagna, l'ananas, la lasagna, l'anatra, la bacca, la lana, la matassa all'arca, alla cassapanca. Mamma: apax."

Un «capolavoro in sonetto monovocalico» è un gioco che ne contiene tre.  La regola del monovocalismo richiede che in tutto il corso del sonetto (titolo escluso) venga impiegata solo una stessa vocale, per quante volte è necessario. È una regola di scrittura, non è una regola fonetica («Week-end» è monovocalico in E per come si scrive, e non per come si pronuncia). La regola del sonetto richiede di comporre due quartine e tre terzine, in endecasillabi rimati. Nel sonetto la successione di rime può variare, ma i quaranta «capolavori in sonetti monovocalici» seguono tutti lo schema ABBA ABBA CDC DCD. Oltre a quelle del monovocalismo e del sonetto, vigono le regole del riassunto: ogni sonetto monovocalico riassume o parafrasa un capolavoro della letteratura mondiale (che sitratti di un singolo testo, come l’Odissea, o di un insieme di testi, come le Tragedie di Sofocle),   (dal sito qui)  

Decamerone 
I Frizzi di Pizzini, il vin di Cisti,
i Filippi, i Gisippi, i Pirri, i Lizi,
i Ghini, i Chichibìi, i pii fittizi,
i vip, i vili, i ricchi, i miti cristi,

i tiri birichini, i tipi tristi,
i bisticci, gl’intrighi, i tic, gli sfizi…;
disinibiti idilli, pigri vizi,
indicibili crimini ci smisti.

Di Cipri, di Clignì, di Civignì
(li dipingi sì nitidi, sì vivi)
i tizi, i misirizzi incisi lì.
In schizzi vispi, di cinismí privi,
spinti, risibili, divisi in dì,
 ci distilli gl’istinti primitivi.

Gli Oblivion in un video si sono cimentati in versi monovocale,  teatralmente, ognuno con una vocale assegnata (youtube)
"Manca la mamma." "Stress recente?"
"stipsi?" "Ti privi di cibi?" "Un rum?" "NOOO!"
"Tu, sul puf!"
"Discrimini?"
"non sono omofobo" "È gente perbene"
"visiti siti ricchi di gingilli rigidi"
"yuhuuu, su yutub!"
"Mitici, mi dissi: "Iscriviti!". Sì!
"Scoop, tu fru fru"
"Brama l'alabarda"
"sono rotto sotto"
"Lo lodo, non scocco pomodoro!"

“Alata planata E nelle sere In bici Odo Un cucù” è la  raccolta di poesie monovocaliche (Temperino Rosso, 2020) di Federica Colamaria, ecco alcuni versi, leggeteli nella versione integrale sul post) o ascoltate quella dal titolo Goloso

Tu Lulù Tutù blu Sul bus Tu Lulù Buuum Sul bus Tutù blu Fu Lulù

Che stress Sedere e bere seltz Dell’ex Effervescente ......


E di Dossena, il libro sui giochi di parole, "ayurvedico"

infine, dalla mia fantasia,

Alalà 
La taranta
danza,
assatanata,
attacca, canta,
spacca la banda,
balla la salsa,
scassa la scarpa, scalza.

Ciclici gridi di vili missini,
viscidi brividi, lividi dipinti,
spingi vividi piriti,
ricchi di istinti piccini,
cibi fritti, vini tinti,
brindisi, spriz, gin, whisky,
Iris, mi intrighi,
spingi il zip, tintinnii,
virili gridi primitivi,
distinti vividi picci.

Sospetto profondo,
scrocco,
son rotto,
sgombro o tonno?
boh? cotto, ok!

'Ntu culu
Bum!
zum zum

Belle pere,
perfette...
permette?
Erette, eh!



Il rapper Nach ha pubblicato un video, efectos vocales, in cui usa versi di una sola vocale






como Rocco... follo pronto









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