Rental Family - Nelle vite degli altri (Famiglia a noleggio) visto, lo consiglio, qui il trailer
è un film (coproduzione US - Giappone) del 2025 diretto da Hikari, pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki, ha diretto 37 Seconds e Tokyo Vice seconda stagione, HBO Max), ha co-sceneggiato questa pellicola insieme a Stephen Blahut, oltre a aver registrato alcuni brani corali nel film. Nel cast figurano Brendan Fraser, vincitore di un akademy award, Takehiro Hira (miniserie Shogun,e altri film come Ichimei), Mari Yamamoto (doppiatrice e cantante), Shannon Mahina Gorman (12 anni) e Akira Emoto (Dr. Akagi, Dotomborigawa/Dotombori river, Hearts and flowers for Tora-san), nel ruolo di un anziano attore. Il film è stato premiato al festival di Toronto nel novembre 2025.Il suo primo incarico consiste nel partecipare a una cerimonia funebre tradizionale, in cui si piange un uomo che è steso nella bara, ma è vivo, e vuole sentire come viene commemorato.
Poi è assunto per essere il fidanzato di Yoshie che desidera inscenare un matrimonio tradizionale per rassicurare i genitori prima di trasferirsi in Canada, con la compagna. Phillip all'inizio si vuole tirare indietro, ma è convinto a continuare e scopre che l’esperienza lo arricchisce più del previsto.
Seguono altri lavori: interpretare 1) Kevin, il padre da tempo assente di Mia, (bella la scena della bambina piccata con la madre, che per accentuare il distacco tira una tenda per isolarsi, nella piccola casa che condividono) per aiutare la madre Hitomi a iscriverla in una prestigiosa scuola privata; 2) un giornalista incaricato di intervistare l’ex attore Kikuo Hasegawa, affetto da demenza e costantemente sorvegliato dalla figlia Masami, 3) fare da compagno di videogiochi ed uscite serali ad un suo coetaneo senza amici.
Belle le scene artistiche, l'acquario in 3D, i disegni fatti da Mia, il furin fatto di meduse di plastica.
Col tempo Phillip si affeziona sinceramente sia a Mia che a Kikuo. Mia, inizialmente diffidente verso il “padre” che l’avrebbe abbandonata, si lascia gradualmente convincere a passare del tempo con lui. Quando l’agente di Phillip gli annuncia che ha ottenuto un ruolo molto ambito, Phillip lo rifiuta pur di non abbandonare la bambina.
Hitomi, la madre, lo mette in guardia: teme che stia invadendo troppo la loro vita, e si offende quando Phillip le fa notare quanto rigidamente abbia programmato il futuro della figlia. Anche Masami, figlia dell'attore anziano, pretende che Phillip mantenga le distanze e gli vieta di assecondare il desiderio di Kikuo di rivedere la casa d’infanzia.
Phillip scopre che Aiko, una collega, viene spesso ingaggiata per impersonare l’amante pentita di uomini infedeli e che alcune donne la maltrattano durante queste messinscene. Nonostante tutto, Phillip non vuole chiudere i rapporti creati con i suoi “clienti”, ma Shinji insiste: in quel lavoro, separarsi dalle persone fa parte del contratto.
Dopo il colloquio scolastico di Mia, andato a buon fine, Phillip è costretto dalla madre di Mia a interrompere il rapporto diventato emozionale e a dirle che deve tornare negli Stati Uniti. Il tempo trascorso con i suoi hosts lo spinge a prendersi una libertà: portare Kikuo nella sua vecchia casa di campagna, oggi inghiottita dalla vegetazione. Lì l’anziano trova una capsula del tempo sepolta da bambino, le sue foto più private. Shinji telefona furioso, accusandolo di aver “rapito” Kikuo; Phillip gli ribatte che usa l’agenzia per riempire vuoti emotivi senza creare legami autentici. Stizzato, Shinji quando torna a casa licenzia la propria “famiglia” - una moglie e un figlio adolescente - rivelando che anche loro sono attori di Rental Family.
Poco dopo, Kikuo crolla per la stanchezza. Phillip lo porta in ospedale ma viene arrestato, accusato del suo rapimento.
Nel frattempo, Mia scopre la vera identità di Phillip riconoscendolo in un film trasmesso in TV. Si arrabbia con la madre per averle mentito. Phillip va a trovare Mia, che è stata ammessa alla scuola. Si presenta di nuovo a lei, senza ruoli né copioni, e i due riprendono a frequentarsi come amici. Si fa dire il suo vero nome, e si stringono la mano, come se facesse la sua conoscenza per la prima volta.
Durante un’altra sessione di lavoro, Aiko - chiamata a interpretare ancora una volta l’amante di un uomo sposato - si ribella, rivela tutto alla moglie e se ne va. Lei e il collega Kota si fingono avvocati per convincere Kikuo a dire la verità su quanto accaduto. Sopraggiunge anche Shinji, travestito da detective. Grazie a loro, Phillip viene rilasciato e li ringrazia per averlo aiutato.Qualche tempo dopo, Kikuo muore nel sonno. Phillip, Aiko, Shinji e Kota partecipano al suo funerale buddista, una delle scene più belle del film, ti coinvolge.
Phillip continua a lavorare per Rental Family, che però decide di abolire i “servizi di scuse/apology services” responsabili degli abusi subiti da Aiko (Aiko's jobs involve her pretending to be a mistress apologizing to the wives of unfaithful husbands, often resulting in her being physically assaulted). Infine, Phillip si reca al santuario dove Kikuo pregava durante le loro sessioni, rendendogli omaggio in silenzio, entra nell'interno del santuario per vedere per chi sono destinate le preghiere, come gli aveva chiesto Kikuo, e trova uno specchio in cui vede riflessa la sua immagine.
A proposito di Tokyo Vice, scritto da Jake Adelstein, uscito nel 2009, da cui il film diretto dalla regista Hikari:
Uno dei casi di cui si occupa e che fece scalpore, è il serial killer e stupratore seriale Joji Obara. Nella cronaca nera giapponese questa serie di delitti non è inusuale, ricordo bene le vicende del 1997, un ragazzo di soli 15 anni, Shinichiro Azuma, che ferì e uccise diversi bambini
"in Japan journalists are hired for newspapers straight after graduating from university and how he applied to the Yomiuri Shimbun on 12 July 1992 in his fourth year of university.[6] He describes being taken under the wing of Sekiguchi, an older detective.[7] Adelstein was initially assigned to the city of Saitama, and the memoir covers his next 12 years as a staffer for the paper, describing 80-hour work weeks, relationship difficulties, and the interactions between crime reporters and the police. Specific cases involve the search for the killer of Lucie Blackman[3] (Joji Obara (織原 城二, Obara Jōji), born Kim Sung-jong (Korean: 김성종; hanja: 金聖鐘)[1] (born 10 August 1952)[2] is a Korean-Japanese serial rapist who raped between 150 and 400 women between 1992 and 2000. He had a fetish for white women. Obara was charged with the drugging, rape and murder of Englishwoman Lucie Blackman; the rape and manslaughter of Australian woman Carita Ridgway; and the rape of eight other women).
He also uncovered that Saitama Prefecture was altering scientific data on dioxin contamination.
After leaving the Yomiuri in 2005, Adelstein would thrive as a freelance journalist, contributing articles to The Daily Beast, Vice and the Los Angeles Times (dal sito the Hollywood reporter)









