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lunedì 3 giugno 2024
Racconti senza tempo
lunedì 5 dicembre 2022
Dicembre, mese dei compleanni
A breve sarà il mio compleanno, e siamo a 69. Mio padre non ci era arrivato, e mia sorella Bianca li aveva compiuti da poco. Da parte di mia madre noto una maggiore longevità, dai settanta anni in su.
A dicembre anche altri amici/che festaggiano compleanni, Carolina Mazzotta l'otto dicembre, Renato Giuliani, il 9 dicembre; il 19 cade il mio e anche quello di qualche persona vicina a me (Maria Gay a Torino, mamma di Sara, è nata un anno dopo di me). Anche Ugo Crovella, Reina Musashi, e Cinzia Di Martino, amicizie su FB, festeggiano il 19.
L'11 dicembre, ai Cantieri teatrali Koreja, sarà a Lecce Leo Bassì, un attore alla Dario Fo, che ama le clownerie e le azioni sovversive. Dice Leo: "Nel caso del Giullare che sono, significa accettare che la Risata è una delle grandi forze dell’esistenza e che noi, coloro che la provochiamo, abbiamo l’immensa responsabilità di custodirla. In altre società, le persone che si assumono queste responsabilità di fronte ai misteri della vita sono chiamate sciamani. A 70 anni ho appena accettato questa responsabilità”.
Leo Bassì è l’anima provocatoria dell’ arte clownesca e uno dei padri della clownerie contemporanea, rappresentante dell’antica tradizione di irriverenza dei buffoni. Di antica famiglia circense di origine italiana, ha girato il mondo con spettacoli di grande successo.
Prendo a prestito una sua frase, che mi piace fare mia, e spero di avere dentro una energia simile:
"Se qualcuno mi avesse detto a 20 anni che a 70 anni sarei stato pieno di progetti e con più voglia di vivere che mai, lo avrei considerato pazzo o maligno. Allora mi era chiaro che la vita creativa era un’esplosione della mia forza vitale giovanile e che dopo i 50 anni, se tutto fosse andato bene, avrei potuto vivere serenamente fino alla fine con ciò che avrei ottenuto"
sabato 25 giugno 2022
Giorgio Di Lecce e Cristina Ria teatro e tradizioni popolari
scene di vita di Giorgio Di Lecce fondatore di Mediterranea, diventato Aracne mediterranea, e Cristina Ria, attrice di Oistros teatro, e memoria storica delle canzoni della tradizione salentina
favolosi primi anni '80, le feste a tema a casa di Cristina, sul Giappone, in kimono,
Giorgio e Cristina si frequentano dopo il 1981, e si sposano nel 1983. Ricordo il pranzo di nozze, organizzarono il porceddu, arrosto sardo, nelle campagne di Calimera, e diedero come bomboniere dei fischietti salentini a forma di pavone, coloratissimo.
Tra il 1975 ed il 1978 Giorgio Di Lecce fa parte del gruppo di teatro sperimentale Domus de Ianas: Maite Aguirres, Diego Furlan, Renato Giuliani, Giorgio Di Lecce col suo banjo, Felipe Balucani, e tanti altri... girano la Barbagia, l'Andalusia, la Macedonia, portando seminari in varie città: Trieste, Firenze, Torino, Salerno, a Modena nelle osterie; la sede stabile a Modena, sulla via delle ciliege, per Vignola, una cascina con salone per le prove
1981. Sternatia, Ragno del dio che danza, Cristina Ria insieme a Marisa Turano parla con Franco Corallo di spalle. Viaggiavamo nelle prime ore del pomeriggio, io guidavo una Simca verde, passavo a prendere Cristina e Gianni Renna a Lecce, e ci recavamo nelle sedi del seminario teatrale, Martignano, Sternatia, Melpignano, Cursi, sotto la direzione di Gino Santoro di Storia del teatro, tra giugno e agosto. Cristina cantava benissimo, e ricordava le canzoni popolari salentine e della Grecìa salentina, in Griko / Aremu rindineddha, tra le altre.
martedì 21 giugno 2022
Carlos Castaneda
Sto recuperando qualche libro che davo per disperso, e letture di oltre 40 anni fa. Uno dei libri di Castaneda è stato un regalo da parte di Renato Giuliani
lunedì 2 maggio 2022
Teatro immediato a Lecce, 1986
Chiudo con questo post la parentesi sulle iniziative socioculturali e gli scambi tra Torino e Lecce. Nel 1986 il Teatro Immediato, lega italiana affiliata ai gruppi francesi e canadesi, diretto da Renato Giuliani, ora al Teatro Nazionale di Nizza, già fondatore di Nalpas teatro e Baphomet teatro, che aveva un contratto con il carcere minorile di Torino Ferante Aporti per le attività cutlurali nel carcere, effettua due distinte discese a Lecce. La prima, per la rassegna "Incontri internazionali di teatro per ragazzi" al castello Carlo V organizzata da Mediterranea, ossia Giorgio Di Lecce (e Cristina Ria). Finita l'esperienza di Domus de Ianas, Giorgio è ritornato a Lecce, e fonda il suo gruppo, Aracne mediterranea, e organizza varie manifestazioni teatrali tra cui, Et voilà..."Incontri internazionali di teatro per ragazzi" al castello e nelle sedi di scuole, come a Caprarica di Lecce. In quel periodo allaccia rapporti con gli Ucci, i tre cantori della tradizione salentina, e li porta in rassegna con sè. Ricordo una festa di Sant'Antonio a Novoli, 1986, nessuno ballava al ritmo delle pizziche, alla sera li abbiamo ospitati tutti e sette cantori a casa a tavola, tra canzoni e melodie fischiate, passò a trovarci anche Ferdinando Taviani. In quel periodo siamo andati con Giorgio a trovare Uccio Aloisi a casa sua, portandogli la pizza della mezzanotte, a Cutrofiano, dopo esserci incontrati in pizzzeria a Sternatia (un terzo elemento è stato Francesco De Pasquale, che curava i rapporti con i giornali)
in occasione della rassegna a Lecce al castello, Renato ottiene la trasferta del tecnico, Lorenzo, in quel periodo in carcere al Ferrante Aporti: per le pregresse attività sociali di laboratorio di teatro che Renato aveva stabilito dal 1984 e che avevano dato luogo a diversi spettacoli, tra cui Il Figlio della Notte, al teatro Nuovo di Torino, nel 1985, con i ragazzi del Ferrante in uscita-lavoro.
Ebbene, nel 1986, si è realizzata la prima uscita-lavoro interregionale, con una trasferta da Torino a Lecce, alternando il lavoro diurno di assistente di scena con i pernotti nel carcere minorile di Lecce.
In seguito alle proposte all'EDISU ed ai professori di storia del teatro, l'opera universitaria di Lecce ha approvato un intervento culturale a Lecce, articolato in seminari teatrali e spettacolo finale, nell'aula magna dell'università in viale degli studenti, e interventi presso l'aula del primo anno di Villa Tresca, nell'ottobre 1986.
martedì 1 febbraio 2022
Il mio sessantotto a Torino
prendo spunto dal post di Marco Fulvio Baruzzi "𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐨, 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞", per ricordare la mia quarta ginnasio, anno scolastico 67-68, del liceo classico Massimo D'Azeglio, in succursale, in via Garibaldi, a Torino, raggiunta in tram tutte le mattine. La palazzina è ora sede della scuola dell'università di Salamanca ELE USAL
A quel tempo almeno quattro stanze erano di pertinenza del liceo, con accesso da via Bligny, e su via Garibaldi ricordo uno dei primi punti vendita automatici di tramezzini. Noi ci si comprava un trancio di pizza dal panettiere prima di partire col tram, o ci si portava una merenda fatta in casa, caramelle e gemme di pino. Venivo da una scuola media di Borgo San Paolo (Leon Battista Alberti), e da una famiglia operaia. Una scuola in cui non si poteva e doveva eccellere. Un anno, il '66, in cui si vestiva beatnik, figli dei fiori, cravatte a fiori, e si iniziava ad ascoltare i Beatles. La mia terza era formata da 28 ragazzi e due ragazze, che devono aver sopportato i miei compagni e le prime parolacce. Le prime gite di scuola in cui i più grandi limonavano sull'autobus in gita. Le mie preferenze per ragazze con i collant bianchi.... E' l'anno delle olimpiadi di Città del Messico, che ci lasciarano entusiasti, tanto da cercare anche noi ragazzi il brivido dei salti in lungo alla bocciofila, nel quartiere San Paolo.
Avevo esperienze di qua e di là della cortina di ferro, andavamo a trovare i nonni in Cecoslovacchia, ogni anno, i miei coetanei a Teplice mi chiedevano la gomma del ponte, Brooklin, collezionavano le cartine, e là io apprezzavo dei cubetti di citrosodina da succhiare, la birra, il pane, la macchina con la bomboletta CO2 per fare il seltz a casa, oggi in TV fanno la pubblicità dello Sodastream, ce lo avevano già all'Est nel '60. Vedevo la gente fare la fila per entrare dal macellaio, ma proprio là gli amici mi fecero sentire gli ultimi successi dei Beatles. Noi avevamo tutte le possibilità, ma non lo sapevamo. Gli orari di lavoro erano dalle 6 alle 14, rientravano a casa, prima o dopo dei figli, spesso dopo, si preparavano la cena alle 18, e andavano a letto alle 21 o alle 22. Furono anni di visite di vicini o di amici di parenti, che scendevano in Italia viaggiando alla meno peggio, con attrezzi da campeggio, con auto Skoda, padre madre figli, sostando a casa nostra una o più notti. Iniziò anche una serie di giochi olimpici universiadi, con squadre della Cecoslovachia (hockey su ghiaccio, pallavolo) con cui intrattenevamo rapporti di amicizia, invitandoli a mangiare, e poi registravamo, i loro canti popolari e di goliardia, su un registratore Geloso.
Nel 68 viene abolito l'esame di verifica alla fine della quinta ginnasio. In quinta ginnasio passai alla sede centrale, con 32 nuovi compagni e compagne, e fui promosso, con la sufficenza. Ho trascorso i restanti quattro anni in centrale, comoda da raggiungere anche camminando, con un bar di fronte, e, per i cremini, su corso Vittorio Emanuele II la famosa cremeria di destra 'da Platti'.
Cominciarono periodi di vacanze estive organizzate, la prima nel '69 con mia sorella in Spagna, Lloret de Mar, Costa brava, 2 settimane in hotel, le prime lezioni di guida, feste di San Juan e santi Pedro e Pablo, e rientro in Italia von l'auto in folle giù dalle Alpi, per risparmiare benzina. Un'altra estate fu nel '71, sempre Costa Brava, venne anche mia madre, e Jana Starek, un'amica di origine ebraica, famiglia fuggita da Praga nel dopo-Dubcek, che salutava i ragazzi dell'ostello di fronte mostrandosi a seno nudo. Seduti sui sedili posteriori, ci abbuffammo di panini, cominciai a vederla come donna, a confessarle i miei pensieri e incertezze.
Dicembre '69. Ascoltavo la radio, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni tenevano un hit parade il sabato, Bandiera Gialla. In tardo pomeriggio, durante la settimana, sentivo Bob Dylan, il menestrello della New York al gelo, che veniva ripoposto con un ritardo di 4-5 anni, perchè assimilato alle canzoni di protesta. Poi, sabato 13 dicembre, la notizia della strage di piazza Fontana. Di Valpreda presi coscienza nel '72, seguendo gli spettacoli di Dario Fo.
1970, mondiali di calcio, italia -germania 4 a 3.
V ginnasio. Al centro nella foto, Gabriella Olmo, bionda, ragazza di Piero Paccotti, e Luciana Toso, bruna, le due compagne del banco davanti al mio, dietro alle quali sedevo con Paolo Viale. Da sinistra: Diego Borrello, Bruno Turinetto, Maurizio Menicucci, Rocco Moliterni, Piero Paccotti, Sergio Caciagli, Pierpaolo Portinaro. Come benvenuto nella nuova classe, Maurizio mi invitò a salutare una sua amica nella sezione A, lei con Maurizio scherzavano sul combinare una serata a casa, una burla. Suonava la chitarra, alla festa di classe ci fece la canzone Emozioni, ed io ad Anita portai il 45 giri di Battisti "Mi ritorni in mente". Il musicista versatile era Massimo Artiglia, chitarra, pianoforte, contrabbasso, era nel giro del jazz (suonava anche a casa mia, Pharoah Sanders, gli piaceva il pianoforte con qualche tasto stonato di un quarto di nota). Rocco era indivisibile dal suo amico Vito, campione di rutti, era impegnato politicamente. In basso a sinistra Daniela Vanella, Irene Francesio, Rosa Grassi, Silvia Pavesi, Bertolino, Patrizia Accornero, Palma Cambursano, altre Giovanna, in alto a destra, un'altra Anna, altre di cui non ricordo il cognome. Franca Tousco si firmò, quarta da sinistra, fila di centro. Sulla foto di classe, sul retro, i compagni scrivevano i saluti, sei il mio amico, Ela Tartari mi scrisse: Poltronillo è cupio! A Isabella il professore d'arte, Chicco, famoso pittore piemontese, chiese di andare a posare nel suo studio.

Un sentimento forte di quel periodo è stato in primavera 1972, con Isabella Vergnano: andammo al cinema insieme, era la III B, a vedere Il caso Mattei. Fu un pomeriggio esaltante, seduto accanto a lei al cinema, fianco a fianco. Mi piaceva, era la ragazza del supplente di filosofia, basso e robusto, impegnato politicamente. Dei due supplenti di filosofia, questo fu il primo, e ci fece capire la filosofia greca, non facendola imparare a memoria come faceva il Prof. David (nella foto al centro). Il secondo supplente, Michelangelo Bovero, oggi universitario, mi diede da leggere autori moderni, Gobbetti, la svolta autoritaria del fascismo.
Ultimo anno, foto di classe della terza B. Fila in basso: Diego Borrello, chimico; alla mia sinistra Massimo Artiglia, fisico e musicista (pianoforte, chitarra, contrabbasso), Pierpaolo Portinaro, filosofo, Maurizio Menicucci, si frequentava con Luciana Toso, è diventato giornalista per La Stampa e per Leonardo su RAI3, Bruno Turinetto, mezzofondista, Rocco Moliterni, critico e giornalista, e il picchiatore di destra Ruggero. In alto, Silvia Pavesi (a destra, col codino), Palma Cambursano, Irene Francesio, e, non di seguito, Carla Casalegno ed Patrizia Accornero.
Anita Ciavarra (accanto a Manuela Tartari, seconda fila a sinistra) era la terza del trio, Anita, Isa ed Ela, sferruzzavano a maglia durante le ore di latino. Nel 78, al CAR ad Asti, ho conosciuto un suo ragazzo, militante di sinistra, alto e bello come gli eroi di Guccini. Tornammo in treno un pomeriggio a Torino, arrivammo insieme in zona Borgo San Paolo. Uscire dalla provincia durante il CAR era vietato.
Il 1972 è stato l'anno del conseguimento della patente, delle cene di classe, in collina, e l'anno della gita in Campania. Memorabili furono le gite di classe: penultimo anno, in Umbria e Firenze, e l'ultimo anno a Napoli, Pompei e costa amalfitana. Passeggiate serali in compagnia di scugnizzi che cercavano la compagnia delle ragazze. Al bar il caffè ci piacque molto. E tornai con una vera mozzarella di Napoli.
Mi sono preparato nel ripasso per l'esame di maturità frequentando il museo di arte moderna, c'era pace nel suo giardino: qui avevo visto la mostra sul pittori del Blaue Reiter, il cavaliere azzurro, ne ero affascinato.
sabato 3 dicembre 2016
Torino barriera di Milano
estate 1974: lavorai quasi un mese in fabbrica, si producevano paraurti laminati, mi comprai una lambretta usata, funzionava a giornate, la candela si bagnava
Estate, siamo andati a Rimini in campeggio con un amico, per due giorni, sulla spiaggia davanti al falò, chitarre e compagnia, un'altra sera al palasport a vedere Alan Sorrenti, in centro la gente vibrava, e belle ragazze uscivano agghindate alla vita serale. La riviera romagnola senza adulti.
Renato ci riuniva a parlare di teatro, erano perlopiù studenti di lettere, le danze balinesi, la trance, e qualche sera si andava a teatro e vedere la compagnia degli attori giovani dello Stabile, le prove, oppure al cinema, con sosta alla birreria Mazzini, a portar via di nascosto i boccali
Sono venuto a Lecce per un mese, la Nunzia a cui tenevo come una sorella era stata rinchiusa in una casa di cura a Salerno, la cercai a Cava dei Tirreni, a Nocera Inferiore (ospite di una sede sociale, con materasso e stufa a gas), a Salerno, mi fermai una notte a casa della mamma di Viviana a Napoli, e un'altra notte in albergo ad Avellino (5 mila lire di pernotto), poi ho lavorato a Lecce con Luigi (Gigi) Lezzi (e Stefania Miscuglio, il teatro tascabile), qualche parata di strada ed un funerale facendo le litanie di rito: indimenticabili le jam sessions a casa di Gigi, con Enzo Fina e altri musicisti, e l'incontro con Francesco Spada, art designer a Milano, che ci mostrò le foto del servizio sulle lotte contadine dell'Arneo, con una anziana neretina a parlare con tutto il corpo, il linguaggio dei gesti (questo è documentare uno storytelling: racconti a qualcuno e il racconto finisce, sparisce, verrà solo "ricordato" e quindi sarà un altro racconto, l'originale sarà perduto, a meno che una tecnologia, scatto o registrazione lo fissino nel tempo). Con Luigi Chiriatti ascoltammo le sue registrazioni dei canti tradizionali, insieme a quelli del primo LP del Canzoniere Grecanico, di cui faceva ancora parte.
Ho rivisto Nunzia in primavera, stava bene, fummo contenti di rivederci, veramente l'incontro più gratificante di questo periodo (come dice una canzone di Capossela: il troppo è per poco, ed è una volta sola), quasi una visita di ringraziamento per aver cercato di riportarla a Torino tra di noi. Il caos psicologico era passato, l'effetto degli acidi pure, aveva una amica, non potevo volere di meglio.
1979
teatro con Renato Giuliani, clownerie, e training negli spazi scolastici, del comune
con Renato ci occupammo per un mese del centro estivo di una scuola a Nichelino, per tutto luglio '79
































