Visualizzazione post con etichetta Renato Giuliani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Renato Giuliani. Mostra tutti i post

lunedì 3 giugno 2024

Racconti senza tempo

Quasi tutti gli eventi ed i ricordi che mi vengono alla mente hanno una componente che porta una etichetta storica, l'evoluzione tecnologica ci accompagna con il miglioramento di computer, connessioni, smartphone, connettività, rivoluzioni sociali, culturali, politiche. Quelli che riporto in questo post, sono episodi di cui volutamente ho tralasciato ogni riferimento tecnologico, possono essere avvenuti 50 anni fa come anche ieri o domani.
Viaggio in auto, centro Europa. Notte nebbiosa, autunnale, nnon si vede ad un passo. Viaggiamo a passo d'uomo, ad un certo punto non ce la facciamo più, una persona dall'auto scende, ci precede davanti, l'auto la segue, lentamente. Sarà durato una mezz'ora, fino al diradamento della nebbia.
Viaggio in auto, zona alpina dell'Austria. Fortunatamente di notte il traffico è quasi inesistente, così anche il fermarsi al bordo della strada è abbastanza sicuro, giusto il tempo di qualche secondo. L'auto viaggia a velocità di crociera, la strada è vuota. Ad un certo punto, rumore di impatto, un colpo contro la carrozzeria, forse un animale. Una lepre! "Dai, accosta, ormai non c'è più niente da fare, almeno ce la portiamo e la mangiamo!"
In giardino, mentre lavoro sotto il sole del primo mattino, sistemo gli ortaggi, raccolgo quello che è maturo. Di colpo, sento le grida di una gallina. C'è la volpe! In fretta raccolgo il manico della zappetta, corro dentro il campo, tra le spighe di grano, non le vedo, ma le sento. La volpe si sente raggiunta, abbandona la gallina e scappa. Cerco per quasi dieci minuti in mezzo alle spighe, la gallina, salva, ora tace. Per fortuna la trovo, la prendo in braccio, la chiudo nella stia.
Siamo in montagna, a Novalesa. Tra boschi, funghi, fragoline di bosco, lamponi, sorgenti. Renato ci offre un digestivo dopo il pranzo. "Dimmi, com'è, di cosa ti sa?". Io non lo so, dico che sa di amarene e visciole, stagionate, sherry. "Bravo, sei un artista". "Vedi che questo è l'Aleatico passito che mi hai portato tu!". A cercarlo oggi, bisogna googlare sui negozi online.
La famiglia di Renata Plain parte per due mesi di vacanza dall'insegnamento, e ci lascia l'appartamento, con giardino. Il figlio William si raccomanda di accudire la gatta, di 15 anni, e la rana rosa nell'acquario, cibo in scaglie ogni 5-7 giorni. La gatta ha le pulci, e alcune stanze ne sono infestate, causa la moquette. Mi occupo della gatta facendole il bagno con i prodotti antipulci, e i trattamenti la liberano dal problema. Dalle radiografie, i veterinari pensano che le ossa indicano un'età di circa 20 anni. Siede spesso sul tappetino, ed anche sulla coperta riscaldata. Purtroppo ci dimentichiamo della stanza con l'acquario. Al rientro dei Plain, William non ritrova più la rana.
Castrignano del Capo, ospite da mia sorella e mio cognato. Curiosando nel mobiletto del bagno, cercando qualche pettine o rasoio, trovo un artefatto allungato, dalla forma fallica. A batterie. Quando è acceso, fa una vibrazione dal motorino, sembra qualcos'altro. Comincio a fantasticare sui modi e sui gusti di utilizzo, ma guarda, non l'avevo pensato, una coppia così all'antica. Dopo qualche giorno, mi viene alla mente il suo normale utilizzo, si tratta di un taglia-peli rotante per naso e orecchie.
Mia madre è sempre qui, in un loop che si ripete, all'infinito. Sveglia. Io che mi alzo alle 6, dò da mangiare ai gatti, mi faccio un caffè, metto su una moka per lei, le imburro una fetta di pane, salata, lei si alza, prende il caffè, alle 6.30 scappo al lavoro, 1 ora di auto, la saluto con un bacio, rientro alle 17 (cambio della guardia con la badante diurna, Annarita), ci parliamo, vado nell'orto a innaffiare, dopo un pò esce anche lei, al crepuscolo si sta di un bene, poi la cena, dopocena i preparativi per la notte, un pezzo di cioccolata, poi a letto, altro bacio della buonanotte, qualche domanda senza senso: "non è che bevi alcoolici?" e mio rilassamento davanti alla tv. Il suo gattino intanto cresce e famigliarizza in giardino, per poi alla fine ritirarsi anche lui a casa. Nuova sveglia, nuovo giorno. https://www.youtube.com/watch?v=OuqNMlHrxH4

lunedì 5 dicembre 2022

Dicembre, mese dei compleanni

A breve sarà il mio compleanno, e siamo a 69. Mio padre non ci era arrivato, e  mia sorella Bianca li aveva compiuti da poco. Da parte di mia madre noto una maggiore longevità, dai settanta anni in su. 

A dicembre anche altri amici/che festaggiano compleanni, Carolina Mazzotta l'otto dicembre, Renato Giuliani,  il 9 dicembre; il 19 cade il mio e anche quello di qualche persona vicina a me (Maria Gay a Torino, mamma di Sara, è nata un anno dopo di me). Anche Ugo Crovella, Reina Musashi, e Cinzia Di Martino, amicizie su FB, festeggiano il 19.

L'11 dicembre, ai Cantieri teatrali Koreja, sarà a Lecce Leo Bassì, un attore alla Dario Fo, che ama le clownerie e le azioni sovversive. Dice Leo: "Nel caso del Giullare che sono, significa accettare che la Risata è una delle grandi forze dell’esistenza e che noi, coloro che la provochiamo, abbiamo l’immensa responsabilità di custodirla. In altre società, le persone che si assumono queste responsabilità di fronte ai misteri della vita sono chiamate sciamani. A 70 anni ho appena accettato questa responsabilità”. 

Leo Bassì è l’anima provocatoria dell’ arte clownesca e uno dei padri della clownerie contemporanea, rappresentante dell’antica tradizione di irriverenza dei buffoni. Di antica famiglia circense di origine italiana, ha girato il mondo con spettacoli di grande successo.

Prendo a prestito una sua frase, che mi piace fare mia, e spero di avere dentro una energia simile:

"Se qualcuno mi avesse detto a 20 anni che a 70 anni sarei stato pieno di progetti e con più voglia di vivere che mai, lo avrei considerato pazzo o maligno. Allora mi era chiaro che la vita creativa era un’esplosione della mia forza vitale giovanile e che dopo i 50 anni, se tutto fosse andato bene, avrei potuto vivere serenamente fino alla fine con ciò che avrei ottenuto"



sabato 25 giugno 2022

Giorgio Di Lecce e Cristina Ria teatro e tradizioni popolari

 

scene di vita di Giorgio Di Lecce fondatore di Mediterranea, diventato Aracne mediterranea, e Cristina Ria, attrice di Oistros teatro, e memoria storica delle canzoni della tradizione salentina

favolosi primi anni '80, le feste a tema a casa di Cristina, sul Giappone, in kimono,

Giorgio e Cristina si frequentano dopo il 1981, e si sposano nel 1983. Ricordo il pranzo di nozze, organizzarono il porceddu, arrosto sardo, nelle campagne di Calimera, e diedero come bomboniere dei fischietti salentini a forma di pavone, coloratissimo.



Tra il 1975 ed il 1978 Giorgio Di Lecce fa parte del gruppo di teatro sperimentale Domus de Ianas: Maite Aguirres, Diego Furlan, Renato Giuliani, Giorgio Di Lecce col suo banjo, Felipe Balucani, e tanti altri... girano la Barbagia, l'Andalusia, la Macedonia, portando seminari in varie città: Trieste, Firenze, Torino, Salerno, a Modena nelle osterie; la sede stabile a Modena, sulla via delle ciliege, per Vignola, una cascina con salone per le prove  



Finita l'esperienza di Domus de Ianas, Giorgio Di Lecce ritorna a Lecce, dove fonda il suo gruppo, Aracne mediterranea, si unisce a Cristina Ria
Insieme organizzano varie manifestazioni teatrali, come "Et voilà...Incontri internazionali di teatro per ragazzi"  al castello Carlo V, e nelle sedi di scuole, come a Caprarica di Lecce. Nel periodo 1987 e successivi allaccia rapporti con gli Ucci, (Uccio Aloisi, Uccio Bandello, e altri 5 cantori) e li porta in rassegna con sè. Ricordo una festa di Sant'Antonio del fuoco, a Novoli, 1986, nessuno ballava al ritmo delle canzoni, li abbiamo ospitati tutti e sette a casa nostra, a tavola, salsiccia alla brace e vino, tra canzoni e melodie fischiate, passò a trovarci anche Ferdinando Taviani.
In quel periodo, 86-1987, siamo andati a trovare Uccio Aloisi a casa sua, portandogli la pizza della mezzanotte, a Cutrofiano, dopo esserci incontrati con Giorgio in pizzzeria a Sternatia (un altro elemento è stato Francesco De Pasquale, che curava i rapporti con la stampa). C'era un tratto molto umano in Giorgio, oltre che molto professionale. La figlia di Giorgio e Cristina, Vera, dopo una esperienza con i Nidi 'Arac, è una cantante solista (vocals, loop e guitar) che lavora a Roma e dintorni. 
L'ultima volta che ho incontrato Cristina, a Galatina, concerto in piazza Santi Pietro e Paolo di Vinicio Capossela, mi dice: "sono con Vera, conosciamo tutte le canzoni di Vinicio, facciamo i cori col pubblico..." 


1981. Sternatia, Ragno del dio che danza, Cristina Ria insieme a Marisa Turano parla con Franco Corallo di spalle. Viaggiavamo nelle prime ore del pomeriggio, io guidavo una Simca verde, passavo a prendere Cristina e Gianni Renna a Lecce, e ci recavamo nelle sedi del seminario teatrale, Martignano, Sternatia, Melpignano, Cursi, sotto la direzione di Gino Santoro di Storia del teatro, tra giugno e agosto. Cristina cantava benissimo, e ricordava le canzoni popolari salentine e della Grecìa salentina, in Griko / Aremu rindineddha, tra le altre. 

martedì 21 giugno 2022

Carlos Castaneda

Sto recuperando qualche libro che davo per disperso, e letture di oltre 40 anni fa. Uno dei libri di Castaneda è stato un regalo da parte di Renato Giuliani





Dal piangersi addosso all'impeccabilità, una via quasi zen per superare i propri limiti.
Dal seguire i segni che ci vengono indicati, per vedere o per individuare al di là della vita di tutti i giorni gli aspetti del non comune, il tonal (quello che percepiamo, il mondo di tutti i giorni) e il nagual (tutto quello fuori dal mondo di tutti i giorni, ma che potremmo arrivare a percepire). 
Essere circondati da una luce, da farfalle, vedere animali mitici, parlare con la tarantola, vedere san Paolo che media tra il tarantismo e la guarigione, sono aspetti dello sciamanesimo. Molto prima dell'interpretazione sociale e psicologica del tarantismo (in Salento le figure magiche tradizionalmente erano femminili: masciàre, scianàre), esistevano le culture della trance, dalle baccanti alla macumba alla trance del Marocco e dell'Egitto, e in quel di Bali i danzatori invasati dalla divinità si puntavano contro la spada senza scalfirsi. 
Perchè il ragno, perchè i santi, o meglio, una santerìa? Leggete il libro L'isola dei fucili, di Amitav Ghosh, sull'animismo e sugli spiriti guida, in forma di animali, dai serpenti ai ragni.
Nel disegno: uno degli elementi totemici del tarantismo, i fili/fettucce di seta, colorati, sgargianti, usati per decorare la stanza della tarantata sotto terapia, secondo il colore della taranta che l'ha posseduta, nei libri di Castaneda sono elemento rappresentativo dei soggetti sotto trance, disposti come tela di ragno, o come flussi di energia di stati alterati dell'essere, e come visione dei punti e delle linee di energia del/i mondo/i.
Solo a Roma l'essere non lucidi, razionali, ma colpiti da mania o furore (eroico, poetico, o amoroso) era considerato negativo (pubblico: buono, sacro / privato non buono: pro privus, per la propria parte; pro-fanus, davanti al proprio nume tutelare).
Roma rifiuta/rimuove ciò che non è razio (realitas), mens (mente e misura), e ciò che è aleatorio (Fortuna aiuta Preneste, in guerra con Roma, quindi Fortuna è nefasta), ciò che è fanaticus (posseduto dal fanum), in preda ad ebbrezza, a furor poeticus, eroticus, o vaticinante. Il valore non consiste più nell'azione dell'eroe, individuale, e la virtus non è più un potere personale, un "prana"; l'emotività è relagata ad un tempo mitico. Rispetto ad essa si valuta positivamente l'azione coordinata di gruppo. Quando si crea una discordia ordinum, si atraversa una fase di emotività, irrazionalità, gli animi divisi sono in preda alla faziosità delle parti avverse, e bisogna sciogliere, ri-solvere il momento di crisi (valenza negativa perchè contrapposto alla edificazione di un tempo storico, non più mitico, metafisico)
Bisogna ristabilire la salute della res-publica, non più di parte ma universalis, e ristabilire la concordia ordinum.  Il Flamen dialis, dio del cielo, padre luminoso, riporta ad un tempo astorico, porta un anello spezzato, fuori dal tempo storico, Lecti sternia, riti di ripristino del rapporto con gli dei. Così il periodo da rimuovere viene considerato astorico, mitico. Dopo la follia dell'eroe va ristabilito l'oridine. Mel caso dell'eroe degli Orazi, che uccide la srella fidanzata ad uno dei Curiazi, compie parricidio, si sostituisce al pater familiae,ma si appella al popolo, pro-vocatio ad populum: il popolo lo assolve come fosse stato sotto volontà divina, e viene fatto passare sotto il tigillium sonorum, per la perdita di furor.  Nel caso di Orazio Colcite, il guercio (con carateristiche di Odin), che  difese il ponte  Sublicio da solo, con una furia eroica, miracolo audaciae, stupefecit hostes, quando crolla il ponte si raccomanda al dio Tevere: per questo comportamento eroico e non Romano (Tito Livio non dice furiosus, altri dicono mainomenos, posseduto da un dio): deve essere esposto in chiave mitica, dei tempi primordiali, e sottoposto al rituale di rifondazione.
Da "la religione dei greci": per lo sciamano siberiano, l'esperienza delle sue vite passate è accrescimento di potenza, riconosciuto anche da Empedocle e Pitagora; quando la rinascita fu attribuita a tutte le anime, diventò un peso anzichè un privilegio.
L'uomo ha un'anima, psiche, ed un io indistruttibile, di origine divina, Daimon: la catarsi, purificazione, fa salire l'io occulto sulla scala dell'essere, facilitandone la liberazione. Poichè l'io da purificare è magico e non razionale, la tecnica della catarsi è magica. Può consistere nel rituale, può avvalersi del potere incantatorio della musica. Può implicare una ascesi, con la pratica di uno speciale stile di vita.
A Creta, sciamani carismatici, katartai, utilizzavano il culto delle grotte, da "thumos, potere"
 
Da: Il dono dell'aquila, riporto questa poesia
Josè Gorostiza (1901-1973), Città del Messico. Nel 1925 pubblicò Canciones para cantar en las barcas, poesie di un lirismo che lo avvicina a Rafael Alberti. Il poema Muerte sin fin (1939) mostra influenze surrealiste ed esprime l'angoscia del poeta per il suo tempo; la morte si identifica con Dio, essere di pura intelligenza. 
Qui un brano del poema, nei versi che celebrano la vita, la morte e il riso.

Oh quale gioia accecante
quale brama esaurire 
l'aria che respiriamo,
la bocca, l'occhio, la mano.
Quale voglia bruciante
consumare fino in fondo tutto di noi
in un unico scoppio di riso.
Oh, questa morte sfrontata, insolente
che ci uccide da lontano.
Con il piacere che proviamo morendo
per una tazza di tè...
per una lieve carezza.

lunedì 2 maggio 2022

Teatro immediato a Lecce, 1986

 Chiudo con questo post la parentesi sulle iniziative socioculturali e gli scambi tra Torino e Lecce. Nel 1986 il Teatro Immediato, lega italiana affiliata ai gruppi francesi e canadesi, diretto da Renato Giuliani, ora al Teatro Nazionale di Nizza, già fondatore di Nalpas teatro e Baphomet teatro, che aveva un contratto con il carcere minorile di Torino Ferante Aporti per le attività cutlurali nel carcere, effettua due distinte discese a Lecce. La prima, per la rassegna "Incontri internazionali di teatro per ragazzi" al castello Carlo V  organizzata da Mediterranea, ossia Giorgio Di Lecce (e Cristina Ria). Finita l'esperienza di Domus de Ianas, Giorgio è ritornato a Lecce, e fonda il suo gruppo, Aracne mediterranea, e organizza varie manifestazioni teatrali tra cui, Et voilà..."Incontri internazionali di teatro per ragazzi"  al castello e nelle sedi di scuole, come a Caprarica di Lecce. In quel periodo  allaccia rapporti con gli Ucci, i tre cantori della tradizione salentina, e li porta in rassegna con sè. Ricordo una festa di Sant'Antonio a Novoli, 1986, nessuno ballava al ritmo delle pizziche, alla sera li abbiamo ospitati tutti e sette cantori a casa a tavola, tra canzoni e melodie fischiate, passò a trovarci anche Ferdinando Taviani. In quel periodo siamo andati con Giorgio a trovare Uccio Aloisi a casa sua, portandogli la pizza della mezzanotte, a Cutrofiano, dopo esserci incontrati in pizzzeria a Sternatia (un terzo elemento è stato Francesco De Pasquale, che curava i rapporti con i giornali)

in occasione della rassegna a Lecce al castello, Renato ottiene la trasferta del tecnico, Lorenzo, in quel periodo in carcere al Ferrante Aporti: per le pregresse attività sociali di laboratorio di teatro che Renato aveva stabilito dal 1984 e che avevano dato luogo a diversi spettacoli, tra cui Il Figlio della Notte, al teatro Nuovo di Torino, nel 1985, con i ragazzi del Ferrante in uscita-lavoro. 


Ebbene, nel 1986, si è realizzata la prima uscita-lavoro interregionale, con una trasferta da Torino a Lecce, alternando il lavoro diurno di assistente di scena con i pernotti nel carcere minorile di Lecce.

In seguito alle proposte all'EDISU ed ai professori di storia del teatro, l'opera universitaria di Lecce ha approvato un intervento culturale a Lecce, articolato in seminari teatrali e spettacolo finale, nell'aula magna dell'università in viale degli studenti, e interventi presso l'aula del primo anno di Villa Tresca, nell'ottobre 1986.

Nell'aula magna sul palco si sono alternati vari attori, insieme a Renato Giuliani c'erano Jean-Michel Meys a Corinne Galland, Pippo D'Amico, Corrado Parodi, Ugo Giletta, oltre a laboratori in varie aule, e le gags delle scene congelate (si deve mimare un argomento e fermarsi allo stop del regista, con effetti esilaranti, grazie alla fantasia della lettura della scena, che si vede bloccata in un assurdo mix di composizioni incoerenti, a cui viene dato un titolo rappresentativo, come "la crocifissione sul calvario", "botte da orbi", ecc...)
Al corso di improvvisazione si sono iscritti venti studenti, e nelle serate libere ci si incontrava a casa e si dava sfogo a clownerie, con i gemelli Costantino e Beniamino Piemontese si effettuavano traduzioni istantanee multilingue, anticipando con la fantasia il contenuto dei discorsi. Si inscenarono spogliarelli maschili. 
In strada, Jean-Michel si alternava in scene di cascatore, o si arrampicava sui portoni dei palazzi. 
A stage concluso, poichè non si era fatto in tempo ad organizzare un intervento presso il carcere minorile, io con alcuni/e del gruppo che avevano partecipato attivamente abbiamo fatto l'intervento nelle vacanze di Natale, con grande soddisfazione di tutti, anche i detenuti si sono coinvolti nelle scene, danze e musiche da Blues Brothers. Grazie ad Alessandra Falcolini di Ceglie, Evelina Ferocino, Francesco Riccobelli, Alessandro Avellis, Calro Carmignani di Caprarica, Carlo Ginosa di Campi.
Pur non esssendoci frequentati in altre occasioni, ricordo una serata in piazza davanti a Palazzo Tamborrini, con perfetti sconosciuti ci siamo uniti in cerchio ed abbiamo giocato con i suoni, tenendoci per mano, adattandoci ai ritmi suggeriti dal capitano di turno.
Un happening per strada simile mi è successo forse nel 1976, a Modena di inverno, faceva freddo, ci mettiamo a ballare davanti al duomo, cantando un ballo tondo, coinvolgiamo un gruppo di sconosciuti.






                                       





Marcella, Renato, Pippo, Corrado, Jean-Michel, e Ugo

martedì 1 febbraio 2022

Il mio sessantotto a Torino

prendo spunto dal post di Marco Fulvio Baruzzi "𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐨, 𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞", per ricordare la mia quarta ginnasio, anno scolastico 67-68, del liceo classico Massimo D'Azeglio, in succursale, in via Garibaldi, a Torino, raggiunta in tram tutte le mattine. La palazzina è ora sede della scuola dell'università di Salamanca ELE USAL

A quel tempo almeno quattro stanze erano di pertinenza del liceo, con accesso da via Bligny, e su via Garibaldi ricordo uno dei primi punti vendita automatici di tramezzini. Noi ci si comprava un trancio di pizza dal panettiere prima di partire col tram, o ci si portava una merenda fatta in casa, caramelle e gemme di pino. Venivo da una scuola media di Borgo San Paolo (Leon Battista Alberti), e da una famiglia operaia. Una scuola in cui non si poteva e doveva eccellere. Un anno, il '66, in cui si vestiva beatnik, figli dei fiori, cravatte a fiori, e si iniziava ad ascoltare i Beatles. La mia terza era formata da 28 ragazzi e due ragazze, che devono aver sopportato i miei compagni e le prime parolacce. Le prime gite di scuola in cui i più grandi limonavano sull'autobus in gita. Le mie preferenze per ragazze con i collant bianchi....  E' l'anno delle olimpiadi di Città del Messico, che ci lasciarano entusiasti, tanto da cercare anche noi ragazzi il brivido dei salti in lungo alla bocciofila, nel quartiere San Paolo.  

Avevo esperienze di qua e di là della cortina di ferro, andavamo a trovare i nonni in Cecoslovacchia, ogni anno, i miei coetanei a Teplice mi chiedevano la gomma del ponte, Brooklin, collezionavano le cartine, e là io apprezzavo dei cubetti di citrosodina da succhiare, la birra, il pane, la macchina con la bomboletta CO2 per fare il seltz a casa, oggi in TV fanno la pubblicità dello Sodastream, ce lo avevano già all'Est nel '60. Vedevo la gente fare la fila per entrare dal macellaio, ma proprio là gli amici mi fecero sentire gli ultimi successi dei Beatles. Noi avevamo tutte le possibilità, ma non lo sapevamo. Gli orari di lavoro erano dalle 6 alle 14, rientravano a casa, prima o dopo dei figli, spesso dopo, si preparavano la cena alle 18, e andavano a letto alle 21 o alle 22. Furono anni di visite di vicini o di amici di parenti, che scendevano in Italia viaggiando alla meno peggio, con attrezzi da campeggio,  con auto Skoda, padre madre figli, sostando a casa nostra una o più notti. Iniziò anche una serie di giochi olimpici universiadi, con squadre della Cecoslovachia (hockey su ghiaccio, pallavolo) con cui intrattenevamo rapporti di amicizia, invitandoli a mangiare, e poi  registravamo, i loro canti popolari e di goliardia, su un registratore Geloso. 


La mia quarta ginnasio, felicemente sbilanciata verso il sesso femminile, 16 a 12 tra i presenti alla foto. In prima fila, rannichiati, da sinistra, Paolo Viale e Lorenzo Bazzotti; alla mia destra, l'altissimo Dario Milano, che insieme a Luca Negro, nella fila in alto, ci sfidava a rincorse tra le auto posteggiate per una battaglia a pugni nelle parti basse. Dei compagni, gli unici che mi accompagnarono in tutti i 5 anni sono stati Paolo Viale e Lorenzo Bazzotti, entrambi medici.  Un pò più a destra, il biondino, Coda, che coinvolsi in un corteo di primavera tra via Cernaia e via Po. Una volta arrivati in piazza castello, ce ne andammo, perchè sotto Palazzo Nuovo i grandi si menavano con le forze dell'ordine. Non avevo una coscienza politica, però un mattina sfidai il professore di inglese, che ci voleva far entrare a tutti i costi in classe, e rimasi fuori con gli scioperanti. Delle compagne ricordo pochi nomi, in seconda fila a sinistra Schilardi, Savigliano, e, a destra della Prof, Corsetti, in alto al centro Teresa Zoccolan, e una simpatica ragazza che mi fece compagnia in gita scolastica, a cui confidai che mi piaceva la musica di "On the road again", e il libro On the road/Sulla strada, di Jack Kerouac, e la beat generation. E le tante nuove edizioni di libri tascabili, per poche mille lire. Villata, Zanchi, Pascucci e Abbà i rimanenti cognomi di ragazzi, e Passone per le ragazze,  tra quelli che ricordo. La più carina è nella prima fila in piedi, la seconda a destra, prendemmo il tram insieme da borgo San Paolo per una interrogazione fuori orario.
Nel 1966 ci fu l'inondazione dell'Arno a Firenze, e   gennaio 1968 ci fu il terremoto in Sicilia, nel Belìce.
A giugno la pagella, fui rimandato in latino, e passai due mesi a prendere lezioni private. Durante la primavera di Praga, mi sentivo partecipe del rinnovamento, interno all'area della sinistra, e con promesse di cambiamento. Le riforme prevedevano la concessione di diritti ai cittadini grazie ad un decentramento parziale dell'economia e alla democratizzazione. Anche in Italia ci si portava a casa qualche pezzo di macchinario, di falegnameria o ricambi elettrici, ma all'est erano pezzi introvabili e quindi li si scambiava per baratto. Agosto 68. Nella notte tra il 20 e 21 agosto, le truppe del patto di Varsavia invadono Praga e il resto del paese. Un paradosso avere per presidente un comunista che si chimava Svoboda, libertà.

 Nel 68 viene abolito l'esame di verifica alla fine della quinta ginnasio. In quinta ginnasio passai alla sede centrale, con 32 nuovi compagni e compagne, e fui promosso, con la sufficenza. Ho trascorso i restanti quattro anni in centrale, comoda da raggiungere anche camminando, con un bar di fronte, e, per i cremini, su corso Vittorio Emanuele II la famosa cremeria di destra 'da Platti'. 

Cominciarono periodi di vacanze estive organizzate, la prima nel '69 con mia sorella in Spagna, Lloret de Mar, Costa brava, 2 settimane in hotel, le prime lezioni di guida, feste di San Juan e santi Pedro e Pablo, e rientro in Italia von l'auto in folle giù dalle Alpi, per risparmiare benzina. Un'altra estate fu nel '71, sempre Costa Brava, venne anche mia madre, e Jana Starek, un'amica di origine ebraica, famiglia fuggita da Praga nel dopo-Dubcek, che salutava i ragazzi dell'ostello di fronte mostrandosi a seno nudo. Seduti sui sedili posteriori, ci abbuffammo di panini,  cominciai a vederla come donna, a confessarle i miei pensieri e incertezze. 

Dicembre '69. Ascoltavo la radio, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni tenevano un hit parade il sabato, Bandiera Gialla. In tardo pomeriggio, durante la settimana, sentivo Bob Dylan, il menestrello della New York al gelo, che veniva ripoposto con un ritardo di 4-5 anni, perchè assimilato alle canzoni di protesta. Poi, sabato 13 dicembre, la notizia della strage di piazza Fontana. Di Valpreda presi coscienza nel '72, seguendo gli spettacoli di Dario Fo. 

1970, mondiali di calcio, italia -germania 4 a 3.

V ginnasio. Al centro nella foto, Gabriella Olmo, bionda, ragazza di Piero Paccotti, e Luciana Toso, bruna, le due compagne del banco davanti al mio, dietro alle quali sedevo con Paolo Viale. Da sinistra: Diego Borrello, Bruno Turinetto, Maurizio Menicucci, Rocco Moliterni, Piero Paccotti, Sergio Caciagli, Pierpaolo Portinaro. Come benvenuto nella nuova classe, Maurizio mi invitò a salutare una sua amica nella sezione A, lei con Maurizio scherzavano sul combinare una serata a casa, una burla. Suonava la chitarra, alla festa di classe ci fece la canzone Emozioni, ed io ad Anita portai il 45 giri di Battisti "Mi ritorni in mente". Il musicista versatile era Massimo Artiglia, chitarra, pianoforte, contrabbasso, era nel giro del jazz (suonava anche a casa mia, Pharoah Sanders, gli piaceva il pianoforte con qualche tasto stonato di un quarto di nota). Rocco era indivisibile dal suo amico Vito, campione di rutti, era impegnato politicamente. In basso a sinistra Daniela Vanella, Irene Francesio, Rosa Grassi, Silvia Pavesi, Bertolino, Patrizia Accornero, Palma Cambursano, altre Giovanna, in alto a destra, un'altra Anna, altre di cui non ricordo il cognome. Franca Tousco si firmò, quarta  da sinistra, fila di centro. Sulla foto di classe, sul retro, i compagni scrivevano i saluti, sei il mio amico, Ela Tartari mi scrisse: Poltronillo è cupio! A Isabella il professore d'arte, Chicco, famoso pittore piemontese, chiese di andare a posare nel suo studio.

Classe I B: prima fila in basso a destra: una simpatica compagna dallo strabismo di venere, promettente candidata archeologa. Seconda fila a sinisra, Biginelli,  che nelle tre foto in successione si fa crescere i capelli a frangetta. 

In basso, II B: la prima in alto a sinistra era carina, ma sempre in disparte. La bionda Accornero fiorirà tra la II e la terza, come emanciapata.

Un sentimento forte di quel periodo è stato in primavera 1972, con Isabella Vergnano: andammo al cinema insieme, era la III B, a vedere Il caso Mattei. Fu un pomeriggio esaltante, seduto accanto a lei al cinema, fianco a fianco. Mi piaceva, era la ragazza del supplente di filosofia, basso e robusto, impegnato politicamente.  Dei due supplenti di filosofia, questo fu il primo, e ci fece capire la filosofia greca, non facendola imparare a memoria come faceva il Prof. David (nella foto al centro). Il secondo supplente, Michelangelo Bovero, oggi universitario, mi  diede da leggere autori moderni, Gobbetti, la svolta autoritaria del fascismo. 

Ultimo anno, foto di classe della terza B. Fila in basso: Diego Borrello, chimico; alla mia sinistra Massimo Artiglia, fisico e musicista (pianoforte, chitarra, contrabbasso), Pierpaolo Portinaro, filosofo, Maurizio Menicucci, si frequentava con Luciana Toso, è diventato giornalista per La Stampa e per Leonardo su RAI3, Bruno Turinetto, mezzofondista, Rocco Moliterni, critico e giornalista, e il picchiatore di destra Ruggero. In alto, Silvia Pavesi (a destra, col codino), Palma Cambursano, Irene Francesio, e, non di seguito, Carla Casalegno ed  Patrizia Accornero.

Anita Ciavarra (accanto a Manuela Tartari, seconda fila a sinistra) era la terza del trio, Anita, Isa ed Ela, sferruzzavano a maglia durante le ore di latino. Nel 78, al CAR ad Asti, ho conosciuto un suo ragazzo, militante di sinistra, alto e bello come gli eroi di Guccini. Tornammo in treno un pomeriggio a Torino, arrivammo insieme in zona Borgo San Paolo. Uscire dalla provincia durante il CAR era vietato.

Il 1972 è stato l'anno del conseguimento della patente, delle cene di classe, in collina, e l'anno della gita in Campania. Memorabili furono le gite di classe:  penultimo anno, in Umbria e Firenze, e l'ultimo anno a Napoli, Pompei e costa amalfitana. Passeggiate serali in compagnia di scugnizzi che cercavano la compagnia delle ragazze. Al bar il caffè ci piacque molto. E tornai con una vera mozzarella di Napoli.

Mi sono preparato nel ripasso per l'esame di maturità frequentando il museo di arte moderna, c'era pace nel suo giardino: qui avevo visto la mostra sul pittori del Blaue Reiter, il cavaliere azzurro, ne ero affascinato. 

Nella estate del 1972 ho lavorato come caddy, portamazze, ai campi di golf della Lavazza, a Claviere, al Monginevro, (ci alloggiavano all'hotel Roma) insieme ai compagni di liceo Federico Sacco e Sergio Caciagli, che fumava e ci faceva assaggiare le Gauloises, c'erano alberghi alto-borghesi che organizzavano tornei di ramino, signori che ordinavano bottiglie di champagne Dom Perignon, e anziani sciatori  narravano delle loro escursioni sugli sci in discesa fuori pista, di prima della guerra. C'erano anche vipere nei prati, ogni tanto scattava l'allarme. Misi da parte una bella somma di mance.



Dei viaggi negli anni seguenti, ricordo due giorni di manifestazioni:
un viaggio in treno a Roma dei Comitati unitari di Base, andammo a città studi, riunioni in aula, pausa pranzo nel campus universitario, e rientro notturno; a Roma, nessuno sembrava tenere da conto quello che succedeva a Torino, gli importava solo degli scontri con i fascisti locali, della primavera, e delle ragazze,  si sedevano a gruppetti sul prato del campus per  consumare il pranzo, al sole;
una escursione in bus per manifestare a Milano, con partenza da piazza Castello, corteo vicino a piazza Duomo e caffetteria bar Motta,  dove ci fu un esproprio proletario di torte e dolci, assaggiai un dolce; nel pomeriggio,  rientro in giornata a Torino.

Colonne sonore: De Gregori, Venditti, Branduardi, Bennato; Don Cherry; Frank Zappa; Around midnight; Coltrane, A love supreme; I Chieftains;  Inno alla gioia; Beethoven, Vivaldi....
Libri: Pasolini, Ragazzi di vita, Una vita violenta
Teatro: alla radio,  la domenica tardo pomeriggio, Ti ho sposato per allegria. 
Al cinema: Visconti, Decamerone e Canterbury di Pasolini per le musiche, Barry Lyndon di Kubrick, Il lupo della steppa, Al dilà del bene e del male, Capricci di Carmelo Bene, 
al teatro Alfieri, Bene ed il suo Amleto, con botto finale, amplificato, a chiusura della cassapanca.
Al palasport: gli Area con Giorgio Gaslini

sabato 3 dicembre 2016

Torino barriera di Milano

Il quartiere Barriera di Milano rappresenta un corso e ricorso storico nella mia esperienza lavorativa. A Torino ho vissuto fino al 1980,  abitando da mia sorella e mio cognato gli ultimi due anni. A Torino, le principali esigenze dei giovani erano avere una mansarda dove portare la ragazza, o una baita in montagna per le gite festive. Una delle persone che frequentavo era Giorgio Cergnar, un grande lavoratore che si era rovinato la testa del femore con i traslochi pesanti, si era sottoposto all'intervento per una protesi dell'anca. Mi intratteneva con storie delle sue compagne di riabilitazione motoria, di un amore suo, una bella ragazza con invalidità motoria. Insieme abbiamo curato il riassetto di un appartamento di ringhiera, in via Soana, Barriera di Milano. Giorgio nel '79 me ne aveva lasciato le chiavi.

Dopo il liceo, seguivo Renato Giuliani nei suoi lavori di animazione teatrale nelle scuole superiori, ci intrattenevamo con la classe sul corpo, il contatto delle mani, le interazioni con i compagni, e andavamo in un centro in collina per  bambini down ed autistici.
Colonna sonora; Venditti/De Gregori: Theorius Campus, Le storie di ieri; Alice; Pezzi di vetro; Leonard Cohen: Suzanne, Joan of Arc

1972/73 Nella primavera del '73 ho frequentato Carlotta, figlia di  medico, veniva a fare le visite in moto: il padre di Carlotta mi regalò libri, le tavole di anatomia della Recordati, il Vademecum di medicina pratica. Insieme abbiamo visto al cinema Ultimo tango a Parigi. In estate, lasciò l'università. Mi sono rivisto tempo dopo con Carlotta, in libreria, mi ha detto che voleva diventare assistente di bambini con handicap.
Colonna sonora:  Bob Dylan, Talkin' New Tork; Love minus zero/no limit, Talking world war III blues; Oxford town; If not for you; I'll be your baby tonight; Gates of Eden; Highway 61 revised album; She belongs to me; Victor Jara: Te recuerdo Amanda; Inti Illimani: Papel de plata; Violeta Parra: Gracias a la vida. De Andrè: La guerra di Piero
fine estate 1973, colpo di stato in Cile, 11 settembre, data da corsi e ricorsi storici; 
1973, l'anno del colera, e di diversi viaggi in Cecoslovacchia con mia madre, uno con la squadra di Calcio del Lanzo Canavese (Mathi, Cafasse, le cave di amianto) come traduttori
Autunno 1973, l'austerity, domeniche a piedi o in bici
Al cinema: I diavoli, di Ken Russell (I diavoli di Loudoun); Capricci, di Carmelo Bene; Qualcuno volò sul nido del cuculo, con Nickolson.
ho frequentato Pinuccia Aronica, compagna del liceo D'Azeglio (più grande di un anno), grande amica per un settennio, da quando ancora abitava con i suoi in corso Unione Sovietica alla casa in comune in corso Re Umberto, e dopo in via Garibaldi; le regalai una gigantografia di Praga, del ponte Carlo col Castello di Hradcany (ci legavano l'amore per Praga e per le canzoni di Victor Jara, e Violeta Parra). 
Vacanze di Natale 1973: con una comitiva di medicina, a casa di Silvio di Mirafiori, in Val Varaita, a giocare a giaguaro (briscola in 5), si preparava una frittata quando la coppa ci cade a terra, recuperiamo le uova e continuiamo fino alla cottura, in una delle porzioni ritroviamo un coccio di ceramica; tanta neve; nella camerata, mentre siamo ancora a letto, Pinuccia e Andrea si amano, io fingo di dormire.
Ci siamo frequentati dal 74, nella sua casa insieme alle amiche, in corso Re Umberto. Qualche volta sono andato a trovare Pinuccia sul lavoro, maestra d'asilo in strada delle Cacce, periferia di Mirafiori, e successivamente sul Comune, Assessorato alla scuola, di Fiorenzo Alfieri; poi nella sua casa in  via Garibaldi, mi ha fatto conoscere la sorella in visita da Milano; a fine 1980 mi ha portato nel nuovo appartamento in corso Francia.
colonna sonora: Gaber, le strade di notte

La sera ci si incontrava davanti alla Gran Madre (per la vicinanza con la sede di Democrazia proletaria) con i compagni di medicina (Sergio Alaimo, Carlotta, Max Bugiani, Franco Merletti, Walter Arossa, Luisa Orlandini, Luigi Turco, Paoletta, Annina, Eddy, Filippo, Claudio di Pinerolo), per andare da qualche parte, a casa, al cinema; fu un secondo anno pieno di fatalità per gli iscritti a medicina, due amici del cuneese finirono con l'auto (500) in un torrente ed uno annegò, una compagna bellissima, la vedevo insieme al ragazzo, due bei tipi, morì per un tumore.

erano anni difficili, posti di blocco notturni, un carabiniere ci fermò e ci fece aprire il bagagliaio anteriore, una 500, e chiede: Cosa c'è in questo sacchetto pesante?  rispondiamo allarmati: PATATE!
Colonna sonora: Valsesia; Venditti Bomba o non bomba; De Gregori Niente da capire, Pablo

Renato girava film in super-8 sugli immigrati, sulle periferie, sulle giostre e il circo, con l'amico Massimo Artiglia, che aveva una moto e suonava pianoforte e contrabbasso con i gruppi jazz. Cantavamo le canzoni di Jannacci, Cochi e Renato, con Massimo alla chitarra.

estate 1974: lavorai quasi un mese in fabbrica, si producevano paraurti laminati, mi comprai una lambretta usata, funzionava a giornate, la candela si bagnava
settembre, matrimonio di mia sorella Lucia con Alessandro

Autunno 1974, crisi economica, vendita davanti alle fabbriche di pollame, dal produttore al consumatore, 4000 lire a pollo (2 euro, oggi un busto di pollo intero costa circa 3 Euro, da allevamento intensivo), 

Colonna sonora: Enzo del Re: Scitt'rà, T'adore e t'ringrazio (ca senza mangè me sent sazio); Maddalena, Matalè, notte e giorno penso a te: Matal'na; Matteo Salvatore, Padrone mio; Hasta siempre comandante; Proietti: Me sò magnato er fegato; Gabriella Ferri: Le mantellate, Rosamunda; Otello Profazio: E ballati; Addio Lugano bella; Valle Giulia, Ballata del Pinelli, Giovanna Marini O cara moglie, Gualtiero Bertelli Nina ti te ricordi

Con Renato si andava a fare corse alle 5.30 di mattina, in collina, magari giù pioveva e a metà strada diventava neve. Notevole fu lo spettacolo che organizzò a Chieri, utilizzando mattoni raccolti in un cantiere,  ce li passavamo di mano in mano tra il pubblico (Salomè, famme 'o cafè).

1974-76:  ho frequentato il corso di anatomia patologica, fatto per una settimana uno stage all'ospedale pediatrico Regina Margherita 
ho sostenuto 6 esami, a maggio 1975 superai l'esame di anatomia umana, voto 29, 
lavoravo la domenica come scrutatore di schedine del totocalcio, avevo qualche soldo in tasca, ci si arrangiava, ma dopo un pò mi licenziai, 
ci si incontrava fino a sera con i compagni di medicina, a giocare a Penultima carta/Uno  
Estate, siamo andati a Rimini in campeggio con un amico, per due giorni,  sulla spiaggia davanti al falò, chitarre e compagnia, un'altra sera al palasport a vedere Alan Sorrenti,  in centro la gente vibrava, e belle ragazze uscivano agghindate alla vita serale. La riviera romagnola senza adulti. 
In passato ero venuto con mia sorella Lucia. Oppure Bianca era venuta con la cugina Giovanna, raccontandoci di comitive al jukebox dei bar, ad ascoltare canzoni. 

Insieme a Renato ed a Nicola De Maria, uno dei 5 artisti della Transavanguardia, amico dai tempi del liceo, girammo un super-8 western, una scena di scazzottata con sfondo della periferia degradata
Qui a Cuneo, Renato e Nicola (foto: Lino Sturiale), allestimento della mostra sulle bottiglie della centrale del latte, in tricolore. Con Nicola provammo a studiare insieme fisiologia, andai a casa di  sua madre, una volta, per studiare insieme.

primavera-estate 1975
Renato aveva contatti a Settignano, due amiche di una comune femmminista di teatro, che frequentavano Fernanda Pivano, di una delle ragazze Renato era affascinato, una volta mi portò con sè a Settignano, loro in cambio vennero a Torino, dormendo a casa mia, era il periodo del Living theatre in residenza sulla collina Torinese, anche loro frequentavano il Living e l'attore che suonava il sax, belloccio
La casa villa che ospitava gli attori del Living era verso Superga, ci passammo momenti formativi, si mangiava insieme, riso alle spezie indiane, il pane fatto in casa. Tra profumi di spezie del cibo e patchouli nei vestiti. Pierre Biner mi chiese di restare a dormire. Paradise now, i quadri scenici con le impalcature a ponteggio, il condizionamento culturale.
Nel '75 ci furono due eventi importanti, lo spettacolo organizzato da Renato in un teatro di via Accademia delle belle arti (zona San Francesco da Paola, prima di arrivare in via Po), "Per la "Metamorfosi", da Kafka, ispirati dal gruppo Living theatre, e le loro parate di strada: in seguito andò in scena due volte d'estate per la rassegna teatrale I Punti Verdi. Renato collaborava  con diverse artiste, Annachiara Sarteur, Katina Genero. Renato aveva organizzato una lezione per storia del teatro sul dadaismo, insieme a Nino D'Introna (anche lui attore, ben conosciuto in Francia), mi avevano incaricato di preparare un intervento estemporaneo, senza dire loro i dettagli. Mi presentai nel salone del seminterrato di Palazzo nuovo dove tenevano la lezione sul dadaismo, come un trickster, in costume da bagno, con uno stereo in spalla, ascoltando musicassette, poi ritorno indietro con i capelli bagnati dicendo "Che mare oggi". Capirono dopo che si trattava di un ihappening, e ne discutemmo.
Andavamo spesso al cinema, con una bottiglia di barbera, o con un budino ancora nella teglia, o con un'anguria svuotata a dadini conditi al liquore, da mangiare al cucchiaio (film di paura, zombie, di tutto). Una sera invitammo a cena il professor Morteo di Storia del teatro, Renato preparò la cena a base di pesce, e anguria finale.
Agosto 1975: passai diversi giorni a Straskov-Vodochody, tre giorni di matrimonio del mio amico Vasek: alla cena dell' addio al celibato ci siamo fatti di birra. Durante i vari pranzi (cucinati dalle famiglie degli sposi e serviti nella locanda del paese) si ballava, poi il ratto  della sposa, gli amici scappano con la sposa, con inseguimenti in auto nelle osterie dei paesi vicini a cercarla.
Natale 1975: con mia sorella e mio cognato, passammo il capodanno nel Salento, in parte con i gemelli Costa e Benia, i  Messapi cartapestai, a Lecce, e in parte giù a Castrignano del Capo e a Leuca. Mi sono fermato 6 giorni a Lecce. In visita alla famiglia Piemontese, ho ascoltato poesie dialettali, ho ritrovato Costantino con la sua donna, Annarita, altre compagne di università, Cristina, Maria Potenza, Giovanna, studentesse conviventi  per dividere le spese della casa. Alcune le ritrovai nel 1981, all'asilo Rosa Luxemburg, come Angela Tortorella, dai begli occhi azzurri
A Porta Palazzo, il baloun, rigattieri di anticaglie, Costantino, Giuseppe, Annarita; foto Beniamino P. 
 
spesso sono tornato a Lecce per ritrovare questa comunione di vita e di vitalità 
in primavera, andai a Lecce a trovare i gemelli, facevano le pulizie in un condominio nel quartiere Santa Rita, abbiamo trascorso la mattina al lavoro e poi a mangiare pane e mortadella); per andare fuori porta, bastava una passeggiata breve, alla Torre di Belloluogo, ed alle tre colline, per lanciare un aquilone;
ricordo un carnevale a Lecce, una camminata di gruppo in strada, le facce dipinte, ragazzi e ragazze; 
Partiti in bici per Calimera, 21 giugno, San Luigi, festa dei lampioni a Calimera, la strada di Luigi Chiriatti decorata a festa, insceniamo una clownerie in tre, io Costa e Benia, su tre biciclette, io con una gonna colorata a righe verticali, e passiamo e ripassiamo nella strada, con una serie di sprint finali di agonismo ciclistico, scambiandoci i ruoli antagonisti. Dormimmo sulle panchine dei giardini pubblici.

settembre 1975: a Venezia, La biennale, un laboratorio teatrale, mostre e spettacoli teatrali, Ariane Mnouchkine del Théâtre du Soleil, ho visto l'Age d'or in Campo San Trovaso (l'Arlecchino nero immigrato a Marsiglia, lavoro nero nell'edilizia, la caduta mimata dal ponteggio al suolo);  i depliant dell'Odin teatret di Eugenio Barba "Immagini di una realtà senza teatro", esperienza nel Salento; ho dormito per strada, negli androni, saccapelista, a Mira in un ostello (ah, le zanzare venete, è vicina al mare) per incontrare Giuliano Scabia, l'autore del libro Forse un drago nascerà, mi ha mostrato la sua batteria fatta di pentole e risuonatori metallici,  da concerto di strada. 

1976-77
frequentavo un circolo di democrazia proletaria nel mio quartiere di Borgo San Paolo, andavo davanti alle fabbriche di zona, il sabato aiutavo nei picchetti contro il lavoro straordinario, albe gelide di neve
ad aprile una piccola ditta vicino a via San Paolo licenziò 15 operaie, occupammo in primavera, con un gruppo di ragazzi e ragazze un collettivo di persone che volevano approfondire il significato di impegno,  per capire la sessualità organizzarono una esperienza di sesso tra di loro. Di giorno li raggiungevo indossando una giacca di pigiama a disegni di colori rosa, comprata in Cecoslovacchia. Dopo qualche tempo mi rincontrai con una ragazza del gruppo, ci salutammo ad una fermata di autobus
Renato ci riuniva a parlare di teatro, erano perlopiù studenti di lettere, le danze balinesi, la trance, e qualche sera si andava a teatro e vedere la compagnia degli attori giovani dello Stabile, le prove, oppure al cinema, con sosta alla birreria Mazzini, a portar via di nascosto i boccali
Andavamo con Renato a funghi, a Giaveno, e in un periodo successivo, a Novalesa, a raccogliere  l'uvaspina, le fragoline di bosco, guardare le trote nei torrenti, la flora di montagna
(questi episodi si incrociano con i periodi in cui sono stati a Torino uno alla volta i gemelli) 

Il periodo 74-78 è stato ricco di spettacoli per l'Italia, di cui alcuni mi coinvolsero (Grotowski, Acropolis a Milano; Luca Ronconi, Le rane di Aristofane, a Torino; Carmelo Bene, Amleto, a Torino; Dario Fo, palasport e Palazzo Nuovo; gli Area al palasport; Don Cherry, al palasport ad anche al parco Rignon) 

Autunno '76. Ho iniziato a lavorare con la cooperativa della Svolta, alla scuola Pestalozzi, in Barriera di Milano, lo stipendio era gratificante, ma lavoravo da solo, ho frequentato Patrizia, con la quale facemmo interventi insieme nelle scuole; ci siamo baciati, di sera,  alla Crocetta: si stava per sposare, io ero restio ad una relazione. Proposi ad una classe delle medie di inscenare Il visconte dimezzato, volevo usare le sagome di legno, prima una metà, che si sarebbe unità all'altra metà del corpo, però non lo conclusi, avrei voluto scrivere un canovaccio, tagliare e dipingere le sagome,  ma persi l'occasione. Una volta venne alla scuola elementare Pestalozzi Costantino, che organizzò il lancio di una mongolfiera con i ragazzi, capostipite di tanti altri lanci di mongolfiere di carta velina.
Preparai Fisiologia e Patologia generale, ma non  diedi l'esame
Colonna sonora: Guccini, L'avvelenata
Lecce, casa in Corte del Morisco, sulla destra, a fianco di mescio Angiolino, il falegname
Andammo insieme a Costantino a Pontedera (indimenticabile notte trascorsa nella palestra del teatro, io e Costa abbracciati per il freddo) a vedere la parata di strada dell'Odin teatret, venne anche Viviana Vitelli, che mi era simpatica, abitava in una casa in comune in via Bogino, anche lei lavorava nelle scuole per il Comune di Torino con la cooperativa di animazione La Svolta; bel carattere, sapeva fare il verso della civetta;  diventammo amici; in seguito si mise con un collega animatore, mi invitarono a casa una sera e mi chiesero se avevo nulla in contrario; in seguito li ho frequentati, abitavano in una comune nella zona di corso Mediterraneo, 5-6 persone allegre.L'ho rivista un anno dopo a casa di Renato, essendo alta e longilinea aveva difficoltà a usare bene il centro vita  ed il bacino negli esercizi a terra, a testa in giù, è utile fare training insieme. 

Stages di teatro con Domus de Janas (Diego Furlan, Felipe Balucani, Giorgio Di Lecce, Renato e altri) Firenze, Trieste, Salerno... e dimostrazioni di lavoro a Modena, Torino. A Modena, gli attori di Domus de Ianas soggiornavano in una cascina, sulla strada per Vignola; arrivammo con i gemelli in autostop, prima dell'alba, e ci fermammo giusto per la sera, fecero canti e danze in una osteria del centro, Giorgio al Banjo.
Frequentavo lo stage di teatro di Domus de Ianas, sulla collina Torinese, c'erano sempre persone interessanti.
Raffaella abitava un appartamento a ringhiera vicino a corso Casale, ci sentivamo affiatati, era bello poter usare l'auto di casa per andare fuori, anche nei paesi della provincia di Asti, sentirsi liberi, unirci ai cantanti folk nella processione del "Cantare le uova", a Bra. Raffaella, aveva un orecchio musicale fino, teneva il ritmo al pianoforte strimpellando del jazz, del ragtime. Una sera mi invitò a casa a Milano, conobbi anche la sorella, bella persona.

"Oggi ho visto nel corteo tante facce sorridenti" ai cortei di femministe, quasi tutto il corteo composto di donne, ed io che mi unisco ad alcune amiche per un tratto di strada
Colonna sonora: Sebben che siamo donne 

Ho dato un esame, Scienze della nutrizione, a dicembre '76, lo registrai a gennaio al distretto militare, così non ho ottenuto il rinvio, e mi arrivò la cartolina per il militare nel '77, partenza a luglio
Film di riferimento: Il lupo della steppa; Al di là del bene e del male; Easy rider; Fragole e sangue; Antonioni, Zabrieskie point; Professione reporter. Ferreri: Dillinger è morto, Non toccare la donna bianca (con Serge Reggianì nei panni dell'indiano, nello scavo di mercati Le Halle).

Febbraio 1977
Sono venuto a Lecce per un mese, la Nunzia a cui tenevo come una sorella era stata rinchiusa in una casa di cura a Salerno, la cercai a Cava dei Tirreni, a Nocera Inferiore (ospite di una sede sociale, con materasso e stufa a gas), a Salerno, mi fermai una notte a casa della mamma di Viviana a Napoli, e un'altra notte in albergo ad Avellino (5 mila lire di pernotto), poi ho lavorato a Lecce con Luigi (Gigi) Lezzi (e Stefania Miscuglio, il teatro tascabile), qualche parata di strada ed un funerale facendo le litanie di rito: indimenticabili le jam sessions a casa di Gigi, con Enzo Fina e altri musicisti, e l'incontro con Francesco Spada, art designer a Milano, che ci mostrò le foto del servizio sulle lotte contadine dell'Arneo, con una anziana neretina a parlare con tutto il corpo, il linguaggio dei gesti (questo è documentare uno storytelling: 
racconti a qualcuno e il racconto finisce, sparisce, verrà solo "ricordato" e quindi sarà un altro racconto, l'originale sarà perduto, a meno che una tecnologia,  scatto o registrazione lo fissino nel tempo). Con Luigi Chiriatti ascoltammo le sue registrazioni dei canti tradizionali, insieme a quelli del primo LP del Canzoniere Grecanico, di cui faceva ancora parte.
Con Luigi e Stefania organizzammo il carnevale di Caprarica, lu Paulinu, e la festa della pentolaccia, ospitato da Oronzo Marmone nel suo capannone teatrale (a febbraio, al sole, ci si poteva spogliare dei vestiti e lasciarsi scaldare come lucertole, sulla serra salentina, riparati dai muretti a secco) insieme a Zenobio, barbiere e sceneggiatore del malato di Moliere, e la sua compagnia di ventenni entusiasti. Oronzo non solo mi accompagnava a cena in trattoria, m ha portato da uno zio a mangiare la ricotta calda, appena preparata. Si faceva una corsa tutti insieme al gruppo di ragazzi e ragazze, poi training fisico, torsioni al muro, capriole, danze. Scendendo con le mani sulla parete, all'indietro, infilai le dita in una presa elettrica, feci solo un sobbalzo, e continuai come se niente fosse. I paesaggi salentini sembrano fermi nel tempo, le case di pietra con il giardino, gli alberi di limone, le voci dei bambini, una lavandaia che canta Marina, Marina Marina...
insieme ad Anna Greco, Caprarica, parata di carnevale, 1977, foto Oronzo Marmone
 
Ho rivisto 
Nunzia in primavera, stava bene, fummo contenti di rivederci, veramente l'incontro più gratificante di questo periodo (come dice una canzone di Capossela: il troppo è per poco, ed è una volta sola), quasi una visita di ringraziamento per aver cercato di riportarla a Torino tra di noi. Il caos psicologico era passato, l'effetto degli acidi pure, aveva una amica, non potevo volere di meglio.

In primavera ho lavorato con i ragazzi e le ragazze di un centro culturale a Barriera di Milano, preparammo uno spettacolo teatrale, opera del collettivo, feci pochissimo di mio, tutte idee loro, ma tutti furono contenti e soddisfatti, la serata riuscì perfettamente, in una parrocchia con spazio per le recite. Ci siamo frequentati intensamente con alcuni che erano di origine della Basilicata (uno somigliava a Rocco Papaleo), la lucanità consisteva in cose come i fagioli cannellini, il gatto mammone (pipistrello) della canzone: il primo gatto non fu, alllora chi fu?, ai tarantolati di Tricarico, a Rocco Scotellaro, E' fatto giorno. 
Ero continuamente all'inseguimento di qualcosa, desiderio di spirito, ma anche carenza di spirito: in tram, ad una ragazza che non conoscevo chiesi: dove stai andando? lei stava per rispondermi normalmente, ma io incalzai: nella vita, dove stai andando? (Quo Vadis: nel film, l'apparizione domanda a Pietro: Pietro, ma tu lo ami il tuo Signore?)
Con Renato, Costantino, Beniamino, Silvia e altri animatori partecipammo a una parata di strada (intervento teatrale di 3 giorni a Rondissone), ispirata al Don Chisciotte,  I gemelli cartapestai avevano scolpito una testa di cavallo in creta, come calco da cui avevano ricavato la testa in cartapesta, da fissare su una impalcatura di legno, avvolta in un drappo, con il cavaliere che la muoveva dando l'impressione di cavalcare veramente. Lino Sturiale alla documentazione fotografica, io suonai la chitarra, cantando le tarantelle di Santu Paulu mio delle tarante, pizzichi le caruse.... 
Ad aprile sono andato a vivere da solo in una casa promiscua, mia madre mi fece il pacco delle mie cose e mi disse di vuotarle l'appartamento e la cantina, anche le opere e sculture dei gemelli in creta (la testa del cavallo che servì per modellare la cartapesta della testa del cavallo di Don Chisciotte)
Avevo una camera in un appartamento in via San Donato (insieme a Riccardo Gay, e due altre persone, ricordo le tavolate festive, come nel film Le fate ignoranti; con un amico di via San Donato, Giovanni, facemmo interventi nelle scuole insieme, fino a maggio. 
Un'altra amica era Gabriella Vespa, insieme  abbiamo fatto allenamento nei parchi, salti, acrobatica. Ci si vedeva vicino a casa sua, oppure alla Pellerina, dove le feci massaggi, con Gabriella è stata una bella amicizia. 
Con Anna Allemand c'era simpatia, andai a trovarla a casa, era nel gruppo teatrale

maggio 1977, ho lavorato nelle scuole a Pecetto, Revigliasco
poi a metà giugno sono tornato a Lecce, dai gemelli, che  lavoravano con le educatrici presso la colonia estiva di Mons. Cannoletta a San Foca (attratti dal fascino femminile delle maestre). Viaggio in autostop, quando sono arrivato non c'era nessuno a casa, mi sono arrampicato sulla grondaia ed ho dormito su questo balcone.

 Lecce a giugno è un fiorire di oleandri, estate dai mille colori.  Una sera ci incamminiamo da Lecce a piedi verso Caprarica, arrivammo dopo 3 ore, e dormimmo nella casa di campagna di Oronzo Marmone, vicino a Calimera, con un pesco dalle pesche buonissime: siamo andati in autostop al mare a Torre dell'Orso, fatto il bagno, poi ad una festa da ballo in piazza col Canzoniere Grecanico, primi revival della pizzica. Per San Pietro e Paolo, 29 giugno, ci recammo in gruppo a Galatina, alla cappella delle tarantate, e Oronzo Marmone registrò uno degli ultimi documentari, quando ancora si rotolavano a terra davanti alla cappella dei santi, ed i parenti ti impedivano con la forza di fotografare. A Calimera, in gruppo insieme a giovani del posto, abbiamo camminato per le strade di notte, facendo serenate sotto i balconi delle giovani ragazze (universitarie fuori sede, in Salento si vive giusto durante le vacanze)

Ai primi di luglio siamo andati insieme ai gemelli a Certaldo (arrivati sulla collina, chiedemmo ai lavoranti agricoli un pò d'acqua, dopo che ci fecero bere ci offrirono vin santo, e vernaccia), al Poder Popular della famiglia Toesca mi sono fermato due giorni
Quando, partito per il militare, a metà luglio, ho smesso di abitare nell'appartamento, mi hanno spostato le  cose in cantina,  è andato perso tutto

15.7.1997 CAR ad Asti, 
fuga nel fine settimana, assente al contrappello, ho dormito a casa e domenica sono andato in treno in Val d'Aosta, 
tre giorni in punizione, corvè in cucina a lavar pentole, corvè alla discarica a svuotare immondizie, 
una notte in gattabuia
assegnato alla Sussistenza, caserma della Cittadella, Alessandria, 
nei fine settimana andavo in missione a Bergamo, laboratorio analisi, con i campioni di vino da testare
A Bergamo ho assistito agli spettacoli di strada dell'ISTA, teatri del mondo, insieme a Renato

Novembre '77. 
Festa proletaria successiva all'incidente del bar Angelo azzurro: con Renato allestimmo rotoli di carta da disegno per far dipingere i manifestanti, poi lanciammo una mongolfiera, che però perse quota e cadde sul tetto della villa Tesoriera, lo stoppino era acceso, arrivarono i pompieri.
Da gennaio trasferito a Torino, caserma di via Guido Reni, lavoro in fureria, nuovi commilitoni, pugliesi, romani, toscani
primavera 1978: Interventi alla festa del quartiere Aeronautica di Torino.
maggio-giugno '78: mese delle ciliege, Pecetto, frutteto di ciliege di amici comuni, insieme a Marina Targon, in visita dall'Olanda, ci siamo aperti alle confidenze. Un'altra volta, ne ho raccolto una busta grande per portarla in caserma ai colleghi

a metà luglio 78 sono stato congedato, sono andato a casa di mia madre, a Colorno: frequentavo il manicomio, i matti con le loro storie, e un amico in portineria; a settmebre mi sono fatto ospitare da mia sorella e mio cognato, a Torino, convivenza durata due anni

1979
teatro con  Renato Giuliani, clownerie, e training negli spazi scolastici, del comune
con Renato ci occupammo per un mese del centro estivo 
di una scuola a Nichelino, per tutto luglio '79
ero iscritto alle liste di collocamento di Torino
a ottobre sono stato assunto dalla Fiat, al Lingotto
(prima lastroferratura, poi catena di montaggio)
gli altri arrivavano con vestiti usati, io entravo con un cappotto di camoscio che dopo un mese assunse un colore livido,
400 mila lire di stipendio (circa 200 euro al mese), la prima busta paga la diedi alla mamma
rividi la nuova famiglia di Riccardo Gay, con la moglie Sara e la piccola neonata, in via Belfiore
Conosco un turista messicano, giovane, e lo aiuto a cercare una stanza d'albergo. Andiamo in giro, al 
Valentino, e dopo alla Maddalena, con una coppia di amici, ascoltando i Police

2 agosto 1980: bomba alla stazione di Bologna. interrompe le comunicazioni ferroviarie e spacca l'Italia 
in ferie, ma ancora con postumi di bronchite, e tosse, prendo tanto sole nel parco della Maddalena

a metà agosto 1980, ho preso il biglietto inter-reg giovani e sono partito per l'Olanda (Amsterdam, 3 giorni ospite di Marina Targon, bella lei e bello l'appartamento, tre camere impilate una sull'altra su tre piani, mi procurò una bici di quelle abbandonate legate a un palo), ma mi sentivo estraneo, diversamente da quando ci frequentavamo a Torino. Quindi sono partito per la Francia (Parigi, Narbonne, Toulouse, ho conosciuto Mercedes e due suoi amici spagnoli, cercavano lavoro, lavori stagionali di ortofrutta, ci incontravamo nelle stazioni), poi un treno notturno (dormendo in treno) su per i Pirenei francesi per fare giusto la colazione, qui ho conosciuto Patrick, marsigliese di Aubagne, e poi giu' in Spagna, Catalan talgo, con gli operai del turno di rientro dalla Seat mangiando pomodori e sale: in tutto 15 giorni intensissimi, specie a Barcellona, tanto flamenco; in compagnia di un gruppo di emigrati argentini al mare; ho frequentato gli anziani in plaza del Rey, che fumavano hashish, e due zingari che si facevano di optalidon e birra, con cui un pomeriggio instaurammo un colloquio muto, a base di gesti. Diverse serate con feste a base di flamenco, tutti che tengono il ritmo battendo le mani, ed uno scontro tra zingari che circondano il mio amico che si difende come un posseduto, pur se circondato. Voleva cedermi il suo gilè ricamato. Mi sono comprato un poncho peruviano.  Poi, partenza per il rientro, a fine agosto.
Memorabile, sulla via del ritorno, una sosta a Port Bou, sceso dal treno mi avvio verso i Pirenei, un sottopassaggio da attraversare, sembrava un tunnel del vento, poi su per una salita ai monti, il loro profilo scuro contro la luna calante, fino ad un riparo per la pastorizia, qui ho dormito, per terra. Al mattino, discesa in paese e bagno in mare, sulla spiaggia solitaria.  Ed eccomi in Francia, ad Arles, serata tra giocatori  di petanque, in piazza, quindi a Chambery, mattina fresca di aria di montagna. 
E' stato un periodo di socializzazioni, perchè dormivo negli ostelli della gioventù, si cucinava insieme,  ci scambiavamo gli indirizzi per tenere i contatti, Angela, una ragazza tedesca con cui ci siamo scritti, e mi ha inviato la registrazione del concerto di Colonia, Keih Jarrett, ed una ragazza scozzese che mi salutò un mattino presto, mentre ero ancora a letto. E tanti spettacoli di strada, di mimo, concerti di musica classica e pop.
Colonne sonore: Patty Smith Babelogue, Frederick, Because the night; 
Sting in Roxanne, con i Police; Lou Reed Take a walk on the wild side.

Settembre. sale su a Torino Marcella, e passiamo una settimana insieme. Decido di raggiungerla.
Lascio Torino con la '500, parto per nuove avventure, la vendemmia, una nuova vita. 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001