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venerdì 21 agosto 2026

poesie monovocaliche

 

Monovocalica: gira tutto intorno a una lettera

La poesia monovocalica è una sfida a comporre versi usando tutte le consonanti dell’alfabeto italiano accompagnate però da una e soltanto una vocale.  Un compositore di versi monovocalici è Giuseppe Varaldo, autore della raccolta All’alba Sharazad andrà ammazzata. la componente giocosa ed esplorativa è fondamentale, si possono ipotizzare dialoghi, descrizioni fantastiche, riflessioni introspettive

I versi di Varaldo sono noti tra i letterati avvezzi al gioco di parole. Famoso è il suo Cyranò


Così Varaldo ha riassunto il Vangelo (dal post di Marco Fulvio Barozzi, in arte Popinga):

Dalla casa natal (capanna? stalla?)
all'annata fatal, dal mar a Cana,
Satana scansa, campa alla spartana,
va tra la massa scalza, spalla a spalla.

Ama parlar d'amar, l'amar avalla:
ma la gamba malata, la mattana,
l'anca ch'arranca - abracadabra - sana.
La sacra saga al dramma s'accavalla:

data la bastardata mal pagata,
fatta dal tal ch'avrà dannata l'alma,
data la tanta calca scalmanata

ch'all'affrancar Barabba starà calma,
l'ammazzan; ma alla bara spalancata
manca (fantasma par!) la cara salma.

Vi sono poesie molto lunghe che contengono solo la E: Le tedesche dell’Est, soltanto la I: I ciclisti, oppure solo la O: Ho l’orto, di Gianni Micheloni. 
le monovocaliche del gruppo di poesia ludico sperimentale "Bufala Cosmica" (Marco Ardemagni, Alessandra Berardi, Gianni Micheloni, Antonio Pezzinga), autori di Rime tempestose (Sperling & Kupfer, 1992). Due di queste (I ciclisti, Ho l’orto) hanno avuto l’onore del teleschermo, quando le ha recitate Ugo Dighero, ospite del suo ex socio Broncoviz, Maurizio Crozza (qui l’esilarante interpretazione della seconda):
dal sito 


Ho l’orto
Non sono solo, sono con otto.
Con otto? Non so...
Solo solo lo poso, solo lo sgobbo.
Con loro otto lo colgo.
Con loro otto, porco mondo, lo godo.
Solo pongo orzo, sorgo, porro, pomodoro.
Non con loro!
Solo lo poto, lo sgombro, lo coccolo,
lo contorno col fosso
sgombro lo scolo, lo sormonto col dosso,
fo l’orco con lo storno o col topo col corvo,
col colombo o col tordo...
Oh, non lo scordo.
Sono stronzo?
No! Lo sono loro...
Lo so, ho torto
non ho polso con costoro
o non ho bon ton:
provo con Dodo, con John,
con Romolo, con Rodolfo, con Ron.
Propongo l’orto
cos’ho: conforto?
No, ho solo ‘sto coro:
"Non posso, non posso...
Non posso, son sotto concorso
non dormo, non sono pronto
ho lo scolo, non sono solo,
sono solo col nonno, son morto!"
Sporco mondo corrotto!
Non ho conforto....
Sopporto lo scotto
obtorto collo, tonto...

Poco dopo controllo l’orto:
ho troppo rovo
troppo poco pomodoro
non scorgo sorgo
l’orzo non lo trovo.
Solco toppo profondo?
Troppo poco posto?
Posto con troppo sol
o troppo fosco?
Boh!
Do lo zolfo? No, son contro!

Pomodoro...
lo sogno rosso, grosso, rotondo,
odoroso no,
lo trovo storto,
mollo, morso, bolso, corroso
Con foro!
T’ho colto mostro morboso!
Oh, non l’ho colto solo,
poco dopo lo scopro:
sono otto!
Corrono tondo tondo
col loro corpo rotondo
color oro.
Sono otto, sono loro!
Non controllo lo sconforto:
do lo zolfo
lo soffoco col cloro
col cromo, col bromo solforoso
lo sporco morbo morboso!

O lo soffoco,
o l’orto lo scordo
morso dopo morso
foro dopo foro
mostro dopo mostro!
Do lo zolfo!
Comodo, poco costoso...

No, non lo do, son contro!

Gianni Micheloni (dal sito / post)
Vidi i ciclisti in bici sì vivi,
li vidi tristi di bici privi.
Vidi i ciclisti di giri in giri
dirsi i difficili "Ci si ritiri".
Rividi i mitici ripidi clivi,
i visi tipici di bimbi schivi.
Vidi i ciclisti sfiniti, vinti,
li vidi irrisi in bici, spinti.

I divi vidi di dì finiti
cinti di mirti, intimiditi.
Li vidi lividi di gin intrisi
dirti i bisticci i tifi divisi.
I fischi, i gridi, i miti, i lividi,
gli sprint, i brividi,
i tiri viscidi di Giri mitici.

Mi dissi: scrivi,
scrivi di bici,
scriiiiivi, mi dissi!
Di bici scrissi.


una versione più recente fatta da Popinga nello stesso post già citato

Sì, li vidi

Li vidi distinti,
mitici, cinici, tristi.
Sì,
in primis vidi
i lividi visi
di invitti militi ittiti.
Vidi i tipici ciprinidi
di libici lidi,
gli indicibili mitili
di idrici infiniti.
I vini di Brindisi,
i tini di sidri citrini.
I brividi di pii stiliti,
intirizziti, di riniti intrisi;
i cilici di mistici
discinti, intimiditi.
I ciclici giri
di pitici riti,
gli spiriti frigi,
cinti di mirti divini.
I finitimi Lidi
infidi, i ricci tinti,
i sistri ritmici,
i fittili triclini.
Gli invisibili siti
di virili ginnici siri,
gli ippici sinistri
di ricchi principi sciti.
I mirifici inni, i distici
gli ibridi stili
di tristi lirici irpini,
Finiti i limiti civili,
vidi i plinti incisi
di piritici triliti
di Pitti, i visi dipinti,
gli insistiti gridi di Cimbri,
gli schivi primi Vichinghi
di climi rigidi.
Sì, li vidi.


Indi finii. Il gin? Smisi.

Vidi in infimi TG
crisi di listini, indici piccini,
primi ministri 
ricchissimi, disinibiti,
vili.
Crimini, cimici, 
missini sifilitici,
strilli di grilli,
divi, miss in slip.
Finii in tilt.

I gin? Mi ci rimisi: tripli.

Umberto Eco si esibisce qui in una poesia monovocalica sulla mamma: 
"Casta, santa, brava, allatta, alata gatta, cavalla, capra (narra Saba). 
Fa sana panna, sala la pappa al baccalà, la dà alla panza, alla garganta, all'amata ragazza nata. 
Canta la nanna. S'alza all'alba, s'attarda, abbassa tarda la lampada, ramazza, s'arrabatta, paga la rata. Salda, parca, accatta la patata, la castagna, l'ananas, la lasagna, l'anatra, la bacca, la lana, la matassa all'arca, alla cassapanca. Mamma: apax."

Un «capolavoro in sonetto monovocalico» è un gioco che ne contiene tre.  La regola del monovocalismo richiede che in tutto il corso del sonetto (titolo escluso) venga impiegata solo una stessa vocale, per quante volte è necessario. È una regola di scrittura, non è una regola fonetica («Week-end» è monovocalico in E per come si scrive, e non per come si pronuncia). La regola del sonetto richiede di comporre due quartine e tre terzine, in endecasillabi rimati. Nel sonetto la successione di rime può variare, ma i quaranta «capolavori in sonetti monovocalici» seguono tutti lo schema ABBA ABBA CDC DCD. Oltre a quelle del monovocalismo e del sonetto, vigono le regole del riassunto: ogni sonetto monovocalico riassume o parafrasa un capolavoro della letteratura mondiale (che sitratti di un singolo testo, come l’Odissea, o di un insieme di testi, come le Tragedie di Sofocle),   (dal sito qui)  

Decamerone 
I Frizzi di Pizzini, il vin di Cisti,
i Filippi, i Gisippi, i Pirri, i Lizi,
i Ghini, i Chichibìi, i pii fittizi,
i vip, i vili, i ricchi, i miti cristi,

i tiri birichini, i tipi tristi,
i bisticci, gl’intrighi, i tic, gli sfizi…;
disinibiti idilli, pigri vizi,
indicibili crimini ci smisti.

Di Cipri, di Clignì, di Civignì
(li dipingi sì nitidi, sì vivi)
i tizi, i misirizzi incisi lì.
In schizzi vispi, di cinismí privi,
spinti, risibili, divisi in dì,
 ci distilli gl’istinti primitivi.

Gli Oblivion in un video si sono cimentati in versi monovocale,  teatralmente, ognuno con una vocale assegnata (youtube)
"Manca la mamma." "Stress recente?"
"stipsi?" "Ti privi di cibi?" "Un rum?" "NOOO!"
"Tu, sul puf!"
"Discrimini?"
"non sono omofobo" "È gente perbene"
"visiti siti ricchi di gingilli rigidi"
"yuhuuu, su yutub!"
"Mitici, mi dissi: "Iscriviti!". Sì!
"Scoop, tu fru fru"
"Brama l'alabarda"
"sono rotto sotto"
"Lo lodo, non scocco pomodoro!"

“Alata planata E nelle sere In bici Odo Un cucù” è la  raccolta di poesie monovocaliche (Temperino Rosso, 2020) di Federica Colamaria, ecco alcuni versi, leggeteli nella versione integrale sul post) o ascoltate quella dal titolo Goloso

Tu Lulù Tutù blu Sul bus Tu Lulù Buuum Sul bus Tutù blu Fu Lulù

Che stress Sedere e bere seltz Dell’ex Effervescente ......


E di Dossena, il libro sui giochi di parole, "ayurvedico"

infine, dalla mia fantasia,

Alalà 
La taranta
danza,
assatanata,
attacca, canta,
spacca la banda,
balla la salsa,
scassa la scarpa, scalza.

Ciclici gridi di vili missini,
viscidi brividi, lividi dipinti,
spingi vividi piriti,
ricchi di istinti piccini,
cibi fritti, vini tinti,
brindisi, spriz, gin, whisky,
Iris, mi intrighi,
spingi il zip, tintinnii,
virili gridi primitivi,
distinti vividi picci.

Sospetto profondo,
scrocco,
son rotto,
sgombro o tonno?
boh? cotto, ok!

'Ntu culu
Bum!
zum zum

Belle pere,
perfette...
permette?
Erette, eh!



Il rapper Nach ha pubblicato un video, efectos vocales, in cui usa versi di una sola vocale






como Rocco... follo pronto









mercoledì 29 luglio 2026

L'olio della poesia, 30 luglio

 BORGO DELLA POESIA

L’appuntamento con l’Olio della Poesia, che come tradizione si compie nell’ultima settimana di Luglio nel Borgo della Poesia di Serrano, si svilupperà in due serate, entrambe condotte da Stefania Della Tomasa.
La serata di giovedì 30 luglio, “Affacci nel Borgo della Poesia”, si annuncia itinerante. L’apertura è affidata alle lettrici volontarie di Bium-bò con le letture per bambini che si terranno dalle 19.00, nel giardino della biblioteca di Serrano; a seguire dalle 20.00, nella Villa Comunale di Serrano la performance di lettura a cura di Piero Rapanà, dedicata ai poeti a cui negli scorsi anni è stato riconosciuto l’Olio della Poesia. Nel corso della serata, sono previsti gli interventi della Gambling Band di Giancarlo Dell’Anna e della cantante Miss Mykela.
A scandire il percorso lungo le strade di Serrano la consegna dei premi collaterali all’Olio della Poesia, dedicati a chi con il suo operare è protagonista di “atti di poesia”: il Premio Millennium, a cura dell’Amministrazione Comunale di Cursi, andrà all’educatore e promotore di lettura Matteo Sabato; il Premio Salento d’Amare andrà alla Bibliomediateca scolastica "Malala Yousafzai" di Calimera; il Premio Speciale per il Paesaggio, a cura dell’Oleificio Cooperativa San Giorgio, all’Associazione Arketipos che a Bergamo promuove il Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio.
 su L'EDICOLA, testo di Felice Blasi, sulla XXX edizione dell'Olio della Poesia a Chiara Carminati. L'appuntamento giovedì 30 e venerdì 31 nel Borgo della poesia di Serrano.


martedì 7 luglio 2026

Fondo Verri, fare cultura a Lecce luglio-settembre

DOMENICA 2 agosto alle ore 21.00 Cutrofiano Palazzo Filomarini.
«Fare Incanto» una serata dedicata alla poesia e all’opera di L. Antonio Verri, a cura del Fondo Verri in collaborazione con il Comune di Cutrofiano eventi estivi « Sere d’Estate».
Alle ore 21,00 nell’atrio del Palazzo Filomarini Presentazione della collana Verriana DECLARO edita da Kurumuni e curata dal prof.re Simone Giorgino Università del Salento
-Proiezione del cortometraggio « Fate fogli di poesia poeti» con la regia di Gianluca Camerino e a seguire
- reading/musicale da “ Fate solo quel che vi incanta“ con Daria Falco canti, Bruno Galeone fisarmonica, Vincenzo Grasso clarinetto, G. Piero Rapanà e Simone Franco voci recitanti.
Ingresso LIbero.

 Riprendono le attività culturali luglio-settembre al Fondo Verri, S.P.A.M., ScrittoriPoetiAttoriMusici, a Lecce, via Santa Maria Del Paradiso 8,  associazione ispirata al poeta locale Antonio Verri, di cui ho scritto nel post qui. 

V edizione Estate 2026

“Qui se mai verrai… Il Salento dei Poeti”, rassegna di musica e poesia, giunge alla sua V edizione; dopo le incursioni nel repertorio classico del Novecento Letterario Salentino delle prime due edizioni, in continuità con la terza e quarta edizione, quest’anno sarà dedicata alle contaminazioni contemporanee della ricerca poetica e musicale partendo dal Salento e incontrando nuove realtà Pugliesi Lucane Calabresi e Siciliane , con una “finestra” aperta sul Mediterraneo.

Stare con la poesia è continuamente allenare l’ascolto, affinarlo al Tempo: nel Presente e avere, sempre viva la Memoria del Passato. Questo è l’intento del lavoro culturale del Fondo Verri, confermato dal grande successo di pubblico della rassegna che proponiamo alla Vs. attenzione, che ha fidelizzato, con le due edizioni con voi realizzate, un’ampia fascia di pubblico locale e appassionato i molti turisti che hanno assistito alle performance proposte al cospetto della grande magnolia del Sant’Anna.

Un esercizio necessario per comprendere come il far versi trova la sua declinazione con la musica alleata per far stupore.

Giardino Conservatorio Sant’Anna Lecce – Dal 9 luglio al 3 ottobre 2026 (14 concerti e recital )

Luglio 9-16-23-30-// Agosto 6-13–20-27 // Settembre 3-10-17-24// Ottobre 1

Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle ore 20.30 con Ingresso Gratuito.

LUGLIO

9 “Petrosinella” di G.B. Basile, Salvo Nigro musica e voce, Milena Orlandi voce narrante, dalla Lucania, FABULA LUCANA con “Petrosinella” di G.B. Basile da “Lo cunto de li cunti”- ed. Garzanti a cura di Michele Rak)

16- “Non Ucciderla” di e con Pietro Annicchiarico, Alfredo Traversa, A.Cinzia Villani e il coro delle Ugole Villane

23 “Echi di Umanità” di e con Agnese Contini e Marco Schiavone e Matteo Resta

30- -“SIRENE” Amori in movimento con Serena Brittannico e Gaia Costantini

AGOSTO

6 – Un verso e una nota di e con Rita Greco voce e Andrea Siano pianoforte

13 – NIRVANA” di e con Redi Hasa violoncello ,Giorgia Salicandro voce, Valerio Valerio chitarre electronic

20 “CORRISPONDENZE “ il tempo scritto a mano con Pietro Verna, voce e chitarra Giuliana Pacciolla, voce narrante

27 – “Dissotterrare i viventi” ” di e con Lea Barletti voce, Oh Petroleum (Maurizio Verucci) musica.

SETTEMBRE

10 – “ Solo l’acqua non muore” di e con Giuseppe Semeraro musiche di Leone Marco Bartolo

17 – …dal mare- Nero di Odessa di e con Marco Cardetta e Margherita Magri musiche di Bruno Galeone

24 – “A mangiarmi vivo” di e con Antonio Palumbo e i musicisti di GRADUS Manuela Mastria- – Gaetano Fidanza, Fabrizio Nuzzo, e ”Codice primitivo” di e con Paola Maritati musiche di GRADUS – compagnia musicale con Gaetano Fidanza, contrabasso, Carolina Cezza, fisarmonica, Fabrizio Nuzzo percussioni.

OTTOBRE

1 “La festa della Poesia in Musica” con Gioia Perrone, Gionata Atzori, Flavia Papadia, Giuseppe Semeraro, Claudia Di Palma, Dario Goffredo,Rita Greco, Cristina Carlà, Mario Badino, Andrea Bitonto, Massimo Pasca, Gianni Minerva, e Emanuele Coluccia, Daria Falco, Bruno Galeone,

Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle ore 20.30 con Ingresso Gratuito.

Info wzp 3273246985

 


inoltre, anche se la data è appena passata....
Pubblica Poesia Performativa ” Rapidi!”

Ci sono altri modi di fare Poesia. Di comporre rime. Modalità che escono dai canoni tradizionali, come la poesia performativa, il mondo degli slam poetry, la poesia sul dub e il rap.

Accompagnati dalla selezione di Max Nocco si esibiranno il rapper viareggino Resa, veterano della scena rap toscana, Massimo Pasca tra i primi in Italia a frequentare il mondo dello spoken word, e le nuove leve del mondo degli slam: Gionata Atzori, Maurizio Perrone, Flavia Papadia. Guest: Miss Mikela.

Verri, si è sempre confrontato con il Tempo, chiaro nel raccontare, nel descrivere e nel definire l’origine del suo sentire e del suo agire poetico (“La cultura contadina” che conosciamo come “La cultura dei Tao” e Il “Pane sotto la neve” sono opere esemplari in questo senso) e così capace di presagire e prefigurare il Futuro (come ne “I Trofei della città di Guisnes”).

Misurarsi con la sua produzione letteraria e la ripubblicazione dell’opera verriana avviata dalle edizioni Kurumuny con la collana DECLARO, ci hanno spinto a lavorare su un concerto-recital per meglio portare al pubblico i contenuti del pensiero poetico del “Gran Saraceno”.

«Vi lascio la città, non so che farmene, è tutto così senza forma»: riletta col senno di poi, dopo tanto tempo, questa frase acquista una forza profetica, vi si coglie il senso di una rinuncia, o almeno la stanchezza dovuta alla fatica della ricerca costante, inappagata. Eppure quando scriveva queste parole Antonio Verri non aveva quarant’anni e avrebbe intensamente continuato il suo impegno operoso fino alla morte improvvisa che lo raggiunse nella notte tra il 9 e il 10 maggio 1993. La città che vuol lasciare è Guisnes, abnorme, sovrabbondante, ribollente di parole che corrono, si dileguano, nascono, si scompongono, rinascono. Guisnes Verri l’aveva già descritta in un libro precedente, “I trofei della città di Guisnes”, ma torna ancora ed è centrale nel suo ultimo libro pubblicato mentre era in vita, “Il naviglio innocente” (1990), ora uscito presso Kurumuny nella collana dedicata alle sue opere, diretta da Simone Giorgino. Stavolta l’allegoria si sposta sul mare: la nave si chiama Castro, solca le onde tra isole di linguaggi,

«attraversa senza alcun senso. / È solo un oggetto poetico. / Un corpo precario. / È la continua voce degli amici morti, / l’eco continua di grandi querce sommerse, / una morbida, lunga, inutile trappola, / due sillabe che vagano stordite, / sempre più porose…».

Forse salpa da Guisnes? È la nave delle parole infinite, disordinate, innocenti perché nulla sanno di significati e di regole in cui vorremmo ingabbiarle. L’autore, il compositore tutto cerca di annotare, inseguendo la varietà del mondo che vorrebbe trasferire nel suo dizionario immane, nave, città, il “Declaro” che dovrebbe contenere le storie, i colori, i personaggi esistiti, quelli inventati, i nomi, le strade, le piazze, i mercati, le caserme, i pomeriggi, le mappe, i giorni al tramonto, e tutto elencare. Prima era più facile, «la penna scivolava così senza quasi coscienza», «le metafore attendevano dietro uno spesso vetro blu. Mille imperfezioni avrebbero salvato dal prodotto seriale»; era il tempo dei tao, i tricksters capricciosi che distruggevano e costruivano per abbattere di nuovo, delle storie fiabesche, delle cose popolari. Adesso è fatica, come dicevo all’inizio, «ad ogni giro di frase perdo in carnalità. Ad ogni giro di frase il corpo che si sfalda»

Ensemble Fondo Verri, suoni e canti con e per Antonio L. Verri

FATE SOLO QUEL CHE V'INCANTA, audio libro che ha come fulcro centrale la scrittura di ricerca, immaginifica, favolistica di Antonio Verri.


Un progetto ideato e coordinato da Piero Rapanà e nato grazie all’apporto e alla passione d’un gruppo di valenti attori e musicisti. L’audiolibro è edito da Fondo Verri- Spagine con il contributo di NUOVOIMAIE.
Le meravigliose illustrazioni e disegni sono di Massimo Pasca. La grafica è di Valentina Sansò.

 CD “Fate solo quel che v’incanta”

VENERDI 10 LUGLIO 2026 ⏰20.45.
Cantieri Teatrali Koreja Lecce.
👉FATE SOLO QUEL CHE V’INCANTA.
Concerto/Recital
Ensemble Fondo Verri.

Rinasco al sortilegio
con meraviglia con furore
ho parole pinnacoli bugnette
gli occhi nel vuoto stanchi
la mia ragione i miei tormenti
cento corsivi sibillini
la mia testa la mia carne
in cento luoghi. I profumi
barocchi le mie storie
i danni il pane l’euforia
i giochi sulla cenere la madre
l’allegria dei suoi scisci
i frisi, la sua morte.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001