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sabato 27 dicembre 2025

kids festival, seconda edizione, dal 27 dicembre

 

Come l'anno scorso, dal 27 dicembre al 6 gennaio, Factory e Principio attivo abbracciano Lecce e molti suoi spazi con la 12esima edizione della rassegna di teatro per le nuove generazioni. Quisalento. Segnalo la presenza di una compagnia teatrale giapponese, di Izumi Fujiwara, Kids parade, la compagnia Imaginart e Animal Religon, dalla Spagna, la compagnia Burrambò da Foggia, lo Studio TaDaa di Milano, il Duo Kaos, italo-Guatemalteco, Stitching Knopen e VoolDaan Teather dall'Olanda, il teatro del Buratto da Milano, e tanti altri gruppi. 

Una festa senza confini, un luogo di riflessione, di comunità inclusiva e partecipata, che unisce teatro, danza, circo, arti visive e linguaggi della scena contemporanea. La nuova edizione di Kids, il Festival del teatro e delle arti per le nuove generazioni organizzato da Factory Compagnia Transadriatica e Principio attivo teatro, accompagna le festività a partire da sabato 27, invadendo festosamente Lecce e molti suoi spazi (teatri Apollo, Paisiello e Koreja, Castello Carlo V, Convitto Palmieri, Manifatture Knos, Museo ferroviario), che accolgono oltre 30 compagnie e progetti artistici provenienti da tutta Italia e dall’Europa, con più di 70 repliche tra prime visioni, spettacoli iconici e percorsi sensoriali pensati per spettatori di ogni età. Dedicata al tema “A tutta voce”, la 12esima edizione del festival riflette sul valore delle storie come strumento di crescita e relazione, esortando bambine, bambini e adulti ad ascoltare e farsi ascoltare. Accanto ai grandi nomi della creatività per l’infanzia, dalle performance coinvolgenti della compagnia catalana Imaginart, ai racconti in movimento degli olandesi DaDodans, fino all’energia trascinante della giapponese Izumi Fujiwara, il festival accoglie alcune delle realtà più riconosciute del panorama italiano: le invenzioni clownesche degli Eccentrici Dadarò, la poesia acrobatica del Duo Kaos, e le creazioni sensibili di Artevox Teatro. Non manca la presenza della scena pugliese, con Factory compagnia transadriatica e Principio attivo teatro, insieme alle esperienze di Kuziba, Teatro Koreja, Burambò, La luna nel letto e altri. Particolare attenzione è riservata alla primissima infanzia, con spettacoli che diventano microcosmi sensoriali dove luce, suono e corpo si fanno racconto. Kids non è solo spettacolo: c’è Kids Village, allestito in collaborazione con BlaBlaBla, presso le biblioteche  Acchiappalibri e Ognibene, il Convitto Palmieri e le Manifatture Knos, con un programma ricco di incontri, workshop, performance. Si ripete la riuscitissima iniziativa del biglietto sospeso grazie all’Operazione Robin Hood; sempre partecipato è il laboratorio per piccoli critici; in programma le biciclettate tra i luoghi del festival e, sempre molto attesi e partecipati, gli appuntamenti di In viaggio con le storie, la rassegna sui vagoni storici del Museo ferroviario.   Ad accogliere gli spettatori è l’ormai popolare capostazione clown, con i suoi assistenti e tre vagoni pronti a trasformarsi in teatri e scenari straordinari. Ma c’è tanto altro a completare un’offerta diffusa che accompagna i piccoli spettatori e le loro famiglie fino al 6 gennaio. Il festival prende il via sabato 27 alle 10.30, con la coloratissima Kids Parade, animata dalla compagnia napoletana Baracca Buffoni e dai giovani allievi della Scuola Cirknos, che attraversa Porta Rudiae trasformando la città in una scenografia a cielo aperto, con un poetico giardiniere, il suo magico innaffiatoio e, tutt’intorno, fiori giganti, indossati da trampolieri e surreali personaggi, che portano con sé musica e profumi. Info, programma nei dettagli, costi e abbonamenti: kidsfestival.it






sabato 6 dicembre 2025

Ottobre a Torino, diario del viaggio

 A inizio ottobre ho fatto una breve visita a Torino, a trovare amici e conoscenti. In  primis mio nipote, che lavora come cameriere a Barolo, ci siamo incontrati a pranzo e ci siamo raccontati. 

La mattina ho assistito a uno spettacolo per le scuole, I monologhi della vagina, con le attrici nella foto, dell'associazione culturale Liberi pensatori Paul Valery 

Ho camminato in lungo e in largo, dal centro a corso Sebastopoli a via Guido Reni, ex mercati generali
In centro ho pernottato davanti alla stazione, una soffitta comoda, e poi in via della Consolata, tramite il sistema keybox e una password numerica per recuperare le chiavi dell'appartamento.








da via della Consolata si accede al centro città, da via Corte d'appello a Palazzo di città. Infatti, era il venerdì dello sciopero nazionale, e a gruppi ho salutato giovani ed anziani con bandiere e cori pacifici. 
In via delle orfane ho visto Palazzo Barolo o Faletti di Barolo, un edificio molto signorile

prima di arrivare alla Chiesa della Consolata, sulla via medesima, mi sono fermato in un bar molto famigliare ed ho scambiato due parole col gestore. Ha rilevato l'attività dai genitori, e continua a vendere olio pugliese (padre pugliese e madre sarda) e nebbiolo delle langhe, si è lamentato che la zona si è svuotata e ci sono troppi turisti occasionali, e molte attività di locazione mordi e fuggi. Gli ho chiesto consiglio per una panetteria biscottificio, e mi ha indirizzato su via del Carmine angolo via Piave, un negozio di una volta, una zona che ho frequentato, e precisamente in via Bligny, la sede succursale del liceo D'Azeglio, per la mia quarta ginnasio.
alla chiesa, o santuario della Consolata, ci si andava prima di un compito in classe per avere una benedizione. 






Di fronte alla chiesa c'è il negozio di dolci Al bicerin, famoso per la cioccolata calda, ed i gianduiotti, ed a fianco ha aperto, dopo l'anno del Covid, da Felicin, boutique bistrot dell'antica erboristeria, nuova sede del ristorante di Monforte d'Alba, con dieci tavoli e proposte gastronomiche locali.

Per contro, l'erboristeria si è spostata in piazza Statuto, sulla destra sotto i portici, a fianco della tabaccheria, e prepara ancora il Centerbe digestivo. 
Ma la parte più suggestiva per me è stata la camminata per corso Re Umberto e Galileo Ferraris, in particolare passando davanti al GAM, la Galleria di Arte Moderna.

nei giardini della galleria ho trascorso il periodo di preparazione per la maturità

poi, in piazza Solferino, questa scultura artistica quasi una grande cartapesta
Infine, in zona stazione Porta Nuova, a prendere un caffè per colazione prima di prendere un frecciarossa per Bologna, con cambio per Rimini, e finalmente a casa, per pranzo. 


martedì 7 ottobre 2025

esperienza emozionale al carcere minorile Ferrante Aporti

 Negli anni '80, risiedevo a Lecce, ma  risalivo spesso a Torino, per rivedere gli amici del gruppo di teatro, come Renato Giuliani, che era responsabile del recupero di giovani e ragazzi rinchiusi nel carcere minorile Ferrante Aporti. Le attività educative si focalizzavano sulla formazione teatrale, sull' uso dei mezzi audiovisivi, e sulle abilità di tecnico di scena, responsabile delle luci, del suono e della tempistica delle rappresentazioni sceniche. Inoltre era attiva una formazione di arti marziali come l'Aikido, grazie al maestro Nando, che era cintura nera e partecipava alle gare internazionali. Belli e veri i momenti di incontro coi ragazzi per gli allenamenti di teatro per la lega dell'improvvisazizone, come: parlare per un minuto di un prodotto commerciale vero o inventato, oppure "incontrarsi casualmente in scena tra due attori", secondo le regole dei match di improvvisazione; inoltre, esisteva al Ferrante Aporti un programma teatrale da parte di compagnie esterne, ad esempio partecipai alla esibizione del gruppo musicale Banda Bardò. 

Tra le improvvisazioni non programmate e uscite estemporanee di questi attori naturali che agivano di istinto, memorabile fu una scena di commiato, in cui Ugo Giletta, in partenza per tornare a Torino, ci salutò uno per uno, improvvisando discorsi di addio, alternando note di rammarico a emozioni sentimentali, a malinconici pensieri di abbandono. 

A quel tempo, il mio carattere era chiuso, e questi momenti di confronto e conoscenza con altre vite, con il loro vissuto, e l'imparare nuove possibilità espressive, mi fece crescere interiormente, rendendo possibile anche per me esprimermi con il mio essere emozionale interiore e immaginare sentimenti e sensibilità nuove, entrando nel personaggio desiderato, gratificato di poter essere uguale tra uguali, attori non innati ma formati dalla vita, dalla situazione sociale, e da azioni istintuali che ci venivano portate alla luce come in filosofia avviene con l'arte maieutica, facendoci autori di noi stessi, nelle parti che decidevamo di assumere. 

Qui voglio ricordare il momento più significativo di quegli anni, quando per una turneè di teatro nel Salento, la compagnia teatrale di Renato Giuliani arrivò a Lecce, per alcune rappresentazioni, nell'ambito della rassegna teatrale per ragazzi "Et voilà...  incontri internazioni di teatro per ragazzi". Tra le sedi delle rappresentazioni, ci fu il castello Carlo V, e le scuole, tra cui quella di Caprarica. A casa mia, che serviva per la preparazione delle scene, per la revisione delle basi musciali, e per attività piacevoli di socializzazione e per programmare gite al mare, arrivò tra il personale del gruppo di Renato Giuliani il suo tecnico e assistente di scena, Lorenzo, in uscita inter-regionale di lavoro, trasferito dal Ferrante Aporti al carcere minorile di Lecce. Seguirono giorni piacevoli, di terrazzi assolati, amoreggiamenti giovanili, e di stupori davanti al mare del Salento. La sera organizzammo pizze cotte nel forno a legna, seguite dall'accompagnamento di Lorenzo al carcere, per i pernottamenti. 

In seguito ho avuto altre occasioni di fare del teatro di improvvisazione, come dopo i seminari teatrali dell'ottobre 1986, quando gli attori ci seguirono per una settimana nell'aula magna dell'università di Lecce e, dovendo partire, affidarono a noi un intervento nel carcere minorile, che svolgemmo con responsabilità e partecipazione, noi nuovi ad interventi di questo tipo, ancora all'inizio della  conoscenza uno con l'altro, ma già impregnati dello spirito dei match di improvvisazione. 
Seguirono altre occasioni per rivedere Lorenzo, incontrarlo nel suo percorso di ritorno alla società civile, in particolare il giorn  del suo matrimonio, della festa organizzata nelle Langhe, e del lancio di una mongolifiera di carta velina, a simbolo delle nostre vite lanciate nel futuro e nel confronto con  altre vite, a volte con successo, altre volte con un insuccesso, ma sempre con gli occhi e le menti rivolte all'andare avanti, verso un futuro di belle relazioni e buoni sentimenti, verso la realizzazione delle nostre aspirazioni. 
Ed ancora una volta questo ottobre ci siamo ritrovati, un pò più cresciuti, un pò più acciaccati, ma allegri e ben disposti gli uni verso gli altri, allegri e aperti alla vita, nonostante i temporali e alcuni naufragi. E così sarà ancora, negli anni a venire, le nostre vite si intrecceranno, e ci saremo sempre perchè insieme si sta bene, meglio che seguendo scelte egoistiche e solitarie. 

giovedì 11 settembre 2025

rassegna Teatro e Scienza a Torino

 E' iniziata già a settembre, ma vedrà la scena teatrale fino a metà novembre la rassegna a cura di Teatro e Scienza in vari luoghi, tra licei e parchi, e biblioteche, che avrà a cuore la vita di molte scienziate e donne tra l'avventura vitale e le loro disavventure professionali. 

 Teatro e Scienza        

L'associazione "Teatro e Scienza" si basa sul principio che la forza espressiva del teatro è la più indicata per avvicinare il pubblico e gli studenti all'idea di Scienza, e quello "stupore" e quella "meraviglia" che sono i presupposti di base per comprendere il sapere scientifico. Il palcoscenico, luogo di mimesi e poiesi, è il punto ideale di due culture solo apparentemente separate: scienza e arte. La "Scienza sul palco" non si dimentica, e il pubblico, specialmente giovanile, ci conferma quanto sia incisivo il linguaggio teatrale per parlare di un teorema, dell'astronomia, o dell'etica scientifica. 

                    staff 

Maria Rosa Menzio, Direttrice Artistica

Torinese, si è laureata con lode in Scienze Matematiche presso l'Università di Torino, è Ricercatrice CNR, ha formulato e dimostrato insieme al prof. W.M. Tulczjew il teorema di Menzio-Tulczjew nel campo della geometria simplettica. Ha conseguito il diploma post-laurea in Filosofia della Scienza, lavorando con Giulio Giorello e Evandro Agazzi. 

> Claudio Pasqua, Direttore Ufficio Stampa

Libero professionista, è Search Engine Optimizer, blogger e Docente di Comunicazione con i new media, ha fondato e dirige la testata web di scienza e nuove tecnologie Gravità Zero, che è media partner di tutte le iniziative di Teatro e Scienza.

Programma autunnale Festival 2025 "Teatro e Scienza: Hard&Soft Science - le Donne"

Rassegna teatrale (inizata a maggio) dal 26 settembre, tutto ottobre, fino a novembre 2025





venerdì 11 aprile 2025

Visioni dal reparto di Terapia intensiva

Questo post è sulla mia ultima esperienza ospedaliera, a seguito del ricovero nel reparto di neurologia dell'ospedale Vito Fazzi (DEA, dipartimento di emergenza e accettazione), ricovero avvenuto il 7 marzo, I miei sintomi erano: tremore, non riuscire a scendere le scale, vertigini, difficoltà a parlare, non ricordare i numeri di telefono.

 alcuni esami sulla mia lucidità erano: che mese è? Aprile (era marzo). Dove siamo? Copertino (ero al Fazzi, a Lecce).  Alcuni momenti  li ho rimossi, come quando ho cercato di uscire dall'ospedale, passando davanti al pronto soccorso, i poliziotti mi questionavano come se fossi un drogato, poi un infermiere informato del mio stato mi ha riaccompagnato in reparto. 

 Ero a neurologia, aspettando un letto, in stato confusionale, e vedo tra il gruppo di dottori, una mamma mora, col suo piccino, lei a seno scoperto, sembrava una natività, una madonna nera.

Ho dimenticato i miei mali, l'elettroencefalogramma, la puntura lombare per escludere una meningite;  mi sono raccontato a terapia intensiva, ho raccontato della Repubblica Ceca, di mio padre che era andato a lavorare dopo la guerra, ho raccontato della mia operazione alle tonsille da bambino. Intorno c'era l'agonia, una camerata di letti di moribondi. Io ero perso nella fiducia, ma la testa mi stava tornando a posto. 

So che alle due di notte ero ancora a terapia intensiva, forse erano le 4 o le 5 quando mi hanno dato il letto, ricordo Salvatore paramedico che mi preleva il sangue, le infermiere che mi incontrano nel corridoio e mi riaccompagnano a letto, io che mi alzo per andare in bagno e mi tolgo il pannolone bagnato, le infermiere mi trovano che mi sono vestito, io che chiedo la colazione ma mi hanno appena registrato, mi offrono fette biscottate, io ho sete, scendo al secondo piano per prendere una bottiglia al distributore dell'acqua, alla sera le OSS vengono a prendermi la pressione con le mimose, è la festa della donna, io che le ringrazio e faccio loro gli auguri per la festa.

Non dimenticherò mai quella visione o apparizione, quella madonna nera, con bambino, la cui vista mi ha ridato il senso del mio stare lì, fiducia nel recupero, delle funzioni mentali, della memoria, del cercare di stare bene e soprattutto del senso di appartenenza, del essere anche io relazionato, come biologo, come insegnante, come paziente che si racconta, e che ha storie da raccontare.


Quarto piano, sezione a sinistra, camera 29, neurologia.

E come avviene in molte realtà e situazioni particolari, come il teatro nelle carceri, coi i soggetti con handicap, come nei film come La vita da grandi, anche il reparto di neurologia è stato vissuto come momento di grande emozione interiore, nella camera a fianco prendeva spazio il lamentarsi continuato di una paziente, che ricordava Antonin Artaud, i cori sardi, i monologhi appassionati, il tutto come nell'inconscio, o nel sonno. 

giovedì 30 gennaio 2025

IMPROVVISART TEATRO E PODCASTS

CON FABIO MUSCI E MARTINA DI LEVA DESCRIZIONE DELL'EPISODIO Storytelling: Gli attori Fabio Musci e Martina Di Leva dialogano sul potere e l’importanza dello storytelling dentro e fuori il teatro, raccontando le proprie esperienze artistiche. Quanto è importante la parola? Quanta emozione, benessere, memoria può essere donata o restituita a chi racconta una storia a un attore? Che valore ha il racconto per una comunità e per il singolo fruitore? nel teatro di improvvisazione il concetto di pubblico (cioè di colei o colui che “assiste” ad uno spettacolo) viene totalmente ribaltato e da spettatore si diventa partecipante.
Improvvisart teatro è un gruppo che promuove i match di improvvisazione a Lecce, tiene corsi per giovani fino a 50 anni, a vari livelli, e li propone in spettacoli per il pubblico in varie fasi del corso, a dicembre si è tenuto lo spettacolo di metà corso presso il teatro Asfalto, via Birago 60, Lecce. Unendo studio, entusiasmo e divertimento, questo evento rappresenta un’importante opportunità per condividere la magia del palco. È un momento speciale in cui allievi/attori possono mettersi alla prova, mantenendo sempre chiaro l'obiettivo: esplorare e sperimentare l’arte dell’Improvvisazione Teatrale in tutte le sue sfumature. Sarà il pubblico a lanciare le sfide: proponendo temi, stili e spunti che verranno richiesti durante la serata. Gli allievi sapranno trasformare ogni input in storie irripetibili, create e vissute nel qui e ora. La Scuola di Improvvisazione Teatrale si sviluppa in un corso triennale, con l’obiettivo finale di fornire gli strumenti che rendano l’allievo/attore più consapevole della propria presenza scenica, delle proprie scelte e delle proprie emozioni, e di formare attori improvvisatori che siano in grado di partecipare a spettacoli ed eventi basati sull’Improvvisazione Teatrale. La sede del teatro è periferica, in via Mario di Lecce 10, alle spalle delle case Magno, e del centro sportivo Icos, alla fine di via delle Anime. Il gruppo di attori nasce nel 2009 e si forma lavorando con maestri nazionali e internazionali di teatro di improvvisazione e arti sceniche, partecipando a stage, workshop e festival in Italia e all’estero. Ad oggi, Improvvisart ha all’attivo oltre cinquecento spettacoli di improvvisazione teatrale messi in scena in teatri, arene, piazze e centri culturali e per la stagione 2024-25 in catalogo 10 produzioni originali di improvvisazione per il teatro.
Improvvisart sviluppa progetti sociali ed educativi di teatro rivolti alle scuole di ogni ordine e grado (PON, PCTO, PIANO DELLE ARTI, etc.) e ha in atto specifici progetti formativi con ITS, Università, Master e ISUFI con l'obiettivo di promuovere tramite il teatro lo sviluppo delle soft e life skills, migliorare le competenze comunicative degli studenti, la socializzazione, il public speaking e stimolare la loro creatività, creando esperienze educative su misura che arricchiscono il percorso formativo attraverso l'arte del teatro e dell'improvvisazione. Improvvisart è ufficialmente inserita dal 2021 nell'elenco dei Soggetti del Sistema coordinato per la promozione dei temi della creatività del Ministero dell'Istruzione e del Merito - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione (D.L. 13 aprile 2017, n. 60 Decreto Interministeriale 14 agosto 2019, n.764 ambito teatrale performativo e linguistico creativo), è un soggetto iscritto al MEPA (AquistiInRetePA.it) ed è esercente accreditato presso il Ministero dell'Istruzione convenzionato per l'utilizzo della Carta del Docente. Improvvisart ha in essere un accordo triennale con il corso di Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) dell’Università del Salento. Improvvisart è costituita al 50% da Alessandra Villa, Presidente della Cooperativa nonché fondatrice nel 2008. Ha iniziato la gavetta di organizzatrice durante gli anni universitari e si è innamorata dell’Improvvisazione Teatrale appena l’ha incontrata. E’ la responsabile della comunicazione durante il giorno, mentre di sera si occupa del “dietro le quinte” durante i vari eventi. Si cimenta nella recitazione nelle Cene con Delitto e attività di Edutainment e frequenta attualmente il corso di Improvvisazione Teatrale a Lecce.
L’altro 50% è costituito da Fabio Musci, fondatore e il direttore artistico della Cooperativa Improvvisart nel 2008, nonché diplomato alla Scuola Nazionale Improvvisazione Teatrale. Ha iniziato ad organizzare attività culturali e artistiche ai tempi dell'Università e da allora non ha più smesso. Ama l'improvvisazione teatrale in tutte le sue forme (ha anche curato il libro "I Colori dell'Improvvisazione"), è fissato con le serie televisive e i viaggi, ascolta musica che i più considerano rumore. Fabio Musci è il Direttore artistico e della formazione di Improvvisart, pedagogista ed esperto validato di teatro con qualifica "Professional trainer" di Improvvisazione Teatrale (registro professionale con il codice A040). E' fondatore, regista e attore della Compagnia professionale Improvvisart.

lunedì 13 gennaio 2025

Finale de La casa del sonno

 Il post fa parte della serie su Jonathan Coe. Una delle parti liberatorie del libro La casa del sonno, è nella conclusione, che qui riporto. Il post è dedicato a Pierpaola. 

Cleo Madison, assistente del dottor Dudden. Cleo era sdraiata sul letto della sua stanza l'albergo e ascoltava i rumori del traffico di Russell square, il cicaleccio poliglotta delle voci che salivano a folate dalla finestra aperta, e rifletteva che qualsiasi cosa fosse accasduta quella sera, la sua vita non sarebbe più stata la stessa. Non si poteva tornare indietro. ...........Calava il buio quando venti minuti più tardi riemerse all'aria della sera. Quel pomeriggio aveva comprato una pianta di Londra e aveva mandato a memoria il percorso; quanto al tratto conclusivo le indicazioni di Ruby, benchè minimali, si rivelarono perfettamente congrue. ... Arrivata alla casa di Sarah si fermò. Benchè il buio non fosse ancora completo le tendine erano tirate fin giù, e appena una fessura di luce ne rischiarava gli orli. Cleo spinse il piccolo cancello di ferro battuto che cigolò lamentoso e in pochi passi fu davanti alla porta. Lasciò scorrere qualche attimo, si lisciò la gonna e si accomodò la borsa spostandone il peso sulla spalla. Poi sollevò il battente due volte.   Nell'ingresso si accese una luce. La porta si aprì dopo qualche secondo, ed era lei: sola, invecchiata, con l'aria un pò stanca e un pò assonnata; e un pò in apprensione, forse, per aver aperto a quell'ora a una persona sconosciuta. Era in jeans e maglietta; i suoi capelli erano ormai completamente e stupendamente grigi, e nell'istante in cui la vide Cleo seppe di aver mentito a se stessa; seppe che non ce l'avrebbe fatta mai senza questa donna. Non era possibile, non lo era mai stato. 

"Sarah?"

Sul momento non riuscì a dire di più. Sarah la scrutò: non la riconosceva, non indovinava ancora. "Ci conosciamo?" 

"Certo che mi conosci," disse lei. "Sono io; Robert."

Questa parte del libro è legata alla corrispondenza con Pierpaola, con cui ripetutamente si è parlato di ruoli nel teatro, di inversione dei ruoli, di cambio di sesso. qui i discorsi sul fascino del travestimento


un abbozzo sul progetto di formare un gruppo  teatrale
ed un immaginario incontro tra due amanti, accompagnato dall'incontro dei loro burattini, preso a prestito dalla rappresentazione di Irina Brook La buon'anima di Szechuan, Trocadero, Parigi 2003 burattinaio Ivan Franek, con Renato Giuliani e Gerard Papasian i tre tricksters


sabato 11 gennaio 2025

KIDS festival teatro ragazzi

 Si è tenuto a Lecce il festival di teatro per ragazzi, KIDS, dal 27 dicembre al 6 gennaio. E' stato propagandsato con una parata di strada da via Libertini e corso Emanuele fino in piazza Sant'Oronzo, con aertisti sui trampoli, suonatori di strrumenti a fiato , e ragazzi colorati e truccati.

Teatro Apollo, Paisiello, e Knos




Il kids village ha organizzato laboratori gratuiti per basmbini, attivi la mattina del 27-28-30-31 dicembre e 2-3-4 gennaio, presso l'Acchiappalibri Ogni bene,  Manifatture Knos, a cura di BlaBlaBla
gruppi teatrali dall'Italia e dall'estero 
Kenji Shinohe (Giappone) ha presentato K(-A-)O  per bambini dagli 8 anni in su (Fondazione Sipario Toscana, Cascina). Cie L'Alinèa (Francia) ha presentato Petite histoires sans paroles, per bimbi dai 5 anni in su. Wonderland collectif (Olanda) ha presentato KORO KORO, per piccoli fin oa 18 mesi. Marie de Jong (Spagna) ah presentato Amour, per bimbi da i6 anni in su. 

La luna nel letto (Ruvo di Puglia ) ha presentato La fabbrica del trempo per bambini dai 7 anni in su. e  Jack il ragazzino che sorvolò l'oceano, dai 4 anni in su.  Kuziba (Ruvo di Puglia) ha fatto COME SeMe, per bimbi tra i 2 ed i 5 anni. Collettivo Clown di Milano che ha presentato Ballon Adventures, per bimbi dai tre anni in su. Compagnia teatrale Petra (Satriano),  Compagnia teatrale L'albero (Melfi) e  Orchestra Senzaspine (Bologna)  hanno preasentato ONDE, per bimbi fino a 3 anni. Circo El Grito (Jesi) ha fatto Luz del una, per bimbi dai 6 anni in su.  Koreja ha presentato LAQUA dai zero ai tre anni. Zero meccanico teatro (Gallipoli) ha presentato Sogno in scatola, dai tre anni in su. Fontemaggiore centro produzioni (Perugia) ha fatto LA BELLA E LA BESTIA, dai 6 anni in su. Teatro all'improvviso (Mantova) ha fatto Tre sagome, per bimbi dai 4 anni in su. Armamaxa teatro (Ceglie messapico) ha fatto Nel ripostiglio di mastro Geppetto, dai 5 anni in su. Il teatro del piccione (Genova) ha presentato VERSO B, lo straordinario viaggi ocon papà. per bimbi dai 7 anni in su. Scheda teatro (Milano) ha presentato Sciopero! ovvero quella volta che il lupo smise di lavorare, per bmibi dai 6 anni in su.  Alessandro  Nosotti Orsini ha presentato EMOTUS, un mondo di emozioni, da i3 ai 10 anni. 

domenica 22 dicembre 2024

The second woman - Euridice Axen

 Sono stato a Napoli, teatro della corte, palazzo reale, piazza del plebiscito, domenica 15 dicembre, spettacolo delle 8 di mattina. Si tratta si una piece di improvvisazione, non sul testo, ma dell'attrice, Euridice Axen, che improvvisa a seconda del personaggio attore/attrice che entra in scena, se ne susseguono circa quindici in due ore. E' tratto da "openig night" film di John Cassavetes, del 1977, testo che esplora le dinamiche di potere e regole comportamentali di genere.  The second woman dà vita a cattivi esempi: non rappresentazioni perfette di un'ideologia o di un costume sociale, ma luoghi reali in cui le forze si scontrano fino al punto di rottura per far nascere qualcosa.


Virginia attende in una stanza la visita di Marty, con il quale in precedenza ha litigato. La loro è una relazione, ormai logorata, che ha perso ogni slancio romantico. Lui arriva, si scusa, bevono un drink, lei gli chiede rassicurazioni, mangiano noodles/spaghettini, ballano. sEgue uno scambio teso ed intimo, che culmina nelle frasi "ti ho sempre amato", e "non ti ho mai amato". Lei dice "ora vattene" se ne va, lei riordina, spegne la musica, si siede ad aspetare l a prossima versione di lui/lei. La musica dà il ritmo, un altro uomo/donna entra, Ritualisticamente, la scena si ripetem con qualche variazione,m sullo spirito del momento e della persona entrata.

L'attrice si esibisce per 24 ore, dalla sera al giorno successivo. 
lui: scusa se sono stato assente,
Lei dice: come stai? a cosa pensi?
lui: vuoi qualcosa da bere?
mangiano i noodle,s nei cartoni, poi lei glieli versa sopra
lei: mi ami? tu non mi ami, cosa sono per te?  
lui:  tu sei tanto, seei sexy, molto di più, sei complessa"
lei "io per te non sono abbastanza, io vorrei solo "essere abbastanza"
si accende una musica ballabile, ballano o mimano un atto sessuale,
lei interrompe musica e dice" vattene, ora puoi andare" e porge una banconota.
lui/lei la prende , o non la prende, dicendo " non saprai mai se ti ho amato o no"




lunedì 7 ottobre 2024

Ottobre, filmati sul teatro all'istituto culturale giapponese di Roma

Nel mese di ottobre, ogni giovedì e venerdì pomeriggio, proiezioni di documentari sulle arti performative e sulle varie espressioni della cultura giapponese, a orario continuato con ingresso libero. I primi due appuntamenti, il 3 e 4 ottobre, offrono un piacevole viaggio alla scoperta del teatro tradizionale Nohgaku, nella sua duplice struttura rappresentativa comprensiva di una forma più aulica (Noh 能) e una più popolare con funzione di intermezzo (kyōgen 狂言, lett. "parole della follia"). Nel docu-video Kyōgen il pazzo teatro del Giappone prodotto dall’Istituto Giapponese di Cultura in collaborazione con gli attori kyōgen della scuola Okura vengono svelati i segreti del palco e retropalco utilizzati per la rappresentazione di questa popolarissima farsa comica, oggi rappresentata anche in forma indipendente e non solo come intermezzo comico tra due o più opere di teatro Noh. Attraverso le spettacolari immagini offerte nel documentario Hiroshi Sugimoto Noh - girate senza l’ausilio di luci elettriche come negli spettacoli delle origini nel 14° secolo - il celebre fotografo e artista contemporaneo Hiroshi Sugimoto illustra trame e personaggi di alcune opere del repertorio Noh, rendendo comprensibili ambientazioni, dettagli dei costumi e sacralità dei gesti connaturati in questa tradizione teatrale unica e raffinatissima, designata dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Si prosegue giovedì 10 ottobre con Stage Beyond Borders - Arti performative tradizionali giapponesi un’esplorazione più ampia delle arti da palcoscenico e degli strumenti musicali tradizionali che le accompagnano, per poi addentrarsi nell’appuntamento di venerdì 11 ottobre nell’affascinante universo delle sculture buddhiste con il documentario Kaikei, il maestro buddista in preghiera, accompagnati dall’entusiasmo di una popolare attrice, cantante e fashion designer giapponese, Tomoe Shinohara, grande appassionata dell’argomento, in dialogo con Ryusuke Yamaguchi, ricercatore del Nara National Museum ed esperto di scultura buddhista di epoca Kamakura (1185–1333).
CALENDARIO giovedì 3 ottobre ore 16.00 Kyōgen il pazzo teatro del Giappone ovvero del ridere per resistere (50 min) / sottotitoli in italiano
venerdì 4 ottobre ore 14.00 Hiroshi Sugimoto Noh (60 min) / sottotitoli in italiano Kyōgen il pazzo teatro del Giappone ovvero del ridere per resistere (50 min) / sottotitoli in italiano
giovedì 10 ottobre ore 14.00  Stage Beyond Borders - Arti performative tradizionali giapponesi - (180 min) / sottotitoli in inglese
Venerdì 11 ottobre ore 16.00 Kaikei, il maestro buddista in preghiera Episodio n. 1 (2016, 60 min) / sottotitoli in inglese
Giovedì 17 e venerdì 18 ottobre ore 14.00 Kaikei, il maestro buddista in preghiera (2016, 60 min) / sottotitoli in inglese
Giovedì 24 e venerdì 25 ottobre ore 14.00 Hiroshi Sugimoto Noh (60 min) / sottotitoli in italiano Kyōgen il pazzo teatro del Giappone ovvero del ridere per resistere (50 min) / sottotitoli in italiano
Giovedì 31 ottobre ore 16.00 Kaikei, il maestro buddista in preghiera (2016, 60 min) / sottotitoli in inglese
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