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giovedì 14 aprile 2022

lingue indoeuropee

Quando c'è stata la migrazione delle popolazioni indoeuropee da India e Persia verso il nostro continente, gli Slavi hanno conquistato le  parti a nord ovest, per poi dividersi in gruppi linguistici propri. Il russo, l'ucraino, il serbo, mantengono pochi tratti comuni con il Ceco, il polacco, o lo sloveno. 

Per distinguere le radici di queste lingue, si delinea un prima divisione tra lingue che usano Kentum (cento), e lingue che usano Sto (cento in slavo). Ma rientrano tutte in una comune lingua ancestrale che chiama il tè Cha/chai, simile alla parola in uso in Cina e Giappone. 

 In slavo (croato, serbo, ceco e in russo) si dice tvarog per ricotta, golub per colombo, Slava per gloria, pravda per verità, mir per pace.

La mia famiglia proviene da un ramo tedesco ed un ramo ceco, fenomeno comune nella regione dei Sudeti, e molte parole in uso comune erano storpiature di termini tedeschi. Ad esempio, la nonna usava termini come fusekle per dire calze (in tedesco fus è piede), oppure laintuch per dire lenzuola (leintuch). Alcune parole sono originarie della comune lingua ancestrale, per cui si ritrovano anche nel sassone o nelle lingue romanze (Balkon/balcone, danza/tanze/tanzovat, kredenc/credenza, vasa/vaso, Skatule/scatola; gumist /gommista, da guma/gomma). Ma ci sarebbe da stilare un vocabolario per segnalare le analogie tra ceco e tedesco.

Deka (coperta) si dice decke, tischdecke

Drak (aquilone) si dice Drachen

Shal/sciarpa : scialle si dice Scialek

sister/schwester, in ceco è sestra

schinken, prosciutto, in ceco è sciunka

razzo, roketa, in tedesco è rakete

vasca, Wanne, in ceco è vana

treccia, zopf, in ceco è zopka

Brylle/breile sono gli occhiali

flasche/flaska, bottiglia

klika, per klinke, è la maniglia della porta

schlafen, per dormire, in ceco assume la gergata "Dat si schlafik" darsi un pisolino

poi ci sono termini del ceco parlato, non solo di quello classico, che non hanno corrispondenze

zvon/zvonek, è riferito a campana/campanello, ma anche a uno strumento per schiacciare la biancheria in ammollo nella vasca, a forma di campana di zinco, spinto da un bastone e una maniglia per impugnarlo

Kibl, in piccolo kbelik, è un secchio per lavare per terra od anche per portare il carbone

flinta (fucile)

o parole derivate dall'uso e storpiate: scarpe, italiane, come simbolo di qualità, diventa skrampi


giovedì 14 marzo 2019

di passaggio





1975

Alla mamma premurosa, che poco prima di lasciarci, il 1 febbraio 2020, mandò  a dire “la mamma si raccomanda di non venire, fa sapere che sta bene e non le serve nulla”

nonostante tutti i malesseri complottassero per tenerla a letto, fino al penultimo giorno ha voluto coccolare i suoi due gatti, Mizka e Pundo, e guardare il giardino dalla finestra

il 16 novembre compi gli anni, te ne sei andata che ne avevi 94, quando eri giovane era un traguardo che ti eri prefissata di raggiungere

...ho scoperto una fotografia di mia madre
seduta al sole, la sua faccia arrossata come per un successo o un trionfo.
Il sole splendeva. I cani
dormivano ai suoi piedi dove dormiva anche il tempo,
calmo e immobile...
Madre morta la scorsa notte,
Madre che non muore mai.
Lousie Glück, Giardino d'estate

per noi figli hai tribolato,
per noi hai vissuto
di tutto ti ringraziamo,
ti siamo debitori,
che Dio ti auguri bei sogni
nostra cara mamma

compleanno, 16.11.2019: sopra, con l'assistente Barbara

e questo è un suo pensiero sul diario:
Il 16 novembre è il giorno che sono nata, per tribolare in quesa vita strana di lotta e dolori
ho avuto dei bravi genitori, che mi amavano tanto, ma che avevo deluso con il mio comporamento
la mia adolescenza l'ho vissuta tra le bombe, che significava ogni giorno la morte, come ogni essere umano mi aggrappai alla vita, ho trovato un bravo ragazzo, che come me era di passaggio. In quella vita di morte che era la sua sorte, a me restò una figlia, dell'amore che durò troppo poco, restò solo il dolore;  ma senza arrendermi lottai per noi due, per una vita più serena e per il suo avvenire. Ho vissuto così altri anni, finchè non incontrai l'uomo in cui ho creduto, ci sposammo dopo tante ostilità, sia del governo sia della mia gente, la malignità della gente 
ho messo al mondo tre figli, sani e belli, anche altolocati,
io non riesco a cambiare, ho dovuto lottare con la vita per un pezzo di pane, per un domani, perchè il governo ci ha sempre tolto qualcosa. 
Ho perso mio marito che apprezzavo, ora mi manca molto, era un amante come sono pochi e io mi comportavo come una sciocca, non ero in grado di dirgli ti amo, anche se sapevo di sbagliare, però so che lui non mi ha mai lasciato: anche se è nell'aldilà, so che mi aspetta per l'eternità, la vita è così breve, perchè ci comportiamo da sciocchi e non ci accorgiamo delle futilità.
Figli miei cari, vi amo tanto, vi auguro di essere protetti da qualche santo, di allontanare dolore ed ostilità, ma vivere nella felicità, attorniati dai vostri amati, felici e sani!



martedì 7 marzo 2017

Commiato -la luce e l'ombra

pulvis et umbra sumus... Orazio, Odi, IV

In una intervista sul nuovo album e il suo Ombra tour, Vinicio Capossela descrive: la polvere è maschile, come la fatica del mietitore; l'ombra, in una vetta montana, è là dove non batte il sole, l'ombra è femminile, ctonia, notturna, evento di presagi, magie, sotto l'influenza della luna.

a chi ha seguito le occasionali uscite e i tentativi di presentate delle non-notizie, dei fatti personali ... dedico queste poesie di Capossela
mi addentro nell'ombra, e inizio un altro viaggio, irto di insidie, l'ombra come lato oscuro, la depressione, la malattia, ma l'ombra è anche l'inconscio, e allora sarà un incontro con l'altro, o forse solo uno svanire nel buio...

Quando arrivi, quando verrai per me 
guarda l'angolo del cielo 
dov'è scritto il tuo nome, 
è scritto nel ferro 
nel cerchio di un anello... 

E ancora mi innamora 
e mi fa sospirare così. 
Adesso e per quando tornerà l'incanto. 

E se mi trovi stanco, 
e se mi trovi spento, 
se il meglio è già venuto 
e non ho saputo 
tenerlo dentro me. 

I vecchi già lo sanno il perché, 
e anche gli alberghi tristi, 
che il troppo è per poco e non basta ancora 
ed è una volta sola. 

E ancora proteggi la grazia del mio cuore 
adesso e per quando tornerà l'incanto. 
L'incanto di te... 
di te vicino a me. 

Ho sassi nelle scarpe 
e polvere sul cuore, 
freddo nel sole 
e non bastan le parole. 

Mi spiace se ho peccato, 
mi spiace se ho sbagliato. 
Se non ci sono stato, 
se non sono tornato. 

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore, 
adesso e per quando tornerà il tempo... 
Il tempo per partire, 
il tempo di restare, 
il tempo di lasciare, 
il tempo di abbracciare. 

In ricchezza e in fortuna, 
in pena e in povertà, 
nella gioia e nel clamore, 
nel lutto e nel dolore, 
nel freddo e nel sole, 
nel sonno e nell'amore. 

Ora io... vorrei... che mi credeste... una volta... io vorrei veramente esaudire dei... desideri, anche se penso che quella dei ritardatari già è qualcosa... voi fate una preghiera... e noi sistemiamo le cose...




Voglio morire nelle mie parole
fino a che posso
per liberarle vive dall'incanto
prima che le divorino le rime, i versi, il senso
lasciandomi più povera di adesso.
E prima di morire, un cielo a squarci, un campo un cane, acqua,
quella mano,
farli passare tra i morti del mio sguardo,
poi, me ne andrò a dormire, tra campo, cielo, e acqua senza fondo,
il cane, e l'osso, uno dentro l'altro,
tenendo quella mano finche posso.
Silvia Bre

Molte sono le creature della Cupa per cui è meglio non affacciarsi ai pozzi, non uscire la notte, non esporsi al

pericolo. Come in una ninna nanna su una culla fatta di rovi, ecco l’elenco: la masciara, il pumminale, il maranchino e soprattutto la creatura della Cupa, neonata che ispira tenerezza, ma a sollevarla piega le gambe per il peso abbracciato, oro che il demone ha trasformato in piombo.











domenica 4 dicembre 2016

weekend col vacuumcleaner

I fine settimana in Cecoslovacchia si fanno le pulizie di casa, i maschi sono addetti a sbattere i tappeti, a fare le pulizie.... è un processo di imprinting messo in atto sin dall'infanzia, in cui le madri educano i figli con modi esemplari (fai cosi', o non esci fuori). Da bambino mai madre mi faceva fare tutti i lavori di casa, cucinare, lavare i piatti, spolverare, passare l'aspirapolvere sui tappeti: diceva, queste ricette se non le conosci non te le preparerà nessuno, abituandomi a vivere da solo, in modo autonomo. E' stato un esercizio che mi ha avvantaggiato in Giappone: ho rilevato un appartamento con tutti gli arredi da una ragazza che stava partendo, facendomi un prezzo forfettario, c'era anche il vacuum cleaner, l'aspirapolvere. Anche l'oyasan, il padrone di casa, ha avuto vantaggi da questo passaggio tra inquilini, non dover fare pulizie generali, non cambiare i tatami.... alla fine, aspirapolvere, cuociriso, stufa a kerosene, hanno svolto un buon servizio: partendo, ho provveduto a regalare tutto, anche l'auto, a vicini ed amici, finiti i miei due anni di soggiorno, e via per l'Italia.
Rileggendo Murakami, in "Ascolta la canzone nel vento",  Kaze no uta o kike, cito due brani:
32. Derek Hearthfield...era uno capace di parlare direttamente della vita, dei sogni e dell'amore. Nel suo libro "Cento e una volta intorno all'arcobaleno" ... "sul piu' sacro fra i libri.... giuro di dire la verità. La vita è vuota. Naturalmente pero' c'è una possibilità di salvezza. Perchè all'inizio non lo è del tutto. Siamo noi che facciamo ogni sforzo possibile per renderla vuota.....
e poche pagine piu' avanti:
-quando torni a Tokyo?
-la settimana prossima...
-So che mi mancherai, quando non ci sarai piu'... Questa differenza tra sentire o non sentire la mancanza di qualcuno segna due periodi della mia vita ... avevo un gruppo di amiche a Torino, Magda, Wanda, Pinuccia; 
con Wanda, abbiamo fatte belle gite in provincia di Torino, visitato l'abbazia di Vezzolano, ad Albugnano, e in generale le chiese gotiche-romaniche del torinese ed astigiano. San Antonino di Ranverso, la chiesa San Francesco a Susa, l'abbazia di Novalesa, non basta un elenco a nominarle.
 Io accompagnavo Wanda all'autolavaggio, restavamo insieme dentro la macchina (oggi è vietato, ma allora l'auto camminava su dei rulli fino al compimento delle fasi del lavaggio mentre i rulli facevano i cicli del lavaggio), voleva compagnia perchè lei era claustrofobica, ma era anche agorafobica (sono le contraddizioni della vita). Seduti in auto, fianco a fianco, si parlava del più e del meno....
Una sera Wanda mi invita fuori, in auto. Quella sera, in auto sotto casa (casa dei miei, doveva essere inizio aprile 1977) prima di salutarmi, mi dice: sto partendo, vado a vivere in Peru', con un pittore... e mi dà un bacio.
C'erano state delle ragazze prima, un innamorarsi in senso vago, ma legami forti no: la mia vita era vuota. A quel tempo non sapevo come potesse essere la mancanza di qualcuno, e il piacere di riaverlo vicino. E sono partito, ho cambiato vita.

mercoledì 1 giugno 2016

nuovo viaggio a Colorno

Ed ecco un nuovo diario di viaggio, che ripercorre le due soste a Colorno (Parma) per vedere mia madre.
Ero partito di sabato, con il freccia rossa, 8-16, in otto ore mi porta a Parma, dove prendo il treno per Brescia che ferma a Colorno. Mi ero abituato a vedere mia madre che scivola sulle credenze e sui mobili per appoggiarsi, è diventata malferma anche con il bastone, anzi questa punta di metallo le scivola e spesso cade.
Il refrain, motivetto di questo colloquio, e': helo, sidol, retez, ples!
Guarda, (prendi il) sidol (un prodotto lucida-metalli), (che bella) catena, festa (ballo)!
si tratta di un ricordo dei tempi di quando era ragazza, di una signora con una handicap dalla nascita, che si esprimeva per sostantivi senza comporre frasi intere...
n. 2: "To je (quello è) Faro (in italiano)... detto di oggetto o auto molto abbagliante e prestigiosa...
La diagnosi della visita medica la descrive con disturbi del comportamento con tematiche deliranti, atteggiamenti verbali aggressivi. Per fortuna senza atti reali.
Invalidità al 100%. Difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Senza contributo alla pensione.
Seconda sosta pochi giorni dopo, il mercoledì sera sono a casa, fino alla domenica successiva.
Ci guardiamo negli occhi, ridiamo, ci facciamo compagnia... vuole vedere la cicatrice del mio intervento all'addome, si preoccupa di farmi mangiare, ecco, se i problemi si potessero risolvere solo così, con la buona tavola!
Le ho cambiato le tende, ho iniziato a montare quelle estive, dopo la pennichella ho visto che aveva finito lei di attaccarle, era salita sulla scala due volte.
Dice che le ho caricato in modo perfetto l'orologio, ha camminato per dieci giorni, ora ha cercato di caricarlo ma non ci è riuscita. Deve attendere il mio prossimo viaggio...
Sono andato a comprarle le patate novelle, è diventato difficile trovarle nei negozi, hanno solo patate rinnovate... e un bastone per lavare le finestre, ora che si muove con difficoltà le farà comodo.
Le ho detto: "quando vuoi, dimmelo, ti scendo con me e ce ne stiamo per conto nostro, un mese, quanto vuoi", basta chiedere il domicilio per avere il cambio del medico di base, e ottenere le ricette per l'insulina e tutto quanto.
ho già chiesto un preventivo per un'auto diesel, ce la faremo anche in questa circostanza!
Sono ripartito per Parma domenica sera, ho atteso l'intercity notte, come sono dure le cuccette a 4, e non danno più in caffè istantaneo, la mattina, però arriva in orario, e posso andare al lavoro senza passare da casa.
E questa volta ho ritrovato qualche vecchio amico che posso chiamare al telefono, se mi scappa la nostalgia!
Una settimana senza internet, e la casella di posta si è riempita con 500 mail!


mercoledì 18 maggio 2016

immagini di ieri

Questo non è un post, è una immersione nel passato
La prima foto è del 1971-72, siamo a Teplice, in una casa di amici di famiglia, moderna, tra caseggiati costruiti nel dopoguerra, mobilio puro stile comunista tipo Ikea, la ragazza, di qualche anno più giovane, famosa per avere dato un pugno a un suo compagno che l'aveva baciata senza chiederle il permesso
gli amici di Teplice mi chiedevano i chewing gums, e collezionavano le cartine, Brooklin la gomma del ponte, o dei jeans del mercato, e a me piaceva tanto la casa dei nonni, i nonni, gli alberi nel cortile, le doppie finestre, e le avventure a saltare i muretti e giocare a nascondino tra i caseggiati, o a fumare una sigaretta fatta di paglia più che di tabacco di nascosto nelle cantine, e le passeggiate nei boschi. E tutti i viaggi in treno ed in auto che facevamo anche due volte l'anno, per quei tempi mi sembrava una favola... si dormiva in auto, con la volta del cielo stellata, e si mangiava nei ristoranti per camionisti... e la birreria della stazione a Teplice, dove il nonno mi mandava a comprare la birra con una latta a misura, che aveva un manico che facevo ruotare..., le cartine delle sigarette che il nonno si rollava da solo, non vedente, e la radio che ascoltava, con musica classica e notiziari

la seconda è del 1993, siamo a Negrar, Verona, un party di istituto (Istologia)
con la mia mania di costruire mongolfiere che prendono a malapena il volo e si rompono subito dopo, di forma affusolata a siluro o sigaro; questa ha una sigla sul quadrato blu scuro, chissà cosa c'era scritto

la terza è dell'ottobre 2007, siamo a Nara, con mia sorella e mio cognato, insieme ad amici (Miyuki e Koji Irie-sama) che ci hanno raggiunto da Kanazawa per la cena in una izakaya, e per una domenica insieme a fare i turisti

sono sopravvissuto al militare (in fuga 1 notte al CAR), e alla FIAT (1 anno operaio al lingotto),  mi sono dimesso il primo di settembre del 1980, al rientro dalle ferie
ho preso senza biglietto la metro a Tokyo, in Giappone, perchè avevo finito i soldi e avevo perso il treno navetta (con tante scuse al'uscita del tornello), ho chiesto soldi nella stazione di Tokyo ai passanti, e sono riuscito a farmi imprestare 3000 yen, che ho poi restituito tramite amici
mi hanno accompagnato nell'aeroporto di Narita le hostess da un terminal all'altro, perchè il il cambio di volo prevedeva anche il cambio di compagnia (JAL), con un disegno di aereo rosa appiccicato sulla maglietta (di frettissima)
ho volato di seguito da Boston a Tokyo via Roma-Amsterdam, annullando il jet lag, viaggiando 48 ore di seguito, nel 2007
ultimo volo intercontinentale nel 2014, Roma-Atlanta-Costa Rica
ultimo volo Europeo nel 2017, fino a Londra-Warwick
ultimo volo nazionale, Alitalia, dicembre 2017, con mia madre, Milano-Brindisi



martedì 19 gennaio 2016

Appunti di viaggio Natale 2015

Sebbene il blog sia rimasto fermo per diversi mesi, senza nuovi post, io mi sono mosso da Lecce in più occasioni. A parte la piacevole sensazione di prendere il treno locale (www.fseonline.it) sia per andare al lavoro (due giorni di festa a Novoli in cui ho preferito spostarmi con i mezzi pubblici) a Capodanno siamo andati a Castrignano del Capo (Lecce-Gagliano) in treno, insieme a due ospiti, Addison, e la sua compagna italiana,  Teresa. Mentre loro hanno camminato fino a Leuca ed al faro per vedere il mare, io ho preparato a casa la cena e acceso il caminetto. Dopocena, abbiamo chiacchierato (con  mia difficoltà dato l'accento americano) e ci siamo svegliati nel 2016. Dopo colazione, siamo rientrati su Lecce, loro continuando il viaggio fino a Foggia da dove hanno preso l'autobus per Napoli, io per riunirmi con la famiglia per il pranzo.
Ma il vero viaggio, di 7 giorni, è stato quello a cavallo del Natale per rivedere mia madre, a Colorno, presso cui ho trascorso 6 giorni,  senza uscire di casa, solo io e lei, a sondare i suoi umori, calmare paranoie, mettere a posto e sistemare cose, piccoli lavoretti necessari. Lei con la vista debole, l'udito scarso, la deambulazione in declino (zoppica, cammina piegata e si appoggia sui mobili, su cui lascia una pezza per scivolarci sopra e andare più spedita, esce col bastone ma avrebbe bisogno di due sostegni). 
Al telefono parla quasi sempre lei, non afferra più il senso di quello che le dico, specie se ha in mente solo i suoi pensieri: Per cui almeno abbiamo recuperato un dialogo a cui riesce a collegarsi ancora, per telefono, a distanza di giorni: l'ultima volta mi ha raccontato che un medico aveva consigliato ai genitori di darle del vino di Malaga, lei adolescente, per la sua costituzione debole, il vino costava 15 corone, e non se lo sono potuti permettere, perchè con quei soldi avrebbero mangiato tutti e tre. 
Abbiamo ricordato parenti e amici, lo zio Bucky, il suo cugino maggiore, Frantisek, e gli aneddoti sulla loro vita, sulla moglie infedele, sulla sua ex fidanzata, sul suo capriccio di entrare non ancora diciottenne a far parte della banda militare (esercito austriaco), pagato dalla famiglia, e alla vista del primo sangue la richiesta di uscire dall'esercito, ottenuta ancora una volta pagando una somma ai militari.
Novembre 2015: ha compiuto 90 anni, e fino a questo punto la vita è stata generosa. Nel 2016 avrà problemi coi vicini, con la cucina economica per una fuga di gas, la sostituiremo, andrà per un ultima volta a Rimini da mia sorella, poi nel 2017 la caduta, l'ospedale, le badanti che non sopporterà, e il viaggio con me a Castrignano del Capo. 

Ha preparato la Vanocka, il dolce di Natale lievitato Ceco, a forma di treccia (Zopf), come la Challah (con Addison, a cui ne ho fatto assaggiare qualche fetta, abbiamo parlato di un dolce che usava a casa sua, molto simile, da lui chiamato hallah. Ovviamente il cibo kosher non deve contenere latte o burro, ma può contenere miele, cardamomo, ecc...
L'impasto è come quello chei dolci chiamati buchty, soffici e quadrati, e i kolacie, rotondi o a teglia, più schiacciati.

ripieni di papavero macinato cotto nel latte, o ricotta, o stracotto di prugne (povidla)

Nell'impasto della Vanocka si aggiungono uvetta passa, mandorle, buccia di limone grattuggiata, e l'esterno è spalmato di uovo sbattuto, per dare colore durante la cottura. Le trecce si fermano con spilloni di legno, per mantenerli adesi, che si levano a fine cottura.
Prima della partenza, ha preparato uno strudel, alle mele renette, un cucchiaio di aceto per rendere la pasta elastica, un bicchierino di rhum, cannella, buccia di limone, pane grattuggiato saltato nel burro,  io l'ho aiutata, ha detto che ho tagliato le mele troppo grosse, ma è venuto bene, buonissimo, me ne sono portato via due terzi, per farlo assaggiare anche a casa.
Si arrotola aiutandosi con un panno steso sotto, la pasta viene tirata e appoggiata sul panno, poi si forma il rotolo e si piega, in modo da alloggiarlo nel fornello elettrico. Spalmare con burro e lasciarlo fondere, durante la cottura.
Quando sono andato via, verso la stazione, mi ha accompagnato per un pezzo sul marciapiede, perchè da casa dalla finestra non mi avrebbe visto andare via, poi si è arresa: sono stanca, mi fermo qui, vai, ci sentiamo.....

mercoledì 22 agosto 2012

Méliès: Hugo Cabret, Film di Scorsese

Film in TV.

Nel 1902 era uscito il film di Méliès: Viaggio sulla luna, la cui trama si ispira sia a Wells che al Dalla terra alla Luna di Verne.

  • Hugo Cabret è un film di Martin Scorsese. Hugo è un orfano dodicenne che vive nascosto in una stazione ferroviaria della Parigi degli Anni Trenta. Quando gli muore anche lo zio, manutentore degli orologi della stazione, il ragazzo è costretto a rubare ciò che gli serve per sopravvivere. Di suo padre gli è rimasto un robot giocattolo trovato nella soffitta di un museo, dimenticato chissà per quanto tempo e miracolosamente sfuggito all'incendio nel quale l'uomo ha perso la vita. Tra l'automa da riparare e Hugo s’instaura così un rapporto speciale, una relazione dai risvolti misteriosi che sembra metterlo in contatto con l’anima del papà. In realtà l'automa è stato costruito da Georges Méliès con cui si mette in contatto il ragazzo. Méliès ha abbandonato l'attività cinematografica per difficoltà di capire i cambiamenti commerciali intervenuti nel mondo del cinema. Il film racconta la storia romanzata della riscoperta e del riconoscimento dell'opera di Méliès da parte delle autorità ufficiali (link al trailer)


Marie-Georges-Jean Méliès
Karel Zeman Era noto per la sua abilità di combinare tecniche svariatissime, creando effetti  e trucchi  - doppie esposizioni,  animazione dipinta, stop-motion, marionette, miniature, modelli, stilizzazioni e pitture, riprese in live-action che danno al film in bianco e nero una vitalità unica. Queste tecniche furono soprannominate 'Mystimation'. Inoltre, mi innamoravo sempre dell'attrice principale, dai tratti così diversi....

Il film di cui tratto è stato distribuito con il titolo Il favoloso mondo di Giulio Verne, ma il nome originale era Vynález zkázy (l'invenzione  dannosa)

Il favoloso mondo di Giulio Verne prende ispirazione dal libro Facing the flag, da cui il titolo riprende il tema (sottomarino, esplosivi, ricatto), e ad altri viaggi e macchinari favolosi descritti da  Giulio Verne nei sui libri di successo.
Inoltre, anche altri film di Zeman prendono ispirazione da situazioni futuribili, ricavate da Verne, come nei film: Il favoloso viaggio di Simbad,  I racconti del barone di Munchausen, e La mongolfiera rubata, tratto dall'Isola del mistero di Verne, oltre a film come Il tesoro dell'isola canterina e Viaggio nella preistoria, ispirato al libro di Verne Viaggio al centro della terra.

Questo post oggi aggiornato, are all'inizio un contributo al Carnevale dei libri di scienza di agosto, dal tema I viaggi nello spazio, ospitato sul blog keespopinga da Marco Fulvio Barozzi.

mercoledì 11 novembre 2009

antenati, ramo boemo

Ho acquisito alcune foto di famiglia, alcune molto vecchie... Il nonno a sinistra, guerra 15-18, sull'altipiano del Piave, lato austriaco... Cortile di casa, fattoria, Dobrin, anni 1928-29 foto del 1936, il nonno è il terzo a destra, gruppo di lavoratori a giornata foto del 1946, mamma con la bisnonna e la sorella della nonna, Dobrin o Bechlin... il prozio Frantisek, grande suonatore e altissimo... Teplice, le case requisite ai tedeschi, anni 1952-53, Lucia con Rek... stesso periodo, stessa inquadratura, il nonno con Bianca... nonno e mamma, ultima moda nel dopoguerra... 1956, campagna di Teplice, io sull'altalena...
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