Liberal, antifascista, viva la scienza libera e pubblica, viva i vaccini, abbasso Trump e i MAGA
venerdì 27 settembre 2024
Notte dei ricercatori 2024
giovedì 16 maggio 2024
Giornata internazionale sulle piante
venerdì 22 marzo 2024
arte casearia e additivi
Stavo osservando la confezione di provolone, sull'etichetta leggo la dicitura: stagionato per almeno 6 mesi". E mi torna in mente il periodo di stage che ho svolto ad Agraria, alla Cattolica di Piacenza, presso l'Istituto di microbiologia casearia. Sotto la guida dei professori e dei tecnici, seguendo il corso teorico, e facendo pratica di laboratorio, tra esami dei prodotti portati dalle aziende, come un pastorizzato di besciamella venuto male, contaminato, analisi di clostridi che hanno spore termoresistenti e causano le rigonfiature e formazione di bolle) e prove di latte fatto a cagliata con inoculo di micotossine (aflatossine). Il disciplinare è la regola da seguire per etichettare il prodotto con il marchio del consorzio. Per il parmigiano reggiano, quello che lo distingue dal grana padano e trentingrana è l'assenza di aggiunta di E1105, lisozima, che pur essendo un prodotto innocuo, nuoce ai batteri, specie se Gram positivi, e quindi anche al siero innesto. Tra i prodotti simili al grana, ma non prodotti in Italia, cito il Gran Moravia, nato dal trasferimento di una produzione casearia piemontese in Repubblica Ceca, regione Morava nel sud, fatta con latte locale, e che veniva venduto nei nostri supermercati a prezzi concorrenziali.
Per il provolone, il disciplinare ammette l'aggiunta della formaldeide come stabilizzante antimicrobico, previa stagionatura di sei mesi, periodo in cui la formaldeide viene eliminata, dopo aver complessato con le proteine (legame tra il gruppo aldeide con il gruppo amminico). Invece, per il provolone Valpadana, l'anno 2006 segna il cambio di rotta, con l'esclusione della formadeide dalla produzione. La differenza tra provolone dolce e piccante dipende dal tipo di caglio utilizzato (rennina nello stomaco, è una proteasi digerente), per il sapore piccante si usa quello di maiale o anche ovino, contiene le lipasi che contribuiscono a sviluppare aromi.
Formaldeide o formalina come soluzione acquosa: tra gli additivi è identificata dalla sigla E240, ed è usata come conservante, spesso presente anche nella carta per alimenti. Fare attenzione anche all’ E239 (ottenuto dalla sintesi della formaldeide ed ammonio). Nel biennio di medicina, per il corso di anatomia, si studiavano alle esercitazioni le sezioni di cervello umano, che erano conservate in formalina, e ogni volta finivamo con gli occchi irritati e un mal di testa.
L’E239 si usa come conservante contro i funghi nel caviale, formaggi, acciughe e conserve di pesce. Formaldeide è presente nel fumo del legno e, assieme ai polifenoli, è responsabile della conservazione dei prodotti alimentari affumicati. Nei funghi shiitake secchi la concentrazione è elevata, da 100 a 400 mg/kg.
Tra gli altri conservanti e additivi usati in casearia, oltre al lisozima, si usano la Natamicina (pimaricina, E235), la nisina, un lantibiotico batterico, nei formaggini, e l'acido sorbico (E200) per la conservazione superficiale, antimuffa.
E202: Sorbato di potassio. Fa parte della categoria degli additivi conservanti (da E 200 a E 299, sostanze che rallentano o impediscono il deterioramento del cibo da parte di batteri, lieviti e muffe. Per le mozzarelle, e per alcuni tipi di lavorazione, và aggiunto nel liquido di governo. Si aggiunge nella proporzione da 2 a 3 g per 1 kilogrammo di formaggio fresco. nella quantità di 2 g in 1 Kg il formaggio fresco può durare fino a 22 giorni senza sviluppare muffa. Il conservante va aggiunto nel prodotto finale cioè il formaggio pronto alla consumazione. perchè se messo nel latte ci sono svantaggi:
1 - il conservante va via nella fase di spurgo della cagliata con il siero, non ne rimane quasi niente nella cagliata.2- la cagliata non è consistente è molto debole e spurga molto lentamente, oltre le 24 ore, facendo pressione sulla cagliata per fare uscire il siero
nel formaggio alle erbe si mette quando la cagliata ha spurgato tutto il siero
mercoledì 7 febbraio 2024
welfare sanitario
I lavori nello scantinato che volevo far diventare il mio studio proseguono, ma anche le ricerche per ritrovare i libri che sono in disordine ed alcuni sembrano spariti dalla mia vista. Ho ritrovato alcuni diari e le fotografie di una collezione di un pittore da tenere presente, Nathan Green
mercoledì 10 gennaio 2024
il ponte sullo stretto, pro e contro
E' meglio il ponte o una galleria? dipende, dalle condizioni climatiche, atmosferiche, e di sicurezza.
lo stretto di Sicilia è lungo circa 33 chilometri, la larghezza minima è di poco più di 3,1 chilometri, quella massima 16 chilometri. Si presume un costo di 4 miliardi di euro.
si farà mai? e sarà conveniente per gli utilizzatori? ci sarà un miglioramento dei trasporti, della velocità degli spostamenti? confrontiamo cosa è stato fatto in altre parti del mondo, come in Giappone.
soluzione a campata unica di lunghezza 3.300 m.
"Nel libro “The Messina Strait Bridge” vengono citati studi relativi a 10 ponti di cui 5 prevedevano la realizzazione di piloni in mare. In particolare, 6 di tali ponti erano previsti in corrispondenza della “Sella dello Stretto”, dove la profondità del mare non supera i 150 metri per una larghezza superiore a circa 2 km con profondità massima al centro di circa 110 metri, e 4 erano stati ipotizzati più a nord della Sella dove la profondità del mare raggiunge valori compresi tra i 150 e i 200 m. I ponti ipotizzati erano suddivisibili in un gruppo a due campate (Tab.3) e un gruppo a una campata (Tab.4). Tutte le soluzioni garantivano gli spazi minimi di navigabilità nel rispetto delle normative internazionali (Fig. 3). Alcune soluzioni prevedevano un pilone in mezzo allo Stretto (A, B, B1, B2, D), con possibili interferenze con la navigazione a causa dei particolari movimenti delle correnti marine, altri avevano piloni relativamente vicini alle rive (B3, B4, E, F). La soluzione G (Final Alignment) non aveva piloni in mare." Da: http://www.siciliaintreno.org/
- A nord Punta Pezzo (RC) – Ganzirri (ME), Sella dello stretto;
- A sud Concessa (RC) – Zona Falcata (ME)
su wikipedia e anche sul sito
I due cavi sospesi che sorreggono le campate sono composti da 290 trefoli ciascuno e la teleferica che li ha installati ha dovuto fare 290 viaggi per ogni cavo, dopo che il primo trefolo era stato tirato in opera grazie a un cavo in kevlar posato da un elicottero da una sponda all'altra. Poiché il problema principale di questi tiranti d'acciaio è la corrosione, ognuno dei due cavi è sottoposto a un getto d'aria 24 ore su 24 per evitare la condensa dell'umidità.
Costi: 3,6 miliardi di dollari ed è previsto che sia ripagato dal pedaggio.
Il ponte è attraversato da 23.000 vetture al giorno alla data del postamento delle info sul sito wiki, nel 2009. Nel 1989 furono poggiati sul fondale marino, ad una profondità uno di 57 m e l'altro di 60 metri, due cassoni cilindrici del diametro rispettivamente di 78 metri l'altro di 80 metri, muniti di una doppia parete, che dovevano costituire la fondazione delle due torri. I cilindri furono calati su un letto di posa del fondale marino in cui era stato dapprima scavato un anello e completato con del vespaio atto a far sì che durante la fase di appoggio dei due manufatti non vi fossero gravi slittamenti dovuti alla viscosità del fondale stesso. La messa in opera fu eseguita alla perfezione con un margine di errore di soli 2 cm. In seguito, i cassoni cavi furono riempiti con uno speciale cemento resistente all'acqua e alla sommità di essi fu realizzata la piastra di ancoraggio su cui poi furono posizionate le torri, realizzate in cantiere
Data l'enorme dimensione del ponte, risulta che l'80% della sua capacità portante è impegnata a reggere il peso proprio dell'opera e solo il restante 20% è destinato a sostenere il traffico stradale. Il progetto iniziale prevedeva anche il traffico ferroviario che, in una fase successiva, fu soppresso per ragioni non note.
Ed in Italia? dal sito
cantieri nell’estate 2024
Il ministro delle Infrastrutture ha annunciato che il bando per il ponte sullo Stretto sarà pronto tra un mese. «Sono previsti 3666 metri di lunghezza complessiva, 399 metri di altezza dei pilastri, 60,4 metri di larghezza»
E' previsa l'apertura nel 2032, insieme ad un piano di investimenti di 50 miliardi per infrastrutture ferroviarie e viabilità nei prossimi anni, oltre ai 30 miliardi messi in progetto dal PNRR nelle due regioni in oggetto.
La questione che rimane è: quanto costerà il pedaggio automobilisico? ed i costi ferroviari.
Sarà sicuro, in termini di sicurezza terroristica, sismica ed atmosferica (venti, clima)?
E ci saranno i treni frecciarossa per garantire una riduzione dei tempi di percorrenza? Quanto tempo ci vorrà per arrivare a Roma?
venerdì 15 dicembre 2023
Di cosa mi sono occupato in questi 20 anni al CNR
Non dimenticherò mai il 2017, passata la metà agosto nel pieno dei rientri dei pendolari dal sud al nord, mia madre ebbe un incidente in casa, cadde a terra senza vestiti e ci rimase per un giorno, finché la vicina del piano di sotto non la sentì chiamare aiuto, e fu ricoverata all’ospedale di Parma. Io decisi di salire a Parma quanto prima, e per fortuna ottenni un passaggio da una coppia che rientrava a Milano. Furono gentilissimi, mi portarono all’ingresso dell’ospedale. durante il viaggio notturno, alla domanda “di che ti stai occupando in laboratorio?” ho abbozzato una risposta concisa, perchè in effetti dal 2016 il mio gruppo si era separato, il lavoro sui progetti si era concluso, non avevo finanziamenti.
2017, autunno: visita al Dr. Hong, Università di Warwick, Coventry. Per inciso, il 2017 è stato l'anno più gratificante, un buon libro pubblicato da Elsevier, due viaggi internazionali, un work in progress.Nel mio curriculum, alla voce “expertise” ci sono le tecniche di biotecnologia, dal clonaggio, alla biologia molecolare, alla produzione di proteine ricombinanti, ai saggi di attività, mentre la classificazione, per la posizione scelta dall'Istituto, è stata Tecnologie Alimentari.
Quello di cui mi pregio però, sono i lavori extra-curriculari, le attività che non hanno visto finalità di documentazione, report istituzionali, ma che sono serviti a studenti per svolgere ricerca (progetti regionali per la collaborazione pubblico-privato).
1.
Avevamo studiato le popolazioni di lieviti che sono presenti sull'uva in vigna. Come sa chi ha vinificato in casa da mosto d'uva, la fermentazione coi lieviti Saccharomyces cerevisiae (Lallemand) è rapida e quasi violenta, innalza la temperatura e consuma molti degli aromi dell'uva. Il principio su cui ci siamo basati è stato quello di fermentare in carenza di ossigeno, come quando si rifermenta il vino in bottiglia per fare bollicine, mantenendo la temperatura costante, in camera di crescita, e sotto agitazione.
Sono state campionate 20 varietà di uva da vinificazione prese dal campo sperimentale di Valenzano, Bari, che oggi non esiste più. L'uva è stata lavata, e i chicchi spremuti e filtrati su una mesh semifine, il mosto fermentato in beuta (hanno sviluppato meno alcool perchè coperte da uno strato di olio di paraffina, fermentazione lenta con bassa tensione di ossigeno, ogni 1-2 giorni misurata la perdita di peso, pari allo sviluppo di CO2, per 10 giorni circa): come output ci sono stati i campioncini del fermentato alcolico, in vino leggero che ha mantenuto tutti i profumi dell'uva di origine, e per ossidazione successiva ha originato 20 campioni di aceto monovarietale leggero, ma molto aromatico, l’ho consumato per condire le insalate (ogni varietà ha prodotto aromi unici, e differenti: dal Malbek, all'Aglianico, al Montepulciano, alla Malvasia nera, ai bianchi, Verdeca, Trebbiano). Un giorno arriveranno sulle nostre tavole, se gli imprenditori capiranno questa opportunità.
2.
Gli insaccati senza nitrati/nitriti. All’incirca verso il 2009, insieme all’IRTA in Catalogna, sperimentammo un salume a base carnea in cui al posto dei conservanti fu aggiunto un concentrato di melograno acido (come quello che usano in Libano per condire l'insalata di prezzemolo), prodotto da me privatamente, melagrane selvatiche incluse. Il laboratorio di Agraria di Portici fece lo studio antimicrobico su piastra del concentrato, che risultò antimicrobico, perchè ricco in acido citrico. I colleghi spagnoli fecero il panel test per la valutazione organolettica del salume, che risultò idoneo al consumo, con un voto elevato. Due anni dopo, al convegno sull’innovazione negli alimenti a Bari, un relatore dell’università di Napoli presentò il loro progetto finanziato su un insaccato senza nitrati, con altri prodotti vegetali antiossidanti. L'importante è se poi lo si produce. A Monteroni c'è l'azienda Mocavero, che produce il capocollo ubriaco conservato nel vino negramaro, un salume alla melagrana (ecco come le idee nascono e si trasferiscono, da una ricerca all'altra, in nuovi prodotti) ed il Nato d'amore, un salume spalmabile, simile al ciauscolo, arricchito di santoreggia (timo) ed artemisia, ed addensato con farina di semi di carrube.
3.
A Matino c'è l'azienda Offishina, insaccati di pesce, fermentato con Penicillium nalgiovensis, molto utilizato come starter carneo, e per il trattamento dell'isaccato di pesce usano il mosto cotto. Con loro ci siamo interfacciati, volevano quantificare nei vari prodotti la presenza di acidi grassi polinsaturi, che dopo macinatura si abbassano di livello per ossidazione, quindi li abbiamo misurati con Gas-massa chromatografia HPLC, il valore è stato maggiore nei prodotti insaccati interi rispetto a quelli con pesce macinato.
4.
Produzione di un lievito madre per prodotti da forno dolci, a partire da Candida umilis, un ceppo fornitoci dall'università di Sassari. I prodotti contenevano farina di mandorle, hanno mostrato una shelf-life ottimale, i prodotti si sono mantenuti freschi a lungo. Azienda di Tuglie A.L.D.A.
giovedì 29 giugno 2023
Eccellenze della ricerca italiana: Carlo Croce, George Calin, Manuela Ferracin
Oggi mi sono collegato ad un webinar interessante, (per problemi di virus, hanno doovuto interrompere) organizzato dal Journal of Translational Genetics and Genomics: MicroRNAs and Long Non-coding RNAs in Genetic Diseases
webinar tenuto da due eccellenze della ricerca prestati agli USA, Carlo Croce, del Dipartimento di biologia dei tumori dell'Ohio State University, Columbus, e da George A. Calin, di origini rumene, che ha studiato presso l'univeristà di Ferrara per il dottorato, ed oggi lavora al Department of Translational Molecular Pathology, Division of Pathology/Lab Medicine, The University of Texas MD Anderson Cancer Center, Houston. Interverrà anche l'italianissima Manuela Ferracin, del gruppo di Massimo Negrini, e professoressa all'università di Bologna.
E' rimarchevole l'ottima qualità delle loro pubblicazioni, e il ranking, ossia l'indice H che hanno raggiunto
Prof. George Calin is Professor of Department of Translational Molecular Pathology, Division of Pathology/Lab Medicine, The University of Texas MD Anderson Cancer Center; Co-Director, The RNA Interference and non-codingRNA Center, The University of Texas MD Anderson Cancer Center; Co-Director, MD/PhD Program, The University of Texas, Graduate School of Biomedical Sciences. Prof. Calin was the first to discover the link between human cancers and microRNAs, a finding considered as a milestone in microRNA research history. He has now developed starting from July 2007 an independent research group at the M.D. Anderson Cancer Center in Houston and produced a new advance by linking new classes of non-coding RNAs to cancer. He is presently a Professor in Department of Translational Molecular Pathology at MDACC and studies the roles of microRNAs and other non-coding RNAs in cancer initiation and progression and in immune disorders, as well as the mechanisms of cancer predisposition linked to ncRNAs. Furthermore, he explores the roles of body fluids miRNAs as potential hormones and biomarkers, as well as new RNA therapeutic options for cancer patients. He has published over 600 scientific articles in prestigious journals, has been cited over 139,000 times (Google Scholar) and has received numerous awards and honors for his groundbreaking work in cancer research. He is the Highly Cited Researcher in the field of Clinical Medicine, ASCI Membership, American Society for Clinical Investigation, etc.
Ai tempi d'oro della ricerca sui microRNAs, gli studi di espressione mediante DNA arrays si facevano fare negli USA, presso il laboratorio pionieristico, tramite questi contatti e conoscenze. Anche il mio amico Massimo Mallardo, titolare di un progetto per giovani ricercatori del VI programma quadro EU, aveva svolto uno studio su miR-7a, e sul differenziamento di linee leucemiche mediante ATRA, acido retinoico. Nel 2003 avevamo iniziato il progetto STREP della EU dal titolo RIBOREG "Novel roles od non-coding RNAs in development and disease", in questa occasione abbiamo unito le forze con Massimo Mallardo, per portare insieme i nostri risultati al meeting di conclusio del progetto e insieme Trans-project meeting sugli RNA della Commissione Europea, nel 2007, a Carry Le Rouet. Una review fu sottomessa al giornale dell'ospedale Regina Elena, Journal of Experimental Clinical Cancer Research, valutato dal gruppo americano di editors, che però vide la luce solo nel 2008 quando il giornale entrò nella lista di riviste con impact factor di Scopus.
Mallardo M, Poltronieri P, D'Urso OF. Non-protein coding RNA biomarkers and differential expression in cancers: a review. J Exp Clin Cancer Res. 2008 Jul 16;27(1):19.
Il lavoro sulle linee leucemiche differenziate con Acido Retinoico uscì nel 2010, con la partecipazione di Manuela Ferracin.
Rossi A, D'Urso OF, Gatto G, Poltronieri P, Ferracin M, Remondelli P, Negrini M, Caporaso MG, Bonatti S, Mallardo M. Non-coding RNAs change their expression profile after Retinoid induced differentiation of the promyelocytic cell line NB4. BMC Res Notes. 2010 Jan 27;3:24.
Con George Calin abbiamo pubblicato due grosse review, di cui sono l'autore principale nel senso di colui che la ha scritte,
Farooqi AA, Fuentes-Mattei E, Fayyaz S, Raj P, Goblirsch M, Poltronieri P, Calin GA. Interplay between epigenetic abnormalities and deregulated expression of microRNAs in cancer. Semin Cancer Biol. 2019 Oct;58:47-55.
Farooqi AA, Fayyaz S, Poltronieri P, Calin G, Mallardo M. Epigenetic deregulation in cancer: Enzyme players and non-coding RNAs. Semin Cancer Biol. 2022 Aug;83:197-207
Già nel 2015 ci eravamo sentiti per uno special issue sul giornale Current Genomics, di cui ero guest editor, e inviarono contributi sia Sonia Melo, del gruppo di George Calin
Silva M, Melo SA. Non-coding RNAs in Exosomes: New Players in Cancer Biology. Curr Genomics. 2015 Oct;16(5):295-303
sia Maria Ciccone, George Adrian Calin MicroRNAs in Myeloid Hematological Malignancies. Curr Genomics. 2015 Oct; 16(5): 336–348.
nel 2016 ancora guest editor, per MicroRNAs, ho reclutato di loro per raccolgiere alla fine sei contributi
"This special issue intends to bring an update on microRNA topics, presenting six contributions. Massimo Mallardo discusses the role of miR-25 and its targeted genes in development of human cancer. Maria Ciccone and George Calin review the findings on microRNAs in chronic lympocytic leukemia. Charles Lawrie reviews the links between deregulated expression of microRNAs and B-cell lymphomas. Binlian Sun contributes with a review on the role of microRNAs in HIV-1 replication and latency. Xiao-Min Leng reviews several cases of miRNA-dependent activation of mRNA translation. Finally, Marek Sanak introduces new data on miR-29c-3p as a biomarker of abdominal aortic aneurysm, in patients undergoing elective surgery". MicroRNA, 2016, Vol. 5, No. 2


























