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domenica 23 luglio 2023

Racconto breve

 A luglio abbiamo discusso via webinar con Alberto Pian la differenza tra raccontare e comunicare. La narrazione presuppone ci sia della poesia, arte, un conflitto, e qualcosa che ci ha riguardato direttamente: dovrebbe avere un prologo, una suspense e si dovrebbe percepire un contenuto affettivo. I sentimenti non dovrebbero essere dichiarati esplicitamente, ma si dovrebbero “capire” da quello che avviene.

Siamo partiti dal film di Godard "Au bout de souffle", Fino all'ultimo respiro.

Michel e Patricia passeggiano per Parigi. Michel è un piccolo ma affascinante delinquente che ha ucciso un poliziotto e che corteggia la giovane studentessa americana mentre la polizia lo cerca e la sua foto appare sui giornali.” 

"Le ha detto che il denaro era rubato ma che lui l’amava davvero. E la cosa formidabile è che la ragazza non l’ha lasciato e gli ha detto che anche lei lo amava." (Jean-Luc Godard)

A questo punto un militare di passaggio chiede a Michel da accendere. Michel dà qualche franco al soldato: “Tieni questi e vatti a comperare da accendere.”

* * *

Perchè questa scena è così importante da giustificare addirittura la convocazione di un webinar in due puntate sul principale principio, quello fondante, dello storytelling?

La richiesta per partecipare alla seconda parte è quella di scrivere un pezzo su "Divieto di Acccesso, ed il Truck di Smith". Ecco il mio contributo:

È cominciata così. Io non avevo detto niente. È Smith che mi ha fatto parlare, che mi ha salutato con un "Ehi, are you OK?. Tra stranieri in Giappone si fa comunella. Ci incontriamo ad Asakusa, sulla via del Kaminarimon. Era mattina, a colazione, ora che può variare tanto, tra chi si alza presto o chi ha tirato a fare mattina.
"Questa strada", attacca lui, "come tutta Tokyo, a luglio va bene per cuocere le uova! Andiamo al fresco". Entriamo in un caffè.
Gli chiedo, per banale cortesia, come va il suo lavoro, mi dice che fa il camionista, gli chiedo se è sposato. D’improvviso attacca, con l’aria di quello che si deve sfogare. Al di là del tavolo, le labbra tremano al ritmo delle sue emozioni.
Temendo che la cosa vada per le lunghe, cerco lo sguardo del cameriere per ordinare del caffè. Il cameriere mi ha visto, gli faccio segno con le dita: due, indicando le tazze di caffè sul tavolo vicino, e un piatto di omu-rice, l'omelette con riso e ketchup.
Annuisce che sì, sua moglie Qumiko scrive software per videogiochi per la KETCHAPP, ma anche storie manga. Sulla vita delle giovani giapponesi, una sorta di diario.
E il suo truck è supersonico, prende tutte le scorciatoie possibili, ed anche quelle impossibili. "Già, i divieti mi fanno un baffo! Un divieto di accesso mi sfida a farlo lo stesso! Tu non hai mai infranto un divieto? non sei mai scappato da una pizzeria senza pagare? o incamerato di nascosto una confezione di formaggio al super? C'è chi per sbaglio prende una superstrada nel senso opposto, e allora son cazzi, o si fermano gli altri o volano le penne! Mi dicono, tra il dolore ed il nulla cosa scegli? ma che razza di scelta, tra il nulla ed il nulla; dovrebbe essere tra tutto e nulla, io sceglierei "tutto"! C'è chi si arricchisce vendendo morte, armi o droghe, e poi non sa cosa farsene dei soldi. Cosa c'è scritto sopra, Banca d'Italia? Cesare, c'è scritto, io li prendo per i miei lavoretti sporchi, tanto ritornano a Cesare! Perché ci sono troppe cose che mi piacciono, e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino al giorno dopo. Non ho niente da offrire tranne il mio caos, il mio odore, i miei polmoni, fra i denti e le narici la salsedine, e la libertà!"
Intanto il cameriere ha portato i due caffè espresso.
Se tutta la mia vita non fosse così evanescente, così priva di carne e sangue... porte scorrevoli, forse avrei continuato con la fabbrica, invece di fare biologia. Un pò lo invidio.
Lui sorride e comincia a sorseggiare il caffè.
Gli dico che la sua donna è elegante, che lo ama, ma che potrebbe non vederlo tornare una di queste sere.
Mi accendo una sigaretta e lo guardo pensare. Ha cambiato espressione.
La tristezza del mondo assale gli esseri come può, ma ad assalirli sembra che ci riesca quasi sempre.
Non mi dà neanche il tempo di finire il caffè. Si alza, chiama il cameriere, paga in fretta il conto e se ne va con un rapido saluto. Ha adesso una faccia indubbiamente avventurosa, una faccia dagli angoli ben marcati e perfino una di quelle teste da rivoltoso che entrano troppo nel vivo dell'esistenza invece di scivolarci sopra.
Chiamo anche io il cameriere, ma questa volta ordino un calvados.

Postilla:
l'evento che ha ispirato la storia di Smith il camionista è accaduta alla fine degli anni '90: durante i lavori della costruzione della nuova linea ferroviaria, Tsukuba-Tokyo, oggi collegate dallo Tsukuba Express, che arriva ad Asakusa, i giornali pubblicarono che lo scavo della stazione era stato riempito con materiali di discarica in una sola notte, una azione certamente irrispettosa delle autorità e dei divieti di accesso.

Da uno spunto di Marco Fulvio Baruzzi, ispirato a Celine ed il suo Voyage au bout de la nuit, ed al Kerouac di On the road.

Ecco il commento sulla scena del militare di passaggio che chiede a Michel da accendere. Michel dà qualche franco al soldato: “Tieni questi e vatti a comperare da accendere.”



Poesia e linguaggio poetico: prendiamo il caso di Thomas Wolfe Oh lost, storia della vita perduta: 
Perduto spirito, pianto dal vento, torna ancora!

Libro immenso,scritto in uno stile rapsodico, in un impeto di cieca furia. Oh Lost prende a calci ogni regola e si impone con prepotenza in un panorama di romanzetti tutti uguali. Anche Moby Dick in certe pagine può annoiare, eppure, arrivati alla fine, quando gli sforzi verranno ricompensati con delle emozioni rare e potenti, non psi puà fare altro che lanciare grida di benedizioni a quest'opera e al suo autore. Un sasso, una foglia, una porta nascosta... La lingua di Wolfe è vulcanica, debordante, profondamente americana ma non dimentica delle radici europee, cerca le parole che "non rappresentino la vita, ma siano la vita", così come i suoi personaggi, tremendamente vivi, ferocemente umani. 

Narrazione: Raccontare non è comunicare (che si spegne subito nel non-linguaggio), è dare nuova vitalità tramite il messaggio poetico, metalinguaggio, le metafore, altri segni
Ecco alcuni consigli per strutturare un racconto, per conivolgere il lettore 


mercoledì 7 giugno 2023

Storytelling

 Qualche tempo fa parlavo dell'incontro con Francesco Spada, art designer a Milano, che ci mostrò le foto della sua documentazione sulle lotte contadine dell'Arneo, avente per sogetto una anziana neretina narrante, con le mani e con tutto il corpo, con il linguaggio dei gesti; questo è uno storytelling: racconti a qualcuno e il racconto finisce, sparisce, verrrà solo ricordato, e quindi sarà un altro racconto, l'originale ormai perduto, a meno che una tecnologia, fotoscatto e registrazione, non lo fissi nel tempo. Oggigiorno basta un iPhone, un buon cellulare, ma un filmato da solo non racconta tutto, occorre ripensare il significato, fare uno storytelling.

Gli storiografi sono nati con l'antichità, da Plutarco a Tito Livio. Gli annalisti romani sono i Valerii, che hanno funzione filoplebea, intesi  come ordine sociale complementare a quello patrizio, ma anche  portatrice di incarichi ambiti, che spingono alla transizione di ordine, patrizi che diventano plebei. I Valerii addomesticano gli eventi, pro domo sua, ma attenti a non alterare troppo la storia, dato che i pontefici avrebbero potuto (e forse non hanno fatto abbastanza per) censurarli. 

Celestine Freinet scriveva sul suo diario: “il bambino scrive per essere letto”. Questo vale per chiunque e per qualsiasi attività. Non penso che tu prepari una fantastica cena, stabilisci che è molto ben riuscita e quindi la getti, ancora calda e fresca, nella pattumiera!  Probabilmente la gusterai organizzando una serata con amici. Quello che vale per la scrittura e la cucina, vale per qualsiasi attività creativa umana, per l’idraulica, per la pittura, per la fisica termonucleare… Il cuore di tutta la questione riguarda una relazione fra persone (“essere letti”). E quello che davvero conta in una relazione di apprendimento, è la relazione stessa. Freinet aveva portato una macchina tipografica a scuola con la quale i bambini creavano e stampavano un giornalino che veniva diffuso in paese. I bambini scrivevano per essere letti. Freinet aveva in grande considerazione il lavoro dei suoi bambini e ha cercato di favorirlo al massimo grado. Perché? Perché se l’aspirazione di un bambino è di essere letto, quella dell’insegnante è di essere appreso, diciamo così. Queste due aspirazioni si incontrano in classe, a scuola, in aula, nella sala formazione di un’azienda: tu non puoi scrivere senza “essere letto” e io non posso insegnare senza “essere appreso”. È una relazione equilibrata, democratica, che condivide rapporti giusti ed equi fra tutti i tutti i membri: bambini, ragazzi, studenti universitari, adulti, insegnanti, maestre d’asilo, formatori, tutor. Questa relazione è, prima di tutto, una relazione umana, fra soggetti umani, piccoli o grandi. Cioè è una relazione affettiva perché non esiste relazione umana senza l’espressione dei sentimenti e delle emozioni. Costruire questa relazione in modo da spingere il più avanti possibile l’apprendimento e l’intelligenza umana è possibile se si accetta di mettere in gioco la propria umanità e di “prendersi cura” di quella degli altri. Nel corso degli anni di insegnamento e formazione in tutti i contesti possibili e immaginabili, Albero Pian ha osservato a fondo questo meccanismo. Non solo Freinet, ed i suoi principi. Così l'autore ha creato delle tecniche pedagogiche utili per favorire la costruzione di questa relazione. Alberto Pian ce lo spiega nel suo ultimo libro, "In aula a distanza misto", con tantissimi esempi concreti, dedicato a tutti gli insegnanti e ai formatori. Quello che scrive in questo libro non è molto comodo per il lettore perché, alla fine, gli chiede di mettersi in gioco con grande apertura e impegno. Qualcuno, seppur non una massa, darà l’attenzione di cui parlava Freinet in cambio di cuore, l’essenza, la radice più profonda della esperienza quando parliamo di una relazione pedagogica, squisitamente umana, alla base di un sano apprendimento e insegnamento.

Uno dei temi che più interessano educatori come Alberto Pian riguarda il linguaggio. Qualsiasi comunità ha bisogno di un suo codice speciale per riconoscersi, anche all’interno della lingua ufficiale. Fino a creare nuovi mondi, proprio attraverso nuovi “linguaggi“. Lo sapeva Dante, lo sa oggi l’influencer Elisa Esposito, lo sapeva John Fante, e lo sappiamo anche noi quando vogliamo raccontare. Ma perchè si scrive, perché si racconta? E perché in campo artistico i linguaggi si moltiplicano all’infinito, ma nessuno di loro può essere subordinato a regole e obiettivi?

Oltre al lavoro sul suo blog, Alberto segue una comunità di educatori ed insegnanti ed organizza eventi. 

che cos'è oggi lo storytelling senza il cinema e le immagini?

Bisogna precisare che lo storytelling non è video e immagini, anche se le ricerche del pubblico riguardano stringhe come "video storytelling" o "visual storytelling". Tutti sanno che per raccontare e appassionare basta la propria voce. Non solo un microfono o un podcasting, ma solo di voce e tutti la usano. Racconti a qualcuno e il racconto finisce, sparisce, verrà solo "ricordato" e quindi sarà un altro racconto, l'originale sarà perduto per sempre.
Oggi che tutto è registrato nei social e nei bit che verranno conservati all'infinito (anche se tu cancelli), questa lezione di semplicità e di caducità delle cose  è importante. La tecnologia viene dopo essere consapevoli di queste basi. Ci sono tecnologie informatiche e telematiche  fin da prima che si affermassero al largo pubblico. Ma proprio per questo la tecnologia viene sempre "dopo".
Pensare a una storia, a un metodo, a ispirare, a eseguire un lavoro per qualcuno partendo da quello che può fare la tecnologia o dagli effetti speciali del momento è sbagliato. Partire da una tecnica ti chiude in un mondo fittizio, ti impoverisce culturalmente e umanamente. E poi ti porta a osservare il mondo da una visuale limitata (perciò distorta). Come puoi creare storie, ispirare, formare, lavorare per i clienti partendo da visuali ristrette, destinate a essere rapidamente consumate? 
Un'opera letteraria, artistica, non si consuma e anche gli eventi storici rimangono e vengono continuamente evocati e studiati. La tecnologia viene invece superata. 
La sua mail preferita è arakhne@mac.com perché si ispira proprio al mito di Aracne che spiega quale sia il rapporto fra Arte e Tecnica. In sintesi:  tendere all'Arte anche se non siamo artisti. 
Allo stesso modo ha un canale YouTube dove si trovano filmati di ispirazione, di formazione, di vario genere. Questi possono essere brevi o registrazioni di webinar secondo i casi. Sono dei documenti che possono fornire degli spunti.
Ha creato il Magazine Your Storytelling, solo in formato ePub 3 interattivo e solo per smartphone, con nuovi contenuti tematici. Il primo numero è già uscito, è dedicato al tema Sentimenti & Emozioni e contiene anche una video graphic novel che parla proprio di sentimenti e di emozioni,  Quartiere Latino. Contiene anche un gioco e uno sketchnote dell'artista Genny Boscarin in omaggio.

Dal blog http:// www.abc.it scarichi gratuitamente due template creati apposta da Alberto Pian
Uno per produrre una PhotoStory e uno per creare un Comics.
Questi template sono da utilizzare con Keynote (per Mac, iPad / iPhone e anche da Windows, attraverso la webapp Keynote in www.icloud.com) e (con qualche limitazione), con PowerPoint
Li scarichi a questi indirizzi dove trovi anche le informazioni per installarli e utilizzarli al meglio:


Inoltre  Keynote è una vera e propria complessa applicazione di video grafica animata e interattiva. Non crei solo qualche slide, ma produci animazioni fantastiche, filmati, videopodcast, loghi animati, eBook, giochi interattivi, quiz, impaginazioni grafiche delle dimensioni che vuoi, poster e un sacco di altre cose. Leggi questo articolo e guarda questa animazione: Amazing Word
Se vuoi sapere di tutto e di più su Keynote, fruga nel blog http:// www.abc.it 
e nel  canale YouTube: http://www.youtubealberto.it

Ecco qualche spunto

Articolo. Articolo. Le animazioni di Keynote
Articolo. Keynote Revolution: insegnare animando - !° Parte - 2° Parte


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