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venerdì 28 ottobre 2011

Adrea Zanzotto

Andrea Zanzotto ci ha lasciato le sue poesie e la sua poetica. Egli, con un tempismo preciso, si è inserito tra le avanguardie degli anni '60 che fecero scuola nel post-68 (Levi-Strauss, Mythologiques, il pensiero mitico, selvaggio; Lacan, gli Ecrits; Foucalt, Mots de choses; Derrida, De la Grammatologie).
  • Per Zanzotto, il problema del poetico, ... è la circoscrizione dell'essere al suo livello massimo di autenticità (verità),  da effettuare mediante la traversata a doppio senso dei codici e del linguaggio, dato che l'essere non è altro che essere-di-linguaggio.
  • la fenomenologia della raccolta Beltà, attesta di questo doppio e incessante movimento da e verso l'"origine", ... nella figura di una potente antitesi a 4 termini: amnesia-afasia, da un lato (del significante originario); memoria-verbalizzazione dall'altro lato (dei codici)
  • gli ordini del mondo ... tendono tutti a ridursi, sotto la pressione del significante primitivo, nel Galateo, al livello informe e indifferenziato del residuo, e, in Fosfeni, al livello, parimenti omogeneizzzante, della sublimazione, cristallo o pura goccia di luce, campitura astratta di colore.
  • loghion, presunto diminutivo del loghos, ma anche minuscolo trattino di penna (barretta incerta), parola vuota, o punto luminoso, nome-cristallo  o lucciola (bubola o borboleta fosforica).
  • Idioma converge verso quel punto, ove il significante della rimozione (i codici della cultura e della storia) risultano azzerati nella non-linuga del dialetto, nell'espressione idiomatica collettiva, neutra, fatta di memoria senza storia. Sperimentazione del'anonimo ....ove entrambi i Soggetti di sapere, quello raappresentato dall'Io e quello rappresentato dal Mondo, si sommano e si annullano nella "realtà assoluta" di quella figura che è la morte reale, non la morte simbolica: qui, nella serie dell'"onde éli", presente sotto la specie della morte individuale; in Mistieròi, presente invece sotto la specie della morte antropologica... un bambino osserva comparire e sfilare, come in una lanterna magica, le "figurine" rappresentative di mestieri che ora non ci sono più. Scheggie perdute di una totalità antropologica....
Stracaganasse o castagne secche

(l'amorosa folla di degusta-pollini e spossa-midolla)....
 ...........................................  :        e ci sarà
quancuno a imbrogliarci con gioco detto "Bèpo e la Jeja"
ma noi lo insaccheremo con le nostre trovate grifagne
 e poi ci metteremo a tavola di fronte a una
sfarinata, magra di vitamine, a un pasto di stracaganasse;
davanti ad un bicchiere di vino piccolo
guardandoci l'un l'altro come sacre immagini
 attenderemo il sàtori

Tavoli, Giornali, Alba Pratalia
(la tovaglia bianca come un campo dpronto per essere arato, per essere riempito di aste fatte con la penna, ricorda l'indovinello primo esempio letterariod nella lingua volgare "Se pareba boves,... et alba pratalia araba, et nero semen seminaba)
la reliqua, l'oggettino che racchiude la struttura, occorre nel "lustro" impresso sui tavoli d'osteria, nel "cerchiolino di vino formato dal bicchiere:

E il vento scopa via la morte che non ci sente per niente......

te agnello di neve       smemorato per alba pratalia
tu neve agnella
che io andando per queste righe calpesto, calpesto,
e m'ingrandiscodi te mille volte piccolo come cristalli di neve
e m'ingrandisco di due zolle di neve sotto i piedi
ho zoccoli di legno-neve, druck druck, sempre più alto vacillo
sempre più alto grazie ai tuoi più piccoli nomi-cristalli
.....................................................................vacillo

E il nome di Maria Fresu
continua a scoppiare
all'ora dei pranzi
in ogni casseruola
in ogni pentola
in ogni boccone
in ogni
rutto - scoppiato e disseminato -
in milioni di
dimenticanze, di comi, bburp.


Justaonbrele

Se justa onbrele: pò va
che no'l piof mai che basta

A la Maria Carpèla

(che la 'ndéa a pontar par le case):
Si no 'l te fèsse 'n paradiso
sposta par ti, anca si paradisi no ghe n'é,
al saràe da méter a l'inferno
l'istesso Padreterno -
la saràe da méter a l'inferno
tuta, tuta quanta la "realtà"
si par ti no la fèsse 'n paradiso
pien de bontà come la to' bontà,
gnentaltro che 'l paradiso
come ti tu l'à pensà.

 
.....Onde éla la Urora e i burzholà
e le caròbole e i sòrboi che la ghe vendéa
al cèi par diese schei: .......
.......Cussì inocà col cor son restà là
a la finestrela cèa...
E svodà pian pianin la se 'véa
 e in éla altro che stele no ghe n'era
e 'l libret de le none e dei so' tènp se 'véa serà.
..........................
"Ma, voi, benedisè,
ancora 'na òlta 'l vostro nevodet,
parché ades che l'é 'n òn, debòto consumà,
par voaltre 'l matregne quel che, tosatel, l'à lodà".

"Tato" padovano
nella tua epigrafe-manifesto
gettata per la tua città
dicono della tua
"voglia di comunismo"
e invece sei  morto così in
un incidente di motociclismo
(ciao Sic)


Tutti i rimproveri pare si calmino
 .....................   riverberando
Tutto è distrazione e
.................... forse meno, un
poco meno del previsto, pena

Da: A. Zanzotto, Poesie (1938-1986), Oscar Mondadori, ISBN: 88-04-42691-8

martedì 26 luglio 2011

Giovanni Keplero aveva un gatto nero

E' da poco uscito questo libro di Marco Fulvio Barozzi (Popinga) sottotitolato: Matematica e Fisica in versi, ScienzaExpress.
Vi si presentano alcune forme di poesia, alcune ampiamente sfruttate come i Limerick, i Clerihew, altre meno usate come le rime anacreontiche o incarrighiane, e gli Haiku. 

La vecchia diga:
energia potenziale 
diverrà luce.

Fiore di pesco
lieve cade sul prato:
g in azione.

 Oltre al gatto di Keplero, ecco la mia preferita

La fusione nucleare

Vinti da un impellente desiderio,
due nuclei innamorati di deuterio
fecero una fusione.
Ci fu un'esplosione:
la nascita di Elio provò l'adulterio.

Le poesie come mezzo per parlare di scienze sono distintive dello stile e mondo  anglosassone.  Questa è di Jack Oliver:
“If creativity is what you strive for,
The status quo you must learn to abhor,
Chains of convention unfetter,
Seek the different yet better,
Pay no attention to those keeping score!”

Questo articolo fa parte di  una  passata edizione di FASEB


martedì 12 gennaio 2010

highway 61 revised, elezioni regionali

Bob "Zimmerman" Dylan, ancora non illuminato dalla luce (cattolica) a mò di John Belushi aka Jack Blues (Brothers), scriveva (tra il 62 ed il 68) poemi post-beat, liriche e ballate rappresentative della società attuale.
"Ballad of a thin man" ..you've been through all of F. Scott Fitzgerald's books, you're very well read it's well known, because something is happening here but, you don't know what it is, do you, Mr Jones... (Mi minore, scala discendente)
"Desolation row" ..everybody's shouting "which side are you on... all the people that you mention, yes I know them they are quite lame, I have to rearrange their faces and give them all another name...
"It's allright Ma, I'm only bleeding" .... but I mean no harm nor put fault on anyone that lives in a vault, but it's allright Ma, if I can't please him...
"Subterrean homesick blues" ... you don't need a weatherman to know which way the wind blows...
"Highway 61 revised" ... he was trying to create a next world war, he found a promoter who nearly fell off the floor, he said I never engaged in this kind of thing before...
"All along the watchtower" ....there are many among us who fell that life is but a joke, but you and I, we've been through that, and this is not our fate, so let us not talk falsely now, the hour is getting late...

Ecco una selezione deii peggiori attuali nostri incubi reincarnati, lapsus freudiani e verità sfuggite per troppo prendersi sul serio:
Sandro Frisullo (intervento a Martano): Non credo in ciò che penso....
Ezio Mauro (Che tempo che fa, domenica 10.1.2010): l'onorevole Cicchitto, capogruppo della P2...
Di Pietro e Beppe Grillo, (parodiando): tu mi dai la Toscana, io ti dò il Lazio....
Il premier Berlusconi (intervistato al rientro pubblico): eh queste statuine del duomo hanno perso valore, te le tirano dietro.....
Nicki Vendola (Anno zero, 7.1.2010): in questi 4 anni si sono realizzati: incentivi alla ricerca, all'innovazione per lle aziende, ai dottorandi e personale della ricerca, fondi per il teatro, il cinema, promozione turistica, ecc....
Ci sarebbe bisogno di uno sguardo al futuro, e non al passato, una capacità di previsione e organizzazione del domani.....
Il mio rammarico è che non è stata cambiata la gerarchia di comando ed il modus operandi all'interno della struttura, infatti sono stati arrestati funzionari che richiedevano tangenti per fornire acqua, un funzionario è stato trovato ucciso (come nel libro di Omar di Monopoli Uomini e cani), i fondi alla ricerca sono finiti alle Nanotecnologie (direttore Cingolani, il responsabile della suddivisione dei poli ambientale (Lecce), alimentare (Foggia) e biomedico (Bari) sotto il governo Fitto, e le commissioni valutatrici dei progetti non abbiano svolto nessuna critica o valutazione seria nè dei progetti nè delle tesine dei giovani dottorandi o assegnisti.

giovedì 19 novembre 2009

haiku, 3a serie

Altri haiku non inseriti nelle serie precedenti

Fujiwara Aho (1700-1800, Buttons and bubbles)

Unappreciated
the old man sits alone
the would-be wisdom lost.

Winter's tranquil chill
first comes down in raindrops
liquid Yule-time air (solstizio).

Saito Sanki, 1900-1962

Busta di telegramma
- Perdonami -
stelle in una stagione di pioggia.

- Cannonate -
contandole una ad una,
ghiaccio si squaglia sulla lingua.

Veglia fredda per mio fratello
dormendo piango
sveglio, mangio le offerte.

Il mio paese nella fame
anch'io sto teso in piedi
mirando un arcobaleno d'inverno.

I gitanti al picnic -
quelli che giacciono là
prima eran soldati.

Sussurro un nome
un insetto mi sfiora luccicando
notte illuminata.

Sul tetto dell'ospedale
un malato lancia un aquilone
troppo corto lo spago.

Come sono stupendi
i seni delle donne -
l'estate è giunta.

Legni spiaggiati -
aspettando la madre un'ama (pescatrice di perle)
accende il falò.

La terza età -
danzando con una maschera
nel bosco lunare.

E' così soffice -
cadon fiocchi di neve
su altra neve.

Fine del viaggio
accanto a una secca stella di mare
al chiaro di luna.,

mercoledì 17 settembre 2008

A Boat beneath a Sunny Sky


by Lewis Carroll

A BOAT beneath a sunny sky,
Lingering onward dreamily
In an evening of July —

Children three that nestle near,
Eager eye and willing ear,
Pleased a simple tale to hear —

Long has paled that sunny sky:
Echoes fade and memories die:
Autumn frosts have slain July.

Still she haunts me, phantomwise,
Alice moving under skies
Never seen by waking eyes.

Children yet, the tale to hear,
Eager eye and willing ear,
Lovingly shall nestle near.

In a Wonderland they lie,
Dreaming as the days go by,
Dreaming as the summers die:

Ever drifting down the stream —
Lingering in the golden gleam —
Life, what is it but a dream?

This poem is reported in Poetry Foundation, whose web page in linked here

Incidentally, I here report about a few very good limericks, quoted in the FASEB Journal article Writing Science: The Abstract is Poetry, the Paper is Prose, by Gerald Weissmann

mercoledì 25 giugno 2008

Circumference, New York, poetry library


Circumference, issue 4, 2007

Ρώτησέ το ο Σωκράτης είπε η Μαίρυλιν

Είσαι ο γενικός σκύλος
Η πιο μεγάλη η πιο τρομερή φοβερή σκοτεινή
αίσθηση της πιο μεγάλης πλατείας.
Σκύβοντας λίγο μπροστά
ή
περισσότερο πίσω
Το ξωντανό μέρος
και
λίγο μαλακό πεθαμένο
θ'αφήσει τον πάτο;
Ή το δωμάτιο θα γυρίσει ανάσκελα
σαν μύτη κουταλιού;
Ποιά θα είναι η γενική εικόνα για την κατάσταση;
Θα μου κάνεις άλλες ερωτήσεις;

Αρχίξει να πρήξεται σε γαλάξιο φόντο
το πιο μεγάλο ttio kίtρiνo ttio μαύρo
οι πιο πολλές πεταλούδες.


written 1977
*Ersi Sotiropoulos

Ersi Sotiropoulos is a female Greek poet, novelist, and short story writer. Her novel, Zigzag through the Bitter Orange Trees, was awarded both the National Literature Prize and the Book Critics' Award in 2000. She has written scripts for film and television and participated in several exhibitions of Visual and Concrete Poetry.

Ersi Sotiropoulos è stata a Lecce il 20 giugno, corte dei cicala, Libreria Liberrima
Tentare, toccare, odorare: sensi e sensazioni nella prosa di Ersi Sotiropoulos
To try, touch, smell: senses and feelings in Ersi Sotiropoulos. The writer was in Lecce, friday 20.6


Ask Socrates Marilyn Said

You are the general dog
The biggest most terrible awful dark
sensation of the greatest square.
Leaning forward a little bit
or
more backwards
the living part and slightly soft dead
will it leave the bottom?
Or will the room turn upside down
like a spoon's tip?
What will the general picture of the situation be?
Are you going to ask anymore questions?

It's starting to swell against a blue background
the biggest most yellow most black
the most numerous butterflies.
Translated from Greek by
*Stavros Deligiorgis

Ri kaj
We kateq'an puwi' jum ri'j k'isis
we katopan pa ri utza'm ri uq'ab',
kawilo chi ri uwächulew
man naj ta k'o wi che ri kaj.

Pa chuwitz'aq
katkuwinik kachapo.


El cielo
Si te encaramás a un viejo ciprés
y trepás por sus ramas,
verás que la tierra
no está lejos del cielo.

En Momostenango
podrás tocarlo.

written (in Maya Ki'ché and Spanish) 1990—1995
Humberto Ak'abal (whose Mayan name means Storm at Dawn) was born in 1952 in Momostenango, Guatemala. He left school after sixth grade to herd his family's sheep, but he never stopped reading and writing poetry. His first book of poems, El animalero, was published in 1990. A selected volume, Ajkem Tzij/Tejedor de palabras (Weaver of Words), was published in 1996. In 2004 he rejected Guatemala's most prestigious literary prize, the Premio Miguel Angel Asturias, because of racist statements made by the eponymous Nobel laureate.

The Sky

If you climb up an old cypress
and hang on the highest branch,
you will see that the sky
is not far from the earth.

In Momostenango
you can touch it.

Translated from Spanish by
*John Oliver Simon


Smrt na nás čekala jinde
Serrés les uns contre les autres
Les morts sans haine et sans drapeau
Cheveux plaqués de sang caillé,
Les morts sont tous d'un seul côté.

—René Arcos


Ze severu jsme se presunovali
po hlubokých píscitých cestách

Slunce hrálo, žluté a fialové lesy vonely
Všude se červenaly brusinky,

dvakrát jsem spatril bežící ližku,
jednou dokonce vlka žediváka

Tu a tam tetrev, a hodne tetrívku,
škoda, že jsem nemohl na chvíli zastavit a trochu
si zastrílet

Jeli jsme tak rychle, jak jen možno po jemném,
suchém písku,
pásy prokluzovaly

Jelo se hur než po bláto,
ale na místo jsme dorazili o neco drív, než bylo určeno

V nazlátlých vodách Narvy ležely
zrezivelé vraky dlouhých dopravních lodí
Všechno pred námi horelo

Seníky, kamenný statek,
bílé budovy kláštera na mírném svahu nad jezerem
Težký, šedočerný kour se valil i z nedalekého hrbitova

Ukryli jsme tanky v jablonovém sadu
a čekali

Nejdríve prišly deti,
pak se priblížilo také nekolik žen
Domnívaly se, že jsme Nemci

Pod námi
na šterkovém brehu porostlém rídkými trsy trávy
leželi muži zabití v minulých dnech

černali se tam nahí a bosí,
vesnicané jim vzali šaty a boty
V noci je hryzali psi a vepri
Ale co je zvláštní: víc než mrtvolný pach byla cítit rybina

Preletoval nad námi bombardér
bachratý jako nafouklá mržina
Pokaždé se v porádku vracel
zpátky do ruských pozic

Slyšeli jsme kostelní zvony z Dorpatu
a vzápetí se ozvalo vytí,
objevil nás hloubkar
Kulka mi žkrtla o hrbet ruky,
ani me nežkrábla, jen spálila kuži,

odražený kámen promáckl moji prilbu,

vzmal se nákladní automobil,
vybuchla bedna s ručními granáty,
kamarád Gillis se užkvaril
A tím to skončilo

Zranení byla vetšinou lehká
Ruku jsem si ovázal sám

Markýz de Gebelin vytáhl foukací harmoniku,
dva tri hlasy se pridaly
Otevrel jsem si krabičku sardinek. Ó má plavovlásko

Teprve večer, chvíli pred setmením,
se na motorce prihnala spojka s rozkazem
gruppenführera Furluka
vesnici okamžite opustit

Byli jsme k smrti unaveni,
ale smrt na nás čekala jinde

Noc byla bílá a ružová

*Ivan Wernisch
Ivan Wernisch was born in Prague in 1942. He has published over twenty collections of poetry, as well as numerous translations from poets including Paul van Ostaijen, Hans Sachs, and Walther von der Vogelweide, as well as from German and Russian folk poetry. An English translation of his work, In the Puppet Gardens: Selected Poems 1963-2003, published by Michigan Slavic Publications in 2005. "Death was Waiting for Us Elsewhere" first appeared in the 1997 collection Journey to Ashkhabad.


issue 3, 2007

Death was Waiting for Us Elsewhere
Serrés les uns contre les autres
Les morts sans haine et sans drapeau
Cheveux plaqués de sang caillé,
Les morts sont tous d'un seul côté.

—René Arcos

We were relocating from the north
along deep sandy roads

The sun warmed us, the yellow and purple forests were fragrant
The red of cranberries was everywhere,

twice I saw a fox run by,
once even a gray wolf

Here and there a wood grouse, and lots of black grouse,
it's a shame I couldn't stop for a while and do a bit of shooting

We went as fast as we could on the fine, dry sand,
the treads kept slipping
It was worse than traveling in mud,
but we reached the place somewhat earlier than had been designated

The rusted wrecks of long transport ships
lay in the gilded waters of the Narva
Everything before us was burning

Haylofts, a stone farmhouse,
the white buildings of a monastery on a gentle slope above the lake
Heavy, gray-black smoke even poured out of the cemetery nearby

We hid the tanks in an apple orchard
and waited

First the children came,
and then some women approached
They thought we were Germans

Below us
on the gravel shore dotted with sparse tufts of grass
were men who'd been killed in previous days

They lay there black, naked and barefoot,
the villagers had taken their clothes and shoes
The dogs and pigs gnawed on them at night
But the strange thing was: you could smell fish more than the stench of corpses

A bomber flew over us
as pot-bellied as bloated carrion
Each time it returned intact
back to the Russian positions

We heard the church bells from Dorpat
and soon after a howling sound,
a dive bomber had discovered us
A bullet grazed the back of my hand,
it didn't even scratch me, just burnt the skin,

a stone ricocheted and dented my helmet,

a truck caught fire,
a box of hand grenades exploded,
my friend Gillis was burnt to death
And that was the end of it

Most of the wounds were light
I bandaged my hand myself

The Marquis de Gebelin pulled out his harmonica,
two or three voices joined in
I opened a tin of sardines. Oh my fair-haired girl

Only in the evening, a bit before dusk,
did a messenger rush up on a motorcycle,
with an order from gruppenführer
Furluk
to leave the village immediately

We were tired to death,
but death was waiting for us elsewhere

The night was white and pink

Translated from Czech by
*Jonathan Bolton


issue 5, 2007
Sopa de miga de pan
Esto es la gloria,
y si no lo es, son sus migajas más espesas.
Al estilo de las larvas
recordar casi me cuesta el futuro
y aún conectado a una esperanza tan cristalina,
me dejo agobiar por emisoras
con todo tipo de nostalgia o interferencia.
Y así, enjuto,
al buscar su retrato en la música de la nación
transcribo bailes de sociedad, competiciones de pulseo
en una floresta por todos y para el bien de todos
de la cual mi melancolía sale inmune,
esto es la gloria o al menos su aserrín más oloroso,
pero no, que va, esto es la gloria.
Voy traduciendo en planchas de plywood del peso de una mosca
la plenitud de cierta clase de recuerdos,
atiende pues, a este repertorio de espejismos artesanales
que se resisten al matando y salando de la memoria,
inclínate y repite conmigo: esto es la gloria
y si no uno de sus hollejos más dorados,
pero no, que va, esto es la gloria.


written 1984
*Omar Pérez López

Omar Pérez López was born in Havana, Cuba in 1964. "Sopa de miga de pan" is from Algo de lo sagrado (UNEAC, 1996).

Soup from Breadcrumb

This is the glory,
and if not, these are the thickest of glory's crumbs.
Just as for grubs
remembrance nearly costs me the future
and still attached to such crystalline hope
I let radio stations get me down
with all matter of nostalgia or interference.
This way—gaunt,
seeking glory's portrait in the nation's music—
I transcribe society balls, armwrestling contests,
in a forest for all for the good of all
out of which my melancholy emerges immune.
This is the glory or at least its most fragrant sawdust,
but no, what am I saying, this is glory.
I go on translating the plenitude of a certain sort of memory
into plywood planks, mothweight;
now look at this repertoire of handcrafted mirages
that refuse to be killed and salted by memory,
lean over and repeat with me: this is glory
and if not, well, then one of its most golden skins,
but no, what am I saying, this is the glory.

Translated from Spanish by
*Kristin Dykstra

lunedì 23 giugno 2008

Cucina economica


Domenica ore 17, RAI 1:
hanno dato un film molto intrigante, Ricette d'amore, storia di una chef, Martha, responsabile di cucina in un ristorante alla moda, e di un cuoco italiano (sergio Castellitto) che si fa apprezzare per la sua umanità e per saper comunicare con una bambina, chiamata nipote dalla chef, ma di fatto rimasta sola per la morte della madre (nel finale, il padre italiano la riporterà indietro in Italia, a casa nella sua nuova famiglia), un film sulla comunicazione, e attenzione per l'altro,
e' molto bella la scena della cena che Castellitto prepara a casa della zia per la nipote:
lei chiede: metto i piatti?
"no, questa è una cena diversa, si mangia senza piatti...
e intavola una serie di finger foods, pasta saltata, involtini di prosciutto, fettine di melanzane grigliate... una cena che verrebbe voglia di preparare per ricreare quella atmosfera intima...

In the movie "Love recipes", 2001, is shown the story of a woman "chef cuisine" Martha, and a new italian cook, Castellitto, with ability to communicate without words, and establishing a friendhsip with a little girl, orphan of mother, that Martha accepts in her house waiting for the natural father to come and take the girl home. Castellitto one evening is invited by the girl to come to cook for the two of them, in her house.
Martha asks: "should I prepare the dishes on the table?"
"no, this dinner is different, we'll eat without dishes...
and brings a series of finger foods, pasta on a shared pot, serve-yourself ham rolls, grilled aubergines... a way of eating that creates an intense an intimate athmosphere...
To repeat at home, if you want try...

Umberto Saba - Cucina economica

Immensa gratitudine alla vita
che ha conservate queste care cose;
oceano di delizie, anima mia!

Oh come tutto al suo posto si trova!
Oh come tutto al suo posto è restato!
In grande povertà anche è salvezza.
Della gialla polenta la bellezza
mi commuove per gli occhi; il cuore sale
per fascini più occulti ad un estremo
dell'umano possibile sentire.
Io, se potessi, io qui vorrei morire,
qui mi trasse un istinto. Indifferenti
cenano accanto a me due muratori,
e un vecchietto che il pasto senza vino
ha consumato, in sè si è chiuso e al caldo
dolce accogliente, come nascituro
dentro il grembo materno. Egli assomiglia
forse al mio povero padre ramingo,
cui malediva mia madre: un bambino
esterrefatto ascoltava. Vicino
mi sento alle mie origini: mi sento,
se non erro, ad un mio luogo tornato;

al popolo in cui muoio, onde son nato.

martedì 3 giugno 2008

poesia e materia / objects and poems


Esenin
(vedi anche: http://www.nuoviargomenti.net/poesie/confessione-di-un-teppista/)

(versione di Angelo Branduardi)

Confessione di un malandrino
Mi piace spettinato camminare
col capo sulle spalle come un lume
così mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.

Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
l'agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.

Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi

ma mi vogliono bene come ai campi,
alla pelle ed alla pioggia di stagione
raro sarà che chi mi offende scampi
dalle punte del forcone.

Poveri genitori contadini
certo siete invecchiati, ancor temete
il signore del cielo e gli acquitrini
genitori che mai non capirete

che oggi il vostro figliuolo è diventato
il primo fra i poeti del paese
ed ora con le scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.

Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
alla vacca s'inchina sua compagna.

E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.

Voglio bene alla patria benché
afflitta di tronchi rugginosi
mi è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi

son malato d'infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'aprile.
Sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.

Dal nido di quell'albero le uova
per rubare salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima.

E tu mio caro amico vecchio cane
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.

Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola all'uomo ed una al cane

io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.

Buonanotte, la falce della luna
si cheta mentre l'aria si fa bruna
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.

La notte è così tersa
qui forse anche morire non fa male
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.

O pegaso decrepito e bonario
il tuo galoppo è ora senza scopo
e giunsi come un maestro solitario
e non canto e non celebro che i topi.

Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.

 
Jimenez
Il tema qui trattato, dei ricordi e dei 5 sensi per mezzo dei quali cui restiamo legati al vissuto, mi richiama questa poesia 

Sono io stanotte a camminare
nella mia camera o forse il mendico
che s'aggirava furtivo nel mio giardino
all'imbrunire?
Mi guardo intorno
e trovo che tutto
è lo stesso e non è lo stesso...
Era spalancata la finestra?
non mi ero già addormentato?

Non era verde-tenero il giardino?
Il cielo era azzurro terso...
e ci sono nuvole
e soffia il vento
e il giardino è cupo e malinconico.

I miei capelli erano neri, credo
ero vestito di grigio...
e sono grigi i miei capelli...
e sono vestito di nero...
E' questo il mio passo?
Questa voce, che prende suono dentro di me,
ha i ritmi della mia voce di una volta?
Sono io o sono il mendico
che s'aggirava furtivo nel mio giardino
all'imbrunire?

Mi guardo intorno... ci sono nuvole e soffia il vento...
Il giardino è cupo e malinconico...

Io vengo e vado... Non è vero
che mi ero già addormentato?
I miei capelli sono grigi... e tutto
è lo stesso e non è lo stesso.


Haiku di Seishi Yamaguchi


Ecco altre poesie haiku,
che per loro natura prendono spunto da oggetti e elementi della vita reale
per Giorgia, nel libro c'è anche il testo originale in kanji...

From: The essence of modern Haiku, translated by T. Kodaira and A.H. Marks

Kumo no i ni
kakari hotarubi
haya kuwaru

A firefly's light
ensnared is a spider's web,
swiftly devoured.

Luce di lucciola
catturata nella tela del ragno
rapidamente consumata


Hi ni takeru
tawara no uchi ni
honoo nashi

A straw bag on fire
with no flames penetrating
its interior.

cesto di paglia che brucia
le fiamme non penetrano
al suo interno


To(o)mei no
hyokai yotsu no
heya ni kiru

Iceman with his saw
cutting a clear block of ice
into four chambers

L'uomo del ghiaccio sega
tagliando un trasparente blocco
in quattro parti


Yudo(o)fu ga
niyu kadokado ga
yure ugoki

Tofu simmering -
corner by corner trembling,
shaking with the heat.

preparando il tofu
tremolante da un angolo all'altro
scosso per il calore


Yamakubo wa
mikan no hana no
nioitsubo

A mountain hollow,
becoming a sniffing bowl
for mikan blossoms.
(mikan: japanese orange tree)

una conca montana
diventa una coppa odorosa
di fiori d'arancio


Sho(o)nen no
gotoshi ume no mi o
hameba sushi

Chewing on a plum:
sour taste making me feel
like a boy again.

Masticando una prugna fermentata (umeboshi):
sapore acido che mi fa sentire
di nuovo ragazzo


Taratara-no
en ni shitataru
inabikari

Falling drop by drop,
speckling the veranda-
flashes of lightning.

(dripping taratara
on the veranda-
lightning flashes)

pioggia a gocce
spruzza la veranda:
baleni di lampi

Kaisuigi
nugeba shussho(o)
irai no shiro

Under my swimsuit,
a whiteness that has not changed
since my natal day.

Sotto il costume da bagno
una bianchezza immutata
sin dalla mia nascita.



Daivingu
kuuchuu no koto
mijikaki kana
1953

il tuffatore
l'esperienza a mezz'aria
quanto è breve


gli haiku sono composizioni in versi, in genere di 5-7-5 sillabe, ma ci sono nche esempi di verso più libero, con metrica rotta da un rigo al seguente, una parola polisillabica può essere parte di un verso e finire nel verso successivo.
L'elemento importante è l'associazione con la natura e la presenza del Kigo, parola stagionale. le parole stagionali sono di 5 tipi, 4 stagioni + l'anno nuovo.
Nella corrente post-bellica si nota l'innovazione dei poemi con l'uso di parole moderne, e il collegamento con le opere dell'uomo.

Varie immagini e figure sono presenti nei poemi.

1: Omissione

Rodin avrebbe tolto a colpi di scalpello
quel cumulo di nubi libranti
col loro eccesso di carne

2: Relazione

La struttura di acciaio
ritorta nel tempo di un attimo
si ossida nel gelo. (Hiroshima)

3: Metafora

Una valle montana,
tesi diventata auna coppa odorosa
antitesi di mikan in fiore

4:sintesi

Hanabi in mano
sprizzante bolle di fuoco
il fuoco è acqua

5: parola stagionale

Santità somma:
dove gli stupa dei morti
diventano ripari dalla neve.

6: creazione di immagini

Voci nella nebbia,
voci che prendono forma-
la forma di una scolaresca.

da "The essence of modern Haiku- 300 haiku di Seishi Yamaguchi", Mangajin Inc.

mercoledì 21 maggio 2008

Altalena


COLUMPIO

A caballo en el quicio del mundo
un so
ñador jugaba al sí e al no

Las lluvias de colores
emigraban al país de los amores

______Bandadas de flores
Flores de sí_______Flores de no

_____Cuchillos en el aire
_____que le rasgan las carnes
_____forman un puente

Sí______________________No

_____Cabalga el soñador
_____Pájaros arlequines
cantan el sí________Cantan el no


Gerardo Diego, Imagen 1918-1921

lunedì 19 maggio 2008

il passato non cessa di passare


IN UN SOFFIO (Alfonso Gatto, La forza degli occhi, '50-'53)

Risvegliare dal nulla la parola.
E' questa la speranza della morte
che vive del suo fumo quando è sola,
del silenzio che ventila le porte.

Il passato non cessa di passare
e l'odore che sparve è l'aria calda
che ferma gli oleandri lungo il mare
in un soffio di mandorla e di cialda.

dedicato a: la foto del padre di Cannella
la Zuccheriera di Salamanca


martedì 29 aprile 2008

Poesia del '900


Sicilia 1948

I nostri paesi in guerra
si gemmano di sale.
Il cavaliere del cielo
è un’ombra sulla terra
del grande piazzale.
L’afa, una voce che s’è fermata:
la morte nera sboccata.
Il canto s’è visto tacere
il canto s’è visto cadere.
Sola con sé povera cosa
la morte afosa,
la morte che non riposa.
Viva il re.
Nei secoli fedele
la mosca sul miele.

Alfonso Gatto, La forza degli occhi, 1950-1953

giovedì 24 aprile 2008

HAIKU


HAIKU

sono poesie brevi, dalle regole precise, con tre strofe formate da 5, 7, e 5 sillabe

Haiku are short poems made by 3 lines of 5, 7, and 5 syllables, in which seasonal words (snow, flowers, rain, festivals) remember to the reader the atmosphere of the season (furyu). As example, furin, the bells pending from the ceiling and doors, and swinging at the summer winds....

esistono autori fuori dall'ordinario, bravi per la freshezza di stile e per la ispirazione mai stucchevole.

Ecco alcune poesie di Fujiwara Aho, vissuto nel 18 secolo.

Sore ja naku,
Ore no iitai no wa
Are desu yo

Traduzione (senza rispetto preciso della metrica), tratta da "Buttons and Bubbles"

You don't have it
You search too hard for essence
and miss the thing itself

in italiano, letteralmente (grazie, Georgia):
"Non è quello là
ciò che intendo dire
è proprio questo"

una sua poesia con sconvolgimento finale:

Holiday playtime through
the family goes home
Hey! Our house is gone!

in italiano:

finita la gita
la famiglia rincasa:
non c'è più casa!

eccone una futurista alla Palazzeschi:

Cough, cough, sneeze, sneeze, cough
cough, hiccup, hiccup, gasp, cough,
boy, do I feel sick

tciù, ciù, sniz, snaz, ciù,
etcì, hic, hac, gasp, etcì
come sto a pezzi

Un altro grande giapponese autore di haiku non convenzionali, è Mori Sumio

Migomorite
Akaki higasa wo
chisaku sasu

Baby belly yull
she shades herlself small with
a poppy parasol

Incinta, tiene
aperto in mano, rosso
un parasole
-------------------------
Saito Sanki, 1900-1962 (Peaches at night, Kobe Hotel, Haiku, Metamorphosis, Today e Flag):

Hiroshima-
to eat a boiled egg,
the mouth opens.
 

Hiroshima è:
Un uovo sodo, a mangiar
s'ha d' aprir bocca!

Autumn night-
the comedian disappears
as the clapping thins out
 

Notte d'autunno:
l'istrione va, finiti
i battimani

What does it mean,
realism? How sour
this grape tastes.
 

Che significa
realismo? come agre
gusta quest' uva
 

High sky-
a lunatic,
playing with a pen
 
Il cielo alto
un lunatico
che gioca
con la penna
, io

Moonlight night-
a man and a woman
jump over water.
 
Notte di luna
un uomo ed una donna
saltan sull'acqua

Opening a hairpin
with her front teeth-
onset of snawfall.
 

Forcina aperta
con i denti incisivi -
inizio di neve

How the red fire roared
with laughter-
black today.
 

Il rosso fuoco
era ruggente, con risa-
oggi oscurità

New Year's Day-
how busy
the pigeon's pink legs.
 

E' capodanno:
quanto indaffarate de
i colombi
le zampe rosa

Ci sono poi i tanka, poemi di pochi versi, ecco qualche citazione notevole:

di Kawano Yuko:

Shirakami ni
oki daen wo
kakishi ko wa
daen ni irite
hitori asobi ni

Su carta bianca
il bimbo disegnò
una larga ellisse
poi vi entrò dentro e iniziò
a giocare da solo

Eccone una più seriosa, di Akutagawa Ryunusuke:

Ao unabara
mo no hana yuragu
nami no sokoni
uo to shi sumaba
modaezaramu ka

L'oceano blu
con anemoni ondeggianti
sotto le onde,
se si vivesse con i pesci,
quest' ansia si allevierebbe?

di Yukawa Hideki:

Yuku mizu no
nagare no soko no
utsukushiki
koishi ni nitaru
omoide mo ari

There are memories
which resemble
the beautiful pebbles
beneath the flow
of passing water

Ci sono memorie
che somigliano a ciottoli
bellissimi
attraverso il flusso
dell'acqua che scorre

 di Somiya Ichinen, che ci ha lasciati nel 1994 all'età di 104 anni

Kumo wo yobi
Norite sora kake
katariai
konete marumete
tabete shimawan

I'll call a cloud climb
on gallop over the sky
hearth then
knead it, roll it up
and gobble it down, down, down


Di altri autori:

un fiore di ciliegio
sempre cade
nel suo tempo giusto

Asago ya
eni kaku uchi ni
shiorekeri

Morning glory
even as I paint it
it fades away

Haru no umi
hinemosu notari
notari kuna

The sea in the spring
all day long it rises and falls
just rises and falls

Yuzuki ya
ume shirikakaru
koto no ne

The evening moon
plum blossom falling
on a lute


 Beneath the spring lantern
suddenly I realise
I'm alone

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