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sabato 10 ottobre 2026

Spagna 2011 - no hay pan para tanto chorizo

This article by Montesano Montessori and Morales-Lopez, Multimodal Narrative as an Instrument for Social Change: Reinventing Democracy in Spain-The Case of 15 M, CADAAD Journal 2015, 7(2):200-221,  provides a description of the emergence of the Spanish 'Occupy' movement, Democracia real ya. The aim is to analyse the innovative discursive features of this movement and to connect this analysis to what we consider the innovative potential of the critical sciences. The movement is the result of a spontaneous uprising that appeared on the main squares of Madrid and Barcelona on 15 May 2011 and then spread to other Spanish cities. This date gave it its name: 15M. While the struggle for democracy in Spain is certainly not new, the 15M group shows a series of innovative features. These include the emphasis on peaceful struggle and the imaginary of a new democracy or worldview, transmitted through innovative placards and slogans designed by Spanish citizens. We consider these innovative not only due to their creativity, but also because of their use as a form of civil action. Our argument is that these placards both functioned as a sign of protest and, in combination with the demonstrations and the general dynamics of 15M, helped to reframe the population's understanding of the crisis and rearticulate the identity of the citizens from victims to agents.


La frase a cui fai riferimento è lo slogan politico «No hay pan para tanto chorizo» ("Non c'è abbastanza pane per così tanto salame"), diventato il simbolo delle lotte di piazza in Spagna tra il 2011 e il 2012. Il gioco di parole si basa sul doppio significato del termine chorizo (il tipico salame speziato spagnolo), che nel gergo popolare significa anche ladro o corrotto. Il motto è nato spontaneamente durante le proteste del Movimento 15-M (noto anche come il movimento degli Indignados), esploso alla Puerta del Sol di Madrid nel maggio 2011 e proseguito con massicce ondate di scioperi e manifestazioni per tutto il 2012 contro i duri tagli all'austerità del governo.I manifestanti utilizzavano questa metafora per denunciare la profonda crisi economica e la disparità sociale. Il pane (pan) rappresentava i beni di prima necessità, i salari, il welfare e i diritti fondamentali dei cittadini che stavano scomparendo a causa dei tagli. Il chorizo si riferiva alla classe politica e ai banchieri, percepiti come "ladri" arricchitisi attraverso scandali di corruzione sistemica a spese della popolazione. 

Alle elezioni politiche del 22 maggio 2011, le analisi delle elezioni nazionali mostrarono che erano state vinte dal Partito Popolare, suggerendo che il movimento di protesta, INDIGNADOS, aveva contribuito alla perdita per il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) che era in ruolo, con un forte aumento dei numeri di voti viziati e schede bianche, che hanno raggiunto livelli da record.

Al confronto cona la situazione attuale in Spagna, si auspica che invece ci sia una confluenza di obiettivi tra il PSOE guidato da Sanchez, con il partito autonomo della Catalogna, e con le proteste di piazza per il diritto alla casa, che si traduca in una nuova maggioranza in parlamento. 



venerdì 10 maggio 2024

idrogeno verde

Prima di parlare di scelte sostenibili da parte dei governi, si calcolano i vantaggi e svantaggi degli interventi. A livello di ricerca alimentare, le fonti proteiche alternative si sono indirizzate sulle FARMS di insetti. Ma quanto costa un kilo di farina di insetti (grilli, ad esempio)? 70 euro al kilo. Quindi, un pacco di pasta contenente il 10% di farina di insetti dovrebbe costare 7 euro. A livello di fonti energetiche alternative ai combustibili fossili, si parla a fasi alterne della possibilità di usare l'idrogeno, che bruciando non produce anidride carbonica. Il costo dell'idrogeno per uso automobilistico è elevato (17 euro/litro) e manca l'infrastruttura. Inoltre, per la conversione in energia si usano le celle combustibili, un processo che disperde parte dell'energia, invece di motori che brucino direttamente H2, anche se alcuni modelli di auto sono stati prodotti. L'idrogeno si produce con metodi ecologici (green) o non ecologici (Blu) partendo dal consumo di energia convenzionale, che aumenta la CO2. Nessuno fino ad oggi aveva ventilato la fattibilità delle elettrolisi dell'acqua per produrre H2, perchè i catalizzatori usati sono le terre rare come l'iridio. Oltre all'impiego di idrogeno nelle batterie (fuel cells) con efficenza dell'80%, è stato messo a punto da Toyota un motore a indrogeno, motori prodoti dall'azienda Acquarius, basato su un cilindro in cui i pistoni si muovono tra due capi del motore (vedi anche post precedente) Nelle auto elettriche attuali, aplug in, l'alimentazione elettrica viene prodotta a partire da energie non verdi (carbone, biodiesel), quindi non è sostenibile: consumiamo un eccesso di energie tradizionali per alimentare la rete elettrica, quando dovremmo produrre sorgenti di energia pulita. Questo si traduce nella ricerca di fonti di energia alernaive che non producano CO2: nella classificazione dell'idrogeno, H2, se è prodotto a partire da carbone, petrolio o centrali tradizionali, viene chiamato idrogeno blu, mentre dobbiamo puntare su idrogeno verde, produzione in cui le reazioni che permettono l'elettrolisi dell'acqua sono alimentate da energie rinnovabili. le tecnologie per produrre idrogeno verde hanno bisogno di uno scale up industriale, e di abbassare il costo a valle. Finchè sarà venduto a 17 euro/litro, le auto ad idrogeno per fare un pieno in Italia devono arrivare all'unico distributore presente, nel Trentino, e compiere con quel pieno 350/400 km. In Germania esistono almeno una ventina di distributori. Oggi, un articolo che presenta la ricerca del Giappone, RIKEN institute, mostra un nuovo catalizzatore economico che aumenta la produttività dell'elettrolisi di 4000 volte. Researchers led by Ryuhei Nakamura at the RIKEN Center for Sustainable Resource Science (CSRS) in Japan have improved on their green and sustainable method of extracting hydrogen from water by using a custom-made catalyst for the chemical reaction. Published in Nature Catalysis, the study details how they manipulated the catalyst’s 3D structure, which led to improved stability and an increase in the catalyst’s lifetime by almost 4,000%. The findings impact the ability to achieve a lasting and sustainable hydrogen-based energy economy. Water electrolysis using proton exchange membranes is a green electrochemical process for splitting water into oxygen and hydrogen. Hydrogen produced this way can then be stored and used at a later time. For example, when combined with a proton exchange membrane (PEM) fuel cell, the stored hydrogen can be used to power an electric car. However, PEM electrolysis still has limitations that prevent widespread industrial uses such as in power plants. In particular, the necessary chemical reactions happen in a highly acidic environment, and the best catalysts for these reactions are extremely rare earth metals, such as iridium. As Nakamura explains, “scaling up PEM electrolysis to the terawatt scale would require 40 years’ worth of iridium, which is certainly impractical and highly unsustainable. Almost two years ago, Nakamura and his team developed a breakthrough process that allowed acid water electrolysis that did not rely on rare earth metals. By inserting manganese into a cobalt oxide lattice, they created a process that relied only on common and sustainable earth metals. Despite the success, the process was still not as stable as it needs to be in a PEM electrolyzer. Now, they have built on their previous discovery and developed a longer-lasting earth-abundant catalyst. The new catalyst is a form of manganese oxide (MnO2). The key finding was that reaction stability could be increased over 40 times by altering the catalyst’s lattice structure. Oxygen in the 3D lattice structure of manganese oxide comes in two configurations, planar and pyramidal. The planar version forms stronger bonds with manganese, and the researchers discovered that increasing the amount of planar oxygen in the lattice significantly enhanced catalytic stability. They tested four different manganese oxides, which varied in the percentage of planar oxygen. When using the version with the highest achievable percentage, 94%, the critical oxygen evolution reaction could be maintained in acid for one month at 1000 mA/cm2. The total amount of charge transferred in this case was 100 times more than anything seen in previous studies. When tested in a PEM electrolyzer, water electrolysis could be sustained for about 6 weeks at 200 mA/cm2. The total amount of water electrolyzed in this time period, and therefore the amount of hydrogen produced, was 10 times more than has been achieved in the past with other non-rare metal catalysts. “Surprisingly,” says co-first author Shuang Kong, “the improved stability did not come at a cost in activity, which is usually the case. A PEM water electrolyzer that generates hydrogen with an earth-abundant catalyst at a rate of 200 mA/cm2 is highly efficient.” Industrial applications typically require a stable current density of 1000 mA/cm2 that lasts for several years, rather than a month. Nevertheless, the researchers think that tangible, real-world applications will eventually be possible and contribute to carbon neutrality. “We will continue to modify catalyst structure to increase both current density and catalyst lifetime,” says Nakamura. “In the long-term, our efforts should help achieve the ultimate objective for all stakeholders — to conduct PEM water electrolysis without the use of iridium.” Kong et al. (2024) Acid-stable manganese oxides for proton exchange membrane water electrolysis. Nat Catal. doi:10.1038/s41929-023-01091-3 The new manganese oxide catalyst allows this level of production to last for months in a PEM. Proton exchange membrane (PEM) water electrolyzer using manganese oxide.
A photocatalyst developed by researchers at Oregon State University could provide a more efficient route to hydrogen production. Publishing their research in the journal Angewandte Chemie, the researchers say that their photocatalyst is based on a metal organic framework (MOF). The MOF was used to develop a metal oxide heterojunction – a combination of two materials with complementary properties – to make a catalyst that, when exposed to sunlight, could quickly and efficiently split hydrogen from water. The heterojunction features MOF-derived ruthenium oxide and titanium oxide doped with sulphur and nitrogen. The researchers tested a number of heterojunctions, which they call RTTA, with different amounts of the oxides and found that the lowest ruthenium oxide content exhibited the fastest rate of hydrogen production. In just one hour, a gram of RTTA-1 was able to produce more than 10,700 micromoles of hydrogen. The team said the process utilized photons—light particles—at an “impressive” rate of 10%, so that for every 100 photons that struck RTTA-1, 10 contributed to hydrogen production. The researchers said the photocatalyst could enables the high-speed, high-efficiency production of hydrogen, used in fuel cells for cars as well as in the manufacture of many chemicals including ammonia, in the refining of metals and in making plastics. "The remarkable activity of RTTA-1 is because of the synergistic effects of the metal oxides’ properties and surface properties from the parent MOF that enhance electron transfer," said Kyriakous Stylianou, assistant professor in the Department of Chemistry at Oregon State University College of Science. "This study highlights the potential of MOF-derived metal oxide heterojunctions as photocatalysts for practical hydrogen production, contributing to the development of sustainable and efficient energy solutions," Stylianou added. Current catalytic processes for producing hydrogen from water involve electrocatalysis. The sustainability of this route depends on using renewable energy, and to be competitive in the market, the energy must be inexpensive. Producing hydrogen by splitting water through a catalytic process is cleaner than the conventional method of deriving hydrogen from natural gas via a carbon-dioxide-producing process known as methane-steam reforming. Techniques that can bring down the cost of producing hydrogen by splitting water are therefore welcome. Presently, methane-steam reforming produces hydrogen at a cost of about $1.50 per kilogram, compared to about $5 a kilogram for green hydrogen. Stylianou said: "Ruthenium oxide is not cheap, but the amount used in our photocatalyst is minimal. For industrial applications, if a catalyst shows good stability and reproducibility, the cost of this small amount of ruthenium oxide becomes less important." Boosting Photocatalytic Hydrogen Production by MOF-derived Metal Oxide Heterojunctions with a 10.0% Apparent Quantum Yield Emmanuel N. Musa, Ankit K. Yadav, Kyle T. Smith, Min Soo Jung, William F. Stickle, Peter Eschbach, Xiulei Ji, Kyriakos Stylianou First published: 10 July 2024 https://doi.org/10.1002/anie.202405681

martedì 30 aprile 2024

Parchi in periferia di Lecce

 Parco Corvaglia, via delle Anime, tra il quartiere San Pio e viale della Repubblica, ex-case Magno, frutto di lotte e picchetti per ottenere una zona di verde attrezzato


interessante murale in forma di storia e massime concatenate, con firma Frank Lucignolo






Parco di Torre di Belloluogo, area di passeggio, per bambini, sportivi, e coppiette, area utilizzate per la pasquetta  con i picnic e la musica











Data: Sabato 2 Giugno 2024
Orario: Dalle ore 10:00 in poi
Tsunami concerie servizi organizza per il  2 giugno dalle 10.00 un evento INTOTHEPARK2024 al Parco di Belloluogo, Lecce
Siete pronti per un'esperienza unica nel suo genere? Intothepark 2024 (II EDIZIONE) sta arrivando al Parco di Belloluogo di Lecce il 2 Giugno 2024, a partire dalle ore 10:00! Unisciti a noi per una giornata di puro divertimento, creatività e scoperta.
🎶 Concerti Dal Vivo: Deliziati con esibizioni musicali straordinarie che riempiranno l'aria con melodie indimenticabili.
🎨 Workshop Creativi: Sperimenta la tua vena artistica con workshop guidati da esperti, esplorando nuove tecniche e sfide creative.
🖼️ Esposizioni d'Arte: Ammira le opere di talentuosi artisti locali esposte per il tuo piacere visivo.
👨‍👩‍👧‍👦 Attività per Bambini: Offri ai più piccoli un'esperienza indimenticabile con attività divertenti e educative.
🍽️ Gastronomia Locale: Delizia il tuo palato con le prelibatezze della cucina locale, offrendoti un assaggio autentico del territorio.
🏰 Area Fantasy: Immergiti in un mondo di avventure epiche con tornei di Dungeon and Dragons, combattimenti con spade di cavalieri in un'arena dedicata e tanto altro ancora! Esplora gli espositori e gli artigiani che daranno vita a un'atmosfera magica e misteriosa.

venerdì 29 marzo 2024

murales a Lecce

 Finalmente ho raccolto gli scatti di un'opera pittorica a più mani, risalente a qualche anno fa, in una dellle strade ancora nel verde, fuori dal traffico, vicino alla masseria del Ninfeo, ci si arriva da via San Cesareo in direzione per uscire dalla città, dopo il ponte della ferrovia, via Codacci Pisanelli, zona Le Tagliate/Tagghiate (cave di tufo), verso il parco delle cave di Marco Vito









         L'errante ciclofabbrica onirica del dottor Leocifero


                                       






cave di Marco Vito
masseria Tagliatelle, al suo interno c'è un ninfeo, abbinato ad un corso d'acqua, e sculture di cariatidi


L'evento con visita guidata al ninfeo è offerto anche per giovedì 16, alle ore 16.30 il 26 maggio musica che merita, un grande Redi Hasa agli archi
Il ninfeo delle Fate è una struttura ipogea scavata nel blocco di roccia su cui si erge l’odierno edificio di Masseria Tagliatelle. Luogo privilegiato di refrigerio, svago e condivisione, l’impianto originario del ninfeo si collega alla residenza suburbana costruita nel XVI secolo per volontà di Scipione de Summa,e successivamente trasformata in masseria nel corso del XVIII secolo. L’impianto del Ninfeo comprende due ambienti collegati tra di loro da quattro gradini: il primo vano, a pianta rettangolare e con soffitto piatto, presenta lungo le due pareti le sei figure femminili delle Ninfe, tre per lato, scolpite in altorilievo. Le statue, a grandezza naturale, si collocano all’interno di sei nicchie modanate, che si alternano a nicchie oggi vuote, le cui calotte sono decorate con conchiglie e motivi vegetali. Il secondo ambiente, di forma circolare, presenta una pseudo-cupola a campana, con doppia cornice, di cui una dentellata, e un foro centrale per l’ingresso di aria e luce. Tutt’intorno corre un sedile circolare continuo (subsellium) sotto il quale sono collocate due canalette che servivano, verosimilmente, per far scorrere e drenare l’acqua. Un bassorilievo scolpito nella pietra sulla porta di accesso al ninfeo presentava un’iscrizione, ormai quasi completamente cancellata, che nel 1925 Francesco Tummarello, riusciva a leggere solo in parte: “Nimphis et Pomo”. Questa era la dedica alle ninfe e a Pomona, la divinità romana protettrice dei frutti nei giardini. Al di sopra dell’iscrizione, ancora oggi si intravedono due scudi nobiliari, in uno dei quali sempre il Tummarello individuava due torri e un leone rampante, presumibilmente lo stemma nobiliare della famiglia De Summa. Il complesso architettonico del Ninfeo delle Fate è giunto a noi privo di molti spazi funzionali originari per destinazioni varie (stalla, frantoio)
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