Visualizzazione post con etichetta ricetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricetta. Mostra tutti i post

domenica 27 novembre 2022

Čajovka | teewurst, pasta cremosa spalmabile a base di carne


Questo patè di carne è il corrispettivo nordico della nduja (senza il piccante)

duzione

Il salame (pasta cremosa a base carnea, o patè di carni varie) "Métský", teewurst, o Čajovka (da piccolo li chiamavamo Macesky, nome che si usa anche per i fiori violette) viene spiegato in questa ricetta del titolare web Signor Malek. E' un prodotto che piace per la consistenza di un impasto di carne pregiato con l'aggiunta di strutto affumicato e lardo di maiale. È popolare per il suo gusto e aroma decisamente affumicato
RECEPT: 2,5 kg vepřová kýta (maiale, coscia) 1 kg vepřová plec (maiale, spalla) 6,7 kg vepřového boku bez kůže (maiale, lpezzo laterale, anca, senza pelle)
246 g pragandy (sale veloce aromatizzato,per fermentazioni del salumiere





30 g pepře pepe
10 g sladká paprika, paprika dolce 5 g česneku, aglio 10 g cukr moučka zucchero a velo
macinare la carne, impastare, lasciar riposare, affumicare a freddo, 18 gradi per due ore

lunedì 5 ottobre 2015

melecotogne

Merenda a scuola
La scuola elementare iniziava a ottobre, nei miei ricordi ci sono le rondini che partono, 4 ottobre San Francesco, e la scuola di Borgo San Paolo, Santorre di Santarosa, a poche centinaia di metri dalla scuola media in piazza Robilant intitolata a Leon Battista Alberti. Si raggiungeva a piedi, nei primi anni '60 percorrendo via Spalato, i giardini delle uscite pomeridiane in bici e a giocare a pallone, oggi sacrificati a scuole d'infanzia, e dopo il trasloco in corso Ferrucci passando da corso Peschiera, per via Di Nanni, lungo il mercato rionale, oltre la chiesa di San Bernardino, nel Borgo, e nel tragitto si comperava, rare volte, con 50 o 100 lire, una merenda. A Torino si vendeva la cotognata, un piccolo quadrato avvolto in carta cellofanata trasparente, di marmellata di mele cotogne. 
Sabato ne ho parlato a Lecce con amici, sapete a Torino mangiavo la cotognata di Lecce... e così mi sono reso conto a quando risale la mia consapevolezza del Salento. Non sapevo cosa fossero le mele cotogne, su quale albero crescessero, che fiori (bellissimi, di seta) facessero; in Piemonte si possono vedere ciliegi, capperi, vigneti, le mie uscite eerano state tutte in direzione del nord, Lago di Garda-Verona-Bolzano-Vienna-Linz-Salzburg-Monaco per raggiungere la Cecoslovacchia. Tre estati in colonia FIAT, però la prima a Salice D'Ulzio, e le due successive a Igea Marina.
Nel periodo dell'università ('72-'75) ho conosciuto i primi amici pugliesi, Foggia, Cerignola, Lecce... e mio cognato, di Castrignano del Capo, e così, nelle vacanze di Natale del '75, li ho seguiti fino a Santa Maria di Leuca, per trascorrere qualche giorno a Lecce con i gemelli,  vedere i monumenti e le sculture barocche, assaggiare la pasta di mandorle.
Nel giardino di famiglia, un albero di arancio amaro, profumatissimo, e le arance appena raccolte, con il profumo delle scorze sbucciate a mano.... le gaggie, dai batuffoli gialli, antesignane della stagione primaverile,  le mimose a febbraio...e  i fiori di mandorlo  a gennaio, grazie alla mitezza del tempo per la vicinanza il mare. L'ultima notte trascorsa all'hotel Rizieri, vuoto nella bassa stagione, ma pullulante di governanti e cuoche.
La famiglia di mia moglie mi ha accolto qualche anno dopo, ad ottobre 1980, e lì ho conosciuto i piaceri e le arti della cucina, spesso sul fuoco a legna, le marmellate estive e autunnali, con pere, uva, fichi, cotogne, melagrane, il pane lavorato a forme da 2 chili in pezzi da 10 o più, e infornato al forno a legna dal fornaio per poche lire, più una forma di pane a pagamento per il fornaio Bruno. Il mosto a fermentare, e l'odore delle distillerie a ottobre, per tutto il vinacciolo che una volta consegnato alla fabbrica serviva a produrre alcool e distillati, come il brandy.
Adesso è il mese dei melograni, delle mele cotogne, seguiranno le fejoje, poi sarà la volta dei mandarini, delle arance. Una buona idea è quella di fare spremute di succo, anche misto, le cotogne prendono il profumo dalle fejoje e il succo dalla melagrana, restituendo la polpa e la consistenza. Si congela in bottigliette da mezzo litro, nel congelatore, per il consumo nel resto dell'anno.
Se pigri, tagliate le mele cotogne a fettine, e copritele di rum, brandy o alcool a 40 gradi. Daranno una bevanda digestiva, profumata e meno alcoolica perchè allungata dal succo rilasciato dopo spremitura.

Blog culturale siciliano http://agavepalermo.com/2013/02/10/la-cotognata-poetica-ed-ottimista/

Blog storico http://www.fondazioneterradotranto.it/2012/10/14/lu-cutugnu-e-lu-cuttone-la-mela-cotogna-e-il-cotone/
Cotogne in cucina http://d.repubblica.it/argomenti/2012/11/05/news/ingrediente_mese_mela_cotogna-1344339/

Cotogne in Poesia, di Jane McKie:
http://irisnews.net/2015/08/14/mele-cotogne-di-jane-mckie-2/

Occhi, mele cotogne
mani, cipria d'Oriente
capelli, piramide di sole
labbra, mare succinto
       Dizionario della fantasia (Elio Ria, Poesia, ragazza mia)

Pavese traduttore di Ibico, nel suo soggiorno al confino a Brancaleone Calabro

lunedì 28 aprile 2014

Cluj-Nàpoca - Clùsc-Nàpoka

Ed ecco le foto del breve soggiorno a Cluj, Carpazi occidentali, raggiunta con volo Wizz da Bologna.
Le mura ed il  torrione, alle spalle del centro città

La canzone Cluj-napoletana, Maria Nazionale in tour...
ancora case d'epoca e bei palazzi, dai cortili grandi e alberati in cui trovi ristoranti e negozi
  e sedi di partiti,e di candidati  politici, ecc...
formando delle unità di caseggiati a quadrilatero
un angolo pittoresco, tra il verde...
la lupa capitolina, dono del secolo scorso...

ancora attratto dalla lingua locale, frizzeria, negozio di parrucchiere...

sul corso...

ancora edifici d'epoca
municipio...
chiesa greco-cristiana...
e decorazioni pasquali sull'altare, germogli di grano
cattedrale ortodossa
piazza del teatro nazionale
e teatro...
 ancora bei palazzi
che mescolano gusto antico e moderno...
dal lato della piazza del municipio
lato passeggio, i cellulari impazzano...
ancora particolari aspetti della lingua rumena...Atèntie!
particolari dei tetti...
particolari graffiti sulle toilette...
a cena, locale tipico rumeno, ci hanno deliziato con antipasti a base di carne affumicata, cetrioli in agrodolce, e altro (formaggi, cipolla in insalata, verdure) dal gusto vicino alla cucina ceca

nei negozi alimentari si compra bene, panino e birra costano poco....
partenza molto presto, il tassista mi accompagna in aeroporto, dice che è venuto in Italia con la famiglia, e che nessuno parlava inglese!

martedì 25 febbraio 2014

glutammato: usi e abusi

Si fa presto a trasformarsi da consumatori consapevoli a  fanatici intolleranti  incapaci di discernimento. Una delle cose che si sentono dire o si leggono su alcuni siti web di parte, è che il glutammato fa male. Per evitare il glutammato e perseguire questo fine i consumatori "inconsapevoli" decidono di fare a meno di tutti i prodotti confezionati sulle cui etichette è scritto "contiene glutammato monosodico - GSM". 
Il sale dell'acido glutammico, un amminoacido non essenziale, che anche il corpo produce,  è uno dei più abbondanti nelle proteine. si trova quindi in tutti gli organismi viventi, dagli animali ai vegetali, ai funghi e ai crostacei. In alcune parti dell'organismo se ne trova in quantità più abbondanti. Nel tessuto connettivo, nei tendini, nella gelatina, nei semi di legumi, nelle alghe. 
Le aziende che producono dado di carne in quantità industriali  estraggono proteine dagli scarti di animali e carcasse. Inoltre viene aggiunto nei dadi economici come esaltatore di sapidità, mentre produrre dadi senza l'aggiunta di GSM incide sui costi di produzione per la scelta delle materie prime migliori. 
Anche i barattoli di spezie possono contenere una aggiunta di GSM come esaltatore dell'aroma.
Produrre un brodo o un estratto di carne o vegetale in casa non risulta in un prodotto con meno glutammato rispetto a un dado vegetale o un dado  commerciale di qualità alta. 
Quello che conta sono le dosi. 
Parlando di sale, il cloruro di sodio, esagerare non serve. La quantità di sodio che ingeriamo è in eccesso alla dose giornaliera, anche se si fa sport e si suda molto. Il sodio viene escreto dai reni, e ingerire più sodio significa sovraccaricare di lavoro i reni. Se si riuscisse a ridurre il sodio ingerito, anche facendo uso di GSM, il risultato sarebbe positivo. 
In alcuni cibi e formaggi la tendenza è di bilanciare una riduzione di NaCl con l'aggiunta di cloruro di potassio, raramente con cloruro di magnesio, per un certo sapore amaro di quest'ultimo. Però togliendo la saliera dalla tavola, altrimenti il problema si ripresenta.
Se un individuo sano riesce a superare senza conseguenze un eccesso alimentare saltuario (pensiamo a quante volte una serata in pizzeria si è tradotta in una sete notturna, a causa del prosciutto crudo, speck, salumi), in pazienti con la pressione alta o con problemi cardiovascolari (cuore dilatato che causa lentezza nel ritorno del sangue venoso  e gonfiore delle gambe) la quantità di alimenti contenti sale e glutammato deve essere controllata in modo assoluto e regolare, eliminando salumi e parmigiano. Già, perchè molti di questi fanatici intolleranti  incapaci di discernimento che si riempiono la bocca con slogan salutistici finiscono per consumare dosi industriali di formaggio. "No sulla pasta non metto formaggio" - però il parmigiano viene divorato, e un galbanino intero viene fatto sparire a pasto, dose che ucciderebbe per l'eccesso di calorie, sale e amminoacidi (GSM).  
Portate in tavola una torta bavarese, una gelatina dolce, un aspic, del prosciutto o pollo in gelatina. Non troveranno nulla da ridire, e non sospetteranno mai di stare consumando glutammato, neanche dopo aver fatto sparire tutta la torta. 
Il glutammato è una delle molecole che influenzano i recettori del gusto "umami", la sapidità dei piatti orientali. L'altra molecola che esalta il gusto umami è un nucleotide monofosfato, un derivato della degrazione del DNA, che è presente negli alimenti fermentati, dalla salsa di soia, al sakè, al miso. Un corretto uso della salsa di soia incide sulla quantità giornaliera raccomandata. State quindi attenti a non finire una bottiglietta subito. Non solo per il costo, ma per una corretta alimentazione (lo stesso dicasi per qualsiasi altro componente, e per le calorie).
il senso di sazietà è legato al tipo di digestione. I giovani tendono a pensare che una digestione lunga significhi cattiva digestione. I nostri genitori invece consideravano una digestione lunga un fattore positivo, che dà soddisfazione. Molti componenti delle ricette hanno come effetto quello di allungare i tempi di permanenza del cibo nello stomaco. Cipolla e aglio hanno come effetto quello di aumentare il senso di sazietà proprio per questo prolungamento del tempo di digestione. In assoluto, cibi carnei permangono di più nello stomaco,  così come piatti elaborati con salse. Per chi produceva olio, era obbligo aggiungerlo in abbondanza, per condire meglio, come nei piatti fritti, come la parmigiana di melanzane, o stufati di verdure, come le rape infuocate, con effetti di riempimento e digestione lunga, elaborata, ma di grande soddisfazione.
Cibi a base di riso (meglio se integrale perchè ricco in vitamina A, e per la componente di fibre) sono a digestione veloce, e più presenti nella cucina orientale che prevede una colazione abbondante e vari spuntini ravvicinati - cena presto e ultima consumazione notturna, durante il rientro a casa di mezzanotte.
La diceria che l'eccesso di glutammato provochi mal di testa sembra smentita dai test clinici con placebo. Origina dal fatto che il glutammato è un trasmettitore nervoso, e che in certi neuroni attiva recettori NMDA,  uno tra 3 tipi di recettori per il glutammato, che aprono i canali del calcio ed eccitano alcuni circuiti neuronali. Queste componenti eccitatorie sono coinvolte in alcune patologie nervose (ischemia, infarto cerebrale). Però un eccesso di glutammato nel sangue non ha una incidenza sul contenuto di glutammato nelle sinapsi. Invece, resta valida la correlazione tra aumento di mal di testa e concentrazione di ammine biogene (tiramina, istamina)  influenzata dalla ingestione di quantità elevate di cibi che le contengono (ancora: formaggi, certi vini).
In conclusione, saggezza antica e capacità di discernimento  producono un sinergismo e ci aiutano nella conduzione di una vita piena, sana e in salute.  Generazioni di nostri antenati si sono nutriti seguendo una dieta obbligata ma efficace. In Messico, nella dieta tradizionale dei contadini a base di "tortilla e fave", come spiega Steinbeck in "Pian della tortilla",  gli amminoacidi essenziali assunti combinando fave e  mais si compensano, sono tutti presenti e forniscono le quantità giornaliere necessarie, inoltre il mais è trattato con acqua di calce e quindi la vitamina PP (previene pellagra, l'acido nicotinico)  a differenza della preparazione della polenta, in cui la niacina viene persa perchè è legata, trattenuta da fattori antinutrizionali. Pensando ad un alimento tipicamente italiano, la giusta combinazione di amminoacidi essenziali nella dieta mediterranea è data dalla pasta al sugo con l'aggiunta di formaggio. E' un piatto unico, a cui non è necessario, e a volte nemmeno realizzabile,  far seguire un secondo, così come la pizza margherita. E voi, cosa vi viene in mente? se avete un altro piatto completo da proporre, scrivetelo nei commenti.

venerdì 22 novembre 2013

czech pikled cucumbers

Tra le parole chiave del mese delle persone che hanno visitato il blog era presente anche quella del titolo del post. Dato che di recente mi sono cimentato nella produzione in terrazzo di cetriolini parigini, quelli bitorzoluti adatti da conservare in barattolo, presento la ricetta di un preparato per la conservazione di cetriolini fermentati sotto aceto, della Repubblica Ceca.
La ricetta riportata in piccolo sul fondo del sacchetto prevede di mischiare la polvere con 1,75 litri di acqua e 0,5 litri di aceto bianco, portare a bollore  per 5 minuti e lasciare raffreddare un pò, quindi versare sui cetriolini adagiati nel boccaccio, chiudere il coperchio e lasciare che raffreddando si formi il vuoto.
A questa fase, se devono essere conservati a lungo, conviene fare seguire una pastorizzazione adeguata: 80 gradi per 20 minuti, oppure 60 gradi per 40 minuti. I cetriolini sono pronti quando schiariscono, ossia cambiano colore. 
A queste temperature i Lattobacilli eterofermentanti riescono a sopravvivere, quindi nei giorni successivi fermentano i substrati presenti (zucchero e fibre) producono acido acetico e lattico, e aromi utili.
A distanza di una settimana i cetrioli già cominciano a assumere il sapore finale,  sono ancora croccanti come il prodotto appena raccolto. 
Un dispositivo che può essere adattato a questo scopo è una lavatrice con il tamburo rotante bloccato, in cui adagiare i boccacci (in molte famiglie si tratta di una produzione ingente) e sfruttare la funzione termostato.

Il liquido della fermentazione si beve, in ceco è chiamato Lak, e veniva venduto alle fiere per pochi spiccioli.
Il contenuto del preparato è dato da:semi di senape, coriandolo, sale da cucina, acido benzoico (antimicrobico di uso alimentare), pepe nero, ginepro, semi di pepe di giamaica, foglie di alloro, chiodo di garofano e zenzero.
Nei preparati tedeschi si nota una maggiore presenza di zucchero (sapore più dolce che agro).
Nel blog di questo link si suggerisce la presenza di aromi a discrezione, come aneto, carota, aglio o peperoni. I prodotti Deko sono utilizzabili su ogni tipo di verdura da marinare, cavoli, radici, e funghi. 
Il metodo è simile alla preparazione della giardiniera sotto aceto o in agrodolce.

lunedì 22 luglio 2013

Don Pasta il ritorno - Bottega Glitzer

Venerdì 19 luglio, vigilia della festa padronale a Novoli, la Madonna del Carmine chiamata "del Pane" per un miracolo del 1700, apparizione con guarigione dalla peste.
Spettacolo musicale culinario a cura di Don Pasta, Raffaele Casarano al sax, Marco Bardoscia al contrabbasso, su base pre-registrata, insieme a percussioni di pentole e attrezzi da cucina.
Il tema trattato da Don Pasta, attore che si esibisce durante una preparazione culinaria, in stile Bred and Puppets, è la cucina di una volta, la "parmigiana di melanzane" con le polpette, in cui nel giorno di festa si usava aggiungere tutta la ricchezza della dispensa, la mortadella, la carne macinata per le polpettine, fritti nell'olio di oliva di casa, caricata di formaggio, arricchita in proteine, un piatto della domenica, da offrire col cuore. Dice il proverbio: chi lavora una sarda, chi non lavora, una sarda e mezza. Tutti ne potevano beneficiare, la mensa era aperta con una consuetudine di ospitalità di origini greche. 
E i pomodori, la salsa fatta in casa. I pomodori a km 0 si chiamavano con un nome proprio, "de quai", di queste parti, quelli a pera per insalata li chiamavano "pomodori per davvero", quelli autentici...
Durante la performance viene tirata la pasta, alla macchinetta, in tagliatelle difformi ma genuine, viene frullato un pesto veloce, vengono calate nell'acqua bollente, e condite, offerte al pubblico seduto e in piedi.
Don Pasta rievoca l'introduzione del vitigno Negroamaro, le annate di malattia con la fillosseera, e la cura in un innesto portato dal nord Africa, con il personaggio mitico,  nero, alchimista e lavoratore a giornata, grazie a cui (l'innesto e chi lo portò) le vigne tornarono a produrre un vino buono, Negro che tolse l'amaro.
P.S.
il racconto si snoda estatico, secondo l'intuizione di Werner Herzog (cosa cerco nei film e nelle persone, verità), in preda a varie possessioni: estasi fisica per il cibo fonte di sussistenza, poetica, furiosa, e anche erotica. Quando dedica alla donna alcune suggestioni e allegorie: vorrei essere il nocciolo nella carne della tua pesca....

Prossimo appuntamento jazz, a Sogliano, il Locomotive Jazz festival, festa itinerante con tappa a porto Miggiano, i primi di agosto.
Martedì 23 hanno suonato nel convento di Veglie i Bottega Glitzer, un sound interessante, la cantante e cantautrice Nadja Maurizi  ha un suono evocativo di vocalità  (Amalia Grè, cantautrici US) con proiezioni nel rock progressivo. Stasera  24 luglio  suoneranno a Mesagne...

http://www.youtube.com/watch?v=i3PQTPTCFak your smile

http://www.youtube.com/watch?v=UIS09s4bMj8 Garden of cotton hearts

http://www.youtube.com/watch?v=qYZ_PJItsNE  Girls on TV (Luzern, concerto live)

http://www.youtube.com/watch?v=InPiDTM1a4w  Recording Granma

http://www.youtube.com/watch?v=UQjp9QeDWvM  Nord See

http://www.youtube.com/watch?v=tsPnih9LVu8  Oh Baby

http://www.youtube.com/watch?v=5QTYlcUPJJE  Viterbo 2012

http://www.youtube.com/watch?v=2w3-17EWUF4  alla fisarmonica. Zingara

http://www.youtube.com/watch?v=x_q8T_MwCeg  Jaime Ca, suggestiva

  

martedì 12 giugno 2012

Kmin - Carum carvi

Il cumino è un frutto secco, chiamato erroneamente seme, prodotto da una pianta  della famiglia delle Apiaceae, (Umbelliferae), a forma di ombrello, molto usato in cucina nel  Medio Oriente Asiatico e in India. Lo si aggiunge nei curry, e nel cuscus. L'aroma è secco, aspro.
 In Europa si usa un seme simile, Carum carvi, o caraway, dall'aroma intenso, che si usa per condire carni soprattutto di maiale, e il pane (di segale, nero, ma anche di frumento, e soprattutto i panini salati, da colazione, chiamati in Ceco housky). Nei ristoranti tedeschi lo servono come antipasto sull'Hand-cheese (kase), 
un formaggio quasi trasparente, condito con cipollina e carvi (hand-kase with music)..

Carum carvi: Caraway fruits 
La differenza è ben spiegata su questo sito
Vedete anche questo sito di foto
Ma se andate a comprare il carvi, o anche il cumino, in un negozio non tedesco (mitteleuropeo) o di Trieste, vi daranno sicuramente l'altro, quando chiedete il carvi con il nome scientifico, vi daranno il cumino indiano, se chiedete il cumino, inteso alla tedesca (Kummel, kimmel) vi daranno quello che nominate, di nuovo il cumino indiano.
Attenzione, basta chiedere di odorarlo, e ve ne accorgerete subito, evitando un acquisto improprio.
Di questi semi del carvi se ne usano due varietà, una dall'aroma più secco serve per condire i crauti, quello più dolce a preparare carni arrostite e nel gulash. Si usano sia i semi secchi che macinati (che si amalgano meglio nell'impasto del pane e nel polpettone, che in superficie viene ricoperto di una manciata di frutti secchi.
E' una pianta biennale, nel senso che non produce i frutti il primo anno, ma sverna e va in fioritura. Noi siamo riusciti a resistere alla tentazione di tirarlo via, e adesso abbiamo messo via un buon raccolto 2012.


domenica 27 novembre 2011

A Colorno, a casa

Anche quest’anno sono stato da mia madre per la settimana  del suo compleanno. Dato che voleva qualche servizio di manutenzione, ho preso una settimana di ferie e mi sono trattenuto più a lungo.
L’ho trovata più curva, un po’ adagiata e rassegnata agli acciacchi, ma dopo qualche giorno di compagnia era quasi la stessa di sempre. Siamo stati alla visita diabetologica, a piedi, e anche se abbiamo fatto varie soste, si è impegnata diligentemente. Al ritiro delle medicine, ha scavalcato due persone in attesa; l’ho giustificata chiedendo scusa, andiamo a piedi, un signore ha chiesto: abita lontano? Dall’altra parte del paese!
Girando tra le viuzze, abbiamo incontrato una zia che non conoscevo, la Carmen, una signora di 83 anni, cui ci siamo rivolti così: sei la Carmen! Non ci vedo bene, ma ti ho riconosciuto dalla voce!
Ho visitato, da solo, zia Bianca, di anni 89, sempre bene in salute, poco poco più curva, attivissima, una delle sarte più richieste negli anni ’60 della zona. L’ultimo mio contatto diretto. Mi ha raccontato l’alluvione del 1951, quando, per salvare Casalmaggiore, il Po fu deviato sulla bassa, allagando Colorno con l’acqua alta 1 metro e mezzo, per fortuna abitavano un primo piano.
Abbiamo ricordato tanti episodi e tante persone, in quei giorni.
Di zio Filippo, sempre contento di vedermi perchè porto il nome di un fratello, gli ultimi miei ricordi vanno indietro agli anni 90, quando era a casa della zia Cleidi, e ricordava perfettamente i nomi di tutti e 14 i fratelli. Si andava a trovarlo lungo uno dei canali della Parma morta, una serie di argini pronti a ospitare le acque alluvionali, e diverse volte furono sfollati con l’acqua che tracimava lambendo le finestre di Torrile, Trecasali.
Mia madre racconta se le si da spazio, e in questo periodo lo fa volentieri. Mi ha stupito, dicendo quanto le manca la lettura, ricordando i libri favoriti, i romanzi dell’oriente, dell’Africa, i libri sulla storia e mitologia ceca. Da quando non può leggere, anche la memoria comincia a farle scherzi, c’è un rallentamento dell’uso del cervello con la diminuzione dell’esercizio.
Ha preparato i dolci “Buchty”, una delle prime ricette di questo blog,

vedendola all’opera mi rendo conto che certe manualità non si comprendono solo
 dalla ricetta. Ad esempio, la consistenza della pasta lievitata, che è molto
morbida, quasi fluente. Il modo di rotolare ogni singolo tortello, dopo aver
richiuso  i lembi della pasta intorno allo stracotto di prugne ( povidla)
rotolandolo nel burro fuso che riempie per tutto il fondo del recipiente da
infornare. Proprio un bagno di burro (e olio) che li sigilla ( anche se si aprono
durante la cottura non è un difetto grave). Ha preparato lo strudel di mele,
renette, acidule e non acquose. Abbiamo scambiato il tubetto della cannella con
quello della noce moscata, e via a sciacquare le mele affettate. Ho preso alcune
 foto, appena riesco a scaricarle dal cellulare le posto.
Le storie che racconta sarebbero da mettere nei libri di scuola. La differenza tra
Sokol (falco) e Jednota (l’Unione) le due associazioni negli anni ’30 che
raccoglievano  i socialdemocratici cechi:

la prima, Sokol, di ceto superiore, in quanto socialdemocratica,
organizzava i giochi sportivi del popolo, l’Unione aveva centri vendita di
alimentari  e a fine anno in base ai punti acquisiti si ottenevano merci.
L’autunno del ’42, in base a cui si dedicò il 17 novembre quale giorno della
gioventù, le scuole furono chiuse per i sentimenti anti-tedeschi,
anti-occupazione, presenti tra gli studenti, e quelli più attivi furono spediti nei
lager e non ritornarono più, mentre gli altri furono assegnati ai lavori obbligati.
Mia madre sedicenne andò in una nursery di alberi forestali, a crescere
piantine dai semi, e successivamente a Vienna, ricongiungendosi ai genitori
 che lavoravano là per trasferimento forzato.
Un Natale del ’34, periodo difficile, poco lavoro e pochi soldi, (nonostante
 una bisnonna di campagna ricca e con tante risorse e riserve alimentari - maiali,
 capre, patate, latte, burro, strutto, mele - alla nipote non destinava nè latte nè
frutta, al massimo una fettina leggermente splamata di strutto) i vicini
rallegrarono una tavola spoglia portando ognuno dolci e pensieri per la famiglia.
La bisnonna, nel dopoguerra, perse quasi tutto, con un cambio di svalutazione
100:1, entrando in banca con valigie piene di cartamoneta inutile.
Del prozio Frantisek parla sempre volentieri, tra le foto ce ne sono due sue,
una nel cortile padronale a Dobryn con mia madre di pochi anni, l’altra mentre
imbraccia una fisarmonica. Voleva studiare musica, e sapeva suonare vari
strumenti, Voleva andare militare a 16 anni, e pagarono per farlo prendere.
Al primo morto cui assistette, scappo, e dovetter opagare per esonerarlo dal
servizio. Si corteggiava con Marenka Reskovic, ma sua madre voleva fidanzarlo
 con Libus(e),  e ci riuscì. A quei tempi non si faceva l’amore, e arrivò all’altare
senza averla conosciuta. Se ne pentì, perché era una donna di emozioni aperte, e
pianse tanto per la morte del vicino, che le faceva visita e l'amore la sera, quando
Franta andava ai concerti. Una notte della vigilia, Frantisek ubriaco si rifugiò a
casa dei gentori, ripetendo: non ci torno, da quella puttana!
Quando aveva 6 anni Franta giocava con un coetaneo figlio di benestanti ebrei,
mentre la madre cucinava per la mensa dell’azienda. Al primo disaccordo, gli
gridava dietro: ChHide (dzide sta per giudeo, ma non riusciva a pronunciare bene),
czo stebe zbyde, polivka, nudle (cosa resterà di te, minestra, pastina...)
 Purtroppo, la storia andò male, per quei bambini, sia per chi rimase che per chi no.
tagliando le mele sulla granella di pangrattato stufata nel burro, la pasta già spianata
sotto, buchty appena sfornate
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001