mercoledì 24 marzo 2021

agricoltura e nativi americani

 Microbioma: Stimolatori delle piante alimentari: Meccanismi e Applicazioni

Il bioma radicale contiene microrganismi (funghi e batteri) capaci di crescere come endofite

Vengono veicolati col seme e l’embrione per colonizzare la progenie, e si spostano nello stelo

Le piante ne traggono benefici, crescono meglio e più grandi, hanno meno malattie, Resistono meglio agli stress- ambientali

Funghi e batteri endofiti modulano lo sviluppo della radice, 

determinano la risposta gravitotropica così che la radice si dirige in profondità secondo gravità, 

stimolano la crescita dei peli radicali, 

forniscono nutrienti dal suolo e da loro stessi

proteggono le radici ed i germogli dai  patogeni

le pratiche agricole hanno introdotto tecniche sfavorevoli per la propagazione delle endofite

Nella lavorazione del cotone, i semi sono lavati in soluzione acida,  per liberarli da peluria e separarli per fluttuazione

La rimozione delle fibre rimuove anche i batteri con cui si accompagnano, rendendo le piantine deboli e vulnerabili

Quando i semi sono raccolti e conservati refrigerati a secco,  il microbioma non si sviluppa bene sui semi 

Piantine selvatiche di tabacco portate in domesticazione, piantando i semi, dopo 7 anni si ammalano di avvizzimento

Le tecniche moderne hanno portato alla perdita del microbioma. 

Ricostituita la comunità microbica, le piantine tornano sane

I nativi americani nella coltivazione  del mais mantenevano i microbiomi originali

Ad esempio, sciacquavano le radici delle piante selvatiche (segale) e recuperavano l’acqua, in cui rimanevano i batteri

Poi sciacquavano i semi di mais in quella coltura batterica e li facevano germinare in presenza dei batteri 

La ricostituzione dei microbiomi può riportare comunità microbiche che si sono perse con la domesticazione



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