mercoledì 13 luglio 2011

besciamella senza formaggio, e marinata per sushi a base di aceto di riso (contest)


 Questo post partecipa a due contest per ricette, il primo è Aceto sopraffino
 per ricette a base di aceto o cha hanno l'aceto come ingrediente principale
sul blog di Veru, Cuochina sopraffina, abbinato al negozio online R2M



il secondo è Una Gita senza formaggio, sul blog di Grianne, aka Cristina, abbinato alle pentole Le Creuset, per ricette salate che siano parte di un pranzo al sacco, in cui si eviti l'uso del formaggio.




Ecco la mia ricetta, in stile giapponese, modulata sulla base del bento, il pranzo in esterni, da consumare nei viaggi, sul lavoro e nel tempo libero. Il bento si acquista nei convenience stores, ma a differenza dei precotti, come il Donburi, la coppa di riso con sopra gyudon (carne saltata con verdure) o il tempura, non ha bisogno di essere passata nel microonde. Quando si decide di fare un picnic al parco con gli amici, o si preparano delle ricette a casa, verdure saltate, omelette, carne stufata, o si passa prima nei supermercati e si acquistano delle confezioni di sushi, o  di prodotti alimentari pronti per il consumo.


Prima preparazione: riso cotto al vapore nel cuociriso (ottimo per chi non ha tempo da perdere).
Il riso, meglio se di varietà giapponese (koshihikari) o ibrido in vendita per preparazioni sushi, viene lavato ripetutamente in acqua fredda, in modo da eliminare l'amido, versato nel cuociriso e coperto di acqua in modo da sovrastare il riso di 2 dita (2 cm). Dopo 15 minuti di cottura il riso è pronto, e bisogna farlo raffreddare, mischiando con un mestolo di legno (tagliando e mischiando). In questa fase si aggiunge aceto di riso, fatto bollire per qualche minuto,  contenente sale e zucchero. Al posto dei due ingredienti freschi, ho usato il preparato in polvere nella foto, chiamato sushinoko, a base di aceto e mirin deidratati.

Marinatura dello sgombro in aceto. Lo sgombro, già sfilettato al banco del pescivendolo, viene messo a marinare in aceto di riso, Mitsukan, per un'ora (per un consumo di pesce ancora più sicuro, si può surgelare il pesce per 48 ore e poi processarlo nei modi necessari, dopo aver eliminato il potenziale parassita,  Anisakis).

Il riso viene versato su uno stuoino di bambù, Maki-su, che serve per dargli la forma e pressarlo. Una volta arrotolato, della lunghezza richiesta, si spalma il wasabi, la salsa verde a base di rafano giapponese.
Lo sgombro marinato si posiziona sul riso, si compatta, e si taglia porzionandolo con un coltello.

La parte rimasta di riso è stata ustilizzata per preparare i futomaki, a base di tonno al naturale e cetriolo.
Ho usato due fogli di alga, nori, su cui è stato adagiato il riso e sopra il riso scaglie di filetto di tonno e strisce di cetriolo. Con  lo stuoino ho arrotolato e compattato il temaki nella forma di rotolo di riso ripieno. Con ilcoltello ho ottenuto dieci porzioni di futomaki.

Secondo: finger food
verdure avvolte nella pancetta e condite con salsa di miso

Il miso è una pasta di fagioli di soia cotti al vapore, e fermentati con Aspergillus oryzae, un fungo proteolitico che sviluppa aromi delicati. Il miso è sia bianco (ottenuto oltre ch da soia anche da cereali) e stagionato per 1-2 mesi, e miso rosso, stagionato anche un anno. Il miso è ricco in vitamine B e di batteri lattici.

Il miso che ho usato è bianco, più delicato, ed è servito per preparare una besciamella in cui intingere le verdure (carota e zucchina tagliate a listarelle, fagiolini (con l'occhio, coltivati sul terrazzo, peperone).

In una padella si versa un bicchiere di mirin (sakè da cucina dolce), mezzo bicchiere di salsa di soia, zucchero (1 cucchiaino), sale (un cucchiaino), e si scalda bene. Si mette al minimo e si versano due cucchiai di miso, si mischia e si spegne. Si può aromatizzare con sesamo in semi, semi schiacciati, o olio di sesamo.

Si preparano le verdure: ogni striscia di carota, peperone, melanzana o zucchina, e due fagiolini insieme, vengono avvolti da una fettina sottile di pancetta cruda arrotolata, o anche la pancetta del salumiere.
In una padella si scalda un filino di olio, le porzioni si lasciano scottare da tutti i lati, per pochi minuti.
Si consumano intinte nella besciamella di salsa di miso.

Il pranzo al sacco è pronto, si mette in una borsa termica come questa, si porta una coperta, i tovaglioli, qualche piatto di carta, e via.

martedì 12 luglio 2011

prime donne nella biochimica, Cambridge , 1916

dal Blog di Angela Siani: nothing shocks me, I'm a scientist
L'eredità di Frederick Hopkins, premio Nobel nel 1929 per la Fisiologia per gli studi sulle vitamine, gli amminoacidi essenziali (scoprì il triptofano)  ed i fattori essenziali nella dieta (studiò la composizione delle cellule muscolari).
Gli anni intorno al 1920 videro l'ammissione delle prime donne alla ricerca (la figlia Barbara Hopkins fu tra le prime). Nel 1921 venne istituito il diploma per le donne laureate.
Due settimane fa sono stati ricordati i 150 anni  dalla sua nascita...
  • The picture above is of the faculty of the Biochemistry Department at Cambridge University in 1916. Anything strike you as unusual? Yes, there are almost as many women scientists in the picture as men. And the reason for this extraordinary balance of the sexes, years before Cambridge even awarded degrees to women, is Frederick Gowland Hopkins, the head of the department, sitting in the centre of the photo. He wasn't only a groundbreaking scientist (he won a Nobel Prize for his work on vitamins), he believed strongly in equal rights for men and women. And even though many people at the time thought this was weird, he was vindicated by the fact that many of the women he worked with became important researchers in their own right.
Dal sito web dell'Università di Cambridge: An Outline of the History of Cambridge Biochemistry:
  • The years between 1914 and 1924 saw soaring numbers of students (towards 500/term) and much debate over the inclusion of Biochemistry as a Tripos subject. The 1920/21 class included Malcolm Dixon and also Barbara Hopkins, one of the Professor’s two daughters. Joseph Needham was one of the class of 1921/22. 
  • In 1921 the University introduced degrees for women, encouraged no doubt by Hopkins who had always been a keen supporter of women in science and had taken many women on in the department by the early 1920s. 
  • Huia Onslow and Muriel Wheldale establishing the field of plant biochemistry, working particularly on chloroplasts. In 1919 they became husband and wife, the first, but by no means the last, intra-departmental marriage. 
P.S.: e' mia opinione che cercare di fare ricerca all'estero non sia una fuga dall'Italia, bensì un appagamento professionale. Giovani medici che qui operavano pochi interventi al mese, in USA fanno pratica quotidiana e sono gratificati  dall'assenza di burocrazia e dilungaggini, dalla buona valutazione del merito e anche (perchè no) dallo stipendio. Perciò, ritengo che un titolo come "cervelli in fuga" nel blog del Fatto Quotidiano sia un pò eccessivo. Al massimo lo cambierei in: cervelli con poche possibilità e  pochi interessi al rientro.

lunedì 11 luglio 2011

Salento da scoprire

Il debito pubblico americano è arrivato a 14 trilioni di dollari. Il deficit federale è balzato all’11% del Pil nel 2009.
sui media viene riportato il valore di 14 / 16 mila miliardi di dollari
  • il bilione corrisponde a un milione di milioni, ossia un miliardo. 
 il PIL annuale del mondo
 il debito USA si è aggravato di autorevolissimi 1.400.000.000.000 (millequattrocento miliardi di dollari all’anno) che ogni anno vanno ad aggiungersi al 92% di debito pubblico USA 2010 calcolato in rapporto al PIL.
Nel frattempo, godiamoci questo Salento sconosciuto....
 Sabato mattina, ore 8,30. Spiaggia libera, tra i lidi Dune e Tabù. Mare calmo, tramontana, stupendo...
Novoli, via Moline, casa della famiglia  Guerrieri

Novoli, affresco medievale-bizantino, Madonna del risorto, Chiesa dell'Immacolata

martedì 5 luglio 2011

Talpa senza pelo, genoma senza più segreti

Sequenziato il genoma dell'eterocefalo glabro, naked mole rat, l'animale longevo (30 anni) che resiste allo sviluppo dei tumori...
fonte
"http://www.physorg.com/news/2011-07-scientists-sequence-dna-cancer-resistant-rodent.html"
  • Scientists at the University of Liverpool, in partnership with The Genome Analysis Centre, Norwich, have generated the first whole-genome sequencing data of the naked mole-rat, a rodent that is resistant to cancer and lives for more than 30 years.</p>
si attende di scoprire qualche meccanismo / pathway / antioncogene, la cui attività regoli altri modificatori attivatori / guardiani del genoma / regulatori chiave /controllori epigenetici.

Nel frattempo, ecco il sito del progetto genoma della talpa senza pelo, animale sociale ( una regina fertile, caste) capace di utilizzo di strumenti da lavoro (maschere in legno per tenere lontana la polvere)

Foto: Neil Bromhall, OSF, Getty. Dal sito

Naked Mole-Rat Genome Resource 2011.
http://naked-mole-rat.org

Aggiornamento (Biotechniques)

  • the naked mole rat’s genome which contains an estimated 2.47 Gb and 22,561 genes. Comparatively, the mouse genome has 23,317 genes, and the rat genome has 22,841.
  • In their analysis of cancer resistance, the researchers looked at the genes that encode the tumor-suppressor proteins p16Ink4a and p27Kip1. In humans and mice, tumor suppression is primarily mediated by p27Kip1, but previous research has proposed that p16Ink4a plays a role in the naked mole rat’s heighten tumor resistance. Although the naked mole rat’s and the mouse’s p16 gene both consist of three exons, the last exons are not very similar. Furthermore, two early stop codons in the second exon result in a significantly smaller protein. These sequence differences could affect the tumor suppressing function of these proteins.
  • To study longevity, the team analyzed RNA sequencing data from the brain, kidney, and liver of newborns, young, and older naked mole rats. As a result, the researchers found that gene expression did not change significantly during the rodent’s lifespan, particularly in the brain. Specifically, the researchers found stable expression during its lifetime of the gene SMAD3, which may regulate the rate of cell death in the naked mole rat and help prevent the development of cancer.
  • Aside from to SMAD3, 30 other genes had stable expression during the naked mole rat’s lifetime. For example, mitochondrial functions and telomerase reverse-transcriptase (TERT) were expressed well maintained during the organism’s lifespan.
  • Likewise, the researchers found genetic modifications that could explain the naked mole rat’s pain insensitivity. Previous research had found that the rodent’s skin and cutaneous C-fibers lack neuropeptide Substance P, which is involved with pain signaling in other mammals. While the genethat encodes this peptide is intact in the naked mole rat genome, it had a deletion in the core promoter that could possibly alter its expression.
  • ”Evolutionarily, pain insensitivities of animals is a novel system. It can respond to systems, it can increase survival or reproductive chance. It’s considered an evolutionary advantage, says Zhang.
  • Small eyes and poor visual function in the naked mole rat were traced to two missing vertebrate opsin genes when compared with the genomes of mice, rats, and guinea pigs. However, the genes that encode the photopigments rhodopsin and melanopsin are intact in the genome, allowing the rodent to adapt to their dark environment.
“The blind mole rat cells recognized when they were over proliferating and that would induce cell death of an entire culture,” explained study author Vera Gorbunova, professor of biology and associate professor of oncology at the University of Rochester. “We started to think maybe this is how they fight cancer in vivo. That when the cells sense that they are pre-cancerous, they just trigger cell death in a very efficient way.”

To simulate cancer, Gorbunova’s lab rapidly grew primary fibroblast cells that were isolated from the rodent in culture. Her team expected to find an anticancer mechanism similar to the one that they recently described in the African naked mole rat called early contact inhibition. That mechanism prevents overcrowding in cell populations by arresting the cancerous cells with uncontrolled growth and proliferation while allowing others to survive.

Instead, Gorbunova and colleagues found that their entire culture died. “We had never seen the entire culture dish die at once before. Within three days, there were no more live cells on the plate,” said Gorbunova. 

To investigate the possible biological processes behind their observation, the researchers measured the levels of the protein interferon, which is released by an organism’s cells to initiate an immune system response to pathogens. The team found that interferon was secreted in the cells in the culture in response to the cancer stimulation. As a result, all the cells in the culture died.

The blind mole rat may have evolved this unique use of interferon to protect itself against oxygen deprivation and flooding in its natural underground tunnel habitat. So, the blind mole rats and naked mole rats seem to have evolved two different anti-cancer mechanisms to meet the survival needs of their underground environments. 

“Surprisingly, when the same scenario was repeated on different continents, evolution came to two different decisions. It just happened independently, two different solutions to the same problem,” said Gorbunova.

Now, Gorbunova plans to conduct more tests to understand how the blind mole rat’s cells actually sense hyperproliferation and how to use interferon to activate similar pathways in human cells for cancer prevention.

“I do believe that this is very applicable, and I would like to see more cancer researchers actually using those cancer resistance models because it’s a staple organism to use mice that are cancer prone," said Gorbunova. "But if we want to understand cancer resistance, mice are not very useful. It is better to look at species that are cancer resistant.”

Reference

1. Gorbunova, V., C. Hine, X. Tian, J. Ablaeva, A.V. Gudkov, E. Nevo, and A. Seluanov. 2012. Cancer resistance in the blind mole rat is mediated by concerted necrotic cell death mechanism. PNAS Early Edition. Published online October 3, 2012.
2.  Kim, E.B., X. Fang, A.A. Fushan, Z. Huang, A.V. Lobanov, L. Han, S.M. Marino, X. Sun, A.A. Turanov, et al. 2011. Genome sequencing reveals insights into physiology and longevity of the naked mole rat. Nat. [Published online October 12, 2011]
3. Edrey YH, Park TJ, Kang H, Biney A, Buffenstein R. Endocrine function and neurobiology of the longest-living rodent, the naked mole-rat Exp Gerontol 2011 Feb;46(2-3):116-123.
Proposal to Sequence an Organism of Unique Interest for Research on Aging: Heterocephalus glaber, the Naked Mole-Rat, genomics.senescence.info, 26/04/2011

lunedì 4 luglio 2011

urbanistica senza amore per gli alberi

Novoli, mentalità corta, manca il senso del verde, dell'utilità degli alberi (ombra, consumo di CO2, contrastano le isole di calore), e allora ecco le immagini di giugno, sul viale da via Veglie a piazza mercato
eucalipto quasi secolare, bellissimo forte sano ma... senza alloggio nel piano del marciapiede
Un albero di tamerice di piazza Regina Margherita  eliminato per lavori di rifacimento del pavimento della piazza,  resta nelle foto storiche, l'unico albero della piazza centrale ad aver accompagnato gli ultimi 60 anni di storia di Novoli
andiamo invece a visitare le aree storiche, dove per abitudine si è consolidato il rapporto con gli alberi piantati, e dove la proprietà privata dei suoli (e le aree delle ferrovie) ha impedito al Comune di fare danni
casotto del casello sul passaggio a livello sulla via di Campi
querce storiche, sulla piazza della stazione, simbolo di come si può valorizare il verde convivendo con le esigenze della pavimentazione e dei fabbricati
cantine  De Falco
archelogia industriale, zona stazione, ex-distillerie e cantine in disuso
per alcuni fabbricati nuova destinazione d'uso, asilo-nido, per altri non c'è futuro
Interno del palazzo ducale

martedì 28 giugno 2011

Salento, fine giugno

Settimana strana, venerdì 24, S. Giovanni, mare calmo, giornata calda, primo bagno a mare a San Gregorio
Sabato grande vento da ovest sud-ovest, mareggiata, solo al canalone del Ciolo c'era mare calmo...
nel pomeriggio, trebbiatura del grano, messo poi nei sacchi a rafreddare. Totale: quasi 10 quintali.
Domenica, vento forte di tramontana ponentina, si poteva solo fare una passeggiata, bella lunga, tanto il caldo non si sentiva. Ecco le foto:
 Gigaro chiaro (nome segnalato dal Dr. Campagna, Associazione amici dei Funghi e della Natura, qui il blog)  steli legnosi con infruttescenze a grappolo.... la bacca è velenosa...

Dal bosco della cappella di S. Giuseppe si vede il mare (ondoso, spazzato da righe di onde da est a ovest) e vi si tiene ogni anno la fiera di S. Giuseppe, per Castrignano del Capo una tradizione mentenutasi quasi fedelmente al passato, con banchi di animali da cortile, voliere, intagli in legno di ulivo e ceste di vimini.

 See-through olive tree: albero contorto e intreccio di tronchi

campo di grano prima della mietitura....

giovedì 23 giugno 2011

Tempo fisico, tempo narrativo e musicale

Contributo al Carnevale della Fisica n.20, ospitato questo mese sul blog Storie di Scienza.

Il tempo è una parte del sistema di misura usato per registrare eventi, comparare la durata di eventi e gli intervalli tra essi, e quantificare il tasso di cambiamento e il moto di oggetti.
In uno spazio Euclideo, la separazione tra due punti è misurata dalla distanza tra i due punti, distanza puramente spaziale, ed è sempre positiva. Nello Spazio-Tempo, la separazione tra due eventi è misurata da intervalli tra i due eventi, che tiene in considerazione sia la separazione spaziale che la separazione temporale tra gli eventi.
Il tempo possiede una direzione – il passato è collocato indietro, fisso e immutabile, mentre il futuro si colloca in avanti e non è fissato. L’unità di misura, collocata sulla asse delle ascisse, può essere ore/minuti/secondi, oppure giorni, scanditi in unità. 
L’accelerazione è il grado di modificazione delle velocità nel tempo, mente la velocità è la misura del tasso di variazione e della direzione rispetto alla posizione di un oggetto. Nello spazio bidimensionale x,y del grafico, l'accelerazione   f(t), è una funzione  del tempo.
Come per i numeri primi nell’intervallo tra 3 e 4 ci possono essere infiniti altri numeri, il p greco, numeri irrazionali, radici quadre, ecc.., nell’intervallo narrativo il tempo si può dilatare o contrarre, e così anche nel tempo musicale, tra una parte e l’altra, passare da un tempo andante ad un tempo allegro con brio.

Da:  Il personaggio Tempo (da: A. Perissinotto: Gli attrezzi del narratore. Holden Maps. BUR.

In ogni caso il racconto è un'operazione sulla durata,  un incantesimo che agisce sullo scorrere del tempo, contraendolo o dilatandolo. (I. Calvino, Lezioni americane)
Con questa breve affermazione, Calvino con il suo stile rapido e lieve, introduce alla molteplicità dei problemi connessi al tempo nella comunicazione letteraria, ma soprattutto ricorda che in ogni racconto c'è una sorta di personaggio invisibile, o quasi, che si aggiunge agli altri: il tempo appunto.
   In un racconto il tempo appare tre volte: come tempo della fabula, tempo del discorso e tempo della lettura (U. Eco: sei passeggiate nei boschi narrativi)
Il tempo della fabula è quello determinato dalla durata della storia narrata. ... Se abbiamo parlato del tempo della fabula come personaggio invisibile è perchè questo tempo, al pari di un personaggio, ha bisogno di essere rappresentato, di essere segnalato al lettore nel suo comparire e nel suo scorrere; parlare di sviluppo narrativo, di svolgimento dei fatti, di evoluzione della storia significa necessariamente mettere in campo la variabile tempo, poichè non c'è sviluppo, svolgimento o evoluzione che non si manifesti grazie allo scorrere del tempo. Ma come fa la narrazione  per rendere conto del passare del tempo nella fabula, cioè del tempo che scorre nel mondo possibile del racconto?
Il cinema ci ha abituato a espedienti visivi di certa efficacia; la data che compare in sovrimpressione, i fogli del calendario che si staccano uno dopo l'altro, le edizioni di un quotidiano che si susseguono, il volto dei personaggi che invecchia, le foglie degli alberi che ingialliscono, e così via.
In un testo scritto esistono tre diversi tipi di indicazione cronologica: referenziale, differenziale, discorsiva. Si tratta di categorie che attengono ai dispositivi semantici di rappresentazione della dimensione "tempo" e che non riguardano il tempo in sè e quindi i concetti di incoatività, duratività, terminatività, ecc... ......... Poiché la base dell'indicazione referenziale è data dalla sincronizzazione della narrazione con il mondo esterno, un caso particolare di questa tipologia è dato collegamento cronologico degli eventi del racconto con fatti storici, con ricorrenze culturalmente condivise all'interno di una certa società.
La metodologia discorsiva è basata su una sincronizzazione tra il tempo della narrazione e il tempo del discorso. Nel capitolo VI dei Promessi Sposi, Fra Cristoforo esce dal convento di Pescarenico e si avvia verso la casa di Lucia; il narratore lo segue ma, a un certo punto, comincia il racconto della giovinezza di Lodovico-Cristoforo. La storia della conversione di Lodovico occupa buona parte del capitolo e solo sul finire ritroviamo l'embrayage (disinnesto) che ricollega alla vicenda principale:
Ma intanto che noi siamo stati a raccontar fatti del padre Cristoforo, è arrivato, si è affacciato all'uscio; e le donne, lasciando il manico dell'aspo ....
Quanto è durata la camminata di Fra Cristoforo? E' durata quanto la lettura della sua storia precedente; tramite l'artificio narrativo Manzoni fa coincidere il tempo della lettura con il tempo dell'azione, dando al lettore una misura di questo tempo ben più tangibile di qualsiasi indicazione referenziale o differenziale. La strategia discorsiva porta la misura del tempo al di fuori del racconto, la trasferisce nello spazio reale in cui avviene l'interazione tra destinatario e testo.
Si può ovviare che in questa indicazione cronologica in realtà non è in gioco il tempo del discorso, bensì  il tempo della lettura; tuttavia, lo stesso Eco ammette che:
"nella narrazione... l'abbondanza delle descrizioni, la minuzia dei particolari nella narrazione, non hanno la funzione di rappresentazione, quanto quella di rallentare il tempo della lettura, affinché il lettore acquisisca quel ritmo che l'autore giudica necessario al godimento del suo testo".

Da: M. Kundera: L'arte del romanzo.
cap IV: L'arte della composizione

C.S. : il tempo è dunque determinato dal rapporto tra la durata di una parte e il numero di capitoli che essa contiene?
M. K. : Osserviamo i capitoli di La vita è altrove: 1 parte: 71 pagine, moderato, 2: 31 pagine, allegretto; 3: 82 pagine, allegro; 4: 30 pagine, prestissimo; 5: 96 pagine in pochi capitoli, moderato; 6: 26 pagine, tanti capitoli, adagio; 7: 28 pagine: presto.
La quarta parte ha 23 capitoli per 30 pagine! Quella dà un'impressione di grande rapidità: un prestissimo.
Nella sesta, con una scansione veloce, il tempo è determinato da qualcos'altro.: dal rapporto fra la durata di una parte e il tempo “reale" dell'avvenimento che vi è raccontato. . La quinta parte rappresenta un intero anno di vita, mentre la sesta parte tratta solo di poche ore. La brevità dei capitoli ha la funzione di rallentare il tempo, di fissare un solo grande momento. Questa sesta parte è un adagio (atmosfera di pace e compassione) è seguita poi dalla settima, un presto (atmosfera eccitata e crudele).  In questo contrasto ho voluto concentrare la potenza emozionale del romanzo.
Il caso de L'insostenibile leggerezza dell'essere è l'opposto. Fina da quando ho iniziato a scrivere, sapevo che l'ultima parte sarebbe stata un pianissimo e adagio e che doveva essere preceduta da un fortissimo, prestissimo (La grande marcia).
C.S. : il cambiamento di tempo implica allora anche il cambiamento di atmosfera emozionale.
M.K. : Un'altra grande lezione di musica. Ogni brano di una composizione musicale agisce su di noi, attraverso un'espressione emozionale. L'ordine dei movimenti di una sinfonia o di una sonata è sempre stato determinato dalla regola non scritta dell'alternanza di movimenti lenti e movimenti rapidi, il che significava movimenti tristi e movimenti allegri. Questi contrasti emozionali sono diventati in breve tempo un sinistro stereotipo che solo i grandi sono riusciti a evitare. Ecco perchè ammiro quella sonata di Chopin il cui terzo movimento è la marcia funebre. Come si poteva concludere? In Chopin il quarto movimento è quanto mai strano: un pianissimo rapido, breve, senza alcuna melodia, assolutamente asentimentale; un temporale in lontananza, un rumore sordo ad annunciare il definitivo oblio. L'accostamento di questi due movimenti (sentimentale - asentimentale) fa venire un nodo alla gola. E' assolutamente originale. Ne parlo perchè sia chiaro che comporre un romanzo consiste nel giustapporre spazi emozionali diversi, e in questo sta, a io parere, l'arte più sottile di un romanziere.
C. S. : la sua educazione musicale ha avuto influenza sulla sua scrittura?
M. K. : Fino a 25 anni ero attratto molto più dalla musica che dalla letteratura. La mia cosa migliore fu una composizione per pianoforte, viola, clarinetto e batteria, divisa in sette parti. L'insieme è costituito di parti fortemente molto eterogenee (jazz; parodia di valzer; fuga; corale, ecc..) ciascuna con una orchestrazione diversa (pianoforte, viola; pianoforte solo; viola, clarinetto; batteria; ecc..). Questa diversità formale è equilibrata da una fortissima unità tematica: dall'inizio alla fine, vengono elaborati solo due temi: A e B. Le ultime tre parti sono basate su una polifonia originale: l'evoluzione simultanea di due temi diversi ed emozionalmente contraddittori; nell'ultima parte, mentre un registratore ripete il terzo movimento )tema A, corale solenne per clarinetto, viola e pianoforte)la batteria e la tromba (suonata al psoto del clarinetto) intervenivano con una variazione (in stile "barbaro") del tema B. Racconto questo per mostrare che la forma di un romanzo, la sua struttura matematica, non è qualcosa di incalcolato. 
Esaminando il quartetto op. 131 di Beethoven, vi ho trovato una sorta di definizione algebrica. Osservi:
Primo movimento: lento; forma di fuga; 7,2 minuti.
Secondo movimento: veloce; forma inclassificabile, 3,26 minuti.
Terzo movimento: lento; semplice esposizione di un solo tema, 0,51 minuti.
Quarto movimento: lento e veloce; forma di variazioni, 13,41 minuti.
Quinto movimento: molto veloce; scherzo, 5,35 minuti.
Sesto movimento: molto lento; semplice esposizione di un solo tema, 1,58 minuti.
Settimo movimento: veloce; forma-sonata, 6,30 minuti.

Beethoven cerca di trasformare il raggruppamento presente nella sonata in una vera unità. Al tempo stesso cerca di introdurre in questa unità il massimo di diversità formale.
vorrei attirare l'attenzione su un solo dettaglio: la diversità delle durate. Il terzo movimento è quindici volte più breve del movimento seguente!  E sono proprio i due movimenti così stranamente brevi (terzo e sesto) a connettere, a tenere insieme queste sette parti così diverse!Sette parti di identica durata sarebbero come sette grossi armadi messi uno accanto all'altro.
Prendiamo il concerto di Bach per quattro pianoforti, trascritto da un concerto di Vivaldi, Rimasi assolutamente affascinato dal secondo movimento, un largo. Ma che cosa c'è di tanto straordinario in questo movimento? La forma è A – B - A. Tema A:un dialogo semplicissimo fra un clarinetto e l'orchestra, 70 secondi. Tema B: i quattro pianoforti, senza orchestra, nessuna melodia, una semplice successione di accordi, uno specchio d'acqua, 105 secondi. E poi, la ripresa del tema A, ma soltanto una o due battute - 10 secondi. Si immagini questo largo composto solo di due parti: A - B. Senza quei dieci secondi della ripresa, non starebbe in piedi. Oppure si immagini il tema A ripreso interamente: 70 - 110 - 70.
Che tediosa simmetria. E infatti la simmetria dello schema (A - B - A) aveva bisogno di essere compensata dall'asimmetria radicale delle durate! Quello che mi aveva incantato era la bellezza delle proporzioni. Una bellezza matematica:
10 x 7   -   
15 x 7   -    
10x7 / 7
ossia
2 (A) -  3 (B) -  2/7 (A)

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001