lunedì 2 febbraio 2026

infinite Jest edizione dei 30 anni dalla pubblicazione

 Infinite Jest è ambientato in un futuro imprecisato in cui gli Stati Uniti hanno annesso il Canada e il Messico dando vita a una nuova federazione, l’ONAN (Organization of North American Nations). Al centro delle vicende c’è un film (intitolato Infinite Jest, per l’appunto) talmente coinvolgente e ipnotico da generare un senso di dipendenza in chi lo guarda, che pur di non scollarsi dallo schermo preferisce lasciarsi morire di fame. Circola su una misteriosa videocassetta che può diventare un'arma di ottenebramento del cervello, siamo dieci anni prima dei cellulari, smartphone, Pay TV, socials, X e Truth

Trump deve averlo preso in parola

Einaudi pubblica questa edizione speciale del rimanzo di Wallace, di cui ho parlato qui

Edizione speciale per il trentennale di Infinite Jest. In cofanetto, con sei sticker.

Traduzione di Edoardo Nesi
Contributi di Annalisa Villoresi, Grazia Giua 
Ne parla questo articolo sul sito Il post

La celebrazione postuma di Wallace ha prodotto qualche effetto indesiderato che ha in parte compromesso la sua reputazione. Uno di questi è che, soprattutto negli Stati Uniti, Infinite Jest abbia ottenuto senza volerlo la fama del «romanzo del maschio intelligentone che vuole farsi notare», dice Pacifico.

Il libro iniziò a circolare soprattutto in ambienti universitari e culturali a forte prevalenza maschile, dove diventò un feticcio e un simbolo di prestigio culturale: leggerlo (o almeno raccontare in giro di averlo letto) serviva a mostrarsi intelligenti, sofisticati, “seri”, ed equivaleva ad aver superato una specie di prova di forza. Ancora oggi, «I survived Infinite Jest» («sono sopravvissuto a Infinite Jest») è uno dei motti maggiormente associati al romanzo.

Alcune critiche femministe notarono questo fenomeno e coniarono un apposito neologismo per descriverlo: “lit bro”, termine che indica quegli uomini che costruiscono la propria immagine attorno a pochi libri considerati difficili o importanti, usandoli come strumenti di affermazione culturale. «Ormai “Ama David Foster Wallace” è diventato sinonimo di “ok, è un altro di quei figli di puttana”», scrisse la critica letteraria Molly Fischer in un articolo dedicato al tema.

«Nei campus lo consigliavano alle fidanzate in modo autoritario, un po’ come si impone un disco di death metal a chi ascolta soltanto musica leggera» dice Martina Testa, ex responsabile editoriale di Minimum Fax, forse la casa editrice che più di tutte ha contribuito a far conoscere Wallace in Italia. «Dalle nostre parti però questa dinamica non è mai stata replicata, per fortuna: le donne che leggevano Infinite Jest erano entusiaste tanto quanto gli uomini».

«Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c’è di piú che starsene seduti a stabilire contatti».

In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l’intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. Finché sulla scena irrompe un misterioso film, Infinite Jest, cosí appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all’infinito, fino alla morte. Nella caccia che si scatena attorno a questa che è la droga perfetta finiscono coinvolti i residenti di una casa di recupero per tossicodipendenti e gli studenti di un’Accademia del Tennis; e ancora imbroglioni, travestiti, artisti falliti, giocatori di football professionistico, medici, bibliofili, studiosi di cinema, cospiratori (Jonathan Franzen)

martedì 27 gennaio 2026

Vittorio Pagano, mitologie del sud

 MITOLOGIE DEL SUD



Cartografia poetica di Vittorio Pagano
Giornata di studi – 30-31 gennaio 2026
Venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026 presso l’Edificio degli Olivetani e la Biblioteca Bernardini di Lecce si terrà la giornata di studi MITOLOGIE DEL SUD. CARTOGRAFIA POETICA DI VITTORIO PAGANO.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di ricerca, valorizzazione e divulgazione dedicato alla figura di Vittorio Pagano (1919-1979), poeta, traduttore e operatore culturale leccese, con
l’obiettivo di restituire alla comunità scientifica e al territorio la complessità della sua opera e il suo contributo alla costruzione di un immaginario urbano e meridiano.
Il progetto nasce con l’intento di realizzare un itinerario letterario della città di Lecce ispirato all’opera di Pagano, pensato per studenti, cittadini, turisti e appassionati. Il percorso si fonda su un approccio interdisciplinare – geografico, sociologico, architettonico, antropologico – volto a indagare le forme dell’immaginario urbano e territoriale che emergono dalla produzione del poeta leccese.
"Mitologia del Sud "è il titolo scelto dallo stesso Pagano per la prima sezione della sua opera poetica maggiore, I privilegi del povero (1960).

Vittorio Pagano (Lecce, 1919-ivi 1979) è stato l'ultimo custode di una koiné ermetica in un'epoca, fra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta, segnata da tante adesioni o conversioni al neorealismo, e dall'emersione delle istanze neoavanguardistiche; è stato un cesellatore delle forme chiuse quando si iniziava a diffondere un dettato sempre più lasco o magmatico. La sua poesia innestava nella grammatica ermetica, alla quale si avvicinava con reverenza e devozione, inquietudini rivenienti da una lunga confidenza con la letteratura francese medievale, con Villon e con i Maudits, di cui fu apprezzato traduttore, riaggiornando con una sensibilità contemporanea, e senza castrare la sua inclinazione a un virtuosismo formale funambolico, un repertorio di allucinate perlustrazioni urbane, malinconie e perdizioni, ricucite su un soggetto lirico perennemente scisso e decentrato, polveroso superstite di una turris eburnea in macerie. Il volume raccoglie, a 100 anni dalla nascita e quaranta dalla scomparsa, tutte le opere poetiche pubblicate in vita, da tempo irreperibili: "Calligrafia astronautica" (1958), "I privilegi del povero" (1960), "Morte per mistero" (1963) e "Zoogrammi" (1964).

Porto Cesareo

Dove alla selva si dirupa il mare,
dove il mare dirupa in sé l’amore,
dove l’amore finge il mio clamore
e tu rimani estatica a guardare,

dove tutto s’affida alle lampare
protette dal tuo viso a un ampio errore,
dove la morte è vita che non muore
ed io ne tento invano il limitare,

dove tu sei, dov’io non sono, dove
siamo e non siamo, amata, per vendette
celestiali, atterrite, in frane e in onde,

è lì che un porto esiguo ci rimuove
dal fregio verecondo che ti dette
la fissità sbranata delle sponde.

Vittorio Pagano, da I privilegi del povero (1960).

Di Morte per mistero, "è una parola poetica, secondo Giorgino, «ormai liberata in tutta la sua potenzialità musicale e disponibile alle insidie dell’obscurisme se non addirittura al rischio di un ludico nonsense» (ivi, p. XLIII). Alla pubblicazione dell’ultima raccolta Zoogrammi segue due anni dopo, nel 1966, la chiusura de «Il Critone», la rivista attorno alla quale Pagano aveva organizzato la sua fervente attività culturale; da questo momento si abbatte sul poeta un’indifferenza totale della critica che si prolunga al 1979, anno della sua scomparsa e punto d’inizio di una lenta e progressiva rivalutazione, però, mai culminata in una ristampa organica dell’opera poetica"

Giorgino, a proposito della poesia di Pagano, scrive che essa «risente dell’originale alchimia generata dall’interazione dell’anima meridionale, relativa alla terra d’origine dello scrittore, […] e quella francese relativa invece alla sua patria d’elezione.» Vittorio Pagano è stato infatti un apprezzato traduttore dal francese, curatore della celebre Antologia dei poeti maledetti, pubblicata nel 1957 presso le Edizioni dell’«Albero». Si legge, proprio in questa antologia, la devozione di Pagano per la Francia, tanto che egli stesso arriverà a definirla «la ragione del mio sentirmi europeo, vertice del mio amore del mondo.» «Poeta scapestrato e un po’ bohémien» Pagano ha testimoniato in maniera attiva la potenza «di un canto consolatorio che delegasse alla responsabilità del suono e delle sillabe la funzione liberatrice.» (Valli, D’Oria). Per questo motivo la sua poesia è caratterizzata da una incantevole musicalità e da un attento impianto metrico-ritmico, che rivela un legame simbiotico con la poesia francese oltremontana. «Non si sfugge all’incanto dei fiori del male, delle lussurie, delle nevrosi, delle illuminazioni, dei satanismi.» (Pagano, François Villon benedetto “maudit”, in «La Gazzetta del Mezzogiorno», 15 marzo 1953). Il continuo salto che Pagano compie «fra la mediocrità delle possibilità umane di espressione e l’anelata perfezione di un mondo che rimane comunque aldilà della storia […] è la banda di oscillazione nella quale […] misura la sua volontà di essere poeta.» (Donato Valli, Anna Grazia D’Oria).

Il progetto, finanziato dal CUIS- Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino, è promosso dal Comune di Lecce e realizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento (responsabile scientifico Simone Giorgino, docente di Letteratura italiana contemporanea) in collaborazione con AMA-Accademia Mediterranea dell’Attore, Musicaos Editore e il Polo Biblio-Museale di Lecce.
Scrive Vincenzo Maruccio: “Profondamente legato a Lecce, ma esule in patria. Figlio del Sud, ma con lo sguardo rivolto alla “sua” Francia. Erede della tradizione simbolista-ermetica, ma con la finestra aperta sulla contemporaneità. Poeta innanzitutto, ma anche fine traduttore, scrittore e perfino giornalista con i suoi “Reportages in città”. Vittorio Pagano è stato questo e molto altro. Forse anche troppo perché certe volte è più semplice studiare, storicizzare e divulgare figure più facilmente etichettabili. Lui, no, e questa versatilità l’ha probabilmente pagata a caro prezzo. Considerato un “minore” se raffrontato con Girolamo Comi, il poeta del Capo di Leuca che con la sua inquietudine religiosa aveva aperto il Novecento salentino. Messo spesso un gradino più in basso di Bodini, l’altro Vittorio che ha lasciato il segno tra lune, Borboni e case bianche come dadi. Per Pagano un posto nel la “stagione d’oro” della poesia salentino-pugliese del secondo Dopoguerra c’è sempre stato. Spesso, però, una postazione laterale, come se mancasse sempre qualcosa per entrare nel pantheon dei classici meridionali. Un guizzo, un salto di qualità in questa filiera di letterati che arriva fino a Carmelo Bene”.

sabato 27 dicembre 2025

kids festival, seconda edizione, dal 27 dicembre

 

Come l'anno scorso, dal 27 dicembre al 6 gennaio, Factory e Principio attivo abbracciano Lecce e molti suoi spazi con la 12esima edizione della rassegna di teatro per le nuove generazioni. Quisalento. Segnalo la presenza di una compagnia teatrale giapponese, di Izumi Fujiwara, Kids parade, la compagnia Imaginart e Animal Religon, dalla Spagna, la compagnia Burrambò da Foggia, lo Studio TaDaa di Milano, il Duo Kaos, italo-Guatemalteco, Stitching Knopen e VoolDaan Teather dall'Olanda, il teatro del Buratto da Milano, e tanti altri gruppi. 

Una festa senza confini, un luogo di riflessione, di comunità inclusiva e partecipata, che unisce teatro, danza, circo, arti visive e linguaggi della scena contemporanea. La nuova edizione di Kids, il Festival del teatro e delle arti per le nuove generazioni organizzato da Factory Compagnia Transadriatica e Principio attivo teatro, accompagna le festività a partire da sabato 27, invadendo festosamente Lecce e molti suoi spazi (teatri Apollo, Paisiello e Koreja, Castello Carlo V, Convitto Palmieri, Manifatture Knos, Museo ferroviario), che accolgono oltre 30 compagnie e progetti artistici provenienti da tutta Italia e dall’Europa, con più di 70 repliche tra prime visioni, spettacoli iconici e percorsi sensoriali pensati per spettatori di ogni età. Dedicata al tema “A tutta voce”, la 12esima edizione del festival riflette sul valore delle storie come strumento di crescita e relazione, esortando bambine, bambini e adulti ad ascoltare e farsi ascoltare. Accanto ai grandi nomi della creatività per l’infanzia, dalle performance coinvolgenti della compagnia catalana Imaginart, ai racconti in movimento degli olandesi DaDodans, fino all’energia trascinante della giapponese Izumi Fujiwara, il festival accoglie alcune delle realtà più riconosciute del panorama italiano: le invenzioni clownesche degli Eccentrici Dadarò, la poesia acrobatica del Duo Kaos, e le creazioni sensibili di Artevox Teatro. Non manca la presenza della scena pugliese, con Factory compagnia transadriatica e Principio attivo teatro, insieme alle esperienze di Kuziba, Teatro Koreja, Burambò, La luna nel letto e altri. Particolare attenzione è riservata alla primissima infanzia, con spettacoli che diventano microcosmi sensoriali dove luce, suono e corpo si fanno racconto. Kids non è solo spettacolo: c’è Kids Village, allestito in collaborazione con BlaBlaBla, presso le biblioteche  Acchiappalibri e Ognibene, il Convitto Palmieri e le Manifatture Knos, con un programma ricco di incontri, workshop, performance. Si ripete la riuscitissima iniziativa del biglietto sospeso grazie all’Operazione Robin Hood; sempre partecipato è il laboratorio per piccoli critici; in programma le biciclettate tra i luoghi del festival e, sempre molto attesi e partecipati, gli appuntamenti di In viaggio con le storie, la rassegna sui vagoni storici del Museo ferroviario.   Ad accogliere gli spettatori è l’ormai popolare capostazione clown, con i suoi assistenti e tre vagoni pronti a trasformarsi in teatri e scenari straordinari. Ma c’è tanto altro a completare un’offerta diffusa che accompagna i piccoli spettatori e le loro famiglie fino al 6 gennaio. Il festival prende il via sabato 27 alle 10.30, con la coloratissima Kids Parade, animata dalla compagnia napoletana Baracca Buffoni e dai giovani allievi della Scuola Cirknos, che attraversa Porta Rudiae trasformando la città in una scenografia a cielo aperto, con un poetico giardiniere, il suo magico innaffiatoio e, tutt’intorno, fiori giganti, indossati da trampolieri e surreali personaggi, che portano con sé musica e profumi. Info, programma nei dettagli, costi e abbonamenti: kidsfestival.it






lunedì 22 dicembre 2025

anteprima di Two Seasons, Two Strangers, programma gennaio febbraio

Nuovi appuntamenti all'Istituto Giapponese di Cultura, Roma,  ro_newsletter@jpf.go.jp
Giovedì 15 gennaio Ore 18.00 
 NIPPON CINEMA NOW 
IL NUOVO CINEMA GIAPPONESE AL TOKYO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2025 visto e raccontato dal Presidente di Giuria Carlo Chatrian e dal regista Matteo Zoppis Carlo Chatrian, 
scrittore e giornalista, attuale Direttore del Museo Nazionale del Cinema - Fondazione Maria Adriana Prolo, è stato direttore artistico del Festival di Locarno dal 2012 al 2018 e del Festival di Berlino dal 2020 al 2024. Chiamato dal Tokyo International Film Festival a presiedere la Giuria dell'edizione 2025 da poco conclusa, Chatrian condividerà con il pubblico la sua esperienza di giurato, ma anche una propria valutazione del nuovo cinema giapponese e degli autori emergenti incontrati durante il suo incarico a Tokyo. 
Accanto a lui, interverrà il regista italo-americano Matteo Zoppis, co-regista insieme a Alessio Rigo de Righi del film Testa o Croce? (Italia, 2025), western ambientato a inizio '900 a cui il Tokyo International Film Festival ha assegnato il Best Director Award. 
 Al termine dell'incontro (ore 19.15 circa) si terrà la proiezione del film in anteprima italiana Two Seasons, Two Strangers di Miyake Shō (Giappone, 2025, 89' tit. originale 旅と日々/Tabi to Hibi / V.O., sott. italiano), vincitore del Pardo d'oro al Locarno Film Festival 2025. 

Adattamento di due manga di Yoshiharu Tsuge: "A View of the Seaside" (1967) e "Mr. Ben and His Igloo" (1968), il primo ambientato in estate, il secondo in inverno, il film racconta il lavoro di Lee, sceneggiatrice coreana, e di come ciò che immagina nelle sue sceneggiature prenda incredibilmente vita. Ingresso libero su prenotazione al link 

 Con il patrocinio di
La conferenza rientra nell'ambito delle attività celebrative del 160° Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone

A voi lettori che siete interessati ai film, ai manga, ed agli animè, o in generale alla cultura giapponese, dico: Siate affamati, siate folli. Come nell'ultimo numero di "Whole Earth Catalog", l'autore Stewart Brand saluta i suoi lettori con la famosa frase "stay hungry, stay foolish", frase citata da Steve Jobs nel 2005.

Bookclub Ore Giapponesi

terzo appuntamento del Bookclub Ore Giapponesi: Sabato 24 gennaio discussione su Vangelo nero di Matsumoto Seichō (Adelphi, 2025) insieme al traduttore Alessandro Passarella, presso la Libreria Spazio Sette. Un noir ambientato nel Giappone del dopoguerra, che offre numerosi spunti di riflessione. L'evento è co-organizzato con Irene Canino, in collaborazione con Libreria Spazio Sette.

Per info e prenotazioni: Libreria Spazio Sette
Tel: 06 4041 9375
Mail: info@spaziosettelibreria.it

Giovedì 29 gennaio
Ore 18.00


Small, Slow but Steady di Miyake Shō
(Giappone, 2022, 99' tit. originale ケイコ 目を澄ませて / Keiko Me wo Sumasete / V.O., sott. italiano)  
Presentato nella sezione Nippon Cinema Now del Tokyo International Film Festival, edizione 2022 e alla Berlinale 2022 sezione Encounters.
Dramma umano girato in 16mm, ispirato alla vita di una pugile professionista con una disabilità uditiva. Dopo aver vinto due difficili incontri, viene colta da dubbi e timori; la sfida che ora teme di più è quella con se stessa, la lotta che vuole affrontare è quella per capire la sua vera natura e quanto desiderio di combattere sia rimasto dentro di lei. 

Ingresso libero senza prenotazione

Bookclub Ore Giapponesi

Sabato 24 gennaio, ore 18.30
Presso Libreria Spazio Sette (via dei Barbieri 7, Roma)


terzo appuntamento del Bookclub Ore Giapponesi.
Sabato 24 gennaio discuteremo di Vangelo nero di Matsumoto Seichō (Adelphi, 2025) insieme al traduttore Alessandro Passarella, presso la Libreria Spazio Sette. 
Un noir ambientato nel Giappone del dopoguerra, che offre numerosi spunti di riflessione. L'evento è co-organizzato con Irene Canino, in collaborazione con Libreria Spazio Sette. 

Prenotazione obbligatoria su EVENTBRITE

musica

ROMA 17 e 18 febbraio 2026 ore 19.00
Istituto Giapponese di Cultura
Via A. Gramsci, 74 Roma
Tel. 06 3224794 info_roma@jpf.go.jp
mar 17 febbraio ingresso su prenotazione
(inquadrare il codice QR)



mer 18 febbraio ingresso libero


BOLOGNA 20 febbraio 2026 ore 19.00
Auditorium DAMSLab Università di Bologna
Dipartimento delle Arti
Piazzetta P.P. Pasolini 5b - 40122 Bologna
 ingresso libero fino a esaurimento posti

Organizzazione
 Istituto Giapponese di Cultura e 
Università di Bologna - Dipartimento delle Arti


in collaborazione con ALIVE Co., Ltd. 
con il supporto di Asia Institute (Bologna)

si ringraziano
Prof. Antonio Fiori (Asia Institute)
Prof. Matteo Casari (Università di Bologna, Dipartimento delle Arti)
Prof. Marco Milani (Università di Bologna, Dipartimento delle Arti

 

Fondato nel dicembre 2020, MIKAGE PROJECT è il nome di un gruppo di musicisti che compongono e arrangiano canzoni popolari minyō di varie regioni dell'arcipelago, impreziosendoli con la loro sensibilità contemporanea e promuovendone il fascino in Giappone e all'estero. Il termine MIKAGE (御影) significa 'spirito divino' e si riferisce all'anima o allo spirito degli dei e dei buddha.


Inoltre, sul sito web, già dal 31 ottobre 2025 fino al 3 febbraio 2026, sono disponibili in streaming gratuito, otto film incentrati su due temi principali. Queste storie sono accompagnate da colonne sonore accattivanti, romantiche, nostalgiche

𝗜𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝗰𝗲𝗼

1️⃣ No Longer Heroine (2015)
2️⃣ TEIICHI Battle of Supreme High (2017)
3️⃣ MY love STORY!! (2015)
4️⃣#HandballStrive (2020)

𝗖𝗶𝗯𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲

1️⃣ BENTO HARASSMENT (2019)
2️⃣ MEGANE Glasses (2007)
3️⃣ Restaurant From The Sky (2019)
4️⃣ Mottainai Kitchen (2020)

JFF Theater è gestito da The Japan Foundation (JF), ente ad amministrazione indipendente sotto la giurisdizione del Ministero degli Affari Esteri del Giappone.
Tutti i titoli sono scrupolosamente a cura di The JF e concessi in licenza ufficiale dai distributori.
Per maggiori informazioni, vai sulla piattaforma:
👉https://it.jff.jpf.go.jp/ 

Dal 3 febbraio al 7 maggio 2026 cinque film in streaming gratuito ispirati ai temi "Scherzi del tempo" e "Lo spirito giapponese del DŌ".

🎬 Tema 1: Scherzi del tempo 

1️⃣ NOBUNAGA CONCERTO (2016)

2️⃣ Time Traveller: The Girl Who Leapt Through Time (2010)

3️⃣ MONDAYS: See you "this" week! (2022)

🎬 Tema 2: Lo spirito giapponese del "DŌ"

"DŌ" è una via, un modo di migliorare le proprie capacità tecniche ma soprattutto il proprio spirito. Una selezione di film che scavano in profondità nella cultura giapponese.

 1️⃣ The Lines that Define Me (2022)

2️⃣ Every Day a Good Day (2018)


sabato 6 dicembre 2025

Ottobre a Torino, diario del viaggio

 A inizio ottobre ho fatto una breve visita a Torino, a trovare amici e conoscenti. In  primis mio nipote, che lavora come cameriere a Barolo, ci siamo incontrati a pranzo e ci siamo raccontati. 

La mattina ho assistito a uno spettacolo per le scuole, I monologhi della vagina, con le attrici nella foto, dell'associazione culturale Liberi pensatori Paul Valery 

Ho camminato in lungo e in largo, dal centro a corso Sebastopoli a via Guido Reni, ex mercati generali
In centro ho pernottato davanti alla stazione, una soffitta comoda, e poi in via della Consolata, tramite il sistema keybox e una password numerica per recuperare le chiavi dell'appartamento.








da via della Consolata si accede al centro città, da via Corte d'appello a Palazzo di città. Infatti, era il venerdì dello sciopero nazionale, e a gruppi ho salutato giovani ed anziani con bandiere e cori pacifici. 
In via delle orfane ho visto Palazzo Barolo o Faletti di Barolo, un edificio molto signorile

prima di arrivare alla Chiesa della Consolata, sulla via medesima, mi sono fermato in un bar molto famigliare ed ho scambiato due parole col gestore. Ha rilevato l'attività dai genitori, e continua a vendere olio pugliese (padre pugliese e madre sarda) e nebbiolo delle langhe, si è lamentato che la zona si è svuotata e ci sono troppi turisti occasionali, e molte attività di locazione mordi e fuggi. Gli ho chiesto consiglio per una panetteria biscottificio, e mi ha indirizzato su via del Carmine angolo via Piave, un negozio di una volta, una zona che ho frequentato, e precisamente in via Bligny, la sede succursale del liceo D'Azeglio, per la mia quarta ginnasio.
alla chiesa, o santuario della Consolata, ci si andava prima di un compito in classe per avere una benedizione. 






Di fronte alla chiesa c'è il negozio di dolci Al bicerin, famoso per la cioccolata calda, ed i gianduiotti, ed a fianco ha aperto, dopo l'anno del Covid, da Felicin, boutique bistrot dell'antica erboristeria, nuova sede del ristorante di Monforte d'Alba, con dieci tavoli e proposte gastronomiche locali.

Per contro, l'erboristeria si è spostata in piazza Statuto, sulla destra sotto i portici, a fianco della tabaccheria, e prepara ancora il Centerbe digestivo. 
Ma la parte più suggestiva per me è stata la camminata per corso Re Umberto e Galileo Ferraris, in particolare passando davanti al GAM, la Galleria di Arte Moderna.

nei giardini della galleria ho trascorso il periodo di preparazione per la maturità

poi, in piazza Solferino, questa scultura artistica quasi una grande cartapesta
Infine, in zona stazione Porta Nuova, a prendere un caffè per colazione prima di prendere un frecciarossa per Bologna, con cambio per Rimini, e finalmente a casa, per pranzo. 


lunedì 1 dicembre 2025

Nextlevelcoffe.matcha, il coffee bar sfizioso, Rimini

 In via Mentana 28, quasi piazza tre martiri, prima della statua bronzea di Giulio Cesare, c'è questo caffè che serve specialty coffee monorigine, tè di buona qualità (scelta di base, non come nei grandi negozi stile Fraires Mariage a Parigi, dal 1854), che serve vari delica foods, tra cui la torta alla carota, cornetti in varie formulazioni, mignon, integrale, matcha latte, cappuccini vari, con curcuma o altro, cioccolata fondente, con purea di banana e panna montata, o la versione con frutti di bosco, il rinomato liquore matchancello, e la torta vegana ribes e melograno. 

Il bar prepara menù sfiziosi per la pausa pranzo, ma il punto di forza è la cortesia della barista

I riferimenti social sono   https://www.instagram.com/nextlevelcoffee.matcha/
e su FB https://www.facebook.com/p/Next-level-coffee-61575904675874/

 



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