lunedì 31 gennaio 2022

energia nucleare e energie verdi: the good, the bad and the ugly

 Le centrali nucleari sono superate, ma continuano a tenere in piedi progetti per construirle: ma sono proprio convenienti?

una centrale tradizionale consuma una tonnellata di uranio all'anno, se fosse al carbone ne consumerebbe milioni di tonnellate di carbone, molto  più economico ma molto più dannoso, alla salute ed al  pianeta, perchè produce anidride carbonica. Però, Le risorse di uranio, al consumo attuale (non calcolando nuove centrali) saranno esaurite in 45 anni.   Le centrali saranno sicure, ma l'energia recuperabile è poca rispetto a quella che va dispersa (acqua di raffreddamento), le scorie radiattive che vengono prodotte (ogni atomo di uranio da' vita ad isotopi di stronzio ed elementi intermedi pericolosi).

Esisono centrali nucleari su navi, portaerei e sottomarini, come mai sono più controllabili? probabilmente perchè non devono produrre grandi quantità di energia, e le reazioni partono da quantità minime di uranio, più controllabili

Ed il Torio? Reattori nucleari ad amplificazione di energia  affiancato da una sorgente esterna di protoni (sistema noto in inglese come Accelerator-Driven System o ADS), necessaria ad alimentare la reazione nucleare nel nucleo del reattore in sé. Questo, infatti, ha la caratteristica di essere un reattore subcritico, incapace di sostenere autonomamente una reazione a catena e, dunque, di dar luogo a una reazione incontrollata. Per innescare la reazione a catena, esso ha bisogno di essere irraggiato da un potente fascio di particelle proveniente da un acceleratore di particelle (sincrotrone): una volta acceso, il nucleo del reattore rilascia sufficiente energia termica da poter essere trasformata in energia elettrica che servirà ad alimentare l'acceleratore di particelle e a fornire un surplus di energia elettrica destinato all'immissione nella rete elettrica

il torio non dà problemi di scarti radiattivi, e il nocciolo non è soggeto alla fissione incontrollata

le centrali al torio sono costruibili in pochissimi anni, tre-cinque, i prodotti della reazione sono più cisuri, meno instabili.... e costa molto meno dell'uranio, Nobel nel 1984, Carlo Rubbia,  da anni propone di ricavare energia dal Torio, un elemento che non si autoinduce nella fissione nucleare come invece fa l'uranio

 è circa dieci volte più abbondante dell'uranio ed è circa comune quanto il piombo; ne serve 1/1000 rispetto all'uranio che invece va arricchito: ....

un altro aspetto favorevole è a produzione di energia rilasciata lentamente, secondo i consumi e le necessità locali: potrebbe essere abbinato ad un impianto di produzione di idrogeno (idrogeno verde a partire da acqua), in uno scaling up che è limitato dalle dimensioni dei polimeri su cui avvengono le reazioni

tengo a precisare che le auto elettriche, e ciò che viene prodotto  partire da altre energie non verdi , non  è sostenibile: consumiamo un eccesso di energie tradizionali per alimentare la rete elettrica, quando dovremmo produrre sorgenti di energia pulita. Questo si traduce nella classificazione dell'idrogeno, H2, che se prodotto a partire da carbone, petrolio o centrali tradizionali, viene chiamato idrogeno blu, mentre dobbiamo puntare su idrogeno verde, produzione in cui le reazioni che permettono l'elettrolisi dell'acqua sono alimentate da energie rinnovabili. 

ma... queste tecnologie per produrre idrogeno verde ha bisogno di uno scale up industriale, e di abbassare il costo a valle. Finchè sarà venduto a 17 euro/litro, le auto ad idrogeno  per fare un pieno in Italia devono arrivare all'unico distributore presente, nel Trentino, e compiere con quel pieno 350/400 km. In Germania esistono almeno una ventina di distributori.

Oltre all'impiego di idrogeno nelle batterie (fuel cells) con efficenza dell'80%, è stato messo a punto da Toyota un motore a indrogeno, motori prodoti dall'azienda Acquarius, basato su un cilindro in cui i pistoni si muovono tra due capi del motore


per la produzione indusriale su larga scala di idrogeno, sono necessarie strategie di superfici esese catalizzanti, come i polimeri per membrane elettrolitiche del progetto REPHYNE II 

in the Rephyne II project, there are products such as  the world largest polymer electrolyte membrane, or PEM, electrolyser to produce green hydrogen at scale a technology at level readiness near realization state

l'idrogeno verde costa attualmente 17 euro per litro, al consumo, ma potrebbe essere una fonte di energia di stoccaggio, prodotto quando se ne produce tanta, e usato quando la richiesta di energia aumenta.... un pò come le batterie che stoccano energia

un sistema innovativo per lo stoccaggio del surplus di energia solare abbinato a impianti fotovoltaici, è una batteria che utilizza anidride carbonica, fatta passare tra un stato liquido a uno gassoso, conserva temporaneamente l' energia mediante  cycling del CO2 da gas a liquido

adopt different innovative hydrogen production technologies of water electrolysis, generate hydrogen by photovoltaic power, and then store hydrogen through suitable hydrogen storage and metal alloy storage, and then generate hydrogen through fuel cells Electricity and heat or other industrial applications, especially to provide low-cost green hydrogen power generation and heating products and services for off grid households and enterprises

Un altro approccio può venire dall'utilizzo di cellette ad alveare basate su composti di nickel

Research paper
Hierarchical and self-supporting honeycomb LaNi5 alloy on nickel foam for overall water splitting in alkaline media

Thorium, Th 90

named for the Norse god of thunder, is much more abundant than uranium and has 200 times that metal’s energy potential. Thorium is also a more efficient fuel source — unlike natural uranium, which must be highly refined before it can be used in nuclear reactors, all thorium is potentially usable as fuel. Thorium could be used as an energy amplifier in next-generation nuclear power plants. Known as an accelerator-driven system, it would use a particle accelerator to produce a proton beam and aim it at lump of heavy metal, producing excess neutrons. Thorium is a good choice because it has a high neutron yield per neutron absorbed. Thorium nuclei would absorb the excess neutrons, resulting in uranium-233, a fissile isotope that is not found in nature. Moderated neutrons would produce fissioned U-233, which releases enough energy to power the particle accelerator, plus an excess that can drive a power plant.  A network of tiny underground nuclear reactors, maybe producing about 600 MW each....


The Innovation 2, 100180, November 28, 2021

Technologies and perspectives for achieving carbon neutrality

Solar thermal technologies rely on photothermal conversion to achieve heat, steam, and electricity production for C-neutral operations, unlike photovoltaic techniques. When solar thermal technologies, such as concentrated solar power systems, are employed in commercial and residential sectors to replace natural gas as a source of energy, an obvious reduction in both energy consumption of fossil fuels and CO2 emissions has been observed.51,52 Besides photovoltaic and solar thermal technologies, some strategies to convert solar radiation into stable chemical fuels also provide feasible ways for large-scale utilization and storage of solar energy toward energy decarbonization. For instance, great efforts have been made on solar hydrogen production, demonstrating an extremely attractive route to produce hydrogen fuel by adopting renewable solar energy or solar-derived power to electrolyze water.53,54 Note that hydrogen fuel is an ideal clean energy source to deliver C-free emissions, showing a great potential to reduce GHG emissions. Recently, a new concept of liquid sunshine has been proposed for combining solar energy with captured CO2 and water to generate green liquid fuels, such as methanol and alcohol, which may deliver an ecologically balanced cycle between generation and utilization of CO2 in global production systems.55

Solar energy represents an ideal solution tomeet the energy demands in a low-C and C-free society. Owing to the low-operating costs, a series of useful measures based on solar energy techniques are good candidates to reduce C emissions and utilize CO2 to form clean energy storage, thereby playing an irreplaceable role in the realization of C neutrality. The next decades will require accelerated development of advanced energy conversion/storage technologies and large-scale deployment of solar energy combined with clean resources to promote integrated pathways to C-neutral energy systems.

Wind energy

Wind results from the motion of air due to uneven heating of the Earth’s surface by the Sun. This means that wind power could be regarded as indirect solar energy.56 Like solar energy, wind energy will play a critical role in realizing "C peak and C neutrality."

The Earth has abundant wind resources, which are mainly distributed in grasslands, deserts, coastal areas, and islands.57 The site location has a significant impact on the economy, technicality, and implementation of wind energy.

The world attaches great importance to and vigorously supports the development of wind power. However, one of the issues that hinders wind energy utilization is the noise generated by wind turbines. Strategies to reduce or minimize the noise produced by wind turbines and further utilize wind sources sensibly are urgently needed. Another concern with wind energy production is that wind turbines may have an adverse effect on birds via collisions, disruptions, or habitat destruction if they are located inappropriately.

Although the wind resource on Earth is abundant, the uneven distribution of wind resources across the landscape poses a challenge to the transport of electrical energy produced by wind turbines. And the unpredictable nature of winds in terms of speed and direction will result in a variable and unstable phase, amplitude, and frequency for the generation of electricity, which may make it difficult to be integrated into the grid, resulting in a waste of wind energy. The cost of installing awind turbine is currently quite high,which also hinders the widespread adoption of this technology. It is necessary to devote more efforts to exploring and developing wind energy technology to meet the needs of energy users.

Ocean energy

Ocean energy refers to the energy contained in thewater body in the ocean and is both renewable and clean. The ocean energy reserve is enormous globally and is enough to power the entire world. There are typically five different energy forms: tidal energy, wave energy, ocean current energy, thermal energy, and osmotic energy. The tidal, wave, and current energies are mechanical energy. The research of exploiting ocean energy was started a few decades ago. The geographical distribution varies broadly for different energy forms, and the harnessing technologies are also quite different.

Tidal energy is the energy contained in the tide, including the potential energy related to the water level and the kinetic energy of the tidal current. The tide originates from the gravitational interaction of sea water with the Moon or the Sun. Tidal energy is estimated to be about 1,200 TWh per year,which is relatively low among all ocean energy forms58 due to limited locations from where tidal energy can be harvested. The tidal barrage is adopted to harvest the potential energy of tides, which is relatively technologically mature. Early tidal barrages started to operate in the 1960s, and tidal energy now has the largest share of ocean energy being exploited (Khare et al., 2019). Harnessing tidal current power mainly relies on turbines, although other types of devices are also under development.

Wave energy is the kinetic and potential energy in water waves, which is widely distributed. It essentially comes from wind, which transmits part of its kinetic energy to the water at the ocean surface. The potential of wave energy globally is 29,500 TWh per year.59 The technology for harvesting wave energy is less mature than that for tidal energy, and many different types of devices are being tested on a small scale toward commercialization.

The major device forms include point absorber, attenuator, oscillating water column devices, and overtopping devices. Besides traditional large devices using electromagnetic generators, new technologies based on triboelectric nanogenerator networks are also being developed toward effective harvesting of wave energy economically.60

Ocean current energy is reserved in the large circulations of sea water globally. It is the kinetic energy in the water flow. The supply of this source of energy is stable with little fluctuation. It can be extracted using turbines. 

The device needs to be deployed in deep sea and far from the shore; thus, less effort has been devoted to harnessing this type of energy.

Thermal energy originates from the Sun’s irradiation, which heats the upper layer of the sea water, making its temperature different from the water in the deep sea. Such temperature differences can be exploited for electricity generation mainly based on thermal cycles. Due to the high-temperature difference required for improved efficiency, this form of energy ismainly distributed in the tropical region. The potential for this energy is estimated to be 44,000 TWh per year.61 The utilization of this form of energy is still at the research stage by universities and research institutes.

Osmotic energy, also called salinity gradient energy, is the energy that exists between water bodies with different salt concentrations. The salinity of sea water is not homogenous globally; for example, a salinity gradient is formed in estuaries where fresh water meets salt water. The harness of  such energy relies on high-performance membranes that are robust in sea water. Twomain technologies are being tested at present: pressure-retarded osmosis and reversed electrodialysis.59 Osmotic energy is still a conceptual energy source and is not ready for commercialization.

The ocean energy reserve is enormous globally and is enough to power the entire world. Technologies to harvest tidal and wave energy are on the verge of commercialization. Technologies for harvesting ocean current energy, thermal energy, and osmotic energy are still in their early development stage. Major challenges of exploiting ocean energy lie in the economic costcompetitiveness and technological reliability in severe ocean environments.  By overcoming these challenges, ocean energy will provide the world with abundant clean energy.

Bioenergy

Biomass is a renewable source of energy that originates fromplants. The most important sources of biomass are agricultural and forestry residues, biogenic materials in municipal solid waste, animal waste, human sewage, and industrial wastes. Biomass provides 13%–14% of the annual global energy consumption.62 Various processes are used to convert biomass into energy, including the following.

Thermochemical conversion of biomass includes gasification, pyrolysis, and combustion. Combustion produces approximately 90% of the total renewable energy obtained from biomass.63 Pyrolysis can convert biomass into solid, liquid, or gaseous products by thermal decomposition at temperatures around 400C–1,000C in the absence of oxygen, producing components such as acids, esters, and alcohols.64 Gasification converts carbonaceousmaterials into combustible or synthetic gas by reacting the air, oxygen, or vapor at a temperature of over 500C, preferably over 700 oC,  yielding gases such as H2, CO, and CH4.64,65

Chemical conversion converts vegetable oils and animal fats into fatty acid esters through esterification or/and transesterification to produce biodiesel.

The transesterification process is necessary since raw materials are composed of triglycerides, which are not a useable fuel. Triglycerides are converted into methyl or ethyl esters (biodiesel) using amostly alkaline catalyst in the presence of methyl or ethyl alcohol, respectively. Rapeseed oil (accounting for 80%–85%) and sunflower oil (accounting for 10%–15%) are major vegetable oils used for biodiesel production.63

Biochemical conversion converts biomass into liquid fuels (e.g., alcohols and alkanes), natural gas (e.g., hydrogen and methane), different types of bio-products (e.g., carotenoids, omega-3 and omega-6 fatty acids), as well as other chemical building blocks (e.g., acetic acid and lactic acid) using microbes and enzymes as the catalyst.66 The most popular biological conversions are fermentation and anaerobic digestion.

The most common biomass feedstock used for biological conversion is lignocellulosic biomass, such as agricultural and forestry residues. Lignocellulosic biomass is the most abundant and widely available renewable resource in theworld,mainly composed of three heterogeneous biopolymers, namely cellulose, hemicellulose, and lignin. Threemajor steps are involved in cellulosic bioethanol production: (1) pre-treatment, (2) enzymatic hydrolysis, and (3) fermentation. Pre-treatment uses physical, chemical, or physicochemical

methods to improve biomass accessibility by enzymes. Enzymatic hydrolysis splits cellulose and hemicellulose into monomer sugars, such as glucose, xylose, and mannose. The conversion of biomass-derived sugars into ethanol by Saccharomyces cerevisiae has received most research and development efforts. Another method for producing butanol is through fermentation, specifically through an acetone/butanol/ethanol process that

is predominantly carried out by Clostridia strains.67 Anaerobic digestion consists of hydrolysis, acidogenesis, acetogenesis, and methanogenesis. These reactions break down the macromolecules in the biomass into simpler molecules with the generation of biogas in an anaerobic environment. One of the advantages of anaerobic digestion lies in the potential of the biogas to be used directly in ignition gas engines and gas turbines.

Despite the presence of abundant biomass resources, there  is still a need for work on the use of biomass to produce energy, withmain efforts needed to increase productivity and reduce costs to further expand the share of such renewable energy in the total energy consumption.68 Some of the issues that need to be resolved are the high cost of transporting the biomass to the site for bioenergy production through various conversion processes and the sustainability of the production of bioenergy feedstocks.

H2 energy

Hydrogen has been a necessity for industrial use over the past two hundred years. The demand for hydrogen (currently >80 Mt per annum) has grown more than three times since 1975 and continues to rise. Up to now, H2 is almost entirely produced from fossil fuels, consuming around 6% of global natural gas and 2% of global coal, resulting in emissions of around 830 Mt of CO2 per year.69 Recently, hydrogen energy has drawn a great deal of interest because it can be used to establish a fully renewable energy system similar to an electricity grid, providing the sector integration needed for energy system transition and decarbonize energy end uses.70

Hydrogen production using renewable energy has a strong likelihood of both technological and economic viability in the near future. The decreasing costs of renewable energy and the increase in variable renewable  power supplies’ market share have put significant roadblocks in the way of cheap water electrolysis.71 With the fast development of artificial intelligence, deployment and learning-by-doing are expected to reduce electrolyzer costs and supply chain logistics. After H2 production via electrolysis, safe and low-cost hydrogen storage and transportation technology need to be developed.

Hydrogen can be stored in gas, liquid, and solid states.72,73 As of now, none of these technologies are mature for establishing a hydrogen economy. In addition, hydrogen offers the lowest cost option for long-termenergy storage, such as inter-seasonal; however, the ability to store large quantities of hydrogen at low costs with a high safety is still a challenge. Underground H2 storage in large salt caverns and hydrogen transport via existing and refurbished gas pipelines are available at low cost to support long-term energy storage and sector coupling. However, equipment standards need to be adjusted and are also limited by geographical conditions.74,75

Hydrogen fuel cell technologies have developed rapidly and are ready for  commercialization, to the point that we now see commercial sales of hydrogen-powered passenger cars, such as Mirai, Clarity, and Nexo, and heavy-duty vehicles, trains, and ships. The main issue now is to reduce the cost whilemaintaining an acceptable level of durability and efficiency.76 Other opportunities that pay more attention to the handling of energy-intensive commodities producedwith hydrogen—synthetic organicmaterials/pharmaceuticals, iron and steelmaking, building/marine bunkers or feedstock to produce ammonia/methanol, and so on—seem to be prime markets. We now need to develop scale-up technologies, increase energy use/conversion efficiencies, optimize the upgrade of H2 industrial structures, and lower costs to enable widespread use of H2 energy. There needs a long-term devotion to fundamental understanding and development of new strategy/technology and infrastructure.

domenica 11 luglio 2021

Sogno di Vivere in Giappone: Polentone in Giappone e Fulan


Francesca (FuRAN/FuLAN)) Betti è una affermata modella e personaggio televisivo, buona esecutrice di musica al piano ed al violino, parla giapponese e cinese, e vanta vari anni di soggiorno a Pechino come interprete. Ha un canale youtube
Polentone in Giappone, Dario, è sposato in Giappone, ha il suo canale youtube e registra le visite ai templi e alle aree intorno a Kyoto.  

mercoledì 19 maggio 2021

Raffigurazioni di Artù nel medioevo italiano

La più antica rappresentazione di Artù e del ciclo di storie dei cavalieri della tavola rotonda in Italia risale all'anno 1100 nelle cattedrali di Otranto e di Modena.

 
alla sua destra, Caino ed Abele fanno offerte a Dio

il mosaico fu realizzato entro il 1165, mentre le prime opere letterarie che iniziarono a tramandare la vicenda romanzata dei personaggi arturiani e del re nelle corti normanne si diffondono a partire dal 1170

Manni editore, libro esaurito

Il Mosaico della Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Otranto ricopre il pavimento delle tre navate ed è opera del monaco Pantaleone, eseguito su commissione del Vescovo di Otranto, tra il 1163 e il 1165. 


L'opera ha come figura centrale l'Albero della vita, la cui base si posa all'ingresso, sostenuta da due elefanti, lungo il cui tronco si dipanano le principali rappresentazioni. 

Al vertice dell'albero vi è l'immagine del Peccato originale e cioè la cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell'Eden, con il serpente del peccato che insidia Eva, "episodio", centrale per la narrazione del mosaico. Al di sotto del presbiterio, oltre un'area danneggiata attualmente priva della decorazione musiva, il mosaico riprende dunque con l'episodio di Adamo ed Eva, prima nascosti da Dio (nella parte sinistra della navata) e poi, a destra, cacciati, da parte di un cherubino, fuori dal Paradiso Terrestre, la cui porta è custodita da un uomo con un bastone. Aspetto sorprendente è che le due figure bibliche di Adamo ed Eva, mentre escono dal Paradiso Terrestre sono seguite da uno dei protagonisti del ciclo bretone e cioè Re Artù, a cavallo di un caprone e fronteggiate da un grosso felino.

In alto,  nell'area del presbiterio, sono raffigurati episodi e diverse figure, racchiuse in sedici medaglioni, che rimandano ad animali o figure umane mitiche (con un significato allegorico non sempre chiaro all'osservatore contemporaneo): un Toro, un Behemot, un Leviatano che inghiotte una lepre e viene a sua volta assalito da un leone che ne addenta la coda sbilanciandosi sulle zampe posteriori, un Dromedario rampante, un Elefante con stella a cinque punte, una Lonza con volpe insanguinata, un'Antilope, un Centauro, un Cervo ferito, un Unicorno (quest'ultimo, si ritiene, affiancato dalla raffigurazione di Pantaleone), la Regina di Saba, il Re Salomone, una sirena che stringe le sue due code, un Leopardo e un Ariete. Fra alcuni medaglioni sono anche presenti figure animali, fra cui un asino che suona la lira.Verso l'abside,  ai due lati, è raffiugrato il giudizio universale, con a sinistra i peccatori afferrati da un diavolo. Nella navata sinistra, ancora un Albero, questa volta del Giudizio Universale, divide l'area in due parti: quella a sinistra relativa al Paradiso e dunque alla Redenzione, e quella a destra dedicata all'Inferno e dunque alla Dannazione. Nella prima si osservano un cervo; i tre Patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe, che, secondo l'iconografia bizantina, accolgono gli uomini eletti al Paradiso; sotto, uomini, piante e animali forse nel giardino dell'Eden. Nell'area della Dannazione si trovano: un angelo che, tenendo la bilancia, sembra giudicare i peccati dei dannati (la Psicostasia è molto frequente negli affreschi dell'epoca); sotto di lui, un diavolo che con un tridente è intento ad alimentare la fiamma che riscalda una fornace nella quale viene gettato un dannato; rivolgendo lo sguardo verso le figure soprastanti, si trovano due mostri, uno più grande e uno più piccolo, che inghiottono uomini; tre uomini allineati (che, per le cappe bianche che li accomunano, potrebbero essere Eresiarchi) e avvinghiati da serpenti; una donna avvinghiata anche lei da serpenti e additata da un altro dannato gettato fra le fiamme; a fianco, una figura umana gigantesca (forse un altro diavolo oppure Caronte); al di sopra di tutti Satana, che accoglie un dannato.

Rimane incomprensibile per quale ragione la figura di Re Artù risulti collocata accanto al ciclo della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso e vicino all'episodio di Caino ed Abele.

Altre composizioni musive, di epoca vicina a quella della Cattedrale di Otranto, si trovano in altre chiese romaniche in Puglia, come nella cattedrale di San Cataldo di Taranto: Sul pavimento si possono notare frammenti di un mosaico realizzato nel 1160 dal mosaicista Petroius su commissione dell'arcivescovo Giraldo. Un disegno eseguito nel 1844 mostra che era composto di tre parti: una mediana, sviluppata lungo la navata centrale, due laterali nelle navate minori. La parte mediana cominciava con la rappresentazione della leggenda aviatoria di Alessandro Magno, simbolo della superbia punita (il Volo di Alessandro). 

Per la storia delle sculture raffiguranti re Artù nella cattedrale di Modena e del mito di Artù, continuate a leggere il link, dal blog di Marco Fulvio Barozzi, Popinga.


II 9 giugno 1099 fu posta la prima pietra del Duomo dedicato a san Geminiano, il patrono di Modena. L'edificio fu progettato dall'architetto Lanfranco, mentre l'eccezionale decorazione scultorea della facciata si deve a Wiligelmo, l'iniziatore del grande periodo della scultura italiana del XII secolo. Nel corpo dell'edificio si aprono alcune splendide porte, delle quali una, posta sul lato settentrionale e nota come Porta della Pescheria (nelle sue vicinanze già si trovava un banco per il commercio del pesce), ha da tempo interessato gli studiosi per la singolare e affascinante decorazione scultorea. L'architrave presenta, accanto ad un motivo centrale ad intreccio, quattro scene che raffigurano animali ed esseri favolosi, ispirate sia dall'arte classica che dalle favole medievali. L'archivolto, cioè l'elemento semicircolare che, con il sottostante architrave, racchiude la lunetta (qui non decorata), mostra la prima rappresentazione scultorea di Artù e di alcuni dei suoi cavalieri, come Galvano.

lunedì 12 aprile 2021

ricordi giapponesi

 Dal mio rientro dal Giappone nel 1998, scaduto il contratto di due anni, sono tornato altre volte, nel 2002, 2004, 2007 e nel 2013. In quesi anni mi sono iscritto a vari siti che mostrano o discutono notizie relative alle cose giapponesi, in primis con il sito GiapponeGiappone, ora chiuso, di Alice, una ragazza che si è laureata e ora gestisce un sito di cucina. Negli anni, mi sono sentito varie volte con Fulan, alias Francesca, sia nel periodo in cui lavorava in Cina sia dopo, in Giappone, pianista e violinista, col suo canale youtube spesso con Kikyo Kompa, compaesana leccese a Tokyo. Poi c'è Yuriko, alias Eleonora, che gestisce notizie social su instagram e un canale youtube. Tra i miei contatti social, mi sono incontrato nel '97 con Akemi Hara, amica di Francesca, per il fatto che tornava frequentemente a Tsukuba per visitare i genitori, e ci siamo parlati davanti ad un caffè. Grazie a lei, per un certo periodo postavamo insieme annunci di visite guidate nel Salento e tour con guide giapponesi, come Mikiko, che vive a Lecce e porta i turisti fino ad Alberobello e dintorni. Mikiko è stata una presenza ed un aiuto notevole. A Tokyo, ci siamo ritrovati a mangiare varie volte, da soli in un sushi bar a Hiroo, ed in una izakaya a Roppongi, in compagnia dei colleghi italiani. Ero rimasto senza soldi e dovevo prendere i bagagli dal deposito, un locker a pagamento, per arrivare in aeroporto, e non riuscivo a prelevare con la carta di credito. Un impiegato mosso a pietà mi ha dato 3000 yen e il biglietto da visita (non so chi alro darebbe via soldi ad uno sconosciuto). Grazie a Mikiko ho potuto restituirglieli, e con lei mi sono messo in pari al suo rientro a Lecce. Ricordo bene la corsa verso l'aeroporto, il salto dei tornelli sulla metro alla stazione Ueno, l'uscita con tanto di sumimasen/gomen nasai agli impiegati della metro, una hostess che mi fa accompagnare verso il gate, attaccandomi sulla maglia un adesivo con disegnino di aereo per indicare che sono in ritardo.

Tutto questo po' di introduzione per dire che sui canali che parlano di Giappone si mettono in confronto le cose buone e quelle negative dei due paesi, oppure i consigli su trasferirsi in oriente, trovare lavoro, e così via. Un altro argomento che ricorre spesso sono i gadget tecnologici e le cose di cui non si vorrebbe fare a meno tornando in Italia (come il tavolino basso riscaldato, la lavatrice ad apertura dall'alto che funziona anche quando il coperchio è sollevato, o gli schermi TV ad HD). Da parte mia, ho apprezzato molto un aspiratore di fumo, posto nella hall dell'albergo, che permetteva a mia sorella di fumare senza dover uscire in strada (e anche qui, non sempre era permesso). 

In questo post, riassumerò le mie impressioni, buone e negative, sulle esperienze che ho fatto, di vita in comune, e delle persone che ho incontrato.

1994-1997. Tsukuba/Tsuchiura è una zona agricola, si parla l'Ibaraki-ben, con espressioni locali. Le gang giovanili sono ovunque, possono infiammarsi per un nonnulla, un collega non riusciva a mettersi in contatto con i figli di amici, per poi scoprire che si erano chiusi a casa per curarsi le ferite di uno scontro per strada con dei giovani facinorosi. Le bande fanno corse pericolose sui tornanti che vanno al monte Tsukuba, e i controlli stradali servono come dissuasivo, e per i test antialcool. Tornando con l'autobus da Toyko, sulla autostrada un motociclista con moto di grossa cilindrata si mise davanti al bus e lo rallentò volutamente per due chilometri. Durante i lavori per la costruzione di stazioni lungo la nuova linea della metro tra Tsukuba e Tokyo, una notte vari camion scaricarono tonnellate di materiale di risulta sul sito, danneggiando i lavori edilizi. In quel periodo due fatti di sangue hanno contrassegnato le news: un ragazzo che sequestrava minori e tagliava loro la testa, e il primo avvelenamento da sarin, rilasciato per via aerea su un residence facendo diversi morti, insieme alla uccisione di un gregge di animali, nel 1994, e sui giornali nessuno si spiegava l'accaduto: solo dopo l'incidente nella metro a Toyko del 1995 venne fuori lo scandalo della setta Aun Shin rin kyo. Di sette ne ho conosciuta una, aveva la base vicino a Tsukuba sud, mi ci portarono ed ho assisito ad un allestimento di offerte tutte belle ordinate e impilate, tra frutta e fiori. Alcune ragazze mi vennero a trovare a casa, una al rientro da un viaggio in Vietnam, mi diede delle verdure fermentate in agrodolce, ottime. Si curavano con l'energia del Reiki, bisognava apporre le mani a distanza per ottenere un beneficio fisico. Il gruppo fondatore propugnava l'applicazione degli organismi EM, benefical microroganisms, per l'agricoltura.

In centro, accanto ai grandi magazzini ed ai negozi, c'era una salone esposizioni di cucine della TEPCO, l'azienda produttrice di energia che gestisce le centrali nucleari: la sala veniva offerta per eventi, come corsi di cucina o incontri di cucina tra studenti ed ospiti dell'università. Insieme ad altri colleghi, di tutte le parti del mondo, ho mangiato e cucinato varie pietanze, torte di cioccolato, che sono state lo spunto per fare amicizia e conoscerci. Nella foto, fare acrobatica,  l'ippopotamo in quattro (cristina Hmeljak, una ragazza di Praga, Michiko Tanba).

Due episodi di intimidazione mi sono capitati di persona: davanti ad un supermercato, avevo parcheggiato l'auto sullo spazio antistante, ed un giovane si è parato col suo mezzo davanti alla mia auto: avrei dovuto scendere e chiedergli di farmi passare, invece ho suonato il clacson, vissuto come un affronto imperdonabile (seguirono scuse e faccia arrabbiata con espressioni gutturali per inveire contro di me). Al parcheggio del residence, ho sbagliato il posto auto mettendo l'auto sul parcheggio di un altro inquilino, per poi trovarmi il parabrezza ricoperto di adesivo con scritte di riprovazione.  Insieme ai miei professori abbiamo preso una funivia vicino a Minakami onsen, ma durante il viaggio un gruppo che era al nostro fianco mi rivolse parole di spregio, con conseguente imbarazzo del mio anfitrione giapponese. Consiglio: non fissare negli occhi a lungo stranieri che non si conoscono. In particolar modo, non è consigliabile fissare con gli occhi una donna, chi ti sta vicino ti scambia per una persona morbosa. C'è anche il modo di dire, davanti ad un piatto di cibo, "prendilo tu, ti si legge negli occhi che lo desideri". 

Gli incontri che durano il tempo di un viaggio sono significativi, lasciano belle memorie. Sulla metro, con una disinvoltura che non pensavo di avere, passai l'audiocassetta alla mia vicina, dicendole di sentirla. All'arrivo, mi disse che le piaceva, salutò e scese. durante il viaggio in bus, Tokyo-Tsukuba, la mia vicina di sedile si addormento appoggiando la testa sulla mia spalla. Al risveglio eravamo arrivati, si svegliò e scese. Una amica mi disse che  voleva sposare un professionista ed andare a vivere a New York. Fare conoscenza e farsi delle amiche è naturale, basta la naturale predispozione alla simpatia, due parole in inglese, quel poco di giapponese che serve ad evitare la rudezza iniziale (l'uso della prima persona singolare corretto, non Watashi, ma Boku) e si aprono varie possibilità: lavoratrici in uscita per la cena da sole o con amiche, cameriere al lavoro, o persone in attesa della metro. E' comune che abbiano conoscenza dell'inglese, o che siano vissute per un anno all'estero per impararlo bene. Sul darsi appuntamento lasciando un recapito telefonico non sono in grado di pronunciarmi, per varie ragioni poi non ci sarà una seconda volta. O ci si è presi una influenza, o all'invito di uscita si passa una bella serata ma non c'è una scintilla, che ci spinga a manifestare un sentimento più profondo della simpatia. A volte succede che ci chiedano il perchè. Con una amica di penna, conosciuta come volontaria in una sede di quartiere, ci siamo scritti varie volte. Ho ancora una sua foto che aveva spedito. Yukiko Namiki, una amicizia che non siamo riusciti a coltivare per mancanza di tempo, qui con le lenti a contatto, un paio di incontri faccia a faccia, e qualche messaggio scritto...

          

A una bella ragazza che serviva in pizzeria portai una registrazione di canzoni, che le piacquero, e le dissi che mi era simpatica, di noi due l'interessato era Lello. Con un'altra amica a cui avevo prestato un libro, organizzammo una uscita a quattro, e portò la sorella più grande, parrucchiera. Mi chiese a chi ero interessato, e le dissi, siccome Lello voleva approfondire con lei, che avrei chiacchierato con la sorella. 

Lello, il collega italiano, volendo trovarsi una compagna occasionale, si mise insieme ad una commessa di ristorante, Rika, con cui si siamo frequentati sia durante il suo soggiorno che dopo. Bene, per levarsi di impaccio, le disse che doveva anticipare il rientro in Italia e che suo padre aveva avuto un infarto. Lei ci rimase male, anche perchè lo raggiunse a Napoli, in vacanza, sperando che il loro rapporto fosse ancora vivo; quando la incontrai, mi rivelò la sua delusione.

Una sera, siamo andati con mia moglie in un bar per stranieri, vicino a Doho park, si avvicina al nostro tavolo un collega italiano che ci ha sentito parlare: siete italiani anche voi! per caso (rivolto a Marcella) sei tu Sonia? La frequentazione di locali per trovare amici gaijin e uno scambio di email con una italiana locale, avevano portato a questa situazione. Un collega egiziano con cui siamo usciti insieme, Copto, amante degli alianti, aveva la fissa di puntare le belle ragazze, sia commesse dei locali, sia le clienti: con la parlantina sciolta, avendo studiato vari anni là, procedeva a una intimità subitanea, poggiava la mano sul ginocchio. Una sera la coppia del tavolo a fianco uscì insieme a noi, e mettendoci in auto continuammo a parlare dai finestrini lungo la strada per un bel tratto. Si sposò, con una giapponese che lo inseguiva dappertutto, e che per questa ostinazione fu premiata. Ebbero un bambino, Leo-chan, e si trasferirono negli US. Gli diedi anche lezioni di guida, non sapeva portare una auto senza frizione automatica. Ci salutammo al meeting del JSPS, il giorno che era morta lady Diana, per gli egiziani un gesto ostile contro di loro. L'ho invitato anche a Lecce, ad un convegno nel 2003, siamo stati bene insieme. 

Esperienze fuori orario. Andammo con Jamil, collega marocchino, a Tokyo con la metro, ma abbiamo fatto tardi, ed alla stazione di Ueno partivano solo carrozze per  Abiko, le stazioni terminali della metropoli dove le corse arrivano anche dopo le 24.00. Arrivati all'ultima fermata, fuori stazione aspettava un Shiro-takusi, un tassista che faceva un secondo lavoro, senza licenza. Ci ha caricati in sei, quattro ragazzi giapponesi e noi due che siamo scesi per ultimi ad Arakawaoki (dove avevo lasciato l'auto). Ricordo la conversazione tra il tassista e Jamil, che parlava poco giapponese come me, ma si sforzava di esprimersi con vocalità sonore come facciamo noi usando i gesti e le mani. Uno spasso.

Negli anni '90 non si usava internet a scopo personale (ascoltare le stazioni radio mi fu mostrato da Lello, ma non ne ho fatto uso), non si usava Google map, e usavo pocoi messaggi via email con l'Italia, giusto quelli che come me erano abituati all'uso, non i parenti, per quelli c'èra il fax, il telefono (le vecchie schede con

carte telefoniche usate: la striscia in alluminio veniva contraffatta dai falsari, le rivendevano ad un decimo del costo, e furono soppiantate da card a pagamento con codice alfanumerico, da digitare al momento, nelle cabine internazionali).

Su un treno proiettile, shinkansen, di ritorno da Kyoto, lasciai il mio posto a sedere ad una coppia di anziani, che per gratitudine mi donarono un pacchetto di frutta in gelatina. Si usa così, restitutire con un pensiero il favore fattoci. Al gestore e custode del residence, per averci tagliato l'erba, portai un pacchettto di dolci e tè inglese, dalla pasticceria, lui per ricambiare mi invitò al kaiten sushi, dove ci si serve dal tapìs roulant, e dopo, mi portò ad una visita al museo degli aviatori kamikaze, suicidi non per volontà loro ma perchè portavano benzina sufficente solo per il volo di andata, sul lago Kasumigaura, qui abbiamo commemorato suo fratello e i tanti che non tornarono indietro 

YOKAREN Peace Memorial Museum  


Al parco di Ueno c'erano tanti senzatetto, homeless, e prima di arrivare in città facevo rifornimento di onighiri, triangolini di riso impacchettati nel cellofan,  ripeni di tonno e altri condimenti, rivestiti da un foglio di alga nori, e con uno di loro seduto vicino ce li dividevamo sulle panchine,  e dopo chiedevo se ne gradivano un altro.

Il mio padrone di casa gestiva un compesso di condomini, e veniva in ufficio tutti i giorni, provvedeva a svuotare i bidoni della differenziata per gli scarti di umido, se c'era bisogno liberava la conduttura dello scarico intasata da scarti di grasso: ci invitò al pranzo dell'obon, la festa degli antenati ad agosto, a casa sua, 50 km in piena campagna, aveva un frutteto di pere nashi, le anatre per pulire la risaia, due figli, un cane shiba inu, la razza canina tipica del Giappone, si dice che abbiano carattere simile ai gatti, indipendente, conoscono solo il padrone, sono socievoli quando decidono loro; qui conoscemmo il fratello del padrone di casa, che dirigeva lo zoo di Ueno, quello dei cuccioli panda, in basso a destra.

Finito il mio soggiorno, mi invitò ad una cena di commiato in una izakaya, tipico locale con cibi a prezzo conveniente, come le osterie. Spero di avergli lasciato l'appartamento pulito, e che la cauzione sia bastata per i tatami nuovi. Non mi sgridò nemmeno quando portai un cucciolo di cane a casa. Quando ero al lavoro, tornavo la sera tardi e lo trovavo in cima alle scale, felice di vedermi.

Non potevo portarlo in aereo, il veterinario disse che andava vaccinato e solo dopo avrebbe potuto avere un documento di viaggio. Lo affidai ad una collega, che aveva una casa in campagna. 


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