martedì 23 agosto 2011

Carnevale della Chimica #8: le sostanze bioattive

Benvenuti alla edizione di agosto del Carnevale della Chimica. Agosto, nella Canzone dei dodici mesi, ispirata ad una poesia del 1300 di Folgore di San Giminiano, viene descritto così:

Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore...

 Da qui prederemo spunto per parlare dei polifenoli del vino, resveratrolo e antociani, e il paradosso francese.

L'ottava edizione segue la molto ben riuscita settima edizione dal titolo "Chimica ed elettricità", ospitata da Giovanni Boaga sul blog Storie di Scienza.
In quella occasione, scrivendo sulla generazione del segnale elettrico nelle cellule nervose e muscolari, è nato lo stimolo a rispolverare notizie sulle sostanze che bloccano alcune pompe di membrana che producono i gradienti elettrochimici, e trasportano ioni calcio e sodio.
Ma introduciamo l'argomento partendo dalla struttura dei composti chimici.
La disposizione nello spazio tridimensionale di una molecola determina la forma dello "scaffold", la struttura centrale da cui  si dispongono nelle varie direzioni i gruppi chimici esterni, determinando l'impronta della molecola, se ne potessimo prendere un calco. Pensiamo alla forma della chiave, che è unica per tanti diversi modelli, ed ogni chiave si adatta perfettamente ad una sola serratura (questo anche grazie alla chiralità, alla disposizione stereoselettiva dei residui a destra o a sinistra della struttura portante della molecola, l'effetto selettivo mano destra-guanto destro).
Un ramo della biochimica farmaceutica è quello della modellazione delle strutture chimiche, e della simulazione, grazie anche alla sintesi di migliaia di strutture chimiche che vengono testate come inbitori, modellando l'incastro dei residui attivi all'interno delle tasche  e dei siti attivi da bloccare.

Sempre sul tema della modellazione, Paolo Gifh, curatore del blog “Il Chimico Impertinente”, invia un contributo sulla previsione analitica degli effetti terapeutici delle molecole bioattive

Un requisito per le produzione di sostanze bioattive è la presenza negli organismi di vie di biosintesi, che ne determinano la produzione solo in certe piante o batteri ma non in altri. A differenza dei prodotti di catabolismo, come  acidi grassi a basso numero di carbonio (acido propionico e butirrico che, oltre a fornire energia metabolica,  svolgono azione biologica specifica, agendo su recettori di membrana GPCR o a livello epigenetico inibendo le istone deacetilasi),  i metaboliti secondari sono prodotti tramite biosintesi grazie a geni che codificano gli enzimi per le trasformazioni chimiche necessarie.

Le vie di biosintesi delle sostanze bioattive sono di due tipi, biosintesi di proteine (proteine prodotte da RNA messaggero o tramite sintesi di peptidi non ribosomiale, come batteriocine ed antibiotici), e biosintesi di metaboliti secondari, le varie classi di polifenoli, terpeni, glicosidi ed alcaloidi di cui è ricco il regno vegetale.
Tra i metaboliti secondari vegetali, c'è una forte presenza di sostanze psicotrope (stramonio, datura), cardiotossiche (digitale), o prodotte da funghi contaminanti (ergotossina sulle cariossidi infettate da funghi, che originava le epidemie di balli di San Vito).

Annarita Ruberto, del blog Scientificando, a questo proposito invia il contributo: Analizzare i rischi delle sostanze stupefacenti.
 Un secondo contributo è:
Un terzo contributo di Annarita spazia tra biologia, fisica e chimica. Verso La Realizzazione Di Una Retina Artificiale Bio-organica

Paolo Pascucci, autore del blog Questione della decisione, invia un contributo su degli effetti della nicotina, un alcaloide,  e dell'uso di questa sostanza psicoattiva presente nel tabacco e responsabile della dipendenza dal fumo

Leonardo Petrillo, studente di Pescara, attivo con il suo blog Scienza e Musica dal 2009, invia il suo contributo sulla morfina (concernente la descrizione dal punto di vista chimico, ma anche storico, filosofico e letterario, di uno dei più noti fra gli alcaloidi, ossia la morfina)  in cui descrive utili notizie storiche, come la immissione sul mercato dell" eroina" da parte della Bayer

Paolo Alberto, da sempre chimico per diletto e non per professione, è autore del blog “Chimica sperimentale”, nel quale descrive fra le altre cose le sue esperienze eseguite in home-lab riguardo la chimica sperimentale classica. Per questa edizione del Carnevale invia il contributo su "oleandrina " da oleandro, sulla digitale  e la loro cardiotossicità, in cui ha voluto "giocare" con una pianta velenosa, estraendone il principio attivo e dimostrarne la presenza con opportuni saggi chimici.
Nel blog vi sono altre pagine dedicate all'argomento, basta navigare un po' fra gli articoli, quasi tutti di tipo pratico-sperimentale".

Marco Capponi pubblica sul suo blog un contributo sull’azione biologica degli antrachinoni
e sull’impiego dei derivati dell'antrachinone come catartici
si tratta di un post catartico, su composti vegetali, farmaci catartici e sostanze lassative, e, come dice l’autore: Alla fine mi manderete tutti a... molti sicuramente scriveranno di droghe e sostanze psicotrope, ho preferito chiamare in causa molecole bioattive in luoghi "altri" rispetto al SNC.
Un solo problema: l'assuefazione!!!

Gian Michele Accomasso ha affrontato l'effetto patologico e le ipotesi sulla nocività di certe forme di fibre minerali dell'asbesto, descrivendo una correlazione tra presenza di ferro e ioni ferro e la produzione di radicali  liberi e specie reattive dell'ossigeno, che potrebbero trasformare le cellule da normali a neoplastiche

Riguardo alle proteine, queste svolgono azione biologica o per un meccanismo stoichiometrico (interagendo con il proprio target in un rapporto 1:1) o perchè sono enzimi, e quindi modificano substrati seguendo una cinetica di reazione dipendente dalla concentrazione di substrati e prodotti. Pensiamo al lisozima delle secrezioni biologiche che agisce degradando il peptidoglicano della parete batterica.
Molti prodotti batterici, funghi velenosi ed il veleno di serpente contengono enzimi che anche in minima quantità hanno effetti nocivi: emolisine, fosfodiesterasi, ADP-ribosio transferasi che modificano pompe di membrana o Fattori della sintesi  proteica: vibrione del colera provoca così diarrea, clostridio botulino provoca neurotossicità, la tossina difterica inibisce le cellule).
Gli enzimi e gli ormoni hanno due tipi di target cellulari, i recettori di membrana e gli effettori intracellulari. Tra questi, di particolare importanza sono gli enzimi a valle ed i fattori di trascrizione.
Una cascata di segnale avviene grazie all’effetto amplificatore di un enzima che catalizza una serie di reazioni in tempi rapidi, supponiamo che 10 enzimi di glicogeno sintetasi kinasi siano fosforilate, questa loro attivazione fa procedere la reazione di sintesi del glicogeno a una velocità di 1000 o più reazioni di catalisi al secondo.
Unità enzimatica (UE): è la quantità di enzima che provoca la trasformazione di 1 µmole di substrato per minuto, a 25°C e in condizioni ottimali.
Per le proteine che interagiscono con un partner in rapporto 1:1, la categoria degli inibitori di proteasi è ben differenziata e varia. La famiglia delle serpine contiene peptidi che bloccano le proteasi seriniche in maniera irreversibile, in un'azione suicida (crmA nei virus del vaiolo bovino e p19 nel baculovirus sono stati usati per studiare il fneomeno della apoptosi). Le piante sono ricche di inibitori di proteasi di tipo Kunitz, da cui la necessità di cuocere i legumi altrimenti bloccherebbero la tripsina dello stomaco. Questo tipo di inibizione è reversibile, di legame stretto, e l'interazione chiave-serratura tra inibitore e sito catalitico della proteasi è temporaneo, secondo una cinetica dipendente  dalla costante K di Michaelis, l'affinità dell'inbitore per l'enzima, e dalla Velocità massima, Vmax propria di ogni proteina.
Diversi ormoni e peptidi secreti agiscono su recettori intracellulari e nucleari, attivando una cascata di segnale. Tra questi, molto importante è la famiglia di recettori nucleari degli ormoni steroidei (estrogeni, progesterone, androgeni, corticosteroidi, mineralcorticoidi, vitamina D, Acido retinoico (RAR, RXR), Ahr o arhyl hydrocarbon Receptor detto anche Recettore della diossina. Tali proteine contengono un dominio di legame con l’ormone che attiva il Nuclear Receptor, un dominio linker ed un dominio di DNA binding, che si lega a specifiche sequenze di basi nucleotidiche “ATGC” sui  promotori di geni che saranno attivati. 

Di Paolo Pascucci un altro post collegato al tema di questa edizione del Carnevale è:

Molte sostanze bioattive mimetizzano il legame tra ormone e il recettore nucleare, rendendolo attivato in assenza di ormone. Un esempio sono i fitoestrogeni: dall'isoflavone della soia, daizeina, per catabolismo microbico si produce l'equolo, che può legarsi a recettori degli estrogeni, o sulla membrana citoplasmatica, o quelli di tipo nucleare. Un meccanismo simile porebbe avvenire anche per il licopene, il polifenolo e principio attivo del pomodoro tanto importante nella dieta mediterranea. 

Franco Rosso, Presidente dell’Associazione Culturale Chimicare, la prima organizzazione senza finalità di lucro, nel panorama nazionale, espressamente dedicata alla divulgazione ed alla promozione della cultura di base della Chimica, che cura e ospita il network dei blog collegati al Carnevale della Chimica, invia il contributo Ormoni animali e vegetali: 
 Si tratta di una panoramica sull'argomento degli ormoni, fra animali e vegetali: cosa sono, cosa fanno, come sono composti chimicamente e come vengono sfruttati non solo con finalità mediche ma anche tecnologiche.
Sempre in linea con l'argomento di questo Carnevale, ed in modo specifico con il tema degli ormoni vegetali (in particolare le auxine), ci segnala il post sul fototropismo

Sui polifenoli, Gabriele Giordano, studente appassionato di astronomia e fisica, già collaboratore di precedenti edizioni dei due carnevali di fisica e chimica, sul blog EraFutura,  invia il suo contributo:

Gli antociani hanno proprietà antiossidanti, ma i meccanismi specifici su proteine bersaglio non si conoscono.
Per il già citato resveratrolo, diversi fattori sono da tenere presenti per individuare l'azione biologica. Il resveratrolo  è stato collegato come ipotesi all'aumento di attività delle Sirtuine, gli enzimi antiinvecchiamento convolti nella regolazione epigenetica (deacetilazione di istoni e altre proteine). Si tratta di un composto poco solubile, che è biodisponibile solo in presenza di alcool. Il paradosso francese è che nonostante il grande consumo di vino, i francesi godano di ottima salute e arrivino ad età ragguardevoli. Il resveratrolo potrebbe anche essere metabolizzato in altri prodotti, durante il transito intestinale da parte della flora batterica. 

Questo è il meccanismo dimostrato per l'acido ellagico, presente in noci, melograno e bacche rosse, che viene trasformato in urolitina solo negli individui con certi microbi intestinali (microbiota specifico). L'urolitina A inibisce la sintesi di cicloossigenasi, l'enzima che produce prostaglandine. 

Un esempio diffuso e molto noto di sostanza bioattiva è dato dall'acido salicilico.
Le proprietà curative dell'acido salicilico erano note fin dall'antichità, e la sostanza veniva estratta dalla corteccia del salice, da cui deriva il nome. Nella pianta, agisce da ormone vegetale, inducendo la sintesi di proteine di resistenza alle infezioni fungine, e la risposta di resistenza sistemica acquisita.
In medicina, si usa il derivato acetilato (vedere il post di Leonardo Petrillo per l'acetilazione industriale), l’acido acetilsalicilico, come febbrifugo, antinfiammatorio, antidolorifico, grazie all'inibizione degli enzimi  Cicloossigenasi COX1 e COX2 (le prostagliandine sono molecole infiammatorie che stimolano l’attivazione di globuli bianchi, neutrofili ed eosinofili) irreversibilmente acetilati ad opera di una reazione coinvolgente l'acido acetilsalicilico. Aggiunto nella salsa di pomodoro, abbassa il pH e agisce da agente antibotulinico e da conservante.

Ouabaina e topo africano
L'Ouabaina (g-strofantina) è contenuta nei semi maturi della pianta africana Strophanthus gratus e nella corteccia di Acokanthera ouabaio e A. schimperi.
Queste piante contengono un pericoloso veleno, la ouabaina, nota anche come strofantina G. Notato per la prima volta in Acokanthera ouabaio, da cui il nome, è un glicoside cardioattivo con azioni farmacologiche analoghe a quelle della digossina ma più rapide e di minore durata. Viene usata nel trattamento dell'arresto cardiaco congestizio.
Lophiomys imhausi, il ratto africano crestato, somiglia ad un istrice. Avvelena i suoi assalitori cospargendo gli aculei di saliva dopo aver masticato la corteccia di tali piante.
 E' un caso unico, di apprendimento ed adattamento, superiore all'uso che fa il porcospino di cospargere gli aculei con essudato di rospo per renderli più dolorosi.
L'ouabaina è anche usata dagli indigeni dell'Africa orientale per avvelenare le frecce nella caccia all'elefante.
Come e dove agisce: ad alte concentrazioni inibisce la pompa del sodio, la ATPasi Na+/K+ dipendente che permette la generazione del gradiente elettrochimico alla base del potenziale d'azione nelle cellule eccitabili. La tartaruga delle Galapagos è insesibile all'ouabaina, forse per mutazioni nella pompa del sodio.
Effetto secondario è la modificazione del trasporto del calcio, da cui dipende un effetto inotropo che rafforza la contrazione del muscolo cardiaco.
L'oubaina in concentrazioni nanomolari, (tramite vie di segnale che la digossina non riproduce)  ha un effetto benefico, e si è scoperto che viene sintetizzata nell'uomo e nei mammiferi da cellule della ghiandola adrenale. Si usa nel trattamento della fibrillazione atriale.

 Nella generazione e trasmissione del potenziale d'azione, i canali veloci del sodio collegati al voltaggio sono di due tipi, quelli sensibili alla tetrodotossina e quelli resistenti. La tossina è prodotta da microrganismi che convivono in pesci (Fugu), stelle di mare, e alghe (saxitossina). 
 Fugu è il nome giapponese del puffer fish o pesce porcospino, letteralmente maiale di fiume. 
E' una prelibatezza per i giapponesi, ma si dice che il gusto sia simile al pollo. Per cucinarlo occorre eliminare le interiora, l'ovario, la pelle ed il fegato, facendo attenzione a non contaminare il coltello. Il pesce ne è immune, per una mutazione di un amminoacido nel sito di legame con il canale del sodio.
Un  minimo  contenuto di tossina ha come effetto la paralisi dei muscoli respiratori e l'asfissia, in piena coscienza del soggetto. Si dice che venga usato in traccia minima per stimolare l'intorbidimento deil sensi  e delle labbra nei commensali.
L'uso medico di questa tossina è previsto in certe aritmie cardiache,  nel trattamento del dolore in pazienti terminali, e nella terapia di astinenza da eroina.

Con queste quattro chiacchiere su alcuni noti composti bioattivi, ed i preziosi dieci contributi dai blog scientifici amici, si chiude il Carnevale della Chimica di Agosto. A voi il tedoforo per la prossima edizione, proponete la vostra candidatura  sul sito web: www.CarnevaledellaChimica.org


venerdì 19 agosto 2011

feria d'agosto


E' passato il ferragosto, tra tramontana e scirocco, alcune sere da mettersi al riparo (mantagno) per il troppo vento, in altre neanche un filo a pagarlo.
Ecco le foto della pausa estiva... trascorsa tra Castrignano del Capo con la sua frazione Salignano, e il mare di Leuca
noce centenario, rimane da un lato del viale di querce (l'altro della coppia ai due lati  è stato tolto, ma ne resta un terzo nei campi
il boschetto di lecci di Salignano

 grande quercia
 carrubo centenario
tronco del carrubo

prodotti dell'orto




mare di Leuca e le tre grotte






martedì 26 luglio 2011

Giovanni Keplero aveva un gatto nero

E' da poco uscito questo libro di Marco Fulvio Barozzi (Popinga) sottotitolato: Matematica e Fisica in versi, ScienzaExpress.
Vi si presentano alcune forme di poesia, alcune ampiamente sfruttate come i Limerick, i Clerihew, altre meno usate come le rime anacreontiche o incarrighiane, e gli Haiku

La vecchia diga:
energia potenziale 
diverrà luce.

Fiore di pesco
lieve cade sul prato:
g in azione.

 Oltre al gatto di Keplero, ecco la mia preferita

La fusione nucleare

Vinti da un impellente desiderio,
due nuclei innamorati di deuterio
fecero una fusione.
Ci fu un'esplosione:
la nascita di Elio provò l'adulterio.

Le poesie come mezzo per parlare di scienze sono distintive dello stile e mondo  anglosassone.  Questa è di Jack Oliver:
“If creativity is what you strive for,
The status quo you must learn to abhor,
Chains of convention unfetter,
Seek the different yet better,
Pay no attention to those keeping score!”

Questo articolo fa parte di  una  passata edizione di FASEB


lunedì 25 luglio 2011

Il gioco e la fisica nei libri di Malvaldi

Marco Malvaldi, classe 1974, è autore di una trilogia di gialli che si svolgono nella toscanissima Versilia, con protagonista il barrista Massimo, nei racconti un matematico/fisico precario mancato o rinsavito, ed i simpatici vecchietti di Pineta: “Il re dei giochi” (2010), “La briscola in cinque “ 2007, e “Il gioco delle tre carte” 2008, . Sellerio editore.
 Questo post partecipa al Carnevale della Fisica #21 di luglio, ospitato sul blog di Maestra Rosalba dal tema  "Il gioco della Fisica e la Fisica del gioco" sul blog Crescere Creativamente....ecco il link
 Intervista 
Malvaldi ci descrive come si sia avvicinato alla scrittura, fin dai tempi del dottorato presso la Facoltà di Fisica. Secondo Malvaldi la maggior parte degli autori scrive perché il mondo che gli sta intorno è decisamente insopportabile: queste persone se ne creano così uno personale dove sia possibile prendersi rivincite con la realtà.
Il re dei giochi (2010) contiene  alcune eccellenti volgarizzazioni divulgative matematiche, sia di teoria della complessità che di probabilità controintuitive (introducendo Fermat e Pascal).
Il sistema del libro è quello di un giallo classico.  C’è analisi, investigazione. Ma c’è una particolarità, un elemento che ritorna, che neanche ai meno attenti può sfuggire: il gioco.
Ogni libro della trilogia ha un gioco, che è metafora della storia.

Massimo è il personaggio protagonista tra i protagonisti, discute delle indagini nel suo bar, e viene in qualche modo sempre coinvolto nella storia delle indagini.
 La sua indole tranquilla, ma curiosa, si lascia coinvolgere dal caso, sostenuto in questo da tutto il gruppo di vecchietti frequentatori del bar che, come succede spesso in provincia, non si occupa dei fatti propri ma, oltre a giocare a carte, per far passare il tempo si fionda sul caso di omicidio, che mancava alla sua collezione di fatti di cronaca locali, parlandone, sparlandone e discutendone tra una partita e l'altra.
Il BarLume diventa il punto d'incontro di tutte le nuove informazioni, punto di passaggio di tutti i personaggi utili alla storia (la madre della vittima, gli amici sospettati della vittima, il medico, il commissario, i body-guard della discoteca che frequentava la vittima). 
Da "Il gioco delle tre carte": "...E' un ricercatore molto conosciuto, pubblica molto e fa cose molto elaborate. Ha a disposizione un cluster da qualche migliaio di processori, che usa da solo o con i suoi studenti. Fa principalmente simulazioni parallele su larga scala del comportamento meccanico di polimeri e materiali biologici....
...ma il gioco delle tre carte lo so fare ancora bene. Hai capito come ho fatto? ...allora hai fatto cadere l'asso facendo finta che fosse un fante...tu che mi vedi fare il gesto, inconsciamente dai per scontato che io faccia cadere per prima la carta più in basso. Invece no. Io per prima lancio verso sinistra la carta che sta sopra, cioè l'asso. Appena lasciata la carta, poso l'indice che è rimasto libero sul bordo della carta che mi è rimasta in mano e ci levo il medio.Tu avrai l'impressione che la carta che ho in mano è quella che avevo in basso, ma ti sbagli. ...
L'importante è attirare la tua attenzione sul posto sbagliato, farti credere quello che io ho deciso che tu creda....
La briscola in cinque
Elemento portante del romanzo è il gioco a carte della briscola in cinque (Giaguaro), gioco che prevede regole precise –distribuite tutte le carte di un mazzo da briscola ai 5 giocatori, la scelta della briscola viene decisa in base a un'asta che permette di dichiarare a turno con  quanti punti si crede di poter vincere la mano in base alle carte che si hanno in mano- e un metodo -vincere l'asta significa definire, in base alla carta di briscola che si “chiama”, chi sarà il proprio compagno di gioco per quella mano, -colui che tiene in mano il due di quel seme-.
Il bello di briscola in cinque è che si gioca in due contro tre ma la particolarità consiste nel  non sapere, da parte di chi ha vinto l’asta e deciso la briscola, con chi effettivamente giocherà e nell'abilità di non svelarsi fino alla fine da parte di chi è stato “chiamato”.
Quando il gioco inizia, ogni giocatore deve provare a capire chi sono i suoi compagni, deve fidarsi ma non sa di chi fidarsi, può rischiare, può imbrogliare, può scoprirsi: tutto questo provoca in genere confusione, spiazzamento, tensione nella ricerca ogni volta di un ordine, di una definizione di “chi sta con chi”.
Il percorso mentale del protagonista mostra in che modo, giocando a carte e mettendo in atto le regole del gioco della briscola in cinque, in particolare la regola del non  scoprire fino all'ultimo le proprie carte e il proprio ruolo, utilizzando anche l'inganno, Massimo intuisce che, così come lo sta facendo lui, anche l'assassino potrebbe aver imbrogliato le carte.
Per spiegare il suo percorso mentale Massimo parte dal concetto di assioma, sì proprio assioma,  e lo descrive così:
“Un assioma è una proposizione che viene assunta vera perché è ritenuta evidente e che fornisce il punto di partenza per la costruzione di un sistema matematico. Ogni sistema matematico o logico si fonda su degli assiomi di cui non è possibile dimostrare la validità…….
Massimo si trova quasi costretto a pensare, a mettere insieme i pezzi, a fare ipotesi una dietro l'altra, che verifica e spesso azzecca. E, anche quando si accorge di essere stato tratto in inganno e di aver dato per scontate alcune informazioni e le deduzioni conseguenti, lo capisce nel bar, mentre gioca a carte e mentre lui stesso sta cercando di ingannare il suo compagno di partita.
Nella vita reale, solitamente uno si basa, consapevolmente o meno, su alcuni assiomi che egli non crede di doler verificare. Allora, se c’è qualcosa che non torna nel modo in cui ho ricostruito i fatti, le possibilità sono due. Uno, ho commesso un errore di ragionamento. Due, non ho commesso nessun errore ma almeno una delle premesse da cui sono partito non è vera….”
Nella fattispecie la premessa sbagliata era che i responsabili delle indagini dicessero la verità, nel dettaglio, sull’ora del delitto! Tornando alla briscola, l’illuminazione di Massimo avviene durante il gioco: “…non so spiegare in ordine quello che ho pensato, ma dato che stavo giocando da un’ora a briscola in cinque, avevo appena finito di raccontare una selva di bugie per convincere nonno che giocavo con lui, mentre invece non era vero….”

giovedì 21 luglio 2011

chimica e segnale elettrico nelle cellule nervose

In questo post si parla di tessuti eccitabili (nervoso e muscolare) in particolare della trasmissione del segnale elettrico nelle cellule nervose e cellule pace-maker nel tessuto cardiaco.
I liquidi extracellulari hanno un'elevata concentrazione di Na+ e Cl- e basse concentrazioni di K+, Mg++, Ca++. Gli ioni positivi sono presenti in lieve eccesso nel lato esterno della membrana (extracellulare) mentre gli ioni negativi lo sono all'interno.
I liquidi intracellulari possiedono invece elevate concentrazioni di K+ e di anioni organici non diffusibili di grandi dimensioni proteine ed altre sostanze e comparativamente poco Na+. Questo fatto genera tra i due lati della membrana una differenza di carica elettrica denominata potenziale di membrana.  Tutte le cellule di un'organismo mantengono un potenziale di membrana, ma quelle dei tessuti eccitabili hanno capacità di generare e condurre potenziali. I tessuti eccitabili sono il tessuto nervoso e il tessuto muscolare (muscolo scheletrico, liscio e cardiaco) e fibre pace-maker del tessuto cardiaco. Quando una cellula di un tessuto eccitabile non genera o conduce impulsi si dice a riposo.
Se la membrana di una cellula mantiene gli ioni con cariche diverse ai lati opposti si dice polarizzata cioè ha: un polo (negativo) all'interno un polo (positivo) all'esterno. La misura di grandezza della differenza di potenziale è il milliVolt. 
Le forze che agiscono sulla membrana sono il gradiente elettrico ed il gradiente di concentrazione dei singoli ioni. 
Genesi del potenziale di membrana 
Il potenziale si spiega con la differente ripartizione degli ioni tra il LEC e l'interno e con la natura della membrana. K+ diffonde dalla cellula lungo il suo gradiente di concentrazione mentre l'anione, indiffusibile, rimane nella cellula. Viene a stabilirsi quindi una differenza di potenziale- con l'interno negativo rispetto all'esterno. L'afflusso di sodio non riesce a compensare l'efflusso del K+ percè la membrana è molto meno permeabile al sodio che al K+ (anche se lo ione sodio solvatato ha raggio e dimensioni più piccole). Il Cl- entra per diffusione ma è frenato da gradiente elettrico. Il gradiente chimico del sodio Na+ è diretto verso l'interno ed anche il gradiente elettrico. Nonostante ciò il Na+ intracellulare rimane basso. Questa differenza di concentrazione viene mantenuta a spese di energia ossia di ATP da una proteina pompa di membrana, lo scambiatore sodio-potassio, una ATPasi (che idrolizza ATP) che trasporta il sodio contro il gradiente di concentrazione verso l'esterno (concentrazione interna 20 mM/litro, esterna 120 mM/litro).
La pompa mantiene quei gradienti di concentrazione dei cationi che è indispensabile per mantenere il potenziale di membrana. 
Variazioni del potenziale di membrana. 
Se il potenziale di riposo viene abbassato da una corrente che attraversa la membrana l'efflusso di K+ aumenta perchè viene a diminuire il gradiente elettrico. Entra anche ione Cl e ripristina il potenziale di riposo. Se si applica una corrente che tende ad innalzare potenziale di membrana cariche positive tendono a entrare per ristabilire l'equilibrio. 
  Neuroni: cellule formate da un corpo  e   fibre  (assoni e dendriti)
Un neurone motorio ha il suo corpo/soma contenente il nucleo nel sistema nervoso centrale (zona frontale- bulbo encefalico), ed il suo assone/neurite percorre oltre ad 1 metro di distanza per raggiungere il muscolo innervato.
Per i motoneuroni che partono dal SNC (area motoria del lobo frontale) attraversano il midollo spinale ed arrivano allo spazio intervertebrale della sezione corporea corrispondente al muscolo da innervare di propria competenza, l'assone supera il metro di lunghezza: si calcola che se il corpo -soma- della cellula neuronale fosse grande come una pallina da tennis l'assone arriverebbe a essere lungo 1 miglio con un diametro di 1 cm e lo spazio coperto dai dendriti (i filamenti di comunicazione ed interconnessione con altre cellule nervose) riempirebbe una stanza.
Durante un potenziale d'azione l'informazione nervosa viene trasmessa saltando da un nodo di Ranvier all'altro (lo spazio intermielinico in cui la guaina mielinica che ricopre i neuroni si interrompe), dura circa 2 ms, seguiti da un periodo refrattario prima assoluto quindi relativo infine si ristabilisce un potenziale di riposo dove non avviene alcuna trasmissione di informazioni. In questo modo la trasmissione del segnale dal soma alla placca neuromuscolare, quindi la propagazione dell'impulso nervoso dato dallo spostamento delle cariche elettriche, ossia i potenziali d'azione lungo la fibra nervosa, è molto più rapida perchè salta da un punto intermielinico al successivo.
 La propagazione del potenziale d'azione avviene conservando la medesima forza ed ampiezza lungo l'intera lunghezza della fibra nervosa. Ogni segnale ha inizio (causata da un neurotrasmettitore o mediante un segnale elettrochimico) con una rapida variazione dal normale valore negativo al valore positivo per poi tornare rapidamente al precedente stato
Gli eventi elettrici nel muscolo sono rapidi a livello della placca motoria dove c'è l' innervazione nervosa, viene attivato lo stimolo elettrico la depolarizzazione, in pochi millisecondi, che viene propagata lungo la fibra muscolare nelle strutture di membrana interne del sarcolemma, rilasciando ione calcio, a questa fa seguito la scossa data dalla contrazione delle fibre di miosina. 
Cos'è il Potenziale d'azione da un punto di vista chimico ed elettrico


Il Potenziale d'azione è il rapido cambiamento di carica localizzato,  tra interno ed esterno della membrana cellulare (esterno carico positivamente, l'interno negativamente) che si trasmette topologicamente ai punti circostanti della membrana.
Differenza di potenziale 
La differenza di potenziale (ddp) è misurabile ai due lati di una membrana cellulare di una cellula vivente, generalmente negativa (si usa un oscilloscopio, come nella figura).
Il potenziale d'azione comporta una rapida inversione della ddp, dovuta all'ingresso nella cellula di ioni positivi attraverso specifiche proteine che fungono da canale per il trasporto attivo. potenziale di riposo di una cellula nervosa è circa -70mV (nelle fibre muscolari invece -90mV) se la membrana si depolarizza fino a -55mV "valore soglia", si ha l'apertura di proteine dette canali del sodio/potassio voltaggio-dipendenti che fanno sì che ioni positivi entrino nella cellula depolarizzando ulteriormente la membrana fino+a+valori di 35+mV innescando così un feed-back positivo inizia con l aumento della conduttanza al sodio che determina una depolarizzazione la quale aumenta maggiormente la conduttanza. I canali proteici voltaggio-dipendenti sono caratterizzati da 3 stati funzionali: 
- stato chiuso: che prevale nei potenziali di riposo normali 
- attivato: stato aperto che viene promosso da una breve depolarizzazione 
- inattivato: stato di blocco, refrattario. 
Nella maggior parte delle cellule la corrente rigenerativa verso l'interno che dà origine al potenziale d'azione risulta dai canali del sodio voltaggio-dipendenti.
La complessa struttura del canale caratterizzata da 4 domini simili, ognuno di questi comprendente 6 eliche che attraversano la membrana. Una di queste eliche contiene numerosi aminoacidi basici e forma il sensore di voltaggio che spostandosi verso l'esterno consente l'apertura del canale quando la membrana viene deporalizzata. Una delle pieghe intracellulari è posizionata in modo da oscillare attraverso il canale e bloccarlo quando viene spostata, con la conseguente inattivazione del canale.
In una tipica cellula a riposo la membrana è selettivamente permeabile a K+ e il potenziale di riposo (circa -60 mV), è leggermente più positivo rispetto al potenziale di equilibrio del K+ (circa -90mV). Questa permeabilità a riposo deriva dai canali del potassio aperti. Se più canali del potassio si aprissero, la membrana iperpolarizzerebbe e la cellula verrebbe inibita, mentre avverrebbe l'opposto se i canali del potassio si chiudessero. I canali del potassio svolgono un ruolo rilevante nella regolazione della durata e della frequenza di scarica dei potenziali d'azione. 
Questo mese il Carnevale della chimica è ospitato sul blog di Giovanni Boaga Storie di Scienza.
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