martedì 6 agosto 2024

Il Giappone visto dagli occhi di uno straniero

Vivere in Giappone richiede l'abituarsi ad alcune solide abitudini. Andare in biblioteca, dove previa tessera prendere in prestito CD e libri in inglese, e farsi una cultura che rispecchi il proprio gusto e quello degli autori preferiti. Per me, ho iniziato a leggere in inglese i due Murakami (Ryu e Haruki), tra gli autori giapponesi, e John Irving, John Fowles e Kurt Vonnegut, ed altri autori stranieri, in lingua inglese o formato bilingue. Da questa iniziale anteprima di letture, poi si passa alle librerie di libri usati in inglese, con più ampia scelta della offerta, la mia preferita si trovava ad Ebisu. A Tsukuba, era solito trovare qualche mercatino in centro, una volta di ceramiche, una volta di produttori locali di marmellate, biscotti, cibo in barattolo, un'altra volta di cibi internazionali o quelli giapponesi, come yakisoba, e via dicendo. Si incontrano spesso stranieri come te, o nei bar per stranieri (ai miei tempi il Golden rush, ad esempio, oppure Andersen cafè) o tramite i classified, in cui si propone la vendita degli arredi prima di un trasloco. E' anche usanza lasciare gli elettrodomestici che non si può portare con se all'ingresso del condominio, così se si ha a disposizione un'auto, si sceglie e si porta via quello che serve. Il resto finisce ai rigattieri di arredi usati. Una raccomandazione speciale è: fatevi un backup delle chiavi, lasciandole in un posto accessibile facilmente. E' facile che, dopo aver girato tutto il giorno in città, ci si accorga al rientro di aver perso un mazzo di chiavi, di casa o dell'auto. Se sono quelle dell'auto, spesso succede di avere una seconda chiave nel vano portaoggetti, così l'unico ostacolo è quello di aprire la portiera, magari con un righello flessibile, che fa scattare la serratura. Se fossero le chiavi di casa, vi ritrovere a dover chiedere ospitalità per la notte a qualche amico/a. Tramite conoscenze ho ricevuto anche piccoli elettrodomestici in regalo, come un tostapane per scaldare vivande o grigliare. Nei supermercati si può comprare un fornello a gas, se si ha solo il posto letto nei residence/guest house. Avere un apparecchio TV bilingue che trasmette i notiziari anche in lingua inglese aiuta molto, per seguire le notizie e gli avvenimenti, ma è anche piacevole poter seguire programmi non tradotti di musica (a capodanno il Kohaku uta Gassen), di intrattenimento (senza capire il filo del discorso) e le trasmissioni da seguire visivamente, ad esempio nel fine settimana Japan's Got Talent (incentrato su scene teatrali ad una o più persone in gruppo, a creare figure e scenografie di effetto) e soprattutto i loro i drama, le soap opera che trattano di famiglie normali, ragazzi e ragazze ai primi amori, e colonne sonore che restano impresse nella memoria, spesso contenenti la parola amici-tomodachi.
Mappa dell'area ovest di Tokyo, metro Chuo East line in direzione di Nakano, Ogikubo, Kichijoji (di sera, stanchi, è facile sbagliare la direzione della metro, invece di andare verso il centro mi sono ritrovato in periferia). Un aspetto piacevole del quartiere di Nakano sono le villette familiari, gli alberi, strade strette, ed un panorama su un edificio a forma di gasometro, forse un Watertank, simile a quello di Nogata
Una volta rientrati al proprio paese, si cerca l'occasione di vedere ancora prodotti multmediali di produzione nipponica. Nel mio caso, il JFF theatre ● Multilingual: Both the JFF Theater website and the subtitles are available in multiple languages. tra i prodotti attualmente disponibili It’s a Summer Film! (2021) Director: MATSUMOTO Soushi "Let's make a movie together!" A girl passionate about samurai films and a boy full of mystery make a film together that transcends time and space. (It's a Summer Film! and SUMODO~The Successors of Samurai~ will be available only until September 30th (Mon) 10:00 JST) 1. Make A New Start! 1.Downtown Rocket (2015 / TV Drama, Business) "Let's make a movie together!" A girl passionate about samurai films and a boy full of mystery make a film together that transcends time and space.
2.Happy Flight (2008) Director: YAGUCHI Shinobu Emergency on a flight from Tokyo to Honolulu! An ensemble film depicting on-the-ground staff, cabin attendants and pilots in action.
3. Time of EVE the movie Time of EVE the Movie (2010) Director: YOSHIURA Yasuhiro Do androids have souls? A moving animation that considers the nature of emotions through the interactions between humans and androids.
4. Slice of Life in Japan A selection of works that depict Japanese landscapes and the lives of Japanese people from diverse perspectives.
5. Tora-san in Goto Tora-san in Goto (2016) Director: OURA Masaru A documentary shot from 1993 and over 22 years chronicled a large family who make their living as udon noodle makers on the Goto Archipelago in Nagasaki Prefecture.
Di grande supporto è la disponibilità di una emeroteca, all'università o libreria, dove poter leggere i giornali i lingua inglese, come Asahi evening news e Asahi Shinbun. Ricordo con emozione le notizie più eclatanti, dalla cronaca nera alle lettere (raccolte) alle redattrici, e le loro risposte
In questo articolo sulla scarsità di riso in questo periodo, il giornale fa un paragone con l'annata 1993. Intervistando i responsabili di Morita-ya, un magazzino dell'area a nord di Tokyo, viene scritto: Morita recalled that in 1993, when a record-breaking cold summer caused what are known as the “Rice riots of the Heisei Era,” the store could not obtain rice from wholesalers, so the store was closed temporarily while someone traveled to the Tohoku region to expand the company’s supplier base. Io ricordo che le importazioni di riso tailandese balzarono su, anche se poco gradito rispetto al koshi-hikari, a granelli di riso compatti e leggermente appiccicosi. E per buona parte del soggiorno mangiai riso tailandese, èpiù economico. Vengono descritti anche i tentativi di approviggionamento, e le politiche per calmierare la richiesta di riso. “I can’t buy rice at this price,” a woman in her 70s muttered as she walked away from the rice section at a supermarket in Koshigaya, Saitama Prefecture, during her morning shop on Aug. 5. The shelves at the Super Marusan’s Koshigaya-hanata store were almost stripped bare of 10-kilogram bags of rice, regardless of variety. Only a small number of 5-kg packages remained, and some varieties had already sold out. The shelves that used to hold 10-kg bags of rice were now stocked with 2-kg bags. “People must be hoarding,” said a 69-year-old man as he pondered the shortage of 10-kg packages. After comparing the prices of rice on the shelves, he decided, “I better not buy now because it will be too expensive.” Yoshiki Yagi, the 52-year-old supermarket manager, noted that the purchase price of rice has increased sharply since last year, forcing the store to raise the price of a variety that was selling for 1,480 yen ($10.20) for 5 kg, excluding tax, by 1,000 yen. To ease the burden on consumers, the store has begun selling California rice, which is about 1,000 yen cheaper than domestically produced grain. “I’d really like to make (California rice) a centerpiece of the store’s bargain sale, too, but that’s not going to happen,” Yagi said. PURCHASE LIMIT In the meantime, there are growing calls to set “purchase limits” on rice. OK Corp., which is headquartered in Yokohama and operates supermarkets in the Kanto region, began limiting rice purchases to 10 kg per family or group per day, starting from July 15. Other major supermarket chain operators, such as Tokyo-based Life Corp., Saitama-based Belc, and Saitama-based Yaoko Co., have also imposed restrictions on the number of rice packages purchased per family. “Overall, demand for rice is dropping off compared to the past,” a farm ministry official noted. “New rice should be hitting the market in August, so there should be no problem with supply and demand.” However, retailers do not share that optimism. Hiromi Morita, president of long-established rice specialty store Morita-ya in Tokyo’s Suginami Ward, said: “The ministry says there is no problem with inventory, but the people who sell the rice do not feel this way. The burden is on the rice dealers at the end of the line.” Rice stocks in the Morita-ya store are only about one-third of what they were in previous years. The purchase price for additional rice is 22,000 yen per 60 kg, about 8,500 yen higher than last year. Although new rice will start arriving soon, the purchase price is expected to be higher than usual, Morita said. Nobuhiro Suzuki, professor, also points to a long-term policy failings. “The central government has adopted a policy of reducing the number of rice paddies by, for example, turning them into fields, citing excessive rice stocks and future declining demand. As a result, the farming industry has been exhausted to breaking point.” He called on the government “to think of ways to ensure that agriculture can continue, despite the aging of the population, the issue of income and other problems.” In conclusione, sul giornale nel link troverete tanta informazione, editoriali, temi disparati, Asia, SciTech, culture, travel ,sport, opinions.

martedì 30 luglio 2024

I miei libri del 2024

Estate 2024 trascorsa ancora una volta con Marcella e Mario, tra le scogliere di Sant'Isidoro e Torre Squillace. Ai discorsi "cosa state leggendo?" non avevo nulla di recente da riportare, così ho fatto un salto da Feltrinelli. Mario incece ci ha fatto una panoramica su Dostojevski, i suoi anni in carcere, e le sue letture preferite, Delitto e castigo. A cui aggiungerei I fratelli Karamazov. La vita al mare è concentrata tra le 8 e le dieci del mattino, una sosta al bar Da Rocco per un caffè, altra due parole e poi si torna a casa al fresco. Tra i discorsi in acqua, espressioni dialettali, "li guai te la pignata li sape la cucchiara ca la ota", dove per pignata si intende una cucina arcaica, fatta con stoviglie di terracotta, non solo al camino. E l'altro proverbio "il tempo passa e la fava se coce", da cui excursus sulle fave e i modi di cucinarle. Sulla spiaggetta, gestita dalla cooperativa, bambini di tutte le età, giovani genitori a costruire castelli di sabbia per figli ancora in braccio, mamme a veder crescere i piccoli ed il loro futuro, e qualche neomamma ancora con il pancione. Tra le ospiti del Bar Da Rocco, una giovane dell'est con un cagnolino dal muso schiacciato, a cui abbiamo chiesto "si lascia carezzare? e lei ha detto di non capire, in inglese, al che ho tradotto: "can we pat the dog?" Ha lasciato la mancia alla cameriera delle consegne al tavolo, prima volta per noi spettatori e forse anche per la ragazza stagionale. Ospiti di passaggio, il martin pescatore, l'ibis dal becco ricurvo, il piro-piro, la garzetta, i fenicotteri in volo, quasi un corteo nuziale. Pochi pesci in acqua, perlopiù novellame e taglie piccole. Poi, farfalle e libellule, come sempre. Ed ecco i libri
Donatella Di Pietrantonio. Laureata in odontoiatria all'Università dell'Aquila, ha esercitato la professione di dentista pediatrica. Si dedica in seguito alla scrittura, esordendo con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Per Einaudi ha pubblicato L'Arminuta (2017), vincitore Premio Campiello 2017 e Bella mia, con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati e il Premio Vittoriano Esposito Città di Celano. Escono sempre per Einaudi nel 2020 Borgo Sud. Non esiste un’età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c’è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire. Per questo Lucia, che una notte di trent’anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c’erano tutti. I pastori dell’Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c’erano più. Amanda prende per un soffio uno degli ultimi treni e torna a casa, in quel paese vicino a Pescara da cui era scappata di corsa. A sua madre basta uno sguardo per capire che qualcosa in lei si è spento: i primi tempi a Milano aveva le luci della città negli occhi, ora sembra che desideri soltanto scomparire, si chiude in camera e non parla quasi. Lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto, anche a costo di soffocarla, ma c’è un segreto che non può nasconderle. Sotto il Dente del Lupo, su un terreno che appartiene alla loro famiglia e adesso fa gola agli speculatori edilizi, si vedono ancora i resti di un campeggio dove tanti anni prima è successo un fatto terribile. A volte il tempo decide di tornare indietro: sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono. Stretta fra il vecchio padre così radicato nella terra e questa figlia più cocciuta di lui, Lucia capisce che c’è una forza che la attraversa.
Durian Sukegawa, nome d'arte di Tetsuya Sukekawa, è nato a Tokyo nel 1962. Poeta, scrittore e clown, ha una laurea in Filosofia Orientale e una in Pasticceria, conseguita all'Università della Pasticceria del Giappone. Ha scritto I gatti di Shinjuku, bellissimo racconto maturo, con poesie iventate e una poesia il libro in toto (ne ho parlato qui). Per Einaudi ha pubblicato Le ricette della signora Tokue (2018), il suo primo libro tradotto in italiano, da cui è stato tratto il film Le ricette della signora Toku. Qual è la ricetta della felicità? È una questione di spezie e calore, di ascolto e confessione, di zucchero, di briciole di sogni e, alla fine, di un pizzico di sale. «Si tratta di osservare bene l'aspetto degli azuki . Di aprirsi a ciò che hanno da dirci. Significa, per esempio, immaginare i giorni di pioggia e i giorni di sole che hanno vissuto. Ascoltare la storia del loro viaggio, dei venti che li hanno portati fino a noi». Questo è il segreto culinario un po' bizzarro che custodisce l'anziana signora Tokue. Ascoltando la voce dei fagioli rossi azuki si può imparare a fare il ripieno perfetto per i dorayaki , tipici dolci giapponesi che si sciolgono in bocca e fanno dimenticare il peso delle preoccupazioni. Tokue rivela il proprio segreto a Sentarō, un pasticciere in crisi di vocazione, che accetta di assumerla nel suo laboratorio dopo aver assaggiato la sua sublime confettura an (fagioli viola). E vede gli affari raddoppiare. Tokue gli rivela però anche un altro segreto, quello del suo passato. Impartendo cosí a Sentarō una lezione ben piú profonda.
Donna. Di Kyoto, nome di famiglia Ishida. Born in 1975 in Kyoto, award-winning author Syou Ishida has always adored her cats. She began writing fiction while working at a telecommunications company. We’ll Prescribe You a Cat has been a runaway bestseller in Japan, and is due to be translated into over thirty languages. Its sequel, We'll Prescribe You a Cat, Again will be published worldwide next year. Su per la Fuyachodori, ovest sulla Rokkakudori, giù per la Tomikojidori, est per la Takoyakushidori: è facile perdersi nel dedalo di strade del centro di Kyoto. Qui, nascosta tra condomìni anonimi e vicoli bui, c’è una clinica speciale. Può essere trovata grazie al passaparola solo da chi sente davvero di aver smarrito se stesso ed è in cerca di un aiuto, una mano tesa. Il trattamento che offre, infatti, è unico nel suo genere: a ciascuno, secondo il caso, si prescrive un gatto. Ad affidarsi con un po’ di sorpresa e di iniziale scetticismo alle cure feline saranno un impiegato stufo delle sopraffazioni, un uomo che si sente sempre fuori posto, una ragazzina immalinconita dal rapporto conflittuale con la madre, una stilista di borse alla ricerca di un nuovo equilibrio emotivo e un’apprendista geisha oppressa dal senso di colpa. Le loro vite ordinarie saranno sconvolte dai nuovi amici non umani: Bi, una meticcia di otto anni che ama mangiucchiare la carta; Margot, una gattina dagli occhi verdi come il tè che detesta le porte chiuse; un micetto di pochi mesi che scatenerà ricordi dolorosi; una coppia di gattini che sono come il giorno e la notte, e insieme speranza di un futuro vitale e coraggioso; e infine, gli amanti delle fughe notturne Chitose e Mimita. Saranno proprio loro, con piccoli disastri e un grande bisogno di cura, a dare una svolta alle giornate dei nuovi padroni, restituendogli la spinta per cambiare finalmente le loro vite.
Hiro Arikawa, scrittrice e sceneggiatrice, è nata nel 1972 nella prefettura di Kochi. Le cronache di un gatto viaggiatore è stato un caso editoriale. Ha anche scritto e pubblicato in Italia Alla fermata dei desideri. Nana è un gatto randagio che vive di espedienti. Con la sua bizzarra coda a forma di sette, è fiero della sua indipendenza. Ma un giorno ha un incidente. A salvarlo e a prendersi cura di lui è Satoru. Nana all'inizio non si fida di lui, graffia e si ritrae. Non è abituato all'affetto degli uomini. Anche Satoruda tanto tempo non permette a nessuno di avvicinarsi. Eppure capisce subito come far cambiare idea a Nana: un po' di cibo, una cuccia calda, qualche coccola furtiva. E tra i due nasce un'amicizia speciale che riempie la loro vita. Fino al giorno in cui Satoru, dopo aver perso il lavoro, deve trasferirsi e non può più occuparsi di Nana. È allora che i due decidono di fare un viaggio, su una vecchia station wagon color argento, per trovare un nuovo padrone tra le amicizie di Satoru. Tra filari di betulle bianche, peschi e canne di bambù, attraverso un Giappone pieno di colori, profumi e panorami dal fascino infinito, incontrano il migliore amico di Satoru da bambino, la primadonna che ha amato e poi perso e il suo compagno di scorribande delle medie. Ma nessuno di loro può prendersi cura di Nana. Sarà invece quest'ultimo ad arricchire le loro vite ricordando quali sono le cose importanti, quelle che regalano gioia e serenità. E quando il viaggio è quasi alla fine, il gatto e il suo padrone capiscono che non possono farea meno l'uno dell'altro. E che, qualunque cosa accada, vogliono stare insieme. Nonostante tutto. Nonostante ci sia una verità che Satoru non ha il coraggio di dire a Nana. Eppure non ha più importanza. Perché il loro legame durerà per sempre. Cronache di un gatto viaggiatore è un caso editoriale che dal Giappone ha raggiunto tutto il mondo. Dopo l'enorme successo in patria, l'eco di questa storia unica è arrivata alle case editrici europee e americane che hanno fatto di tutto per averla. Un gatto che credeva di non aver bisogno di nessuno. Un ragazzo che ha scelto di stare solo per paura di soffrire. Un viaggio nella magia del Giappone.
1978, Osaka. Sosuke Natsukawa è un medico e scrittore giapponese. Si è laureato alla scuola di medicina dell'Università di Shinshu e ha esercitato la professione in un ospedale della prefettura di Nagano. Per Mondadori sono usciti in Italia Il gatto che voleva salvare i libri (2022), Dopo il successo successo internazionale di Il gatto che voleva salvare i libri, Sōsuke Natsukawa torna con una storia dedicata a tutti gli amanti della lettura e a chi crede nel potere dell'immaginazione come strumento capace di allargare gli orizzonti e renderci persone migliori. Nanami ama i libri fin da quando era bambina: orfana di madre, e con un padre spesso assente, è abituata alla solitudine e adora passare i pomeriggi in biblioteca. Leggere è diventato per lei un piacere irrinunciabile e un modo per superare gli ostacoli provocati da una forte asma che le impedisce di correre, saltare e vivere come gli altri ragazzini della sua età: grazie alla lettura, può invece esplorare mondi diversi e straordinari. Un giorno, però, nella biblioteca che frequenta quotidianamente, i libri iniziano a sparire: prima Le avventure di Arsenio Lupin, poi Moby Dick, Il Signore degli Anelli e I tre moschettieri. Decisa a scoprire cosa sta succedendo, Nanami segue tra gli scaffali un uomo misterioso vestito di grigio e improvvisamente viene trasportata in un altro mondo: un luogo anonimo, dominato da un grande castello, abitato da un esercito di uomini tutti uguali, dove qualcuno sta progettando la scomparsa dei libri. Chi si nasconde dietro questa assurda e pericolosa cospirazione? Nanami non è sicura di farcela, ma quando al suo fianco si materializza un gatto parlante dagli occhi color giada e un paio di baffi argentati non ha dubbi: insieme possono salvare la biblioteca e ritrovare i volumi perduti. Anche se farlo significa addentrarsi nel castello e sfidare, prima di tutto, i propri limiti e le proprie paure. Non lo CONSIGLIO, PROLISSO
Asako Yuzuki (ki=albero, Yuzu agrume), autrice giapponese, è nata a Tokyo nel 1981. Ha vinto il Premio All Yomimono per scrittori esordienti per il racconto "Forget Me, Not Blue". Nel 2015 si è aggiudicata anche il Premio Yamamoto Shugoro per Nile perch no Yoshikai. È stata nominata più volte per il Premio Naoki e i suoi romanzi sono stati adattati per la televisione, la radio e il cinema. Per questo libro ha studiato pasticceria. Ispirato al vero caso di cronaca della truffatrice e serial killer “The Konkatsu Killer”, Butter di Asako Yuzuki è un'esplorazione vivida e inquietante sulla misoginia, l'ossessione e il piacere trasgressivo del cibo in un Giappone in cui le donne devono sempre compiacere gli uomini e mai se stesse. E' una critica alla società giapponese, ed è una storia femminile/femminista. Rika è una giornalista in una rivista maschile. È l'unica donna nel suo posto di lavoro e spesso viene trattata come una segretaria, quando non peggio. Per cercare di farsi strada lavora giorno e notte e tutto ciò che riesce a cucinare quando la sera torna tardi a casa è un ramen preconfezionato. Da tempo però un pensiero la assilla: vuole intervistare Manako Kajii, la cuoca gourmet accusata di aver assassinato gli uomini d'affari con i quali si intratteneva, dopo aver cucinato per loro. Ma la donna non rilascia interviste e non intende ricevere visitatori nel carcere di Tokyo dove è detenuta. Rika decide di provare un'altra strada e le scrive una lettera per conoscere la ricetta dello stufato di manzo, pezzo forte della cucina di Manako. La detenuta a quel punto accetta di incontrarla. Quando, però, le visite in carcere alla serial killer si intensificano, cresce anche la curiosità gastronomica di Rika. Durante i loro incontri, che si avvicinano più a una masterclass di cucina che a un'indagine giornalistica, sembra infatti che sia proprio la giovane reporter a cambiare. A ogni pasto che prepara e consuma, qualcosa si risveglia nel suo corpo e scopre nel cibo un piacere liberatorio: forse lei e Manako hanno in comune più di quanto pensasse? Quando la sua intervista in sei puntate esce sulla sua rivista, un giornale concorrente pubblica la biografia della condannata, che ne capovolge i suoi punti di vista, condannandola alle severe critiche del pubblico. Ma Rika si riprenderà, e insieme al suo gruppo di amici fidati, continuerà a lavorare e vivere a suo modo.

mercoledì 3 luglio 2024

Il bosco dell'Arneo

Lungo la strada Nardò-Avetrana si viaggia vicino alla pista di Nardò, su cui si collaudano auto di grandi marche, e dopo il villaggio turistico Eurovillage si prende una stradina a sinistra, che porta, tra boschi e aree coltivate ad ulivi, fino ad una deviazione per il mare, cartello Maruggio. Qui, tra questi cespugli verdeggianti, fino a venti anni fa, era nota la presenza dei ramarri, lucertoloni di 15 centimetri.
L'area compresa tra Avetrana e questa zona è nota per la presenza di ulivi centenari, tra cui il gigante d'Arneo. L'Arneo era una zona paludosa, che dopo la bonifica ha prodotto molti terreni assegnati a famiglie di Veglie e Novoli, che sono diventati edificabili e su cui hanno costruito villette per le vacanze. Però, tra l'incrocio per Punta Prosciutto e il villaggio Riva degli Angeli, si snoda un ruscello presente tutto l'anno, che alimenta alcuni bacini, zone umide che fanno parte della palude del Conte, tra Torre Culimena e Torre Lapillo. Le case vacanza non sono qui invasive, e tra la spiaggia e la strada sono rimaste macchie di vegetazione, utilizzate dai maneggi come percorso a cavallo.
Il ruscello delimita e percorre il boschetto dell'Arneo, e viene attraversato mediante alcuni ponti. Il bosco è frequentato da uccelli stanziali e migratori, rapaci, aironi, e di piccola taglia, ed è ricco in cespugli, che si intrecciano ai rami ed alle liane in una fitta massa di vegetazione. Molto presenti sono gli asparagi selvatici e la ginestra.
Nel bosco è facile imbattersi in funghi, quasi sempre non commestibili, ma alcuni di aspetto attrattivo
Nel bosco è facile perdersi, se si lascia il sentiero principale, e ci si avventura in mezzo alla macchia. Per fortuna, è delimitato dagli uliveti, così è possibile tornare lungo la strada asfaltata, poco frequentata, e ritrovare l'auto per rientrare.
Il consiglio è di frequentarlo nei mesi meno turistici, sia per il caldo, sia per la bellezza dei luoghi, che vanno assaporati nel silenzio e nella pace della natura. Se si evita di spaventare la fauna, ci saranno dei felici incontri. Il sistema dei bacini d'acqua sorgiva, in parte salmastra, continua a nord verso Torre Culimena, le saline dei Monaci, note per i fenicotteri, e a San Pietro in Bevagna con il fiumiciattolo e la foce del Chidro.

venerdì 21 giugno 2024

Omunculus sensoriale

L'omunculus è la rappresentazione del corpo umano riferita a due aree cerebrali che corrono lungo la scissura di Rolando: immaginate una lama che spacca la calotta a metà e la divide in una parte anteriore ed una posteriore, l'area corticale anteriore, frontale o motoria, e l'area posteriore, parietale come l'osso che protegge la scatola cranica, detta area sensoriale.
L’homunculus motorio è la raffigurazione delle varie parti del corpo da parte della corteccia motoria primaria, e rappresenta quelle che sono le priorità dei neuroni nel controllo dei muscoli e dei movimenti, più neuroni sono coinvolti, meggiore è il controllo. Gli occhi e le mani appaiono enormi, poiché sono presenti più neuroni dedicati al controllo fine di queste parti, mentre il tronco e gli arti appaiono più piccoli. 
L’homunculus sensitivo rappresenta invece l'area della corteccia parietale per il controllo sensoriale, coinvolta nella sensibilità tattile, della temperatura e del dolore. Segue un criterio controlaterale, poiché la porzione nell’emisfero cerebrale sinistro controlla la parte destra del corpo, e viceversa. Le informazioni sensoriali, dopo essere passate per un’area chiamata talamo, arrivano in questa area per essere elaborate e permetterci di percepire il mondo e le sensazioni corporee. Zone maggiormente sensibili come la bocca, caratterizzate da un maggior numero di recettori, sono raffigurate più grandi nel disegno dell’omuncolo. Gli omuncoli di Penfield sono sproporzionati dal punto di vista anatomico, proprio perchè alcuni degli organi che controllano hanno importanza moloto maggiore: è una rappresentazione somatotopica, cioè l'ampiezza delle diverse porzioni corticali dedicati ai singoli distretti corporei non corrisponde alle dimensioni delle corrispondenti parti periferiche. Queste rappresentazioni sono un utile strumento per studiare e ricordare le gerarchie del corpo, da quel che riguarda le nostre abilità sensoriali alla finezza dei movimenti. Il modello presentato da Penfield si basa su una suddivisione cerebrale netta tra aree sensoriali, associative e motorie. Recenti studi di neurofisiologia hanno determinato che le funzioni delle diverse aree motorie non sono sequenziali e semplici come ipotizzato nel modello di Penfield. Gli studi di Giacomo Rizzolatti, che riceverà il premio Price in Biology in Giappone, il 19 dicembre 2025,  hanno determinato che il sistema motorio presenta una parcellizzazione molto più specifica e orientata all'azione di quanto ipotizzato precedentemente, e la scoperta per cui gli viene riconosciuto è data dalla comprensione dei neuroni specchio.
In anatomia, si dà una grande rilevanza alla forma degli organi, e ci si dilunga sulle differenze nei due sessi, ma l'omunculus per decine di anni non ha dato una importanza a queste differenze, e le aree genitali sono configurate come maschili. Un neurologo e medico, The Neurocritic, ha affrontato il problema e dalla discussione scientifica con i suoi lettori del settore sono emerse novità interessanti. La più interessante è nel notare la vicinanza di due aree erogene, dei piedi in continuità somatotopica con genitali, ossia la vicinanza delle aree anatomiche collegate alle aree motorie e parietali che l'omunculus riporta come aree della circonvoluzione centrale longitudinale, e che fanno riferimento al solco cingolato ed al talamo come nuclei di elaborazione dei processi cerebrali. Una sua lettrice, Nicole, come riportato in inglese a fondo pagina, scrive di come per lei come per altri suoi conoscenti di entrambi i sessi le sensazioni e l'orgasmo sono amplificate quando il partner le stimola la pianta dei piedi. Questo è anche confermato da PinKandy, una autrice di weblog hot che parla di erotismo e pratiche sessuali.
Nel suo post, A new clitorial homunculus, Neurocritic riporta gli studi di Michels con fMRI, la risonanza magnetica funzionale, su 15 donne, e ne discute (aprite il link https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19631756/ Michels L, Mehnert U, Boy S, Schurch B, Kollias S. The somatosensory representation of the human clitoris: an fMRI study. Neuroimage. 2010 Jan 1;49(1):177-84.
Nonostante il grande avanzamento che il nuovo omunculus significa per la medicina e per gli studenti, ancora qualche perplessità risulta dai commenti sul post di Neurocritic:
1. -There is no way that either diagram accurately depicts the nipples (and breasts).
2. -"stimulation was neither felt painful nor elicited... any sexual arousal". I do not possess a clitoris, but I expect that even in the most clinical of situations, stimulation of my penis would, eventually, result in some sexual arousal. I see they used a scale to check for arousal: -10 being lots, +10 being none. The range: −7.5 to +8.
3. -there was a paper published in the mid-90s that had stimulated research in this area: Allison, T., McCarthy, G., Luby, M., Puce, A. and Spencer, D. D. (1996). Localization of functional regions of human mesial cortex by somatosensory evoked potential recording and by cortical stimulation. Electroencephalography and clinical neurophysiology, 100(2):126-40. 
"localizing functional regions of the mesial wall, based on 47 patients studied intraoperatively or following chronic implantation of subdural electrodes. Somatosensory evoked potentials were recorded to stimulation of posterior tibial, dorsal pudendal, median, and trigeminal nerves." 
The foot sensory area occupied the posterior paracentral lobule, while the genitalia were represented anterior to the foot sensory area, near the cingulate sulcus." 
It is true that there are few decently conducted studies of the the somatosensory mapping of the genitalia, so I think this study is worthy of mention since it is not an fMRI study but did suggest that the homonculitic representation of the genitalia were displaced towards (wait for it) the cingulate sulcus.
4. -I stumbled upon this blog as a woman (with a biology background so I don't mind digging around on a neurology site) who finds her orgasms to be significantly heightened by having the bottoms of her feet held by her partner. It's like night and day, the sensation is so much more intense. I looked around online thinking surely there would be some sex sites with this little tip, but found nothing. I certainly don't know this body of literature, but is there any way that the proximity of the genitals to the feet in the homunculus could be responsible for this? It happens without fail, and I've had male sexual partners that report the same thing. Sorry to bother you with this, but I just can't find any information to explain this unexpected upside of my feet. (Nicole)
Anche sul canale di PinKandy viene affermato che la stimolazione mediante succhiamento dei capezzoli e dei piedi è in grado di provocare nella proprietaria del canale Youtube un orgasmo. La stimolazione del petto è generalmente riconosciuta, quella dei piedi solo in casi fortunati. Ci vuole del tempo, ma quando avviene produce grande piacere.

lunedì 3 giugno 2024

Racconti senza tempo

Quasi tutti gli eventi ed i ricordi che mi vengono alla mente hanno una componente che porta una etichetta storica, l'evoluzione tecnologica ci accompagna con il miglioramento di computer, connessioni, smartphone, connettività, rivoluzioni sociali, culturali, politiche. Quelli che riporto in questo post, sono episodi di cui volutamente ho tralasciato ogni riferimento tecnologico, possono essere avvenuti 50 anni fa come anche ieri o domani.
Viaggio in auto, centro Europa. Notte nebbiosa, autunnale, nnon si vede ad un passo. Viaggiamo a passo d'uomo, ad un certo punto non ce la facciamo più, una persona dall'auto scende, ci precede davanti, l'auto la segue, lentamente. Sarà durato una mezz'ora, fino al diradamento della nebbia.
Viaggio in auto, zona alpina dell'Austria. Fortunatamente di notte il traffico è quasi inesistente, così anche il fermarsi al bordo della strada è abbastanza sicuro, giusto il tempo di qualche secondo. L'auto viaggia a velocità di crociera, la strada è vuota. Ad un certo punto, rumore di impatto, un colpo contro la carrozzeria, forse un animale. Una lepre! "Dai, accosta, ormai non c'è più niente da fare, almeno ce la portiamo e la mangiamo!"
In giardino, mentre lavoro sotto il sole del primo mattino, sistemo gli ortaggi, raccolgo quello che è maturo. Di colpo, sento le grida di una gallina. C'è la volpe! In fretta raccolgo il manico della zappetta, corro dentro il campo, tra le spighe di grano, non le vedo, ma le sento. La volpe si sente raggiunta, abbandona la gallina e scappa. Cerco per quasi dieci minuti in mezzo alle spighe, la gallina, salva, ora tace. Per fortuna la trovo, la prendo in braccio, la chiudo nella stia.
Siamo in montagna, a Novalesa. Tra boschi, funghi, fragoline di bosco, lamponi, sorgenti. Renato ci offre un digestivo dopo il pranzo. "Dimmi, com'è, di cosa ti sa?". Io non lo so, dico che sa di amarene e visciole, stagionate, sherry. "Bravo, sei un artista". "Vedi che questo è l'Aleatico passito che mi hai portato tu!". A cercarlo oggi, bisogna googlare sui negozi online.
La famiglia di Renata Plain parte per due mesi di vacanza dall'insegnamento, e ci lascia l'appartamento, con giardino. Il figlio William si raccomanda di accudire la gatta, di 15 anni, e la rana rosa nell'acquario, cibo in scaglie ogni 5-7 giorni. La gatta ha le pulci, e alcune stanze ne sono infestate, causa la moquette. Mi occupo della gatta facendole il bagno con i prodotti antipulci, e i trattamenti la liberano dal problema. Dalle radiografie, i veterinari pensano che le ossa indicano un'età di circa 20 anni. Siede spesso sul tappetino, ed anche sulla coperta riscaldata. Purtroppo ci dimentichiamo della stanza con l'acquario. Al rientro dei Plain, William non ritrova più la rana.
Castrignano del Capo, ospite da mia sorella e mio cognato. Curiosando nel mobiletto del bagno, cercando qualche pettine o rasoio, trovo un artefatto allungato, dalla forma fallica. A batterie. Quando è acceso, fa una vibrazione dal motorino, sembra qualcos'altro. Comincio a fantasticare sui modi e sui gusti di utilizzo, ma guarda, non l'avevo pensato, una coppia così all'antica. Dopo qualche giorno, mi viene alla mente il suo normale utilizzo, si tratta di un taglia-peli rotante per naso e orecchie.
Mia madre è sempre qui, in un loop che si ripete, all'infinito. Sveglia. Io che mi alzo alle 6, dò da mangiare ai gatti, mi faccio un caffè, metto su una moka per lei, le imburro una fetta di pane, salata, lei si alza, prende il caffè, alle 6.30 scappo al lavoro, 1 ora di auto, la saluto con un bacio, rientro alle 17 (cambio della guardia con la badante diurna, Annarita), ci parliamo, vado nell'orto a innaffiare, dopo un pò esce anche lei, al crepuscolo si sta di un bene, poi la cena, dopocena i preparativi per la notte, un pezzo di cioccolata, poi a letto, altro bacio della buonanotte, qualche domanda senza senso: "non è che bevi alcoolici?" e mio rilassamento davanti alla tv. Il suo gattino intanto cresce e famigliarizza in giardino, per poi alla fine ritirarsi anche lui a casa. Nuova sveglia, nuovo giorno. https://www.youtube.com/watch?v=OuqNMlHrxH4

martedì 28 maggio 2024

Leverano, la città delle parole

In occasione della rassegna "Il teatro dei luoghi" Festival internazionale 2024 del Teatro Koreja, "giovedi 30 maggio alle ore 11 presenteremo il ricco programma della XVIII edizione del TEATRO DEI LUOGHI FESTIVAL INTERNAZIONALE. Dal 15 al 25 luglio P.V. 11 giorni di programmazione ininterrotta, 18 spettacoli, 6 luoghi della città coinvolti, 3 giorni di formazione e importanti nomi del panorama artistico e letterario contemporaneo. Sottotitolo di quest'anno Nessuna terra in vista che omaggia il Premio Pulitzer e maestro della poesia americana di origine serbe, Charles Simic." E poi, ancora tanti appuntamenti e finali di laboratorio.
31 maggio 1-2 giugno ore 18.00 Torre Federiciana - Leverano (Le) in occasione della festa dei fiori, sabato e domenica LA CITTA' DELLE PAROLE, LEVERANO Racconti ispirati dai dialoghi con alcuni cittadini e cittadine di Leverano. Spettacolo per 25 spettatori Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria 0832242000

giovedì 16 maggio 2024

Giornata internazionale sulle piante

Come ogni anno, in tutto il mondo le università ed i cenri di ricerca scientifica organizzano l'evento divulgativo: GIORNATA DEL FASCINO DELLE PIANTE La settimana internazionale “Fascination of Plants Day” 2024 (FoPD 2024) sotto l’egida dell’European Plant Science Organisation (EPSO), scienziati di tutto il mondo che studiano le piante.
L’obiettivo di questa iniziativa è di affascinare il grande pubblico con le meraviglie del mondo vegetale e di sottolineare l’importanza dello studio delle piante per l’agricoltura e la produzione sostenibile di alimenti, per l’orticoltura, la silvicoltura e la produzione di carta, legname, farmaci ed energia. Un messaggio chiave è anche quello che le piante svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione e la protezione dell’ambiente. 1): 18 maggio Escursione per osservare gli alberi monumentali nella Riserva naturale orientata Murge orientali Martina Franca (Taranto) tel 3203524352
2): 17 (ore 17), fino alle 13 del 19 maggio. Il bosco come servizi ecosistemici per una nuova visione del territorio, Foggia, wWF tel 3382252119 presentare al grande pubblico la bellezza del mondo vegetale, sottolineare l’importanza delle piante per la società e migliorare la visibilità della ricerca scientifica che viene svolta in ambito vegetale. . La domenica 19 maggio sarà effettuata un escursione naturalistica nel Parco Naturale Regionale del Bosco Incoronata.
3): 18 maggio. 10-12.30 Visita guidata ai Giardini di Pomona, Cisternino, contrada Figazzano Visita alle collezioni di fichi, melograni e altre fruttifere arboree; ai sistemi per un uso parsimonioso dell’acqua in agricoltura ed al labirinto di lavanda con al centro il kaki di nagasaki, simbolo di pace nel mondo.
4): 19 maggio dalle 10 alle 18. Località Masseria S. Angelo, Lecce. Giornata di apertura gratuita al pubblico dell’Orto Botanico del Salento, a Lecce, arricchita da laboratori, presentazioni ed esposizioni a tema botanico. il programma sarà aggiornato sul sito dell’Orto Botanico del Salento nella sede di via lorenzo Palumbo, si terranno vari eventi Ore 10.00/11.00 (12.00/13.00; 16.00/17.00, 17.00/18.00) Visite guidate. Passeggiata tra macchie, frutteti e pseudosteppe dell’Orto botanico a cura della Fondazione per la gestione dell’Orto Botanico Universitario Ore 11.00-11.30 Presentazione di Santina Lamusta del libro “Il bulbo dell'amore. Storia e usi del lampascione” di Santina Lamusta , Nunzia Maria Ditonno pubblicato da Artebaria Ore 11.30-13.00 IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE API Attività laboratoriale dell’associazione Ephedra (amici dell’Orto Botanico) e Cristian Delle Noci, apicoltore. Raccontare il lavoro dell’apicoltore, annusare insieme la cera, conoscere la struttura morfologica e le caratteristiche delle api, i comportamenti e l’ambiente di vita, conoscere la complessa e evolutissima società delle api e il loro ruolo nel mantenimento della biodiversità. Ore 15.30-16.00 Conversazioni sul fascino delle piante con Francesco Minonne: "Fascino dei frutti antichi di Puglia” Saranno presenti Roberto De Giorgi (www.puntoverdevivai.it), vivaista esperto di biodiversità frutticola, e giovani ricercatori di UniSalento. Area ristoro a cura di “Cime di Rapa”
5): 21-24 maggio. La biodiversità delle piante, un grande tesoro da salvaguardare, IBBR, Bari via Amendola The Institute of Biosciences and Bioresources of Bari (IBBR-CNR) o
6): 22 maggio, fino alle 13.00. Piante: che storia affascinante! CNR, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, Lecce Giornata di divulgazione scientifica rivolta agli studenti delle Scuole secondarie superiori. L’evento si svolgerà all’interno del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce.
Inoltre, si terrà la settimana della biodiversità agraria, con eventi a Bari ed a Lecce In occasione della Giornata Nazionale della Biodiversità di Interesse Agricolo e Alimentare, lunedì 20 maggio il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (Di.S.S.P.A.) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro organizza nell’Aula Magna di Agraria l’evento “(O)maggio BiodiverSO”. Per l’occasione, alle 16:30 saranno presentati i libri “Pillole (ricostituenti) di agrobiodiversità degli ortaggi pugliesi da frutto” (di Pietro Santamaria, versione e-book) e “Ortaggi della cucina tradizionale pugliese. 1. Ortaggi da frutto” (di Adriano Didonna, Massimiliano Renna e Pietro Santamaria, versione cartacea con distribuzione gratuita), realizzati nell’ambito del progetto “Biodiversità delle specie orticole pugliesi da frutto - BiodiverSO Karpos”. Saranno inoltre premiati i vincitori del concorso fotografico “Obiettivo Agrobiodiversità" e il concorso gastronomico “Agrobiodiversità a Tavola”, con il riconoscimento ufficiale della Regione Puglia, libri a tema agrobiodiversità e gadget della Settimana della Biodiversità Pugliese. Il pomeriggio si concluderà presso Villa La Rocca dove, in collaborazione con l’Accademia Pugliese delle Scienze, l’orchestra sociale di MusicaInGioco allieterà i partecipanti con un concerto di colonne sonore di film e cartoni animati. MusicaInGioco è una associazione APS no profit che, dal 2010, dona lezioni e strumenti musicali a bambini e ragazzi prevalentemente in area disagio socioeconomico/personale o con disturbi dell'apprendimento; l’orchestra si è già esibita in numerosi teatri e festival regionali e nazionali e, per la prima volta, porterà la sua musica alla Settimana della Biodiversità Pugliese.
Tied Up: 7): 23 maggio. Campus Ecotekne presso l'Università del Salento a Lecce, Settimana della Biodiversità Pugliese, la Prof.ssa Rosaria Rinaldi, Delegata del Rettore alla “Valorizzazione della Ricerca e Trasferimento Tecnologico”, insieme al Prof. Marcello Salvatore Lenucci, Direttore dell'Orto Botanico, hanno il piacere di estendere un invito a tutti coloro che desiderano partecipare a "Terra Tied - Up", L'evento si aprirà nel primo pomeriggio con un workshop dal titolo "Seminiamo un Futuro Sostenibile: Sensori Diffusi per un'Agricoltura di Precisione nel Cuore Verde dell'Orto Botanico" condotto e moderato dal giornalista Antonio Della Rocca del Corriere del Mezzogiorno. Al centro dell'attenzione, l'importanza cruciale dell'uso responsabile delle risorse idriche. Durante il workshop, verrà illustrata una rivoluzionaria tecnologia sensoristica basata sulle fibre ottiche, sviluppata presso il CERN di Ginevra e attualmente in fase di sperimentazione nell'Orto Botanico dell'Università del Salento, in anteprima mondiale. Questi sensori all'avanguardia, che consentono l'acquisizione di dati in tempo reale su lunghe distanze, promettono di innovare il monitoraggio della temperatura e dell'umidità con una precisione e un'efficienza senza precedenti. L'iniziativa vede la collaborazione attiva dell'azienda romana Inmatica S.p.A. e dell'azienda portoghese FiberSight, entrambe partner fondamentali nel processo di sperimentazione. La scelta dell'Orto Botanico come location per questa ricerca applicata non è casuale; riflette piuttosto un forte impegno congiunto verso il progresso e la sostenibilità ambientale. I partecipanti avranno l'opportunità di partecipare a visite guidate dell'Orto Botanico, esplorare una mostra di prodotti agroalimentari tipici a cura di aziende salentine e scoprire gli stand dimostrativi delle attività di ricerca del DiSTeBA e del CNR ISPA nel campo della Biodiversità. L'ingresso all'evento è aperto a tutti e totalmente gratuito. Abbiamo degustato un sorbetto alla meloncella ottimo, e comprato un distillato di elicriso, timo, critimo marino e fico d'india. Sacàra spirits è una azienda di Miggiano

venerdì 10 maggio 2024

idrogeno verde

Prima di parlare di scelte sostenibili da parte dei governi, si calcolano i vantaggi e svantaggi degli interventi. A livello di ricerca alimentare, le fonti proteiche alternative si sono indirizzate sulle FARMS di insetti. Ma quanto costa un kilo di farina di insetti (grilli, ad esempio)? 70 euro al kilo. Quindi, un pacco di pasta contenente il 10% di farina di insetti dovrebbe costare 7 euro. A livello di fonti energetiche alternative ai combustibili fossili, si parla a fasi alterne della possibilità di usare l'idrogeno, che bruciando non produce anidride carbonica. Il costo dell'idrogeno per uso automobilistico è elevato (17 euro/litro) e manca l'infrastruttura. Inoltre, per la conversione in energia si usano le celle combustibili, un processo che disperde parte dell'energia, invece di motori che brucino direttamente H2, anche se alcuni modelli di auto sono stati prodotti. L'idrogeno si produce con metodi ecologici (green) o non ecologici (Blu) partendo dal consumo di energia convenzionale, che aumenta la CO2. Nessuno fino ad oggi aveva ventilato la fattibilità delle elettrolisi dell'acqua per produrre H2, perchè i catalizzatori usati sono le terre rare come l'iridio. Oltre all'impiego di idrogeno nelle batterie (fuel cells) con efficenza dell'80%, è stato messo a punto da Toyota un motore a indrogeno, motori prodoti dall'azienda Acquarius, basato su un cilindro in cui i pistoni si muovono tra due capi del motore (vedi anche post precedente) Nelle auto elettriche attuali, aplug in, l'alimentazione elettrica viene prodotta a partire da energie non verdi (carbone, biodiesel), quindi non è sostenibile: consumiamo un eccesso di energie tradizionali per alimentare la rete elettrica, quando dovremmo produrre sorgenti di energia pulita. Questo si traduce nella ricerca di fonti di energia alernaive che non producano CO2: nella classificazione dell'idrogeno, H2, se è prodotto a partire da carbone, petrolio o centrali tradizionali, viene chiamato idrogeno blu, mentre dobbiamo puntare su idrogeno verde, produzione in cui le reazioni che permettono l'elettrolisi dell'acqua sono alimentate da energie rinnovabili. le tecnologie per produrre idrogeno verde hanno bisogno di uno scale up industriale, e di abbassare il costo a valle. Finchè sarà venduto a 17 euro/litro, le auto ad idrogeno per fare un pieno in Italia devono arrivare all'unico distributore presente, nel Trentino, e compiere con quel pieno 350/400 km. In Germania esistono almeno una ventina di distributori. Oggi, un articolo che presenta la ricerca del Giappone, RIKEN institute, mostra un nuovo catalizzatore economico che aumenta la produttività dell'elettrolisi di 4000 volte. Researchers led by Ryuhei Nakamura at the RIKEN Center for Sustainable Resource Science (CSRS) in Japan have improved on their green and sustainable method of extracting hydrogen from water by using a custom-made catalyst for the chemical reaction. Published in Nature Catalysis, the study details how they manipulated the catalyst’s 3D structure, which led to improved stability and an increase in the catalyst’s lifetime by almost 4,000%. The findings impact the ability to achieve a lasting and sustainable hydrogen-based energy economy. Water electrolysis using proton exchange membranes is a green electrochemical process for splitting water into oxygen and hydrogen. Hydrogen produced this way can then be stored and used at a later time. For example, when combined with a proton exchange membrane (PEM) fuel cell, the stored hydrogen can be used to power an electric car. However, PEM electrolysis still has limitations that prevent widespread industrial uses such as in power plants. In particular, the necessary chemical reactions happen in a highly acidic environment, and the best catalysts for these reactions are extremely rare earth metals, such as iridium. As Nakamura explains, “scaling up PEM electrolysis to the terawatt scale would require 40 years’ worth of iridium, which is certainly impractical and highly unsustainable. Almost two years ago, Nakamura and his team developed a breakthrough process that allowed acid water electrolysis that did not rely on rare earth metals. By inserting manganese into a cobalt oxide lattice, they created a process that relied only on common and sustainable earth metals. Despite the success, the process was still not as stable as it needs to be in a PEM electrolyzer. Now, they have built on their previous discovery and developed a longer-lasting earth-abundant catalyst. The new catalyst is a form of manganese oxide (MnO2). The key finding was that reaction stability could be increased over 40 times by altering the catalyst’s lattice structure. Oxygen in the 3D lattice structure of manganese oxide comes in two configurations, planar and pyramidal. The planar version forms stronger bonds with manganese, and the researchers discovered that increasing the amount of planar oxygen in the lattice significantly enhanced catalytic stability. They tested four different manganese oxides, which varied in the percentage of planar oxygen. When using the version with the highest achievable percentage, 94%, the critical oxygen evolution reaction could be maintained in acid for one month at 1000 mA/cm2. The total amount of charge transferred in this case was 100 times more than anything seen in previous studies. When tested in a PEM electrolyzer, water electrolysis could be sustained for about 6 weeks at 200 mA/cm2. The total amount of water electrolyzed in this time period, and therefore the amount of hydrogen produced, was 10 times more than has been achieved in the past with other non-rare metal catalysts. “Surprisingly,” says co-first author Shuang Kong, “the improved stability did not come at a cost in activity, which is usually the case. A PEM water electrolyzer that generates hydrogen with an earth-abundant catalyst at a rate of 200 mA/cm2 is highly efficient.” Industrial applications typically require a stable current density of 1000 mA/cm2 that lasts for several years, rather than a month. Nevertheless, the researchers think that tangible, real-world applications will eventually be possible and contribute to carbon neutrality. “We will continue to modify catalyst structure to increase both current density and catalyst lifetime,” says Nakamura. “In the long-term, our efforts should help achieve the ultimate objective for all stakeholders — to conduct PEM water electrolysis without the use of iridium.” Kong et al. (2024) Acid-stable manganese oxides for proton exchange membrane water electrolysis. Nat Catal. doi:10.1038/s41929-023-01091-3 The new manganese oxide catalyst allows this level of production to last for months in a PEM. Proton exchange membrane (PEM) water electrolyzer using manganese oxide.
A photocatalyst developed by researchers at Oregon State University could provide a more efficient route to hydrogen production. Publishing their research in the journal Angewandte Chemie, the researchers say that their photocatalyst is based on a metal organic framework (MOF). The MOF was used to develop a metal oxide heterojunction – a combination of two materials with complementary properties – to make a catalyst that, when exposed to sunlight, could quickly and efficiently split hydrogen from water. The heterojunction features MOF-derived ruthenium oxide and titanium oxide doped with sulphur and nitrogen. The researchers tested a number of heterojunctions, which they call RTTA, with different amounts of the oxides and found that the lowest ruthenium oxide content exhibited the fastest rate of hydrogen production. In just one hour, a gram of RTTA-1 was able to produce more than 10,700 micromoles of hydrogen. The team said the process utilized photons—light particles—at an “impressive” rate of 10%, so that for every 100 photons that struck RTTA-1, 10 contributed to hydrogen production. The researchers said the photocatalyst could enables the high-speed, high-efficiency production of hydrogen, used in fuel cells for cars as well as in the manufacture of many chemicals including ammonia, in the refining of metals and in making plastics. "The remarkable activity of RTTA-1 is because of the synergistic effects of the metal oxides’ properties and surface properties from the parent MOF that enhance electron transfer," said Kyriakous Stylianou, assistant professor in the Department of Chemistry at Oregon State University College of Science. "This study highlights the potential of MOF-derived metal oxide heterojunctions as photocatalysts for practical hydrogen production, contributing to the development of sustainable and efficient energy solutions," Stylianou added. Current catalytic processes for producing hydrogen from water involve electrocatalysis. The sustainability of this route depends on using renewable energy, and to be competitive in the market, the energy must be inexpensive. Producing hydrogen by splitting water through a catalytic process is cleaner than the conventional method of deriving hydrogen from natural gas via a carbon-dioxide-producing process known as methane-steam reforming. Techniques that can bring down the cost of producing hydrogen by splitting water are therefore welcome. Presently, methane-steam reforming produces hydrogen at a cost of about $1.50 per kilogram, compared to about $5 a kilogram for green hydrogen. Stylianou said: "Ruthenium oxide is not cheap, but the amount used in our photocatalyst is minimal. For industrial applications, if a catalyst shows good stability and reproducibility, the cost of this small amount of ruthenium oxide becomes less important." Boosting Photocatalytic Hydrogen Production by MOF-derived Metal Oxide Heterojunctions with a 10.0% Apparent Quantum Yield Emmanuel N. Musa, Ankit K. Yadav, Kyle T. Smith, Min Soo Jung, William F. Stickle, Peter Eschbach, Xiulei Ji, Kyriakos Stylianou First published: 10 July 2024 https://doi.org/10.1002/anie.202405681

giovedì 2 maggio 2024

Saletta Fondo Verri

 


Anonio Verri è stato un romanziere ed un poeta, annoverato tra i selvaggi salentini insieme a Salvatore Toma. Tra le sue opere più importanti ricordiamo “Il pane sotto la neve”, “La Betissa” e “La cultura dei Tao”.

diresse le riviste letterarie «Caffè Greco» (1979-1981), «Pensionante de' Saraceni» (1982-1986) e «Quotidiano dei Poeti» (1989-1992) che dal maggio 1991 si interseca con un’altra testata: «Ballyhoo - Quotidiano di comunicazione».
Rimasta memorabile una sua "performance culturale"; quella di riuscire a diffondere per dodici giorni consecutivi il «Quotidiano dei poeti», fatto di sola poesia, stampato a Maglie, presso la Erreci edizioni di Pino Refolo, e distribuito in giornata, attraverso una rete di amici e militanti, a Bari, Napoli, Roma, Matera, Perugia, Milano, Trento e Belluno. Collaborò con la rassegna «Sudpuglia» (1986-1993) e «Titivillus» (1991-1992), e diresse «On Board» (1990). Organizzò due edizioni di una mostra mercato di poesia pugliese, dal titolo: "Al banco di Caffè Greco", e poi due mostre-letture, di cui la prima fu su James Joyce e Raymond Queneau e la seconda sullo Scrap, gioco di scrittura con scarti tipografici. Allestì poi, con la collaborazione di Raffaele Nigro, un dramma radiofonico alla Rai di Bari tratto dal suo Il fabbricante d'armonia, nel maggio 1985. Curò tutte le attività legate al Centro Culturale Pensionante de’ Saraceni e le collane: I quaderni del Pensionante (1983-1987); Spagine. Scrittura Infinita (1991);Compact Type. Nuova Narrativa (1990); La rivista di poesia L'incantiere è a lui dedicata. 

«C’è troppa pace al Sud/e poi c’è troppo Sud e basta», in un componimento che fa parte della sua raccolta poetica Il pane sotto la neve, pubblicata nel 1983

Fondo Verri Libero Cantiere. 
Spazio teatrale dedicato al poeta ed artista leccese Antonio Verri, associato ai Presidi di Lecce  Qui il suo blog, aggiornato al 2022
in questi giorni ha in programma varie iniziative, corsi e recital


e qui una iniziativa del 2022, nei locali del vicino conservatorio di Sant'Anna, giardino del ficus magnolia secolare

Gli autori a cui “Qui se mai verrai...” restituisce la parola nei dieci incontri in cartellone sono: Vittorio Pagano per l’organetto di Claudio Prima e la voce di Simone Giorgino; Vittore Fiore per il flauto di Gian Luca Milanese e la voce di Simone Franco; Salvatore Toma per il sax di Roberto Gagliardi e la voce di Renato Grilli; Vittorio Bodini per la fisarmonica di Bruno Galeone e la voce di Piero G. Rapanà; Rina Durante per l’arpa di Giuliana De Donno e la voce di Angela De Gaetano; Ercole Ugo D’Andrea per il sax di Emanuele Coluccia e la voce di Gianni Minerva; Claudia Ruggeri per il violino di Isabella Benone e la voce di Claudia Di Palma; Girolamo Comi per il pianoforte di Giovanni Iorio e la voce di Lorenzo Paladini.

Si può viaggiare attraversando l’immateriale? Incrociare la traiettoria di una voce, di un sussurro? Camminare in punta di piedi su tracce d’inchiostro, osservare non visti il divenire di un rigo? Si può? Sì, si può! La scrittura è “cattura del soffio”, matrice che dà corpo e sostanza all’immaterialità. C’è un pensiero, un’idea e poi un movimento di mani, di corpo, di anima, di voce che mette le cose in vita.

Oggi più che mai, al di là di ogni idea superficialmente celebrativa, si sente il bisogno di ritornare sui loro versi e sui loro passi, di indugiare nei luoghi che sussurrarono alla poesia la traccia di una geografia ideale della Terra d'Otranto, della sua natura. I soffi del vento, il cicaleccio nell’arsura estiva, le solitudini, i clamori della festa, le paure, le lontananze, i rifugi domestici. Materia per una lingua che nel Novecento si è fortificata di esperienze che hanno valicato il soffoco della provincia e aperto orizzonti inimmaginabili a Lecce e al Salento oggi inscindibile dal suo portato culturale. Così appare agli occhi del viaggiatore il Salento: una terra fortemente poetica. Ognuno prova stupore se volge lo sguardo. Sente voci. Le molte voci che la poesia accoglie.

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