mercoledì 3 agosto 2016

indovina la città 6 lettere

Hic sunt leones... sapete dove siamo?









e dopo, tanto per tornare a casa, agriturismo Serine...



mercoledì 6 luglio 2016

Presidente CNR a Lecce domani 7 luglio

Il Prof. Massimo Inguscio, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, terrà una lectio magistralis su “La luce e la misura del tempo” 
 7/7/2016
Il 7 luglio dalle ore 10.30, presso il Centro Congressi del complesso Ecotekne, è in programma la cerimonia di consegna dei diplomi di dottorato (anni solari 2014/2015) della Scuola Superiore ISUFI dell’università del Salento.

Colgo l'occasione per ripubblicare un post che è apparso nel 2011 sul blog GiapponeGiappone, ormai chiuso.

Il Ministro Profumo e la scienza in Giappone 
Mercoledì 21 Dicembre 2011
Ieri sera su La7, a 8 e mezzo, Lilly Gruber ha intervistato il ministro Francesco Profumo, ex-rettore del Politecnico di Torino, temporaneamente sospeso dal nuovo incarico di Direttore del CNR. La personalità è di alto livello, ed ha dimostrato abilità di gestione della crisi attuale, economica e politica. Ha detto, tra le altre cose, che ha avuto una esperienza come ricercatore in Giappone, e che la figura del professore capo, il sensei, è da prendere come esempio. Il senso era che la scuola deve dare spazio alle gratificazioni dell'insegnante (in mancanza di fondi per gli aumenti di stipendio), e che nel mondo della ricerca si deve creare un ambiente più produttivo anche grazie a buoni rapporti tra l'anziano, l'esperto, e i formandi. Ha detto anche che le nostre eccellenze sono individuali, di singoli, e che gli italiani non riescono a riportare in Italia i fondi europei per la ricerca, solo la metà dei 15 milioni di euro che l'Italia versa alla Commissione Europea, e che perciò bisogna saper fare più squadra, fare sistema. Prendo spunto da questa riflessione per aggiungere alcuni commenti sulla mia esperienza nel mondo gerarchizzato della ricerca giapponese. Nel laboratorio in Giappone vige una disciplina ammirevole. Una volta alla settimana si svolge la riunione per presentare le "cose da fare" (le corveè, tipo la pulizia delle stanze, l’igiene negli stabulari, attingendo a una lista di nomi a rotazione periodica), programmare le attività, i seminari, le visite, le riunioni. Si mette ordine, si passa l'aspirapolvere, a turno, ed il capo si pulisce il proprio spazio. Si organizzano feste e cene, a cui ognuno contribuisce secondo il suo grado e salario, i più in alto pagano di più. Non c'è un orario per ritirarsi, il sensei va via tra gli ultimi, e sembra sempre indaffarato ma attende che gli si chieda un minuto di attenzione. Rientrare a casa dopo la cena di laboratorio, il sabato sera, è da occidentali. La domenica è una buona occasione per visitare il laboratorio e parlare con i capi, in genere passano a fare presenza. Il complesso è strutturato in divisioni, che accedono ad una strumentazione condivisa, che viene programmata e acquistata insieme, il personale è istruito ad usarla, non ci sono grosse invidie e usi personali di strumenti. Capita di scendere nel seminterrato per la camera oscura, e salire ai diversi piani per le centrifughe, gli scanner, e lasciare una prenotazione scritta e così pianificarsi gli esperimenti. La strumentazione viene sostituita con rapidità, si fa l'upgrade, i fondi ci sono. Negli spazi comuni ci sono un bollitore, caffè solubile, a volte dolci o frutta, si condivide il momento del tè delle 17, un kaki-mela tagliato a fette, un souvenir portato da un visitatore o al rientro da un convegno. Il journal club si svolge nella pausa pranzo, mentre tutti mangiano, ognuno sceglie un articolo che ha informazioni nuove o attinenti alla ricerca in corso, e bisogna fare domande. Bisogna anche rispondere, e questo viene più facile agli occidentali. Il mondo della ricerca è per i giovani. Ti spronano a produrre al massimo livello (il livello si misura con l'impatto del giornale su cui pubblichi, su tanti dati prodotti) e ti persuadono con il mantra magico: entro una certa età (27-30 anni) bisogna arrivare al risultato prestigioso, le pubblicazioni, la carriera assicurata. Dopo, si sopravvive. Infatti, tanti Istituti vengono chiusi, rimaneggiati, posizioni di tecnico perse. Specie il mondo della ricerca è molto duro con le donne. Molte ricercatrici perdono il contratto, che è a tempo determinato, e dopo i 35-40 anni non resta che occuparsi dei genitori, rientrare nella casa di famiglia, cambiare attività.
Mobbing, pretese eccessive. 
Ho visto dottorande trattate male da capetti rudi, ho consolato persone in pianto. A qualcuno era stato chiesto di fare di più, produrre altri dati, quando la tesi era già finita. Ricercatori stranieri hanno interrotto il contratto per disaccordi con il proprio tutor. Personaggi di tutto rispetto, da un giorno all'altro spostati dalla capitale alla provincia, in apparenza una promozione a incarico dirigenziale, in pratica trasferiti per dare nuovo slancio alla sezione e perché non producevano abbastanza risultati, non eccellevano più. Anche il sensei è sempre valutato, considerato e soppesato e deve superare nuove prove, nuovi esami. Anche in Giappone si festeggia quando un articolo viene pubblicato su un buon giornale: così in Francia, dove dall'impact factor si decide se stappare una bottiglia di spumante o di champagne. In UK, adesso chiedono due articoli all'anno di alto impatto. Da noi, due articoletti all'anno per non essere considerati improduttivi, ma ci si sta orientando verso sistemi internazionali di valutazione. Speriamo di riuscire a fare sistema anche condividendo gli spazi ed i mezzi, noi italiani siamo troppo gelosi di quello che è nostro.


venerdì 24 giugno 2016

Nuova pubblicazione prodotta al CNR-ISPA Lecce


"Structures of mammalian ER α-glucosidase II capture the binding modes of broad-spectrum iminosugar antivirals", l'ulitmo prodotto della ricerca dell'ISPA di Lecce, accettato su Proceedings of National Academy of Sciences USA, propone l’uso della pianta come sistema modello per lo screening di potenziali antivirali umani.
Complimenti  ai collaboratori che hanno ottenuto questo  risultato davvero brillante.

Ecco la lista degli autori:
Alessandro T. Caputo1, Dominic S. Alonzi1, Lucia Marti2‡, Ida-Barbara Reca2‡, J. L. Kiappes1, Weston B. Struwe1, Alice Cross1, Souradeep Basu1, Edward D. Lowe1, Benoit, Darlot1,3, Angelo Santino2, Pietro Roversi1* & Nicole Zitzmann1*
1: Department of Biochemistry, University of Oxford, South Parks Road, Oxford OX1 3QU, United Kingdom. 2: Institute of Sciences of Food Production, C.N.R. Unit of Lecce, via Monteroni, 73100 Lecce, Italy. 3:Ecole Nationale Supérieure de Chimie de Montpellier, 8 Rue de l'Ecole Normale 34296 Montpellier CEDEX 5, France.
 

A me il merito di aver messo insieme i due team e di aver finanziato sul mio progetto l'assegno di ricerca di Barbara, e di essere riuscito a ottenere la sua estensione dal Direttore (2014-2016), in attesa che arrivino i soldi del conguaglio al CNR.
Ecco le corrispondenze scambiate con Roversi:

lunedì 20 giugno 2016

Stage alternanza scuola lavoro

Si è concluso stage alternanza scuola-lavoro di 10 ragazzi di terza liceo, un grazie  ai docenti di: Biologia marina, Chimica Organica, Fisiologia animale, Botanica, Fisiologia vegetale, Lab4You, CNR-IMM, Electromagnetic lab, e CNR-ISPA.
Una decina di studenti del Liceo Virgilio (classico, ad indirizzo linguistico) hanno frequentato per tre settimane l' Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari.
I ragazzi si sono divertiti, hanno colato terreni agarizzati  nelle piastre, hanno inoculato terreni liquidi in provetta, con batteri coltivati da fermentazioni di vegetali e latte (da cavolo, da cetriolo e da capperi, sotto sale, lievito madre, e kefir), hanno fatto osservazioni al microscopio a immersione guardando la differenza di dimensioni tra lieviti e lattobacilli, poi sono passati a osservare capelli e ciglia, anche uno striscio di sangue... hanno usato pipettatori, hanno caricato il DNA e le proteine nei pozzetti del gel, sono stati abbastanza autonomi.
E hanno lasciato per qualche minuto i loro smartphone con cui sembrano in simbiosi e quasi dipendenza (per comunicare con la prof, per chattare, per tutto)

FASI del Percorso
Fase 1
Ore previste: 10
Titolo
Formazione/informazione in aula e visita guidata dei laboratori
Contenuti
Struttura organizzativa dell’Ente.
Attività svolte dall’Istituto nel campo della ricerca, dell’  innovazione e del trasferimento tecnologico.
Norme di sicurezza e prevenzione.

Obiettivi
Conoscere l’Istituto, le metodologie sviluppate nei vari ambiti di ricerca, le ricadute dei risultati tecnico-scientifici nel sistema produttivo.
Acquisire gli elementi di conoscenza minimi relativi alla sicurezza e prevenzione nei laboratori di ricerca.

Fase 2
Ore previste: 50
Titolo
Formazione in laboratorio
Contenuti
Filiere agroalimentari/fermentazioni: vino, prodotti da forno, lattiero-casearia, olive, aceto, cetrioli, cavolo, vegetali, (e valorizzazione degli scarti). Batteri lattici, resistenza al sale ed alle temperature fino a 60 gradi.

Obiettivi
Acquisire metodiche di microbiologia
Allestire metodiche di analisi (gel elettroforesi, cromatografia liquida, ecc.)


Competenze specifiche attese in uscita:

·        Conoscere e mettere in atto le norme di sicurezza che regolano le attività lavorative nei laboratori scientifici;
·        Acquisire e sviluppare le conoscenze tecnico-professionali in contesti produttivi;
·        Analizzare e interpretare i dati con l’uso di appropriate strumentazioni;
·        Acquisire le capacità operative specifiche del settore.

Relazione sulle attività svolte:


Data e ora
ora
Attività
30/05/2016     
      
31/05/2016            
9:00-13:00
9:00-13:00
Informazione in aula sulla sicurezza  e visita guidata dei laboratori. Preparazione di soluzioni tampone
Preparazione di terreni agarizzati (Rogosa). Osservazioni al microscopio ottico. Piastramento batteri Kefir (Lattobacilli e lieviti)
01/06/2016    
       

03/06/2016            


06/06/2016



07/06/2016


08/06/2016


09/06/2016



10/06/2016



13/06/2016





14/06/2016



15/06/2016




16/06/2016




17/0672016





20/06/2016            
9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00



9:00-13:00



9:00-13:00





9:00-13:00



9:00-13:00




9:00-13:00




9:00-13:00





9:00-13:00
Gel di agarosio. Caricamento dei pozzetti con DNA.


Gel di poliacrilammide. Separazione proteine del siero di latte

Colorazione del gel con blu comassie. Osservazione batteri.

Colture batteri lattici in terreno liquido. Estrazione DNA. Laboratorio Cromatografia liquida. Separazione Carotenoidi.

Spettrofotometro, quantificazione del DNA. PCR. REAZIONE DI AMPLIFICAZIONE NEL TERMOCICLATORE

Purificazione dei prodotti di amplificazione su sefarosio. Reazione di sequenziamento del DNA. Speed vac per concentrare sotto vuoto.


Visita al Museo dell’Ambiente. Laboratorio di ecologia marina. Orientamento agli studenti. Microscopio, Artemia salina.



Analisi dei risultati di sequenziamento (Chromas) e allineamento di sequenze di DNA. HPLC: Cromatografia su colonna ad alta pressione, separazione di carotenoidi e luteine, da pasta arricchita in oleoresina di zucca e ciclo destrine. 

Seminario: legumi e stress idrico.

Caglio: coagulazione delle caseine del latte. Cagliata. Ricotta. Da 1 litro, ottenuti 222 grammi. Fermentazioni di Capperi, cetrioli, cavolo, e lievito madre. Isolamento su piastra dei batteri lattici.

Visita nel laboratorio di Chimica organica. Gas cromatografia di massa. Archeologia e determinazione dei residui di alimenti e resine da terracotta e reperti archeologici.




Visita a Ingegneria, Dr. Tarricone. Laboratorio di Radiofrequenze (Electromagnetic lab). RFID ed etichette con antenne riceventi e trasmittenti.


Visita a Fisiologia. Stabulario di pesci e animali di laboratorio. CNR-ISPA. Fermentazioni e microbiologia.
Visita al CNR-IMM. Istituto Materiali e Microsistemi (materiali semiconduttori). Istituto di Fisiologia Vegetale, Lab4You. Orbitrap/Time of Flight spettrometro di massa per analisi di massa per molecole fino a 3000 Dalton. Camere di coltura per piante in condizioni controllate.

Visita a Botanica. Microscopia confocale.

mercoledì 8 giugno 2016

Gita Castro-Tricase

Ecco il resoconto fotografico delle immagini più attraenti di una gita nel basso Salento, a Castro, ed a Depressa, frazione di Tricase, dove per la giornata Cantine Aperte abbiamo visitato la cantina Castel di Salve, della famiglia Winspeare, incontrando anche il regista, fondatore dell'associazione Coppula Tisa per la salvaguardia del paesaggio, e sua moglie, Celeste Casciaro, attrice in In grazia di Dio.  La degustazione è proseguita fino a sera tardi, seguendo il filo dei vini proposti, fino alla scoperta del primitivo abbinato al Montepulciano, con cui abbiamo chiuso in bellezza. A pranzo avevamo aperto una bottiglia di Priante, e nei giorni successivi assaggiato il Primitivo 100 su 100. Ci resta da provare il negramaro 100 su 100, alla prossima occasione.


Invece a Castro siamo stati a pranzo al ristorante "La Roccia", con chef di cucina Imma Pantaleo, che da Tricase (Bolina) e Cantine Macinate (Specchia), ora è passata all'hotel di Castro. Ottimi piatti e gentilezza, da parte di tutti. Frittura di paranza leggerissima, polpo arrostito su crema di patate,  spaghetti con succo di meloncella leccese (cetrioli locali) e filetto di triglia in crosta, Parfait al lampone.
Nel pomeriggio, sosta sulla rocca, girando intorno alle mura, e ai resti romani dove è stata rinvenuta una testa di statua di Minerva (Atena).










mercoledì 1 giugno 2016

nuovo viaggio a Colorno

Ed ecco un nuovo diario di viaggio, che ripercorre le due soste a Colorno (Parma) per vedere mia madre.
Ero partito di sabato, con il freccia rossa, 8-16, in otto ore mi porta a Parma, dove prendo il treno per Brescia che ferma a Colorno. Mi ero abituato a vedere mia madre che scivola sulle credenze e sui mobili per appoggiarsi, è diventata malferma anche con il bastone, anzi questa punta di metallo le scivola e spesso cade.
Il refrain, motivetto di questo colloquio, e': helo, sidol, retez, ples!
Guarda, (prendi il) sidol (un prodotto lucida-metalli), (che bella) catena, festa (ballo)!
si tratta di un ricordo dei tempi di quando era ragazza, di una signora con una handicap dalla nascita, che si esprimeva per sostantivi senza comporre frasi intere...
n. 2: "To je (quello è) Faro (in italiano)... detto di oggetto o auto molto abbagliante e prestigiosa...
La diagnosi della visita medica la descrive con disturbi del comportamento con tematiche deliranti, atteggiamenti verbali aggressivi. Per fortuna senza atti reali.
Invalidità al 100%. Difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Senza contributo alla pensione.
Seconda sosta pochi giorni dopo, il mercoledì sera sono a casa, fino alla domenica successiva.
Ci guardiamo negli occhi, ridiamo, ci facciamo compagnia... vuole vedere la cicatrice del mio intervento all'addome, si preoccupa di farmi mangiare, ecco, se i problemi si potessero risolvere solo così, con la buona tavola!
Le ho cambiato le tende, ho iniziato a montare quelle estive, dopo la pennichella ho visto che aveva finito lei di attaccarle, era salita sulla scala due volte.
Dice che le ho caricato in modo perfetto l'orologio, ha camminato per dieci giorni, ora ha cercato di caricarlo ma non ci è riuscita. Deve attendere il mio prossimo viaggio...
Sono andato a comprarle le patate novelle, è diventato difficile trovarle nei negozi, hanno solo patate rinnovate... e un bastone per lavare le finestre, ora che si muove con difficoltà le farà comodo.
Le ho detto: "quando vuoi, dimmelo, ti scendo con me e ce ne stiamo per conto nostro, un mese, quanto vuoi", basta chiedere il domicilio per avere il cambio del medico di base, e ottenere le ricette per l'insulina e tutto quanto.
ho già chiesto un preventivo per un'auto diesel, ce la faremo anche in questa circostanza!
Sono ripartito per Parma domenica sera, ho atteso l'intercity notte, come sono dure le cuccette a 4, e non danno più in caffè istantaneo, la mattina, però arriva in orario, e posso andare al lavoro senza passare da casa.
E questa volta ho ritrovato qualche vecchio amico che posso chiamare al telefono, se mi scappa la nostalgia!
Una settimana senza internet, e la casella di posta si è riempita con 500 mail!


lunedì 30 maggio 2016

repertorio dei matti n. 2

E dopo il primo post sul libro di Paolo Nori sui matti di Torino, ecco alcuni profili dalla testimonianza diretta di chi li ha conosciuti

La Enza di Porta Nuova
donnone imponente, vendeva sigarette di contrabbando, davanti alla stazione. Un giorno di chiusura dei tabaccai, una signora le chiese un pacchetto. Fanno 4000 lire, disse. Ma non è caro? Se vuole, vada in tabaccheria.  Ah ma senta, sono la suocera del commissario Bellini. Ah, in questo caso sono mille lire. Aveva una simpatia e spesso da lui riceveva qualche soldo. Quando lo voleva vedere, chiamava un taxi, senza pagare, e si faceva portare in Questura. E' un'emergenza, diceva al tassista.

La figlia di Carmen.
Era stata studentessa di medicina, e professava sulla strada. Si presentava in questura con plichi di congressi, depliant di medici, e diceva: qui ci sono documenti delle Brigate rosse!
Il capo della mobile la sbolognava al commissario Ninetti.  Lei lo cercava spesso e  telefonò in questura, si lamentava che non le davano retta. Viaggiava ogni tanto inseguendolo nel nord, o faceva telefonate per tenere i contatti.

La Katia
Era una donna che lamentava di ospedali che non la volevano assistere nella gravidanza, che erano 14 settimane che si protraeva all'inverosimile. Un giorno accusò di stupro il maresciallo Petruzzelli, che chiamato in ufficio, presenziava al colloquio. Ma tu, lo riconosceresti questo maresciallo? E certo, se lo vedessi lo riconoscerei!

L'albergatore Poncini
era un bravo pianista e intratteneva gli ospiti con la sua musica e cantanti di grido, Mina, Battisti. Un giorno telefonò in questura: secondo me, stanno facendo una rapina in banca, in corso Francia. E in effetti dato l'allarme e dopo 'intervento delle volanti, il gruppo di brigatisti si intrattenne in un conflitto a fuoco. Ma cosi' non lo prendete, disse al poliziotto, dammi la pistola. E centrò il latitante francese Beltramì. Il prefetto si complimentava per l'operazione, e voleva sapere i dettagli. Per far uscire fuori dall'episodio quelli non in uniforme, gli dissero che era stato il suo cane a mettersi in allarme. E il questore: portatemi il cane eroe, lo voglio premiare!

Fefè il jolly
Era l'autista del capo della squadra mobile, una figura di poliziotto di quartiere che conosceva tutti e sapeva dove reperire ogni tipo di prodotto, macinacaffè, cassette di ortofrutta, cose naturali per il periodo anni 70 e per la zona, Barriera di Milano. Una sera rientravano da un servizio in esterno, quando sentono le volanti. Chiamano in centrale, e vengono a sapere che c'è stato un morto, così si portano sul luogo. Fefè era stanco, e si siede insieme ai parenti nella camera salotto. I vicini entrano per dare le condoglianze, incluso a Fefè, che si  presta all'equivoco, scuotendo le mani ai visitatori. 

Bruno lo zingaro di Porta Palazzo.
Girava su una moto con una scimmietta sul sedile posteriore, legata. Aveva due pappagalli, in gabbia. Chiedeva insistentemente un salvacondotto alle autorità, come se dovesse fare un viaggio o attraversare una frontiera. Per gioco, per tacitarlo, gliene prepararono uno, con tanto di timbro. Ma che avrebbe mostrato in giro, allora con una scusa lo ritirarono. Una tragedia, gli avevano tolto il suo salvacondotto!

Il giovane commissario
Era arrivato alla questura di Torino da poco tempo, una sera viene cooptato per un intervento in una bisca clandestina. A seguito dell'irruzione nel locale, vengono fermati i presenti. Uno di questi lo riconosce, e gli rivolge la parola: Commissario, ma lei non è nella buoncostume?
Alla risposta: Certo, ma mi hanno aggregato alla squadra mobile, e lei che ci fa? 
"Mah, oggi era festivo, per svago...."

Il maresciallo di Porta Palazzo
Controllava tutto e tutti, a Porta Palazzo. Inseguendo due balcanici, stava per prenderne uno, quando quello si gira e dice: "No, non mi faccio prendere", e si spara. Un giorno, una segnalazione di passanti avvisa: ci sono due sospetti davanti all'ufficio postale. Interviene una volante, e li portano in ufficio. Il maresciallo dice al capo della mobile: "questo sulla carta di identità sembra arrivare da Cerignola, ma l'accento è bergamasco". E subito dopo: "guardi le mani, non sono lavoratori, sono studenti". E il sospettato: "mi dichiaro prigioniero politico". Fu così che arrestarono entrambi, l'altro era Prospero Gallinari.

martedì 24 maggio 2016

Itinerario torinese

Ecco finalmente un pò di tempo per narrare le due giornate trascorse a Torino. Nella fattispecie, la giornata di mezzo, un martedì senza una goccia d'acqua, in cui avrei dovuto / potuto vedere mia sorella, che non è venuta, e Nicola De Maria, avvisato una settimana prima, assente, e rintracciato finalmente al telefono nel pomeriggio, si è detto molto occupato, per cui meno male gli avevo lasciato un plico dal macellaio al piano terra dove ha lo studio, e spero lo abbia ricevuto.
vista su piazza Vittorio, all'angolo del Bar Elena, storico locale di thè, lungo la via per la casa di De Maria
Avendo molto più tempo del previsto, mi sono girato le vie più caratteristiche, intorno alle porte palatine, e lungo via Garibaldi
in via Bligny c'ra la succursale del liceo D'Azeglio, e prima delle interrogazioni si andava a  chiedere una benedizione in piazzetta Savoia. I primi cortei del '68, con il prof di inglese fuori dal cancello a segnarsi i nomi di chi restava fuori... poi per 3 anni nessun altro grillo per la testa (giusto qualche assemblea), all'università invece ci siamo divertiti (occupazione Molinette, attacchinaggi, volantinaggi, alle fabbriche, alle lezioni, alle aziende occupate, portare gli operai a lezione, le 150 ore con i sindacalisti di mirafiori) poi è venuta fuori, sbocciata dal nulla, comunione e liberazione... sostituendoci in modo quasi naturale...
vicino c'era via delle Orfane, con il bel palazzo Barolo

Da via Garibaldi ho curiosato in via San Dalmazzo, sede dello storico negozio di formaggi, in via di ristrutturazione, e la cappella dei Mercanti, dove si son osposati mia sorella Lucia e mio cognato Alex, trattino d'unione con il sud salentino dove ho conosciuto gli amici di quei tempi, i gemelli, 


Dopo di che torniamo in centro, perchè nel pomeriggio ho preso appuntamento con Lino Sturiale, 35 anni che non ci siamo visti, dalle corse in collina alle 5.30 del mattino con il gruppo di Nalpas teatro, una mattina piovigginosa arriviamo su a '600 metri a stava nevicando...

da piazza CLN ci siamo portati in piazza Bodoni, al bar Sodo, con vista sul conservatorio Verdi, a due passi da via Mazzini, sede della storica birreria Mazzini che non esiste più
beh, una parola tira l'altra e si sono fatte le 20.00, io avevo appuntamento in via Silvio Pellico, allo Spazio Mouv, con Lorenzo Merlo, che abita a Dogliani, vicino ai luoghi di mia sorella Bianca, e abbiamo provato a trattenere Lino, ma aveva un impegno improrogabile...
mentre siamo in via Madama Cristina, vicino al mercato, e via Berthollet, apro una parentesi per introdurre il Bar Orso, una caffetteria che prepara caffè specialty, monovarietali, caffè lunghi americani al sifone, e aeropress...
e ancora in zona San Salvario, la sinagoga, sorvegliata da decine di anni da alcuni militari dell'esercito, per le questioni di sicurezza (ah, aggiungo che la stazione centrale a Milano è finalmente sorvegliata, agli ingressi controllano se hai il biglietto)


e nel resto del tempo? un giro al Valentino, ci siamo seduti sulle panchine, e una sosta in un bar a bere un nebiolo...
peccato per l'acqua che ha fatto gli altri due giorni, camminavo con una busta della spesa in testa, però ho visto il bar Florio, davanti a palazzo Madama, preso il tè con serenissima Mò, preso il caffè ancora con Monica al Circolo degli artisti, visitato la galleria Subalpina (con un allettante ristorante all'interno, Arcadia, e uscendo il bar di Piero Chiambretti, Sfashion caffè), proprio dietro al monumento targa a Federico Nietzche in via Carlo Alberto, alla biblioteca Nazionale, a Palazzo Campana, e in linea d'aria vicino a Palazzo Carignano, a pochi passi da via Bogino, dove avevo quasi provato a coabitare con alcune amiche, ed a via Po, dove ero quasi riuscito ad affittare un appartamento, non da solo perchè guadagnavo appena 400.000 lire al mese, e sarebbero appena bastate per una mensilità, nel '79.... 
Ed eccoci nuovamente a Lecce, a raccontare a Costa, uno dei gemelli, dei luoghi e delle persone viste, di quelle che non mi ricordavo il nome, mentre lui le ricorda meglio di me, e forse le rintracceremo ancora una volta...


giovedì 19 maggio 2016

indovina il luogo

Durante la mia visita nel Nord, m isono fermato in vari posti, e ho raccolto grandi e piccole memorie, le foto devo ancora scaricarle, però vi propongo questo gioco
conoscete questi posti?
nella didascalia a lato della cappella, si descrive il quadro, qui al centro, il bambino in braccio alla vergine regge una sfera di cristallo


  • Al centro della Cappella, la tavola anonima del '500 (restaurata nel 1975) di ispirazione fiamminga, detta "Madonna della mela". Particolarmente efficaci gli audaci accostamenti cromatici, soprattutto delle vesti. La Vergine stringe nella mano destra una mela cotogna, mentre il Bambino benedicente posa la sinistra su una sfera di cristallo...

gli affreschi della cappella sono una testimonianza pittorica del trecento piemontese






mercoledì 18 maggio 2016

immagini di ieri

Questo non è un post, è una immersione nel passato
La prima foto è del 1971-72, siamo a Teplice, in una casa di amici di famiglia, moderna, tra caseggiati costruiti nel dopoguerra, mobilio puro stile comunista tipo Ikea, la ragazza, di qualche anno più giovane, famosa per avere dato un pugno a un suo compagno che l'aveva baciata senza chiederle il permesso
gli amici di Teplice mi chiedevano i chewing gums, e collezionavano le cartine, Brooklin la gomma del ponte, o dei jeans del mercato, e a me piaceva tanto la casa dei nonni, i nonni, gli alberi nel cortile, le doppie finestre, e le avventure a saltare i muretti e giocare a nascondino tra i caseggiati, o a fumare una sigaretta fatta di paglia più che di tabacco di nascosto nelle cantine, e le passeggiate nei boschi. E tutti i viaggi in treno ed in auto che facevamo anche due volte l'anno, per quei tempi mi sembrava una favola... si dormiva in auto, con la volta del cielo stellata, e si mangiava nei ristoranti per camionisti... e la birreria della stazione a Teplice, dove il nonno mi mandava a comprare la birra con una latta a misura, che aveva un manico che facevo ruotare..., le cartine delle sigarette che il nonno si rollava da solo, non vedente, e la radio che ascoltava, con musica classica e notiziari

la seconda è del 1993, siamo a Negrar, Verona, un party di istituto (Istologia)
con la mia mania di costruire mongolfiere che prendono a malapena il volo e si rompono subito dopo, di forma affusolata a siluro o sigaro; questa ha una sigla sul quadrato blu scuro, chissà cosa c'era scritto

la terza è dell'ottobre 2007, siamo a Nara, con mia sorella e mio cognato, insieme ad amici (Miyuki e Koji Irie-sama) che ci hanno raggiunto da Kanazawa per la cena in una izakaya, e per una domenica insieme a fare i turisti

sono sopravvissuto al militare (in fuga 1 notte al CAR), e alla FIAT (1 anno operaio al lingotto),  mi sono dimesso il primo di settembre del 1980, al rientro dalle ferie
ho preso senza biglietto la metro a Tokyo, in Giappone, perchè avevo finito i soldi e avevo perso il treno navetta (con tante scuse al'uscita del tornello), ho chiesto soldi nella stazione di Tokyo ai passanti, e sono riuscito a farmi imprestare 3000 yen, che ho poi restituito tramite amici
mi hanno accompagnato nell'aeroporto di Narita le hostess da un terminal all'altro, perchè il il cambio di volo prevedeva anche il cambio di compagnia (JAL), con un disegno di aereo rosa appiccicato sulla maglietta (di frettissima)
ho volato di seguito da Boston a Tokyo via Roma-Amsterdam, annullando il jet lag, viaggiando 48 ore di seguito, nel 2007
ultimo volo intercontinentale nel 2014, Roma-Atlanta-Costa Rica
ultimo volo Europeo nel 2017, fino a Londra-Warwick
ultimo volo nazionale, Alitalia, dicembre 2017, con mia madre, Milano-Brindisi



venerdì 15 aprile 2016

Jazz a Torino

Furio De Castri nel documentario sulla vita di Paolo Fresu, mi riporta al mio compagno di liceo Massimo Artiglia, che nei primi anni 70 suonava piano e contrabbasso in gruppi già forti, accompagnando Arturo Vitale al sax. La sera si andava in un locale stile Blue Note in piazza Solferino (forse lo Swing club), o su palchi di teatro dove loro si esibivano gratis. Si notava per la chioma, e per una moto 250 CV con cui girava per la collina.
Ci siamo parlati di recente, lui fisico prestato all'industria, ha partecipato a progetti di ricerca internazionali. Con Renato Giuliani, teatrante,  con cui cantava i pezzi di Jannacci e di Cochi e Renato, e Nicola De Maria, pittore e medico, sono state le persone più vicine e care negli anni '70.

  • Da metà 2007 fino a tutto il 2008 a Milano è stato membro del coro di musica sacra Kitaredium, coro che si è esibito in vari concerti e ha inciso un CD dedicato alla prima registrazione assoluta della Missa Cujus Toni di Johann Kaspar Kerll. Dal 2009 a oggi continua ad essere attivo sulla scena musicale principalmente di Torino come pianista di Jazz (con proprio trio e in piccole formazioni), pianista in gruppi di musica Brasiliana (a Roma, progetto Jobim, con il chitarrista Enrico Cresci) e tastierista in gruppi di soul music, rock e R&B. Nel 2009 ha ridato vita al progetto ideato negli anni ’90 (e poi interrotto) dedicato alla musica di Thelonious Monk e Bud Powell (Monk’n Bud) che attualmente propone. Nel 2011, entusiasmato dalla musica del pianista brasiliano João Donato, ha fondato il gruppo Latin Connection. Attualmente lavora a Pisa presso la Scuola Superiore S. Anna.


depliant del CIRCOLO La Rusnenta circolo Jazz, attivo fino al 2014





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