domenica 27 novembre 2011

A Colorno, a casa

Anche quest’anno sono stato da mia madre per la settimana  del suo compleanno. Dato che voleva qualche servizio di manutenzione, ho preso una settimana di ferie e mi sono trattenuto più a lungo.
L’ho trovata più curva, un po’ adagiata e rassegnata agli acciacchi, ma dopo qualche giorno di compagnia era quasi la stessa di sempre. Siamo stati alla visita diabetologica, a piedi, e anche se abbiamo fatto varie soste, si è impegnata diligentemente. Al ritiro delle medicine, ha scavalcato due persone in attesa; l’ho giustificata chiedendo scusa, andiamo a piedi, un signore ha chiesto: abita lontano? Dall’altra parte del paese!
Girando tra le viuzze, abbiamo incontrato una zia che non conoscevo, la Carmen, una signora di 83 anni, cui ci siamo rivolti così: sei la Carmen! Non ci vedo bene, ma ti ho riconosciuto dalla voce!
Ho visitato, da solo, zia Bianca, di anni 89, sempre bene in salute, poco poco più curva, attivissima, una delle sarte più richieste negli anni ’60 della zona. L’ultimo mio contatto diretto. Mi ha raccontato l’alluvione del 1951, quando, per salvare Casalmaggiore, il Po fu deviato sulla bassa, allagando Colorno con l’acqua alta 1 metro e mezzo, per fortuna abitavano un primo piano.
Abbiamo ricordato tanti episodi e tante persone, in quei giorni.
Di zio Filippo, sempre contento di vedermi perchè porto il nome di un fratello, gli ultimi miei ricordi vanno indietro agli anni 90, quando era a casa della zia Cleidi, e ricordava perfettamente i nomi di tutti e 14 i fratelli. Si andava a trovarlo lungo uno dei canali della Parma morta, una serie di argini pronti a ospitare le acque alluvionali, e diverse volte furono sfollati con l’acqua che tracimava lambendo le finestre di Torrile, Trecasali.
Mia madre racconta se le si da spazio, e in questo periodo lo fa volentieri. Mi ha stupito, dicendo quanto le manca la lettura, ricordando i libri favoriti, i romanzi dell’oriente, dell’Africa, i libri sulla storia e mitologia ceca. Da quando non può leggere, anche la memoria comincia a farle scherzi, c’è un rallentamento dell’uso del cervello con la diminuzione dell’esercizio.
Ha preparato i dolci “Buchty”, una delle prime ricette di questo blog,

vedendola all’opera mi rendo conto che certe manualità non si comprendono solo
 dalla ricetta. Ad esempio, la consistenza della pasta lievitata, che è molto
morbida, quasi fluente. Il modo di rotolare ogni singolo tortello, dopo aver
richiuso  i lembi della pasta intorno allo stracotto di prugne ( povidla)
rotolandolo nel burro fuso che riempie per tutto il fondo del recipiente da
infornare. Proprio un bagno di burro (e olio) che li sigilla ( anche se si aprono
durante la cottura non è un difetto grave). Ha preparato lo strudel di mele,
renette, acidule e non acquose. Abbiamo scambiato il tubetto della cannella con
quello della noce moscata, e via a sciacquare le mele affettate. Ho preso alcune
 foto, appena riesco a scaricarle dal cellulare le posto.
Le storie che racconta sarebbero da mettere nei libri di scuola. La differenza tra
Sokol (falco) e Jednota (l’Unione) le due associazioni negli anni ’30 che
raccoglievano  i socialdemocratici cechi:

la prima, Sokol, di ceto superiore, in quanto socialdemocratica,
organizzava i giochi sportivi del popolo, l’Unione aveva centri vendita di
alimentari  e a fine anno in base ai punti acquisiti si ottenevano merci.
L’autunno del ’42, in base a cui si dedicò il 17 novembre quale giorno della
gioventù, le scuole furono chiuse per i sentimenti anti-tedeschi,
anti-occupazione, presenti tra gli studenti, e quelli più attivi furono spediti nei
lager e non ritornarono più, mentre gli altri furono assegnati ai lavori obbligati.
Mia madre sedicenne andò in una nursery di alberi forestali, a crescere
piantine dai semi, e successivamente a Vienna, ricongiungendosi ai genitori
 che lavoravano là per trasferimento forzato.
Un Natale del ’34, periodo difficile, poco lavoro e pochi soldi, (nonostante
 una bisnonna di campagna ricca e con tante risorse e riserve alimentari - maiali,
 capre, patate, latte, burro, strutto, mele - alla nipote non destinava nè latte nè
frutta, al massimo una fettina leggermente splamata di strutto) i vicini
rallegrarono una tavola spoglia portando ognuno dolci e pensieri per la famiglia.
La bisnonna, nel dopoguerra, perse quasi tutto, con un cambio di svalutazione
100:1, entrando in banca con valigie piene di cartamoneta inutile.
Del prozio Frantisek parla sempre volentieri, tra le foto ce ne sono due sue,
una nel cortile padronale a Dobryn con mia madre di pochi anni, l’altra mentre
imbraccia una fisarmonica. Voleva studiare musica, e sapeva suonare vari
strumenti, Voleva andare militare a 16 anni, e pagarono per farlo prendere.
Al primo morto cui assistette, scappo, e dovetter opagare per esonerarlo dal
servizio. Si corteggiava con Marenka Reskovic, ma sua madre voleva fidanzarlo
 con Libus(e),  e ci riuscì. A quei tempi non si faceva l’amore, e arrivò all’altare
senza averla conosciuta. Se ne pentì, perché era una donna di emozioni aperte, e
pianse tanto per la morte del vicino, che le faceva visita e l'amore la sera, quando
Franta andava ai concerti. Una notte della vigilia, Frantisek ubriaco si rifugiò a
casa dei gentori, ripetendo: non ci torno, da quella puttana!
Quando aveva 6 anni Franta giocava con un coetaneo figlio di benestanti ebrei,
mentre la madre cucinava per la mensa dell’azienda. Al primo disaccordo, gli
gridava dietro: ChHide (dzide sta per giudeo, ma non riusciva a pronunciare bene),
czo stebe zbyde, polivka, nudle (cosa resterà di te, minestra, pastina...)
 Purtroppo, la storia andò male, per quei bambini, sia per chi rimase che per chi no.
tagliando le mele sulla granella di pangrattato stufata nel burro, la pasta già spianata
sotto, buchty appena sfornate

venerdì 28 ottobre 2011

Adrea Zanzotto

Andrea Zanzotto ci ha lasciato le sue poesie e la sua poetica. Egli, con un tempismo preciso, si è inserito tra le avanguardie degli anni '60 che fecero scuola nel post-68 (Levi-Strauss, Mythologiques, il pensiero mitico, selvaggio; Lacan, gli Ecrits; Foucalt, Mots de choses; Derrida, De la Grammatologie).
  • Per Zanzotto, il problema del poetico, ... è la circoscrizione dell'essere al suo livello massimo di autenticità (verità),  da effettuare mediante la traversata a doppio senso dei codici e del linguaggio, dato che l'essere non è altro che essere-di-linguaggio.
  • la fenomenologia della raccolta Beltà, attesta di questo doppio e incessante movimento da e verso l'"origine", ... nella figura di una potente antitesi a 4 termini: amnesia-afasia, da un lato (del significante originario); memoria-verbalizzazione dall'altro lato (dei codici)
  • gli ordini del mondo ... tendono tutti a ridursi, sotto la pressione del significante primitivo, nel Galateo, al livello informe e indifferenziato del residuo, e, in Fosfeni, al livello, parimenti omogeneizzzante, della sublimazione, cristallo o pura goccia di luce, campitura astratta di colore.
  • loghion, presunto diminutivo del loghos, ma anche minuscolo trattino di penna (barretta incerta), parola vuota, o punto luminoso, nome-cristallo  o lucciola (bubola o borboleta fosforica).
  • Idioma converge verso quel punto, ove il significante della rimozione (i codici della cultura e della storia) risultano azzerati nella non-linuga del dialetto, nell'espressione idiomatica collettiva, neutra, fatta di memoria senza storia. Sperimentazione del'anonimo ....ove entrambi i Soggetti di sapere, quello raappresentato dall'Io e quello rappresentato dal Mondo, si sommano e si annullano nella "realtà assoluta" di quella figura che è la morte reale, non la morte simbolica: qui, nella serie dell'"onde éli", presente sotto la specie della morte individuale; in Mistieròi, presente invece sotto la specie della morte antropologica... un bambino osserva comparire e sfilare, come in una lanterna magica, le "figurine" rappresentative di mestieri che ora non ci sono più. Scheggie perdute di una totalità antropologica....
Stracaganasse o castagne secche

(l'amorosa folla di degusta-pollini e spossa-midolla)....
 ...........................................  :        e ci sarà
quancuno a imbrogliarci con gioco detto "Bèpo e la Jeja"
ma noi lo insaccheremo con le nostre trovate grifagne
 e poi ci metteremo a tavola di fronte a una
sfarinata, magra di vitamine, a un pasto di stracaganasse;
davanti ad un bicchiere di vino piccolo
guardandoci l'un l'altro come sacre immagini
 attenderemo il sàtori

Tavoli, Giornali, Alba Pratalia
(la tovaglia bianca come un campo dpronto per essere arato, per essere riempito di aste fatte con la penna, ricorda l'indovinello primo esempio letterariod nella lingua volgare "Se pareba boves,... et alba pratalia araba, et nero semen seminaba)
la reliqua, l'oggettino che racchiude la struttura, occorre nel "lustro" impresso sui tavoli d'osteria, nel "cerchiolino di vino formato dal bicchiere:

E il vento scopa via la morte che non ci sente per niente......

te agnello di neve       smemorato per alba pratalia
tu neve agnella
che io andando per queste righe calpesto, calpesto,
e m'ingrandiscodi te mille volte piccolo come cristalli di neve
e m'ingrandisco di due zolle di neve sotto i piedi
ho zoccoli di legno-neve, druck druck, sempre più alto vacillo
sempre più alto grazie ai tuoi più piccoli nomi-cristalli
.....................................................................vacillo

E il nome di Maria Fresu
continua a scoppiare
all'ora dei pranzi
in ogni casseruola
in ogni pentola
in ogni boccone
in ogni
rutto - scoppiato e disseminato -
in milioni di
dimenticanze, di comi, bburp.


Justaonbrele

Se justa onbrele: pò va
che no'l piof mai che basta

A la Maria Carpèla

(che la 'ndéa a pontar par le case):
Si no 'l te fèsse 'n paradiso
sposta par ti, anca si paradisi no ghe n'é,
al saràe da méter a l'inferno
l'istesso Padreterno -
la saràe da méter a l'inferno
tuta, tuta quanta la "realtà"
si par ti no la fèsse 'n paradiso
pien de bontà come la to' bontà,
gnentaltro che 'l paradiso
come ti tu l'à pensà.

 
.....Onde éla la Urora e i burzholà
e le caròbole e i sòrboi che la ghe vendéa
al cèi par diese schei: .......
.......Cussì inocà col cor son restà là
a la finestrela cèa...
E svodà pian pianin la se 'véa
 e in éla altro che stele no ghe n'era
e 'l libret de le none e dei so' tènp se 'véa serà.
..........................
"Ma, voi, benedisè,
ancora 'na òlta 'l vostro nevodet,
parché ades che l'é 'n òn, debòto consumà,
par voaltre 'l matregne quel che, tosatel, l'à lodà".

"Tato" padovano
nella tua epigrafe-manifesto
gettata per la tua città
dicono della tua
"voglia di comunismo"
e invece sei  morto così in
un incidente di motociclismo
(ciao Sic)


Tutti i rimproveri pare si calmino
 .....................   riverberando
Tutto è distrazione e
.................... forse meno, un
poco meno del previsto, pena

Da: A. Zanzotto, Poesie (1938-1986), Oscar Mondadori, ISBN: 88-04-42691-8

mercoledì 19 ottobre 2011

costo petrolio 2011

Insomma, il rapporto dollaro/euro è migliorato, il prezzo del barile è diminuito, ma il prezzo della benzina al litro non lo vogliono ridurre

giovedì 13 ottobre 2011

clostridio botulino

Le conserve, specie quelle sott'olio, le carni insaccate, e tutti i cibi consevrati possono se non trattati in modo adeguato sviluppare il botulino, che è un batterio sporigeno che produce la tossina della paralisi. La tossina è termostabile, e una volta ingerita viaggia lungo le fibre nervose dalla periferia al sistema nervoso centrale. Il primo sintomo in chi è stato colpito è l'assenza di riflesso faringeo (non si riesce a deglutire), quindi si instaura un blocco della sensibilità e della mobilità mandibolare, e infine la paralisi facciale e respiratoria. 
In Sicilia, a Palermo questa settimana ci sono stati 4 casi di giovani intossicati da pesto di melanzane, in rianimazione che vengono trattati con un siero, anticorpi contro la tossina, che rallenteranno gli effetti.
Primo consiglio del nostro prof. di Microbiologia era: non preparate verdure in casa nè la salsa di pomodoro, mangiate prodotti industriali. 
In seconda istanza, se si ha la pazienza di preparare conserve, almento utilizzate adeguate precauzioni. Se sono sott'olio, bisogna sterilizzarle due volte, a distanza di qualche giorno. Tenerle in frigo può aiutare. Per gli alimenti che permettono il consumo in presenza di pH acido, aggiungere un conservante come l'acido salicilico, che si aggiungeva alla salsa di pomodoro, o usate dell'aceto  o trattate le verdure in acqua acetata. Anche se lavate benissimo, qualche spora di cui l'ambiente esterno è pieno, può rimanere.
In assoluto, la verdure più a rischio è il peperone, per la sua  forma  più estesa e complessa che tende a trattenere le spore.
Non conosco raccomandazioni per le salsiccie ed i salumi fatti in casa (anche se il sierotipo di botulino è differente). Certamente se si aiuta lo sviluppo dei batteri lattici questi producono l'acido lattico, che abbassa il  pH. Anche lo starter, il comune Stafilococco xilosus, fermentando gli zuccheri elimina parte dei substrati che non possono essere utilizzati per la crescita di altri batteri, però solo dopo un certo tempo, mentre la pastorizzazione determina cambiamenti radicali del prodotto.

mercoledì 28 settembre 2011

Epigenetica

L'Alba dell'Epigenetica
: 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO DEL GENOMA
In una mattina di 6 anni fa, a Napoli,  dopo una visita in Università, via Mezzocannone, dai cui terrazzi si ha una vista panoramica sul golfo e sul Vesuvio, mi recai al CNR-IGB, Genetica e Biofisica (Buzzati-Traverso) in via Castellino. Qui l'allora responsabile di progetto, un giovane Valerio Orlando, da poco rientrato dalla riunione FANTOM 4 al RIKEN, sull'annotamento del nuovo genoma di topo, mi presentava le sue slides sulla funzione degli RNA non codificanti proteine, in particolare quelli delle regioni Homeobox (HOX). La prima diapositiva era questa
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO DEL GENOMA
 in effetti in questi 5 anni si è rivelata una risorsa per la scienza europea, dai progetti Epigenome, networks of Excellence, ai progetti bandiera italiani con gruppi del CNR e di Telethon, guidato da Valerio Orlando.

  • Istituto Dulbecco Telethon, Roma, Italia 
  • Valerio Orlando, Presidente della Società di Biofisica e Biologia Molecolare, come tale partecipa al consiglio esecutivo della FISV (Federazione Italian Scienze della Vita).
  • -1991-1997: lavora presso il Centro per la Biologia Molecolare dell’Università di Heidelberg nel laboratorio di Genetica Molecolare dello Sviluppo
  • –1997-2001: coordina un gruppo di ricerca presso il DIBIT, Ospedale San Raffaele di Milano
  •  lavora all’Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica (IIGB) CNR di Napoli e studia i meccanismi molecolari alla base della capacità delle cellule di mantenere e trasmettere alle cellule figlie la propria identità, in particolare mantenendo lo stato di espressione attivo o represso dei geni che caratterizzano un particolare tipo cellulare.
  • -ad oggi: Dulbecco Telethon Institute, Laboratorio di Epigenetica, ospitato dall'IRCCS Fondazione Santa Lucia e EBRI di Roma
  • Attivando determinati sottoinsiemi di geni in cellule diverse e a diversi stadi di sviluppo è possibile conferire loro un'altra identità cellulare e funzioni differenti, nonostante le cellule contengano le stesse informazioni genetiche. Interferenze nel processo di attivazione possono causare anomalie dello sviluppo e il cancro. Le proteine dei gruppi Polycomb e Trithorax sono in grado di attivare e disattivare i geni durante lo sviluppo embrionale. Valerio studia le proteine del gruppo Polycomb in grado di silenziare i geni in maniera ereditabile tramite il controllo della struttura e delle dinamiche della cromatina. In particolare, questo team di ricerca si occupa del ruolo delle proteine del gruppo Polycomb e dell'RNA non codificante nel mantenere, e possibilmente riprogrammare, l'identità cellulare.

Gatti calico 

Guinness e Rainbow, gattini clonati

  • Ho chiamato Guinness, come la famosa birra nera irlandese, il nostro ultimo gatto, perché le striature del suo mantello mi ricordavano le sfumature di una pinta di Guinness. Se avessi da parte 25.000 sterline e Guinness fosse ancora viva, prenderei in considerazione di farla clonare. Penso comunque che resterei un po' delusa dalla mia nuova gattina perché è alquanto improbabile che assomigli alla mia adorata micina. Il primo gatto clonato, Carbon Copy, è nato in Texas da una gatta calico come Guinness. Nonostante il nome, il nuovo gatto non si è rivelato una "fotocopia" della sua "mamma" genetica, Rainbow, nonostante il loro DNA sia identico. Ciò può in parte essere spiegato mediante un fenomeno epigenetico, noto come "inattivazione dell'X". I gatti calico sono sempre femmine, vale a dire che hanno due cromosomi X in ogni cellula. Il gene del colore rosso del pelo si trova sul cromosoma X, me ne esiste un'altra versione (allele) che dà luogo al pelo nero. Nei gatti di sesso femminile (XX), viene "spento" o represso un cromosoma X in ogni cellula. Pertanto, se una femmina eredita un allele di ciascun tipo (rosso e nero) avrà il manto a macchie di entrambi i colori.
  • Il processo di inattivazione è casuale, ecco perché clonando un gatto calico non se ne otterrebbe mai un altro con il mantello uguale. Nel caso di Carbon Copy, la gatta è stata clonata da una cellula uovo il cui nucleo è stato sostituito con quello di una cellula di Rainbow. Sebbene la cellula con cui è stata clonata Carbon Copy avesse un cromosoma X inattivo, il programma di sviluppo riattiva entrambi i cromosomi X e il successivo processo di inattivazione è messo in atto in maniera casuale. Ne risulta un mantello completamente diverso, nonostante due individui siano geneticamente identici.
  •  La mamma è tutto

    I leoni maschi in cattività si accoppiano anche con tigri femmine. Da questa unione nascono dei ligri, che con la loro lunghezza di oltre 3,5 m e un peso doppio rispetto a quello dei genitori, fanno sembrare tigri e leoni dei gattini. Se invece ad accoppiarsi sono una tigre maschio e un leone femmina, l'incrocio che ne risulta, ovvero un tigone, è molto più piccolo. Perché i ligri sono così grandi e i tigoni così piccoli? Perché, se si accoppiano una tigre e un leone, è importante quale dei due sia il padre e quale la madre? Dalla biologia non abbiamo forse imparato che entrambi i genitori forniscono lo stesso contributo genetico? Effetti simili si ottengono incrociando una cavallo e un asino. Il mulo nato da una giumenta e da un asino è visibilmente diverso da quello nato da un'asina e da uno stallone. È chiaro che i genitori hanno un influsso diverso sulle modalità di funzionamento dei geni. 

     Hercules, il ligre

  • Premio Nobel all’ epigenetica Che cosa hanno in comune la petunia e il millepiedi ? Alla vista appaiono diversi, al tatto sono diversi, all’olfatto odorano diversamente…o perlomeno una persona penserebbe così. Entrambi i sistemi però hanno portato gli scienziati a scoprire un nuovo modo di spegnere l’espressione genica. La natura si serve di numerosi metodi per silenziare i geni, un mezzo molto astuto che permette allo stesso genoma di usufruire di molteplici modi di espressione, o epigenomi in un unico organismo. Uno di questi trucchi, l’ interferenza a RNA, (RNA interference) è diventato di dominio pubblico da quando Andrew Fire (Stanford, CA) e Graig Mello (Massachuttes, MA) hanno ricevuto in modo congiunto il premio nobel per la medicina grazie al loro lavoro sull’azione dell’ interferenza a RNA nel verme Caenorhabditis elegans. Una lettera spedita alla rivista Nature nel 1998, ha rivelato la loro eclatante scoperta. 

  •  Premio Nobel per la trascrizione (una famiglia con 2 premi Nobel) Grazie a scienziati come Roger Kornberg, che ha ricevuto il premio nobel del 2006 per la chimica, cominciamo ad avere le idee più chiare su cosa accade nel nucleo e come miliardi di metri di DNA nel nostro corpo sono convertiti in RNA da un enzima che si chiama RNA polimerasi II. Roger Kornberg ha condotto studi scrupolosi sui micromeccanismi della trascrizione.  Ispirato dal padre Arthur Kornberg che ha meritato il premio nobel nel 1959 per il suo lavoro sulla descrizione di un enzima, la DNA polimerasi che permette la replicazione del DNA, il giovane Roger ha pubblicato un articolo nel 2001 di notevole interesse per la comunità scientifica. Utilizzando la cristallografia a raggi X, la stessa tecnica usata per rivelare la struttura del DNA, il suo gruppo di ricerca ha potuto decifrare in modo dettagliato l’architettura dell’ enzima RNA polimerasi II.  Inoltre il suo gruppo di ricerca è riuscito a immortalare l’ RNA polimerasi II in atto, mentre produceva dell’ RNA da DNA. Equipaggiato di una pinza, una sella, una cerniera, una prua, un coperchio, un ponte, un imbuto e una mandibola, questo super enzima permette l’entrata della doppia elica del DNA vicino al sito catalitico attraverso la sua “mandibola”. I due filamenti del DNA si dividono, permettendo ai nucleotidi di RNA di allinearsi lungo il DNA attraverso un piccolo poro. La nascente molecola di RNA esce ad angolo retto prima di staccarsi e andare in cerca dei ribosomi che guidano la sintesi delle proteine.Sebbene molti scienziati hanno lavorano sulla trascrizione, nessuno prima di lui ha descritto in modo così dettagliato questo processo, portando evidenze cristallografiche. In effetti, l’ RNA polimerasi II fa parte di uno di quei numerosi e complessi eventi che sono necessari per liberare il DNA dai nucleosomi, un gruppo di histoni, che sono stati anche studiati in parte da Kornberg. Queste unità base della cromatina (mostrate come perle lungo un filo nella figura sopra), sono presenti nella maggior parte delle cellule enucleate, non nei batteri.
  • Marijori Matze (Instituto Gregor Mendel, Vienna): strani casi di silenziamento genico sono stati scoperti in piante transgeniche un decennio precedente. Il suo gruppo di ricerca ha pubblicato nel 1989 un lavoro in cui piante di tabacco erano in grado di silenziare transgeni presenti in due copie mentre questo fenomeno non si verificava in piante con una sola copia.
  • L’ anno seguente, un gruppo olandese e uno americano generavano contemporaneamente simili strani risultati, in una ricerca condotta con lo scopo di aumentare il colore dei petali della petunia. Piuttosto che aumentare il color viola del fiore della petunia, l’aumento del numero di copie del gene responsabile del colore del fiore provocava una splendida varietà di fiori, alcuni con sprazzi di viola su sfondo bianco altri completamente bianchi. Quando i ricercatori hanno esaminato i livelli di RNA espressi dal gene responsabile per il color viola, i fiori bianchi avevano un livello molto basso. Questo risultato ha portato alla conclusione che le copie in più del gene determinavano lo spegnimento del gene endogeno stesso.
  • Altre importanti scoperte sono state compiute grazie a ricerche condotte in piante negli anni novanta. Verso la fine degli anni novanta, Fire e Mello, hanno cominciato a scoprire i meccanismi sottostanti questo misterioso sistema per spegnere i geni. Iniettando dell’ RNA a singolo filamento trascrivente il gene di un muscolo di un verme non hanno ottenuto alcun effetto e nemmeno quando hanno provato a iniettare dell’RNA a singolo filamento antisenso. Tuttavia quando hanno iniettato entrambi i filamenti di RNA senso e antisenso contemporaneamente, il verme ha cominciato a perdere tono muscolare. I due filamenti senso e antisenso di RNA, formavano un doppio filamento di RNA (dsRNA) che interferiva con la traduzione del gene del muscolo in proteina.
  • Subito dopo, David Baulcombe e Andrew Hamilton (Centro John Innes, Norwich, UK) hanno apportato ulteriori elucidazioni su questo meccanismo. Hanno scoperto che il dsRNA veniva spezzato in piccoli frammenti (siRNAs) responsabili del silenziamento genico. In particolare il dsRNA viene tagliato da una proteina chiamata dicer. I piccoli RNAs diventano a singolo filamento quando si legano a complessi di proteine dai quali protrudono per trovare molecole di RNA complementari. L’ mRNA complementare che sta per venir tradotto in proteina, viene riconosciuto e degradato. In questo modo il gene viene inattivato.
  • Sia in animali che in piante l’RNAi rappresenta una difesa naturale contro l’invasione da materiale genetico, sia introdotto artificialmente, come negli esperimenti citati, che in natura, attraverso l’infezione virale. Inoltre questo sistema rappresenta uno dei tre metodi per regolare il silenziamento genico durante lo sviluppo. Oltre al suo naturale ruolo, l’RNAi può avere un’ incredibile applicazione nel campo medico. Essere in grado di colpire e silenziare geni espressi erroneamente, rappresenta un’ enorme speranza per il trattamento di malattie a carattere genetico.

OPERA, ELENA, TOTEM


CERN the European Organization for Nuclear Research, is the biggest particle physics laboratory in the world

Tre buone ragioni per parlare del CERN di Ginevra (prendendo per buone le ragioni del lapsus riportate dal ministro  La Russa ieri a Ballarò)

OPERA experiment reports anomaly in flight time of neutrinos from CERN to Gran Sasso

L'esperimento OPERA ha osservato fasci di neutrini viaggiare alla velocità della luce + 20/milionesimi, dal CERN  per 730 km fino al laboratorio del CNR-INFN  sotto il  Gran Sasso.
 Nuovi risultati sono stati presentati via webcast su http://webcast.cern.ch. 
Giornalisti hanno potuto fare domande via  twitter usando il tag #nuquestions, o  via il canale del CERN press office. 
I risultati di questa collaborazione rsono disponibili sul server arxiv.org: http://arxiv.org/abs/1109.4897.
  • The OPERA result is based on the observation of over 15000 neutrino events measured at Gran Sasso, and appears to indicate that the neutrinos travel at a velocity 20 parts per million above the speed of light, nature’s cosmic speed limit. Given the potential far-reaching consequences of such a result, independent measurements are needed before the effect can either be refuted or firmly established. This is why the OPERA collaboration has decided to open the result to broader scrutiny. 
  • The OPERA measurement is at odds with well-established laws of nature, though science frequently progresses by overthrowing the established paradigms.
  •  “When an experiment finds an apparently unbelievable result and can find no artefact of the measurement to account for it, it’s normal procedure to invite broader scrutiny, and this is exactly what the OPERA collaboration is doing, it’s good scientific practice,” said CERN Research Director Sergio Bertolucci. “If this measurement is confirmed, it might change our view of physics, but we need to be sure that there are no other, more mundane, explanations. That will require independent measurements.”

TOTEM: Quando il protone diventa più grande

 
Un braccio del detector per la misurazione del diametro dei protoni
  • The TOTEM experiment at the LHC has just confirmed that, at high energy, protons behave as if they were becoming larger. In more technical terms, their total cross-section – a parameter linked to the proton-proton interaction probability – increases with energy. This phenomenon, expected from previous measurements performed at much lower energy (CERN SppS Collider and the Tevatron), has now been confirmed for the first time at the LHC’s unprecedented energy.
 ELENA: Extra-Low-Energy Antiprotons
la costruzione di ELENA è prevista nel 2013, con i contributi delle principali nazioni industriali.
  • Geneva, 28 September 2011. The kick-off meeting for ELENA, the Extra Low Energy Antiproton Ring, starts today at CERN1. Approved by CERN Council in June this year, ELENA is scheduled to deliver its first antiprotons in 2016. This week’s kick-off meeting brings together scientists from Canada, Denmark, France, Germany, Japan, Sweden, UK and USA.
  • “ELENA is a new facility aimed to deliver antiprotons at the lowest energies ever reached in order to improve the study of antimatter,” said CERN’s Stéphan Maury, Head of the ELENA project.
  • ELENA will consist of a small new decelerator ring that will be installed in same building that houses CERN’s existing Antiproton Decelerator (AD). It will slow antiprotons down to under a fiftieth of the current AD energy, bringing an improvement of a factor of 10-100 in antiproton trapping efficiency. At the AD, antiprotons have to be slowed down by passing them through a series of foils, a process that results in the loss of some 99.9% of the antiprotons extracted from the AD before they reach the experiments
  • “This is a big step forward for antimatter physics. Going to extra low energy increases the trapping efficiency for antiprotons, which will not only improve the research potential of existing experiments, but will also allow CERN to support a wider range of antimatter experiments,” said Walter Oelert, an antimatter pioneer at CERN, who has actively supported the ELENA project.
  • Ever since the Nobel Prize winning discovery of antiprotons in 1955, these particles have proved to be an important research tool. In the 1980s, they played a pivotal role in the discovery of the W and Z particles at CERN, which also led to a Nobel Prize.
  • CERN’s achievements with low-energy antiprotons include the trapping and accumulation of large numbers of antiprotons in the early 1990s, which led to very precise comparisons of protons and antiprotons. In 1995, the first antiatoms - antihydrogen - were created at CERN, opening the way to new experiments on antimatter and, more recently, the trapping of antihydrogen atoms. One experiment at the AD has also made preliminary studies of the potential for using antiprotons in cancer therapy. In the future, experiments will make detailed comparisons of hydrogen and antihydrogen atoms, and measure the influence of gravity on antiprotons.
  • Construction of ELENA is scheduled to begin in 2013, in parallel with AD running. When complete in 2016, ELENA will be able to support more experiments than the AD can today, giving CERN - a laboratory best known for the high-energy frontier of particle physics - a grandstand seat at the low-energy frontier.
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