mercoledì 6 settembre 2023

Musica e letteratura: spirito e sentimento

 Nei miei vent'anni sono stato un lettore assiduo, amante dei libri in generale, e delle biblioteche. Uno scrittore che ricorre spesso nel mio caso è Herman Hesse.  In particolare, Il giuoco delle perle di vetro, Siddharta, e Il lupo della steppa, amato sia nella versione libro, uscita nel 1927, che nella versione cinematografica, regia di F. Haines, Steppenwolf, con Max von Sydow e Dominique Sandà, del 1974.  

Tra le frasi che mi segnai allora, c'erano alcuni aforismi che ho fissato nel diario. Uno riguarda la musica, la leggerezza. Nel sogno su Goethe, Hesse scrive: "Il Flauto magico rappresenta la vita come un canto delizioso, esalta i nostri sentimenti che pur sono passeggeri come qualche cosa di divino, predica l'ottimismo e la fede". E subito dopo: "La serietà, caro mio, è una nota del tempo: nasce, te lo voglio confidare, dal sopravvalutare il tempo; ... ma nell'eternità vedi il tempo non esiste: l'eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo".

Qualche pagina più avanti, parlando del musicante Pablo, scrive: "Ma, vede, io sono un musicante, non sono erudito, e credo che nella musica aver ragione conti proprio nulla. Nella musica non si tratta di aver ragione, di aver buon gusto, e cultura.... si tratta di fare musica, signor Haller, di sonare, possibilmente bene e molto e intensamente. ... se piglio in mio saxofono e suono uno shimmy insinuante, lo shimmy potrà essere buono o cattivo, ma certo piacerà alla gente, entrerà loro nelle gambe e nel sangue. ... guardi un pò in una sala da ballo le facce dei ballerini nel momento in cui si riprende a suonare dopo un intervallo: come luccicano gli occhi, come si stendono le gambe come fiorisce il sorriso sulle labbra! Per questo si fa della musica".

Più avanti, parlando con Mozart: "E ora lei non sente soltanto un Hendel storpiato dalla radio, ma pur sempre divino, ...lei sente e vede, mio caro, anche una bellissima similitudine della vita. Quando lei ascolta la radio ascolta e vede il conflitto primordiale tra idea e fenomeno, tra tempo e eternità, fra il divino e l'umano. Proprio come la radio lancia la più bella musica del mondo per dieci minuti a casaccio negli ambienti più impensati.... e tuttavia non può sopprimere lo spirito: esattamente così la vita, la così detta realtà, manipola le stupende visioni del mondo, fa seguire a Hendel una conferenza sulla tecnica dei bilanci falsi nelle industrie, fa dei suoni affascinanti di un'orchestra una poltiglia ripugnante, insinua la sua tecnica, il suo affanno, la sua vanità e miseria fra l'idea e la realtà, fra l'orchestra e l'orecchio. ... Impari a prendere sul serio quel che merita di essere preso sul serio e a ridere del rimanente!"

Da apprendista del ballo, ho in seguito fatto corsi brevi ed audaci per ballare la polka (con Sasha, insegnante russo grazie  all'ente universitario), il tango (a pagamento), e per imitare quello che vedevo sullo schermo, in particolare un film in giapponese del 1996 di Murakami Ryu: "Kyoko, Dance with me" da un suo racconto del 1995, la storia di una ragazza giapponese che impara a ballare i balli sudamericani (tra cui rumba, Guaguancò e Colombia, una versione più aggressiva, per soli uomini, che ha dato origine al mambo)  da un ballerino cubano, che va a trovare un'ultima volta prima che muoia di HIV. Musiche del gruppo Afro Cuban All Stars, con Amor Verdadero tratto da una più antica Guajira (Rosa, si tu no me quieres, mira, yo morirè de amor). a range of Cuban styles including danzón, son montuno, guaguancó, mozambique, afro, mambo and guajira.

Chiudo il post con i versi di Dante dal secondo canto del purgatorio, sull'incontro con il musicista Casella e sull'effeto che ha su Dante l'arte, la poesia, la musica, cantata dal suo amico

Io vidi una
di lor trarresi avante
per abbracciarmi con sì grande affetto,
che mosse me a far lo somigliante.

Ohi ombre vane, fuor che ne l'aspetto!
tre volte dietro a lei le mani avvinsi,
e tante mi tornai con esse al petto.

Di maraviglia, credo, mi dipinsi;
per che l'ombra sorrise e si ritrasse,
e io, seguendo lei, oltre mi pinsi.

Soavemente disse ch'io posasse;
allor conobbi chi era, e pregai
che, per parlarmi, un poco s'arrestasse.

Rispuosemi: "Così com'io t'amai
nel mortal corpo, così t'amo sciolta:
però m'arresto; ma tu perché vai?".

"Casella mio, per tornar altra volta
là dov'io son, fo io questo viaggio",
diss'io; "ma a te com'è tanta ora tolta?".

Ed elli a me: "Nessun m'è fatto oltraggio,
se quei che leva quando e cui li piace,
più volte m'ha negato esto passaggio;

ché di giusto voler lo suo si face:
veramente da tre mesi elli ha tolto
chi ha voluto intrar, con tutta pace.

Ond'io, ch'era ora a la marina vòlto
dove l'acqua di Tevero s'insala,
benignamente fu' da lui ricolto.

A quella foce ha elli or dritta l'ala,
però che sempre quivi si ricoglie
qual verso Acheronte non si cala".

E io: "Se nuova legge non ti toglie
memoria o uso a l'amoroso canto
che mi solea quetar tutte mie doglie,

di ciò ti piaccia consolare alquanto
l'anima mia
, che, con la sua persona
venendo qui, è affannata tanto!".

'Amor che ne la mente mi ragiona'
cominciò elli allor sì dolcemente,
che la dolcezza ancor dentro mi suona.

Lo mio maestro e io e quella gente
ch'eran con lui parevan sì contenti,
come a nessun toccasse altro la mente.

Noi eravam tutti fissi e attenti
a le sue note; ....


lunedì 4 settembre 2023

Nuovi film sul Giappone

Ci sono tre film europei (di cui due francesi) in uscita nel 2024, ed ambientati in Giappone: il film con Depardieu (Il sapore della felicità), un film di Wim Wenders (Perfect Days), in anteprima in Italia nel quadro di Cannes Mon Amour e ora alla Mosra del Cinema di Venezia Sidonie au Japon (Viaggio in Giappone) di Élise Girard (1976), nelle Giornate degli Autori e prossimamente distribuito in Italia da Academy Two, a partire da gennaio.


Il film di Élise Girard  inizia dall’arrivo all’aeroporto di Osaka della scrittrice Sidonie, interpretata  con straordinaria bravura di Isabelle Huppert

Lo spaesamento della donna è totale: i coreografici addetti all’aeroporto che gesticolano (in una scena muta e decisamente esilarante), il primo contatto con la persona che è venuta ad accoglierla una volta raggiunta l’uscita. Sidonie è una scrittrice molto famosa, ma ormai in crisi da tempo, al punto che non riesce proprio più a scrivere. Ma in Giappone hanno ritradotto il suo primo romanzo e lei, venendo meno a una consuetudine ormai consolidata, decide di accogliere l’invito dell’editore, un personaggio anche lui a dir poco esemplare dell’alterità giapponese che risponde al nome di Kenzo Mizoguchi e che, in risposta alla domanda della protagonista (e dello spettatore) dice fin da subito che non è parente del regista, che quel cognome in Giappone è diffusissimo. Facciamo la conoscenza con due esistenze alla deriva, con una maggiore concentrazione su Sidonie, che, bambina, ha perso tutta la famiglia e in un non meglio precisato passato anche il marito, morti tutti allo stesso modo, ovvero in un incidente stradale, dal quale, in entrambi i casi, la protagonista miracolosamente si è salvata. La morte del marito però sembrerebbe averla schiantata in modo definitivo trasformandola in una specie di zombie. Anche se poi – anche qui in perfetta tradizione nipponica, dove i fantasmi, come dire, sono all’ordine del giorno e della notte – l’arrivo in Giappone coincide con il continuo materializzarsi del fantasma del marito (interpretato dall’attore tedesco August Diehl: nel film ci sono finanziamenti francesi, giapponesi e tedeschi, e il casting rispecchia tutto ciò), o del suo avatar incorporeo e vieppiù evanescente che non dà tregua alla povera donna. Quanto a Kenzo, anche lui è rampollo di una famiglia di scampati (nel loro caso da Hiroshima). La frequentazione fra i due – all’inizio zoppicante e a tratti addirittura sgradevole – diventa sempre più intensa, segnata com’è da un pellegrinaggio in alcuni luoghi della tradizione, cimiteri e natura con un profluvio di fiori di ciliegio, un viaggio nel Giappone più profondo, cosicché  (come in un film di Doris Dörrie intitolato Kirschblüten- Hamami [Fiori di ciliegio – Hamami] del 2008 mai arrivato in Italia, o per  Lost in Translation di Sofia Coppola) il viaggio finisce per equivalere a un percorso di elaborazione del lutto e di potenziale apertura verso il nuovo, uno sviluppo, quest’ultimo, largamente prevedibile fin dalle prime sequenze. Il film è  gradevole con alcune soluzioni formali interessanti (riprese frontali, utilizzo di stills), anche se non privo di ripetizioni e con un uso stucchevole della colonna sonora.

Just like the words "nothing" and "silence" which are inscribed onto the grave of writer Jun'ichirō Tanizaki, which is visited by the film’s protagonist, the quintessence of Girard’s work springs from its highly sophisticated minimalism. "Everything is strange, I feel changed". Staying in Japan for the first time on the occasion of the republication of her first book (L’ombre portée), Sidonie (Isabelle Huppert) - a famous French writer (who no longer writes) who’s invited to the country by her local editor Kenzo Mizoguchi (who has nothing to do with the filmmaker of the same name) - arrives drowning in endless sorrow over the accidental death of her husband many years earlier. From one hotel to another and countless journeys (by car, train and ferry), to meetings with the press and book signings, not to mention multiple touristic visits to Kyoto and the surrounds (Tōdai-ji in Nara Park with its 16-metre-high Buddha statue, Hōnen-in Temple, Naoshima Island, blooming cherry blossom trees, etc.), Sidonie and Kenzo (Tsuyoshi Ihara) slowly grow close, gradually closing the divide caused by considerable cultural differences (initially the source of some comedic if not outright slapstick scenes) and moving into the territory of intimate secrets and burgeoning feelings. But "in Japan, ghosts live everywhere, all around us" and Sidonie’s deceased husband, the mischievous Antoine (August Diehl), soon resurfaces… Playing its hand with great serenity, the film progresses over the course of six days, "like a story continually starting over", where everything is wholly recognisable (loneliness, fear of the unknown, emotions, the creative process, etc.), but where "everything works differently". We might say the same about Élise Girard’s brand of cinema, which might sometimes feel like déjà vu, but which actually work in a trompe-l’œil style. It’s a subtle and rare approach which boasts an undeniable charm, reinforced by a keen eye for beautiful settings (with the brilliant Céline Bozon heading up photography) and an understated play on clichés (sublime touristic décor, the various stages of burgeoning love with the climax of a surprising carnal love scene illustrated with photographs), but which also sees the director drilling down, without frills, into the simple and profound subjects of life, death, grief and rebirth. (Cineuropa website)

Questo è il quinto film di Élise Girard nell’arco di vent’anni, si tratta del terzo film di finzione, di cui i primi due erano documentari cinematografici di ambientazione parigina (il primo su una casa di produzione per la quale lavorava e l’altro su un cinema del Quartiere Latino). Anche il primo dei tre film di finzione di Girard aveva a che fare con il Giappone intitolandosi Belleville, Tokyo del 2011. (dal sito Close up sul cinema).

Infine, tra  i film alla mostra del cinema di Venezia c'è Aku wa sonzai shinai, Evil does not exist, di Ryosuke Hamaguchi. Non in concorso, tra i maestri del cinema,  Hokage, Shadow of fire, di Shinya Tsukamoto, Kanata no uta, Following the sound, the Kyoshi Sugita, tra i restauri c'è Ohikkoshi, Moving, di Shinji Shomai, e Chichi ariki, There was a father, di Yasuhiro Ozu. Infine, c'è il film su Ryuichi Sakamoto - Opus, di Neo Sora.

E per non fermarci a questa edizione della mostra, dal regista Masaaki Yuasa, il film di animazione Inu-oh, qui un trailer

Dal romanzo di Hideo Furukawa, "The Tale of the Heike: the Inu-oh Chapters", che offre un'interpretazione audace della figura di Inu-oh, enigmatico performer teatrale realmente esistito a cavallo tra il XIV e il XV secolo. Yuasa è il regista di "Mind Game", "Ride Your Wave" e "Devilman Crybaby": Inu-oh è uno spettacolare lungometraggio animè, con una spettacolare colonna sonora. In concorso nella sezione Orizzonti alla 78° Mostra del Cinema di Venezia (2021) e candidato al Golden Globe come Migliore Film d’Animazione 2022, un’opera rock che arriva nelle sale dal 12 ottobre al cinema con Hikari e Double Line

E' uscito a Gennaio in Italia, anche in lingua originale, Perfect days, di Wim Wenders (clip: La canzone in giapponese The house of rising sun) con l'attore Koji Yakusho, nel ruolo di Hirayama, che ha alle spalle un passato misterioso, fatto di privilegi e lussi poi abbandonati, ma lui ha imparato a vivere qui e ora, come un monaco zen, ed è felice del posto che occupa nel mondo, certo di contribuire con la sua serena disciplina al bene comune. Musiche di Nina Simone, Patty Smith, Lou Reed, Rolling Stones...


Mysterious and deeply moving, MONSTER is a timely tale of family, false impressions, and, ultimately, hope. A breathtaking piece of cinema from master director Hirokazu Kore-eda (Broker, Shoplifters). Musiche di Ryuichi Sakamoto, in uscita a marzo 2024



Da segnalare e ricordarci di vederlo,
Il ragazzo e l'airone, l'ultimo film di animazione di Hayao Miyazaki, Ghibli studios, ispiratosi al romanzo E voi come vivrete? di Kenzaburo Yoshino del 1932. In uscita nel mondo a dicembre, in Italia agli inizi di gennaio 2024. Descrizione del lavoro e trailer li trovate a questo link 



mercoledì 23 agosto 2023

Agosto salentino

 Il mese di agosto ci ha portato tanti momenti di convivialità, come il prendere il caffè insieme al bar "Da Rocco" dopo il bagno a mare, caffè dal gusto persistente e intenso, alle belle sorprese inaspettate, come l'incontro con il martin pescatore, dai colori sgargianti, che davanti a noi in acqua, si è esibito tre volte nella pesca di piccoli pesci, e nella seguente sbatacchiatura per ingoiarli, vista che si è protratta per dieci minuti, con cambi di roccia per farsi ammirare anche da vicino.... e di dotte discussioni, sul dialetto, sui cibi, sulle abitudini di ieri e di oggi, e sulle persone e su quello che c'è stato e non esiste più. Tra noi, le esperienze fatte sono le più varie, chi è riuscito ad andare al Taranto, al museo archeologio MArTa, ad ammirare le statue di Orfeo e delle sirene, e ne ha condiviso le belle foto. Ma anche, utili scambi di articoli di giornale, come la pagina della cultura di La Repubblica del 9 agosto, Come è dolce il barocco del Salento,  a cura di Marino Niola, sulla città, le sue bellezze, i cibi, le erbe selvatiche, le preparazioni tipiche: tra queste la pasta di mandorle, lavorata per Natale sotto forma di pesce, o di pasticcini, e per Pasqua in forma di agnello ,con la capiddhuzza, la campanella al collo, ed il ripieno di faldacchiera, una lavorazione di tuorli d'uovo, pan di spagna e marmellata di arance o amarena, condita con Strega o altro liquore. Questo mi porta a ricordare la frutta dei mei primi anni in famiglia, quando mio suocero portava a casa tutto l'anno frutta di qualità straordinaria, dalle albicocche a maggio-giugno, alle passule violacee, un tipo di prugna-susina dai colori giallo-viola con un gusto acidulo e succoso, ad agosto, alle pere paesane, con cui facevamo una ottima perata, per farcire dolci e ciambelle, alle cassette di uva rosa, tra le primizie di uva da tavola, ai fichi verdi ed a quelli violacei quasi neri, che ancora continuiamo a raccogliere.

 
Le nostre dissertazioni hanno riguardato tutti gli aspetti della vita quotidiana, dei tempi passati, in particolare del dialetto che pian piano si è perso, ma ogni tanto riemerge in sentenze curiose, con tanti termini in disuso. Tra i nomi dei cibi e dei piatti, di cui l'articolo di Repubblica faceva sfoggio, non ho trovato quello che una volta si diceva fosse la pastina di elezione con cui mangiare il sugo del baccalà, lo stocco in umido, e mi è stato fatto notare che in italiano si usano cucinare i semi di rosmarino, una pastina lunga e sottile, più minuta degli gnocculi, che si mangiano conditi solo con olio. Facendo mente locale, mi è tornato in mente il nome salentino, spicanarda, che credevo riferito alla forma della pastina. Invece, mi è stato fatto notare che spicanarda è un nome dialettale per rosmarino, condiviso anche con l'Abbruzzo. Quindi, tutto torna, la logica c'è, non si tratta di dare un nome che sembra estraneo, che invece in dialetto ha la sua ragione di esistere. In aggiunta, la puntata di domenica 20 agosto di linea verde sentieri, delle 12,20 è stata dedicata alla Puglia, belle le riprese nella forresta di Mercadante (Cassano delle Murge), con l'intervista a Vito Dicecca del cheese bar ed alla compagna Roberta De Lia, con i loro formaggi erborinati maturati nel vino primitivo i Manduria e amarene candite. In chiusura di trasmissione, Serena D'Amato ed il gruppo di suonatori e danzatori di pizzica. 
Infine, sostando in riva al mare, tra le rocce abbiamo raccolto i  critimi, il finocchio di mare, che si conserva sbollentato e poi sott'olio, per condire un piatto cucinato od un panino. Agosto volge al termine, ed anche nelle giornate più umide e nella foschia dei mattini vaporosi si avverte il cambio di stagione, l'andare verso le prime bellette di settembre.

domenica 23 luglio 2023

Racconto breve

 A luglio abbiamo discusso via webinar con Alberto Pian la differenza tra raccontare e comunicare. La narrazione presuppone ci sia della poesia, arte, un conflitto, e qualcosa che ci ha riguardato direttamente: dovrebbe avere un prologo, una suspense e si dovrebbe percepire un contenuto affettivo. I sentimenti non dovrebbero essere dichiarati esplicitamente, ma si dovrebbero “capire” da quello che avviene.

Siamo partiti dal film di Godard "Au bout de souffle", Fino all'ultimo respiro.

Michel e Patricia passeggiano per Parigi. Michel è un piccolo ma affascinante delinquente che ha ucciso un poliziotto e che corteggia la giovane studentessa americana mentre la polizia lo cerca e la sua foto appare sui giornali.” 

"Le ha detto che il denaro era rubato ma che lui l’amava davvero. E la cosa formidabile è che la ragazza non l’ha lasciato e gli ha detto che anche lei lo amava." (Jean-Luc Godard)

A questo punto un militare di passaggio chiede a Michel da accendere. Michel dà qualche franco al soldato: “Tieni questi e vatti a comperare da accendere.”

* * *

Perchè questa scena è così importante da giustificare addirittura la convocazione di un webinar in due puntate sul principale principio, quello fondante, dello storytelling?

La richiesta per partecipare alla seconda parte è quella di scrivere un pezzo su "Divieto di Acccesso, ed il Truck di Smith". Ecco il mio contributo:

È cominciata così. Io non avevo detto niente. È Smith che mi ha fatto parlare, che mi ha salutato con un "Ehi, are you OK?. Tra stranieri in Giappone si fa comunella. Ci incontriamo ad Asakusa, sulla via del Kaminarimon. Era mattina, a colazione, ora che può variare tanto, tra chi si alza presto o chi ha tirato a fare mattina.
"Questa strada", attacca lui, "come tutta Tokyo, a luglio va bene per cuocere le uova! Andiamo al fresco". Entriamo in un caffè.
Gli chiedo, per banale cortesia, come va il suo lavoro, mi dice che fa il camionista, gli chiedo se è sposato. D’improvviso attacca, con l’aria di quello che si deve sfogare. Al di là del tavolo, le labbra tremano al ritmo delle sue emozioni.
Temendo che la cosa vada per le lunghe, cerco lo sguardo del cameriere per ordinare del caffè. Il cameriere mi ha visto, gli faccio segno con le dita: due, indicando le tazze di caffè sul tavolo vicino, e un piatto di omu-rice, l'omelette con riso e ketchup.
Annuisce che sì, sua moglie Qumiko scrive software per videogiochi per la KETCHAPP, ma anche storie manga. Sulla vita delle giovani giapponesi, una sorta di diario.
E il suo truck è supersonico, prende tutte le scorciatoie possibili, ed anche quelle impossibili. "Già, i divieti mi fanno un baffo! Un divieto di accesso mi sfida a farlo lo stesso! Tu non hai mai infranto un divieto? non sei mai scappato da una pizzeria senza pagare? o incamerato di nascosto una confezione di formaggio al super? C'è chi per sbaglio prende una superstrada nel senso opposto, e allora son cazzi, o si fermano gli altri o volano le penne! Mi dicono, tra il dolore ed il nulla cosa scegli? ma che razza di scelta, tra il nulla ed il nulla; dovrebbe essere tra tutto e nulla, io sceglierei "tutto"! C'è chi si arricchisce vendendo morte, armi o droghe, e poi non sa cosa farsene dei soldi. Cosa c'è scritto sopra, Banca d'Italia? Cesare, c'è scritto, io li prendo per i miei lavoretti sporchi, tanto ritornano a Cesare! Perché ci sono troppe cose che mi piacciono, e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino al giorno dopo. Non ho niente da offrire tranne il mio caos, il mio odore, i miei polmoni, fra i denti e le narici la salsedine, e la libertà!"
Intanto il cameriere ha portato i due caffè espresso.
Se tutta la mia vita non fosse così evanescente, così priva di carne e sangue... porte scorrevoli, forse avrei continuato con la fabbrica, invece di fare biologia. Un pò lo invidio.
Lui sorride e comincia a sorseggiare il caffè.
Gli dico che la sua donna è elegante, che lo ama, ma che potrebbe non vederlo tornare una di queste sere.
Mi accendo una sigaretta e lo guardo pensare. Ha cambiato espressione.
La tristezza del mondo assale gli esseri come può, ma ad assalirli sembra che ci riesca quasi sempre.
Non mi dà neanche il tempo di finire il caffè. Si alza, chiama il cameriere, paga in fretta il conto e se ne va con un rapido saluto. Ha adesso una faccia indubbiamente avventurosa, una faccia dagli angoli ben marcati e perfino una di quelle teste da rivoltoso che entrano troppo nel vivo dell'esistenza invece di scivolarci sopra.
Chiamo anche io il cameriere, ma questa volta ordino un calvados.

Postilla:
l'evento che ha ispirato la storia di Smith il camionista è accaduta alla fine degli anni '90: durante i lavori della costruzione della nuova linea ferroviaria, Tsukuba-Tokyo, oggi collegate dallo Tsukuba Express, che arriva ad Asakusa, i giornali pubblicarono che lo scavo della stazione era stato riempito con materiali di discarica in una sola notte, una azione certamente irrispettosa delle autorità e dei divieti di accesso.

Da uno spunto di Marco Fulvio Baruzzi, ispirato a Celine ed il suo Voyage au bout de la nuit, ed al Kerouac di On the road.

Ecco il commento sulla scena del militare di passaggio che chiede a Michel da accendere. Michel dà qualche franco al soldato: “Tieni questi e vatti a comperare da accendere.”



Poesia e linguaggio poetico: prendiamo il caso di Thomas Wolfe Oh lost, storia della vita perduta: 
Perduto spirito, pianto dal vento, torna ancora!

Libro immenso,scritto in uno stile rapsodico, in un impeto di cieca furia. Oh Lost prende a calci ogni regola e si impone con prepotenza in un panorama di romanzetti tutti uguali. Anche Moby Dick in certe pagine può annoiare, eppure, arrivati alla fine, quando gli sforzi verranno ricompensati con delle emozioni rare e potenti, non psi puà fare altro che lanciare grida di benedizioni a quest'opera e al suo autore. Un sasso, una foglia, una porta nascosta... La lingua di Wolfe è vulcanica, debordante, profondamente americana ma non dimentica delle radici europee, cerca le parole che "non rappresentino la vita, ma siano la vita", così come i suoi personaggi, tremendamente vivi, ferocemente umani. 

Narrazione: Raccontare non è comunicare (che si spegne subito nel non-linguaggio), è dare nuova vitalità tramite il messaggio poetico, metalinguaggio, le metafore, altri segni
Ecco alcuni consigli per strutturare un racconto, per conivolgere il lettore 


giovedì 29 giugno 2023

Eccellenze della ricerca italiana: Carlo Croce, George Calin, Manuela Ferracin

 Oggi mi sono collegato ad un webinar interessante, (per problemi di virus, hanno doovuto interrompere) organizzato dal Journal of Translational Genetics and Genomics: MicroRNAs and Long Non-coding RNAs in Genetic Diseases

webinar tenuto da due eccellenze della ricerca prestati agli USA, Carlo Croce, del Dipartimento di biologia dei tumori dell'Ohio State University, Columbus, e da George A. Calin, di origini rumene, che ha studiato presso l'univeristà di Ferrara per il dottorato, ed oggi lavora al Department of Translational Molecular Pathology, Division of Pathology/Lab Medicine, The University of Texas MD Anderson Cancer Center, Houston. Interverrà anche l'italianissima Manuela Ferracin, del gruppo di Massimo Negrini, e professoressa all'università di Bologna. 


E' rimarchevole l'ottima qualità delle loro pubblicazioni, e il ranking, ossia l'indice H che hanno raggiunto

Prof. George Calin is  Professor of Department of Translational Molecular Pathology, Division of Pathology/Lab Medicine, The University of Texas MD Anderson Cancer Center; Co-Director, The RNA Interference and non-codingRNA Center, The University of Texas MD Anderson Cancer Center; Co-Director, MD/PhD Program, The University of Texas, Graduate School of Biomedical Sciences. Prof. Calin was the first to discover the link between human cancers and microRNAs, a finding considered as a milestone in microRNA research history. He has now developed starting from July 2007 an independent research group at the M.D. Anderson Cancer Center in Houston and produced a new advance by linking new classes of non-coding RNAs to cancer. He is presently a Professor in Department of Translational Molecular Pathology at MDACC and studies the roles of microRNAs and other non-coding RNAs in cancer initiation and progression and in immune disorders, as well as the mechanisms of cancer predisposition linked to ncRNAs. Furthermore, he explores the roles of body fluids miRNAs as potential hormones and biomarkers, as well as new RNA therapeutic options for cancer patients. He has published over 600 scientific articles in prestigious journals, has been cited over 139,000 times (Google Scholar) and has received numerous awards and honors for his groundbreaking work in cancer research. He is the Highly Cited Researcher in the field of Clinical Medicine, ASCI Membership, American Society for Clinical Investigation, etc.

Prof. Croce is the John W. Wolfe Chair in Human Cancer Genetics, The Ohio State University; Member of The National Academy of Sciences, the National Academy of Medicine, the Institute of Medicine of the National Academies, and the National Academy of Inventors; Fellow of the American Academy of Arts and Sciences, and the American Association for the Advancement of Science.

Prof. Croce is an Italian-American molecular geneticist and professor of medicine at Ohio State University. Renowned for his investigations of cancer pathogenesis, Prof. Croce has provided valuable insights into the underlying, genetic basis of cancer onset. His research has established genetic links to a variety of cancers including Burkitt's lymphoma, T-Cell lymphoma, and acute leukemia. He is a pioneer in the unraveling of the molecular basis of a number of lymphoma and leukemia cancers. In addition to his studies involving genes such as ALL1 and TCL1, Prof. Croce was the first investigator to discover and sequence BCL2. He later defined a role for this protein in various lymphomas such as follicular lymphoma. More recently, Prof. Croce's work has centered on understanding the role of micro RNAs in cancer pathogenesis. His research has proved that particular micro RNAs have the potential to exhibit either oncogenic or tumor suppressive properties. He has published over 1000 research papers and has been cited over 270,000 times (Google Scholar), making him one of the most highly cited researchers in the world.
Prof. Croce has received numerous awards and honors for his contributions to cancer research, including Charles S. Mott Prize from the General Motors Cancer Research Foundation (1993), the Scientific Excellence in Medicine Award from the American-Italian Cancer Foundation (1997), the Honor of Merit of Italian Republic (2000), the Henry M. Stratton Medal by the American Society of Hematology (2007), the Outstanding Investigator Award from the National Cancer Institute (2015); the Margaret Foti Award (2017), etc.

Dr. Ferracin is the Associate Professor, Department of Medical and Surgical Sciences, University of Bologna, Bologna, Italy.
Dr. Ferracin has a strong background in molecular oncology, with a specific expertise in the identification of diagnostic or prognostic gene signatures. As a PhD student in Prof. Negrini's lab, she collaborated with Prof. George Calin and Prof. Carlo Croce, when they published the first papers showing an association between microRNAs and cancer. They developed the first microarray for microRNA expression analysis. She applied this novel technology to the discovery of microRNAs and non-coding RNAs involved in leukemia, breast cancer and other solid tumors (PNAS, 2004; NEJM, 2005; CancerCell, 2007). In 2012, she obtained the prestigious "My First AIRC Grant" to study circulating microRNAs in biological fluids of cancer patients. She identified cancer-specific signatures of cell-free microRNAs for cancer diagnosis. Following her recruitment as Professor at the University of Bologna in 2016, she established her independent research group and obtained a grant as PI from Bologna University (Almaidea), to study methylation alteration in stage II colorectal cancer (CancerLett, 2018). She is currently working on the identification of melanoma prognostic biomarkers and the development of patient-derived cancer models.

Ai tempi d'oro della ricerca sui microRNAs, gli studi di espressione mediante DNA arrays si facevano fare negli USA, presso il laboratorio pionieristico, tramite questi contatti e conoscenze. Anche il mio amico Massimo Mallardo, titolare di un progetto per giovani ricercatori del VI programma quadro EU, aveva svolto uno studio su miR-7a, e sul differenziamento di linee leucemiche mediante ATRA, acido retinoico. Nel 2003 avevamo iniziato il progetto STREP della EU dal titolo RIBOREG "Novel roles od non-coding RNAs in development and disease", in questa occasione abbiamo unito le forze con Massimo Mallardo, per portare insieme i nostri risultati al meeting di conclusio del progetto e  insieme Trans-project meeting sugli RNA della Commissione Europea, nel 2007, a Carry Le Rouet. Una review fu sottomessa al giornale dell'ospedale Regina Elena, Journal of Experimental Clinical Cancer Research, valutato dal gruppo americano di editors, che però vide la luce solo nel 2008 quando il giornale entrò nella lista di riviste con impact factor di Scopus. 

Mallardo M, Poltronieri P, D'Urso OF. Non-protein coding RNA biomarkers and differential expression in cancers: a review. J Exp Clin Cancer Res. 2008 Jul 16;27(1):19.

Il lavoro sulle linee leucemiche differenziate con Acido Retinoico uscì nel 2010, con la partecipazione di Manuela Ferracin.

Rossi A, D'Urso OF, Gatto G, Poltronieri P, Ferracin M, Remondelli P, Negrini M, Caporaso MG, Bonatti S, Mallardo M. Non-coding RNAs change their expression profile after Retinoid induced differentiation of the promyelocytic cell line NB4. BMC Res Notes. 2010 Jan 27;3:24.

Con George Calin abbiamo pubblicato due grosse review, di cui sono l'autore principale nel senso di colui che la ha scritte, 

Farooqi AA, Fuentes-Mattei E, Fayyaz S, Raj P, Goblirsch M, Poltronieri P, Calin GA. Interplay between epigenetic abnormalities and deregulated expression of microRNAs in cancer. Semin Cancer Biol. 2019 Oct;58:47-55.

Farooqi AA, Fayyaz S, Poltronieri P, Calin G, Mallardo M. Epigenetic deregulation in cancer: Enzyme players and non-coding RNAs. Semin Cancer Biol. 2022 Aug;83:197-207

Già nel 2015 ci eravamo sentiti per uno special issue sul giornale Current Genomics, di cui ero guest editor, e inviarono contributi sia Sonia Melo, del gruppo di George Calin

EDITORIAL Implication of Non-coding RNAs in Cancer Biology and Cellular Physiology. Palmiro Poltronieri. Curr Genomics. 2015 Oct; 16(5): 294. 

Silva M, Melo SA. Non-coding RNAs in Exosomes: New Players in Cancer Biology. Curr Genomics. 2015 Oct;16(5):295-303

sia Maria Ciccone, George Adrian Calin MicroRNAs in Myeloid Hematological Malignancies. Curr Genomics. 2015 Oct; 16(5): 336–348. 

nel 2016 ancora guest editor, per MicroRNAs, ho reclutato di loro per raccolgiere alla fine sei contributi

"This special issue intends to bring an update on microRNA topics, presenting six contributions. Massimo Mallardo discusses the role of miR-25 and its targeted genes in development of human cancer. Maria Ciccone and George Calin review the findings on microRNAs in chronic lympocytic leukemia. Charles Lawrie reviews the links between deregulated expression of microRNAs and B-cell lymphomas. Binlian Sun contributes with a review on the role of microRNAs in HIV-1 replication and latency. Xiao-Min Leng reviews several cases of miRNA-dependent activation of mRNA translation. Finally, Marek Sanak introduces new data on miR-29c-3p as a biomarker of abdominal aortic aneurysm, in patients undergoing elective surgery". MicroRNA, 2016, Vol. 5, No. 2

sabato 24 giugno 2023

nissan sunny

 Parlavo al telefono con mio cognato, del mio soggiorno in Giappone per il contratto biennale, quando gli ho detto: sareste potuti venire a trovarmi, nel 1997, oltre alla camera pronta col lettone, avevo anche un'auto, per portarvi come turisti in giro!" Al che lui mi fa: ah, avevi un'auto, non lo sapevo!" 

Da qui ho preso lo spunto per documentare sui miei spostamenti e sul piacere di avere un mezzo di trasporto così versatile a disposizione. Era una bella Nissan, modello Sunny, di 10 anni, quindi aveva passato la revisione e la successiva si sarebbe fatta in due anni, giusto il tempo del mio soggiorno. Come intermediario, è intervenuto il professor Hidaka, che mi ha presentato un suo sottoposto che cercava un acquirente. Ovviamente, dove avevo trovato casa il parcheggio era gratuito, ero in piena campagna, ma i primi tempi ancora alloggiando al residence per professori stranieri a Matsushiro, ho pagato un extra per il parcheggio. E lo spazio era numerato, non potevo cambiare area  di sosta.



Il piacere la mattina, andando al lavoro, di ascoltare l'autoradio su una stazione che trasmetteva in inglese, canzoni internazionali, una volta hanno dato Jovanotti, L'ombelico del mondo, e Penso positivo. Una targhetta identificattiva con i mei dati per parcheggiare nel parcheggio dell'università, che è risultata utile quando a Tokyo, in città, ho sostato di notte vicino al cimitero di Aoyama per fare un sonnellino prima dell'alba, i controllori hanno letto la targhetta e non mi hanno fatto andar via.
Il periodo più intenso lo abbiamo vissuto d'estate, ogni anno Marcella è venuta in visita, con visto per 3 mesi, e oltre a girare per Tsukuba che entra tutta in un fazzoletto (centro commerciale e poco più) siamo stati a Nikko, a Sendai, a Matsushima (l'area dell'onda di tsunami nel 2011) e sul monte Zao, a vedere il laghetto vulcanico dai vari volori, verde e blu, ed a prendere un pò di fresco per alleviare il caldo estivo.
Con l'auto abbiamo organizzato la gita al mare, prima ad Hitachi a casa dei genitori di Megumi, a rinfrescarci con una fetta di anguria, e poi alle spiagge di Kita-ibaraki, fino alle 3 del pomeriggio.  Tutti e cinque poi a mangiare un boccone, e  rientrare a Tsukuba superando le ore di coda sull'autostrada.
Ancora, all'arrivo di Marcella all'aeroporto di Narita, invece di rientrare su Tsukuba, ho preso la direzione per Toyko, passando da Kawasaki, si arriva da sud superando il rainbow bridge, con una vista esaltante. Grande soddisfazione poi a centrare le uscite in città, percorrere lo Shuuto (=shoot) expressway, che taglia il centro velocemente ma con grande traffico, soprattuto riuscire a trovare poi l'ingresso ed il casello dell'autostrada per Tsukuba dal centro città, per fortuna ho memoria visiva ed anche grande fortuna. 
Altre gite verso il mare di Hitachi, sono state compiute con le colleghe dell'ufficio (Noriko, Binlian) e di ospedale, partecipando ad una pesca collettiva allo sgombro conla rete a strascico da riva...

 Noriko Arashi-san, oggi Heese, moglie di Jon

Il mio compagno di avventure e uscite serali è stato Lello Addeo, prestato dall'università di Napoli al National Cancer Center Institute East, a Kashiwa,  e alloggiato nelle camere guest house sopra l'istituto a fianco dell'ospedale. Molte delle colleghe con cui abbiamo organizzato cene improvvisate, spaghettate al sugo di polpo, erano infermiere, specie per la vista dei fiori dei ciliegi, si festeggiava tutti insieme all'aperto sotto gli alberi; in altre occasioni erano le segretarie del direttore.
Quanche volta le abbiamo accompagnate in stazione, di ritorno a casa, mentre noi andavamo in giro per Kashiwa ed i suoi ristoranti, spesso in pizzeria. Un mese prima di terminare il suo soggiorno, Lello si è trovato una ragazza fissa, Rika, per cui ci siamo visti molto di meno, una sera sono venuti a trovarmi a Tsukuba, in un'altra occasione ci siamo visti a Toyko per un caffè con pasticceria, e dopo ho saputo l'evoluzione della storia a cose fatte. Rika è venuta in Italia a trovarlo, non si sono trovati in sintonia, e mi ha raccontato la  sua delusione ma anche voglia di superarla ed andare avanti.
L'auto mi è stata compagna per le mie uscite in solitaria, una vlta alla settimana Jon Heese organizzava una reunion tra stranieri e amici degli stranieri, in cui si veniva a contatto con una umanità varia con visioni di larghe vedute, anche idee di business, incluso un gruppo teatrale che mise in scena un lavoro di Woody Allen, Deus ex machina. 
Tra le conoscenze fatte tramite i professori, ci sono Miho e Teruyo, due infermiere, con cui abbiamo organizzato una serata a casa mia, con l'auto ci siamo spostati dalla stazione dei bus a casa e le ho riaccompagnate in centro. 

Con Miho ci siamo rivisti diverse volte, al rientro dal Canada le ho portato un aquilone dei nostri, in materiale leggero, e un pomeriggio ci siamo incontrati per farlo volare. Si è data parecchio da fare per farmi incontrare delle colleghe di lavoro, dell'ospedale, vedendomi così solitario, ed anche in queste occasioni l'auto è stata molto utile. Il monte Tsukuba ed il suo parco di alberi di prugno, in fiore a marzo, con la vista sul panorama, da qui a volte si vede anche il monte Fuji.
Verso il termine del mio contratto, siamo usciti a pranzo, ed alla fine mi ha scritto anche una lettera di commiato. Suo desiderio era di trovare un fidanzato dalle parti di New York, e di andare a vivere in una metropoli.
L'auto è servita soprattutto per gli spostamenti da Tsukuba ad Arakawaoki, da cui prendevo la metro per Toyko e ritorno, lasciando l'auto nel parcheggio del supermercato. Ma alla fine, il mio mezzo di trasporto di elezione è stata la mia bicicletta, senza la quale non avrei corso il rischio di travolgere il mio fagiano blu, l'uccello di monte, kiji, che, sin dal primo momento, incontrandolo sotto un'auto al parcheggio dell'università, nel 1993, mi ha fatto accettare questo posto, con un'aura quasi magica.

Siccome molti di questi racconti sono così datati, volevo aggiungere un pensiero contemporaneo.
Questo è il mio impianto fotovoltaico di ottobre 2022, con vista aerea sul mio terrazzo, si vede la tettoia del pozzo di luce, e le mie piante in vaso, in questa stagione è una soddisfazione vedere crescere i frutti del lavoro, oltre ai fiori, i pomodori, i peperoni, i cetrioli "invasati" (assatanati in vaso....)


Con l'impianto, di giorno l'aria condizionata non consuma nulla, se attacco la lavatrice tra le nove e le sedici, consumo solo l'energia che produco: da ottobre ad oggi ho contribuito a ridurre le emissioni di CO2 per 1323 kilogrammi, equivante a 40 alberi piantati.
L'impianto mi ha aiutato a dimezzare la bolletta della luce, specie durante il picco di aumenti tra fine estate e questo autunno. E funziona abbastanza bene anche nelle giornate non di sole, coperte dalle nubi. 




martedì 20 giugno 2023

Mosca 2005

 Ho recuperato le foto fatte con la pellicola del viaggio di lavoro a Mosca, nel 2005, con regolare visto dell'ambasciata, su un progetto NATO-Russia sugli inibitori di enzimi in patata ed in Solanaceae.

Il collega Angelo responsabile del progetto si è accollato di fare una presentazione ai colleghi russi, nelle persone di Tatiana Valueva, Russian Academy of Science, e Alexander Shevelev, Vavilov Institute of General Genetics.

Era il periodo della finale della Champions league, il Milan stava vincendo, io sono andato a dormire e fu sconfitto per 3 a 1. Per mio espresso desiderio, siamo andati a visitare un monastero nelle vicinanze del centro, e nei giorni seguenti abbiamo preso la metropolitana, che risale agli anni '30, tra stile liberty e modernismo degli anni '30, con visita al Cremlino ed alla piazza Rossa. Eravamo alloggiati vicino al Gorky Park, e molte reclute della marina e del corpo di guardie di confine festeggiavano una ricorrenza. 














Cattedrale dell'Annunciazione, Uspenskij Sobor



Cattedrale dell'Arcangelo Michele, Archangelskij Sobor





con le colleghe del laboratorio, davanti all'università, dedicata al fondatore Dr. Lomonosov, e abbiamo visitato il giardino botanico, ricco in piante di lillà fiorite.

Molto particolare il modo di viaggiare per la città, in stile autostop, si fa segno con la mano, chi si ferma chiede un contributo per la benzina, come nel car sharing. Molto curiosa la pausa pranzo in un fast food, con consumazione di un panino accompagnao dal kvas, la bevanda fermentata non-alcoolica, tipo gazzosa. Per il ritorno, me ne regalarono due bottiglie, alla frutta. L'ultimo saluto prima di arrivare in aeroporo, a casa della Dr.ssa Valueva, ci siamo tolti le scarpe e scambiati gli auguri per la conclusione del progetto.



Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001