mercoledì 4 luglio 2012

settimana della cultura a Veglie e sagre salentine

A luglio sono numerose le occasioni di incontro e svago, approfittando delle numerose sagre e della cucina tipica salentina, ma  oltre a queste serate scontate ci sono alcune iniziative culturali meritevoli di attenzione.
Il convento dei francescani a Veglie, zona cimitero, include la cripta della Favana affrescata, ed una sede ben restaurata con spazi ricavati nella cappella e un chiostro accogliente (ricordo nel 2011 la serata della musica ed il cinema con il maestro trombettista Salza, dell'orchestra di Ennio Moricone). 
Ecco le serate "clou" di luglio:



JAZZ in VEGLIE 2012”   "Jazz Ciak Gulp”
7 luglio 
ore 20.30
- MAURO TRE TRIO
- MARCO BARDOSCIA " THE DREAMER" 4TET Guest H.E.M.



8 Luglio
ore 20.30
- SALVATORE CASALUCE -Salento-Cinema Ensemble- Immagini Musicali
- ANDREA FAVATANO 4 TET con Fabrizio Scarafile


12 Luglio RAPPRESENTAZIONE TEATRALE
ore 20.30
La scuola di teatro Proloco Veglie in collaborazione con la compagnia teatrale Calandra presentano:
“Novecento” di A. Baricco


13 Luglio  INTERVISTA DOPPIA
ore 20.30
Dialogando con Sergio Blasi e Alfredo Mantovano

14 Luglio  RAPPRESENTAZIONE TEATRALE
ore 20.30
La compagnia teatrale Calandra presenta:
“Il mistero dell’assassino misterioso” di Lillo e Greg

15 Luglio RICORDANDO FALCONE E BORSELLINO
ore 20.30
Témenos Recinti Teatrali presenta:
"Noi e loro" dialogo minimo tra Falcone e Borsellino

  • Mentre per la terza domenica di luglio è attesa la Festa della Madonna del Pane a Novoli, in cui si celebra un miracolo del 1600 confezionando panini benedetti distribuiti alla vigilia,   da sabato 14 a lunedì 16 luglio, nel comune di Novoli avrà luogo, nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna del Pane, l’evento “Il Forno in Piazza”. Una ricca manifestazione che ha in programma un convegno/tavola rotonda sul grano “Senatore Cappelli”, delle prove dimostrative della produzione dal vivo dell’intero ciclo di trasformazione del grano e della produzione del pane e dell’olio, con l’installazione in piazza di un molino e di un frantoio mobile, l’esposizione e degustazione sia di prodotti da forno (pane, pizza, puccia…) preparati al momento che di altri prodotti tipici a km zero.
  • Nel resto della provincia di Lecce le serate a tema culinario si sovrappongono a ritmo incalzante.Si parte da “lu ranu” (il grano) e l’insalata Grika, due elementi chiave della dieta mediterranea italiana che saranno protagonisti in questo fine settimana (6, 7 e 8 luglio) rispettivamente a Merine e a Martignano (nel Salento), 
  • Nel primo caso, la piccola frazione di Merine ospiterà la 20esima edizione di una splendida kermesse che offrirà ai visitatori la possibilità di degustare e apprezzare alcuni dei piatti più antichi e tradizionali di questa terra, tra cui la pasta casereccia fatta in casa, lu “ranu stumpatu”, (si pesta il grano, lasciato in ammollo nell'acqua, con una macina di pietra, e si fa un impasto con formaggio, uovo, ecc... e si inforna nel forno a legna);  le “fave nette e cecore reste”, le “frise ncapunate”.   
  •  i riflettori a Martignano sono puntati sugli elementi basi che concorrono alla famosa insalata grika, ossia i pomodori da insalata, le “minunceddhe” (cetrioli locali, il carosello), i peperoni, le cipolle bianche, il peperoncino piccante, la rucola selvatica, le olive nere alla “capasa”, i capperi, l’origano ed il cacio ricotta, il tutto condito con olio  e.v.o.
  •  In questo fine settimana avrà luogo sabato 7 luglio nella cornice del Castello Aragonese di Castro il convegno “Tesori del Mediterraneo” incentrato sull’incontro a tavola tra il grano “Senatore Cappelli” e le olive autoctone del Salento “Cellina di Nardò” e “Ogliarola salentina”. Relatore ospite dell’incontro è Giorgio Mori, capo panel ed esperto della tecnologia in olivicoltura. 
  • Infine, dal 19 al 21 luglio la città bella di Gallipoli ospiterà la 3° edizione di “Strade Golose” , gustosissima vetrina del buon cibo, del bere bene e delle produzioni locali enogastronomiche ed agroalimentari locali.  Questa edizione 2012 è arricchita inoltre dai laboratori di cucina sotto le stelle e concorsi culinari, da seminari tematici e tavole rotonde con esperti e giornalisti di settore, da educational tour e navigazioni marine golose, il tutto per scoprire il territorio, il mare e tutte le sue infinite bellezze.  
  • Alcuni riferimenti utili:
  • Sagra te lu Ranu: www.sagrateluranu.eu
  • Sagra dell’Insalata Grika: www.facebook.com/events/315895335166450
  • Tesori del Mediterraneo: centrostudiagronomi.blogspot.it/2012/07/tavola-rotonda-di-castro-sabato-7.html
  • Il Forno in Piazza: www.comune.novoli.le.it
  • Strade Golose: www.stradegolose.it

martedì 3 luglio 2012

Miltos Sachturis

Uno dei temi ricorrenti e tags di alcuni posts in questo blog è "cibo in poesia".
Miltos Sachturis, Atene, classe 1919,  attraversa il surrealismo e la poesia del secondo novecento. La Grecia come archetipo, Grecia come esempio, prototipo di questa Europa dilaniata.


Il pane

Una grande pagnotta, un enorme filone
di pane
caldo era caduto sulla strada dal cielo
un bambino in pantaloncini verdi lo
tagliava
con il coltello e lo distribuiva in giro
ma anche una bambina, un piccolo angelo bianco
tagliava
anche lei con il coltello e distribuiva
pezzetti di autentico cielo
e tutti  ora correvano da lei, pochi andavano a cercare

il pane,
tutti correvano dal piccolo angelo che distribuiva il
cielo
Diciamo la verità
abbiamo sete di cielo!

: Quando vi parlo, Collana "Poesia europea vivente", 1994;
traduzione Paola Maria Minucci, da: Poesia  n. 68, 12/1993.

Le lettere

Non scriverò più poesie
il tuo anello d'oro lo hai gettato
 in mare
sulla riva con il cranio morto
e tutte le navi affondate sono venute
 a galla
e il capitano vivo
 e i nostromi che sorridono
l'ho detto non scriverò più poesie

e alla finestra della mia casa avita
mio padre e mia madre
 agitano i fazzoletti e salutano
le mie poesie però non le hanno potute
leggere
si sono dimenticati come si legge
il kappa lo dicono alfa e il delta epsilon

e tu mi hai mentito
in questo luogo dal rosso cranio ridente
mi hai ingannato
e allora anch'io ti ingannai
e voi mi avete creduto

maledizione delle sette ombre

scriverò sempre poesie

lunedì 25 giugno 2012

libri verdi nel mio scaffale

Questo post vuol essere un contributo all'edizione di giugno del Carnevale dei libri di scienza, ospitato da Patrizia Martellini sul suo blog Evolve or die, dal tema "le piante".

I primi due libri che introduco sono due manuali per conoscere le piante,  Franco Muzzio editore, il primo mi ha aiutato nel colmare la mia ignoranza e a distinguere gli alberi
 "Che albero è questo?" di Dietmar e Renate Aichele, Heiz-Werner e Annelise Schwegler, 
 il secondo è "Che fiore è questo?"  sempre di  Dietmar Aichele, con Marianne Golte Bechte e Golte Spohn.  

proseguo con:
Elogio del pomodoro
Pietro Citati, Mondadori.

la nostalgia dei pomodori che mangiavamo da bambini, durante le lunghe estati. Il pomodoro era il frutto supremo di quelle vacanze, colto sulle pianta, nell’orto.

Naturale inclinazione. Divagazioni coerenti di un paesaggista ribelle.
Ippolito Pizzetti (curatore per anni di una pagina verde sull'Espresso). Editore: Encyclomedia Publishers

Libereso, il giardiniere di Calvino. Da un incontro di Libereso Guglielmi con Ippolito Pizzetti
Ippolito Pizzetti ,  Libereso Guglielmi
Editore: GEM Edizioni
  • Libereso infatti ha avuto due vite. Una immaginaria, come personaggio nel racconto di Italo Calvino Un pomeriggio, Adamo, scritto all'epoca in cui era giardiniere del professor Mario Calvino, padre dello scrittore. L'altra reale, vissuta intensamente come chi rinasce ogni giorno su questa terra che egli considera l'unico paradiso, e durante la quale è diventato un giardiniere noto in Italia e all'estero. La storia di Libereso, espressione di uno spirito vitale e libero, a stento si lascia imbrigliare in una narrazione: come una pianta in perenne primavera "getta" e intreccia sempre nuovi ricordi da cui spuntano, a ogni pagina, curiose e talora affascinanti rivelazioni.... Ma sono soprattutto le idee di Libereso sugli uomini e sulla natura… a lasciare un senso di profonda simpatia e ammirazione ...

Il giardino dei frutti perduti. Disegni e descrizioni dei fratelli Roda
Elena Accati ,  Agnese Fornaris

L'Artistica Editrice
  • L'opera raccoglie la preziosa e inedita Pomologia dei fratelli Giuseppe e Marcellino Roda, maestri giardinieri e progettisti di parchi e residenze reali, formatisi alla corte di Carlo Alberto. Le meravigliose tavole di questo volume permettono di cogliere, grazie alla vivezza delle forme, colori e particolari la bellezza di circa 170 frutti, molti dei quali scomparsi
In giardino non si è mai soli. Diario di un giardiniere curioso
Paolo Pejrone
Editore: Feltrinelli (i Tulipaneers, gli alberi tulipano, i giardini segreti d'Italia e d'europa...., piante favolose...)
  • Architetto dei giardini, collaboratore di giornali e riviste d'opinione e specialistiche, vicepresidente per l'Italia della International Dendrology Society, Pejrone dedica questo libro all'amore, la disciplina, 'arte di badare a orti e giardini, all'arte di capire le piante. Offre molti esempi del "ben fare" ma anche numerosi esempi del "mal fare"
Cronache da un giardino. Le piante e le loro stagioni. 
Paolo Peyrone.  Mondadori electa.

  • Pejrone racconta l'esperienza quotidiana vissuta nel proprio giardino di Revello, nel Saluzzese, ai piedi del Monviso, luogo privato e giardino segreto dove negli anni ha sperimentato soluzioni e composizioni poi riusate nei lavori commissionati. La prima parte del libro ne riporta l'evoluzione e, corredata di foto private, traccia una linea evolutiva del luogo, mettendo a volte a confronto l'attuale stato con il passato. A questa ricca parte testuale ne segue una prettamente fotografica... 

Le stagioni del maestro giardiniere. 182 suggerimenti d'autore per coltivare giardino, orto, balcone e piante di casa con competenza e intima soddisfazione
Carlo Pagani ,  Mimma Pallavicini
e
30 segreti del giardiniere
Carlo Pagani ,  Mimma Pallavicini
 Editore Vallardi.

e infine,
Come creare raffinati giardini giapponesi
Gianluigi Enny, Editore: Il Castello  
Questo l'ho aggiunto ispirato  dalla gestione di pietre, sabbia, bambù, muschio e l'acqua.
L'acqua che salta il dislivello tra conche e le rocce sul fondale, dislivelli grandi o appena percettibili rendendo il senso del flusso e del tempo che scorre. Cosa fa riempire la conca? L'intervento dell'uomo. La tecnica dietro l'impressione naturale. La natura riceve e scambia con l'uomo, generando un nuovo habitat, un ecosistema umanizzato.

mercoledì 20 giugno 2012

il tempo, la chimica e i pacemakers

E' uscito sul numero di maggio de The Scientist un'interessante articolo sul metabolismo, il ritmo circadiano  e l'ossidazione della perossiredoxina, una proteina presente dai batteri alle piante al mondo animale, e componente autonomo del complesso sistema che tiene il tempo, e fa da "pace-maker"   annotando il ciclo o ritmo circadiano della vita cellulare.
In pratica, alcuni amminoacidi contenenti residui sulfidrilici, (metionina, cisteina) hanno la tendenza a reagire con l'anione superossido, ed ossidarsi nell'arco delle 24 ore. E' noto che i gruppi -SH sono soggetti a ossidazione, e vengono modificati in presenza di ossido nitrico, dando vita a ossidazioni reversibili, regolate da  sistemi redox, come il glutatione, tripeptide che assimila su di sè  i gruppi idrossile e da  enzimi riducenti (e cofattori vitamine).   
  • L'anno scorso, Akhilesh Reddy e colleghi dell'Università di Cambridge nel Regno Unito hanno dimostrato che almeno un componente della macchina dell'orologio circadiano non è coinvolto nella trascrizione di geni periodici- ma si tratta di una famiglia di proteine antiossidanti,  perossiredoxine, spugne capaci di assorbire il perossido di idrogeno in eccesso nelle cellule in 24 ore di ossido-riduzione dei cicli legati al metabolismo.  Il team di Reddy ha scoperto che queste proteine, che si trovano in ogni organismo, presentano oscillazioni durante i cicli circadiani, nell'uomo, nel topo e nelle alghe marine. "Per dimostrare che  gli organismi eucarioti avevano questi ritmi,  abbiamo deciso di approfondire lo studio nei  batteri ed archeobatteri", ha detto Reddy. Nello studio più recente, il suo team ha esaminato i ritmi di ossidazione perossiredoxina in Synechococcus elongatus, una  cianobatterio di acqua dolce, e Halobacterium salinarum , un archeobatterio marino aerobico. Ogni organismo è stato mantenuto a luce e temperatura costante per 48 a 72 ore, durante i quali i ricercatori hanno prelevato campioni periodicamente per vedere se le peroxiredoxine erano ossidate o no. In entrambe le specie, le proteine ​​hanno mostrato robuste oscillazioni di ossidazione che seguivano una ciclo di 24 ore.
    Il team ha inoltre esaminato il legame tra i meccanismi di clock precedentemente identificati e la perossiredoxina: quando i geni orologio sono mutati, in Drosophila ed  Arabidopsis, i cicli redox della perossiredoxina continuano senza interruzioni. Ciò suggerisce che entrambi i componenti tradizionali (ciclo circadiano regolato da fattori di trascrizione-traduzione in proteine, nei nuclei soprachiasamtici nell’ipotalamo) e la  perossiredoxina lavorano indipendentemente per generare i ritmi circadiani di un organismo.
Per quanto riguarda l'orologio biologico o ritmo circadiano, si tratta di una sequenza ordinata di attività : un complesso proteico sequenstrato nel citoplasma, la liberazione di un inibitore,  
I fattori di trascrizione Cyc (cycle) detto anche Bmal, e  Clock, dimerizzano e sono trasportati nel nucleo, si legano al DNA in regioni specifiche e fanno produrre proteine che variano circadianamente: Per, acronimo di period, e i criptocromi (Cry) chiamati anche Timeless.
Nell'uomo il segnapasso o pace maker è nell'ipotalamo, è formato da fattori di trascrizione che hanno una vita inferiore alle 24 ore e sono trasportati ciclicamente dal citoplasma al nucleo, 

Schema del ritmo circadiano nelle piante (transcriptional feedback loop in Arabidopsis.
LHY and CCA1 negative elements,  repression against TOC1 in the morning 
 TOC1 a positive element because it results in increased transcription of LHY and CCA1 during the evening because of its accumulation)

Nelle piante, i criptocromi sono importanti per la produzione giornaliera di fotorecettori
  • Facella et al., Gibberellin and auxin influence the diurnal transcription pattern of photoreceptor genes via CRY1a in tomato.  PLoS One. 2012;7(1):e30121)
Questo meccanismo conferma quanto è saputo ed avviene anche negli animali.

In particolare riguardo ai criptocromi, nei pesci adattati all'oscurità (cavefish, Phreatichthys andruzzii), si è persa la risposta alla luce visibile, ed i recettori  delle opsine,   TMT-opsin e Melanopsin servono da fotorecettori del tessuto periferico leganti  il cromoforo retinale, in lunghezze d'onda del non-visibile.
Invece, è assente un  segnapasso  in sintonia con le variazioni di temperatura.
Allora quali sono i meccanismi che segnano il  tempo nei pesci ciechi? 
 - un orologio funzionale basato sui cicli di feeding e non sull'alternanza giorno-notte
-  Rest activity cycling, RA
  • Cavallari et al.  A Blind Circadian Clock in Cavefish Reveals that Opsins Mediate Peripheral Clock Photoreception. PLoS Biol 9(9): e1001142.
Per concludere, si può agire sul metabolismo cellulare, regolante l'ossidazione delle perossiredoxine,  perchè l'abbassamento del metabolismo influenza il ritmo veglia sonno durante l'ibernazione,  che si può imitare per controllare  lo scorrere del tempo biologico.
Due branche della scienza interessate sono:
- la medicina dei trapianti d'organo, mediante peptidi che inducono l'ibernazione, 
- e la scienza e tecnologia dei viaggi spaziali 

  • Körtner G, Geiser F. The temporal organization of daily torpor and hibernation: circadian and circannual rhythms. Chronobiol Int. 2000 Mar;17(2):103-28.
  • Revel et al. The circadian clock stops ticking during deep hibernation in the European hamster. Proc Natl Acad Sci U S A. 2007  104:13816-20.  "melatonin, rhythm-generating enzyme, whose rhythmic expression in the pineal gland is controlled by the master circadian clock, no longer exhibits day/night changes of expression but constantly elevated mRNA levels over 24 h"
Questo post vuol essere un contributo all'edizione di giugno, N. 18, del Carnevale della Chimica, ospitato sul blog di Emanuela Zerbinatti "Arte e salute", dedicata alla "chimica del cambiamento nel tempo".

martedì 12 giugno 2012

Kmin - Carum carvi

Il cumino è un frutto secco, chiamato erroneamente seme, prodotto da una pianta  della famiglia delle Apiaceae, (Umbelliferae), a forma di ombrello, molto usato in cucina nel  Medio Oriente Asiatico e in India. Lo si aggiunge nei curry, e nel cuscus. L'aroma è secco, aspro.
 In Europa si usa un seme simile, Carum carvi, o caraway, dall'aroma intenso, che si usa per condire carni soprattutto di maiale, e il pane (di segale, nero, ma anche di frumento, e soprattutto i panini salati, da colazione, chiamati in Ceco housky). Nei ristoranti tedeschi lo servono come antipasto sull'Hand-cheese (kase), 
un formaggio quasi trasparente, condito con cipollina e carvi (hand-kase with music)..

Carum carvi: Caraway fruits 
La differenza è ben spiegata su questo sito
Vedete anche questo sito di foto
Ma se andate a comprare il carvi, o anche il cumino, in un negozio non tedesco (mitteleuropeo) o di Trieste, vi daranno sicuramente l'altro, quando chiedete il carvi con il nome scientifico, vi daranno il cumino indiano, se chiedete il cumino, inteso alla tedesca (Kummel, kimmel) vi daranno quello che nominate, di nuovo il cumino indiano.
Attenzione, basta chiedere di odorarlo, e ve ne accorgerete subito, evitando un acquisto improprio.
Di questi semi del carvi se ne usano due varietà, una dall'aroma più secco serve per condire i crauti, quello più dolce a preparare carni arrostite e nel gulash. Si usano sia i semi secchi che macinati (che si amalgano meglio nell'impasto del pane e nel polpettone, che in superficie viene ricoperto di una manciata di frutti secchi.
E' una pianta biennale, nel senso che non produce i frutti il primo anno, ma sverna e va in fioritura. Noi siamo riusciti a resistere alla tentazione di tirarlo via, e adesso abbiamo messo via un buon raccolto 2012.


mercoledì 6 giugno 2012

Mole rat: eterocefalo glabro superstar

Nel numero di giugno di TheScientist si parla dell'eterocefalo glabro, la talpa senza pelo, un animale sociale che vive in colonia in gallerie sotterranee in Africa. Ne avevo parlato in due post precedenti, per la sua resistenza ai tumori, la sua longevità, per la sua abilità ed intelligenza ad afferrare e usare oggetti per proteggersi dalla terra durante lo scavo, e per il suo genoma da poco sequenziato.

In questo nuovo articolo, si descrive come questi animali riescano a resistere in condizioni di ipossia, quelle che ci colpiscono durante un infarto o una modificazione del circolo sanguigno cerebrale, anche 3 volte di più degli altri mammiferi. Dop o15 minuti di ipossia la talpa senza pelo non soffre di danno cerebrale, questo grazie alla presenza di canali del calcio molto selettivi, che si aprono lentamente e lasciano fluire ioni calcio gradualmente. Questi canali del calcio di tipo infantile sono presenti anche nei neonati, che sono più tollernati all'ipossia, ma vengono sostituiti durante l'infanzia da quelli di tipo adulto, più rapidi, ed il flusso di calcio risulta tossico alle cellule nervose.
L'articolo presenta la prospettiva di applicare terapie anti-infarto basate sull' induzione dell'espressione di canali del calcio di tipo neonatale:
  • If a drug is designed to quickly upregulate production of infant-style channels in the brains of heart attack and stroke victims, it could provide valuable protection during a time when a steady supply of oxygen-rich blood is not reaching the brain.
Un'altra possibilità è di applicare farmaci che rallentino l'attività dei canali del calcio di tipo adulto.

Un altro aspetto meglio noto è il meccanismo alla base della resistenza ai tumori ed alle radiazioni.
In un articolo del 2013, su Nature, viene presentato un meccanismo, uno dei vari, probablimente non l'unico, che consiste nella capacità di produrre acido ialuronico ad alto peso moelcolare:
ialuronani ad alto peso molecolare e suoi recettori ad elevata affinità, sarebbero alla base di una inibizione da contatto ottimale, un controllo intercellulare, alla base della assenza di sviluppo di tumori. Una volta modificati questi polimeri o introdotto un enzima che li degrada, i tumori si sviluppano.
http://www.nature.com/nature/journal/v499/n7458/full/nature12234.html
Tian et al. High-molecular-mass hyaluronan mediates the cancer resistance of the naked mole rat. Nature 2013, 499, 346-349. doi:10.1038/nature12234

Nella talpa senza pelo, le cellule trasformate entrano in uno stato di quiescenza, bloccano la divisione cellulare, ed eventualmente sono indotte alla morte cellulare programmata e riassorbite per autofagia.
  • Moreover, subjecting mole-rats to ionizing radiation does not induce much DNA damage, as seen in other animals, nor does it result in tumors, even 5 years later. Attempts to turn naked mole-rat cells cancerous via injection of oncogenes have also failed, whereas similar methods using human, mouse, and even cattle cells results in conversion to highly aggressive and invasive cancer-forming cells. Instead of starting to proliferate in an uncontrolled manner, transformed naked mole-rat cells immediately stop dividing, though they do not die.  Several different labs have now shown that naked mole-rat cells grow to even higher densities than do mouse cells under optimal conditions, and do not avoid cellular contact under these circumstances. Rather, it has become clear that naked mole-rat tissues are better able to recognize abnormal cells, neutralize their tumorigenic properties, and repair their DNA.
Meccanismi antitumorali
la proteina antimitotica p16 è asintetizzata dal locus INK4, che nell'uomo produce due proteine chiamate secondo il loro gene p16 e p15. Ora, è stata identificata una proteina che origina da entrambi i due geni, e che nell'eterocefalo glabro svolge un ruolo attivo di inibizione della crescita tumorale.

  • Scientists have identified a new protein formed by the fusion of two other proteins, which protects the rodent from cancer. The protein appears to increase when cells become crowded together, making mole rats more likely to arrest the growth of cells if they are at risk of becoming malignant. 
  • Although humans lack the hybrid protein, it is produced from a cluster of genes also found in humans that makes proteins responsible for preventing damaged cells that might cause cancer from multiplying. Tests show that the protein can prevent human cells from turning cancerous.
  • referred to as INK4 gene locus—synthesize the same three cancer-suppressing proteins in both species: p15INK4b, p16INK4a, and ARF, all of which stop cells from dividing when the cells are stressed or mutated. A student-researcher, Jorge Azpurua, wanted to clone the p16 protein of the naked mole rat for a separate experiment and noticed something unexpected: The presence of a fourth protein, which was the result of p15INK4b and p16INK4a being fused together.


Longevità
La talpa senza pelo vive in media 26-28 anni, con punte fino a 32 anni.  Non mostra segni di invecchiamento lento, che invece sopraggiunge rapidamente. Ad un'età corrispondente a quella umana di 92 anni, non mostrano metabolismo rallentato, artrosi, riduzione della massa muscolare. Hanno un controllo  della qualità e della degradazione delle proteine alterate molto sviluppato. Invece, sono sensibili allo stress ossidativo come tutti gli animali, anche in giovane età. Però applicano questo meccanismo del controllo delle proteine e del riparo del DNA danneggiato. E' sfatato invece che i telomeri e l'attività telomerasica differiscano, anzi questa è più bassa che in altre specie.

  •  These clear indications of both attenuated and delayed physiological aging are also accompanied by the maintenance of protein quality and gene expression levels.
  • Some of the oldest naked mole-rats (>26 years; equivalent to humans >105 years old) do begin to show signs of muscle loss, osteoarthritis, and cardiac dysfunction, demonstrating that mole-rats do, eventually, age like other animals. These findings of sustained good health are surprising given that the naked mole-rat is an exception to many of the current theories of why we age.
  • The oxidative stress theory of aging attributes the gradual decline in function to damage caused by the free radicals or reactive oxygen species formed as an inevitable by-product of oxygen respiration. In much the same way that oxygen causes metal to rust when exposed to the elements, cell membranes, proteins, and DNA are damaged by the gas, and this accumulating damage, so goes the theory, causes physiological systems to malfunction. Naked mole-rats in captivity, however, show very high levels of oxidative damage at an early age, yet cellular function is not impaired, and the animals are able to tolerate these high levels of oxidative damage for more than 20 years.
  • Another aging theory posits that the length of an organism’s telomeres, the repetitive DNA that caps the ends of chromosomes, is a biomarker of aging and will correlate with species’ life span. But compared to the much shorter-lived laboratory mouse, the naked mole-rat has relatively short telomeres—similar in length to those of humans, in fact. Alternatively, cellular levels of telomerase, a reverse transcriptase enzyme that extends telomeres, may correlate with species longevity. But while telomerase activity has been measured in mole-rat skin cells in culture, it is generally very low, and is limited to those tissues that are actively replicating, such as testes, spleen, and skin. Thus, telomere length or maintenance is unlikely to explain the exceptional longevity of the naked mole-rat.
  • References

  1. J. Larson, T.J. Park, “Extreme hypoxia tolerance of naked mole-rat brain,” NeuroReport, 20:1634-37, 2009.
  2. B.L. Peterson et al., “Adult naked mole-rat brain retains the NMDA receptor subunit GluN2D associated with hypoxia tolerance in neonatal mammals,” Neurosci Lett, 506:342-45, 2012.
  3. B.L. Peterson et al., “Blunted neuronal calcium response to hypoxia in naked mole-rat hippocampus,” PLoS One, 7:e31568, 2012.
  4. T.J. Park et al., “Selective inflammatory pain insensitivity in the African naked mole-rat (Heterocephalus glaber),” PLoS Biol, 6:e13, 2008.
  5. E.S. Smith et al., “The molecular basis of acid insensitivity in the African naked mole-rat,” Science, 334:1557-60, 2011.
  6. S. Liang et al., “Resistance to experimental tumorigenesis in cells of a long-lived mammal, the naked mole-rat (Heterocephalus glaber),” Aging Cell, 9:626-35, 2010.
  7. K.N. Lewis et al., “Stress resistance in the naked mole-rat: the bare essentials,” Gerontology, in press, doi:10.1159/000335966, 2012.
  8. E.B. Kim et al., “Genome sequencing reveals insights into physiology and longevity of the naked mole rat,” Nature, 479:223-27, 2011.
  9. K.A. Rodriguez et al., “Altered composition of liver proteasome assemblies contributes to enhanced proteasome activity in the exceptionally long-lived naked mole-rat,” PLoS ONE, 7:e35890, 2012.
  10. R. Buffenstein, “Negligible senescence in the longest living rodent, the naked mole-rat: insights from a successfully aging species,” J Comp Physiol B, 178:439-45, 2008.

lunedì 21 maggio 2012

Armillaria - disegni nel legno

C'è tanto da imparare, non si finisce mai. Grazie ai blogs e grazie ad una innata abilità a comunicare, al buon gusto ed all'intuito. una di queste bloggers di talento, che seguo affascinato, si chiama  Kimberly Gerson. Sul suo blgo, Endless forms of beautiful, provate a leggere il post sul legno "spalted" (macchiato, affetto da funghi), un prodotto molto ricercato dagli intagliatori /scultori del legno
Seguitemi con pazienza:
se apro Wikipedia, le informazioni sui miceli di funghi del legno sono fredde, impersonali.
  • Rizomorfo significa dall'aspetto simile ad una radice ed indica una forma d'accrescimentomiceliare in cui le cellule si sviluppano in modo apicale, pare per una deficienza di azoto amminico. Si è osservato nelle colture di laboratorio che l'apporto di azoto favorisce nell'ifa la crescita di ramificazioni dalle pareti laterali. Se il substrato è deficitario di quest'elemento, le ife si affastellano in senso longitudinale (solo raramente si crea qualche anastomosi) e crescono in modo apicale fino a quattro o cinque volte più velocemente del normale.  Questo fenomeno può avere origine da un micelio primario, generato ad esempio da unabasidiospora, detto monocariotico, o da un dicarion, micelio secondario, dove due ife compatibili monocariotiche si sono unite. Le rizomorfe di Armillaria mellea non presentano giunti a fibbia.
    A volte stimolati dal contenuto del substrato nutritivo un particolare rapporto carbonio/ azoto (C/N), le ife possono unirsi linearmente affastellandosi e formando strutture che prendono il nome di rizomorfe (es. Armillaria mellea). In questa condizione la velocità di crescita è anche superiore ai 6 mm/ora, la ragione sembra essere esplorativa quasi a cercare rapidamente nuove fonti di azoto disponibile.
Già tutte queste belle notizie Kimberly le ha assemblate con cura, dando informazioni su come il fungo si diffonda in una foresta, cosa succede quando incontra un fungo di un'altra specie, come queste aree di deposito di colore siano lungo i confini dei due funghi/miceli, nello spazio tridimensionale del legno, e come questo succeda anche intra-specie, ossia tra due miceli di Armillaria, distinguibile a livello di DNA.
Che poi riesca anche a dare notizie sull'affermazione del legno "tangled" negli anni '70, grazie al lavoro del figlio di uno scultore fino ad allora dimenticato, Melvin Lindquist e il figlio Mark, beh, io resto estasiato!
Non solo, c'è spazio anche per un ricercatore italinao dell'università di Udine, Fabio Stergulc, e di una divulgatrice e sperimentatrice  Dr. Sara C. Robinson, Research Assistant Professor at Michigan Technological University.
La sua conoscenza dei funghi le ha permesso di procurare nel legno le ricercate macchie "tangled" grazie alla coinfezione e ad un protocollo che facilita una rapida formazione di aree di confine tra i due miceli.
Anche le foto scelte sono altamente informative, belle come il nome del blog, Endless forms of beautiful!

libri di scienza per me utili

"Un libro nel mio destino" è il titolo dell'edizione numero 8 del Carnevale dei libri di scienza di maggio, ospitato sul blog di Emanuela Zerbinatti.
Ho scelto come mio contributo il libro di Carl Boyer "Storia della matematica"
Staov frequentando il corso di matematica, e le esercitazioni (funzioni, calcoli differenziali, integrali). Avevo sempre avuto un pregiudizio, che stavo riuscendo a superare, perchè il calcolo intuitivo mi riesce più facile che parlare di teoremi. Ho iniziato dalle equazioni egizie, il calcolo dei greci, e pur non essendo entrato nel contenuto di tutti i capitoli (alcuni troppo specifici), sono riuscito a affrontare e assaporare quasi tutta la matematica moderna.
Alla fine voto di esame appena sufficiente, ma sono diventato appassionato di calcolo.
Devo dire che non è l'unico libro utile. Ci sono libri che cadono a fagiolo, ceh vanno vissuti nel momento storico. Tra questi, Kevin Davies "il genoma umano" di cui ho parlato in un post precedente. Appena uscito dopo la fine del progetto di sequenziamento del genoma, il bello è stato leggere sui punti salienti e sulle notizie più aggiornate, come i geni nuovi, le scoperte più calde. Dopo anni, non fa lo stesso effetto sensazionale.
Tanti altri libri sono stati una rivelazione, alcuni non sono più in commercio, mentre meriterebbero una ristampa. Uno a cui tengo molto si chiamava: La chimica dell'industria: dieci molecole di sintesi. Vi ho imparato i vari processi di sintesi alla base del bicarbonato di sodio, dei coloranti per i tessuti, insomma, una lettura  di tipo maieutico, non "a priori" come nei testi universitari.

giovedì 17 maggio 2012

Ulivo secolare La Regina

Vernole, Lecce –


L’albero d’Ulivo denominato “La Regina” è un’imponente pianta ultramillenaria, della varietà autoctona “Ogliarola Leccese”. Ha un’età stimata di oltre 1.400 anni e misura una circonferenza alla base di circa 14 metri. E’ posizionata in agro di Vernole/Lecce (Puglia), individuabile su Google Maps attraverso le coordinate: 40.33.17.80N – 18.26.85.90E. Nelle sue vicinanze vi sono altri ulivi altrettanto importanti, conosciuti come “Il Re”, “Il Faraone”, etc.  
"La Regina” può arrivare a produrre fino a 6 quintali di olive, capaci di trasformarsi in un massimo di 100 kg di ottimo olio extravergine d’oliva.

 Cooperativa Sant'Anna di Vernole, azienda produttrice dell'olio ricavato dall’albero, e c'è, non certo meno importante, la sig.ra Ines Maria Antonucci proprietaria del terreno che ospita la maestosa pianta.

Palmariggi, Lecce
Altri tre ulivi con più di 500 anni segnalati in TV durante varie manifestazioni su RAI 3,
"Ambra", ulivo del XIII secolo
"Tecla" e "Minosse", ulivi del XIV secolo

Provincia di Lecce ha inviato alla First Lady US,  Michelle Obama una comunicazione ufficiale relativa al prestigioso riconoscimento.
Dal documento si legge:
"La Provincia di Lecce, in accordo con le parti coinvolte, è lieta e onorata di omaggiare la persona della First Lady degli Stati Uniti Michelle Obama con l'assegnazione onoraria dell'albero d'Ulivo monumentale denominato "La Regina", una delle più antiche e prestigiose piante del territorio, insieme all'olio extravergine d'oliva che sarà prodotto con i suoi frutti, simbolo di pace, di alimentazione sostenibile e di benessere. Con la seguente motivazione: Per aver ideato e lanciato e per il grande impegno profuso a favore della campagna salutista 'Let's move!', attraverso la quale è stato attuato un importantissimo servizio pubblico affinché le nuove generazioni di giovani e giovanissimi americani potessero crescere in maniera più sana, avvicinandosi ad uno stile di vita caratterizzato da un regime alimentare più ricco in verdure, frutta e cibi naturali e da una maggiore attività fisica. Uno stile di vita, questo, in perfetta armonia e sintonia con i dettami della Dieta Mediterranea, riscontrata e scoperta in Italia dallo scienziato americano Ancel Keys e meritevole del riconoscimento da parte dell'Unesco quale Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Per aver fornito un efficientissimo esempio di comportamento virtuoso, svolto in prima persona, impiantando e curando presso la Casa Bianca un orto coltivato a verdure e ortaggi e per avere, così facendo, amplificato a livello mondiale il messaggio a favore di una alimentazione più corretta, più ecosostenibile, più sana e, al contempo, gustosa e nutriente."

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Fonte: ITC Costa, Lecce

venerdì 20 aprile 2012

acidi nucleici

Nuove possibilità di produzione di oligonluceotidi di sintesi contenenti LNA, Locked Nucleic Acids, in cui esiste una struttura chiusa, locked,  con un legame ciclico tra il Carbonio in 2' e l'ossidrile sul carbonio in 4' nel ribosio dei nucleotidi di una molecola di DNA che dà una conformazione come se fosse di RNA. Nel DNA, l'acido deossiribonucleico è privo dell' idrossile OH in 2' sul ribosio, mentre negli LNA questo carbonio partecipa al legame con l'OH sul carbonio in 4'.
Sequenze conententi LNA sono molto utilizzate in biologia molecolare, in terapia clinica e per silenziare mRNA e microRNA.
Non ci sarà più bisogno di ordinarli dalla Exiqon o chi per loro abbia un licence agreement.
L'aticolo che descrive nuove DNA polimerasi con la capacità di sintentizzare queste sequenze e altre ancora (con nucleotidi con proprietà ancora da scorpire) è apparso oggi su Science

  • Unnatural Bases
  • The genetic basis of all life on the planet is comprised of deoxyribonucleic acid (DNA) with four nitrogenous nucleotide bases, abbreviated to A, G, C, and T. But there are variations on this theme, and Pinheiro et al. (p. 341; see the Perspective by Joyce) describe the directed evolution of unnatural nucleic acid-like genetic polymers. Variant enzymes were developed that efficiently transcribed DNA to anhydrohexitol (HNA), cyclohexenyl (CeNA), locked (LNA), and threofuranosyl (TNA) nuceic acid analogs. Further variant enzymes were developed to reverse-transcribe these analogs back to DNA. Thus, man-made nucleic acid analogs can be designed and selected that have the potential to operate in a way analogous to the natural process of heredity and evolution.
  • Genetics provides a mechanism for molecular memory and thus the basis for Darwinian evolution. It involves the storage and propagation of molecular information and the refinement of that information through experience and differential survival. Heretofore, the only molecules known to be capable of undergoing Darwinian evolution were RNA and DNA, the genetic molecules of biology. But on page 341 of this issue, Pinheiro et al. (1) expand the palette considerably. They report six alternative genetic polymers that can be used to store and propagate information; one of these was made to undergo Darwinian evolution in response to imposed selection constraints. The work heralds the era of synthetic genetics, with implications for exobiology, biotechnology, and understanding of life itself.
In: Science, 20 April 2012: 341-344
Synthetic Genetic Polymers Capable of Heredity and Evolution
Vitor B. Pinheiro, Alexander I. Taylor, Christopher Cozens, Mikhail Abramov, Marleen Renders, Su Zhang, John C. Chaput, Jesper Wengel, Sew-Yeu Peak-Chew, Stephen H. McLaughlin, Piet Herdewijn, and Philipp Holliger

giovedì 22 marzo 2012

Renato Dulbecco


Renato Dulbecco (1914–2012)


Premio Nobel per la medicina  nel 1974 insieme a  H. Temin, un suo ex-allievo, ed a  D. Baltimore.
Era originario di Catanzaro. Ha lavorato al California Institute of Technology (Caltech), Pasadena e in seguito al Salk Institute in La Jolla, California. 
Ha avuto tra i suoi studenti Rita Levi Montalcini e Salvator Luria, altre due eccellenze italiane.
E' stato un importante mentore e guida di molti ricercatori e medici, in campo microbiologico ha portato alla conoscenza degli oncovirus, che rilasciano geni per proteine oncogeniche in stato iperattivo.
Ha partecipato al progetto di sequenziamento del genoma umano, posto alla guida dei gruppi italiani che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Sulla sua vita ci sono aspetti che non si immaginano:

  • After obtaining his doctorate in 1936, Dulbecco was drafted into the Italian army as a physician. He was called to action in 1939, at the outset of the Second World War, to serve first in France and then in Russia. Disaffected by the war and its consequences, he deserted the army and hid in a small village near Turin, becoming physician to the local partisan units resisting the German occupation. After the end of the war, was an elected city councillor in Turin in 1945, then he returned to scientific research at the University of Turin. 
  • Dulbecco was an elegant man: a dapper dresser, soft spoken, with an ever-present smile. He was comfortable among the nobility, yet adept at changing the oil in his car; at once distant yet approachable. He was a charming host at dinners organized by his wife Maureen.... In short, he was always the perfect gentleman.   Da:
    Nature
     
    483,
     
    408
     
    (22 March 2012)
     
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