lunedì 20 giugno 2016

Stage alternanza scuola lavoro

Si è concluso stage alternanza scuola-lavoro di 10 ragazzi di terza liceo, un grazie  ai docenti di: Biologia marina, Chimica Organica, Fisiologia animale, Botanica, Fisiologia vegetale, Lab4You, CNR-IMM, Electromagnetic lab, e CNR-ISPA.
Una decina di studenti del Liceo Virgilio (classico, ad indirizzo linguistico) hanno frequentato per tre settimane l' Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari.
I ragazzi si sono divertiti, hanno colato terreni agarizzati  nelle piastre, hanno inoculato terreni liquidi in provetta, con batteri coltivati da fermentazioni di vegetali e latte (da cavolo, da cetriolo e da capperi, sotto sale, lievito madre, e kefir), hanno fatto osservazioni al microscopio a immersione guardando la differenza di dimensioni tra lieviti e lattobacilli, poi sono passati a osservare capelli e ciglia, anche uno striscio di sangue... hanno usato pipettatori, hanno caricato il DNA e le proteine nei pozzetti del gel, sono stati abbastanza autonomi.
E hanno lasciato per qualche minuto i loro smartphone con cui sembrano in simbiosi e quasi dipendenza (per comunicare con la prof, per chattare, per tutto)

FASI del Percorso
Fase 1
Ore previste: 10
Titolo
Formazione/informazione in aula e visita guidata dei laboratori
Contenuti
Struttura organizzativa dell’Ente.
Attività svolte dall’Istituto nel campo della ricerca, dell’  innovazione e del trasferimento tecnologico.
Norme di sicurezza e prevenzione.

Obiettivi
Conoscere l’Istituto, le metodologie sviluppate nei vari ambiti di ricerca, le ricadute dei risultati tecnico-scientifici nel sistema produttivo.
Acquisire gli elementi di conoscenza minimi relativi alla sicurezza e prevenzione nei laboratori di ricerca.

Fase 2
Ore previste: 50
Titolo
Formazione in laboratorio
Contenuti
Filiere agroalimentari/fermentazioni: vino, prodotti da forno, lattiero-casearia, olive, aceto, cetrioli, cavolo, vegetali, (e valorizzazione degli scarti). Batteri lattici, resistenza al sale ed alle temperature fino a 60 gradi.

Obiettivi
Acquisire metodiche di microbiologia
Allestire metodiche di analisi (gel elettroforesi, cromatografia liquida, ecc.)


Competenze specifiche attese in uscita:

·        Conoscere e mettere in atto le norme di sicurezza che regolano le attività lavorative nei laboratori scientifici;
·        Acquisire e sviluppare le conoscenze tecnico-professionali in contesti produttivi;
·        Analizzare e interpretare i dati con l’uso di appropriate strumentazioni;
·        Acquisire le capacità operative specifiche del settore.

Relazione sulle attività svolte:


Data e ora
ora
Attività
30/05/2016     
      
31/05/2016            
9:00-13:00
9:00-13:00
Informazione in aula sulla sicurezza  e visita guidata dei laboratori. Preparazione di soluzioni tampone
Preparazione di terreni agarizzati (Rogosa). Osservazioni al microscopio ottico. Piastramento batteri Kefir (Lattobacilli e lieviti)
01/06/2016    
       

03/06/2016            


06/06/2016



07/06/2016


08/06/2016


09/06/2016



10/06/2016



13/06/2016





14/06/2016



15/06/2016




16/06/2016




17/0672016





20/06/2016            
9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00


9:00-13:00



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9:00-13:00




9:00-13:00





9:00-13:00
Gel di agarosio. Caricamento dei pozzetti con DNA.


Gel di poliacrilammide. Separazione proteine del siero di latte

Colorazione del gel con blu comassie. Osservazione batteri.

Colture batteri lattici in terreno liquido. Estrazione DNA. Laboratorio Cromatografia liquida. Separazione Carotenoidi.

Spettrofotometro, quantificazione del DNA. PCR. REAZIONE DI AMPLIFICAZIONE NEL TERMOCICLATORE

Purificazione dei prodotti di amplificazione su sefarosio. Reazione di sequenziamento del DNA. Speed vac per concentrare sotto vuoto.


Visita al Museo dell’Ambiente. Laboratorio di ecologia marina. Orientamento agli studenti. Microscopio, Artemia salina.



Analisi dei risultati di sequenziamento (Chromas) e allineamento di sequenze di DNA. HPLC: Cromatografia su colonna ad alta pressione, separazione di carotenoidi e luteine, da pasta arricchita in oleoresina di zucca e ciclo destrine. 

Seminario: legumi e stress idrico.

Caglio: coagulazione delle caseine del latte. Cagliata. Ricotta. Da 1 litro, ottenuti 222 grammi. Fermentazioni di Capperi, cetrioli, cavolo, e lievito madre. Isolamento su piastra dei batteri lattici.

Visita nel laboratorio di Chimica organica. Gas cromatografia di massa. Archeologia e determinazione dei residui di alimenti e resine da terracotta e reperti archeologici.




Visita a Ingegneria, Dr. Tarricone. Laboratorio di Radiofrequenze (Electromagnetic lab). RFID ed etichette con antenne riceventi e trasmittenti.


Visita a Fisiologia. Stabulario di pesci e animali di laboratorio. CNR-ISPA. Fermentazioni e microbiologia.
Visita al CNR-IMM. Istituto Materiali e Microsistemi (materiali semiconduttori). Istituto di Fisiologia Vegetale, Lab4You. Orbitrap/Time of Flight spettrometro di massa per analisi di massa per molecole fino a 3000 Dalton. Camere di coltura per piante in condizioni controllate.

Visita a Botanica. Microscopia confocale.

mercoledì 8 giugno 2016

Gita Castro-Tricase

Ecco il resoconto fotografico delle immagini più attraenti di una gita nel basso Salento, a Castro, ed a Depressa, frazione di Tricase, dove per la giornata Cantine Aperte abbiamo visitato la cantina Castel di Salve, della famiglia Winspeare, incontrando anche il regista, fondatore dell'associazione Coppula Tisa per la salvaguardia del paesaggio, e sua moglie, Celeste Casciaro, attrice in In grazia di Dio.  La degustazione è proseguita fino a sera tardi, seguendo il filo dei vini proposti, fino alla scoperta del primitivo abbinato al Montepulciano, con cui abbiamo chiuso in bellezza. A pranzo avevamo aperto una bottiglia di Priante, e nei giorni successivi assaggiato il Primitivo 100 su 100. Ci resta da provare il negramaro 100 su 100, alla prossima occasione.


Invece a Castro siamo stati a pranzo al ristorante "La Roccia", con chef di cucina Imma Pantaleo, che da Tricase (Bolina) e Cantine Macinate (Specchia), ora è passata all'hotel di Castro. Ottimi piatti e gentilezza, da parte di tutti. Frittura di paranza leggerissima, polpo arrostito su crema di patate,  spaghetti con succo di meloncella leccese (cetrioli locali) e filetto di triglia in crosta, Parfait al lampone.
Nel pomeriggio, sosta sulla rocca, girando intorno alle mura, e ai resti romani dove è stata rinvenuta una testa di statua di Minerva (Atena).










mercoledì 1 giugno 2016

nuovo viaggio a Colorno

Ed ecco un nuovo diario di viaggio, che ripercorre le due soste a Colorno (Parma) per vedere mia madre.
Ero partito di sabato, con il freccia rossa, 8-16, in otto ore mi porta a Parma, dove prendo il treno per Brescia che ferma a Colorno. Mi ero abituato a vedere mia madre che scivola sulle credenze e sui mobili per appoggiarsi, è diventata malferma anche con il bastone, anzi questa punta di metallo le scivola e spesso cade.
Il refrain, motivetto di questo colloquio, e': helo, sidol, retez, ples!
Guarda, (prendi il) sidol (un prodotto lucida-metalli), (che bella) catena, festa (ballo)!
si tratta di un ricordo dei tempi di quando era ragazza, di una signora con una handicap dalla nascita, che si esprimeva per sostantivi senza comporre frasi intere...
n. 2: "To je (quello è) Faro (in italiano)... detto di oggetto o auto molto abbagliante e prestigiosa...
La diagnosi della visita medica la descrive con disturbi del comportamento con tematiche deliranti, atteggiamenti verbali aggressivi. Per fortuna senza atti reali.
Invalidità al 100%. Difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Senza contributo alla pensione.
Seconda sosta pochi giorni dopo, il mercoledì sera sono a casa, fino alla domenica successiva.
Ci guardiamo negli occhi, ridiamo, ci facciamo compagnia... vuole vedere la cicatrice del mio intervento all'addome, si preoccupa di farmi mangiare, ecco, se i problemi si potessero risolvere solo così, con la buona tavola!
Le ho cambiato le tende, ho iniziato a montare quelle estive, dopo la pennichella ho visto che aveva finito lei di attaccarle, era salita sulla scala due volte.
Dice che le ho caricato in modo perfetto l'orologio, ha camminato per dieci giorni, ora ha cercato di caricarlo ma non ci è riuscita. Deve attendere il mio prossimo viaggio...
Sono andato a comprarle le patate novelle, è diventato difficile trovarle nei negozi, hanno solo patate rinnovate... e un bastone per lavare le finestre, ora che si muove con difficoltà le farà comodo.
Le ho detto: "quando vuoi, dimmelo, ti scendo con me e ce ne stiamo per conto nostro, un mese, quanto vuoi", basta chiedere il domicilio per avere il cambio del medico di base, e ottenere le ricette per l'insulina e tutto quanto.
ho già chiesto un preventivo per un'auto diesel, ce la faremo anche in questa circostanza!
Sono ripartito per Parma domenica sera, ho atteso l'intercity notte, come sono dure le cuccette a 4, e non danno più in caffè istantaneo, la mattina, però arriva in orario, e posso andare al lavoro senza passare da casa.
E questa volta ho ritrovato qualche vecchio amico che posso chiamare al telefono, se mi scappa la nostalgia!
Una settimana senza internet, e la casella di posta si è riempita con 500 mail!


lunedì 30 maggio 2016

repertorio dei matti n. 2

E dopo il primo post sul libro di Paolo Nori sui matti di Torino, ecco alcuni profili dalla testimonianza diretta di chi li ha conosciuti

La Enza di Porta Nuova
donnone imponente, vendeva sigarette di contrabbando, davanti alla stazione. Un giorno di chiusura dei tabaccai, una signora le chiese un pacchetto. Fanno 4000 lire, disse. Ma non è caro? Se vuole, vada in tabaccheria.  Ah ma senta, sono la suocera del commissario Bellini. Ah, in questo caso sono mille lire. Aveva una simpatia e spesso da lui riceveva qualche soldo. Quando lo voleva vedere, chiamava un taxi, senza pagare, e si faceva portare in Questura. E' un'emergenza, diceva al tassista.

La figlia di Carmen.
Era stata studentessa di medicina, e professava sulla strada. Si presentava in questura con plichi di congressi, depliant di medici, e diceva: qui ci sono documenti delle Brigate rosse!
Il capo della mobile la sbolognava al commissario Ninetti.  Lei lo cercava spesso e  telefonò in questura, si lamentava che non le davano retta. Viaggiava ogni tanto inseguendolo nel nord, o faceva telefonate per tenere i contatti.

La Katia
Era una donna che lamentava di ospedali che non la volevano assistere nella gravidanza, che erano 14 settimane che si protraeva all'inverosimile. Un giorno accusò di stupro il maresciallo Petruzzelli, che chiamato in ufficio, presenziava al colloquio. Ma tu, lo riconosceresti questo maresciallo? E certo, se lo vedessi lo riconoscerei!

L'albergatore Poncini
era un bravo pianista e intratteneva gli ospiti con la sua musica e cantanti di grido, Mina, Battisti. Un giorno telefonò in questura: secondo me, stanno facendo una rapina in banca, in corso Francia. E in effetti dato l'allarme e dopo 'intervento delle volanti, il gruppo di brigatisti si intrattenne in un conflitto a fuoco. Ma cosi' non lo prendete, disse al poliziotto, dammi la pistola. E centrò il latitante francese Beltramì. Il prefetto si complimentava per l'operazione, e voleva sapere i dettagli. Per far uscire fuori dall'episodio quelli non in uniforme, gli dissero che era stato il suo cane a mettersi in allarme. E il questore: portatemi il cane eroe, lo voglio premiare!

Fefè il jolly
Era l'autista del capo della squadra mobile, una figura di poliziotto di quartiere che conosceva tutti e sapeva dove reperire ogni tipo di prodotto, macinacaffè, cassette di ortofrutta, cose naturali per il periodo anni 70 e per la zona, Barriera di Milano. Una sera rientravano da un servizio in esterno, quando sentono le volanti. Chiamano in centrale, e vengono a sapere che c'è stato un morto, così si portano sul luogo. Fefè era stanco, e si siede insieme ai parenti nella camera salotto. I vicini entrano per dare le condoglianze, incluso a Fefè, che si  presta all'equivoco, scuotendo le mani ai visitatori. 

Bruno lo zingaro di Porta Palazzo.
Girava su una moto con una scimmietta sul sedile posteriore, legata. Aveva due pappagalli, in gabbia. Chiedeva insistentemente un salvacondotto alle autorità, come se dovesse fare un viaggio o attraversare una frontiera. Per gioco, per tacitarlo, gliene prepararono uno, con tanto di timbro. Ma che avrebbe mostrato in giro, allora con una scusa lo ritirarono. Una tragedia, gli avevano tolto il suo salvacondotto!

Il giovane commissario
Era arrivato alla questura di Torino da poco tempo, una sera viene cooptato per un intervento in una bisca clandestina. A seguito dell'irruzione nel locale, vengono fermati i presenti. Uno di questi lo riconosce, e gli rivolge la parola: Commissario, ma lei non è nella buoncostume?
Alla risposta: Certo, ma mi hanno aggregato alla squadra mobile, e lei che ci fa? 
"Mah, oggi era festivo, per svago...."

Il maresciallo di Porta Palazzo
Controllava tutto e tutti, a Porta Palazzo. Inseguendo due balcanici, stava per prenderne uno, quando quello si gira e dice: "No, non mi faccio prendere", e si spara. Un giorno, una segnalazione di passanti avvisa: ci sono due sospetti davanti all'ufficio postale. Interviene una volante, e li portano in ufficio. Il maresciallo dice al capo della mobile: "questo sulla carta di identità sembra arrivare da Cerignola, ma l'accento è bergamasco". E subito dopo: "guardi le mani, non sono lavoratori, sono studenti". E il sospettato: "mi dichiaro prigioniero politico". Fu così che arrestarono entrambi, l'altro era Prospero Gallinari.

martedì 24 maggio 2016

Itinerario torinese

Ecco finalmente un pò di tempo per narrare le due giornate trascorse a Torino. Nella fattispecie, la giornata di mezzo, un martedì senza una goccia d'acqua, in cui avrei dovuto / potuto vedere mia sorella, che non è venuta, e Nicola De Maria, avvisato una settimana prima, assente, e rintracciato finalmente al telefono nel pomeriggio, si è detto molto occupato, per cui meno male gli avevo lasciato un plico dal macellaio al piano terra dove ha lo studio, e spero lo abbia ricevuto.
vista su piazza Vittorio, all'angolo del Bar Elena, storico locale di thè, lungo la via per la casa di De Maria
Avendo molto più tempo del previsto, mi sono girato le vie più caratteristiche, intorno alle porte palatine, e lungo via Garibaldi
in via Bligny c'ra la succursale del liceo D'Azeglio, e prima delle interrogazioni si andava a  chiedere una benedizione in piazzetta Savoia. I primi cortei del '68, con il prof di inglese fuori dal cancello a segnarsi i nomi di chi restava fuori... poi per 3 anni nessun altro grillo per la testa (giusto qualche assemblea), all'università invece ci siamo divertiti (occupazione Molinette, attacchinaggi, volantinaggi, alle fabbriche, alle lezioni, alle aziende occupate, portare gli operai a lezione, le 150 ore con i sindacalisti di mirafiori) poi è venuta fuori, sbocciata dal nulla, comunione e liberazione... sostituendoci in modo quasi naturale...
vicino c'era via delle Orfane, con il bel palazzo Barolo

Da via Garibaldi ho curiosato in via San Dalmazzo, sede dello storico negozio di formaggi, in via di ristrutturazione, e la cappella dei Mercanti, dove si son osposati mia sorella Lucia e mio cognato Alex, trattino d'unione con il sud salentino dove ho conosciuto gli amici di quei tempi, i gemelli, 


Dopo di che torniamo in centro, perchè nel pomeriggio ho preso appuntamento con Lino Sturiale, 35 anni che non ci siamo visti, dalle corse in collina alle 5.30 del mattino con il gruppo di Nalpas teatro, una mattina piovigginosa arriviamo su a '600 metri a stava nevicando...

da piazza CLN ci siamo portati in piazza Bodoni, al bar Sodo, con vista sul conservatorio Verdi, a due passi da via Mazzini, sede della storica birreria Mazzini che non esiste più
beh, una parola tira l'altra e si sono fatte le 20.00, io avevo appuntamento in via Silvio Pellico, allo Spazio Mouv, con Lorenzo Merlo, che abita a Dogliani, vicino ai luoghi di mia sorella Bianca, e abbiamo provato a trattenere Lino, ma aveva un impegno improrogabile...
mentre siamo in via Madama Cristina, vicino al mercato, e via Berthollet, apro una parentesi per introdurre il Bar Orso, una caffetteria che prepara caffè specialty, monovarietali, caffè lunghi americani al sifone, e aeropress...
e ancora in zona San Salvario, la sinagoga, sorvegliata da decine di anni da alcuni militari dell'esercito, per le questioni di sicurezza (ah, aggiungo che la stazione centrale a Milano è finalmente sorvegliata, agli ingressi controllano se hai il biglietto)


e nel resto del tempo? un giro al Valentino, ci siamo seduti sulle panchine, e una sosta in un bar a bere un nebiolo...
peccato per l'acqua che ha fatto gli altri due giorni, camminavo con una busta della spesa in testa, però ho visto il bar Florio, davanti a palazzo Madama, preso il tè con serenissima Mò, preso il caffè ancora con Monica al Circolo degli artisti, visitato la galleria Subalpina (con un allettante ristorante all'interno, Arcadia, e uscendo il bar di Piero Chiambretti, Sfashion caffè), proprio dietro al monumento targa a Federico Nietzche in via Carlo Alberto, alla biblioteca Nazionale, a Palazzo Campana, e in linea d'aria vicino a Palazzo Carignano, a pochi passi da via Bogino, dove avevo quasi provato a coabitare con alcune amiche, ed a via Po, dove ero quasi riuscito ad affittare un appartamento, non da solo perchè guadagnavo appena 400.000 lire al mese, e sarebbero appena bastate per una mensilità, nel '79.... 
Ed eccoci nuovamente a Lecce, a raccontare a Costa, uno dei gemelli, dei luoghi e delle persone viste, di quelle che non mi ricordavo il nome, mentre lui le ricorda meglio di me, e forse le rintracceremo ancora una volta...


giovedì 19 maggio 2016

indovina il luogo

Durante la mia visita nel Nord, m isono fermato in vari posti, e ho raccolto grandi e piccole memorie, le foto devo ancora scaricarle, però vi propongo questo gioco
conoscete questi posti?
nella didascalia a lato della cappella, si descrive il quadro, qui al centro, il bambino in braccio alla vergine regge una sfera di cristallo


  • Al centro della Cappella, la tavola anonima del '500 (restaurata nel 1975) di ispirazione fiamminga, detta "Madonna della mela". Particolarmente efficaci gli audaci accostamenti cromatici, soprattutto delle vesti. La Vergine stringe nella mano destra una mela cotogna, mentre il Bambino benedicente posa la sinistra su una sfera di cristallo...

gli affreschi della cappella sono una testimonianza pittorica del trecento piemontese






mercoledì 18 maggio 2016

immagini di ieri

Questo non è un post, è una immersione nel passato
La prima foto è del 1971-72, siamo a Teplice, in una casa di amici di famiglia, moderna, tra caseggiati costruiti nel dopoguerra, mobilio puro stile comunista tipo Ikea, la ragazza, di qualche anno più giovane, famosa per avere dato un pugno a un suo compagno che l'aveva baciata senza chiederle il permesso
gli amici di Teplice mi chiedevano i chewing gums, e collezionavano le cartine, Brooklin la gomma del ponte, o dei jeans del mercato, e a me piaceva tanto la casa dei nonni, i nonni, gli alberi nel cortile, le doppie finestre, e le avventure a saltare i muretti e giocare a nascondino tra i caseggiati, o a fumare una sigaretta fatta di paglia più che di tabacco di nascosto nelle cantine, e le passeggiate nei boschi. E tutti i viaggi in treno ed in auto che facevamo anche due volte l'anno, per quei tempi mi sembrava una favola... si dormiva in auto, con la volta del cielo stellata, e si mangiava nei ristoranti per camionisti... e la birreria della stazione a Teplice, dove il nonno mi mandava a comprare la birra con una latta a misura, che aveva un manico che facevo ruotare..., le cartine delle sigarette che il nonno si rollava da solo, non vedente, e la radio che ascoltava, con musica classica e notiziari

la seconda è del 1993, siamo a Negrar, Verona, un party di istituto (Istologia)
con la mia mania di costruire mongolfiere che prendono a malapena il volo e si rompono subito dopo, di forma affusolata a siluro o sigaro; questa ha una sigla sul quadrato blu scuro, chissà cosa c'era scritto

la terza è dell'ottobre 2007, siamo a Nara, con mia sorella e mio cognato, insieme ad amici (Miyuki e Koji Irie-sama) che ci hanno raggiunto da Kanazawa per la cena in una izakaya, e per una domenica insieme a fare i turisti

sono sopravvissuto al militare (in fuga 1 notte al CAR), e alla FIAT (1 anno operaio al lingotto),  mi sono dimesso il primo di settembre del 1980, al rientro dalle ferie
ho preso senza biglietto la metro a Tokyo, in Giappone, perchè avevo finito i soldi e avevo perso il treno navetta (con tante scuse al'uscita del tornello), ho chiesto soldi nella stazione di Tokyo ai passanti, e sono riuscito a farmi imprestare 3000 yen, che ho poi restituito tramite amici
mi hanno accompagnato nell'aeroporto di Narita le hostess da un terminal all'altro, perchè il il cambio di volo prevedeva anche il cambio di compagnia (JAL), con un disegno di aereo rosa appiccicato sulla maglietta (di frettissima)
ho volato di seguito da Boston a Tokyo via Roma-Amsterdam, annullando il jet lag, viaggiando 48 ore di seguito, nel 2007
ultimo volo intercontinentale nel 2014, Roma-Atlanta-Costa Rica
ultimo volo Europeo nel 2017, fino a Londra-Warwick
ultimo volo nazionale, Alitalia, dicembre 2017, con mia madre, Milano-Brindisi



venerdì 15 aprile 2016

Jazz a Torino

Furio De Castri nel documentario sulla vita di Paolo Fresu, mi riporta al mio compagno di liceo Massimo Artiglia, che nei primi anni 70 suonava piano e contrabbasso in gruppi già forti, accompagnando Arturo Vitale al sax. La sera si andava in un locale stile Blue Note in piazza Solferino (forse lo Swing club), o su palchi di teatro dove loro si esibivano gratis. Si notava per la chioma, e per una moto 250 CV con cui girava per la collina.
Ci siamo parlati di recente, lui fisico prestato all'industria, ha partecipato a progetti di ricerca internazionali. Con Renato Giuliani, teatrante,  con cui cantava i pezzi di Jannacci e di Cochi e Renato, e Nicola De Maria, pittore e medico, sono state le persone più vicine e care negli anni '70.

  • Da metà 2007 fino a tutto il 2008 a Milano è stato membro del coro di musica sacra Kitaredium, coro che si è esibito in vari concerti e ha inciso un CD dedicato alla prima registrazione assoluta della Missa Cujus Toni di Johann Kaspar Kerll. Dal 2009 a oggi continua ad essere attivo sulla scena musicale principalmente di Torino come pianista di Jazz (con proprio trio e in piccole formazioni), pianista in gruppi di musica Brasiliana (a Roma, progetto Jobim, con il chitarrista Enrico Cresci) e tastierista in gruppi di soul music, rock e R&B. Nel 2009 ha ridato vita al progetto ideato negli anni ’90 (e poi interrotto) dedicato alla musica di Thelonious Monk e Bud Powell (Monk’n Bud) che attualmente propone. Nel 2011, entusiasmato dalla musica del pianista brasiliano João Donato, ha fondato il gruppo Latin Connection. Attualmente lavora a Pisa presso la Scuola Superiore S. Anna.


depliant del CIRCOLO La Rusnenta circolo Jazz, attivo fino al 2014





mercoledì 9 marzo 2016

Chi Sono: Quarta caffè a Lecce

Chi Sono
Edoardo Quarta nasce a Lecce 23 anni fa. Insieme al fratello Gaetano è la quarta generazione di torrefattori della Quarta Caffè S.p.A. Attualmente è il responsabile del Laboratorio di Ricerca e Sviluppo dell'azienda e nel 2014 ha dato vita al brand “Edo Specialty Coffee” un caffè da degustazione caratterizzato da materie prime eccellenti e con rigorosi standard di qualità dove la filiera è controllata personalmente da Edoardo Quarta dal terreno di coltivazione, all’acquisto dei caffè verde, alla tostatura, all’assaggio, fino al confezionamento. Un prodotto di degustazione di nicchia.
5-6 specialty coffees dal sapore unico, provenienti da Etiopia, Guatemala, El Salvador, e prodotti da caffè con metodi differenti (honey, natural, washed)
honey, il caffè a gradazione di fermentazione da chiara a rossa


 per la fermentazione controllata e lo sfruttamento delle mucillagini di superficie,

per ottenere una qualità superiore e aromi standardizzati nel tempo.

Il caffè macinato al momento viene utilizzato in french press, 15 gr per 250 ml, oppure con macchinette del caffe a pressione, acqua sotto, filtro e camera superiore. Da provare, lasciano in bocca aromi persistenti e intensi!

All'ombra del Barocco, della libreria Liberrima, ha ospitato una degustazione a cura di Edo Quarta e dei professionals Vito Spagnolo ed Angelo Segoni. Ai tavolini, una agenda per scrivere le sensazioni, e un segnaposto con citazioni letterarie, frasi celebri sul caffè, da Rimbaud a Erri De Luca...
Prossimamente avrà nel menù alla carta anche gli specialty coffees da far assaggiare in degustazione.
I modi di preparazione vanno dal filtrato (tipo americano)

alla estrazione con sifone
all'aeropress
qui un link di gambero rosso sulla distribuzione di specialty coffees e di bar dove è possibile gustarli

mercoledì 20 gennaio 2016

Cose da fare a Gennaio nel Salento

Dicevo, le ferrovie del Sud-Est....
soprattutto a cavallo dei giorni  dal 15 al 20 gennaio, io prendo treno e bus per andare al lavoro, così evito il problema di uscire dal paese e di ritrovare un parcheggio vicino casa....
prendere il treno significa vedere paesaggi e persone, con cui scambiare due parole, e apprezzare le nuove carrozze della Regione Puglia attrezzate per il trasporto delle bici
parlare del freddo, delle abitazioni, usi e costumi, con immigrati, persone del luogo, e fuori luogo (una ragazza che andava col treno a Martina Franca da cui proseguiva per raggiungere Taranto, il controllore doveva farle il biglietto sul treno, le ha sconsigliato il tragitto: faceva prima con le Ferrovie dello Stato!)
Novoli è stata in festa per San Antonio Abate, padre egiziano vissuto 105 anni ,tra il 250 ed il 350 D.C., festa anche chiamata di San Antonio de lu puercu, perchè raffigurato con un maiale, animale utile da cui ricavare unguenti in cui solubilizzare farmaci e estratti vegetali.

Vittorio Sgarbi, alla Lectio Magistralis, al Teatro comunale, lunedì 18, ha auspicato di essere nominato Presidente della Fondazione Focara....
foto nella settimana della festa, giovedì 14, al tramonto, con i lavoranti che montano le ultime fascine di potature delle vigne.... 25 metri in altezza, 22 metri in larghezza... la più larga, fino ad oggi.

Sabato è arrivato il maltempo, il freddo è necessario, siamo in inverno, ma la pioggia ha reso problematica l'accensione, e la realizzazione delle fasi che la accompagnano: i fuochi d'artificio, l'esibizione del funambolo, la processione (che si è tenuta il giorno dopo), e l'installazione (le bandiere della pace, con tutte le bandiere del mondo, come un catalogo negli atlanti di geografia). Come per azione di un interruttore, la pioggia ha smesso esattamente alle 20,30....
La domenica il falò ha bruciato fino a notte, e il mattino del lunedì alcuni viaggiatori in treno hanno raccontato della serata davanti al falò....

e questa è stata la focara precedente, del 2015, con l'installazione di Kounellis, con le pietre in croce alla base del falò
Negli altri giorni di gennaio
il Salento si presta a passeggiate al mare, qui siamo a Porto Cesareo, al bar Principe, in centro....
a pranzi al ristorante, come La Nave, a Torre San Isidoro, con il mercatino ambulante della domenica
a passeggiate nel centro storico di Lecce, nei vicoli silenziosi e quasi senza traffico,
a cene in pizzeria, ordinando pizza ai pomodori scattarisciati (quelli gialli, per l'inverno) e lampascioni alla genovese, come da ZeroUno, a Veglie
alla cura delle primizie che la stagione offre, come
piantare le fave per averle pronte a fine marzo
raccogliere cicorine e vedure selvatiche in campagna
fare escursioni in giornata (percorsi enogastronomici: Salice, Specchia, Lucugnano, Cocumola)
finire le potature nella vigna, trapiantare alberelli
stappare qualche bottiglia ritrovata (Aleatico, Grillo, Lacrima) recuperata dalle cantine, tra "le inutili macerie del tuo abisso" (Mare, Montale)
passeggiare nel bosco dell'Arneo, tra profumi di mirto e lentisco, fino alle Saline di Torre Colimena, tra i fenicotteri rosa
al parco di Porto Selvaggio, panorami dall'alto nella pineta e sentieri che scendono alle insenature rocciose
a Patu' tra Centopietre, chiese romaniche, ristorantini e pasticceria artigianale da "Picci", seduti a tavolini cornetti integrali e caffè con gelato
degustare birre artigianali, come da Orient Express, in via Palmieri, chiedendo una Baxta o una Cresta, Finibus Terrae, o una Pizzica, ben gelata
fermarsi al Barroccio per sentire suonare Rocco Nigro e Redi Hasa in concerto
passeggiare in un bosco di notte
non andare a dormire per una volta, ma aspettare l'alba sull'Adriatico
fare la litoranea adriatica da Leuca a Otranto mentre il sole sorge
ordinare frutti di mare crudi e un rosato Cantele all'Ostrica ubriaca
girare per Soleto, Sternatia, Martano, Corigliano e Melpignano, alla ricerca di un affresco e di sculture del passato Griko e medievale
per finire, una menzione della sagra della pastanaca, una carota dal colore viola intenso e sapore dolce, a Tiggiano, nel Capo di Leuca, il 18 gennaio, in occasione della festa di Sant'Ippazio, Santu Pati, con piatti tipici, tra cui il tortello alla Pestanaca
E, con una anticipazione a marzo, visto che siamo già nelle vicinanze, la festa e fiera di San Giuseppe a Castrignano del Capo, il 19 marzo, con bancarelle tradizionali e mercato del bestiame da cortile, e visita alla chiesetta di San Giuseppe ed al bosco di eucalipti sulla vecchia strada per Santa Maria di Leuca, e a raccogliere asparagi selvatici nei tanti chiari di bosco

martedì 19 gennaio 2016

Appunti di viaggio Natale 2015

Sebbene il blog sia rimasto fermo per diversi mesi, senza nuovi post, io mi sono mosso da Lecce in più occasioni. A parte la piacevole sensazione di prendere il treno locale (www.fseonline.it) sia per andare al lavoro (due giorni di festa a Novoli in cui ho preferito spostarmi con i mezzi pubblici) a Capodanno siamo andati a Castrignano del Capo (Lecce-Gagliano) in treno, insieme a due ospiti, Addison, e la sua compagna italiana,  Teresa. Mentre loro hanno camminato fino a Leuca ed al faro per vedere il mare, io ho preparato a casa la cena e acceso il caminetto. Dopocena, abbiamo chiacchierato (con  mia difficoltà dato l'accento americano) e ci siamo svegliati nel 2016. Dopo colazione, siamo rientrati su Lecce, loro continuando il viaggio fino a Foggia da dove hanno preso l'autobus per Napoli, io per riunirmi con la famiglia per il pranzo.
Ma il vero viaggio, di 7 giorni, è stato quello a cavallo del Natale per rivedere mia madre, a Colorno, presso cui ho trascorso 6 giorni,  senza uscire di casa, solo io e lei, a sondare i suoi umori, calmare paranoie, mettere a posto e sistemare cose, piccoli lavoretti necessari. Lei con la vista debole, l'udito scarso, la deambulazione in declino (zoppica, cammina piegata e si appoggia sui mobili, su cui lascia una pezza per scivolarci sopra e andare più spedita, esce col bastone ma avrebbe bisogno di due sostegni). 
Al telefono parla quasi sempre lei, non afferra più il senso di quello che le dico, specie se ha in mente solo i suoi pensieri: Per cui almeno abbiamo recuperato un dialogo a cui riesce a collegarsi ancora, per telefono, a distanza di giorni: l'ultima volta mi ha raccontato che un medico aveva consigliato ai genitori di darle del vino di Malaga, lei adolescente, per la sua costituzione debole, il vino costava 15 corone, e non se lo sono potuti permettere, perchè con quei soldi avrebbero mangiato tutti e tre. 
Abbiamo ricordato parenti e amici, lo zio Bucky, il suo cugino maggiore, Frantisek, e gli aneddoti sulla loro vita, sulla moglie infedele, sulla sua ex fidanzata, sul suo capriccio di entrare non ancora diciottenne a far parte della banda militare (esercito austriaco), pagato dalla famiglia, e alla vista del primo sangue la richiesta di uscire dall'esercito, ottenuta ancora una volta pagando una somma ai militari.
Novembre 2015: ha compiuto 90 anni, e fino a questo punto la vita è stata generosa. Nel 2016 avrà problemi coi vicini, con la cucina economica per una fuga di gas, la sostituiremo, andrà per un ultima volta a Rimini da mia sorella, poi nel 2017 la caduta, l'ospedale, le badanti che non sopporterà, e il viaggio con me a Castrignano del Capo. 

Ha preparato la Vanocka, il dolce di Natale lievitato Ceco, a forma di treccia (Zopf), come la Challah (con Addison, a cui ne ho fatto assaggiare qualche fetta, abbiamo parlato di un dolce che usava a casa sua, molto simile, da lui chiamato hallah. Ovviamente il cibo kosher non deve contenere latte o burro, ma può contenere miele, cardamomo, ecc...
L'impasto è come quello chei dolci chiamati buchty, soffici e quadrati, e i kolacie, rotondi o a teglia, più schiacciati.

ripieni di papavero macinato cotto nel latte, o ricotta, o stracotto di prugne (povidla)

Nell'impasto della Vanocka si aggiungono uvetta passa, mandorle, buccia di limone grattuggiata, e l'esterno è spalmato di uovo sbattuto, per dare colore durante la cottura. Le trecce si fermano con spilloni di legno, per mantenerli adesi, che si levano a fine cottura.
Prima della partenza, ha preparato uno strudel, alle mele renette, un cucchiaio di aceto per rendere la pasta elastica, un bicchierino di rhum, cannella, buccia di limone, pane grattuggiato saltato nel burro,  io l'ho aiutata, ha detto che ho tagliato le mele troppo grosse, ma è venuto bene, buonissimo, me ne sono portato via due terzi, per farlo assaggiare anche a casa.
Si arrotola aiutandosi con un panno steso sotto, la pasta viene tirata e appoggiata sul panno, poi si forma il rotolo e si piega, in modo da alloggiarlo nel fornello elettrico. Spalmare con burro e lasciarlo fondere, durante la cottura.
Quando sono andato via, verso la stazione, mi ha accompagnato per un pezzo sul marciapiede, perchè da casa dalla finestra non mi avrebbe visto andare via, poi si è arresa: sono stanca, mi fermo qui, vai, ci sentiamo.....

lunedì 5 ottobre 2015

Repertorio dei matti della città di Torino

Monica Bedana è una eccellenza italiana, una blogger ben nota nel giro (La zuccheriera) per anni insegnante di lingua in Spagna, sulla meseta, e rientrata nell sua Padova ha ripreso a fare la traduttrice oltre a corsi di avviamento alla lingua italiana per stranieri, con l'università. Ed un corso di scrittura creativa per sè.
Il suddetto corso, sotto la guida di Paolo Nori, al Circolo dei Lettori a  Torino... e questo è il frutto, pubblicato da Marcos y Marcos, che mi appresto ad acquistare e leggere
e. dato che sul blog del Circolo dei Lettori c'è una introduzione al libro in questa città, in parallelo alle forme che ha preso nelle altre sedi (Palermo, Bologna, Roma , Milano), e visto che Torino è la mia città di crescita,
ecco qui un copia-incolla
          Qui i nostri matti: Si tratta di indovinare di chi si parla
  • 1. Una non faceva altro che scrivere gialli. Se le dicevano, Scrivi qualcos’altro, lei rispondeva di no. E mai una volta che si sedesse alla scrivania. A quella che non faceva altro che scrivere gialli piaceva scrivere i gialli sui treni, sulle panchine, nelle stanze d’albergo, al bar. Mai una volta che qualcuno l’abbia vista alla scrivania, mai.
  • 2. C’era quello che faceva di lavoro l’ingegnere elettronico e non la smetteva mai di fare l’ingegnere elettronico. Lavorava venti ore al giorno, quindi per dormire gliene rimanevano solo quattro, e dormiva pure male.
  • 3. Uno è nato nel 1987 nell’Ohio ed era l’ultimo di sette fratelli. È diventato un inventore, ha pure battuto il record di brevetti. Questo qui, che è nato nell’Ohio, ultimo di sette fratelli, quando è diventato inventore e non ce la faceva più a inventare tutto da solo, ha cominciato a scegliere dei collaboratori. Per sceglierli li invitava a mangiare un piatto di zuppa. Se aggiungevano il sale nella zuppa, allora lui li scartava.
  • 4. C’era quello che faceva lo scrittore, era grasso e portava i baffi. Per diventare il maestro del romanzo realista francese ha bevuto ben cinquanta tazzine di caffè al giorno.
  • 5. Uno, quello che ha vinto il Premio Nobel per la fisica nel 1921, era solito commuoversi quando ascoltava musica classica. Ma non solo l’ascoltava, lui la componeva e suonava pure. E faceva anche birdwatching. Solo che la musica gli piaceva così tanto che quando osservava gli uccelli non poteva fare a meno di suonare anche il violino, e poi piangeva. E probabilmente faceva anche volar via gli uccelli.
  • 6. Uno diceva che Torino era la sua città preferita. Quando andava al mercato era convinto che gli vendessero l’uva migliore. Quando andava a teatro era convinto di ascoltare la musica migliore. Quando andava al caffè sotto casa era convinto che quello era il caffè migliore. Era tutto così migliore che anche lui ha cominciato a sentirsi il migliore, e allora ha scritto un libro che si intitola Ecce Homo, e ha cominciato a firmarsi Dioniso. Qualcuno pensa che lo fosse davvero, il migliore.

melecotogne

Merenda a scuola
La scuola elementare iniziava a ottobre, nei miei ricordi ci sono le rondini che partono, 4 ottobre San Francesco, e la scuola di Borgo San Paolo, Santorre di Santarosa, a poche centinaia di metri dalla scuola media in piazza Robilant intitolata a Leon Battista Alberti. Si raggiungeva a piedi, nei primi anni '60 percorrendo via Spalato, i giardini delle uscite pomeridiane in bici e a giocare a pallone, oggi sacrificati a scuole d'infanzia, e dopo il trasloco in corso Ferrucci passando da corso Peschiera, per via Di Nanni, lungo il mercato rionale, oltre la chiesa di San Bernardino, nel Borgo, e nel tragitto si comperava, rare volte, con 50 o 100 lire, una merenda. A Torino si vendeva la cotognata, un piccolo quadrato avvolto in carta cellofanata trasparente, di marmellata di mele cotogne. 
Sabato ne ho parlato a Lecce con amici, sapete a Torino mangiavo la cotognata di Lecce... e così mi sono reso conto a quando risale la mia consapevolezza del Salento. Non sapevo cosa fossero le mele cotogne, su quale albero crescessero, che fiori (bellissimi, di seta) facessero; in Piemonte si possono vedere ciliegi, capperi, vigneti, le mie uscite eerano state tutte in direzione del nord, Lago di Garda-Verona-Bolzano-Vienna-Linz-Salzburg-Monaco per raggiungere la Cecoslovacchia. Tre estati in colonia FIAT, però la prima a Salice D'Ulzio, e le due successive a Igea Marina.
Nel periodo dell'università ('72-'75) ho conosciuto i primi amici pugliesi, Foggia, Cerignola, Lecce... e mio cognato, di Castrignano del Capo, e così, nelle vacanze di Natale del '75, li ho seguiti fino a Santa Maria di Leuca, per trascorrere qualche giorno a Lecce con i gemelli,  vedere i monumenti e le sculture barocche, assaggiare la pasta di mandorle.
Nel giardino di famiglia, un albero di arancio amaro, profumatissimo, e le arance appena raccolte, con il profumo delle scorze sbucciate a mano.... le gaggie, dai batuffoli gialli, antesignane della stagione primaverile,  le mimose a febbraio...e  i fiori di mandorlo  a gennaio, grazie alla mitezza del tempo per la vicinanza il mare. L'ultima notte trascorsa all'hotel Rizieri, vuoto nella bassa stagione, ma pullulante di governanti e cuoche.
La famiglia di mia moglie mi ha accolto qualche anno dopo, ad ottobre 1980, e lì ho conosciuto i piaceri e le arti della cucina, spesso sul fuoco a legna, le marmellate estive e autunnali, con pere, uva, fichi, cotogne, melagrane, il pane lavorato a forme da 2 chili in pezzi da 10 o più, e infornato al forno a legna dal fornaio per poche lire, più una forma di pane a pagamento per il fornaio Bruno. Il mosto a fermentare, e l'odore delle distillerie a ottobre, per tutto il vinacciolo che una volta consegnato alla fabbrica serviva a produrre alcool e distillati, come il brandy.
Adesso è il mese dei melograni, delle mele cotogne, seguiranno le fejoje, poi sarà la volta dei mandarini, delle arance. Una buona idea è quella di fare spremute di succo, anche misto, le cotogne prendono il profumo dalle fejoje e il succo dalla melagrana, restituendo la polpa e la consistenza. Si congela in bottigliette da mezzo litro, nel congelatore, per il consumo nel resto dell'anno.
Se pigri, tagliate le mele cotogne a fettine, e copritele di rum, brandy o alcool a 40 gradi. Daranno una bevanda digestiva, profumata e meno alcoolica perchè allungata dal succo rilasciato dopo spremitura.

Blog culturale siciliano http://agavepalermo.com/2013/02/10/la-cotognata-poetica-ed-ottimista/

Blog storico http://www.fondazioneterradotranto.it/2012/10/14/lu-cutugnu-e-lu-cuttone-la-mela-cotogna-e-il-cotone/
Cotogne in cucina http://d.repubblica.it/argomenti/2012/11/05/news/ingrediente_mese_mela_cotogna-1344339/

Cotogne in Poesia, di Jane McKie:
http://irisnews.net/2015/08/14/mele-cotogne-di-jane-mckie-2/

Occhi, mele cotogne
mani, cipria d'Oriente
capelli, piramide di sole
labbra, mare succinto
       Dizionario della fantasia (Elio Ria, Poesia, ragazza mia)

Pavese traduttore di Ibico, nel suo soggiorno al confino a Brancaleone Calabro

venerdì 17 luglio 2015

40 campi di calcio di suolo agricolo perso vogliono dire 1 °C in media in più nelle citta

Il 'consumo di suolo' è per sempre

Il 'consumo di suolo', l'arretramento di aree agricole a causa dell'antropizzazione, è il tema della tavola rotonda organizzata dal Consiglio nazionale delle ricerche ad Expo il 18 luglio. Dalla definizione stessa di suolo, all'analisi storica, alle interazioni con il paesaggio e l'economia, alla sostenibilità dell'edilizia, all'approntamento di opere infrastrutturali e il loro impatto con il territorio 

Lo calpestiamo tutti i giorni ma è essenziale per la nostra esistenza. Produttore di cibo, regolatore di emissioni di gas serra, sede di almeno un terzo della biodiversità terrestre, il suolo trattiene inoltre l'acqua piovana, alimentando le falde e producendo acqua potabile. Ma questa risorsa ambientale non è rinnovabile, e il rischio concreto cui va incontro è il 'consumo di suolo', ossia la riduzione delle aree agricole e verdi a causa dell'espansione di città, edificazioni, impermeabilizzazioni: una profonda alterazione biofisica, irreversibile nella gran parte dei casi, con impatti sull'equilibrio ambientale a scala locale e globale.
La tavola rotonda 'Il consumo di suolo: strumenti per un dialogo', coordinata da Teodoro Georgiadis dell'Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr) prende spunto dal recente disegno di legge in materia di contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato (C. 2039 Governo), in discussione presso le commissioni riunite Agricoltura e Ambiente della Camera dei deputati. L'evento, che prevede la partecipazione congiunta di esperti nei diversi settori coinvolti nel processo, con l'obiettivo di fornire una visione il più ampia e diversificata possibile, avrà luogo nell'ambito di Expo 2015 presso Padiglione Italia, domani sabato 18 luglio a partire dalle ore 14.00.
Le nuove stime del Rapporto Ispra "Consumo di suolo in Italia" 2015, confermano una velocità media di perdita di 6 - 7 m2 al secondo, per un totale di 55 ettari al giorno, prevalentemente in aree agricole (quasi il 60%), ma anche urbane (22%) e naturali (19%). Si evince che sia stato cancellato anche il 20% della fascia costiera italiana, insieme a 34.000 ettari all'interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Le città continuano a espandersi disordinatamente (sprawl urbano), con un tessuto urbano a bassa densità che frammenta il paesaggio e gli habitat naturali.
"Le modifiche al suolo influiscono anche sul microclima urbano, favorendo le variazioni di temperatura tra città e campagna. Un meccanismo di 'naturalizzazione' dell'urbanizzato, grazie alla reintroduzione strategica della vegetazione in aree pubbliche e private, favorirebbe un processo di mitigazione, abbassando la temperatura anche di diversi gradi", spiega Georgiadis. "L'Ibimet, ha portato avanti una ricerca sulla quantificazione dei processi collegati al clima urbano, all'interno della quale è stato dimostrato quanto sia significativamente associato il consumo di suolo al livello termico della città, collegandolo ai rischi da caldo per le classi di popolazione fragili come per esempio gli anziani (studio recentemente pubblicato su Plos a cura di Marco Morabito, Alfonso Crisci e altri). Per avere un'idea: 40  campi di calcio di suolo consumato vogliono dire 1 °C in media in più nelle citta italiane", conclude.
Verrà inoltre presentato in anteprima il portale 'Soil Monitor' per la valutazione e quantificazione del consumo di suolo su scala nazionale, un'applicazione geo-spaziale via web ancora in via sperimentale, il cui lancio ufficiale è previsto per il prossimo autunno, che fornisce risposte in tempo reale sulla dinamica dell'antropizzazione e frammentazione del territorio rurale. "Il portale si avvale di dati su scala nazionale liberamente disponibili, ma anche di quelli dell'Ispra con il quale abbiamo aperto una collaborazione. Recentemente è giunto anche il supporto dell'Istituto nazionale di urbanistica (Inu)", afferma Angelo Basile, ricercatore dell'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del mediterraneo (Isafom) del Cnr. "Il portale è stato realizzato dal Centro di ricerca interdipartimentale per il supporto alla gestione del paesaggio e dell'agroambiente (Crisp) in cui confluiscono ricercatori dell'Università di Napoli Federico II e dell'Isafom-Cnr, assieme a Geosolutions srl".
Durante l'evento sarà possibile sperimentare le funzioni del portale europeo Soilconsweb, in grado di calcolare la perdita di funzioni ecosistemiche, tra cui il corrispettivo in grano equivalente perso. Il portale contiene numerosi dati informativi spaziali di alta qualità relativi al suolo e al paesaggio, cui hanno contribuito il Cnr-Isafom, la Federico II, la Regione Campania e Ariespace srl. Attualmente il programma è operativo su un'area campione di circa 20.000 ettari nella Valle Telesina, in provincia di Benevento.

E' possibile consultare il sito e scaricare il materiale: https://www.expo.cnr.it/it/node/83
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